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	<title>Cultura Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<title>Cultura Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Torna Scenari, il festival letterario di Modica che dal 25 giugno al 26 luglio animerà i fine settimana. C&#8217;è anche la grande musica d&#8217;autore con il concerto di Dimartino</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/23/torna-scenari-il-festival-letterario-di-modica-che-dal-25-giugno-al-26-luglio-animera-i-fine-settimana-ce-anche-la-grande-musica-dautore-con-il-concerto-di-dimartino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Torna Scenari, il festival letterario di Modica che animerà per un mese i fine settimana. Si parte il 25 giugno con un nome nobile della letteratura mondiale: Emmanuel Carrère d&#8217;Encausse. Nato a Parigi il 9 dicembre del 1957, Carrère da qualche anno, pubblica in Italia per Adelphi e ha scritto autentici capolavori della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/23/torna-scenari-il-festival-letterario-di-modica-che-dal-25-giugno-al-26-luglio-animera-i-fine-settimana-ce-anche-la-grande-musica-dautore-con-il-concerto-di-dimartino/">Torna Scenari, il festival letterario di Modica che dal 25 giugno al 26 luglio animerà i fine settimana. C&#8217;è anche la grande musica d&#8217;autore con il concerto di Dimartino</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Torna Scenari, il festival letterario di Modica che animerà per un mese i fine settimana. Si parte il 25 giugno con un nome nobile della letteratura mondiale: Emmanuel Carrère d&#8217;Encausse. Nato a Parigi il 9 dicembre del 1957, Carrère da qualche anno, pubblica in Italia per Adelphi e ha scritto autentici capolavori della letteratura mondiale sin dal 1983, anno del suo esordio letterario con L’ami de jaguar. Ma è nel 2000 che il successo di Carrère supera ogni confine quando pubblica L’Avversario narrando la storia di Jean-Claude Romand, uomo vissuto nella menzogna che dopo aver fatto credere per 18 anni alla sua famiglia di essere un medico, decide di sopprimere la moglie, i suoi figli, i suoi genitori, tenta di uccidere l’amante e di dar fuoco alla sua casa, quando si accorge di essere stato smascherato. Da L&#8217;avversario in poi, in ogni sua opera Carrère compare come narratore presente ai fatti, scrivendo pagine radicate nella realtà come in Limonov, il suo libro più venduto, in cui la biografia romanzata del leader dissidente russo Ėduard Limonov diventa uno strumento di analisi della Russia, passando dall’URSS a Putin. Sarà lui in uno scenario di grande suggestione di Modica, ad alzare idealmente il sipario sull’edizione di quest’anno del festival letterario.</p>
<p></p>
<p>Domenica 26 luglio, sarà la musica ad essere protagonista con il concerto di Dimartino (promosso da Scenari con l’associazione Riad) che segnerà l’ultimo atto dell’evento letterario di quest’anno. Cantautore nato a Palermo 43 anni fa, per cinque anni, sino al 2024, Dimartino ha avuto una fortunata collaborazione artistica con il suo amico cantautore Colapesce con cui ha formato il duo che ottenne uno straordinario successo alla 71ª edizione del Festival di Sanremo con Musica leggerissima, arrivando al quarto posto, vincendo il Premio Lucio Dalla e ottenendo 3 dischi di platino, prima di aggiudicarsi il premio Siae ai Power Hits Estate. Dmartino ha iniziato con i Famelika con cui nel 2009 salì sul palco del Festival del Primo Maggio a Roma. Ha collaborato, fra gli altri, con Brunori Sas ed è tra gli autori di Uomo che cade di Tredici Pietro in gara al Festival di Sanremo 2026.</p>
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		<title>&#8220;Questa non è una mostra sul paesaggio&#8221;: la bipersonale degli artisti Costa e Rastelli alla Sacca gallery di Modica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Qual è il confine fra paesaggio come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno sfondo da contemplare o uno spazio da costruire e immaginare? A questi interrogativi prova a rispondere il nuovo progetto espositivo che verrà inaugurato sabato 18 aprile alle ore 19 alla Galleria Sacca di Modica: “Questa non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Qual è il confine fra paesaggio come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno sfondo da contemplare o uno spazio da costruire e immaginare? A questi interrogativi prova a rispondere il nuovo progetto espositivo che verrà inaugurato sabato 18 aprile alle ore 19 alla Galleria Sacca di Modica: “Questa non è una mostra sul paesaggio”, bipersonale di Giuseppe Costa (Palermo, 1980; vive a Milano) e Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986), attesi al vernissage. Il titolo ambiguo, scelto dal curatore Giovanni Scucces, richiama una celebre opera di René Magritte e mette in crisi l’idea stessa di paesaggio sottraendolo a una definizione univoca per indagarlo come esperienza percettiva e costruzione mentale. Il paesaggio non è qui inteso come semplice dato fisico, ma come risultato di uno sguardo: prende forma nell’atto di essere osservato, interpretato e interiorizzato, diventando elemento di memoria e identità. Per entrambi gli artisti si configura come soglia percettiva, spazio immaginifico e deposito di vissuti.</p>
<p></p>
<p>Nei lavori di Giuseppe Costa il paesaggio appare sospeso in un’atmosfera rarefatta: velature e foschie attenuano i contorni trasformando la visione in esperienza sensoriale. Il disegno diventa strumento di rielaborazione della memoria, dove immagini incerte e frammentarie oscillano tra apparizione e dissolvenza. Elementi naturali come vento, acqua e masse nuvolose assumono consistenze tattili, mentre figure evanescenti emergono come presenze fugaci. L’uso di carboncino, grafite e pastelli genera una materia pulviscolare che accentua la dimensione sospesa e poetica dell’immagine. Se Costa lavora per sottrazione, Rastelli costruisce immagini in cui la figura umana è centrale. I suoi personaggi si stagliano su paesaggi-scenografia attraversati da pattern decorativi e suggestioni “pop”, trasformando il fondale in dispositivo narrativo attivo. La sua ricerca indaga il rapporto tra memoria, tempo e rappresentazione: fotografie d’epoca e immagini d’archivio vengono rielaborate in contesti sospesi tra realtà e immaginazione. Elementi come galassie e costellazioni emergono come proiezioni della psiche, mentre l’uso del legno di abete, con le sue venature, entra nella costruzione visiva dell’opera contribuendo al significato formale e narrativo.</p>
<p></p>
<p>Il dialogo tra i due artisti si sviluppa nella tensione tra spazio naturale e spazio costruito: nei lavori di Costa il paesaggio si smaterializza, in quelli di Rastelli si organizza come struttura scenica. In entrambi i casi perde il ruolo di sfondo per diventare elemento attivo dell’opera. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 13 giugno 2026, dal martedì al sabato dalle 17 alle 20; altri giorni e orari su appuntamento. Maggiori informazioni su www.sacca.online.</p>
<p></p>
<p><strong>Brevi cenni biografici sugli artisti</strong><br />
Giuseppe Costa (Palermo, 1980) vive e lavora a Milano. Formatosi tra l’Accademia Abadir di Palermo e l’Accademia di Brera, ha collaborato con realtà come Hangar Bicocca e diverse gallerie tra Palermo e Milano. Dal 2013 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra i progetti più rilevanti Drawings from lightnings, presentato anche al Miart e al Wop Art di Lugano. Nel 2022 un suo lavoro entra nella collezione del Museo del Novecento di Milano. Tra le mostre recenti: Flora, Fauna &#038; Cemento (Museo Civico di Noto, 2023) e personali presso Maab Gallery e Sacca Gallery.<br />
Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986) vive e lavora a Parma. Diplomato all’Accademia di Brera, ha studiato anche alla Latvian Art Academy di Riga e partecipato a residenze in Belgio e Islanda. Espone in Italia e all’estero in mostre collettive e personali fra cui: Per Grazia Ricevuta, Galleria Giovanni Bonelli – Milano, 2024; Surreal Salon 15, Baton Rouge Gallery – USA, 2023; Pittori fantastici nella valle del Po, a cura di Camillo Langone, al Pac di Ferrara, 2020; Paesaggi, allo Studio d&#8217;Arte Cannaviello di Milano nel 2016. Finalista alla 23ª edizione del Premio Cairo, è stato selezionato per numerosi premi tra cui Arteam Cup, Exibart Prize e Premio Combat.</p>
<p></p>
<p><em>Titolo mostra: Questa non è una mostra sul paesaggio<br />
Inaugurazione: sabato 18 aprile ore 19<br />
Periodo: dal 18 aprile al 13 giugno 2026<br />
Luogo: Galleria Sacca, Via Sacro Cuore 169/A, Modica – Rg (ingresso da via Fosso Tantillo)<br />
Artisti: Giuseppe Costa, Carlo Alberto Rastelli<br />
Curatore: Giovanni Scucces</em></p>
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		<title>Maurizio Mastrini in concerto a Ragusa: una anteprima del pianista e compositore destinata a lasciare il segno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/25/maurizio-mastrini-in-concerto-a-ragusa-un-evento-in-anteprima-del-pianista-e-compositore-destinato-a-lasciare-il-segno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Sabato prossimo a Ragusa andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi e carichi di suggestione del nuovo percorso artistico di Maurizio Mastrini: un concerto evento in anteprima destinato a lasciare il segno, organizzato dall’Associazione Melodica presso l’Auditorium Centro Commerciale Culturale, sotto la direzione artistica di Diana Nocchiero. Una tappa simbolica all’interno del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Sabato prossimo a Ragusa andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi e carichi di suggestione del nuovo percorso artistico di Maurizio Mastrini: un concerto evento in anteprima destinato a lasciare il segno, organizzato dall’Associazione Melodica presso l’Auditorium Centro Commerciale Culturale, sotto la direzione artistica di Diana Nocchiero. Una tappa simbolica all’interno del Capelli International Tour 2026–2028, che porterà Mastrini nei quattro angoli del mondo, dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Oceania, fino a mete sorprendenti e simboliche. Dopo aver incantato il mondo con 160 date sold out del Ghost International Tour 2024–2025, attraversando le capitali più iconiche del pianeta, Maurizio Mastrini torna. E lo fa nel modo più autentico possibile: mettendo a nudo la propria anima.</p>
<p></p>
<p>Nasce così “Capelli”, il nuovo album del pianista umbro, un’opera intensa, viscerale, profondamente umana. Non è solo musica: è un racconto, una confessione, un viaggio dentro l’identità di un artista che ha fatto della libertà la sua scelta più radicale. Maurizio Mastrini è molto più di un pianista e compositore: è un artista che trascende le convenzioni musicali, un visionario il cui genio creativo ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo. La sua vita e la sua arte sono legate a una storia di passione e dedizione, tanto da essere definito dalla critica e dagli addetti ai lavori “il fenomeno”. Fenomeno per i numeri che lo consacrano, ma anche per la sua necessità continua di esplorare mondi nuovi nella musica. Dal fenomeno ci si può aspettare tutto: assistere a due concerti diversi, trovarlo a suonare con pennelli, elastici, bacchette, perché del pianoforte Mastrini vuole sfruttare ogni possibilità.</p>
<p></p>
<p>Con 14 album all’attivo, circa 1000 concerti sold out negli ultimi dieci anni e oltre un milione di spettatori, Mastrini è oggi uno dei pianisti italiani più ascoltati al mondo, con oltre 48 milioni di stream su Spotify. Ma dietro i numeri, c’è una traiettoria fuori dagli schemi, costruita controcorrente. “La mia ricchezza è la mia libertà. Ho scelto di essere libero anche quando questo significava rinunciare a contratti con le major, a milioni di dischi, a scorciatoie. Una scelta che si riflette in ogni dettaglio della sua vita e della sua arte. Niente limousine, niente bodyguard, niente filtri. “Faccio i miei tour viaggiando in una 500, volo low cost, non ho manager che decidono per me. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta.” È questa indipendenza assoluta a nutrire “Capelli”, un album che vibra di autenticità. In 12 tracce, realizzate con l’Orchestra Sinfonica della Felicità, Mastrini attraversa mondi sonori che uniscono minimalismo contemporaneo, suggestioni sudamericane e radici jazz. Ogni composizione è un frammento di vita, un’emozione trasformata in suono.</p>
<p></p>
<p>Conosciuto come “il pianista che suona al contrario”, Mastrini rompe le regole: suona partendo dall’ultima nota, pizzica le corde, percuote il pianoforte, reinventando completamente lo strumento. Il suo è un linguaggio libero, istintivo, impossibile da imbrigliare. “Quando nella mappa della mia vita ho dovuto scegliere il percorso, ho preso quello panoramico. Più lungo, più difficile… ma senza pedaggi.” Una dichiarazione che oggi diventa manifesto artistico. “I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo.” Un simbolo nato da una timidezza profonda, da quel senso di inadeguatezza che lo ha accompagnato sin da ragazzo, quando da un piccolo borgo umbro si è ritrovato sui palcoscenici più prestigiosi del mondo — dalla Carnegie Hall di New York all’Arena di Tokyo. E proprio da quel “nascondersi” nasce oggi un’opera che è, al contrario, una rivelazione totale.</p>
<p></p>
<p>Il brano “Capelli” è il cuore pulsante del disco: una autobiografia musicale intensa, ironica, viscerale. “El Toque” rende omaggio a Diego Armando Maradona, nel segno di un talento condiviso: il tocco — quello sul pallone, quello di Maurizio Mastrini sulla tastiera. Un legame che si riflette anche in una curiosa affinità astrale: entrambi Scorpione, ascendente Scorpione. “Paris c’est l’amour” e “Monsieur Satie” evocano eleganza e memoria; “El Cubano” celebra la libertà di vivere; “No Smoking” respira l’anima dei jazz club americani. “Stop” rompe gli schemi con energia dirompente, mentre “Aria” e “Lacrima” accompagnano l’ascoltatore in una dimensione più intima e profonda. Chiude “Tango Clandestino”, omaggio sentito a Papa Francesco.</p>
<p></p>
<p>Ma è tra le righe, tra le pause, che si coglie il senso più profondo del progetto: “La mia anima vuole la libertà, la mia arte si nutre della bellezza che trovo nelle persone. Non cerco scorciatoie. Io oggi sono esattamente quello che sono, non quello che vorrei essere.” Un pensiero che si traduce in musica, in scelte, in coerenza. “Non ho milioni di follower, non ho dischi d’oro. Ma non so nemmeno cosa sia l’invidia.” Ed è forse proprio questa libertà, così rara, così autentica, il vero successo. “Capelli” non è solo un album. È una scelta di vita. È il coraggio di restare se stessi&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;La Spartenza, storia di una lontananza&#8221;: la première del documentario di Alessia e Domenico Scarso al cineteatro Aurora a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/02/17/la-spartenza-storia-di-una-lontananza-la-premiere-del-documentario-di-alessia-e-domenico-scarso-al-cineteatro-aurora-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 20:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà il Nuovo Cineteatro Aurora di Modica ad ospitare, mercoledì 18 febbraio alle ore 21, la prima proiezione pubblica del documentario “La Spartenza. Storia di una Lontananza”, diretto da Alessia Scarso, scritto da Alessia Scarso e Domenico Scarso, e prodotto da Arà Film. La scelta di Modica per la prima rappresenta un ritorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà il Nuovo Cineteatro Aurora di Modica ad ospitare, mercoledì 18 febbraio alle ore 21, la prima proiezione pubblica del documentario “La Spartenza. Storia di una Lontananza”, diretto da Alessia Scarso, scritto da Alessia Scarso e Domenico Scarso, e prodotto da Arà Film. La scelta di Modica per la prima rappresenta un ritorno simbolico alle radici del racconto e al territorio da cui la storia prende vita. Il documentario, della durata di 79 minuti, nasce infatti da una vicenda familiare profondamente legata alla Sicilia e alla sua storia migratoria, trasformando una memoria privata in una riflessione universale sulla lontananza, sull’identità e sulle dinamiche tra chi parte e chi resta.</p>
<p></p>
<p>Al centro del film vi sono Gina e Teresa, due sorelle che tornano per qualche giorno nella casa d’infanzia a Minciucci, ripercorrendo attraverso gesti quotidiani, fotografie, lettere e filmati di famiglia, la storia dei loro fratelli emigrati in Australia negli anni Cinquanta. Attraverso questo materiale intimo e prezioso, il documentario ricostruisce un arco narrativo di oltre sessant’anni, restituendo un ritratto familiare che diventa metafora di una vicenda collettiva che ha coinvolto milioni di italiani. </p>
<p></p>
<p>Arricchito dalle musiche originali del compositore ragusano Marco Cascone, “La Spartenza. Storia di una Lontananza” è un’opera che si muove tra memoria personale e storia condivisa, esplorando il significato profondo della separazione, della nostalgia e della continuità dei legami oltre il tempo e la distanza. Un racconto che affonda le sue radici nella microstoria di una famiglia per raccontare una delle esperienze più significative della storia italiana del Novecento: l’emigrazione.</p>
<p></p>
<p>Alessia Scarso, già regista del film Italo e del documentario Vasa Vasa, costruisce insieme al fratello e montatore Domenico Scarso un’opera dal forte valore emotivo e antropologico, utilizzando materiali filmici originali e d’archivio che attraversano generazioni e tecnologie, dal Super8 alle videochiamate contemporanee, restituendo una testimonianza viva e autentica della memoria migrante. Dopo la prima di Modica, il documentario sarà presentato in altre sale del territorio, anche in versione con sottotitoli per non udenti, confermando la volontà di avviare un dialogo diretto con le comunità locali, protagoniste e custodi di questa storia. La proiezione del 18 febbraio rappresenta un appuntamento significativo per il pubblico e per il territorio, offrendo l’occasione di condividere un’opera che parla di radici, appartenenza e memoria, temi che continuano a risuonare profondamente nella storia e nell’identità collettiva.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=dqCrWUlo0Cc" target="_blank"><strong>TRAILER</strong></a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=mMqjDeQMQAk" target="_blank"><strong>BACKSTAGE</strong></a></p>
<p></p>
<p><em>L’elenco di tutte le proiezioni:<br />
18 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora — ore 21:00<br />
19 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 21:00<br />
20 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora — ore 17:00<br />
20 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 17:00<br />
20 febbraio 2026 — Pozzallo — Cine Giardino — ore 21:00 (versione con sottotitoli per non udenti)<br />
23 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora (riservata scuole) — ore 09:00<br />
23 febbraio 2026 — Ragusa — Cinema Lumière — ore 19:00<br />
25 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 17:00</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/02/17/la-spartenza-storia-di-una-lontananza-la-premiere-del-documentario-di-alessia-e-domenico-scarso-al-cineteatro-aurora-a-modica/">&#8220;La Spartenza, storia di una lontananza&#8221;: la première del documentario di Alessia e Domenico Scarso al cineteatro Aurora a Modica</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;: il nuovo album del polistrumentista modicano Salvo Scucces è anche un racconto intimo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/01/09/tu-verrai-destate-il-nuovo-album-del-polistrumentista-modicano-salvo-scucces-e-anche-un-racconto-intimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 16:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; E&#8217; uscito l&#8217;album &#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;, ascoltabile QUI. Si tratta del nuovo lavoro discografico del polistrumentista e produttore Salvo Scucces per l&#8217;etichetta siciliana Isulafactory e distribuito su tutte le piattaforme digitali da Believe Italia e presto in formato fisico da Ird. Un racconto intimo per pianoforte sulla nascita, l’attesa e la fragilità. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/01/09/tu-verrai-destate-il-nuovo-album-del-polistrumentista-modicano-salvo-scucces-e-anche-un-racconto-intimo/">&#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;: il nuovo album del polistrumentista modicano Salvo Scucces è anche un racconto intimo</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; E&#8217; uscito l&#8217;album &#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;, ascoltabile <a href="https://bfan.link/tu-verrai-d-estate" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>. Si tratta del nuovo lavoro discografico del polistrumentista e produttore Salvo Scucces per l&#8217;etichetta siciliana Isulafactory e distribuito su tutte le piattaforme digitali da Believe Italia e presto in formato fisico da Ird. Un racconto intimo per pianoforte sulla nascita, l’attesa e la fragilità. Un cammino affrontato in prima persona dalla moglie dell’autore, ma condiviso intensamente come coppia, tra speranze, paure, difficoltà e momenti di profonda fragilità. L’album racconta gli alti e bassi emotivi di questa esperienza, trasformando un vissuto personale in una narrazione universale, capace di rispecchiare il sentire di molte madri, coppie e famiglie. È il racconto di un viaggio che, attraversando tempeste interiori e attese sospese, conduce infine alla gioia della nascita. Dal punto di vista espressivo, Scucces sceglie di affidarsi esclusivamente al pianoforte, strumento percepito come il più autentico per elaborare e restituire queste emozioni. Ne nasce un linguaggio essenziale e intimo: suoni semplici, poche note, minime variazioni timbriche, ampi spazi di respiro e melodie che oscillano tra nostalgia e suggestioni infantili. Il disco è composto da 8 brani i cui titoli, letti in sequenza, formano una breve poesia:</p>
<p></p>
<p><em>Come un fiore sbocciato<br />
Superata la tempesta<br />
Fugace attesa<br />
Fluttua un richiamo<br />
Che danza in un sogno<br />
Illuminando una vita<br />
Tu verrai d’Estate<br />
Valerio</em></p>
<p></p>
<p>Il titolo dell’album, “Tu verrai d’Estate”, è tratto da una filastrocca scritta dal padre dell’autore alla notizia dell’imminente arrivo del nipote: un gesto che diventa simbolo di continuità, un ponte tra generazioni, memoria e attesa. Dedicato innanzitutto a Valerio, il disco si propone anche come uno spazio di riflessione sulle difficoltà legate alla gravidanza e alla nascita, temi ancora poco raccontati. Un omaggio a chi ha affrontato problemi, dolori e ostacoli lungo questo percorso, a chi è caduto e ha trovato la forza di rialzarsi, e a chi, nella speranza di una gioia futura, si è trovato ad affrontare un dolore inatteso. “Tu verrai d’Estate” è un’opera intima e delicata, che invita all’ascolto profondo e alla condivisione di un’esperienza tanto personale quanto universale.</p>
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		<title>Enrico Maltese, &#8220;Pittore e fotografo a Modica tra 800 e 900&#8221;, in una mostra unica con il liceo artistico</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/01/09/enrico-maltese-pittore-e-fotografo-a-modica-tra-800-e-900-in-una-mostra-unica-con-il-liceo-artistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 16:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Melania Abbate MODICA &#8211; Si inaugura sabato alle 18 al Palazzo dei Mercedari di Modica, la mostra “Enrico Maltese pittore e fotografo a Modica tra Ottocento e Novecento”, in collaborazione con il Liceo Artistico di Modica. La mostra raccoglie dipinti e fotografie dell&#8217;artista modicano (1862-1920), provenienti da collezioni private. Il suo percorso espositivo riflette [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Melania Abbate</em></p>
<p></p>
<p>MODICA &#8211; Si inaugura sabato alle 18 al Palazzo dei Mercedari di Modica, la mostra “Enrico Maltese pittore e fotografo a Modica tra Ottocento e Novecento”, in collaborazione con il Liceo Artistico di Modica. La mostra raccoglie dipinti e fotografie dell&#8217;artista modicano (1862-1920), provenienti da collezioni private.  Il suo percorso espositivo riflette lo studio degli usi e costumi dei suoi compaesani, proponendo vedute cittadine e ritratti fotografici e pittorici di popolani e contadini. Ne risulta una personalità centrale nella cultura siciliana e più in generale nel panorama dell’arte italiana dello scorso secolo, a cavallo tra Ottocento e Novecento. Fin da subito, Maltese, piacque  per la sua spontaneità di composizione, ed è proprio da qui che partono i lavori dei studenti del Liceo Artistico, che con la guida dei rispettivi docenti di Pittura e di Grafica, di Moda e di Scultura,  hanno donato alle sue opere una seconda occasione. I ragazzi non hanno realizzato delle semplici copie conformi, ma bensì delle reinterpretazioni dei lavori dell&#8217;artista con uno stile autonomo, o addirittura opere diverse, dove il riferimento a Maltese è semplicemente lo spunto per una creazione originale. La mostra, a cura di Tendenze Aps, è stata realizzata con il contributo del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e il patrocinio del Comune di Modica, ed è visitabile fino al 30 gennaio.</p>
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		<title>Oltre 30 artisti in mostra per una proposta accessibile e plurale sull&#8217;arte di oggi alla Sacca Gallery a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/12/14/oltre-30-artisti-in-mostra-per-una-proposta-accessibile-e-plurale-sullarte-di-oggi-alla-sacca-gallery-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 10:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sacca Gallery presenta la quarta edizione di Supersacca, il progetto che, anno dopo anno, mette insieme una vera costellazione di artisti di fama e di talento confermando lo spirito generoso, inclusivo e sempre in fermento che caratterizza la galleria d&#8217;arte diretta da Giovanni Scucces. Nella sede della galleria in via Fosso Tantillo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sacca Gallery presenta la quarta edizione di Supersacca, il progetto che, anno dopo anno, mette insieme una vera costellazione di artisti di fama e di talento confermando lo spirito generoso, inclusivo e sempre in fermento che caratterizza la galleria d&#8217;arte diretta da Giovanni Scucces. Nella sede della galleria in via Fosso Tantillo a Modica, si domenica pomeriggio si è alzato il sipario su una collettiva, tanto ricca quanto variegata, pensata per offrire al pubblico uno sguardo ampio e accessibile sull’arte contemporanea di oggi. Il progetto nasce dal desiderio di attivare un luogo d’incontro fertile tra linguaggi, generazioni e poetiche differenti. Il titolo “Supersacca” ribadisce il carattere eccezionale dell’iniziativa: un contenitore “extra-large” in cui convivono stili, tecniche, temi e materiali molteplici creando un paesaggio visivo ricco e sorprendente. Con questo spirito Supersacca IV riunisce 34 artisti, tra presenze consolidate e nuovi inviti, accomunati dalla qualità delle ricerche e dall’attenzione verso linguaggi differenti: tanta pittura, ma anche fotografia, disegno, scultura e sperimentazioni ibride.</p>
<p> </p>
<p>L’iniziativa nasce, ancora una volta, dal desiderio di mettere in dialogo voci e sensibilità differenti, creare connessioni e aprire spazi di incontro reale tra artisti, pubblico e collezionisti. Una pluralità che si traduce in una mostra dinamica, ricca di prospettive e suggestioni, in cui convivono stili, tecniche e visioni provenienti da percorsi molto diversi. Anche quest’anno, dunque, viene confermato il format che ha reso SUPERSACCA un appuntamento riconosciuto e atteso. L’obiettivo è duplice: da un lato presentare una panoramica ampia e dinamica delle ricerche artistiche attuali; dall’altro rendere l’arte accessibile chiedendo agli artisti di proporre per l&#8217;occasione opere sotto i 500 euro. Una scelta che da quattro edizioni consente a collezionisti, appassionati e curiosi di avvicinarsi con maggiore facilità al mondo dell’arte contemporanea e, se lo desiderano, di portare subito a casa quelle opere capaci di toccare le proprie corde.</p>
<p> </p>
<p>Gli artisti invitati per Supersacca IV sono: Calogero Arcidiacono (Catania 1998, San Teodoro, ME), Miriam Auteri (Caltagirone 1999, Palagonia, CT), Andrea Mario Bert (Forlì 1984), Giuseppe Bombaci (Siracusa 1978), Davide Bramante (Siracusa 1970), Daniele Cascone (Ragusa 1977), Francesco Ciavaglioli  (Avezzano, AQ, 1983, Milano), Giuseppe Costa (Palermo 1980, Milano), Demetrio Di Grado (Palermo 1976, Caltagirone, CT), Giorgio Distefano (Ragusa 1972, Firenze), Giuseppe Fittipaldi (Pisticci, MT, 2000), Davide Fontana (Palermo 1995), Rachele Frison (Desio, MB, 1995, Milano), Alessandro Giorgi (Torretta Granitola, TP, 1989, Monaco di Baviera &#8211; Germania), Lorenzo Gnata (Biella 1997), Federica Gonnelli (Firenze 1981), Loredana Grasso (Erice, TP, 1982, Palermo), Valentina Grilli (Milano 1983), Patrizia Leonino (Palermo 1988), Andrea Mangione (Catania 1986), Marilina Marchica (Agrigento 1984), Alice Mattia (Catania 2000), Silvia Mei (Cagliari 1985, Milano), Riccardo Paternò Castello (Catania 1980, Milano), Maurizio Pometti (Catania 1987), Rossana Ragusa (Ragusa 1980, Andalusia – Spagna), Carlo Alberto Rastelli (Parma 1986), Isabella Rigamonti (Besana in Brianza, MB, 1969), Gabriele S. Buzzanca (Barcellona P.G., ME, 1986, Venezia), Marta Sesana (Merate, LC, 1981, Milano), Alessio Vaccari (Pisa, 1977, Livorno), Giacomo Valvo (Palermo 2002), Giovanni Viola (Modica, RG, 1981), Elisa Zadi (Arezzo 1979, Firenze). La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 18 gennaio 2026, dal martedì al sabato nei consueti orari di apertura della galleria; altri giorni e fasce orarie su appuntamento. Tutti i dettagli e gli aggiornamenti nel sito della galleria www.sacca.online.</p>
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		<title>La presentazione a Modica di &#8220;Indagini nel borgo&#8221;, il romanzo dello scrittore e poeta Giuseppe Macauda</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/12/02/la-presentazione-a-modica-di-indagini-nel-borgo-il-romanzo-dello-scrittore-e-poeta-giuseppe-macauda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 15:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà incentrato sull&#8217;ultimo libro dello scrittore e poeta modicano Giuseppe Macauda, componente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, il VI appuntamento della ventunesima stagione del circolo culturale, che si terrà sabato 6 prossimo al Palazzo della Cultura, alle ore 17.30. “Indagini nel borgo”, che racchiude 10 racconti, sarà presentato dalla scrittrice Mariza Rusignuolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà incentrato sull&#8217;ultimo libro dello scrittore e poeta modicano Giuseppe Macauda, componente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, il VI appuntamento della ventunesima stagione del circolo culturale, che si terrà sabato 6 prossimo al Palazzo della Cultura, alle ore 17.30. “Indagini nel borgo”, che racchiude 10 racconti, sarà presentato dalla scrittrice Mariza Rusignuolo di Canicattì, autrice, su riviste e giornali , di recensioni e saggi di romanzi, di prefazioni e postfazioni di sillogi poetiche , nonché di saggi. L’incontro sarà arricchito dalle letture dell’attore Piero Pisana e Rosanna Giannone, docente dell’Istituto “Verga” di Modica e componente del Quasimodo. Il Maestro Giannino Amore di Ispica animerà la serata con intermezzi musicali al pianoforte.</p>
<p>“I 10 racconti della silloge – si legge nella prefazione a cura di Mariza Rusignuolo – si caratterizzano per coordinate spazio temporali variabili. L’autore, infatti, collocando le storie intorno agli anni Novanta, conferisce agli spazi interni, esterni, chiusi, in cui si svolge l’azione, una connotazione visiva, quasi cinematografica, irrorandoli di seduttivo mistero”. “Un libro – afferma Domenico Pisana, Presidente del Quasimodo &#8211; che già dal titolo suscita aspettative di risoluzione rispetto ad indagini non solo basate sul ragionamento, ma anche molto evocative, e dove gli spazi del borgo (strade, case, vicoli) diventano protagonisti nel processo investigativo del Maresciallo Briggi, il quale, a volte, fa fatica ad accettare una verità, e precisamente che lo Stato, durante i difficili anni di piombo, in alcune occasioni, aveva coperto gli eccessi e gli orrori dei difensori dell’ordine pubblico&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>La pittura come atto di resistenza contro la frattura della gerarchia originaria. Mostra di Gianluca Lauretta a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/09/11/la-pittura-come-atto-di-resistenza-contro-la-frattura-della-gerarchia-originaria-la-mostra-dellartista-gianluca-lauretta-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; L&#8217;artista modicano Gianluca Lauretta espone le sue opere domenica sera nella struttura ricettiva Stacci, in contrada Cannizzara, nel cuore delle campagne modicane. In questo nuovo progetto artistico, la pittura di Gianluca Lauretta sopraggiunge inaspettata agli occhi dell&#8217;osservatore come opera destrutturata, ridimensionata all&#8217;estremo nel risultato estetico, eppure si percepisce pienamente elaborata e metabolizzata nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/11/la-pittura-come-atto-di-resistenza-contro-la-frattura-della-gerarchia-originaria-la-mostra-dellartista-gianluca-lauretta-a-modica/">La pittura come atto di resistenza contro la frattura della gerarchia originaria. Mostra di Gianluca Lauretta a Modica</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; L&#8217;artista modicano Gianluca Lauretta espone le sue opere domenica sera nella struttura ricettiva Stacci, in contrada Cannizzara, nel cuore delle campagne modicane. In questo nuovo progetto artistico, la pittura di Gianluca Lauretta sopraggiunge inaspettata agli occhi dell&#8217;osservatore come opera destrutturata, ridimensionata all&#8217;estremo nel risultato estetico, eppure si percepisce pienamente elaborata e metabolizzata nel lungo e meticoloso processo creativo. In queste tele la materia non si limita a esistere: respira, vibra, resiste per poi dileguarsi in un mondo in frantumi. Qui la pittura non sopravvive all’armonia, piuttosto, la sfida, la dissolve, ne lascia soltanto il respiro incerto, la traccia che resiste.</p>
<p></p>
<p>In un tempo in cui l’armonia sembra un’illusione perduta, la pittura di Gianluca Lauretta non cerca consolazione, ma è un appello alla responsabilità: ci chiede di fermarci nella frattura, di sentire l’assenza come presenza, la resistenza come ultima forma di bellezza. Queste opere offrono l&#8217;occasione di intraprendere un percorso immersivo nell’universo pittorico di Gianluca Lauretta, dove le tele non raccontano, non illustrano: vivono il processo. Stratificazioni, abrasioni, sospensioni di senso; garze a ricucire gli strappi, a rimarginare le ferite, che si trasformano in tracce di un sentimento infranto. La pittura allora si fa atto di resistenza, fragile ma necessario: un tentativo di nominare il caos, di dare forma all’assenza, di ricordare che un equilibrio, per quanto perduto, continua a vibrare nella materia residua.</p>
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		<item>
		<title>Il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si inizia con lo spettacolo di Emma Dante</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/09/10/ecco-il-nuovo-cartellone-di-prosa-2025-2026-del-teatro-garibaldi-di-modica-si-inizia-con-lo-spettacolo-di-emma-dante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 15:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ecco il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si compone di 10 spettacoli, da ottobre a maggio, ciascuno in doppia replica. “Siamo orgogliosi di presentare il cartellone della nuova stagione di prosa – spiegano il presidente della Fondazione Maria Monisteri, il vice presidente Giorgio Rizza e il sovrintendente Tonino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/10/ecco-il-nuovo-cartellone-di-prosa-2025-2026-del-teatro-garibaldi-di-modica-si-inizia-con-lo-spettacolo-di-emma-dante/">Il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si inizia con lo spettacolo di Emma Dante</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ecco il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si compone di 10 spettacoli, da ottobre a maggio, ciascuno in doppia replica. “Siamo orgogliosi di presentare il cartellone della nuova stagione di prosa – spiegano il presidente della Fondazione Maria Monisteri, il vice presidente Giorgio Rizza e il sovrintendente Tonino Cannata – Anche quest&#8217;anno alziamo il sipario su una programmazione che porta sul palcoscenico grandi protagonisti e produzioni di altissimo livello. Il teatro è un luogo di emozione, confronto e bellezza, e siamo impazienti di accogliere i nostri spettatori per vivere insieme la magia che trasmette”.</p>
<p></p>
<p>A sostegno della stagione anche la Regione Sicilia come conferma l’on. Ignazio Abbate: “Ormai la Fondazione Teatro Garibaldi è punto di riferimento per prosa e musica nel Sud Est della Sicilia con una programmazione di assoluta qualità. Da qualche anno in Finanziaria, mediante la mia attività parlamentare in Commissione Bilancio, è ormai consuetudine un provvedimento economico dedicato al sostegno delle attività culturali e agli interventi di riqualificazione”. La stagione parte già sabato 18 ottobre alle 21.00 e domenica 19 ottobre alle 18.30 con “Extra moenia” della poliedrica Emma Dante, un’opera intensa che racconta storie di emarginazione attraverso le straordinarie interpretazioni di un nutrito gruppo di bravissimi attori. Martedì 2 e mercoledì 3 dicembre sarà la volta de “Il vedovo”, dal celebre film di Dino Risi, con Massimo Ghini e Galatea Ranzi e altri attori diretti da Ennio Coltorti in una commedia brillante che intreccia ironia e leggerezza. Martedì 16 e mercoledì 17 dicembre andrà in scena “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, con un cast di grandi interpreti composto da Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo DeLorenzo, Lorenza Indovina e Valeria Solarino, per una riflessione corale e ironica sul confine tra privacy e vita sociale.</p>
<p></p>
<p>A gennaio, venerdì 23 e sabato 24 gennaio, arriverà “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo, con un numeroso cast capitanato da Domenico Pinelli, Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, un classico intramontabile della commedia napoletana che si muove tra leggerezza e profondità diretto dallo stesso Pinelli. Sabato 7 e domenica 8 febbraio sarà il turno de “L’Avaro” di Molière, interpretato da Enrico Guarneri per la regia di Guglielmo Ferro, celebre commedia francese ricca di situazioni comiche e battute pungenti, capace di far ridere e pensare allo stesso momento. Sabato 14 e domenica 15 febbraio andrà in scena “Minchia signor Tenente” di e con Antonio Grosso insieme a tanti altri attori per uno spettacolo intenso e contemporaneo che affronta temi di giustizia e responsabilità con coraggio e ironia. A marzo, sabato 7 e domenica 8 toccherà a “Il Piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, con il maestro Pippo Pattavina per la regia di Guglielmo Ferro. Lo stesso Ferro firma la regia anche di “Moby Dick” di Herman Melville, con Moni Ovadia, sul palco del teatro modicano sabato 14 e domenica 15 marzo. A maggio andranno in scena gli ultimi due spettacoli della stagione di prosa: martedì 12 e mercoledì 13 “Gente di facili costumi” di Nino Marino e Nino Manfredi, con Flavio Insinna e Giulia Fiume, diretti da Luca Manfredi, mentre sabato 23 e domenica 24 sarà la volta de “La ricerca della felicità” di e con Stefano Massini, con le musiche dal vivo di Luca Roccia, un racconto poetico e intenso che chiuderà la stagione con ironia e profonde riflessioni.</p>
<p></p>
<p>Il costo dell&#8217;abbonamento alla stagione di prosa è così suddiviso: platea e palchi centrali € 225,00; palchi laterali € 185,00; loggione € 145,00. La prelazione per i vecchi abbonati è attiva da oggi e finirà mercoledì 24 settembre. L&#8217;abbonato potrà confermare il proprio posto nel turno A o B, o spostarsi di turno nei posti liberi, mentre potrà scegliere un posto rimasto libero per mancato rinnovo solo giorno 25 settembre. I nuovi abbonamenti inizieranno a partire dalle ore 9.00 del 26 settembre fino al 7 ottobre, al botteghino e online. L&#8217;apertura della biglietteria per i singoli spettacoli partirà da giorno 8 ottobre. Il costo dei singoli spettacoli è di € 27 per platea e palchi centrali, € 22 per palchi laterali, € 17 per loggione (+ € 2 di diritti di prevendita). La stagione è sostenuta dalla Regione Sicilia, dal Comune di Modica, dall&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa e da diversi sponsor. A breve sarà resa nota anche la stagione musicale. Maggiori informazioni sul <a href="https://www.fondazioneteatrogaribaldi.it/" target="_blank"><strong>sito web della Fondazione Garibaldi</strong></a> e sulle pagine social.</p>
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		<item>
		<title>Con &#8220;La Nave di Fuoco&#8221; è finita la settima stagione &#8220;Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri&#8221;. Record di presenze</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/09/08/con-la-nave-di-fuoco-e-finita-la-settima-stagione-autori-libri-conversando-a-sampieri-record-di-presenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 09:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Si è chiusa la settima stagione di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” con un romanzo storico, “La nave di fuoco” di Nicolò Carnimeo &#8211; docente universitario a Bari in diritto della navigazione- dedicato alla storia di Francesco Caracciolo, “l’ammiraglio che donò il caffè a Napoli”, uno tra i più grandi uomini di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Si è chiusa la settima stagione di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” con un romanzo storico, “La nave di fuoco” di Nicolò Carnimeo &#8211; docente universitario a Bari in diritto della navigazione- dedicato alla storia di Francesco Caracciolo, “l’ammiraglio che donò il caffè a Napoli”, uno tra i più grandi uomini di mare italiani che la storia ricordi, l’unico a mettere sotto scacco la flotta inglese di Horatio Nelson. L’autore dialogando con lo scrittore Nicola Colombo ci ha fatto scoprire mondi e persone molto significativi per carica umana sotto la magia del caffè. In queste pagine si racconta un’avventura giovanile che cambiò il suo destino e quello di Napoli, la sua città natale, descritta da Nicolò Carnimeo in tutta la sua forza e bellezza. Tra la capitale del Regno dei Borbone e Algeri si snoda una vicenda che ha per protagonista il caffè, anzi la migliore miscela di caffè mai esistita. E’ stata una serata che sviluppando i temi dei commerci per mare ha fatto una doverosa puntata su quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza e i riflessi internazionali provocati da un genocidio che il pianeta sta purtroppo iniziando a sdoganare.</p>
<p></p>
<p>“Gli eventi di quest’anno &#8211; commenta Marco Sammito, direttore artistico degli eventi &#8211; hanno segnato un record in fatto di presenze, una buona qualità di pubblico, che ha confermato la bontà del progetto culturale. Laddove per cultura si intende un obiettivo utile alla crescita della conoscenza e dei saperi e non intesa come strumento per cogliere altri finalità. Questo grazie agli illustri ospiti che si sono alternati sul palco del living del Pata (filosofi, storici, archeologi, scrittori, giornalisti) e di quanti, colleghi e intellettuali, hanno dialogato con loro. Il nostro ringraziamento va al pubblico che ci ha fedelmente seguiti, agli sponsor pubblici e privati che hanno sostenuto la nostra scelta, i collaboratori con in testa Mattia Cicero, l’associazione culturale “Donna Lidda” che promuove l’evento con il presidente Daniele Manenti e ovviamente e non per ultimo Giorgio Vindigni che con senso di responsabilità e condivisione del progetto mette a disposizione gli spazi del Pata Pata al fine di produrre e consumare cultura. Da oggi si apre il cantiere  per le edizioni 2026 con la speranza che possano essere sempre di buona qualità e di appagamento per il nostro pubblico”.</p>
<p></p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;AMORE IN QUESTA CITTA'&#8221; DI SALVO PALAZZOLO</strong><br />
Salvo Palazzolo, uno dei più coraggiosi giornalisti di cronaca, impegnato quotidianamente sul fronte antimafia, quello vero, ha presentato al Pata Pata di Sampieri per “Autori &#038; Libri” il suo primo romanzo. Non ci ha parlato di mafia ma bensì de “L’amore in questa città”, conversando con il giornalista Carmelo Arezzo. Un caso di femminicidio di Stato accaduto 90 anni fa, ambientato in epoca fascista, dove la verità era stata imprigionata per pagare il prezzo al regime che voleva silenziare l’accaduto. Un giornalista coraggioso non si arrende all’apparenza dei fatti e fa la sua bella indagine. Dal dialogo sul filo dei ricordi da cronista di giudiziaria, cominciata nel 1992 con un’emittente privata e poi continuata all’Ora di Palermo e adesso a La Repubblica, è nata una serata dove il racconto ha coinvolto l’uditorio in una sorta di assemblea attiva dove i temi della ricerca della verità, della democrazia, dell’impegno sociale per dare ancora consistenza ai valori oggi decostruiti da una visione virtuale ed effimera della vita e della quotidianità.</p>
<p></p>
<p>Il femminicidio provocò la morte a Palermo nel 1935 della studentessa, Cetti Zerilli, il cui corpo fu ritrovato nel palazzo dell’Università crivellato da tre colpi di pistola. Accanto a lei il cadavere di un milite fascista, in camicia nera e stivaloni. Un caso di omicidio-suicidio sentenzia la polizia del regime, che lo archivia con un’urgenza sospetta, imponendo alla stampa il silenzio. Il padre della ragazza, si rifiuta di accettare per quella figlia piena di vita e così amata la versione ufficiale della tragedia. Nino Marino, coraggioso cronista del “Giornale di Sicilia” indagherà in segreto sulla vicenda, con l’appoggio delle sue fonti – oppositori del regime come lui – e delle tracce lasciate dietro di sé da Cetti: una ragazza appassionata, innamorata dei libri e della sua libertà, e animata da una testardaggine controcorrente. Salvo Palazzolo ricostruisce la vicenda avendola avuta raccontata da un maestro della cronaca scomparso dieci anni fa, Aurelio Bruno ai tempi dell’Ora. Salvo Palazzolo, di origine modicana, da 26 anni lavora al quotidiano La Repubblica. Nel 2019 è stato nominato inviato speciale. Negli ultimi trent’anni, ha raccontato le trasformazioni del fenomeno mafioso in Sicilia dopo le stragi Falcone e Borsellino. Per le sue inchieste sulla riorganizzazione di Cosa nostra è stato oggetto di minacce. Oggi vive scortato. Undici Opere, alcune delle quali scritte con i magistrati Nino Di Matteo e Maurizio De Lucia, ci forniscono uno spaccato lucido e profondo sui fatti di mafia in Sicilia del nostro tempo.</p>
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		<title>Il mondo di Anna Marchesini a 9 anni dalla scomparsa con aneddoti inediti a Sampieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Tante curiosità mai svelate, aneddoti inediti, un carattere fumantino sino insopportabilità è il mondo che Daniela Montemagno ci ha aperto con la sua opera “Anna Marchesini una e trina” (Ed. Sabinae) discutendone con la giornalista Monica Cartia nell’ambito degli appuntamenti di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri”. La conversazione sulla prima biografia in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Tante curiosità mai svelate, aneddoti inediti, un carattere fumantino sino insopportabilità è il mondo che Daniela Montemagno ci ha aperto con la sua opera “Anna Marchesini una e trina” (Ed. Sabinae) discutendone con la giornalista Monica Cartia nell’ambito degli appuntamenti di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri”. La conversazione sulla prima biografia in Italia che racconta la vita e la carriera professionale di una delle attrici più amate e però meno ricordate ci ha introdotti in uno scenario nuovo. Anna Marchesini è scomparsa nel 2016 all’età di 63 anni. Donna e artista libera, testarda e decisa sulle cose da fare, ha irriso il mondo dei potenti – le sue performance sono state oggetto di interrogazioni parlamentari- il suo carattere spigoloso e spesso intrattabile non la rendeva simpatica al variegato e adulante universo dello star system. Vita privata blindatissima, si sa che ha una figlia da un matrimonio non durato a lungo, la famiglia che non collabora a rendere pubblico il patrimonio documentale dell’attrice rendono il personaggio ancora oggi enigmatico e poco esplorato. Daniela Montemagno, che già si è occupata delle biografie di Romolo Valli e Gigi Proietti, si è lanciata in questo progetto non senza difficoltà ma con un esito brillante.</p>
<p></p>
<p>Con il duo Lopez – Solenghi  la Marchesini ha scritto una delle pagine più memorabili della satira televisiva in Italia. La sua assenza segna oggi lo spirito di questo tempo dove il pensiero critico e il mettere sulla piazza le debolezze e gli eccessi del potere trovano sempre meno cittadinanza nelle performance dell’arte umoristica. Prossimo appuntamento sabato 6 settembre alle 19.00 con un appuntamento particolare. Il giornalista d’inchiesta Salvo Palazzolo, impegnato da sempre sul fronte antimafia, presenterà la sua ultima opera “L’amore in questa città”. L’autore converserà con il giornalista Carmelo Arezzo. Ultimo appuntamento della stagione domenica 7 settembre ore 19.00 al Pata Pata con la presentazione del libro del prof. Nicolò Carnimeo “La nave di Fuoco”. L’autore converserà con lo scrittore Nicola Colombo.</p>
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		<title>Il sogno siciliano nelle foto di Peppino Leone: Concetto Prestifilippo e la sua opera sul fotografo ragusano. Ora una Fondazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 10:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Un piccolo mattone è stato elevato alla memoria di Peppino Leone, fotografo della realtà siciliana, al termine della presentazione per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al Pata Pata. Concetto Prestifilippo autore di “ Giuseppe Leone ovvero un sogno fatto in Sicilia” (Mimesis edizioni) ha presentato la sua opera dialogando con il giornalista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Un piccolo mattone è stato elevato alla memoria di Peppino Leone, fotografo della realtà siciliana, al termine della presentazione per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al Pata Pata. Concetto Prestifilippo autore di “ Giuseppe Leone ovvero un sogno fatto in Sicilia” (Mimesis edizioni) ha presentato la sua opera dialogando con il giornalista Andrea G. Cerra.<br />
Dalle sessanta foto e dall’allegata intervista a Ferdinando Scianna, altro fotografo siciliano di grande talento, è emerso il senso e il significato dei lavori di Leone deceduto nell’aprile dello scorso anno. Ha avuto la capacità di raccontare per immagini la sua terra dall’angolo esclusivo e attento del suo occhio. Pignolo e curioso sino alla morbosità Leone ha avuto la capacità di fermare il momento che ci offre un racconto che si fa subito poesia.</p>
<p></p>
<p>Così le inquadrature su panorami, marine assolate, le campagne del ragusano con l’anima dei muri a secco, le feste religiose in un impasto di santi, costumi, volti e persone che hanno la capacità di esprimere il loro tempo.  Alla fine della presentazione anche il giornalista di lungo corso come Carlo Ottaviano ha dato la sua testimonianza: gli anni della gioventù vissuti a Ragusa con i periodici del tempo e le foto di Peppino Leone ad immortalare momenti di racconti ormai dimenticati. Sarebbe auspicabile l’istituzione di una Fondazione a nome di Giuseppe Leone che potesse contenere, governare e conservare i 500 mila scatti che sono il film di una Sicilia che rischia i colpi dall’oblio e dalla dimenticanza. Prossimo appuntamento per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al living del Pata Pata giovedì 4 settembre alle ore 19,00 con la presentazione del libro di Daniela Montemagno dal titolo: “Anna Marchesini una e trina”. L’autrice dialogherà con la giornalista Monica Cartia.</p>
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		<title>Il centenario dello scrittore Camilleri, &#8220;papà&#8221; del commissario Montalbano, celebrato a Sampieri con l&#8217;attore Mazzotta e il giornalista Crosetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 10:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Cala sul ricordo di Andrea Camilleri, come fosse una colonna sonora, a 100 anni dalla nascita, il sipario sulla seconda edizione di “Cogitare”. Anche Sampieri e il Pata Pata hanno offerto il loro atto d’amore verso un aedo raro della Sicilia e della sicilianità. La sua poliforme testimonianza (scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Cala sul ricordo di Andrea Camilleri, come fosse una colonna sonora, a 100 anni dalla nascita, il sipario sulla seconda edizione di “Cogitare”. Anche Sampieri e il Pata Pata hanno offerto il loro atto d’amore verso un aedo raro della Sicilia e della sicilianità. La sua poliforme testimonianza (scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo) lascia un segno tangibile della sua arte a cavallo di due secoli ma il merito universale è quello di avere dato un passaporto al dialetto siciliano grazie alla sua forza di “cuntista” originale e prezioso con una scrittura e un linguaggio che ci ha resi un po&#8217; più credibili e più importanti agli occhi del mondo.</p>
<p></p>
<p>“Cogitare” ha reso questo omaggio, come sta accadendo in molte città d’Italia, e lo ha fatto con due testimoni d’eccezione, Felice Laudadio, cineasta di lungo corso e presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dei cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri, con l’attore Peppino Mazzotta (il Fazio della fortunata serie del “Commissario Montalbano”) e una prima firma del quotidiano “La Repubblica” come Maurizio Crosetti. Nonostante non sia stato possibile proiettare l’intervista di Laudadio “Camilleri secondo Camilleri”, realizzata un anno prima della morte, a motivo della pioggia che ha provocato un guasto al grande monitor del living, il dialogo a tre è stato un viaggio alla scoperta dello scrittore agrigentino con il racconto di episodi e dettagli inediti sulla sua scrittura, sul modo di costruire le trame del Commissario più famoso d’Italia, sulle location, sulla sua vita personale e professionale al Centro sperimentale di Cinematografia (dove Laudadio è stato presidente), sulle manie e sulle sue incrollabili abitudini. Un lato nuovo di questo artista a tutto tondo al quale la nostra isola e chi ci vive deve tantissimo.</p>
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		<title>La Sicilia di Giuseppe Leone in un’opera di Concetto Prestifilippo: presentazione a Sampieri</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/08/29/la-sicilia-di-giuseppe-leone-in-unopera-di-concetto-prestifilippo-presentazione-a-sampieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 09:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; “C’è un tempo per ogni cosa: quello della testimonianza e quello della memoria”. Così “Giuseppe Leone, ovvero un sogno fatto in Sicilia” di Concetto Prestifilippo (Mimesis edizioni) calza perfettamente il canone di un valore autentico legato indissolubilmente alla nostra terra, quella iblea. Un volume di sessanta fotografie (contiene un’intervista a Ferdinando Scianna) che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; “C’è un tempo per ogni cosa: quello della testimonianza e quello della memoria”. Così “Giuseppe Leone, ovvero un sogno fatto in Sicilia” di Concetto Prestifilippo (Mimesis edizioni) calza perfettamente il canone di un valore autentico legato indissolubilmente alla nostra terra, quella iblea. Un volume di sessanta fotografie (contiene un’intervista  a Ferdinando Scianna) che fermano il tempo su luoghi, volti, panorami, scenari unici all’occhio di chi osserva, e in ognuna di queste immagini c’è una Sicilia bella, solare, enigmatica a volte cruda ma fortemente espressiva nella sua visione raccolta tra luci ed ombre. L’opera del giornalista ennese sarà illustrata sabato alle 19 nell’area d’ingresso del Pata Pata di Sampieri nell’ambito della settima edizione della rassegna  “Autori &#038; Libri, conversando in Sicilia”. L’autore dialogherà con il giornalista de “La Repubblica”  Andrea G. Cerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/08/29/la-sicilia-di-giuseppe-leone-in-unopera-di-concetto-prestifilippo-presentazione-a-sampieri/">La Sicilia di Giuseppe Leone in un’opera di Concetto Prestifilippo: presentazione a Sampieri</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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