MODICA – Sold-out nel fine settimana e ottime presenze nelle manifestazioni collaterali. “Modica è sempre più ‘vicina’ e partecipe per Scenari, accoglie chi viene da fuori e anche in giorni così difficili, ho sentito forte la presenza della città nell’apprezzare e condividere ogni momento di questo nostro percorso. Sentire poi le parole del professore Mancuso dedicate a Modica, il suo impegno per la città e per la sua bellezza, la sua voglia di comprare casa e venire a vivere qui, mi ha dato forza. Se Scenari serve anche a questo, non posso che esserne felice”. Lo dichiara la direttrice artistica dell’evento culturale Piera Ficili di Mondadori BookStore Modica a commento del fine settimana passato, il penultimo della rassegna con il prologo apprezzato del giovedì sera con Franco Currò. Giornalista, per anni firma importante dei periodici del Gruppo Mondadori, responsabile del settore Comunicazione dell’universo Fininvest e nel CdA dell’Arnoldo Mondadori Editore, Currò è alla sua opera prima. Il coltello della memoria (Rizzoli) il titolo di un giallo di 200 pagine, che riporta indietro le lancette di quasi 60 anni, che nasce da un suicidio dove si nascondono tanti misteri tra riflessioni e rapporti familiari, anni di silenzi e zone di buio. Lo ha raccontato affacciandosi al Pizzo Belvedere per Scenari al Tramonto, affermando anche momenti autobiografici nel suo racconto, sincerando una partecipazione emotiva nei personaggi e non distogliendo l’attenzione da quell’evoluzione post ‘68 che ha cambiato -e forse troppo permeato- il Paese. Presentazione del libro seguita dal secondo evento di Aperitivo & Sounds con la musica di Armando Barni al sax, Enrico Lacognata al piano e Roberto
Barni alla batteria che con il loro Modern Standard Jazz hanno accompagnato per un bel po’ di ore le persone che si sono gustate un minimo di refrigerio serale. L’entusiasmo, la gioia dell’ascolto sono stati l’elemento caratterizzante di un’ora abbondante molto empatica, vissuta venerdì 17 luglio, con Dan Davide Banzato. Sacerdote, scrittore, volto televisivo, Davide -come ama farsi chiamare- ha coinvolto ed emozionato nei suoi racconti e nella capacità di dialogo non solo con le nuove generazioni. Sulla scalinata di San Giovanni a Modica alta, nella sua unica presentazione in Italia, ha parlato al cuore. E questo grazie anche a Carmelo Leocata, 11 anni, il suo intervistatore insieme al giornalista Enzo Scarso. Come una stella in Cielo (ElectaKids) il libro su cui Davide Banzato ha dialogato con Carmelo. Sullo sfondo l’Angelo custode di ognuno di noi, così presente mentre si è piccini e dimentico quando si va avanti con l’età. Un volume dedicato ai più piccoli ma che anche i ‘grandi’ dovrebbero leggere per capirci un po’ di più della vita e dei suoi anfratti, come Banzato e Carmelo hanno ripetuto e trasmesso. Una scalinata piena di empatia, ha poi accompagnato don Davide nel racconto de Il coraggio di scegliere (Piemme). Con il giornalista Enzo Scarso ha spiegato perché di un dialogo con Sant’Agostino tra interrogativi, dubbi e risposte sulla vita e i suoi significati sul senso di essa; sulla felicità, sull’ansia e sul coraggio di scegliere. Alla fine il sindaco Maria Monisteri e la Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Schembari, lo hanno raggiunto sul palco non solo per la consegna dei doni ma anche per spendere parole di grande apprezzamento per come è riuscito a creare un’atmosfera forte e di riflessione vera, attraverso le sue parole.
Sabato la scalinata di San Giorgio è stata lo scenario di uno dei momenti più attesi: Romina Power e il suo libro Pensieri profondamente semplici (Rizzoli). Lei, artista poliedrica, cantante, attrice, poetessa, musicista, scrittrice, pittrice, è stata simpaticamente coinvolgente grazie alla sagacia delle domande della giornalista Chiara Scucces. Ha raccontato un libro che raccoglie pensieri che attraversano in modo naturale la sua vita. La sua in particolare ma con un suggerimento che può arrivare anche a quella di ognuno di noi. Rapita dalla bellezza di San Giorgio, Romina Power ha creato subito un feeling con le 2.000 persone che hanno assiepato la scalinata della testimonianza barocca. Un racconto semplice, schietto e sincero. Non un suo autoritratto ma pagine che servono ad approfondirne la conoscenza. Per chi la segue da sempre apprezzandone la classe e la signorilità e per chi l’ha incontrata sabato sera. E la gioia della gente nel parlarle al firmacopie, lo dimostra. Emozioni forti quando Chiara Scucces le ha chiesto di Ylenia e la sua serena consapevolezza di come lei creda che sua figlia sia e non sia stata. Romina Power ha emozionato raccontando della sua vita e ancora di più durante un momento di grande intensità insieme al figlio Yari Carrisi Power quando i due hanno interpretato una suggestiva e intima versione di Felicità, preceduta da Alleluia e da Tredici storie d’oggi, confermando il profondo legame tra Romina Power e il figlio.
Il cambio improvviso di location dalla Madonna delle Grazie all’Atrio comunale di Palazzo San Domenico, non ha certo leso la presenza importante di pubblico per sentire, domenica sera, la lectio sull’Intelligenza delle Piante di Stefano Mancuso. Presentato da Marianna Triberio, il professore Mancuso -botanico, accademico, divulgatore scientifico e fondatore del Centro di ricerca dedicato allo studio delle capacità sensoriali delle piante- ha dispensato a Modica il suo sapere legandolo alla sostenibilità e alla crisi climatica. Ed ha aperto parlando dell’incendio di questi giorni sulla collina di Monserrato, della nefasta mano dell’uomo e di come noi, giorno dopo giorno, dimenticando la bellezza della natura, stiamo distruggendo la vita. Poi un’ora e mezzo di riflessione su Il Cantico delle Piante (Laterza), dove il professore Mancuso correla scienza, poesia e riflessione civile, soffermandosi sulla sopravvivenza a rischio del nostro pianeta. Un invito a ripensare il rapporto dell’uomo con la Natura attraverso la capacità comunicativa e di pensiero delle piante. Il silenzio interrotto solo dagli applausi, la grande attenzione, la polarizzante capacità di eloquio per forma e contenuti del professore Mancuso, sono stati gli elementi di una serata che si incastona nella storia dei cinque anni di Scenari come uno dei momenti di più alto livello.

