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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<item>
		<title>Turista tedesco muore durante una escursione sull&#8217;Etna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 11:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Tragedia sull’Etna, nel primo pomeriggio di giovedì. Un turista tedesco di 70 anni, probabilmente per un malore, è deceduto mentre si trovava a circa 3.000 metri di altezza nella zona di Punta Lucia-Etna Nord. L’uomo, da quanto si apprende, si trovava in comitiva con altre persone, quando avrebbe accusato un malore. Scattati i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Tragedia sull’Etna, nel primo pomeriggio di giovedì. Un turista tedesco di 70 anni, probabilmente per un malore, è deceduto mentre si trovava a circa 3.000 metri di altezza nella zona di Punta Lucia-Etna Nord. L’uomo, da quanto si apprende, si trovava in comitiva con altre persone, quando avrebbe accusato un malore. Scattati i soccorsi, sono stati allertati i militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi e i tecnici del Sass. Nonostante i soccorsi prestati (nella comitiva era presente anche un medico) per il 70enne escursionista tedesco non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasportata fino alla zona di Piano Provenzana, dove ad attenderla c’era il carro funebre. Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma in un obitorio della zona, dove nelle prossime ore, con molta probabilità, sarà effettuata un’ispezione cadaverica.</p>
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		<item>
		<title>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso: raggiunti complessivamente 12,5 milioni di passeggeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso, che hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi come uno dei sistemi aeroportuali più dinamici e strategici del panorama nazionale. Inoltre, grazie ai fondi Fsc fortemente voluti dal Governo Schifani in accordo con il Governo nazionale, la Società ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso, che hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi come uno dei sistemi aeroportuali più dinamici e strategici del panorama nazionale. Inoltre, grazie ai fondi Fsc fortemente voluti dal Governo Schifani in accordo con il Governo nazionale, la Società ha avviato da tempo un piano di investimenti mirato a rilanciare lo scalo ibleo, con l’obiettivo di potenziare l’offerta e promuovere una maggiore attrattività del territorio. Questi risultati riflettono il forte impegno di Sac nello sviluppo infrastrutturale, sostenuto da un’ulteriore crescita degli investimenti nel 2025: le immobilizzazioni materiali hanno registrato un incremento significativo pari a circa 18,9 milioni di euro (+18%), raggiungendo 123,8 milioni di euro, mentre le immobilizzazioni totali si attestano a 132,8 milioni di euro (+17%) rispetto all’esercizio precedente, a testimonianza del proseguimento degli interventi di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali. Il capitale investito netto ha raggiunto 91,6 milioni di euro (+23%).</p>
<p></p>
<p>L&#8217;importante dato è emerso dall&#8217;assemblea dei soci di Sac, società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, nel corso della quale è stato approvato all’unanimità dei presenti il progetto di bilancio relativo al 2025, che si è chiuso con un utile netto di esercizio di 8 milioni di euro, in flessione rispetto ai 12,8 milioni dell’esercizio precedente (-37%). Il valore della produzione ha raggiunto i 112,2 milioni di euro, con un incremento del +3,3% rispetto al 2024. L’Ebit si attesta a 10,8 milioni di euro, registrando una flessione del -36%. Nel confronto con l’esercizio precedente, si evidenzia come il risultato dei ricavi del 2024 fosse influenzato dalla rilevazione di una componente straordinaria positiva, pari a circa 6 milioni di euro, connessa al rimborso assicurativo relativo agli eventi del 2023. Al netto di tale componente non ricorrente, l’andamento dei ricavi del 2025 risulta pertanto ancora più significativo, evidenziando una crescita organica delle attività operative e confermando la solidità del modello di business della Società. I ricavi commerciali si attestano a 30 milioni di euro, in crescita del +7%, a testimonianza della capacità di attrazione commerciale dello scalo. </p>
<p></p>
<p>Il bilancio approvato conferma il rafforzamento complessivo della posizione economico-finanziaria della società, consolidando la strategia di crescita e sviluppo infrastrutturale già avviata negli anni precedenti. Sac prosegue infatti nel percorso di modernizzazione e ampliamento delle proprie infrastrutture, a beneficio della competitività degli scali e dell&#8217;intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Sac ha inoltre ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. L’approvazione ministeriale rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso già delineato dall’Assemblea dei Soci a marzo 2025 e si inserisce nella strategia complessiva di SAC volta a rafforzare il posizionamento competitivo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, favorendo l’ingresso di investitori qualificati in grado di sostenere lo sviluppo infrastrutturale e l’innovazione dei servizi offerti ai passeggeri.</p>
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		<title>&#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;: mobilitazione civica in Sicilia a difesa della categoria e contro la riforma Schillaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, insieme al Codacons e all’Articolo 32 – Aidma (Associazione Italiana Difesa Diritti del Malato), lancia in Sicilia la campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;, una mobilitazione civica a difesa dei medici di medicina generale, comunemente conosciuti come medici di famiglia, primo presidio sanitario dei cittadini e punto di riferimento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, insieme al Codacons e all’Articolo 32 – Aidma (Associazione Italiana Difesa Diritti del Malato), lancia in Sicilia la campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;, una mobilitazione civica a difesa dei medici di medicina generale, comunemente conosciuti come medici di famiglia, primo presidio sanitario dei cittadini e punto di riferimento essenziale per anziani, malati cronici, famiglie e pazienti fragili. L’iniziativa nasce alla luce del dibattito nazionale sulla riforma Schillaci dei medici di medicina generale e sulla riorganizzazione della sanità territoriale. Tanasi, il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma ritengono che ogni intervento sul sistema debba partire da un principio inderogabile: il medico di famiglia non può essere indebolito, burocratizzato o allontanato dal rapporto diretto con il paziente.</p>
<p></p>
<p>In Sicilia il tema assume un valore ancora più delicato. Nei piccoli comuni, nelle aree interne, nei quartieri periferici e nei territori in cui l’accesso alle strutture sanitarie è più difficile, il medico di medicina generale rappresenta spesso l’unico riferimento immediato per migliaia di cittadini. È il professionista che conosce la storia clinica del paziente, intercetta i bisogni delle famiglie, orienta nel sistema sanitario e contribuisce a evitare il sovraccarico dei pronto soccorso. La sanità territoriale va rafforzata, non smontata. Le Case di Comunità possono rappresentare un’opportunità solo se realmente operative, accessibili, dotate di personale, tecnologie, servizi e collegamenti effettivi con il territorio. Non possono invece diventare il pretesto per svuotare gli ambulatori, rendere meno attrattiva la professione o trasformare il rapporto fiduciario tra medico e paziente in un rapporto burocratico e impersonale.</p>
<p></p>
<p>Il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma avvertono che un indebolimento della medicina generale avrebbe effetti pesanti soprattutto sui cittadini più fragili: anziani, malati cronici, pazienti non autosufficienti, famiglie con difficoltà economiche e residenti nelle zone interne o periferiche. Il rischio è quello di spingere sempre più persone verso pronto soccorso già sovraccarichi, aggravare le liste d’attesa e lasciare senza un presidio di prossimità chi ha maggiore bisogno di assistenza continuativa. Per questo Tanasi, il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma chiedono alla Regione Siciliana, al Ministero della Salute e alle istituzioni competenti di aprire un confronto reale con cittadini, medici e associazioni dei pazienti, garantendo alcuni principi inderogabili: tutela del rapporto fiduciario medico-paziente, piena valorizzazione dei medici di medicina generale, rafforzamento degli ambulatori territoriali, potenziamento dell’assistenza domiciliare, riduzione delle liste d’attesa, tutela dei pazienti cronici e fragili, maggiore attenzione alle aree interne e ai territori più disagiati.</p>
<p></p>
<p>La campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221; partirà dalla Sicilia come iniziativa civica a difesa del diritto alla salute e dell’assistenza di prossimità. L’obiettivo non è bloccare ogni riforma, ma impedire che una riorganizzazione calata dall’alto finisca per colpire proprio il presidio sanitario più vicino ai cittadini. &#8220;Il medico di medicina generale, che tutti conosciamo come medico di famiglia, è il primo volto della sanità per milioni di cittadini e in Sicilia rappresenta spesso l’unico presidio realmente vicino alle persone – afferma Tanasi –. Nessuno è contrario a una sanità territoriale più moderna, ma modernizzare non significa burocratizzare, spersonalizzare o cancellare il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Se il nuovo modello dovesse rendere meno attrattiva la professione o allontanare i medici dal territorio, a pagare il prezzo sarebbero anziani, malati cronici, famiglie e pazienti fragili. La Sicilia non può permettersi un ulteriore indebolimento dell’assistenza territoriale. La nostra campagna nasce per dire una cosa semplice: rafforzate il medico di famiglia, non smontatelo&#8221;. conclude Tanasi.</p>
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		<item>
		<title>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/26/brutte-notizie-dai-primi-calendari-scolastici-per-il-2026-2027-quasi-tutte-le-festivita-cadono-di-domenica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 10:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica. Studenti, genitori e insegnanti li hanno sfogliati con l&#8217;intento di scoprire quanti ponti potranno sfruttare per godersi qualche giorno di relax, magari fuori città, ma hanno ricevuto brutte notizie: quasi tutte le festività cadono di domenica. Incluso il 4 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica. Studenti, genitori e insegnanti li hanno sfogliati con l&#8217;intento di scoprire quanti ponti potranno sfruttare per godersi qualche giorno di relax, magari fuori città, ma hanno ricevuto brutte notizie: quasi tutte le festività cadono di domenica. Incluso il 4 ottobre, festivo a partire da quest&#8217;anno. Cade di domenica anche il primo novembre, così che il primo vero ponte sarà quello del martedì dell&#8217;Immacolata: una certezza per i milanesi, visto che il giorno prima &#8211; lunedì 7 dicembre &#8211; la città festeggia il Santo Patrono (Sant&#8217;Ambrogio), ma è molto probabile che la maggior parte degli istituti opti per la stessa soluzione. Il collegio dei docenti di ogni scuola, infatti, può eventualmente stabilire altre sospensioni didattiche, nel rispetto del numero minimo di giorni di lezione per ogni anno scolastico previsto per legge.</p>
<p></p>
<p>Il 25 dicembre, Natale, è un venerdì, il che vuol dire che Santo Stefano, che cade di sabato, è un giorno di festa &#8220;perso&#8221;. Le scuole potrebbero decidere di chiudere qualche giorno a febbraio, per il periodo di Carnevale, con il martedì grasso che cade il 9 febbraio, ma questa sarà una scelta dei singoli istituti che non coinvolge nessuna festività nazionale. Male anche per il periodo primaverile: 25 aprile e primo maggio cadono di domenica e di sabato, rendendo impossibile fare ponte. La festa della Repubblica, il 2 giugno, è invece un mercoledì: potrebbe regalare due giorni in più a casa alla vigilia della chiusura dell&#8217;anno scolastico permettendo, a chi non ha compiti e interrogazioni dell&#8217;ultimo minuto da preparare, di avere già un primo assaggio dell&#8217;estate. </p>
<p></p>
<p>Per il prossimo anno scolastico, le festività a livello nazionale rimangono sostanzialmente quelle di sempre: 1° novembre (Ognissanti), 8 dicembre (Immacolata Concezione), 25 e 26 dicembre (Natale e Santo Stefano), 1° gennaio (Capodanno), 6 gennaio (Epifania), Pasqua &#8211; che cadrà il 28 marzo &#8211; e Lunedì dell’Angelo (va da sé, il 29 marzo), 25 aprile (Festa della Liberazione), 1° maggio (Festa del Lavoro), 2 giugno (Festa della Repubblica), Santo Patrono (ogni città celebra il suo). C&#8217;è, però, una novità: a queste, dal 2026 se ne aggiunge un&#8217;altra, con l&#8217;introduzione della festività del 4 ottobre, in onore del patrono d&#8217;Italia San Francesco d’Assisi, che però cadrà di domenica. Il suo vero impatto, quindi, non si sentirà fino al 2027. </p>
<p></p>
<p>I calendari già pubblicati danno anche un&#8217;altra importante notizia &#8211; che, fra le altre cose, permette già di programmare anche le vacanze estive -, ovvero le date d&#8217;inizio della scuola. Parte la provincia autonoma di Bolzano, dove gli studenti torneranno in classe il 7 settembre. Seguono Trento, Veneto e Valle d&#8217;Aosta, che inizieranno il 10, mentre Friuli-Venezia Giulia e Umbria aspetteranno il 14. Il 15 settembre sarà poi il turno di Lazio, Sicilia e Toscana. L&#8217;ultima campanella, stando ai calendari finora deliberati, dovrebbe suonare in Puglia il 17 settembre.</p>
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		<item>
		<title>Ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) alla privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/24/ok-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-mit-alla-privatizzazione-della-societa-che-gestisce-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sac, Società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha comunicato di aver ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società. La definizione dello schema di procedura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/24/ok-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-mit-alla-privatizzazione-della-societa-che-gestisce-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso/">Ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) alla privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sac, Società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha comunicato di aver ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società. La definizione dello schema di procedura consente ora di procedere con le fasi operative previste, a partire dalla raccolta delle manifestazioni di interesse, che porteranno alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di sviluppo della società. L’approvazione ministeriale rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso già delineato dall’Assemblea dei Soci a marzo 2025 e si inserisce nella strategia complessiva di SAC volta a rafforzare il posizionamento competitivo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, favorendo l’ingresso di investitori qualificati in grado di sostenere lo sviluppo infrastrutturale e l’innovazione dei servizi offerti ai passeggeri.</p>
<p></p>
<p>Dal punto di vista tecnico, il percorso preparatorio è stato sviluppato con il supporto degli advisor incaricati: Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni &#038; Origoni per l’assistenza legale e Steer per la componente industriale e tecnica. Gli advisor affiancano la società lungo tutte le fasi che porteranno alla gara e al confronto con i potenziali investitori. La definizione dello schema di procedura consente ora di procedere con le fasi operative previste, a partire dalla raccolta delle manifestazioni di interesse, che porteranno alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di sviluppo della società. Il percorso di privatizzazione sarà condotto nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico, garantendo al contempo un adeguato presidio da parte degli enti territoriali.</p>
<p></p>
<p>“L’approvazione dello schema da parte del Mit rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita di SAC e nello sviluppo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Questo risultato ci consente di avviare formalmente una fase strategica, volta ad attrarre investitori qualificati capaci di sostenere un piano di crescita ambizioso, rafforzando competitività, innovazione e qualità dei servizi, nel pieno rispetto dell’interesse del territorio e delle comunità, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale degli scali di Catania e Comiso, incrementandone la capacità attrattiva a livello nazionale e internazionale e contribuendo alla crescita economica e turistica di tutta la Sicilia” hanno dichiarato Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/24/ok-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-mit-alla-privatizzazione-della-societa-che-gestisce-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso/">Ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) alla privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>Circa 13 milioni e mezzo di euro stanziati dal governo regionale per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/23/circa-13-milioni-e-mezzo-di-euro-stanziati-dal-governo-regionale-per-rafforzare-il-comparto-del-commercio-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il nuovo intervento messo in campo dal governo regionale, con un pacchetto di circa 13,5 milioni di euro, rappresenta un passo significativo per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia. Parliamo di risorse importanti, che arrivano in un momento in cui molte imprese stanno ancora affrontando difficoltà legate ai costi di gestione, alla ridotta liquidità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/23/circa-13-milioni-e-mezzo-di-euro-stanziati-dal-governo-regionale-per-rafforzare-il-comparto-del-commercio-in-sicilia/">Circa 13 milioni e mezzo di euro stanziati dal governo regionale per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il nuovo intervento messo in campo dal governo regionale, con un pacchetto di circa 13,5 milioni di euro, rappresenta un passo significativo per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia. Parliamo di risorse importanti, che arrivano in un momento in cui molte imprese stanno ancora affrontando difficoltà legate ai costi di gestione, alla ridotta liquidità e alla necessità di rinnovare strutture e servizi per restare competitive. È un’iniziativa che va nella direzione di cui il sistema produttivo aveva bisogno». Lo afferma il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, commentando il pacchetto di misure attivato dalla Regione attraverso Irfis-FinSicilia. «Il presidente Renato Schifani – sottolinea Manenti – ha dimostrato attenzione verso un settore che rappresenta una parte essenziale dell’economia dell’Isola. L’impegno dell’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, è stato altrettanto determinante: il lavoro svolto in queste settimane ha permesso di definire strumenti concreti, con condizioni agevolate che possono realmente aiutare le imprese a programmare investimenti e a gestire con maggiore serenità la quotidianità aziendale».</p>
<p></p>
<p>Le due linee di intervento – una dedicata ai programmi di sviluppo e l’altra al sostegno della liquidità – vengono considerate da Confcommercio Sicilia un supporto utile per accompagnare le imprese in una fase di trasformazione del mercato, in cui innovazione, digitalizzazione e capacità di adattamento sono diventati fattori decisivi. «La possibilità di accedere a finanziamenti a condizioni particolarmente favorevoli – aggiunge Manenti – offre alle micro, piccole e medie imprese, a maggior ragione in questo periodo complesso, un’opportunità concreta per rinnovarsi, ampliare l’attività o semplicemente affrontare con maggiore stabilità i costi operativi. È un segnale che contribuisce a creare fiducia e che riconosce il ruolo centrale del commercio nella vita economica e sociale dei territori». Confcommercio Sicilia conferma la propria disponibilità a collaborare con il governo regionale e con Irfis per garantire la massima diffusione delle informazioni e per accompagnare le imprese nella fase di accesso alle misure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/23/circa-13-milioni-e-mezzo-di-euro-stanziati-dal-governo-regionale-per-rafforzare-il-comparto-del-commercio-in-sicilia/">Circa 13 milioni e mezzo di euro stanziati dal governo regionale per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>Compravendita auto usate in Sicilia: quasi 135.000 veicoli a rischio. Nel Ragusano circa 7.000 veicoli con danni</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/23/compravendita-auto-usate-in-sicilia-quasi-135-000-veicoli-a-rischio-nel-ragusano-circa-7-000-veicoli-con-danni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025, su circa 274.000 auto usate compravendute in Sicilia, si stima che quasi il 49% presenti almeno un fattore di rischio (incidenti, danni pregressi, incongruenze su chilometraggio o importazione). Parliamo di quasi 135.000 veicoli potenzialmente problematici. Lo rivela una ricerca condotta da Carfax, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia dei veicoli. Le province [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2025, su circa 274.000 auto usate compravendute in Sicilia, si stima che quasi il 49% presenti almeno un fattore di rischio (incidenti, danni pregressi, incongruenze su chilometraggio o importazione). Parliamo di quasi 135.000 veicoli potenzialmente problematici. Lo rivela una ricerca condotta da Carfax, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia dei veicoli. Le province con i volumi più alti sono Catania (oltre 33.500 auto a rischio), Palermo (circa 30.000) e Messina (oltre 15.500). Scorrendo la classifica, Trapani registra 12.000 veicoli venduti a rischio e oltre 8.800 con danni (nel circolante: circa 151.000 a rischio e oltre 110.000 con danni), seguita da Siracusa (oltre 11.300 venduti a rischio, circa 8.300 con danni; nel circolante circa 138.000 a rischio e quasi 102.000 con danni) e Agrigento (oltre 11.300 venduti a rischio, circa 8.300 con danni; nel circolante circa 153.000 a rischio e oltre 112.000 con danni). Chiudono la graduatoria Ragusa con circa 9.600 venduti a rischio e circa 7.000 con danni (nel circolante circa 117.000 a rischio), Caltanissetta con circa 6.500 venduti a rischio (nel circolante circa 85.000) e infine Enna, che registra comunque oltre 4.300 veicoli venduti a rischio e circa 55.000 auto a rischio nel circolante. In ogni provincia la quota di auto usate con almeno un elemento di rischio si conferma vicina a una su due: un dato che rende il controllo targa un passaggio imprescindibile, a prescindere dalla dimensione del mercato locale. Un altro dato rilevante: l’80% degli utenti che ha controllato la propria auto tramite report Carfax non era a conoscenza dei danni emersi prima della verifica.</p>
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		<title>Il ponte del primo maggio sarà caratterizzato in Sicilia da temperature quasi estive. Meteo instabile al centro nord</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/22/il-ponte-del-primo-maggio-sara-caratterizzato-in-sicilia-da-temperature-quasi-estive-meteo-instabile-al-centro-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proiezioni per il meteo Ponte Primo Maggio evidenziano un’Italia meteorologicamente divisa: mentre le regioni meridionali si preparano a un assaggio d’estate, il Centro-Nord dovrà affrontare una fase di spiccata instabilità. Questa dinamica atmosferica, seppur tipica della primavera, mostra anomalie termiche che potrebbero portare il termometro a sfiorare i 30°C in diverse località del Mezzogiorno. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le proiezioni per il meteo Ponte Primo Maggio evidenziano un’Italia meteorologicamente divisa: mentre le regioni meridionali si preparano a un assaggio d’estate, il Centro-Nord dovrà affrontare una fase di spiccata instabilità. Questa dinamica atmosferica, seppur tipica della primavera, mostra anomalie termiche che potrebbero portare il termometro a sfiorare i 30°C in diverse località del Mezzogiorno. L’alternanza tra fenomeni estremi riflette un trend climatico sempre più consolidato nel bacino del Mediterraneo, dove i periodi di siccità vengono interrotti da precipitazioni violente e improvvise risalite di aria subtropicale. Secondo i dati storici dell’ultimo decennio, le temperature medie di maggio in Italia sono aumentate di circa 1,2°C rispetto alla media del trentennio precedente. Questo riscaldamento precoce ha un impatto diretto sul comparto turistico, che per il ponte del 1° maggio muove solitamente oltre 8 milioni di italiani, spostando i flussi verso le località balneari del Sud a scapito delle città d’arte del Nord soggette a piogge. Un richiamo di aria calda di origine africana spingerà le temperature verso l’alto, con valori che in Sicilia e Sardegna raggiungeranno punte comprese tra i 28 e i 30°C. Tale scenario configura un’anomalia termica significativa, poiché proietta il clima di queste aree verso parametri tipicamente associati ai mesi di giugno o luglio.</p>
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		<title>Interrogazione dell&#8217;on. Antoci su aumento costi carburante per gli autotrasportatori</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/22/interrogazione-dellon-antoci-su-aumento-costi-carburante-per-gli-autotrasportatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aumento dei costi energetici e del carburante, insieme al rincaro dei noli marittimi, sta mettendo sotto pressione il sistema del trasporto merci nelle regioni insulari, evidenziando criticità strutturali che incidono sulla competitività e sulla continuità degli approvvigionamenti in Sicilia e Sardegna. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/22/interrogazione-dellon-antoci-su-aumento-costi-carburante-per-gli-autotrasportatori/">Interrogazione dell&#8217;on. Antoci su aumento costi carburante per gli autotrasportatori</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’aumento dei costi energetici e del carburante, insieme al rincaro dei noli marittimi, sta mettendo sotto pressione il sistema del trasporto merci nelle regioni insulari, evidenziando criticità strutturali che incidono sulla competitività e sulla continuità degli approvvigionamenti in Sicilia e Sardegna. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo chiarimenti e interventi concreti per tutelare il sistema logistico della Sicilia e, più in generale, delle regioni insulari. “Le proteste di questi ultimi giorni – dichiara Antoci – evidenziano criticità che non possono essere ignorate. L’aumento dei costi energetici, il rincaro dei noli marittimi e il trasferimento lungo la filiera degli oneri derivanti dal sistema ETS stanno mettendo in seria difficoltà gli autotrasportatori e l’intero comparto”. “Abbiamo chiesto alla Commissione – prosegue Antoci – come intenda garantire il rispetto dei principi di coesione territoriale sanciti dai Trattati europei nell’attuazione del Green Deal, evitando impatti sproporzionati su regioni come la Sicilia e la Sardegna, che dipendono strutturalmente dal trasporto marittimo”.</p>
<p> </p>
<p>“Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge Antoci – se siano previste misure per evitare che i costi del sistema ETS ricadano interamente sugli autotrasportatori. La transizione verde è una sfida imprescindibile ma deve essere equa: non possiamo permettere che diventi un fattore di svantaggio per territori già fragili.” “L’Europa ha il dovere di garantire coesione e pari opportunità, altrimenti rischiamo di ampliare ulteriormente le disuguaglianze. Le possibilità sono due: accompagnare i territori più esposti o abbandonarli. E noi non accetteremo che Sicilia e Sardegna restino sole”, conclude Antoci.</p>
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		<item>
		<title>Le autostrade siciliane sono tra le peggiori in Europa. Cna Fita: &#8220;Serve una svolta&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/22/le-autostrade-siciliane-sono-tra-le-peggiori-in-europa-cna-fita-serve-una-svolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La condizione della rete autostradale e stradale siciliana è tra le peggiori d’Europa. Un limite gravissimo che pesa negativamente sullo sviluppo della nostra terra”. Con queste parole il presidente regionale di Cna Fita Sicilia, Salvatore Ranno, apre un’analisi drammatica sullo stato delle infrastrutture viarie dell’isola, che continua a mettere in seria difficoltà l’autotrasporto merci e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/22/le-autostrade-siciliane-sono-tra-le-peggiori-in-europa-cna-fita-serve-una-svolta/">Le autostrade siciliane sono tra le peggiori in Europa. Cna Fita: &#8220;Serve una svolta&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La condizione della rete autostradale e stradale siciliana è tra le peggiori d’Europa. Un limite gravissimo che pesa negativamente sullo sviluppo della nostra terra”. Con queste parole il presidente regionale di Cna Fita Sicilia, Salvatore Ranno, apre un’analisi drammatica sullo stato delle infrastrutture viarie dell’isola, che continua a mettere in seria difficoltà l’autotrasporto merci e persone. Una situazione che verrà illustrata dalla Cna Fita nazionale nell&#8217;incontro che si terrà mercoledì prossimo tra le associazioni di categoria del settore e il ministro per i trasporti Matteo Salvini. “Essere impresa di autotrasporto in Sicilia – prosegue Ranno – significa convivere per sempre con oltre 20.000 km di rete stradale lontana anni luce dall’essere definita accettabile e con oltre 700 km di autostrada siciliana in cura permanente, con fine lavori mai vista. Da almeno 30 anni nessuno è riuscito a percorrere in modo netto la Palermo-Catania, la Messina-Catania, la Messina-Palermo e la Palermo-Trapani”.</p>
<p></p>
<p>A gettare ulteriore benzina sul fuoco è la situazione paradossale della nuova Modica-Siracusa-Catania. Come spiega il coordinatore regionale Giorgio Stracquadanio: “I 125 km di questo tratto sono ancora interdetti ai mezzi che trasportano merci pericolose, come carburanti, bombole e concimi chimici. Un divieto imposto dall’Anas nel 2016 nell’ambito delle norme di sicurezza per le Reti Ten-T, che classifica le gallerie come poco sicure. Eppure, un segmento di appena 15 km serve il polo petrolchimico di Priolo e il porto di Augusta, generando un traffico ingente proprio di merce pericolosa. Le autobotti sono così costrette a viaggiare sulla vecchia viabilità, molto meno sicura, ma fuori dalla regolamentazione comunitaria”. A ciò si aggiunge il caro carburante. “L’aumento dei prezzi dell’ultimo mese, dovuto alla guerra in Medio Oriente – sottolinea la coordinatrice regionale Daniela Taranto – ha colpito duramente le imprese siciliane. Ma a questo danno vanno aggiunti i costi strutturali legati alle pessime condizioni della rete stradale. I veicoli si usurano velocemente: sospensioni, pneumatici, freni vanno sostituiti più spesso. Tempi di percorrenza più lunghi significano maggiore inquinamento e mezzi che si deteriorano prima. Il risultato è un incremento dei costi di gestione del 30% rispetto a un’azienda del Centro-Nord, con un peso insostenibile per le piccole imprese – monoveicolari e piccole flotte – che in Sicilia rappresentano la grande maggioranza del settore”.</p>
<p></p>
<p>Secondo Cna Fita Sicilia, le grandi flotte dell’isola guardano con interesse al Sea Modal Shift e agli incentivi per l’intermodalità strada-mare, iniziative che l’associazione condivide. “Ma l’autotrasporto va rappresentato e difeso complessivamente – conclude Ranno –. La maggioranza del settore non può essere trattata come figlia di un dio minore. I problemi sono reali e non possono più essere sottovalutati né dalla Regione né dallo Stato”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/22/le-autostrade-siciliane-sono-tra-le-peggiori-in-europa-cna-fita-serve-una-svolta/">Le autostrade siciliane sono tra le peggiori in Europa. Cna Fita: &#8220;Serve una svolta&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>La truffa della tessera sanitaria insidia la Sicilia. Ternullo (FI): &#8220;Fate molta attenzione&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/19/la-truffa-della-tessera-sanitaria-insidia-la-sicilia-ternullo-fi-fate-molta-attenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 17:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Invito tutti i cittadini alla massima attenzione rispetto alle email fraudolente che stanno circolando in queste ore e che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute per sottrarre dati personali e sensibili.” Lo dichiara la senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo, componente della Commissione Salute a Palazzo Madama. “Si tratta di tentativi di phishing [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Invito tutti i cittadini alla massima attenzione rispetto alle email fraudolente che stanno circolando in queste ore e che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute per sottrarre dati personali e sensibili.” Lo dichiara la senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo, componente della Commissione Salute a Palazzo Madama. “Si tratta di tentativi di phishing &#8211; continua &#8211; che invitano a cliccare su link per il rinnovo della tessera sanitaria o l’aggiornamento del fascicolo sanitario elettronico. È bene ribadirlo con chiarezza: questi servizi sono gratuiti e il Ministero non richiede mai l’inserimento di dati personali tramite email o piattaforme non ufficiali.” “Raccomando quindi di non cliccare su link sospetti, non fornire dati sensibili e cancellare immediatamente questi messaggi. Per qualsiasi informazione o aggiornamento &#8211; conclude la Senatrice &#8211; è necessario fare riferimento esclusivamente ai canali istituzionali. La tutela dei dati personali è una priorità: la prevenzione passa anche da una corretta informazione dei cittadini.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/19/la-truffa-della-tessera-sanitaria-insidia-la-sicilia-ternullo-fi-fate-molta-attenzione/">La truffa della tessera sanitaria insidia la Sicilia. Ternullo (FI): &#8220;Fate molta attenzione&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Contributo locazione in Sicilia: fino a 3.000 euro a famiglia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/17/contributo-locazione-in-sicilia-fino-a-3-000-euro-a-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ufficialmente operativo il contributo locazione previsto dalla legge finanziaria regionale. Con l’arrivo del decreto attuativo, i cittadini possono finalmente presentare domanda ai Comuni per accedere alla misura di sostegno. Il provvedimento, nato da un emendamento in sede di finanziaria (presentato dal deputato regionale Nello Dipasquale) punta a offrire un aiuto concreto alle famiglie in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/17/contributo-locazione-in-sicilia-fino-a-3-000-euro-a-famiglia/">Contributo locazione in Sicilia: fino a 3.000 euro a famiglia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È ufficialmente operativo il contributo locazione previsto dalla legge finanziaria regionale. Con l’arrivo del decreto attuativo, i cittadini possono finalmente presentare domanda ai Comuni per accedere alla misura di sostegno. Il provvedimento, nato da un emendamento in sede di finanziaria (presentato dal deputato regionale Nello Dipasquale) punta a offrire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di locazione, in un contesto segnato dall’aumento dei costi abitativi. Il contributo prevede un sostegno economico annuo pari a 3.000 euro per i nuclei familiari composti da almeno tre persone, con un indicatore Isee non superiore a 10.000 euro. È inoltre previsto un incremento di 200 euro per ogni figlio.</p>
<p></p>
<p>Possono accedere al beneficio i residenti in Sicilia da almeno due anni, titolari di un regolare contratto di affitto e privi di proprietà immobiliari. Le domande dovranno essere presentate presso l’Ufficio Servizi Sociali del proprio Comune di residenza, allegando la documentazione richiesta: attestazione ISEE in corso di validità, contratto di locazione regolarmente registrato e documento di identità. La misura si inserisce nel quadro degli interventi regionali a sostegno delle fasce più fragili della popolazione, con l’obiettivo di alleggerire il peso degli affitti e garantire maggiore stabilità abitativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/17/contributo-locazione-in-sicilia-fino-a-3-000-euro-a-famiglia/">Contributo locazione in Sicilia: fino a 3.000 euro a famiglia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Annullati i contratti di finanziamento per sostenere un piano di cure odontoiatriche con Visodent dopo la chiusura dei centri in Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/16/annullati-i-contratti-di-finanziamento-per-sostenere-un-piano-di-cure-odontoiatriche-con-visodent-dopo-la-chiusura-dei-centri-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importante risultato a tutela dei consumatori nell’ambito delle note vicende relative alla Visodent, un caso che ha assunto rilievo anche mediatico per il numero di pazienti coinvolti e per le gravi criticità emerse nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie. La vicenda si è conclusa positivamente per 2 associati che avevano sottoscritto contratti di finanziamento per sostenere un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/16/annullati-i-contratti-di-finanziamento-per-sostenere-un-piano-di-cure-odontoiatriche-con-visodent-dopo-la-chiusura-dei-centri-in-sicilia/">Annullati i contratti di finanziamento per sostenere un piano di cure odontoiatriche con Visodent dopo la chiusura dei centri in Sicilia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Importante risultato a tutela dei consumatori nell’ambito delle note vicende relative alla Visodent, un caso che ha assunto rilievo anche mediatico per il numero di pazienti coinvolti e per le gravi criticità emerse nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie. La vicenda si è conclusa positivamente per 2 associati che avevano sottoscritto contratti di finanziamento per sostenere un piano di cure odontoiatriche con la Visodent. Le cure si sono rivelate incomplete e/o non conformi a quanto previsto. In entrambi i casi, seguiti da Federconsumatori, i finanziamenti risultavano strettamente collegati alle cure odontoiatriche e finalizzati esclusivamente alla loro esecuzione, come documentato nei contratti sottoscritti.</p>
<p></p>
<p>Nonostante l’incompletezza delle cure, a seguito della loro interruzione, i pazienti si sono trovati costretti a continuare a pagare le rate del finanziamento, subendo nel frattempo un significativo peggioramento delle condizioni di salute e un rilevante disagio psicofisico. Ai consumatori era stata prospettata la possibilità di essere seguiti da una altra struttura<br />
convenzionata. Tuttavia, tale soluzione non è stata accettata dai pazienti, i quali, a fronte dell’urgenza della propria condizione clinica, hanno ritenuto necessario rivolgersi tempestivamente ad altri professionisti per evitare un ulteriore aggravamento del loro stato di salute.</p>
<p></p>
<p>Dopo numerose diffide e richieste formali di chiarimenti e rimborsi, supportate anche da documentazione clinica di struttura pubblica che ha certificato le criticità del trattamento, è stato avviato un lungo confronto con l’istituto finanziatore. All’esito di una complessa istruttoria, la finanziaria ha riconosciuto le criticità emerse e si è posta dalla parte dei consumatori, procedendo alla definizione positiva delle loro pratiche, con la restituzione delle somme già versate e la contestuale chiusura delle posizioni debitorie. Determinante è stato il ruolo dell’ufficio legale della sede Federconsumatori di Via Roma a Palermo e dell’Avv. Elvira D’Agati che, attraverso una complessa attività stragiudiziale, ha ricostruito il nesso tra finanziamento e prestazione sanitaria, tutelando i diritti degli assistiti. Le vicende sono state risolte quindi in via stragiudiziale, senza ricorrere né all’Autorità Giudiziaria né a costose procedure di mediazione, confermando l’efficacia di un’azione tempestiva e qualificata.</p>
<p></p>
<p>“Il risultato ottenuto dimostra l’importanza dell’assistenza legale e dell’azione delle associazioni dei consumatori – dichiarano da Federconsumatori Palermo – e la vicenda rappresenta un precedente significativo e un segnale importante per la tutela dei diritti dei pazienti-consumatori”. &#8220;Grazie all&#8217;assistenza di Federconsumatori Palermo due pazienti truffati da Visodent hanno avuto giustizia &#8211; afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa &#8211; dimostrando, a diversi mesi dalla vicenda, che se si opera con serietà e competenza i risultati possono arrivare. In questo caso il risultato è stato ancor più importante, perché ottenuto senza andare in tribunale&#8221;.</p>
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		<title>Sono 13 gli indagati nella vicenda della frana di Niscemi per un intervento mai realizzato che forse avrebbe potuto evitare quanto accaduto</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/15/sono-13-gli-indagati-nella-vicenda-della-frana-di-niscemi-per-un-intervento-mai-realizzato-che-forse-avrebbe-potuto-evitare-laccaduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 3 mesi dalla prima frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ci sono 13 indagati. Fra questi c&#8217;è l&#8217;attuale ministro della Protezione Civile Nello Musumeci (in qualità di governatore siciliano dal 2017 al 2022). Inoltre sono indagati Salvatore Cocina, attuale capo della protezione civile regionale, e Calogero Foti, ex dirigente dello stesso dipartimento. Sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A 3 mesi dalla prima frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ci sono 13 indagati. Fra questi c&#8217;è l&#8217;attuale ministro della Protezione Civile Nello Musumeci (in qualità di governatore siciliano dal 2017 al 2022). Inoltre sono indagati Salvatore Cocina, attuale capo della protezione civile regionale, e Calogero Foti, ex dirigente dello stesso dipartimento. Sono nel mirino della procura anche gli ultimi 4 presidenti della Regione che si sono succeduti dal 2010 al 2026: Lombardo, Crocetta e Schifani. Iscritti nel registro degli indagati anche gli ex capi della Protezione Civile regionale Calogero Foti e Vincenzo Falgares, che erano soggetti attuatori delle ordinanze sulla mitigazione del rischio frana, e i soggetti attuatori delle misure contro il dissesto idrogeologico Salvo Lizio, Maurizio Croce, Sergio Tuminello e Giacomo Gargano. Indagata anche Sebastiana Coniglio, responsabile dell&#8217;Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere finanziate con 12 milioni mai spesi.</p>
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<p>I nomi, come riporta La Sicilia, sono stati resi noti dal procuratore Salvatore Vella nel corso della conferenza stampa convocata per lunedì mattino. «Attualmente &#8211; ha detto Vella &#8211;  abbiamo individuato come soggetti su cui concentrare la nostra attenzione, e su cui riteniamo sussistere elementi che ci hanno portato alla loro iscrizione nel registro degli indagati: il responsabile legale dell&#8217;Ati e i soggetti che avevano poteri decisionali per questa ditta che, dal 2009 al 2016, aveva la possibilità di svolgere questi lavori e non li ha svolti. E poi i commissari delegati dalle varie ordinanze di Protezione Civile Nazionale — quindi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri — che in questo periodo sono da individuare nei Presidenti della Regione Siciliana. Quindi stiamo parlando del periodo dal 2010 al 2026, individuati dal Dpcm ordinanza 3555 del 2006 e seguenti. Oltre ai commissari, i soggetti attuatori, che dovevano svolgere costantemente l&#8217;attività, erano individuati nel Direttore Generale del Dipartimento della Protezione Civile siciliana: dunque i soggetti attuatori che in questo periodo si sono avvicendati. Questi soggetti avevano, e hanno ancora adesso nella loro disponibilità, 12 milioni di euro per la realizzazione delle opere; parliamo di interventi che venivano concretamente individuati in progetti esecutivi e fondi già destinati dal governo nazionale che si trovano, ancora adesso, nelle casse della Regione Sicilia».</p>
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<p>In queste settimane il pool frana, i consulenti tecnici &#8211; Chiara Cappadonia, Maurizio Gasparo Morticelli, Edoardo Rotigliano – e i poliziotti di squadra mobile e commissariato di Niscemi hanno lavorato nell’andare ad analizzare una mole di documentazione per ricostruire quanto non è stato fatto dopo l’evento franoso del 12 ottobre del 1997. In quell’occasione il quartiere Sante Croci è caduto giù nel precipizio: dovevano essere effettuate delle demolizioni e nello stesso tempo la cabina commissariale e delle relazioni tecniche avevano stabilito gli interventi indispensabili che si sarebbero dovuti avviare per contenere la collina. Sono passati 29 anni da quella frana, il 15 gennaio il primo cedimento lungo il costone ad ovest della collina di Niscemi, il 25 gennaio invece il boato. Una lunga spaccatura si apre nel viale Angelo D’Arrigo. È domenica, poco prima dell’ora di pranzo. Le abitazioni che si affacciano sul Belvedere vengono sgomberate. C’è chi si allontana senza portare niente, chi invece ha la lucidità di preparare una piccola valigia. Sembrava un’evacuazione momentanea, nel giro di 24 ore invece 1.500 persone hanno abbandonato le loro case. La frana più grande d’Europa – con 350 milioni di metri cubi d’argilla finiti nel precipizio – è scoppiata. In tutta la sua violenza. Sono trascorsi 90 giorni dall’evento del 15 gennaio – il primo e meno grave – e ora arriva il primo bilancio giudiziario nell’ambito dell’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento a seguito di frana. In questi mesi la polizia ha preso documenti sia a Roma che a Palermo che al Comune, oltre al Genio civile di Caltanissetta. E il primo bilancio è servito.</p>
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<p>Il torrente Benefizio, che scorre ai piedi della collina di Niscemi e si trasforma in un’insidia che fa esplodere la terra, semina disperazione e rabbia. Un corso d’acqua su cui, nel tempo, si sarebbero dovuti svolgere interventi: sono stati finanziati ma mai realizzati. Il mancato intervento sul Benefizio appare non come un errore tecnico, ma come un problema politico e amministrativo, quasi simbolico del “disastro annunciato” che la città ha vissuto per trent’anni. Tutto inizia nel 2006, nove anni dopo la relazione tecnica scritta per la frana del 12 ottobre 1997. C’è il progetto di sistemazione idraulica del torrente, volto a controllare l’erosione. Tre anni dopo, nel 2009, viene affidata una gara da circa 9 milioni di euro a un’ATI, ma già nel 2010 il contratto viene risolto per “gravi ritardi”. Ne nasce un lungo contenzioso, che si chiude solo nel 2016, ma la paralisi resta. Il torrente Benefizio è un fattore di rischio, una concausa della grande frana dello scorso 25 gennaio a Niscemi. Geologi e tecnici – nel 1997 così come ora – lo hanno scritto chiaramente: il mancato intervento di sistemazione idraulica è stato indicato come una delle cause che hanno favorito il dissesto idrogeologico della zona. Le acque bianche e nere di metà paese, negli anni, finiscono dentro il Benefizio, in parte a cielo aperto, perché “un depuratore funzionante non c’è”. O meglio, lo si sta realizzando, ma in tutt’altra parte del centro abitato. La assenza di una rete adeguata, sommata a scelte urbanistiche poco prudenti (come l’asfaltatura di un parcheggio vicino al cimitero, che riduce l’assorbimento naturale dell’acqua), carica ulteriormente il corso d’acqua, favorendo erosione, incisione e, in ultima istanza, cedimenti del terreno.</p>
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<p>Lo scorso gennaio i nuovi eventi franosi a Niscemi, nell’area del torrente Benefizio, hanno provocato cedimenti verticali fino a 50 metri e costretto le autorità a vasti interventi di emergenza e sgomberi. Il movimento franoso, attivo su un fronte di circa quattro chilometri nell’area del Benefizio, ha prodotto il salto di scala: non solo cedimenti puntuali, ma un’intera fascia del versante in lento, ma inesorabile, movimento, con le strade provinciali 12 e 10 spaccate e migliaia di persone evacuate. Dopo gli ultimi eventi franosi, nuovamente l’attenzione è stata posta sul torrente Benefizio, su quegli interventi programmati e mai effettuati. Ma, paradossalmente, questa volta i soldi ci sono. Stanno lì, in un capitolo di bilancio della Regione, ma non vengono spesi. Il caso del torrente Benefizio a Niscemi è un esempio di come l’assenza di interventi, più che il disastro naturale, sia spesso frutto di scelte politiche, amministrative e gestionali. Trent’anni di progetti, finanziamenti e contenziosi, e un torrente mai “domato”. C&#8217;è questo al centro dell’inchiesta della procura di Gela sulla frana di Niscemi. E spuntano i nomi dei primi presunti responsabili, compresa l’amministratrice dell’Ati, Sebastiana Coniglio, che avrebbe dovuto fare i lavori e non li ha portati avanti. Una scelta tecnica da parte dell’azienda, perché lo stato dei luoghi, rispetto al progetto approvato, era cambiato. Ora si trova indagata per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.</p>
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		<title>Più voli diretti tra Catania Fontanarossa e New York JFK: la Sicilia collegata agli Stati Uniti per quasi tutto l&#8217;anno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/14/piu-voli-diretti-tra-catania-fontanarossa-e-new-york-jfk-la-sicilia-collegata-agli-stati-uniti-per-quasi-tutto-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Più voli per New York-JFK da Catania: è difatti ripartito, con più di un mese di anticipo rispetto al 2025, il collegamento Delta Air Lines per la Grande Mela. Il volo, inoltre, inaugurato lo scorso anno come servizio stagionale, verrà esteso anche all’inverno, collegando quasi tutto l’anno Catania a New York-JFK, con solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Più voli per New York-JFK da Catania: è difatti ripartito, con più di un mese di anticipo rispetto al 2025, il collegamento Delta Air Lines per la Grande Mela. Il volo, inoltre, inaugurato lo scorso anno come servizio stagionale, verrà esteso anche all’inverno, collegando quasi tutto l’anno Catania a New York-JFK, con solo una breve interruzione dall’Epifania a fine febbraio, per riprendere già a marzo 2027. Il volo giornaliero è operato con un aeromobile Boeing 767-300, e oltre ad offrire un servizio diretto per New York, dà ai passeggeri anche la possibilità di continuare il proprio viaggio con collegamenti in coincidenza via l’hub Delta di JFK verso numerose destinazioni in tutto il Nord America. Il collegamento, lanciato per la prima volta come rotta esclusivamente estiva, si è rivelato un’operazione di successo, ed è ad oggi l’unico volo diretto che collega la Sicilia Orientale agli Stati Uniti. </p>
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