MODICA – Ultimo fine settimana di Scenari 2026 con 4 giorni di firme illustri per chiudere in bellezza la quinta edizione della rassegna di autori e libri. Giovedì l’ultimo dei 4 eventi di Scenari al Tramonto con un talk d’altissimo pregio. A dialogare Paolo Magri e Carlo Cottarelli. Sarà il Belvedere dell’Idria, dalle 19, a sentire le loro parole su un tema delicato: Dopo le guerre che mondo ci aspetta? Cottarelli, economista, accademico e tra i più autorevoli esperti di finanza pubblica nel Paese, è stato commissario alla Spending Review e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici. Molti e sempre interessanti i suoi saggi divulgativi di un’attività che si è concentrata sull’analisi del debito pubblico e sulla sostenibilità delle politiche economiche. Senza giri di parole (Mondadori) il suo ultimo libro edito lo scorso anno dove Cottarelli afferma chiaramente che l’Italia e l’Europa devono smettere di raccontarsi favole tra debito pubblico, invecchiamento della popolazione, produttività stagnante, transizione energetica e rivoluzione tecnologica. Con un messaggio semplice: più competenza e meno propaganda.
A dialogare con lui c’è Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni Internazionali alla Bocconi. Magri è commentatore di temi di attualità su reti televisive e radiofoniche, autore e curatore di numerosi saggi e ha scritto di recente Liberi tutti? (Ispi 2026) parlando di un mondo sempre più senza regole condivise tra guerre, tensioni tra potenze, crisi climatiche ed economiche. Un mondo egoista dove la libertà senza limiti rischia di trasformarsi in caos globale. Talk che sarà seguito alle 21 da Terrazza Scenari by Raro Jazz sulla terrazza di Raro con il sax di Bruno Ceretto e il dj set di Giuseppe Santoro tra lounge music e funky jazz.
Venerdì alle 21, sulla scalinata di San Pietro ci sarà Mario Calabresi. Giornalista, scrittore, tra le voci più significative del panorama italiano, Calabresi sa intrecciare fasi di memoria personale alla storia collettiva, con uno stile profondamente umano. Già direttore di Repubblica e La Stampa, Mario Calabresi oggi è al vertice di Chora Media e attraverso i suoi libri e il podcast, racconta le fragilità ma anche le possibilità che attraversano la vita di ciascuno. Alzarsi all’alba (Mondadori 2025) è il libro che presenta a Modica, da cui ha tratto ispirazione anche una traccia della prova di italiano dello scorso esame di maturità (la più ‘usata’ dalle maturande e dai maturandi) e dove Calabresi racconta il tempo delle comodità, del tutto facile, argomentando sull’illusione che ogni traguardo può essere raggiunto con il minimo sforzo con le scorciatoie sinonimo di successo. Ma lo fa, scontornando la fatica come elemento catalizzatore della vita quotidiana e vera asse della crescita anche nell’epoca del tutto e subito. Un invito a riscoprire il valore del tempo, della pazienza, della costanza e del dovere dove la fatica non è una scelta o un’imposizione ma un gesto d’amore.
Sabato, alle 21, sarà il sagrato della Madonna delle Grazie a salutare la lectio L’incredibile non si può dire a tutti (Rizzoli) di Franco Arminio. Poeta, scrittore e regista, ideatore della ‘paesologia’ per restituire voce ai luoghi dimenticati e alle vite minime, Arminio con i suoi versi attraversa il pensiero e l’anima. E lo fa lentamente e in ascolto. La sua poesia nasce dalla terra e dalle persone, dai silenzi e dai margini e nei suoi reading la parola è viva, capace di aprire attenzione e cura dove anche ciò che sembra perduto torna a respirare. Arminio, presentato dalla giornalista Marianna Triberio, parlerà delle poesie d’amore e delle riflessioni intime contenute in un libro che è una storia sentimentale intensa e necessaria: un invito alla tenerezza e alla fragilità come resistenza in un mondo duro e rumoroso. Un visionario che ci da la possibilità di restare umani. Il gran finale è domenica, sempre alle 21, scalinata di San Giorgio, con Dimartino, una voce suggestiva, un cantautore che ha sempre fatto della qualità della musica e delle parole in essa, la sua cifra artistica. Che ha costruito la sua carriera unendo introspezione, ironia e una forte sensibilità letteraria che lo avvicina allo spirito di Scenari. Stile che mescola cantautorato classico italiano e sonorità moderne con testi malinconici ma intelligenti. E che con quella musica leggerissima in collaborazione con Colapesce, ha offerto un saggio di qualità difficilmente eguagliabile. Saranno dunque le sue note e le sue parole a chiudere la stagione 2026 di Scenari.

