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	<title>Cultura Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<title>Cultura Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Il Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo nacque nella casa di via Posterla a Modica. Lo certifica una prezioso documento inedito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 20:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ciclicamente, tipo circa ogni anno, salta fuori la clamorosa bufala del &#8220;falso storico&#8221; relativo alla Casa Natale di Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1959. Una discussione, peraltro priva di fondamento, tornata in primo piano in particolare negli ultimi mesi per via dell&#8217;inserimento nel patrimonio immobiliare della Regione Siciliana della casa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ciclicamente, tipo circa ogni anno, salta fuori la clamorosa bufala del &#8220;falso storico&#8221; relativo alla Casa Natale di Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1959. Una discussione, peraltro priva di fondamento, tornata in primo piano in particolare negli ultimi mesi per via dell&#8217;inserimento nel patrimonio immobiliare della Regione Siciliana della casa di via Posterla, dove Quasimodo è nato, e dove insiste, fin dal dicembre del 1996, un Museo dedicato al Poeta, iniziatore della corrente poetica dell&#8217; &#8220;Ermetismo&#8221;. Ogni tanto qualcuno ipotizza che tutto ciò non sia vero, e che Quasimodo sia nato altrove. Riproponendo questo ampio ed esaustivo articolo, da noi già pubblicato il 13 gennaio 2025 e scritto con passione da Piero Boncoraglio, dopo una lunga e certosina opera di ricerca e documentazione, non a caso corredato da rare foto d&#8217;epoca e da esclusivi documenti che ne certificano la fondatezza, tra cui uno inedito e particolarmente prezioso, intendiamo sgomberare una volta per sempre da dubbi la vicenda, alla luce dell&#8217;unica e vera certezza: Salvatore Quasimodo nacque nella casa di via Posterla, senza se e senza ma, punto e basta. E se qualcuno di nuovo dovesse riesumare la &#8220;balla&#8221; del &#8220;falso storico&#8221;, noi riproporremo di nuovo l&#8217;articolo che segue, basato su fatti documentati e accertati, non su ipotesi o dichiarazioni non supportate da documenti storici concreti. Buona lettura.</p>
<p></p>
<p><strong>Quasimodo: la Casa Natale, i primi 13 mesi di vita a Modica e un prezioso documento inedito</strong><br />
<em>di Piero Boncoraglio</em><br />
L&#8217;acquisto della Casa natale di Quasimodo è una iniziativa di cui si parlava da decenni, e fa piacere che finalmente veda la luce, posto che sarebbe impensabile e deleterio far morire la presenza sul territorio di una Casa Museo, fondata più di 28 anni fa, e che si è nel tempo sempre più arricchita di libri, dischi, quadri, acquerelli, oggetti vari (fra i quali spiccano la scrivania e la macchina da scrivere provenienti dalla residenza milanese), che si aggiungono all&#8217;arredamento già presente, e che la Regione Siciliana ha acquistato dal figlio Alessandro, ed ha messo a disposizione dell&#8217;Associazione, la quale ha curato, negli anni, l&#8217;allestimento della Casa-Museo di via Posterla 84. Altri oggetti della residenza milanese sono stati donati da Alessandro in tempi più recenti, direttamente alla Casa Museo. Onde poter fugare dei dubbi sul primo periodo della presenza modicana della famiglia Quasimodo, sul luogo effettivo in cui il Poeta venne alla luce (ci si chiede per quale oscura ragione il genitore, e due testimoni, si sarebbero prestati a dichiarare il falso in un atto pubblico, e apporre le proprie firme nell&#8217;Atto di Nascita), è necessario fare un bel passo indietro. Siamo a cavallo fra la fine dell&#8217;Ottocento e gli inizi del Novecento.</p>
<p></p>
<p>Gaetano Quasimodo, di Roccalumera (Me), nato nel 1867 (morto poi nel 1960), e padre di Salvatore, vince, intorno ai 25 anni di età, un concorso per Capostazione, e viene assegnato al Compartimento ferroviario di Palermo. È nel capoluogo siciliano che conosce la sua futura sposa, la palermitana Clotilde Angela Ragusa (1877-1950), con cui convola a nozze nello stesso comune il 22 ottobre 1898. E sempre a Palermo, nel 1899, nasce il primogenito della coppia, a cui viene dato il nome del nonno paterno, Vincenzo. Dopo questo evento, Gaetano Quasimodo viene assegnato come capostazione alla Stazione di Modica, nel corso dell&#8217;anno 1900. A Modica, come prassi delle Ferrovie dello Stato, a Gaetano, con famiglia al seguito, viene assegnato uno degli alloggi di foresteria, ubicati al primo piano del Fabbricato Viaggiatori, la cui costruzione era stata ultimata nel mese di ottobre del 1891, anno della inaugurazione della tratta ferroviaria Noto-Modica, facente parte dell&#8217;intera linea che da Siracusa sarebbe poi arrivata fino a Licata. In questo alloggio Salvatore Quasimodo fu &#8220;concepito&#8221; (come correttamente specificato in una lapide presente ancor oggi sulla parete all&#8217;ingresso dello scalo), nel mese di dicembre del 1900, per poi venire alla luce nove mesi dopo nella casa di via Posterla.</p>
<p></p>
<p><img decoding="async" src="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione-400x200.jpg" alt="" width="300" height="150" class="alignnone size-medium wp-image-114803" srcset="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione-400x200.jpg 400w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione-650x325.jpg 650w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione-250x125.jpg 250w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione-150x75.jpg 150w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/stazione.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<em>Il Fabbricato viaggiatori, in data 09/10/1891 (arrivo del primo treno a Modica). Al piano sopra, era l&#8217;alloggio per il Capostazione e la sua eventuale famiglia (Foto da pubblicazione del Grana Scolari)</em></p>
<p></p>
<p><img decoding="async" src="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa-400x200.jpg" alt="" width="300" height="150" class="alignnone size-medium wp-image-114804" srcset="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa-400x200.jpg 400w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa-650x325.jpg 650w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa-250x125.jpg 250w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa-150x75.jpg 150w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/targa.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<em>&#8220;Qui concepito, germogliò l&#8217;infanzia&#8230;&#8221;</em></p>
<p></p>
<p>L&#8217;Atto di Nascita redatto il 20/08/1901 recita: &#8220;“Nr. 854. Quasimodo Salvatore, Giuseppe, Virginio, Francesco. L’anno millenovecento uno, addì venti di Agosto a ore dieci e minuti quaranta, nella Casa Comunale. Avanti di me Avv. Giuseppe Rizza Segretario Comunale delegato del Sindaco con atto del trenta dicembre milleottocentonovantadue debitamente approvato, Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Modica, è comparso Quasimodo Gaetano di anni trentaquattro, Impiegato, domiciliato in Modica, il quale mi ha dichiarato che alle ore quattro e minuti dieci del di venti del corrente mese, nella casa posta in (Ufficio Posterla al numero —–, da Ragusa Clotilde civile, sua moglie, seco convivente, è nato un bambino di sesso maschile che egli mi presenta, ed a cui dà i nomi di Salvatore, Giuseppe, Virginio, Francesco.”</p>
<p></p>
<p>Questo Atto di Nascita porta le firme di Gaetano Quasimodo, e di due testimoni, i signori Cannata Antonino e Assenza Pietro (modicani, entrambi impiegati, probabilmente nelle Ferrovie).<br />
Nel documento che certifica la nascita, qualcuno ha letto, distrattamente o ad arte, l&#8217;indirizzo &#8220;Ufficio Postale&#8221;, quando invece è chiara la dicitura &#8220;Ufficio Posterla&#8221;. Arrivando alla frettolosa conclusione che Quasimodo sia nato presso un fantomatico Ufficio Postale, presente presso la stazione di Modica (addirittura dentro un vagone ferroviario!)<br />
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<p></p>
<p>Ma tutti sanno benissimo che le Poste Italiane sin dalle loro origini, ubicavano gli Uffici presso locali dei Municipi cittadini (quando non ancora in immobili di proprietà costruiti allo scopo), sempre nei centri storici delle città e paesi. Parlando di Modica, i libri di storia ci dicono che la prima sede postale fu aperta nei locali di Palazzo San Domenico, attuale sede dei Vigili Urbani, nel 1850, e nel 1857 tale ufficio postale fu integrato dall&#8217;Ufficio del Telegrafo. Peraltro, la stazione di Modica fu inaugurata nel 1891, quindi circa 40 anni dopo l&#8217;apertura dell&#8217;Ufficio Postale. E presso le stazioni, quando la corrispondenza cominciò a viaggiare nelle Carrozze Postali, esisteva solamente una stanza del piano terra del Fabbricato Viaggiatori, dove venivano temporaneamente depositati lettere e pacchi, in attesa del ritiro da parte del personale incaricato dalle Poste. Per chi si chiede, giustamente, come mai si parla di &#8220;Ufficio Posterla&#8221; piuttosto che Via Posterla, giova ricordare che in quei tempi ( e fino ai primi anni del 2000 ) le città ed i paesi venivano suddivisi dalle Poste Italiane in zone di servizio, dove venivano alloggiati degli armadietti rossi con la scritta POSTE, accanto alle comuni cassette postali dove i cittadini imbucavano la corrispondenza. Tali armadietti, riempiti quotidianamente, da impiegati appositi, della corrispondenza da consegnare nelle vie limitrofe a quella postazione, venivano svuotati ogni mattina dal portalettere (postino) di quartiere, che vi trovava pronta alla consegna esclusivamente la posta per gli indirizzi di propria competenza. Presso la Casa Natale di Quasimodo, fino ai primi anni del 2000, era presente questa coppia di cassette, simile a quella che vi mostro in foto. E che giustifica il nome che veniva dato a quella &#8220;via&#8221;. Per inciso, la denominazione &#8220;Posterla&#8221; è una corruzione del nome latino &#8220;posterula&#8221;, che significa &#8220;piccola porta posteriore&#8221;, nome che fa riferimento alla presenza, in quella parte del centro storico, di una porta secondaria di accesso al Castello, incastonata nella cinta muraria medievale che da lì passava, gravemente danneggiata dal terremoto del 1693, e in seguito demolita.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste-400x200.jpg" alt="" width="300" height="150" class="alignnone size-medium wp-image-114806" srcset="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste-400x200.jpg 400w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste-650x325.jpg 650w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste-250x125.jpg 250w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste-150x75.jpg 150w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/poste.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p></p>
<p><iframe loading="lazy" title="INTERVISTA A SALVATORE QUASIMODO" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/zQ1r-A-kNdA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p></p>
<p>Andiamo avanti ascoltando la testimonianza diretta di Salvatore Quasimodo, rilasciata nei giorni successivi all&#8217;attribuzione del Premio Nobel nel 1959, spezzone di filmato pubblicato da Andrea Giampietro, e facente parte del ben più lungo video, di circa 9 minuti, prodotto dalla RAI. Qui Quasimodo, forse ricordando il posto dove la famiglia risiedeva fino a pochi giorni prima della sua nascita, dichiara di essere nato alla Stazione ferroviaria di Modica. Ma subito dopo a smentire chi, con deprecabile pressapochismo (come chi gestisce il sito del Parco Letterario Salvatore Quasimodo di Roccalumera, ndr), porta avanti un&#8217;altra narrazione, il Poeta dichiara, testualmente: &#8220;&#8230;in questo periodo c&#8217;è stata una alluvione gravissima a Modica, e allora mia madre mi ha portato a Roccalumera&#8230;&#8221;. Quanto basta a smontare in maniera chiarissima il racconto di chi scrive ed asserisce che il Nostro sia stato portato via da Modica dopo pochi giorni, e non vi abbia più soggiornato. O vogliamo mettere in dubbio il racconto autobiografico di Salvatore, o pensare che i suoi genitori lo abbiano ingannato raccontandogli che hanno abitato a Modica fino al momento dell&#8217;alluvione del 26 settembre 1902, cioè più di 13 mesi dopo la sua nascita?</p>
<p></p>
<p>In realtà, l&#8217;unico dato che non si presta ad essere smentito, è quello del Battesimo, celebrato presso la Chiesa della Madonna Bambina di Roccalumera in data 11 settembre 1901, ventidue giorni dopo la sua venuta al mondo. Pochi giorni quindi dopo l&#8217;alluvione di fine settembre 1902, la madre Clotilde, scossa dall&#8217;angoscioso e drammatico cataclisma naturale che costò la vita a 111 cittadini, manifestò al marito Gaetano Quasimodo il desiderio di lasciare Modica. Fu subito accontentata: da Roccalumera partì il suocero Vincenzo, che portò con sè, presso la residenza della famiglia di origine del padre, la donna con i due bambini, Vincenzo e Salvatore. Siamo ai primi giorni di ottobre del 1902. La famiglia tornò a riunirsi due mesi dopo, quando, in seguito al trasferimento del padre Gaetano dalla stazione di Modica a quella di Gela, in questa città presero dimora.  È a Gela che nascono gli altri due figli, Ettore Enrico Eduardo nel 1903, e Rosa Maria Teresa nel 1905. Sempre nel 1905, a Gela inizia la frequenza scolastica del primogenito Vincenzo, e due anni dopo, nell&#8217;ottobre 1907, va al primo anno della scuola dell&#8217;obbligo (Prima Elementare, come chiamata ai nostri giorni) anche Salvatore, che frequenta la scuola primaria per l&#8217;intero anno scolastico 1907/1908, e per soli i primi tre mesi del secondo anno scolastico, 1908/09. Infanzia movimentata e sfortunata quella della famiglia Quasimodo. Il 28 dicembre 1908, un terribile terremoto distrusse interamente Messina, causando più di 80.000 morti, compresi fra le province di Messina e di Reggio Calabria.</p>
<p></p>
<p>Il futuro premio Nobel per la letteratura (che all&#8217;epoca aveva 7 anni) si trasferì a Messina tre giorni dopo il terremoto, allorchè il padre, in qualità di capostazione, fu chiamato a riorganizzare il traffico ferroviario della distrutta stazione. Per mesi visse con la famiglia su due vagoni merci, in attesa che fossero costruite e consegnate le prime baracche.<br />
Ritornando al secondo domicilio modicano della famiglia (ma unico domicilio per Salvatore), quello di via Posterla, la casa fu in seguito abitata dalla famiglia del geometra Antonino Ragusa (1891-1970), insieme alla moglie Margherita Minardo (1892-1987), e dalla loro unica figlia, Maria Ragusa (1923-2013), che sposò il signor Vincenzo Gilestro. Fu proprio il dottor Gilestro ad ospitare nella sua casa, a fine maggio 1962, Salvatore Quasimodo, che tornò quindi a respirare l&#8217;aria della sua casa natale per qualche ora. Testimonianza di ciò ha lasciato in un libro (una copia della dodicesima edizione stampata da Mondadori, dal titolo &#8220;Ed è subito sera&#8221;, contenente la celeberrima raccolta, la cui prima edizione era stata pubblicata nel 1930), che il Poeta inviò al signor Gilestro, con una dedica firmata di proprio pugno, datata 11 giugno 1962, e che così recitava: &#8220;Al Dott. Vincenzo Gilestro, per ringraziarlo della sua ospitalità nella casa di via Posterla dove sono nato, con molta cordialità&#8221;; il modicano Salvatore Quasimodo, Milano, 11 giugno 1962. Con la foto che allego di questa dedica, chiudo il mio intervento, che spero faccia luce in maniera definitiva sulla biografia del Poeta, dove gli errori, senz&#8217;altro in buona fede, sono dovuti ad una non attenta lettura dell&#8217;Atto di Nascita, ad un non completo ed attento ascolto delle parole di Salvatore Quasimodo, nel video dove dichiara la sua dipartita da Modica DOPO l&#8217;alluvione del 26 settembre 1902.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/dedica.jpg" alt="" width="300" height="342" class="alignnone size-full wp-image-114807" srcset="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/dedica.jpg 300w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/dedica-250x285.jpg 250w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/dedica-150x171.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p></p>
<p>I versi di Vicolo, una delle poesie più nostalgiche di Quasimodo, sono intrisi di una dolcissima malinconia, e sembrano dedicati proprio a Modica:<br />
<em>&#8220;Mi richiama talvolta la tua voce,<br />
e non so che cieli ed acque<br />
mi si svegliano dentro:<br />
una rete di sole che si smaglia<br />
sui tuoi muri ch’erano a sera<br />
un dondolio di lampade<br />
dalle botteghe tarde<br />
piene di vento e di tristezza.<br />
Altro tempo: un telaio batteva nel cortile<br />
e s’udiva la notte un pianto<br />
di cuccioli e di bambini.<br />
Vicolo: una croce di case<br />
che si chiamano piano,<br />
e non sanno ch’ è paura<br />
di restare sole nel buio&#8221;.</em></p>
<p></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last-400x200.jpg" alt="" width="300" height="150" class="alignnone size-medium wp-image-114808" srcset="https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last-400x200.jpg 400w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last-650x325.jpg 650w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last-250x125.jpg 250w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last-150x75.jpg 150w, https://corrierediragusa.it/wp-content/uploads/2025/01/quasimodi-last.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<em>In questa foto, del 26 maggio 1968, tre settimane prima della sua morte, avvenuta a Napoli il 14/06/1968, Salvatore Quasimodo è in compagnia del Dottor Vincenzo Gilestro, cui 6 anni prima aveva inviato il libro, con la dedica, in seguito alla sua prima visita di fine maggio/primi di giugno del 1962.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/01/il-nobel-per-la-letteratura-salvatore-quasimodo-nacque-nella-casa-di-via-posterla-a-modica-lo-certifica-una-prezioso-documento-inedito/">Il Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo nacque nella casa di via Posterla a Modica. Lo certifica una prezioso documento inedito</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Svelato il ricco cartellone del festival letterario Scenari 2026: grandi nomi sullo sfondo del suggestivo barocco di Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/23/svelato-il-ricco-cartellone-del-festival-letterario-scenari-2026-grandi-nomi-sullo-sfondo-del-suggestivo-barocco-di-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 10:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Svelato il cartellone di Scenari 2026. Grandi nomi protagonisti nei suggestivi prosceni delle scalinate di San Giorgio, San Pietro e San Giovanni, del sagrato della Madonna delle Grazie, dell’atrio di Palazzo San Domenico. Anche quest’anno sono questi i luoghi che ospitano gli appuntamenti della quinta edizione del festival letterario della Città. La manifestazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Svelato il cartellone di Scenari 2026. Grandi nomi protagonisti nei suggestivi prosceni delle scalinate di San Giorgio, San Pietro e San Giovanni, del sagrato della Madonna delle Grazie, dell’atrio di Palazzo San Domenico. Anche quest’anno sono questi i luoghi che ospitano gli appuntamenti della quinta edizione del festival letterario della Città. La manifestazione porta la firma dalle Librerie Mondadori BookStore con la Fondazione Garibaldi e Babel Agency, con la direzione artistica di Piera Ficili. Da giovedì 25 giugno a domenica 26 luglio, per 5 fine settimana consecutivi, la Città patrimonio Unesco vivrà un’edizione di voci, volti, parole, libri, scrittura, emozioni che è sintesi reale di un ideale connubio fra la Città, il territorio e le sue migliori risorse istituzionali ed economiche. Si comincia con una grande festa il 20 giugno, alle 20.30, davanti al teatro Garibaldi, aperta a tutta la Città. Modica abbraccerà idealmente Scenari 2026 e vivrà un momento di grande impatto con la presentazione del cartellone e di quanti condividono questo momento di alto valore culturale e di grande promozione.</p>
<p></p>
<p><strong>IL PROGRAMMA</strong><br />
Il Festival Scenari animerà Modica dal 25 giugno al 26 luglio 2026 con un calendario che intreccia letteratura, giornalismo, spettacolo e musica, portando in città alcune delle voci più autorevoli del panorama culturale italiano e internazionale. Ad inaugurare la quinta edizione del festival, giovedì 25 giugno, sarà Emmanuel Carrère, protagonista a San Giorgio di un incontro dedicato al suo ultimo libro “Kolchoz” (Adelphi), in cui lo scrittore francese intreccia autobiografia e memoria familiare con la grande Storia. A moderare l’incontro sarà lo scrittore Girolamo Grammatico, con traduzione di Sonia Folin. Il primo weekend prosegue poi venerdì 26 giugno con Valeria Bruni Tedeschi, a San Pietro, nell’incontro dedicato al suo percorso artistico tra cinema, teatro e scrittura mentre sabato 27 giugno salirà sul palco sotto la scalinata di San Pietro Sigfrido Ranucci con “Diario di un trapezista&#8221;, spettacolo teatrale che attraversa il dietro le quinte del giornalismo d’inchiesta attraverso racconti personali, pressioni, rischi e grandi inchieste che hanno segnato la sua carriera alla guida di “Report”.</p>
<p></p>
<p>La settimana successiva si aprirà venerdì 3 luglio con Serena Bortone, che sul sagrato della Madonna delle Grazie presenterà “Le dirimpettaie” (Rizzoli), il suo nuovo romanzo corale ambientato tra gli anni Sessanta e il nuovo millennio. Sabato 4 luglio sotto la scalinata di San Pietro sarà invece la volta di Vincenzo Schettini, il professore e divulgatore noto per “La fisica che ci piace”, che presenterà “La vita che ci piace. Come la fisica può spiegarci la vita” (Mondadori Electa), un viaggio profondo e accessibile insieme che trasforma la fisica in uno strumento per comprendere meglio sé stessi e il mondo che ci circonda. Domenica 5 luglio arriverà all’atrio di Palazzo San Domenico Alessia Gazzola, amata autrice della serie de “L’Allieva”, che presenterà “Il giardino avvelenato”, il nuovo capitolo delle indagini di Miss Bee. Ambientato nella Londra del 1925, il romanzo segue la giovane Beatrice Bernabò alle prese con un mistero che si intreccia a passioni, segreti e irrisolti del passato. </p>
<p></p>
<p>Venerdì 10 luglio ancora nell’atrio di Palazzo San Domenico, sarà ospite Csaba Dalla Zorza, che presenterà “Io sono Adele” (Marsilio), un romanzo intimo e delicato che racconta la storia di una donna che, a sessant’anni, lascia Milano per trasferirsi in Provenza e ricominciare da sé stessa. Sabato 11 luglio torna “Scenari Talk” con Paolo Gentiloni e Paolo Magri, protagonisti nell’atrio di Palazzo di Città di un dialogo dedicato ai nuovi equilibri internazionali, all’Europa e alle grandi trasformazioni geopolitiche del presente. Domenica 12 luglio salirà sul palco di San Giovanni Enzo Iacchetti, che presenterà “25 minuti di felicità. Senza mai perdere la malinconia” (Bompiani), un’autobiografia ironica e sincera che ripercorre la sua vita tra musica, cabaret, televisione e ricordi personali.</p>
<p></p>
<p>Il festival proseguirà venerdì 17 luglio il festival proseguirà con Davide Banzato, sacerdote, scrittore e volto televisivo, che presenterà a San Giovanni “Il coraggio di scegliere” (Piemme) e “Come una stella nel cielo” (ElectaKids), due libri dedicati ai temi della spiritualità, della crescita personale e della ricerca della felicità. Sabato 18 luglio sarà ospite sotto la scalinata di San Giorgio Romina Power, che presenterà “Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita” (Rizzoli), un libro intimo e originale in cui sceglie la forma del lemmario personale per raccontarsi attraverso parole, ricordi e riflessioni. Domenica 19 luglio sul sagrato della Madonna delle Grazie arriverà Stefano Mancuso con una lectio dedicata al suo ultimo libro “Il Cantico della Terra” (Laterza), una riflessione che intreccia scienza, ecologia e poesia a partire dal “Cantico delle creature” di San Francesco, invitando a ripensare il rapporto tra esseri umani e natura.</p>
<p></p>
<p>Venerdì 24 luglio sarà la volta del giornalista Mario Calabresi, che a San Pietro, presenterà il suo ultimo libro “Alzarsi all’alba” (Mondadori), un racconto dedicato alle persone che scelgono di cambiare, ripartire e rimettersi in gioco. Sabato 25 luglio il festival accoglierà sul sagrato della madonna delle Grazie Franco Arminio con una lectio a partire dal suo ultimo libro “L’incredibile non si può dire a tutti” (Rizzoli). A chiudere il festival, domenica 26 luglio alla Scalinata di San Giorgio, sarà il concerto di Dimartino, uno dei cantautori più raffinati della scena italiana contemporanea, capace di unire introspezione, ironia e sensibilità letteraria. Accanto al programma principale si presenta la novità di “Scenari al Tramonto”, rassegna di incontri letterari, talk, monologhi al Pizzo Belvedere e al Belvedere dell’Itria, per quattro giovedì sempre alle ore 19.00. Il calendario vedrà protagonisti Lorena Spampinato il 2 luglio, Iaia Forte 9 luglio, Franco Currò 16 luglio e l’incontro con Carlo Cottarelli e Paolo Magri 23 luglio.</p>
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		<title>Torna Scenari, il festival letterario di Modica che dal 25 giugno al 26 luglio animerà i fine settimana. C&#8217;è anche la grande musica d&#8217;autore con il concerto di Dimartino</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/23/torna-scenari-il-festival-letterario-di-modica-che-dal-25-giugno-al-26-luglio-animera-i-fine-settimana-ce-anche-la-grande-musica-dautore-con-il-concerto-di-dimartino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Torna Scenari, il festival letterario di Modica che animerà per un mese i fine settimana. Si parte il 25 giugno con un nome nobile della letteratura mondiale: Emmanuel Carrère d&#8217;Encausse. Nato a Parigi il 9 dicembre del 1957, Carrère da qualche anno, pubblica in Italia per Adelphi e ha scritto autentici capolavori della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Torna Scenari, il festival letterario di Modica che animerà per un mese i fine settimana. Si parte il 25 giugno con un nome nobile della letteratura mondiale: Emmanuel Carrère d&#8217;Encausse. Nato a Parigi il 9 dicembre del 1957, Carrère da qualche anno, pubblica in Italia per Adelphi e ha scritto autentici capolavori della letteratura mondiale sin dal 1983, anno del suo esordio letterario con L’ami de jaguar. Ma è nel 2000 che il successo di Carrère supera ogni confine quando pubblica L’Avversario narrando la storia di Jean-Claude Romand, uomo vissuto nella menzogna che dopo aver fatto credere per 18 anni alla sua famiglia di essere un medico, decide di sopprimere la moglie, i suoi figli, i suoi genitori, tenta di uccidere l’amante e di dar fuoco alla sua casa, quando si accorge di essere stato smascherato. Da L&#8217;avversario in poi, in ogni sua opera Carrère compare come narratore presente ai fatti, scrivendo pagine radicate nella realtà come in Limonov, il suo libro più venduto, in cui la biografia romanzata del leader dissidente russo Ėduard Limonov diventa uno strumento di analisi della Russia, passando dall’URSS a Putin. Sarà lui in uno scenario di grande suggestione di Modica, ad alzare idealmente il sipario sull’edizione di quest’anno del festival letterario.</p>
<p></p>
<p>Domenica 26 luglio, sarà la musica ad essere protagonista con il concerto di Dimartino (promosso da Scenari con l’associazione Riad) che segnerà l’ultimo atto dell’evento letterario di quest’anno. Cantautore nato a Palermo 43 anni fa, per cinque anni, sino al 2024, Dimartino ha avuto una fortunata collaborazione artistica con il suo amico cantautore Colapesce con cui ha formato il duo che ottenne uno straordinario successo alla 71ª edizione del Festival di Sanremo con Musica leggerissima, arrivando al quarto posto, vincendo il Premio Lucio Dalla e ottenendo 3 dischi di platino, prima di aggiudicarsi il premio Siae ai Power Hits Estate. Dmartino ha iniziato con i Famelika con cui nel 2009 salì sul palco del Festival del Primo Maggio a Roma. Ha collaborato, fra gli altri, con Brunori Sas ed è tra gli autori di Uomo che cade di Tredici Pietro in gara al Festival di Sanremo 2026.</p>
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		<title>&#8220;Questa non è una mostra sul paesaggio&#8221;: la bipersonale degli artisti Costa e Rastelli alla Sacca gallery di Modica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Qual è il confine fra paesaggio come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno sfondo da contemplare o uno spazio da costruire e immaginare? A questi interrogativi prova a rispondere il nuovo progetto espositivo che verrà inaugurato sabato 18 aprile alle ore 19 alla Galleria Sacca di Modica: “Questa non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Qual è il confine fra paesaggio come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno sfondo da contemplare o uno spazio da costruire e immaginare? A questi interrogativi prova a rispondere il nuovo progetto espositivo che verrà inaugurato sabato 18 aprile alle ore 19 alla Galleria Sacca di Modica: “Questa non è una mostra sul paesaggio”, bipersonale di Giuseppe Costa (Palermo, 1980; vive a Milano) e Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986), attesi al vernissage. Il titolo ambiguo, scelto dal curatore Giovanni Scucces, richiama una celebre opera di René Magritte e mette in crisi l’idea stessa di paesaggio sottraendolo a una definizione univoca per indagarlo come esperienza percettiva e costruzione mentale. Il paesaggio non è qui inteso come semplice dato fisico, ma come risultato di uno sguardo: prende forma nell’atto di essere osservato, interpretato e interiorizzato, diventando elemento di memoria e identità. Per entrambi gli artisti si configura come soglia percettiva, spazio immaginifico e deposito di vissuti.</p>
<p></p>
<p>Nei lavori di Giuseppe Costa il paesaggio appare sospeso in un’atmosfera rarefatta: velature e foschie attenuano i contorni trasformando la visione in esperienza sensoriale. Il disegno diventa strumento di rielaborazione della memoria, dove immagini incerte e frammentarie oscillano tra apparizione e dissolvenza. Elementi naturali come vento, acqua e masse nuvolose assumono consistenze tattili, mentre figure evanescenti emergono come presenze fugaci. L’uso di carboncino, grafite e pastelli genera una materia pulviscolare che accentua la dimensione sospesa e poetica dell’immagine. Se Costa lavora per sottrazione, Rastelli costruisce immagini in cui la figura umana è centrale. I suoi personaggi si stagliano su paesaggi-scenografia attraversati da pattern decorativi e suggestioni “pop”, trasformando il fondale in dispositivo narrativo attivo. La sua ricerca indaga il rapporto tra memoria, tempo e rappresentazione: fotografie d’epoca e immagini d’archivio vengono rielaborate in contesti sospesi tra realtà e immaginazione. Elementi come galassie e costellazioni emergono come proiezioni della psiche, mentre l’uso del legno di abete, con le sue venature, entra nella costruzione visiva dell’opera contribuendo al significato formale e narrativo.</p>
<p></p>
<p>Il dialogo tra i due artisti si sviluppa nella tensione tra spazio naturale e spazio costruito: nei lavori di Costa il paesaggio si smaterializza, in quelli di Rastelli si organizza come struttura scenica. In entrambi i casi perde il ruolo di sfondo per diventare elemento attivo dell’opera. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 13 giugno 2026, dal martedì al sabato dalle 17 alle 20; altri giorni e orari su appuntamento. Maggiori informazioni su www.sacca.online.</p>
<p></p>
<p><strong>Brevi cenni biografici sugli artisti</strong><br />
Giuseppe Costa (Palermo, 1980) vive e lavora a Milano. Formatosi tra l’Accademia Abadir di Palermo e l’Accademia di Brera, ha collaborato con realtà come Hangar Bicocca e diverse gallerie tra Palermo e Milano. Dal 2013 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra i progetti più rilevanti Drawings from lightnings, presentato anche al Miart e al Wop Art di Lugano. Nel 2022 un suo lavoro entra nella collezione del Museo del Novecento di Milano. Tra le mostre recenti: Flora, Fauna &#038; Cemento (Museo Civico di Noto, 2023) e personali presso Maab Gallery e Sacca Gallery.<br />
Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986) vive e lavora a Parma. Diplomato all’Accademia di Brera, ha studiato anche alla Latvian Art Academy di Riga e partecipato a residenze in Belgio e Islanda. Espone in Italia e all’estero in mostre collettive e personali fra cui: Per Grazia Ricevuta, Galleria Giovanni Bonelli – Milano, 2024; Surreal Salon 15, Baton Rouge Gallery – USA, 2023; Pittori fantastici nella valle del Po, a cura di Camillo Langone, al Pac di Ferrara, 2020; Paesaggi, allo Studio d&#8217;Arte Cannaviello di Milano nel 2016. Finalista alla 23ª edizione del Premio Cairo, è stato selezionato per numerosi premi tra cui Arteam Cup, Exibart Prize e Premio Combat.</p>
<p></p>
<p><em>Titolo mostra: Questa non è una mostra sul paesaggio<br />
Inaugurazione: sabato 18 aprile ore 19<br />
Periodo: dal 18 aprile al 13 giugno 2026<br />
Luogo: Galleria Sacca, Via Sacro Cuore 169/A, Modica – Rg (ingresso da via Fosso Tantillo)<br />
Artisti: Giuseppe Costa, Carlo Alberto Rastelli<br />
Curatore: Giovanni Scucces</em></p>
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		<title>Maurizio Mastrini in concerto a Ragusa: una anteprima del pianista e compositore destinata a lasciare il segno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/25/maurizio-mastrini-in-concerto-a-ragusa-un-evento-in-anteprima-del-pianista-e-compositore-destinato-a-lasciare-il-segno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Sabato prossimo a Ragusa andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi e carichi di suggestione del nuovo percorso artistico di Maurizio Mastrini: un concerto evento in anteprima destinato a lasciare il segno, organizzato dall’Associazione Melodica presso l’Auditorium Centro Commerciale Culturale, sotto la direzione artistica di Diana Nocchiero. Una tappa simbolica all’interno del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Sabato prossimo a Ragusa andrà in scena uno degli appuntamenti più attesi e carichi di suggestione del nuovo percorso artistico di Maurizio Mastrini: un concerto evento in anteprima destinato a lasciare il segno, organizzato dall’Associazione Melodica presso l’Auditorium Centro Commerciale Culturale, sotto la direzione artistica di Diana Nocchiero. Una tappa simbolica all’interno del Capelli International Tour 2026–2028, che porterà Mastrini nei quattro angoli del mondo, dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Oceania, fino a mete sorprendenti e simboliche. Dopo aver incantato il mondo con 160 date sold out del Ghost International Tour 2024–2025, attraversando le capitali più iconiche del pianeta, Maurizio Mastrini torna. E lo fa nel modo più autentico possibile: mettendo a nudo la propria anima.</p>
<p></p>
<p>Nasce così “Capelli”, il nuovo album del pianista umbro, un’opera intensa, viscerale, profondamente umana. Non è solo musica: è un racconto, una confessione, un viaggio dentro l’identità di un artista che ha fatto della libertà la sua scelta più radicale. Maurizio Mastrini è molto più di un pianista e compositore: è un artista che trascende le convenzioni musicali, un visionario il cui genio creativo ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo. La sua vita e la sua arte sono legate a una storia di passione e dedizione, tanto da essere definito dalla critica e dagli addetti ai lavori “il fenomeno”. Fenomeno per i numeri che lo consacrano, ma anche per la sua necessità continua di esplorare mondi nuovi nella musica. Dal fenomeno ci si può aspettare tutto: assistere a due concerti diversi, trovarlo a suonare con pennelli, elastici, bacchette, perché del pianoforte Mastrini vuole sfruttare ogni possibilità.</p>
<p></p>
<p>Con 14 album all’attivo, circa 1000 concerti sold out negli ultimi dieci anni e oltre un milione di spettatori, Mastrini è oggi uno dei pianisti italiani più ascoltati al mondo, con oltre 48 milioni di stream su Spotify. Ma dietro i numeri, c’è una traiettoria fuori dagli schemi, costruita controcorrente. “La mia ricchezza è la mia libertà. Ho scelto di essere libero anche quando questo significava rinunciare a contratti con le major, a milioni di dischi, a scorciatoie. Una scelta che si riflette in ogni dettaglio della sua vita e della sua arte. Niente limousine, niente bodyguard, niente filtri. “Faccio i miei tour viaggiando in una 500, volo low cost, non ho manager che decidono per me. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta.” È questa indipendenza assoluta a nutrire “Capelli”, un album che vibra di autenticità. In 12 tracce, realizzate con l’Orchestra Sinfonica della Felicità, Mastrini attraversa mondi sonori che uniscono minimalismo contemporaneo, suggestioni sudamericane e radici jazz. Ogni composizione è un frammento di vita, un’emozione trasformata in suono.</p>
<p></p>
<p>Conosciuto come “il pianista che suona al contrario”, Mastrini rompe le regole: suona partendo dall’ultima nota, pizzica le corde, percuote il pianoforte, reinventando completamente lo strumento. Il suo è un linguaggio libero, istintivo, impossibile da imbrigliare. “Quando nella mappa della mia vita ho dovuto scegliere il percorso, ho preso quello panoramico. Più lungo, più difficile… ma senza pedaggi.” Una dichiarazione che oggi diventa manifesto artistico. “I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo.” Un simbolo nato da una timidezza profonda, da quel senso di inadeguatezza che lo ha accompagnato sin da ragazzo, quando da un piccolo borgo umbro si è ritrovato sui palcoscenici più prestigiosi del mondo — dalla Carnegie Hall di New York all’Arena di Tokyo. E proprio da quel “nascondersi” nasce oggi un’opera che è, al contrario, una rivelazione totale.</p>
<p></p>
<p>Il brano “Capelli” è il cuore pulsante del disco: una autobiografia musicale intensa, ironica, viscerale. “El Toque” rende omaggio a Diego Armando Maradona, nel segno di un talento condiviso: il tocco — quello sul pallone, quello di Maurizio Mastrini sulla tastiera. Un legame che si riflette anche in una curiosa affinità astrale: entrambi Scorpione, ascendente Scorpione. “Paris c’est l’amour” e “Monsieur Satie” evocano eleganza e memoria; “El Cubano” celebra la libertà di vivere; “No Smoking” respira l’anima dei jazz club americani. “Stop” rompe gli schemi con energia dirompente, mentre “Aria” e “Lacrima” accompagnano l’ascoltatore in una dimensione più intima e profonda. Chiude “Tango Clandestino”, omaggio sentito a Papa Francesco.</p>
<p></p>
<p>Ma è tra le righe, tra le pause, che si coglie il senso più profondo del progetto: “La mia anima vuole la libertà, la mia arte si nutre della bellezza che trovo nelle persone. Non cerco scorciatoie. Io oggi sono esattamente quello che sono, non quello che vorrei essere.” Un pensiero che si traduce in musica, in scelte, in coerenza. “Non ho milioni di follower, non ho dischi d’oro. Ma non so nemmeno cosa sia l’invidia.” Ed è forse proprio questa libertà, così rara, così autentica, il vero successo. “Capelli” non è solo un album. È una scelta di vita. È il coraggio di restare se stessi&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;La Spartenza, storia di una lontananza&#8221;: la première del documentario di Alessia e Domenico Scarso al cineteatro Aurora a Modica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 20:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà il Nuovo Cineteatro Aurora di Modica ad ospitare, mercoledì 18 febbraio alle ore 21, la prima proiezione pubblica del documentario “La Spartenza. Storia di una Lontananza”, diretto da Alessia Scarso, scritto da Alessia Scarso e Domenico Scarso, e prodotto da Arà Film. La scelta di Modica per la prima rappresenta un ritorno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/02/17/la-spartenza-storia-di-una-lontananza-la-premiere-del-documentario-di-alessia-e-domenico-scarso-al-cineteatro-aurora-a-modica/">&#8220;La Spartenza, storia di una lontananza&#8221;: la première del documentario di Alessia e Domenico Scarso al cineteatro Aurora a Modica</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà il Nuovo Cineteatro Aurora di Modica ad ospitare, mercoledì 18 febbraio alle ore 21, la prima proiezione pubblica del documentario “La Spartenza. Storia di una Lontananza”, diretto da Alessia Scarso, scritto da Alessia Scarso e Domenico Scarso, e prodotto da Arà Film. La scelta di Modica per la prima rappresenta un ritorno simbolico alle radici del racconto e al territorio da cui la storia prende vita. Il documentario, della durata di 79 minuti, nasce infatti da una vicenda familiare profondamente legata alla Sicilia e alla sua storia migratoria, trasformando una memoria privata in una riflessione universale sulla lontananza, sull’identità e sulle dinamiche tra chi parte e chi resta.</p>
<p></p>
<p>Al centro del film vi sono Gina e Teresa, due sorelle che tornano per qualche giorno nella casa d’infanzia a Minciucci, ripercorrendo attraverso gesti quotidiani, fotografie, lettere e filmati di famiglia, la storia dei loro fratelli emigrati in Australia negli anni Cinquanta. Attraverso questo materiale intimo e prezioso, il documentario ricostruisce un arco narrativo di oltre sessant’anni, restituendo un ritratto familiare che diventa metafora di una vicenda collettiva che ha coinvolto milioni di italiani. </p>
<p></p>
<p>Arricchito dalle musiche originali del compositore ragusano Marco Cascone, “La Spartenza. Storia di una Lontananza” è un’opera che si muove tra memoria personale e storia condivisa, esplorando il significato profondo della separazione, della nostalgia e della continuità dei legami oltre il tempo e la distanza. Un racconto che affonda le sue radici nella microstoria di una famiglia per raccontare una delle esperienze più significative della storia italiana del Novecento: l’emigrazione.</p>
<p></p>
<p>Alessia Scarso, già regista del film Italo e del documentario Vasa Vasa, costruisce insieme al fratello e montatore Domenico Scarso un’opera dal forte valore emotivo e antropologico, utilizzando materiali filmici originali e d’archivio che attraversano generazioni e tecnologie, dal Super8 alle videochiamate contemporanee, restituendo una testimonianza viva e autentica della memoria migrante. Dopo la prima di Modica, il documentario sarà presentato in altre sale del territorio, anche in versione con sottotitoli per non udenti, confermando la volontà di avviare un dialogo diretto con le comunità locali, protagoniste e custodi di questa storia. La proiezione del 18 febbraio rappresenta un appuntamento significativo per il pubblico e per il territorio, offrendo l’occasione di condividere un’opera che parla di radici, appartenenza e memoria, temi che continuano a risuonare profondamente nella storia e nell’identità collettiva.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=dqCrWUlo0Cc" target="_blank"><strong>TRAILER</strong></a><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=mMqjDeQMQAk" target="_blank"><strong>BACKSTAGE</strong></a></p>
<p></p>
<p><em>L’elenco di tutte le proiezioni:<br />
18 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora — ore 21:00<br />
19 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 21:00<br />
20 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora — ore 17:00<br />
20 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 17:00<br />
20 febbraio 2026 — Pozzallo — Cine Giardino — ore 21:00 (versione con sottotitoli per non udenti)<br />
23 febbraio 2026 — Modica — Nuovo Cineteatro Aurora (riservata scuole) — ore 09:00<br />
23 febbraio 2026 — Ragusa — Cinema Lumière — ore 19:00<br />
25 febbraio 2026 — Scicli — Nuovo Cineteatro Italia — ore 17:00</em></p>
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		<title>&#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;: il nuovo album del polistrumentista modicano Salvo Scucces è anche un racconto intimo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/01/09/tu-verrai-destate-il-nuovo-album-del-polistrumentista-modicano-salvo-scucces-e-anche-un-racconto-intimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 16:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; E&#8217; uscito l&#8217;album &#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;, ascoltabile QUI. Si tratta del nuovo lavoro discografico del polistrumentista e produttore Salvo Scucces per l&#8217;etichetta siciliana Isulafactory e distribuito su tutte le piattaforme digitali da Believe Italia e presto in formato fisico da Ird. Un racconto intimo per pianoforte sulla nascita, l’attesa e la fragilità. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; E&#8217; uscito l&#8217;album &#8220;Tu verrai d&#8217;estate&#8221;, ascoltabile <a href="https://bfan.link/tu-verrai-d-estate" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>. Si tratta del nuovo lavoro discografico del polistrumentista e produttore Salvo Scucces per l&#8217;etichetta siciliana Isulafactory e distribuito su tutte le piattaforme digitali da Believe Italia e presto in formato fisico da Ird. Un racconto intimo per pianoforte sulla nascita, l’attesa e la fragilità. Un cammino affrontato in prima persona dalla moglie dell’autore, ma condiviso intensamente come coppia, tra speranze, paure, difficoltà e momenti di profonda fragilità. L’album racconta gli alti e bassi emotivi di questa esperienza, trasformando un vissuto personale in una narrazione universale, capace di rispecchiare il sentire di molte madri, coppie e famiglie. È il racconto di un viaggio che, attraversando tempeste interiori e attese sospese, conduce infine alla gioia della nascita. Dal punto di vista espressivo, Scucces sceglie di affidarsi esclusivamente al pianoforte, strumento percepito come il più autentico per elaborare e restituire queste emozioni. Ne nasce un linguaggio essenziale e intimo: suoni semplici, poche note, minime variazioni timbriche, ampi spazi di respiro e melodie che oscillano tra nostalgia e suggestioni infantili. Il disco è composto da 8 brani i cui titoli, letti in sequenza, formano una breve poesia:</p>
<p></p>
<p><em>Come un fiore sbocciato<br />
Superata la tempesta<br />
Fugace attesa<br />
Fluttua un richiamo<br />
Che danza in un sogno<br />
Illuminando una vita<br />
Tu verrai d’Estate<br />
Valerio</em></p>
<p></p>
<p>Il titolo dell’album, “Tu verrai d’Estate”, è tratto da una filastrocca scritta dal padre dell’autore alla notizia dell’imminente arrivo del nipote: un gesto che diventa simbolo di continuità, un ponte tra generazioni, memoria e attesa. Dedicato innanzitutto a Valerio, il disco si propone anche come uno spazio di riflessione sulle difficoltà legate alla gravidanza e alla nascita, temi ancora poco raccontati. Un omaggio a chi ha affrontato problemi, dolori e ostacoli lungo questo percorso, a chi è caduto e ha trovato la forza di rialzarsi, e a chi, nella speranza di una gioia futura, si è trovato ad affrontare un dolore inatteso. “Tu verrai d’Estate” è un’opera intima e delicata, che invita all’ascolto profondo e alla condivisione di un’esperienza tanto personale quanto universale.</p>
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		<title>Enrico Maltese, &#8220;Pittore e fotografo a Modica tra 800 e 900&#8221;, in una mostra unica con il liceo artistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 16:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Melania Abbate MODICA &#8211; Si inaugura sabato alle 18 al Palazzo dei Mercedari di Modica, la mostra “Enrico Maltese pittore e fotografo a Modica tra Ottocento e Novecento”, in collaborazione con il Liceo Artistico di Modica. La mostra raccoglie dipinti e fotografie dell&#8217;artista modicano (1862-1920), provenienti da collezioni private. Il suo percorso espositivo riflette [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Melania Abbate</em></p>
<p></p>
<p>MODICA &#8211; Si inaugura sabato alle 18 al Palazzo dei Mercedari di Modica, la mostra “Enrico Maltese pittore e fotografo a Modica tra Ottocento e Novecento”, in collaborazione con il Liceo Artistico di Modica. La mostra raccoglie dipinti e fotografie dell&#8217;artista modicano (1862-1920), provenienti da collezioni private.  Il suo percorso espositivo riflette lo studio degli usi e costumi dei suoi compaesani, proponendo vedute cittadine e ritratti fotografici e pittorici di popolani e contadini. Ne risulta una personalità centrale nella cultura siciliana e più in generale nel panorama dell’arte italiana dello scorso secolo, a cavallo tra Ottocento e Novecento. Fin da subito, Maltese, piacque  per la sua spontaneità di composizione, ed è proprio da qui che partono i lavori dei studenti del Liceo Artistico, che con la guida dei rispettivi docenti di Pittura e di Grafica, di Moda e di Scultura,  hanno donato alle sue opere una seconda occasione. I ragazzi non hanno realizzato delle semplici copie conformi, ma bensì delle reinterpretazioni dei lavori dell&#8217;artista con uno stile autonomo, o addirittura opere diverse, dove il riferimento a Maltese è semplicemente lo spunto per una creazione originale. La mostra, a cura di Tendenze Aps, è stata realizzata con il contributo del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e il patrocinio del Comune di Modica, ed è visitabile fino al 30 gennaio.</p>
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		<title>Oltre 30 artisti in mostra per una proposta accessibile e plurale sull&#8217;arte di oggi alla Sacca Gallery a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/12/14/oltre-30-artisti-in-mostra-per-una-proposta-accessibile-e-plurale-sullarte-di-oggi-alla-sacca-gallery-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 10:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sacca Gallery presenta la quarta edizione di Supersacca, il progetto che, anno dopo anno, mette insieme una vera costellazione di artisti di fama e di talento confermando lo spirito generoso, inclusivo e sempre in fermento che caratterizza la galleria d&#8217;arte diretta da Giovanni Scucces. Nella sede della galleria in via Fosso Tantillo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sacca Gallery presenta la quarta edizione di Supersacca, il progetto che, anno dopo anno, mette insieme una vera costellazione di artisti di fama e di talento confermando lo spirito generoso, inclusivo e sempre in fermento che caratterizza la galleria d&#8217;arte diretta da Giovanni Scucces. Nella sede della galleria in via Fosso Tantillo a Modica, si domenica pomeriggio si è alzato il sipario su una collettiva, tanto ricca quanto variegata, pensata per offrire al pubblico uno sguardo ampio e accessibile sull’arte contemporanea di oggi. Il progetto nasce dal desiderio di attivare un luogo d’incontro fertile tra linguaggi, generazioni e poetiche differenti. Il titolo “Supersacca” ribadisce il carattere eccezionale dell’iniziativa: un contenitore “extra-large” in cui convivono stili, tecniche, temi e materiali molteplici creando un paesaggio visivo ricco e sorprendente. Con questo spirito Supersacca IV riunisce 34 artisti, tra presenze consolidate e nuovi inviti, accomunati dalla qualità delle ricerche e dall’attenzione verso linguaggi differenti: tanta pittura, ma anche fotografia, disegno, scultura e sperimentazioni ibride.</p>
<p> </p>
<p>L’iniziativa nasce, ancora una volta, dal desiderio di mettere in dialogo voci e sensibilità differenti, creare connessioni e aprire spazi di incontro reale tra artisti, pubblico e collezionisti. Una pluralità che si traduce in una mostra dinamica, ricca di prospettive e suggestioni, in cui convivono stili, tecniche e visioni provenienti da percorsi molto diversi. Anche quest’anno, dunque, viene confermato il format che ha reso SUPERSACCA un appuntamento riconosciuto e atteso. L’obiettivo è duplice: da un lato presentare una panoramica ampia e dinamica delle ricerche artistiche attuali; dall’altro rendere l’arte accessibile chiedendo agli artisti di proporre per l&#8217;occasione opere sotto i 500 euro. Una scelta che da quattro edizioni consente a collezionisti, appassionati e curiosi di avvicinarsi con maggiore facilità al mondo dell’arte contemporanea e, se lo desiderano, di portare subito a casa quelle opere capaci di toccare le proprie corde.</p>
<p> </p>
<p>Gli artisti invitati per Supersacca IV sono: Calogero Arcidiacono (Catania 1998, San Teodoro, ME), Miriam Auteri (Caltagirone 1999, Palagonia, CT), Andrea Mario Bert (Forlì 1984), Giuseppe Bombaci (Siracusa 1978), Davide Bramante (Siracusa 1970), Daniele Cascone (Ragusa 1977), Francesco Ciavaglioli  (Avezzano, AQ, 1983, Milano), Giuseppe Costa (Palermo 1980, Milano), Demetrio Di Grado (Palermo 1976, Caltagirone, CT), Giorgio Distefano (Ragusa 1972, Firenze), Giuseppe Fittipaldi (Pisticci, MT, 2000), Davide Fontana (Palermo 1995), Rachele Frison (Desio, MB, 1995, Milano), Alessandro Giorgi (Torretta Granitola, TP, 1989, Monaco di Baviera &#8211; Germania), Lorenzo Gnata (Biella 1997), Federica Gonnelli (Firenze 1981), Loredana Grasso (Erice, TP, 1982, Palermo), Valentina Grilli (Milano 1983), Patrizia Leonino (Palermo 1988), Andrea Mangione (Catania 1986), Marilina Marchica (Agrigento 1984), Alice Mattia (Catania 2000), Silvia Mei (Cagliari 1985, Milano), Riccardo Paternò Castello (Catania 1980, Milano), Maurizio Pometti (Catania 1987), Rossana Ragusa (Ragusa 1980, Andalusia – Spagna), Carlo Alberto Rastelli (Parma 1986), Isabella Rigamonti (Besana in Brianza, MB, 1969), Gabriele S. Buzzanca (Barcellona P.G., ME, 1986, Venezia), Marta Sesana (Merate, LC, 1981, Milano), Alessio Vaccari (Pisa, 1977, Livorno), Giacomo Valvo (Palermo 2002), Giovanni Viola (Modica, RG, 1981), Elisa Zadi (Arezzo 1979, Firenze). La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 18 gennaio 2026, dal martedì al sabato nei consueti orari di apertura della galleria; altri giorni e fasce orarie su appuntamento. Tutti i dettagli e gli aggiornamenti nel sito della galleria www.sacca.online.</p>
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		<title>La presentazione a Modica di &#8220;Indagini nel borgo&#8221;, il romanzo dello scrittore e poeta Giuseppe Macauda</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/12/02/la-presentazione-a-modica-di-indagini-nel-borgo-il-romanzo-dello-scrittore-e-poeta-giuseppe-macauda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 15:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà incentrato sull&#8217;ultimo libro dello scrittore e poeta modicano Giuseppe Macauda, componente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, il VI appuntamento della ventunesima stagione del circolo culturale, che si terrà sabato 6 prossimo al Palazzo della Cultura, alle ore 17.30. “Indagini nel borgo”, che racchiude 10 racconti, sarà presentato dalla scrittrice Mariza Rusignuolo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Sarà incentrato sull&#8217;ultimo libro dello scrittore e poeta modicano Giuseppe Macauda, componente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, il VI appuntamento della ventunesima stagione del circolo culturale, che si terrà sabato 6 prossimo al Palazzo della Cultura, alle ore 17.30. “Indagini nel borgo”, che racchiude 10 racconti, sarà presentato dalla scrittrice Mariza Rusignuolo di Canicattì, autrice, su riviste e giornali , di recensioni e saggi di romanzi, di prefazioni e postfazioni di sillogi poetiche , nonché di saggi. L’incontro sarà arricchito dalle letture dell’attore Piero Pisana e Rosanna Giannone, docente dell’Istituto “Verga” di Modica e componente del Quasimodo. Il Maestro Giannino Amore di Ispica animerà la serata con intermezzi musicali al pianoforte.</p>
<p>“I 10 racconti della silloge – si legge nella prefazione a cura di Mariza Rusignuolo – si caratterizzano per coordinate spazio temporali variabili. L’autore, infatti, collocando le storie intorno agli anni Novanta, conferisce agli spazi interni, esterni, chiusi, in cui si svolge l’azione, una connotazione visiva, quasi cinematografica, irrorandoli di seduttivo mistero”. “Un libro – afferma Domenico Pisana, Presidente del Quasimodo &#8211; che già dal titolo suscita aspettative di risoluzione rispetto ad indagini non solo basate sul ragionamento, ma anche molto evocative, e dove gli spazi del borgo (strade, case, vicoli) diventano protagonisti nel processo investigativo del Maresciallo Briggi, il quale, a volte, fa fatica ad accettare una verità, e precisamente che lo Stato, durante i difficili anni di piombo, in alcune occasioni, aveva coperto gli eccessi e gli orrori dei difensori dell’ordine pubblico&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>La pittura come atto di resistenza contro la frattura della gerarchia originaria. Mostra di Gianluca Lauretta a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/09/11/la-pittura-come-atto-di-resistenza-contro-la-frattura-della-gerarchia-originaria-la-mostra-dellartista-gianluca-lauretta-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 08:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; L&#8217;artista modicano Gianluca Lauretta espone le sue opere domenica sera nella struttura ricettiva Stacci, in contrada Cannizzara, nel cuore delle campagne modicane. In questo nuovo progetto artistico, la pittura di Gianluca Lauretta sopraggiunge inaspettata agli occhi dell&#8217;osservatore come opera destrutturata, ridimensionata all&#8217;estremo nel risultato estetico, eppure si percepisce pienamente elaborata e metabolizzata nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/11/la-pittura-come-atto-di-resistenza-contro-la-frattura-della-gerarchia-originaria-la-mostra-dellartista-gianluca-lauretta-a-modica/">La pittura come atto di resistenza contro la frattura della gerarchia originaria. Mostra di Gianluca Lauretta a Modica</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; L&#8217;artista modicano Gianluca Lauretta espone le sue opere domenica sera nella struttura ricettiva Stacci, in contrada Cannizzara, nel cuore delle campagne modicane. In questo nuovo progetto artistico, la pittura di Gianluca Lauretta sopraggiunge inaspettata agli occhi dell&#8217;osservatore come opera destrutturata, ridimensionata all&#8217;estremo nel risultato estetico, eppure si percepisce pienamente elaborata e metabolizzata nel lungo e meticoloso processo creativo. In queste tele la materia non si limita a esistere: respira, vibra, resiste per poi dileguarsi in un mondo in frantumi. Qui la pittura non sopravvive all’armonia, piuttosto, la sfida, la dissolve, ne lascia soltanto il respiro incerto, la traccia che resiste.</p>
<p></p>
<p>In un tempo in cui l’armonia sembra un’illusione perduta, la pittura di Gianluca Lauretta non cerca consolazione, ma è un appello alla responsabilità: ci chiede di fermarci nella frattura, di sentire l’assenza come presenza, la resistenza come ultima forma di bellezza. Queste opere offrono l&#8217;occasione di intraprendere un percorso immersivo nell’universo pittorico di Gianluca Lauretta, dove le tele non raccontano, non illustrano: vivono il processo. Stratificazioni, abrasioni, sospensioni di senso; garze a ricucire gli strappi, a rimarginare le ferite, che si trasformano in tracce di un sentimento infranto. La pittura allora si fa atto di resistenza, fragile ma necessario: un tentativo di nominare il caos, di dare forma all’assenza, di ricordare che un equilibrio, per quanto perduto, continua a vibrare nella materia residua.</p>
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		<item>
		<title>Il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si inizia con lo spettacolo di Emma Dante</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2025/09/10/ecco-il-nuovo-cartellone-di-prosa-2025-2026-del-teatro-garibaldi-di-modica-si-inizia-con-lo-spettacolo-di-emma-dante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 15:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ecco il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si compone di 10 spettacoli, da ottobre a maggio, ciascuno in doppia replica. “Siamo orgogliosi di presentare il cartellone della nuova stagione di prosa – spiegano il presidente della Fondazione Maria Monisteri, il vice presidente Giorgio Rizza e il sovrintendente Tonino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/10/ecco-il-nuovo-cartellone-di-prosa-2025-2026-del-teatro-garibaldi-di-modica-si-inizia-con-lo-spettacolo-di-emma-dante/">Il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si inizia con lo spettacolo di Emma Dante</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; Ecco il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si compone di 10 spettacoli, da ottobre a maggio, ciascuno in doppia replica. “Siamo orgogliosi di presentare il cartellone della nuova stagione di prosa – spiegano il presidente della Fondazione Maria Monisteri, il vice presidente Giorgio Rizza e il sovrintendente Tonino Cannata – Anche quest&#8217;anno alziamo il sipario su una programmazione che porta sul palcoscenico grandi protagonisti e produzioni di altissimo livello. Il teatro è un luogo di emozione, confronto e bellezza, e siamo impazienti di accogliere i nostri spettatori per vivere insieme la magia che trasmette”.</p>
<p></p>
<p>A sostegno della stagione anche la Regione Sicilia come conferma l’on. Ignazio Abbate: “Ormai la Fondazione Teatro Garibaldi è punto di riferimento per prosa e musica nel Sud Est della Sicilia con una programmazione di assoluta qualità. Da qualche anno in Finanziaria, mediante la mia attività parlamentare in Commissione Bilancio, è ormai consuetudine un provvedimento economico dedicato al sostegno delle attività culturali e agli interventi di riqualificazione”. La stagione parte già sabato 18 ottobre alle 21.00 e domenica 19 ottobre alle 18.30 con “Extra moenia” della poliedrica Emma Dante, un’opera intensa che racconta storie di emarginazione attraverso le straordinarie interpretazioni di un nutrito gruppo di bravissimi attori. Martedì 2 e mercoledì 3 dicembre sarà la volta de “Il vedovo”, dal celebre film di Dino Risi, con Massimo Ghini e Galatea Ranzi e altri attori diretti da Ennio Coltorti in una commedia brillante che intreccia ironia e leggerezza. Martedì 16 e mercoledì 17 dicembre andrà in scena “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, con un cast di grandi interpreti composto da Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo DeLorenzo, Lorenza Indovina e Valeria Solarino, per una riflessione corale e ironica sul confine tra privacy e vita sociale.</p>
<p></p>
<p>A gennaio, venerdì 23 e sabato 24 gennaio, arriverà “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo, con un numeroso cast capitanato da Domenico Pinelli, Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, un classico intramontabile della commedia napoletana che si muove tra leggerezza e profondità diretto dallo stesso Pinelli. Sabato 7 e domenica 8 febbraio sarà il turno de “L’Avaro” di Molière, interpretato da Enrico Guarneri per la regia di Guglielmo Ferro, celebre commedia francese ricca di situazioni comiche e battute pungenti, capace di far ridere e pensare allo stesso momento. Sabato 14 e domenica 15 febbraio andrà in scena “Minchia signor Tenente” di e con Antonio Grosso insieme a tanti altri attori per uno spettacolo intenso e contemporaneo che affronta temi di giustizia e responsabilità con coraggio e ironia. A marzo, sabato 7 e domenica 8 toccherà a “Il Piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, con il maestro Pippo Pattavina per la regia di Guglielmo Ferro. Lo stesso Ferro firma la regia anche di “Moby Dick” di Herman Melville, con Moni Ovadia, sul palco del teatro modicano sabato 14 e domenica 15 marzo. A maggio andranno in scena gli ultimi due spettacoli della stagione di prosa: martedì 12 e mercoledì 13 “Gente di facili costumi” di Nino Marino e Nino Manfredi, con Flavio Insinna e Giulia Fiume, diretti da Luca Manfredi, mentre sabato 23 e domenica 24 sarà la volta de “La ricerca della felicità” di e con Stefano Massini, con le musiche dal vivo di Luca Roccia, un racconto poetico e intenso che chiuderà la stagione con ironia e profonde riflessioni.</p>
<p></p>
<p>Il costo dell&#8217;abbonamento alla stagione di prosa è così suddiviso: platea e palchi centrali € 225,00; palchi laterali € 185,00; loggione € 145,00. La prelazione per i vecchi abbonati è attiva da oggi e finirà mercoledì 24 settembre. L&#8217;abbonato potrà confermare il proprio posto nel turno A o B, o spostarsi di turno nei posti liberi, mentre potrà scegliere un posto rimasto libero per mancato rinnovo solo giorno 25 settembre. I nuovi abbonamenti inizieranno a partire dalle ore 9.00 del 26 settembre fino al 7 ottobre, al botteghino e online. L&#8217;apertura della biglietteria per i singoli spettacoli partirà da giorno 8 ottobre. Il costo dei singoli spettacoli è di € 27 per platea e palchi centrali, € 22 per palchi laterali, € 17 per loggione (+ € 2 di diritti di prevendita). La stagione è sostenuta dalla Regione Sicilia, dal Comune di Modica, dall&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa e da diversi sponsor. A breve sarà resa nota anche la stagione musicale. Maggiori informazioni sul <a href="https://www.fondazioneteatrogaribaldi.it/" target="_blank"><strong>sito web della Fondazione Garibaldi</strong></a> e sulle pagine social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/10/ecco-il-nuovo-cartellone-di-prosa-2025-2026-del-teatro-garibaldi-di-modica-si-inizia-con-lo-spettacolo-di-emma-dante/">Il nuovo cartellone di prosa 2025-2026 del Teatro Garibaldi di Modica. Si inizia con lo spettacolo di Emma Dante</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Con &#8220;La Nave di Fuoco&#8221; è finita la settima stagione &#8220;Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri&#8221;. Record di presenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 09:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Si è chiusa la settima stagione di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” con un romanzo storico, “La nave di fuoco” di Nicolò Carnimeo &#8211; docente universitario a Bari in diritto della navigazione- dedicato alla storia di Francesco Caracciolo, “l’ammiraglio che donò il caffè a Napoli”, uno tra i più grandi uomini di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Si è chiusa la settima stagione di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” con un romanzo storico, “La nave di fuoco” di Nicolò Carnimeo &#8211; docente universitario a Bari in diritto della navigazione- dedicato alla storia di Francesco Caracciolo, “l’ammiraglio che donò il caffè a Napoli”, uno tra i più grandi uomini di mare italiani che la storia ricordi, l’unico a mettere sotto scacco la flotta inglese di Horatio Nelson. L’autore dialogando con lo scrittore Nicola Colombo ci ha fatto scoprire mondi e persone molto significativi per carica umana sotto la magia del caffè. In queste pagine si racconta un’avventura giovanile che cambiò il suo destino e quello di Napoli, la sua città natale, descritta da Nicolò Carnimeo in tutta la sua forza e bellezza. Tra la capitale del Regno dei Borbone e Algeri si snoda una vicenda che ha per protagonista il caffè, anzi la migliore miscela di caffè mai esistita. E’ stata una serata che sviluppando i temi dei commerci per mare ha fatto una doverosa puntata su quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza e i riflessi internazionali provocati da un genocidio che il pianeta sta purtroppo iniziando a sdoganare.</p>
<p></p>
<p>“Gli eventi di quest’anno &#8211; commenta Marco Sammito, direttore artistico degli eventi &#8211; hanno segnato un record in fatto di presenze, una buona qualità di pubblico, che ha confermato la bontà del progetto culturale. Laddove per cultura si intende un obiettivo utile alla crescita della conoscenza e dei saperi e non intesa come strumento per cogliere altri finalità. Questo grazie agli illustri ospiti che si sono alternati sul palco del living del Pata (filosofi, storici, archeologi, scrittori, giornalisti) e di quanti, colleghi e intellettuali, hanno dialogato con loro. Il nostro ringraziamento va al pubblico che ci ha fedelmente seguiti, agli sponsor pubblici e privati che hanno sostenuto la nostra scelta, i collaboratori con in testa Mattia Cicero, l’associazione culturale “Donna Lidda” che promuove l’evento con il presidente Daniele Manenti e ovviamente e non per ultimo Giorgio Vindigni che con senso di responsabilità e condivisione del progetto mette a disposizione gli spazi del Pata Pata al fine di produrre e consumare cultura. Da oggi si apre il cantiere  per le edizioni 2026 con la speranza che possano essere sempre di buona qualità e di appagamento per il nostro pubblico”.</p>
<p></p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;AMORE IN QUESTA CITTA'&#8221; DI SALVO PALAZZOLO</strong><br />
Salvo Palazzolo, uno dei più coraggiosi giornalisti di cronaca, impegnato quotidianamente sul fronte antimafia, quello vero, ha presentato al Pata Pata di Sampieri per “Autori &#038; Libri” il suo primo romanzo. Non ci ha parlato di mafia ma bensì de “L’amore in questa città”, conversando con il giornalista Carmelo Arezzo. Un caso di femminicidio di Stato accaduto 90 anni fa, ambientato in epoca fascista, dove la verità era stata imprigionata per pagare il prezzo al regime che voleva silenziare l’accaduto. Un giornalista coraggioso non si arrende all’apparenza dei fatti e fa la sua bella indagine. Dal dialogo sul filo dei ricordi da cronista di giudiziaria, cominciata nel 1992 con un’emittente privata e poi continuata all’Ora di Palermo e adesso a La Repubblica, è nata una serata dove il racconto ha coinvolto l’uditorio in una sorta di assemblea attiva dove i temi della ricerca della verità, della democrazia, dell’impegno sociale per dare ancora consistenza ai valori oggi decostruiti da una visione virtuale ed effimera della vita e della quotidianità.</p>
<p></p>
<p>Il femminicidio provocò la morte a Palermo nel 1935 della studentessa, Cetti Zerilli, il cui corpo fu ritrovato nel palazzo dell’Università crivellato da tre colpi di pistola. Accanto a lei il cadavere di un milite fascista, in camicia nera e stivaloni. Un caso di omicidio-suicidio sentenzia la polizia del regime, che lo archivia con un’urgenza sospetta, imponendo alla stampa il silenzio. Il padre della ragazza, si rifiuta di accettare per quella figlia piena di vita e così amata la versione ufficiale della tragedia. Nino Marino, coraggioso cronista del “Giornale di Sicilia” indagherà in segreto sulla vicenda, con l’appoggio delle sue fonti – oppositori del regime come lui – e delle tracce lasciate dietro di sé da Cetti: una ragazza appassionata, innamorata dei libri e della sua libertà, e animata da una testardaggine controcorrente. Salvo Palazzolo ricostruisce la vicenda avendola avuta raccontata da un maestro della cronaca scomparso dieci anni fa, Aurelio Bruno ai tempi dell’Ora. Salvo Palazzolo, di origine modicana, da 26 anni lavora al quotidiano La Repubblica. Nel 2019 è stato nominato inviato speciale. Negli ultimi trent’anni, ha raccontato le trasformazioni del fenomeno mafioso in Sicilia dopo le stragi Falcone e Borsellino. Per le sue inchieste sulla riorganizzazione di Cosa nostra è stato oggetto di minacce. Oggi vive scortato. Undici Opere, alcune delle quali scritte con i magistrati Nino Di Matteo e Maurizio De Lucia, ci forniscono uno spaccato lucido e profondo sui fatti di mafia in Sicilia del nostro tempo.</p>
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		<title>Il mondo di Anna Marchesini a 9 anni dalla scomparsa con aneddoti inediti a Sampieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Tante curiosità mai svelate, aneddoti inediti, un carattere fumantino sino insopportabilità è il mondo che Daniela Montemagno ci ha aperto con la sua opera “Anna Marchesini una e trina” (Ed. Sabinae) discutendone con la giornalista Monica Cartia nell’ambito degli appuntamenti di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri”. La conversazione sulla prima biografia in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Tante curiosità mai svelate, aneddoti inediti, un carattere fumantino sino insopportabilità è il mondo che Daniela Montemagno ci ha aperto con la sua opera “Anna Marchesini una e trina” (Ed. Sabinae) discutendone con la giornalista Monica Cartia nell’ambito degli appuntamenti di “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri”. La conversazione sulla prima biografia in Italia che racconta la vita e la carriera professionale di una delle attrici più amate e però meno ricordate ci ha introdotti in uno scenario nuovo. Anna Marchesini è scomparsa nel 2016 all’età di 63 anni. Donna e artista libera, testarda e decisa sulle cose da fare, ha irriso il mondo dei potenti – le sue performance sono state oggetto di interrogazioni parlamentari- il suo carattere spigoloso e spesso intrattabile non la rendeva simpatica al variegato e adulante universo dello star system. Vita privata blindatissima, si sa che ha una figlia da un matrimonio non durato a lungo, la famiglia che non collabora a rendere pubblico il patrimonio documentale dell’attrice rendono il personaggio ancora oggi enigmatico e poco esplorato. Daniela Montemagno, che già si è occupata delle biografie di Romolo Valli e Gigi Proietti, si è lanciata in questo progetto non senza difficoltà ma con un esito brillante.</p>
<p></p>
<p>Con il duo Lopez – Solenghi  la Marchesini ha scritto una delle pagine più memorabili della satira televisiva in Italia. La sua assenza segna oggi lo spirito di questo tempo dove il pensiero critico e il mettere sulla piazza le debolezze e gli eccessi del potere trovano sempre meno cittadinanza nelle performance dell’arte umoristica. Prossimo appuntamento sabato 6 settembre alle 19.00 con un appuntamento particolare. Il giornalista d’inchiesta Salvo Palazzolo, impegnato da sempre sul fronte antimafia, presenterà la sua ultima opera “L’amore in questa città”. L’autore converserà con il giornalista Carmelo Arezzo. Ultimo appuntamento della stagione domenica 7 settembre ore 19.00 al Pata Pata con la presentazione del libro del prof. Nicolò Carnimeo “La nave di Fuoco”. L’autore converserà con lo scrittore Nicola Colombo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/09/05/il-mondo-di-anna-marchesini-a-9-anni-dalla-scomparsa-con-aneddoti-inediti-a-sampieri/">Il mondo di Anna Marchesini a 9 anni dalla scomparsa con aneddoti inediti a Sampieri</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Il sogno siciliano nelle foto di Peppino Leone: Concetto Prestifilippo e la sua opera sul fotografo ragusano. Ora una Fondazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 10:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Un piccolo mattone è stato elevato alla memoria di Peppino Leone, fotografo della realtà siciliana, al termine della presentazione per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al Pata Pata. Concetto Prestifilippo autore di “ Giuseppe Leone ovvero un sogno fatto in Sicilia” (Mimesis edizioni) ha presentato la sua opera dialogando con il giornalista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SCICLI &#8211; Un piccolo mattone è stato elevato alla memoria di Peppino Leone, fotografo della realtà siciliana, al termine della presentazione per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al Pata Pata. Concetto Prestifilippo autore di “ Giuseppe Leone ovvero un sogno fatto in Sicilia” (Mimesis edizioni) ha presentato la sua opera dialogando con il giornalista Andrea G. Cerra.<br />
Dalle sessanta foto e dall’allegata intervista a Ferdinando Scianna, altro fotografo siciliano di grande talento, è emerso il senso e il significato dei lavori di Leone deceduto nell’aprile dello scorso anno. Ha avuto la capacità di raccontare per immagini la sua terra dall’angolo esclusivo e attento del suo occhio. Pignolo e curioso sino alla morbosità Leone ha avuto la capacità di fermare il momento che ci offre un racconto che si fa subito poesia.</p>
<p></p>
<p>Così le inquadrature su panorami, marine assolate, le campagne del ragusano con l’anima dei muri a secco, le feste religiose in un impasto di santi, costumi, volti e persone che hanno la capacità di esprimere il loro tempo.  Alla fine della presentazione anche il giornalista di lungo corso come Carlo Ottaviano ha dato la sua testimonianza: gli anni della gioventù vissuti a Ragusa con i periodici del tempo e le foto di Peppino Leone ad immortalare momenti di racconti ormai dimenticati. Sarebbe auspicabile l’istituzione di una Fondazione a nome di Giuseppe Leone che potesse contenere, governare e conservare i 500 mila scatti che sono il film di una Sicilia che rischia i colpi dall’oblio e dalla dimenticanza. Prossimo appuntamento per “Autori &#038; Libri, conversando a Sampieri” al living del Pata Pata giovedì 4 settembre alle ore 19,00 con la presentazione del libro di Daniela Montemagno dal titolo: “Anna Marchesini una e trina”. L’autrice dialogherà con la giornalista Monica Cartia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2025/08/31/il-sogno-siciliano-nelle-foto-di-peppino-leone-concetto-prestifilippo-e-la-sua-opera-sul-fotografo-ragusano-ora-una-fondazione/">Il sogno siciliano nelle foto di Peppino Leone: Concetto Prestifilippo e la sua opera sul fotografo ragusano. Ora una Fondazione</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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