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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Senologia, con la Vae la chirurgia si sposta in ambulatorio al Cannizzaro di Catania. Tumori localizzati in wireless</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania compie un ulteriore passo in avanti nel percorso di eccellenza dedicato alla salute della donna. La struttura complessa di Senologia, diretta dalla dott.ssa Francesca Catalano, ha infatti introdotto una tecnologia all’avanguardia che innova il trattamento delle lesioni mammarie: la procedura interventistica VAE (Vacuum-Assisted Excision), che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania compie un ulteriore passo in avanti nel percorso di eccellenza dedicato alla salute della donna. La struttura complessa di Senologia, diretta dalla dott.ssa Francesca Catalano, ha infatti introdotto una tecnologia all’avanguardia che innova il trattamento delle lesioni mammarie: la procedura interventistica VAE (Vacuum-Assisted Excision), che si aggiunge alla recente innovazione di localizzazione wireless dei tumori più piccoli. Vae per le lesioni pre-cancerose. Grazie a un nuovo sistema bioptico dedicato, i radiologi senologi e i tecnici specializzati hanno avviato la VAE, tecnica mini-invasiva assistita da vuoto che permette di rimuovere completamente lesioni pre-cancerose (classificate come B3) di circa 1,5 cm sotto guida ecografica o mammografica. A differenza dell’asportazione chirurgica tradizionale, la Vacuum-Assisted Excision si svolge in regime ambulatoriale, dura circa 30 minuti e non richiede incisioni estese né ricovero. </p>
<p></p>
<p>«La procedura Vae rappresenta una svolta per la qualità della vita delle nostre pazienti – spiega la dott.ssa Francesca Catalano, direttore della Senologia – perché, oltre a garantire un recupero immediato e un risultato estetico eccellente, grazie all’utilizzo di aghi di maggiore calibro permette di ottenere una quantità di tessuto superiore per l’esame istologico che migliora notevolmente la precisione diagnostica: nel 10% dei casi queste lesioni nascondono carcinomi in fase iniziale, permettendoci di intervenire precocemente, e successivamente alla Vae, con piccoli gesti chirurgici risolutivi. Si evitano così giorni di ricovero con conseguente minore disagio all’utente, riducendo anche le liste d’attesa chirurgiche e i costi a carico del Servizio Sanitario».</p>
<p></p>
<p>Sistemi wireless per noduli non palpabili. Si è nel frattempo consolidata l’innovazione introdotta nel corso del 2025 che permette di localizzare noduli non palpabili tramite due sistemi avanzati: riflettore radar e seme magnetico. Superando il disagio del tradizionale “filo di repere” metallico, queste tecnologie permettono di identificare con estrema precisione la neoplasia o le microcalcificazioni. Il dispositivo può essere inserito anche settimane prima dell’intervento e guida il chirurgo tramite una sonda sonora, permettendogli di limitare l’area di incisione e di salvaguardare così i tessuti sani circostanti. Tale tecnologia, nell’arco di un anno, è stata applicata su cinquanta pazienti e in tutti i casi si è rivelata fondamentale nel trattamento dei linfonodi ascellari e nei percorsi di chemioterapia neoadiuvante, consentendo di ritrovare con esattezza il sito della malattia anche a distanza di mesi dal trattamento farmacologico.<br />
Il direttore generale dell’Azienda Cannizzaro, dott. Salvatore Giuffrida, sottolinea il valore aggiunto delle innovazioni: «Entrambe le metodiche – afferma – concorrono a rendere i percorsi di cura sempre più efficienti e meno impattanti per l’utente: garantire alle donne terapie che rispettano l&#8217;integrità fisica e psicologica, riducendo al minimo il trauma dell&#8217;intervento, è una priorità della Breast Unit del Cannizzaro che si conferma anche sotto questo profilo punto di riferimento per la diagnostica e la chirurgia senologica».</p>
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		<title>Potenziamento offerta aeroporto Fontanarossa Catania: in arrivo il 4° aeromobile Wizz Air e 4 nuove rotte nazionali ed internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Wizz Air, seconda compagnia aerea per quota di mercato in Italia, e Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, annunciano un ulteriore ampliamento dell’offerta del vettore dall’aeroporto di Catania Fontanarossa. 4 nuove rotte nazionali e internazionali supportate dall’aggiunta di un nuovo aeromobile basato, il quarto presso lo scalo, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Wizz Air, seconda compagnia aerea per quota di mercato in Italia, e Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, annunciano un ulteriore ampliamento dell’offerta del vettore dall’aeroporto di Catania Fontanarossa. 4 nuove rotte nazionali e internazionali supportate dall’aggiunta di un nuovo aeromobile basato, il quarto presso lo scalo, a partire dal mese di dicembre. Nel dettaglio, l’arrivo del quarto aereo, un Airbus A321neo che si distingue dalle precedenti generazioni per il maggiore comfort a bordo, la ridotta rumorosità e le minori emissioni, consentirà il lancio di 4 nuovi collegamenti verso le destinazioni di Roma Fiumicino, Valencia, Alicante e Porto:<br />
Catania – Roma Fiumicino: dal 14 dicembre 2026, con tre voli giornalieri per un totale di 21 frequenze settimanali;<br />
Catania – Valencia: dal 14 dicembre 2026, con 4 frequenze settimanali ogni lunedì, mercoledì, venerdì e domenica;<br />
Catania – Alicante: dal 15 dicembre 2026, con 3 frequenze settimanali ogni martedì, giovedì e sabato;<br />
Catania – Porto: dal 27 ottobre 2026, con 2 frequenze settimanali ogni martedì e sabato.<br />
I biglietti dei nuovi collegamenti, così come di tutte le altre rotte da Catania, sono già disponibili e in vendita su wizzair.com e sull&#8217;app mobile Wizz, a partire da 24.99 euro.</p>
<p></p>
<p>Questo investimento conferma il ruolo sempre più centrale di Catania nella strategia di crescita di Wizz Air nel Bel Paese. Con l’introduzione dei nuovi collegamenti, e grazie alla collaborazione con Sac, società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa e di quello di Comiso, la compagnia amplierà ulteriormente le possibilità di viaggio da e per la Sicilia, offrendo ai passeggeri le opzioni più diverse, adatte a ogni gusto, emozione e necessità.In particolare, con i quattro nuovi ingressi, la compagnia potrà offrire ai siciliani il ventaglio di destinazioni più ampio di sempre, con un totale di 23 rotte da e verso 13 Paesi in Italia, in Europa e oltre: da Bologna a Torino e Milano, da Tirana a Vilnius, passando per Budapest, Tel Aviv, Bucarest, Varsavia e Sharm el-Sheik, per citarne solo alcune. L’investimento favorirà inoltre nuove prospettive di crescita per il territorio con 40 nuovi posti di lavoro diretti e 350 indiretti nell’industria correlata. Un percorso di crescita che conferma il consolidamento della presenza di Wizz Air a Catania, dove dall’inizio delle operazioni, grazie al duraturo legame con SAC, la compagnia ha già trasportato quasi 10 milioni di passeggeri.</p>
<p></p>
<p>L’arrivo del quarto aeromobile basato a Catania Fontanarossa si inserisce in un percorso di crescita avviato negli scorsi mesi con il rafforzamento della base etnea attraverso il terzo Airbus A321neo. Un investimento che ha aggiunto al network della compagnia il nuovo collegamento Catania-Tel Aviv (quattro voli a settimana – martedì, giovedì, sabato e domenica – con tariffe a partire da 39,99 euro), e al potenziamento di due rotte nazionali ad alta domanda: Catania-Milano Malpensa, passata da 12 a 19 frequenze settimanali, e Catania-Torino, incrementata da 11 a 14 collegamenti a settimana, entrambe operate dallo scorso 4 maggio 2026 e con tariffe a partire da 14,99 euro. Il nuovo investimento rafforza ulteriormente la capacità operativa della compagnia sullo scalo siciliano, dove saranno oltre 2,1 milioni i posti offerti da e per Catania quest’anno, in aumento del 32,3% rispetto al 2025; nella sola stagione estiva, la compagnia metterà invece a disposizione 1,4 milioni di posti, segnando una crescita del 41,8% rispetto all’estate precedente. Numeri che confermano la centralità dello scalo etneo nella strategia di Wizz Air in Italia e il consolidamento di un legame iniziato nel settembre 2009, da quando la compagnia ha trasportato quasi 10 milioni di passeggeri da e per Catania.</p>
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		<title>Il processo di privatizzazione in corso degli aeroporti Fontanarossa e di Comiso al centro del confronto con il ministro Urso a Catania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Si è tenuto lunedì mattina all’Aeroporto di Catania un incontro alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del Sindaco della Città Metropolitana di Catania Enrico Trantino, del Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore, della Presidente di Sac Anna Quattrone, e dell’Amministratore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Si è tenuto lunedì mattina all’Aeroporto di Catania un incontro alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del Sindaco della Città Metropolitana di Catania Enrico Trantino, del Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore, della Presidente di Sac Anna Quattrone, e dell’Amministratore Delegato di Sac Nico Torrisi. È stata l’occasione per fare il punto sul percorso di privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, sulle prospettive di sviluppo dei due scali e sul loro ruolo strategico per la crescita della Sicilia e per l’intero territorio. Il processo di privatizzazione è entrato nel vivo a seguito della pubblicazione della procedura per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzata alla selezione di un operatore economico per la cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale della Società. Alla procedura potranno partecipare operatori economici italiani ed esteri, che dovranno presentare la propria manifestazione di interesse entro il 3 giugno 2026, secondo le modalità indicate nel bando.</p>
<p> </p>
<p>Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il valore strategico degli scali di Catania e Comiso, che nel 2025 hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi tra i sistemi aeroportuali più dinamici del panorama nazionale e un asset centrale per la crescita economica, turistica e produttiva della Sicilia. La procedura per la raccolta delle manifestazioni di interesse per la privatizzazione è il primo step operativo del processo, che porterà alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di sviluppo della società. “Gli aeroporti di Catania e Comiso rappresentano il più importante asset strategico per lo sviluppo dell’Isola, volano di crescita per il sistema produttivo. Hanno tutte le condizioni per fare della Sicilia una piattaforma internazionale nel Mediterraneo, al servizio del turismo, dell’industria e delle produzioni agricole di eccellenza, con grandi potenzialità anche logistiche”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Ho sostenuto fin dall’inizio questo percorso di privatizzazione, nella convinzione che possa segnare una svolta per il futuro della Sicilia, ancor più alla luce dell’attuale scenario geopolitico che restituisce piena centralità all’Isola nelle grandi direttrici del traffico aereo intercontinentale. Sono certo che vi parteciperanno i grandi player internazionali con piani di investimento di tale ampiezza da rappresentare essi stessi un forte impulso alla crescita. È il momento giusto per compiere questa scelta: non dobbiamo perdere il treno della storia”.</p>
<p></p>
<p>“Si apre una fase nuova per consegnare alla Sicilia aeroporti più moderni e competitivi. Una scelta strategica che non riguarda soltanto Catania e Comiso, ma il ruolo dell’intera Isola nel Mediterraneo e nelle grandi reti economiche e turistiche internazionali. Abbiamo il dovere di trasformare i nostri scali in motori di sviluppo, capaci di attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e sostenere la crescita delle imprese del territorio. Allo stesso tempo, dobbiamo garantire che questo percorso avvenga con trasparenza, visione e responsabilità, mettendo sempre al centro l’interesse pubblico e il futuro delle nuove generazioni. Gli aeroporti sono il simbolo di una Sicilia che vuole essere protagonista, superando ritardi storici e aprendosi finalmente a una nuova stagione di crescita e modernizzazione” ha dichiarato il Sindaco del Comune e della città metropolitana di Catania, Enrico Trantino. “Il percorso avviato rappresenta una scelta di grande responsabilità e visione strategica per il futuro del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, in qualità di socio di maggioranza, ha lavorato affinché questa fase possa svilupparsi nella massima trasparenza e con l’obiettivo di garantire nuove opportunità di crescita per gli aeroporti di Catania e Comiso. L’apertura a partner industriali e finanziari di alto profilo consentirà di rafforzare la competitività degli scali salvaguardando al contempo il ruolo strategico pubblico di queste infrastrutture”, ha dichiarato Antonio Belcuore, Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.</p>
<p> </p>
<p>“Gli aeroporti di Catania e Comiso rappresentano due infrastrutture fondamentali per la mobilità, il turismo e la competitività della Sicilia orientale e di tutto il territorio. Ringraziamo il Ministro Urso e il Sindaco Trantino per la loro presenza oggi e per l’interesse dimostrato per questo passaggio storico per i nostri scali. La procedura avviata non è solo uno step tecnico, ma un’opportunità strategica per consolidare il percorso di crescita di Sac, rafforzare la qualità dei servizi e attrarre competenze e investimenti in grado di accompagnare lo sviluppo futuro degli scali. L’obiettivo è costruire un sistema aeroportuale ancora più competitivo, moderno e integrato, capace di generare valore per il territorio, sostenere l’economia locale e rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di cittadini, imprese e viaggiatori, nel pieno rispetto dell’interesse pubblico e del legame con la comunità” hanno dichiarato Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac. Il percorso di privatizzazione si inserisce in una fase di consolidamento e crescita per Sac e per gli aeroporti di Catania e Comiso, chiamati a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di infrastrutture strategiche per la connettività dell’Isola, per il sostegno alle imprese, per lo sviluppo turistico e per la competitività dell’intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale.</p>
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		<title>Caro carburante in Sicilia, approvato lo stanziamento di 30 milioni di euro per autotrasportatori, agricoltori e pescatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Ars ha approvato in via definitiva il provvedimento che stanzia aiuti concreti per contrastare il rincaro dei costi energetici e del carburante, a sostegno dei comparti vitali dell’economia siciliana. Dopo il via libera all’unanimità ottenuto la scorsa settimana in I Commissione Affari Istituzionali presieduta dall’Onorevole Ignazio Abbate, il testo ha ricevuto l’ok finale dell’Assemblea Regionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ars ha approvato in via definitiva il provvedimento che stanzia aiuti concreti per contrastare il rincaro dei costi energetici e del carburante, a sostegno dei comparti vitali dell’economia siciliana. Dopo il via libera all’unanimità ottenuto la scorsa settimana in I Commissione Affari Istituzionali presieduta dall’Onorevole Ignazio Abbate, il testo ha ricevuto l’ok finale dell’Assemblea Regionale Siciliana, confermando lo stanziamento complessivo di 30 milioni di euro. Le risorse saranno distribuite strategicamente per dare ossigeno alle imprese colpite dall&#8217;inflazione e dai costi di gestione: 15 milioni di euro per il settore dell’autotrasporto; 10 milioni di euro per il comparto agricolo (una dotazione raddoppiata rispetto ai 5 milioni iniziali grazie al lavoro emendativo in Commissione); 5 milioni di euro per il settore della pesca. &#8220;Oggi diamo una risposta immediata e tangibile alle grida d&#8217;aiuto che giungevano dal territorio &#8211; chiara l’On. Ignazio Abbate &#8211; passando dalle parole ai fatti in tempi brevissimi. Per quanto riguarda l’agricoltura, il rimborso calcolato sul consumo effettivo di gasolio certificato UMA a partire dal 1° marzo per le aziende agricole e i contoterzisti, garantendo un indennizzo equo e proporzionato ai costi realmente sostenuti dalle imprese per far fronte alle attività stagionali. rappresenta una boccata d&#8217;ossigeno vitale. Abbiamo lottato per raddoppiare i fondi agricoli perché siamo consapevoli che il settore rurale, insieme a quello della pesca e dei trasporti, rappresenta la colonna vertebrale della nostra Isola. Voglio ringraziare nuovamente il Presidente della Regione Renato Schifani e gli assessori competenti per la sensibilità dimostrata. L&#8217;approvazione odierna in Aula dimostra che, quando si lavora con unità d&#8217;intenti e concretezza, la politica siciliana è in grado di tutelare le proprie eccellenze produttive in una fase economica così complessa&#8221;.</p>
<p></p>
<p>“Via libera dell&#8217;Ars alla norma che stanzia 30 milioni di euro destinati ad autotrasportatori, agricoltori e pescatori siciliani, per aiutarli a far fronte ai costi legati al caro carburante”. Lo dice Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all&#8217;Assemblea regionale siciliana.  “Si tratta di un intervento concreto e tempestivo – spiega Figuccia – volto a dare ossigeno a tre comparti strategici della nostra economia regionale, messi a dura prova dai rincari energetici degli ultimi tempi. Con questo provvedimento il governo regionale e la maggioranza dimostrano vicinanza reale ai lavoratori e alle imprese del territorio, difendendo la competitività della nostra produzione e salvaguardando centinaia di posti di lavoro. Il nostro impegno a sostegno del tessuto produttivo siciliano continua senza sosta&#8221;, conclude l&#8217;esponente leghista. </p>
<p></p>
<p>“L’emendamento approvato dall’Ars che destina 30 milioni per i contributi contro il caro-carburanti, di cui 5 a sostegno delle marinerie siciliane, è un segnale di grande sensibilità istituzionale da parte del governo regionale e delle forze parlamentari. Cisal sin dal primo momento è stata vicina alla federazione armatori siciliani, guidata da Fabio Micalizzi, e, nel confronto con il presidente della Regione siciliana Renato Schifani e con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno abbiamo chiesto un segnale in tal senso e l’approvazione di oggi a Sala d’Ercole è il mantenimento di un impegno preso con un settore produttivo fondamentale per la nostra Isola. Ringraziamo il presidente Schifani, il presidente Galvagno e l’Assemblea regionale per questo risultato che ci auguriamo sia solo il primo di una lunga serie a sostegno del settore della pesca”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca (Cisal Sicilia) e Giovanni Lo Schiavo (Cisal Catania).</p>
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		<item>
		<title>Crisi carburante per la guerra e vacanze estive &#8220;congelate&#8221;, Marano (M5s): &#8220;Impatto devastante sul turismo siciliano&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/14/crisi-carburante-a-causa-della-guerra-e-vacanze-estive-congelate-marano-m5s-impatto-devastante-sul-turismo-siciliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La crisi del carburante innescata dal conflitto Usa-Iran sta creando un pericoloso effetto domino che, a partire dalla paventata paralisi dei voli, avrà ripercussioni pesantissime sulla Sicilia, regione a vocazione fortemente turistica. Il danno alla nostra economia è già in atto: al momento, infatti, prenotare le vacanze estive suona come un azzardo. Temporeggiare per prenotare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/05/14/crisi-carburante-a-causa-della-guerra-e-vacanze-estive-congelate-marano-m5s-impatto-devastante-sul-turismo-siciliano/">Crisi carburante per la guerra e vacanze estive &#8220;congelate&#8221;, Marano (M5s): &#8220;Impatto devastante sul turismo siciliano&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La crisi del carburante innescata dal conflitto Usa-Iran sta creando un pericoloso effetto domino che, a partire dalla paventata paralisi dei voli, avrà ripercussioni pesantissime sulla Sicilia, regione a vocazione fortemente turistica. Il danno alla nostra economia è già in atto: al momento, infatti, prenotare le vacanze estive suona come un azzardo. Temporeggiare per prenotare una vacanza sembra l’unica soluzione di buon senso possibile per non esporsi al rischio di ritrovarsi poi impossibilitati a partire. In questo scenario di grave incertezza, la Sicilia potrebbe registrare un sensibile calo delle presenze che sono la linfa vitale del nostro turismo”. A dirlo è Jose Marano, deputata regionale del Movimento Cinquestelle.</p>
<p></p>
<p>“Il quadro di grave instabilità geopolitica che sta tenendo il mondo col fiato sospeso – prosegue Marano &#8211; presenterà un conto salatissimo all’economia siciliana. Danni ingenti che forse al momento non siamo in grado neanche di quantificare ma che è certo impatteranno negativamente su tutto il tessuto economico siciliano”. “Vorrei tanto sapere – aggiunge la deputata – se il governo regionale si è posto il problema e se ha un’idea di come mitigarne gli effetti negativi. Effetti che tra l’altro a questo punto non saranno solo di respiro regionale ma riguarderanno tutto il comparto turistico italiano”. Per la deputata regionale dunque “Rischiamo un calo delle presenze che sono linfa vitale di un comparto strategico per l’economia della nostra Isola”.</p>
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		<title>Hantavirus, allarme contenuto in Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/13/hantavirus-allarme-contenuto-in-sicilia-un-caso-sospetto-con-ricovero-a-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Resta un allarme contenuto anche in Sicilia quello relativo all&#8217;Hantavirus, che si è diffuso nelle scorse settimane in alto mare all&#8217;interno di una nave da crociera. Nonostante in Italia ci siano quattro casi attenzionati, due dei quali in quarantena obbligatoria, per il momento le rassicurazioni delle autorità sanitarie sul rischio di una nuova pandemia sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Resta un allarme contenuto anche in Sicilia quello relativo all&#8217;Hantavirus, che si è diffuso nelle scorse settimane in alto mare all&#8217;interno di una nave da crociera. Nonostante in Italia ci siano quattro casi attenzionati, due dei quali in quarantena obbligatoria, per il momento le rassicurazioni delle autorità sanitarie sul rischio di una nuova pandemia sono molto forti. «Non c&#8217;è nulla da temere», ha detto fino a ieri il ministro della Salute Orazio Schillaci che ha comunque diramato una circolare a tutte le regioni per adottare un minimo di cautela. Negli aeroporti di Palermo e Catania non è stato attivato alcun protocollo sanitario legato all’hantavirus. Anche le tre autorità portuali, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale e Stretto, non hanno ricevuto particolari indicazioni e non hanno predisposto iniziative che riguardino il rischio virale. «È un semplice focolaio epidemico tant&#8217;è che non sono scattati speciali protocolli di controllo nei porti visto che è proprio l’Usmaf che effettua eventuali procedure» dice il direttore dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera Sicilia-Calabria Claudio Pulvirenti. «Noi effettuiamo i monitoraggi grazie al lavoro dei comandanti delle navi che sono i nostri principali collaboratori» aggiunge.</p>
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<p>Giacomo Scalzo invece, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe) siciliano, ha firmato ieri una circolare indirizzata ai direttori generali, sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie provinciali, oltre ai direttori generali delle aziende del servizio sanitario regionale. Scalzo ha richiamato all’attenzione le strutture sanitarie, in considerazione dell’importanza degli eventi segnalati e delle possibili ricadute di carattere epidemiologico, e ha ribadito l’importanza della diffusione della nota del ministero della Salute a tutti i pronto soccorso, ai reparti malattie infettive, di medicina generale, di Pneumologia e ai laboratori di analisi cliniche e di microbiologia delle aziende.</p>
<p></p>
<p><strong>Nuove misure si sorveglianza in Italia</strong><br />
Scattano nuove misure di sorveglianza sanitaria in Italia dopo il sospetto caso di infezione da hantavirus in una turista argentina arrivata nei giorni scorsi nel Paese. A renderlo noto è il Ministero della Salute, che ha confermato l’attivazione del protocollo di verifica e tracciamento dei contatti. La donna, partita il 30 aprile da una zona considerata endemica e arrivata a Roma con un volo da Buenos Aires, si è successivamente spostata in Sicilia, dove è stata ricoverata a Messina per una polmonite. Nelle ultime ore è stato disposto il test specifico per hantavirus. Il campione biologico è stato trasferito dai Carabinieri NAS all’istituto Ospedale Lazzaro Spallanzani, dove verrà analizzato insieme a un secondo campione prelevato da un giovane calabrese di 25 anni attualmente in isolamento fiduciario. La direttrice dello Spem dell’Asp di Messina Mariella Santoro appresa la notizia rende noto che la paziente turista argentina è tuttora ricoverata in isolamento in terapia intensiva al Policlinico di Messina.</p>
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<p><strong>Contatti sotto osservazione: rintracciato un turista britannico</strong><br />
Parallelamente alle verifiche sul caso principale, le autorità sanitarie hanno rintracciato a Milano un turista britannico considerato contatto stretto per via di un precedente viaggio a bordo dello stesso volo su cui si trovava la moglie della prima persona deceduta sospettata di infezione. La segnalazione è arrivata dalle autorità del Regno Unito e ha attivato la catena di allerta internazionale. Il Ministero della Salute, con il supporto del Ministero dell&#8217;Interno e delle autorità regionali lombarde, ha localizzato l’uomo, che è stato trasferito all’Ospedale Luigi Sacco per essere sottoposto a quarantena precauzionale, secondo quanto previsto dalla circolare ministeriale dell’11 maggio. Con lui è stato isolato anche un accompagnatore, presente durante il viaggio.</p>
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<p><strong>Sistema di sorveglianza attivo</strong><br />
Il Ministero ha confermato che le operazioni rientrano nelle procedure standard di prevenzione per malattie infettive rare importate da aree a rischio. Le autorità sanitarie stanno monitorando tutti i possibili contatti dei soggetti coinvolti e coordinano gli interventi con le strutture ospedaliere specializzate. In una nota, il dicastero ha sottolineato che continuerà a fornire aggiornamenti «con tempestività e trasparenza sull’evolversi della situazione». Al momento non risultano conferme definitive sulla positività al virus, mentre proseguono le analisi di laboratorio allo Spallanzani e il tracciamento dei contatti internazionali.</p>
<p></p>
<p><strong>Il focolaio nella nave</strong><br />
L’hantavirus non è diventato improvvisamente nuovo, ma è bastato un focolaio in uno spazio chiuso, una nave, perché tornasse al centro dell’attenzione internazionale. A bordo della Mv Hondius, partita da Ushuaia il 1° aprile 2026, si è sviluppato un cluster che ha messo in moto l’OMS, l’ECDC, il CDC e i ministeri della Salute di più Paesi. Un virus raro, potenzialmente grave, che nella sua forma più comune si prende dai roditori, ma che nel caso del ceppo Andes può, in circostanze limitate, trasmettersi anche tra persone con contatti stretti e prolungati. Secondo l’aggiornamento dell’ECDC, i casi segnalati nel cluster della Mv Hondius sono 11 in totale, di cui 9 confermati, 2 probabili e 3 decessi. L’OMS continua a valutare molto basso il rischio per la popolazione generale, ma il fatto che si tratti del virus Andes — l’unico hantavirus noto per una documentata, seppur limitata, trasmissione interumana — spiega perché le autorità sanitarie abbiano scelto la linea della massima prudenza. In Italia, questa prudenza ha già avuto effetti concreti. Il Ministero della Salute ha confermato il monitoraggio di più situazioni collegate al cluster: un turista britannico rintracciato a Milano e trasferito al Sacco come contatto; un 25enne di Villa San Giovanni, in Calabria, sintomatico e con campioni inviati allo Spallanzani di Roma; una turista argentina, partita da un’area endemica il 30 aprile e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma, poi ricoverata a Messina per una polmonite e sottoposta a test specifico. </p>
<p></p>
<p><strong>Che cos’è davvero l’hantavirus</strong><br />
Con il termine hantavirus si indica un gruppo di virus zoonotici della famiglia Hantaviridae, trasportati in natura soprattutto dai topi. Ogni virus tende ad avere un proprio serbatoio animale. Nell’uomo, però, il quadro cambia a seconda dell’area geografica. Nelle Americhe può causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus — indicata anche come HPS o HCPS — cioè una forma respiratoria grave e rapida. In Europa e Asia, invece, sono più note le forme che colpiscono soprattutto rene e vasi sanguigni, la febbre emorragica con sindrome renale. Non tutti gli hantavirus si comportano allo stesso modo. L’OMS ricorda che la trasmissione da persona a persona non è stata documentata per i ceppi circolanti in Europa e Asia; il discorso cambia per il ceppo Andes, presente in Sud America, per il quale sono stati osservati episodi limitati di contagio tra esseri umani, in genere tra persone con relazioni strette e prolungate. È proprio questa eccezione a spiegare l’attenzione sul cluster della Mv Hondius.</p>
<p></p>
<p><strong>Come si contrae: la via principale resta il contatto con i topi</strong><br />
La forma classica di trasmissione è meno “misteriosa” di quanto sembri. L’uomo si infetta soprattutto entrando in contatto con urina, feci o saliva di topi infetti, oppure inalando particelle contaminate che si disperdono nell’aria. È il motivo per cui tra le situazioni a rischio rientrano la pulizia di spazi chiusi e poco ventilati, magazzini, soffitte, casolari, rifugi, ambienti rurali infestati o zone dove possono esserci escrementi di topo non rimossi in sicurezza. Più raramente il contagio può avvenire attraverso morsicature o graffi. Il caso della Mv Hondius, tuttavia, ha aggiunto un elemento in più. Per il ceppo Andes, le autorità sanitarie internazionali considerano possibile una diffusione interumana in presenza di contatti ravvicinati, prolungati e in ambienti chiusi. Le linee guida del CDC per l’indagine sull’evento definiscono come esposizioni rilevanti, tra le altre, la permanenza a bordo della nave nel periodo di rischio, la vicinanza a meno di circa 6 piedi per almeno 15 minuti in uno spazio chiuso con un caso sintomatico, il contatto fisico diretto o l’esposizione a secrezioni respiratorie e fluidi biologici. L’incubazione indicata è compresa tra 4 e 42 giorni, con una mediana di 18 giorni. Questo non significa che l’hantavirus si diffonda facilmente come i coronavirus influenzali o respiratori. L’OMS è stata netta: il cluster non è “l’inizio di un’altra pandemia Covid”. Ma significa che, davanti a un focolaio di Andes virus, il tracciamento dei contatti non può fermarsi alla sola esposizione ambientale ai roditori.</p>
<p></p>
<p><strong>I sintomi iniziali: perché è facile scambiarlo per altro</strong><br />
Il problema clinico, soprattutto all’inizio, è che l’hantavirus assomiglia a molte altre infezioni. I sintomi precoci sono spesso generici: febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, talvolta brividi, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale. È proprio questa somiglianza con influenza, Covid, polmoniti virali o altre sindromi febbrili a rendere difficile un riconoscimento immediato. Secondo il CDC, nella forma polmonare i sintomi possono comparire da 1 a 8 settimane dopo il contatto con il roditore infetto; circa la metà dei pazienti presenta anche disturbi gastrointestinali. L’OMS parla di una finestra simile, generalmente tra 1 e 8 settimane dall’esposizione, mentre la circolare del Ministero della Salute richiama per la sindrome cardiopolmonare un intervallo di 1-6 settimane, con possibilità fino a 8 settimane. In altre parole: se una febbre con mialgie e nausea compare pochi giorni dopo un viaggio o dopo un contatto a rischio, il contesto conta quanto il sintomo.</p>
<p></p>
<p><strong>Quando bisogna preoccuparsi davvero</strong><br />
Nella HPS/HCPS, dopo i primi segnali aspecifici, può arrivare un peggioramento rapido con tosse, fiato corto, senso di costrizione toracica, accumulo di liquidi nei polmoni, distress respiratorio e shock. È qui che la malattia diventa una vera emergenza. Il CDC segnala che i sintomi respiratori tardivi possono comparire 4-10 giorni dopo la fase iniziale; tra i pazienti che sviluppano il quadro respiratorio, la letalità può essere elevata. L’OMS indica che nelle Americhe la letalità può arrivare fino al 50% per le forme cardiopolmonari più severe. Tradotto in pratica: bisogna preoccuparsi subito se a febbre, dolori muscolari e malessere si associano respiro corto, peggioramento rapido, tosse insistente o senso di fame d’aria, soprattutto se nei giorni o nelle settimane precedenti c’è stata un’esposizione compatibile. Compatibile significa: contatto con roditori o loro deiezioni, soggiorno in ambienti infestati, viaggio in aree endemiche dell’America Latina, permanenza sulla Mv Hondius o contatti stretti con persone coinvolte nel cluster.</p>
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		<title>Federconsumatori sul trasporto marittimo: costo dei traghetti alle stelle. 1.484 euro per un viaggio a/r da Livorno a Palermo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/12/federconsumatori-sul-trasporto-marittimo-costo-dei-traghetti-alle-stelle-1-484-euro-per-un-viaggio-a-r-da-livorno-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:16:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chiedere 1.484 euro per un viaggio andata e ritorno da Livorno a Palermo è, senza mezzi termini, improponibile per la maggior parte dei siciliani che vivono al nord Italia. Si tratta di una cifra quasi pari allo stipendio mensile di un collaboratore scolastico, poco meno dello stipendio di un insegnante. Ancor più grave è che, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chiedere 1.484 euro per un viaggio andata e ritorno da Livorno a Palermo è, senza mezzi termini, improponibile per la maggior parte dei siciliani che vivono al nord Italia. Si tratta di una cifra quasi pari allo stipendio mensile di un collaboratore scolastico, poco meno dello stipendio di un insegnante. Ancor più grave è che, per lo stesso viaggio, il prezzo raddoppia letteralmente da maggio ad agosto e non va meglio nemmeno per le altre tratte con destinazione Sicilia. Queste cifre non fanno altro che confermare ciò che diciamo da tempo: la Sicilia ha bisogno di un piano trasporti ad hoc, specifico per i periodi di domanda massima. Lo abbiamo detto per il trasporto aereo e lo ribadiamo anche per quello marittimo: questi prezzi sono fuori dal mercato, per tornare in Sicilia in estate non c&#8217;è alcuna alternativa al salasso e questo, ovviamente, ci rende dei cittadini di serie B&#8221;. Lo dichiara il presidente di Federconsumatori Sicilia Alfio La Rosa. Ad agosto i biglietti aumenteranno del 18% rispetto al 2025. Oltre il 78% in più rispetto a maggio. Per Federconsumatori servono dunque misure urgenti per evitare speculazioni</p>
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		<item>
		<title>Per Federconsumatori situazione tragica sui rifiuti in Sicilia, con la raccolta differenziata al palo e la Tari sempre più cara. A Ragusa si paga in media quasi 400 euro l&#8217;anno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/08/per-federconsumatori-situazione-tragica-sui-rifiuti-in-sicilia-con-la-raccolta-differenziata-al-palo-e-la-tari-sempre-piu-cara-a-ragusa-si-paga-in-media-quasi-400-euro-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia è una fotografia impietosa degli effetti delle cattive politiche ambientali messe in atto in Sicilia negli ultimi anni: la tassa sui rifiuti è sempre più alta, mentre la raccolta differenziata non cresce quasi per nulla (e in alcuni comuni, addirittura, diminuisce). A inizio 2025 Federconsumatori Sicilia aveva annunciato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/05/08/per-federconsumatori-situazione-tragica-sui-rifiuti-in-sicilia-con-la-raccolta-differenziata-al-palo-e-la-tari-sempre-piu-cara-a-ragusa-si-paga-in-media-quasi-400-euro-lanno/">Per Federconsumatori situazione tragica sui rifiuti in Sicilia, con la raccolta differenziata al palo e la Tari sempre più cara. A Ragusa si paga in media quasi 400 euro l&#8217;anno</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia è una fotografia impietosa degli effetti delle cattive politiche ambientali messe in atto in Sicilia negli ultimi anni: la tassa sui rifiuti è sempre più alta, mentre la raccolta differenziata non cresce quasi per nulla (e in alcuni comuni, addirittura, diminuisce).  A inizio 2025 Federconsumatori Sicilia aveva annunciato che la nostra Regione avrebbe fallito l&#8217;obiettivo per l&#8217;anno relativo alla raccolta differenziata, al riutilizzo e al riciclo dei materiali in base alle nuove normative europee, entrate in vigore proprio l&#8217;anno scorso.  Non solo ciò è avvenuto, ma i cittadini siciliani si sono trovati a pagare anche di più per un servizio che non migliora di una virgola. Tutto questo mentre si continua a parlare di inceneritori per bruciare i rifiuti indifferenziati e non, come si dovrebbe, di centri di raccolta e smistamento dei rifiuti differenziati.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Il nostro report si basa &#8211; si legge nella nota &#8211; su dati ufficiali ma, a differenza che in passato, quest&#8217;anno prende in considerazione due tipi di nuclei familiari: il primo, quello classico, è composto da tre persone in una casa da 100 metri quadrati; il secondo, invece, è composto da una sola persona in un appartamento da 60 metri quadrati. Questa seconda ipotesi rispecchia il cambiamento della nostra società, fatta sempre più spesso da ex coniugi che vanno a vivere da soli, giovani lavoratori single e anziani rimasti a vivere da soli dopo la morte del coniuge. Nel primo caso la Tari più alta si paga a Catania: 602,28 euro, in crescita dell&#8217;1,1% rispetto al 2024 e ben il 77% in più rispetto alla media nazionale di 340 euro. A Ragusa una famiglia tipo di 3 componenti paga in media 400 euro l&#8217;anno di tassa sui rifiuti, mentre per i single la spesa si dimezza.</p>
<p></p>
<p>Nel secondo caso, ancora a Catania, si paga la cifra record di 364,56 euro, cioè più di quanto paga una famiglia di tre persone in 100 metri quadri a Messina o a Caltanissetta. L&#8217;unica provincia in cui nel 2025 la Tari è diminuita, ma solo dello 0,4%, è Siracusa. Disarmante, poi, l&#8217;andamento della raccolta differenziata: a livello regionale siamo fermi al 55,51%, con una crescita di appena 0,31% rispetto al 2024. In provincia di Catania la raccolta differenziata è persino lievemente diminuita (-0,37%).  Angosciante, infine, il dato di Palermo: in città la raccolta differenziata è ferma al 17,34% (+0,49%), in provincia al 36,90% (+0,19%). La media nazionale è del 66,6% e, in Sicilia, solo due province la raggiungono: Trapani (77,03%) e Ragusa (68,74%). Si avvicinano alla media Caltanissetta (66,44%), Enna (66,34%) e Messina (65,65%). In pratica mezza Sicilia non differenzia abbastanza, l&#8217;altra mezza è in linea con la media. &#8220;Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi in termini di raccolta differenziata &#8211; afferma il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa &#8211; ma adesso sembra essersi fermata. Purtroppo non possiamo non notare che questa brusca frenata coincide con il ritorno del progetto inceneritori: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca&#8221;. Infine, Federconsumatori Sicilia ricorda che questi dati si riferiscono alla semplice raccolta differenziata mentre la recente normativa europea impone target stringenti anche per l&#8217;effettivo riutilizzo e riciclo dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata. &#8220;Su questo punto &#8211; conclude La Rosa &#8211; non siamo nemmeno all&#8217;anno zero: mancano persino i dati da commentare&#8221;.</p>
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		<title>Il saluto di Papa Leone XIV all’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto per la &#8220;Giornata bambini vittime&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 11:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Saluto l’Associazione Meter, che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio”. Sono queste le parole di Papa Leone XIV rivolte all’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Saluto l’Associazione Meter, che da trent’anni si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio”. Sono queste le parole di Papa Leone XIV rivolte all’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, in occasione della 30esima &#8220;Giornata bambini vittime&#8221; svoltasi in piazza San Pietro a Roma. “Parole che confermano e rafforzano il cammino che da anni portiamo avanti – dichiara don Di Noto – e che ci spingono a proseguire con ancora maggiore determinazione nell’impegno accanto alle vittime di abusi, pedofilia e pedopornografia, sia sul fronte dell’ascolto sia su quello della prevenzione”. L’associazione, da oltre 3 decenni attiva nella tutela dell’infanzia, rinnova così il proprio impegno a contrastare ogni forma di violenza sui minori, promuovendo una rete di collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/05/03/il-saluto-di-papa-leone-xiv-allassociazione-meter-di-don-fortunato-di-noto-per-la-giornata-bambini-vittime/">Il saluto di Papa Leone XIV all’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto per la &#8220;Giornata bambini vittime&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Turista tedesco muore durante una escursione sull&#8217;Etna</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/01/turista-tedesco-muore-in-una-escursione-sulletna-a-3-000-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 11:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://corrierediragusa.it/?p=134043</guid>

					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Tragedia sull’Etna, nel primo pomeriggio di giovedì. Un turista tedesco di 70 anni, probabilmente per un malore, è deceduto mentre si trovava a circa 3.000 metri di altezza nella zona di Punta Lucia-Etna Nord. L’uomo, da quanto si apprende, si trovava in comitiva con altre persone, quando avrebbe accusato un malore. Scattati i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Tragedia sull’Etna, nel primo pomeriggio di giovedì. Un turista tedesco di 70 anni, probabilmente per un malore, è deceduto mentre si trovava a circa 3.000 metri di altezza nella zona di Punta Lucia-Etna Nord. L’uomo, da quanto si apprende, si trovava in comitiva con altre persone, quando avrebbe accusato un malore. Scattati i soccorsi, sono stati allertati i militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi e i tecnici del Sass. Nonostante i soccorsi prestati (nella comitiva era presente anche un medico) per il 70enne escursionista tedesco non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasportata fino alla zona di Piano Provenzana, dove ad attenderla c’era il carro funebre. Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma in un obitorio della zona, dove nelle prossime ore, con molta probabilità, sarà effettuata un’ispezione cadaverica.</p>
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		<title>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso: raggiunti complessivamente 12,5 milioni di passeggeri</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/27/il-2025-ha-segnato-un-importante-traguardo-per-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso-raggiunti-complessivamente-125-milioni-di-passeggeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso, che hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi come uno dei sistemi aeroportuali più dinamici e strategici del panorama nazionale. Inoltre, grazie ai fondi Fsc fortemente voluti dal Governo Schifani in accordo con il Governo nazionale, la Società ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2025 ha segnato un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso, che hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi come uno dei sistemi aeroportuali più dinamici e strategici del panorama nazionale. Inoltre, grazie ai fondi Fsc fortemente voluti dal Governo Schifani in accordo con il Governo nazionale, la Società ha avviato da tempo un piano di investimenti mirato a rilanciare lo scalo ibleo, con l’obiettivo di potenziare l’offerta e promuovere una maggiore attrattività del territorio. Questi risultati riflettono il forte impegno di Sac nello sviluppo infrastrutturale, sostenuto da un’ulteriore crescita degli investimenti nel 2025: le immobilizzazioni materiali hanno registrato un incremento significativo pari a circa 18,9 milioni di euro (+18%), raggiungendo 123,8 milioni di euro, mentre le immobilizzazioni totali si attestano a 132,8 milioni di euro (+17%) rispetto all’esercizio precedente, a testimonianza del proseguimento degli interventi di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali. Il capitale investito netto ha raggiunto 91,6 milioni di euro (+23%).</p>
<p></p>
<p>L&#8217;importante dato è emerso dall&#8217;assemblea dei soci di Sac, società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, nel corso della quale è stato approvato all’unanimità dei presenti il progetto di bilancio relativo al 2025, che si è chiuso con un utile netto di esercizio di 8 milioni di euro, in flessione rispetto ai 12,8 milioni dell’esercizio precedente (-37%). Il valore della produzione ha raggiunto i 112,2 milioni di euro, con un incremento del +3,3% rispetto al 2024. L’Ebit si attesta a 10,8 milioni di euro, registrando una flessione del -36%. Nel confronto con l’esercizio precedente, si evidenzia come il risultato dei ricavi del 2024 fosse influenzato dalla rilevazione di una componente straordinaria positiva, pari a circa 6 milioni di euro, connessa al rimborso assicurativo relativo agli eventi del 2023. Al netto di tale componente non ricorrente, l’andamento dei ricavi del 2025 risulta pertanto ancora più significativo, evidenziando una crescita organica delle attività operative e confermando la solidità del modello di business della Società. I ricavi commerciali si attestano a 30 milioni di euro, in crescita del +7%, a testimonianza della capacità di attrazione commerciale dello scalo. </p>
<p></p>
<p>Il bilancio approvato conferma il rafforzamento complessivo della posizione economico-finanziaria della società, consolidando la strategia di crescita e sviluppo infrastrutturale già avviata negli anni precedenti. Sac prosegue infatti nel percorso di modernizzazione e ampliamento delle proprie infrastrutture, a beneficio della competitività degli scali e dell&#8217;intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Sac ha inoltre ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. L’approvazione ministeriale rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso già delineato dall’Assemblea dei Soci a marzo 2025 e si inserisce nella strategia complessiva di SAC volta a rafforzare il posizionamento competitivo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, favorendo l’ingresso di investitori qualificati in grado di sostenere lo sviluppo infrastrutturale e l’innovazione dei servizi offerti ai passeggeri.</p>
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		<title>&#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;: mobilitazione civica in Sicilia a difesa della categoria e contro la riforma Schillaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, insieme al Codacons e all’Articolo 32 – Aidma (Associazione Italiana Difesa Diritti del Malato), lancia in Sicilia la campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;, una mobilitazione civica a difesa dei medici di medicina generale, comunemente conosciuti come medici di famiglia, primo presidio sanitario dei cittadini e punto di riferimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, insieme al Codacons e all’Articolo 32 – Aidma (Associazione Italiana Difesa Diritti del Malato), lancia in Sicilia la campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221;, una mobilitazione civica a difesa dei medici di medicina generale, comunemente conosciuti come medici di famiglia, primo presidio sanitario dei cittadini e punto di riferimento essenziale per anziani, malati cronici, famiglie e pazienti fragili. L’iniziativa nasce alla luce del dibattito nazionale sulla riforma Schillaci dei medici di medicina generale e sulla riorganizzazione della sanità territoriale. Tanasi, il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma ritengono che ogni intervento sul sistema debba partire da un principio inderogabile: il medico di famiglia non può essere indebolito, burocratizzato o allontanato dal rapporto diretto con il paziente.</p>
<p></p>
<p>In Sicilia il tema assume un valore ancora più delicato. Nei piccoli comuni, nelle aree interne, nei quartieri periferici e nei territori in cui l’accesso alle strutture sanitarie è più difficile, il medico di medicina generale rappresenta spesso l’unico riferimento immediato per migliaia di cittadini. È il professionista che conosce la storia clinica del paziente, intercetta i bisogni delle famiglie, orienta nel sistema sanitario e contribuisce a evitare il sovraccarico dei pronto soccorso. La sanità territoriale va rafforzata, non smontata. Le Case di Comunità possono rappresentare un’opportunità solo se realmente operative, accessibili, dotate di personale, tecnologie, servizi e collegamenti effettivi con il territorio. Non possono invece diventare il pretesto per svuotare gli ambulatori, rendere meno attrattiva la professione o trasformare il rapporto fiduciario tra medico e paziente in un rapporto burocratico e impersonale.</p>
<p></p>
<p>Il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma avvertono che un indebolimento della medicina generale avrebbe effetti pesanti soprattutto sui cittadini più fragili: anziani, malati cronici, pazienti non autosufficienti, famiglie con difficoltà economiche e residenti nelle zone interne o periferiche. Il rischio è quello di spingere sempre più persone verso pronto soccorso già sovraccarichi, aggravare le liste d’attesa e lasciare senza un presidio di prossimità chi ha maggiore bisogno di assistenza continuativa. Per questo Tanasi, il Codacons e l’Articolo 32 – Aidma chiedono alla Regione Siciliana, al Ministero della Salute e alle istituzioni competenti di aprire un confronto reale con cittadini, medici e associazioni dei pazienti, garantendo alcuni principi inderogabili: tutela del rapporto fiduciario medico-paziente, piena valorizzazione dei medici di medicina generale, rafforzamento degli ambulatori territoriali, potenziamento dell’assistenza domiciliare, riduzione delle liste d’attesa, tutela dei pazienti cronici e fragili, maggiore attenzione alle aree interne e ai territori più disagiati.</p>
<p></p>
<p>La campagna &#8220;Non toccate il medico di famiglia&#8221; partirà dalla Sicilia come iniziativa civica a difesa del diritto alla salute e dell’assistenza di prossimità. L’obiettivo non è bloccare ogni riforma, ma impedire che una riorganizzazione calata dall’alto finisca per colpire proprio il presidio sanitario più vicino ai cittadini. &#8220;Il medico di medicina generale, che tutti conosciamo come medico di famiglia, è il primo volto della sanità per milioni di cittadini e in Sicilia rappresenta spesso l’unico presidio realmente vicino alle persone – afferma Tanasi –. Nessuno è contrario a una sanità territoriale più moderna, ma modernizzare non significa burocratizzare, spersonalizzare o cancellare il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Se il nuovo modello dovesse rendere meno attrattiva la professione o allontanare i medici dal territorio, a pagare il prezzo sarebbero anziani, malati cronici, famiglie e pazienti fragili. La Sicilia non può permettersi un ulteriore indebolimento dell’assistenza territoriale. La nostra campagna nasce per dire una cosa semplice: rafforzate il medico di famiglia, non smontatelo&#8221;. conclude Tanasi.</p>
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		<title>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/26/brutte-notizie-dai-primi-calendari-scolastici-per-il-2026-2027-quasi-tutte-le-festivita-cadono-di-domenica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 10:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica. Studenti, genitori e insegnanti li hanno sfogliati con l&#8217;intento di scoprire quanti ponti potranno sfruttare per godersi qualche giorno di relax, magari fuori città, ma hanno ricevuto brutte notizie: quasi tutte le festività cadono di domenica. Incluso il 4 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brutte notizie dai primi calendari scolastici per il 2026/2027: quasi tutte le festività cadono di domenica. Studenti, genitori e insegnanti li hanno sfogliati con l&#8217;intento di scoprire quanti ponti potranno sfruttare per godersi qualche giorno di relax, magari fuori città, ma hanno ricevuto brutte notizie: quasi tutte le festività cadono di domenica. Incluso il 4 ottobre, festivo a partire da quest&#8217;anno. Cade di domenica anche il primo novembre, così che il primo vero ponte sarà quello del martedì dell&#8217;Immacolata: una certezza per i milanesi, visto che il giorno prima &#8211; lunedì 7 dicembre &#8211; la città festeggia il Santo Patrono (Sant&#8217;Ambrogio), ma è molto probabile che la maggior parte degli istituti opti per la stessa soluzione. Il collegio dei docenti di ogni scuola, infatti, può eventualmente stabilire altre sospensioni didattiche, nel rispetto del numero minimo di giorni di lezione per ogni anno scolastico previsto per legge.</p>
<p></p>
<p>Il 25 dicembre, Natale, è un venerdì, il che vuol dire che Santo Stefano, che cade di sabato, è un giorno di festa &#8220;perso&#8221;. Le scuole potrebbero decidere di chiudere qualche giorno a febbraio, per il periodo di Carnevale, con il martedì grasso che cade il 9 febbraio, ma questa sarà una scelta dei singoli istituti che non coinvolge nessuna festività nazionale. Male anche per il periodo primaverile: 25 aprile e primo maggio cadono di domenica e di sabato, rendendo impossibile fare ponte. La festa della Repubblica, il 2 giugno, è invece un mercoledì: potrebbe regalare due giorni in più a casa alla vigilia della chiusura dell&#8217;anno scolastico permettendo, a chi non ha compiti e interrogazioni dell&#8217;ultimo minuto da preparare, di avere già un primo assaggio dell&#8217;estate. </p>
<p></p>
<p>Per il prossimo anno scolastico, le festività a livello nazionale rimangono sostanzialmente quelle di sempre: 1° novembre (Ognissanti), 8 dicembre (Immacolata Concezione), 25 e 26 dicembre (Natale e Santo Stefano), 1° gennaio (Capodanno), 6 gennaio (Epifania), Pasqua &#8211; che cadrà il 28 marzo &#8211; e Lunedì dell’Angelo (va da sé, il 29 marzo), 25 aprile (Festa della Liberazione), 1° maggio (Festa del Lavoro), 2 giugno (Festa della Repubblica), Santo Patrono (ogni città celebra il suo). C&#8217;è, però, una novità: a queste, dal 2026 se ne aggiunge un&#8217;altra, con l&#8217;introduzione della festività del 4 ottobre, in onore del patrono d&#8217;Italia San Francesco d’Assisi, che però cadrà di domenica. Il suo vero impatto, quindi, non si sentirà fino al 2027. </p>
<p></p>
<p>I calendari già pubblicati danno anche un&#8217;altra importante notizia &#8211; che, fra le altre cose, permette già di programmare anche le vacanze estive -, ovvero le date d&#8217;inizio della scuola. Parte la provincia autonoma di Bolzano, dove gli studenti torneranno in classe il 7 settembre. Seguono Trento, Veneto e Valle d&#8217;Aosta, che inizieranno il 10, mentre Friuli-Venezia Giulia e Umbria aspetteranno il 14. Il 15 settembre sarà poi il turno di Lazio, Sicilia e Toscana. L&#8217;ultima campanella, stando ai calendari finora deliberati, dovrebbe suonare in Puglia il 17 settembre.</p>
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		<title>Ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) alla privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/24/ok-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-mit-alla-privatizzazione-della-societa-che-gestisce-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sac, Società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha comunicato di aver ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società. La definizione dello schema di procedura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sac, Società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha comunicato di aver ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) l’approvazione dello schema per la procedura di selezione per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza che consente l’avvio formale del processo di privatizzazione della società. La definizione dello schema di procedura consente ora di procedere con le fasi operative previste, a partire dalla raccolta delle manifestazioni di interesse, che porteranno alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di sviluppo della società. L’approvazione ministeriale rappresenta un ulteriore avanzamento nel percorso già delineato dall’Assemblea dei Soci a marzo 2025 e si inserisce nella strategia complessiva di SAC volta a rafforzare il posizionamento competitivo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale, favorendo l’ingresso di investitori qualificati in grado di sostenere lo sviluppo infrastrutturale e l’innovazione dei servizi offerti ai passeggeri.</p>
<p></p>
<p>Dal punto di vista tecnico, il percorso preparatorio è stato sviluppato con il supporto degli advisor incaricati: Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni &#038; Origoni per l’assistenza legale e Steer per la componente industriale e tecnica. Gli advisor affiancano la società lungo tutte le fasi che porteranno alla gara e al confronto con i potenziali investitori. La definizione dello schema di procedura consente ora di procedere con le fasi operative previste, a partire dalla raccolta delle manifestazioni di interesse, che porteranno alla pubblicazione del bando per la selezione del partner industriale e finanziario più idoneo a supportare il piano di sviluppo della società. Il percorso di privatizzazione sarà condotto nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico, garantendo al contempo un adeguato presidio da parte degli enti territoriali.</p>
<p></p>
<p>“L’approvazione dello schema da parte del Mit rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita di SAC e nello sviluppo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Questo risultato ci consente di avviare formalmente una fase strategica, volta ad attrarre investitori qualificati capaci di sostenere un piano di crescita ambizioso, rafforzando competitività, innovazione e qualità dei servizi, nel pieno rispetto dell’interesse del territorio e delle comunità, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale degli scali di Catania e Comiso, incrementandone la capacità attrattiva a livello nazionale e internazionale e contribuendo alla crescita economica e turistica di tutta la Sicilia” hanno dichiarato Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/24/ok-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-mit-alla-privatizzazione-della-societa-che-gestisce-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso/">Ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) alla privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Circa 13 milioni e mezzo di euro stanziati dal governo regionale per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/23/circa-13-milioni-e-mezzo-di-euro-stanziati-dal-governo-regionale-per-rafforzare-il-comparto-del-commercio-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il nuovo intervento messo in campo dal governo regionale, con un pacchetto di circa 13,5 milioni di euro, rappresenta un passo significativo per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia. Parliamo di risorse importanti, che arrivano in un momento in cui molte imprese stanno ancora affrontando difficoltà legate ai costi di gestione, alla ridotta liquidità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/23/circa-13-milioni-e-mezzo-di-euro-stanziati-dal-governo-regionale-per-rafforzare-il-comparto-del-commercio-in-sicilia/">Circa 13 milioni e mezzo di euro stanziati dal governo regionale per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Il nuovo intervento messo in campo dal governo regionale, con un pacchetto di circa 13,5 milioni di euro, rappresenta un passo significativo per rafforzare il comparto del commercio in Sicilia. Parliamo di risorse importanti, che arrivano in un momento in cui molte imprese stanno ancora affrontando difficoltà legate ai costi di gestione, alla ridotta liquidità e alla necessità di rinnovare strutture e servizi per restare competitive. È un’iniziativa che va nella direzione di cui il sistema produttivo aveva bisogno». Lo afferma il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, commentando il pacchetto di misure attivato dalla Regione attraverso Irfis-FinSicilia. «Il presidente Renato Schifani – sottolinea Manenti – ha dimostrato attenzione verso un settore che rappresenta una parte essenziale dell’economia dell’Isola. L’impegno dell’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, è stato altrettanto determinante: il lavoro svolto in queste settimane ha permesso di definire strumenti concreti, con condizioni agevolate che possono realmente aiutare le imprese a programmare investimenti e a gestire con maggiore serenità la quotidianità aziendale».</p>
<p></p>
<p>Le due linee di intervento – una dedicata ai programmi di sviluppo e l’altra al sostegno della liquidità – vengono considerate da Confcommercio Sicilia un supporto utile per accompagnare le imprese in una fase di trasformazione del mercato, in cui innovazione, digitalizzazione e capacità di adattamento sono diventati fattori decisivi. «La possibilità di accedere a finanziamenti a condizioni particolarmente favorevoli – aggiunge Manenti – offre alle micro, piccole e medie imprese, a maggior ragione in questo periodo complesso, un’opportunità concreta per rinnovarsi, ampliare l’attività o semplicemente affrontare con maggiore stabilità i costi operativi. È un segnale che contribuisce a creare fiducia e che riconosce il ruolo centrale del commercio nella vita economica e sociale dei territori». Confcommercio Sicilia conferma la propria disponibilità a collaborare con il governo regionale e con Irfis per garantire la massima diffusione delle informazioni e per accompagnare le imprese nella fase di accesso alle misure.</p>
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