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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Torna l&#8217;allarme maltempo con allerta arancione in Sicilia: previsti vento, pioggia e forti temporali. Brusco calo delle temperature</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 15:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Temporali al Sud e domani scatta l&#8217;allerta arancione in Sicilia e settori di Calabria, Puglia e Campania. Lo indica un avviso meteo della Protezione civile. L’avviso prevede il persistere delle precipitazioni, da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale sulla Sicilia e in estensione sulla Calabria, oltre che su Campania e Puglia. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Temporali al Sud e domani scatta l&#8217;allerta arancione in Sicilia e settori di Calabria, Puglia e Campania. Lo indica un avviso meteo della Protezione civile. L’avviso prevede il persistere delle precipitazioni, da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale sulla Sicilia e in estensione sulla Calabria, oltre che su Campania e Puglia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. La domanda ora è quali conseguenze potrebbero avere i fenomeni previsti lungo il percorso di questa perturbazione, anche alla luce di quanta accaduto questa mattina a Marsala dove si sono formati trombe d&#8217;aria marine e tornado che hanno portato feriti, danni e devastazione. Il rischio per le prossime ore, quando queste perturbazioni incontreranno l&#8217;aria calda che insiste ancora sull&#8217;Isola, non è soltanto che piova forte, ma che la pioggia insista sullo stesso territorio. Le previsioni parlano di possibili temporali intensi e strutture identificate come supercelle sulla Sicilia occidentale. Il peggioramento dovrebbe avanzare dal Trapanese e dal Palermitano verso i settori centrali e meridionali dell’Isola durante la notte, per poi raggiungere il Nord-Est. </p>
<p></p>
<p>Si tratta di uno scenario previsionale: non della certezza che ogni località lungo il percorso venga colpita con la stessa intensità. Ma le previsioni indicano comunque piogge frequenti e possibili temporali, anche lungo le coste ioniche. Il maestrale dovrebbe intensificarsi, portando aria più fresca a ovest; in serata sono attese forti raffiche sul Canale di Sicilia. Domenica nubi e piogge dovrebbero concentrarsi sul versante tirrenico, in particolare tra Palermo e Messina e nell’entroterra vicino, con condizioni migliori altrove ma venti ancora sostenuti.</p>
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		<title>Terribile tornado nel Trapanese: case distrutte, scuola inagibile e almeno 11 feriti tra Marsala e Petrosino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 15:24:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque case distrutte, un plesso scolastico con 273 alunni inagibile, almeno undici feriti curati tra gli ospedali di Marsala e Mazara del Vallo, uno dei quali in codice rosso. È il bilancio, ancora provvisorio, del doppio vortice che venerdì mattina si è formato in mare davanti al porto di Marsala per poi toccare terra e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque case distrutte, un plesso scolastico con 273 alunni inagibile, almeno undici feriti curati tra gli ospedali di Marsala e Mazara del Vallo, uno dei quali in codice rosso. È il bilancio, ancora provvisorio, del doppio vortice che venerdì mattina si è formato in mare davanti al porto di Marsala per poi toccare terra e abbattersi, in forma di tornado, sul territorio tra Marsala e Petrosino. «Guardando le immagini che ci ha fornito l’Aeronautica militare siamo di fronte a una scena di guerra», dice la sindaca di Marsala Andreana Patti, che ha già compiuto sopralluoghi nelle contrade Bambina e Pastorella. All’ospedale di Marsala, dove l’Asp di Trapani ha attivato il Piano di emergenza interna per il massiccio afflusso di pazienti, sono arrivati quattro bambini e cinque adulti: ferite da taglio ed escoriazioni, e supporto psicologico per tutti. Più serio il quadro a Mazara del Vallo, dove sono stati ricoverati un uomo di 70 anni, politraumatizzato e con fratture multiple, arrivato in codice rosso ma cosciente, e una donna con un lieve trauma alla caviglia. L’uomo, stabilizzato in sala operatoria, è stato trasferito al Trauma center di Villa Sofia a Palermo. A Petrosino il sindaco Giacomo Anastasi parla di quattro feriti lievi, tra cui due operai del Centro comunale di raccolta dei rifiuti, risultati dispersi e poi ritrovati in buone condizioni, come ha riferito il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, che ha parlato di «effetto devastante».</p>
<p></p>
<p>Petrosino è tra le aree più colpite: diverse abitazioni sono gravemente danneggiate, alcune distrutte. Il vento ha danneggiato la viabilità e abbattuto il muro di cinta dello stadio comunale. Il Comune ha attivato il Centro operativo comunale e sta predisponendo alloggi per gli sfollati che non potranno rientrare a casa. In Prefettura a Trapani è stata convocata una riunione per valutare l’emergenza. Nel plesso «Alcide De Gasperi» di contrada Terrenove, a Marsala, al momento del passaggio del tornado c’erano 273 bambini. Il dirigente scolastico Leonardo Gulotta ha confermato sei feriti lievi, alcuni dei quali portati al pronto soccorso. Ora il problema è dove far studiare gli alunni: la sindaca Patti è in contatto con il presidente del Libero consorzio Salvatore Quinci per trovare una soluzione immediata. Nel pomeriggio è atteso l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano per un sopralluogo, ricordando che nell’istituto erano stati realizzati lavori straordinari finanziati dalla Regione. </p>
<p></p>
<p>Il presidente della Regione Renato Schifani ha sentito la prefetta di Trapani Daniela Lupo e annuncia che il governo presenterà un emendamento alle variazioni di bilancio per stanziare le prime risorse. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha parlato con la prefetta e ringraziato soccorritori e Asp. Coldiretti segnala danni a vigneti, capannoni, serre divelte e muri di recinzione abbattuti. L’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino ha annunciato che gli uffici periferici avvieranno la ricognizione dei danni alle aziende. Secondo Stefano Albanese, presidente del Centro meteorologico siciliano, a causare i danni non sono state le due trombe marine, che si dissolvono di norma all’arrivo sulla terraferma, ma «un vero e proprio tornado». Potrebbe trattarsi di un F2, ma la classificazione ufficiale è ancora in corso. Il mare surriscaldato dall’estate e l’aria fresca dal Nord Atlantico hanno innescato la cella temporalesca. Albanese avverte che il maltempo non è finito: altri temporali tra stasera e domani su Trapani, Palermo, Messinese e Nisseno, poi sulla Sicilia orientale. Un nuovo tornado di questa portata ha «una probabilità bassa, ma non nulla». <em>Fonte La Sicilia</em></p>
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		<title>Limiti di velocità a 60 km/h sulle autostrade siciliane a pedaggio, a partire dalla Messina Palermo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/09/limiti-di-velocita-obbligatori-a-60-km-h-sulle-autostrade-siciliane-a-pedaggio-a-partire-dalla-messina-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 15:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La notizia dei limiti di velocità a 60 km/h sulle autostrade a pagamento siciliane, sulla base della possibilità tecnica indicata dal Mit, è la più evidente manifestazione di incapacità e disinteresse gestionale della regione. Azzerare immediatamente i vertici del Cas e riflettere seriamente sulla cessione delle infrastrutture all’Anas, specie se si considerano scandali che hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La notizia dei limiti di velocità a 60 km/h sulle autostrade a pagamento siciliane, sulla base della possibilità tecnica indicata dal Mit, è la più evidente manifestazione di incapacità e disinteresse gestionale della regione. Azzerare immediatamente i vertici del Cas e riflettere seriamente sulla cessione delle infrastrutture all’Anas, specie se si considerano scandali che hanno riguardato tutti gli aspetti gestionali, dal mancato controllo del personale, della cassa, la manutenzione, gli investimenti, la programmazione, i costi”. A dichiararlo sono i rappresentanti di Socialdemocrazia Sd e dei comitati e movimenti dei consumatori Vicky Amendolia e Claudio Melchiorre. Che le autostrade a pedaggio siciliane non siano a norma è noto da tempo. Nel caso della Messina Palermo, sin dalla loro apertura, voluta giustamente da Cuffaro con forza. Ma in trent’anni non è stata apportata alcuna modifica strutturale, nessuna manutenzione non emergenziale è stata fatta e il bilancio è stato sistematicamente utilizzato per rattoppi e non per lo sviluppo. </p>
<p> </p>
<p>“Su queste premesse, riteniamo che la Regione Siciliana sia responsabile della mala gestio di tutte le nostre infrastrutture. I ritardi e l’assenza di programmazione sono evidenti, dagli aeroporti alle strade e autostrade. Davanti all’incapacità o all’indifferenza è necessario garantire la possibilità di movimento. L’unica soluzione plausibile è cedere le infrastrutture all’Anas e togliere pedaggio e responsabilità a chi non ha alcuna intenzione di usarla. Le autostrade devono essere riconosciute per quel che sono: strade statali a doppia corsia con scarsissima manutenzione. Oltretutto, in questo modo, il limite di velocità potrebbe salire a 90km/h”.</p>
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		<title>Giornate Fai d’Autunno sabato 10 e domenica 11 ottobre: le perle da scoprire in Sicilia. A Ragusa si potrà ammirare la Cava Gonfalone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate Fai d’Autunno, il grande evento di piazza che il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano Ets) dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/09/giornate-fai-dautunno-sabato-10-e-domenica-11-ottobre-le-perle-da-scoprire-in-sicilia-a-ragusa-si-potra-ammirare-la-cava-gonfalone/">Giornate Fai d’Autunno sabato 10 e domenica 11 ottobre: le perle da scoprire in Sicilia. A Ragusa si potrà ammirare la Cava Gonfalone</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate Fai d’Autunno, il grande evento di piazza che il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano Ets) dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi Fai presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l&#8217;immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d&#8217;arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono. Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente. Partecipare alle Giornate Fai d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del Fai, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.</p>
<p></p>
<p>In questa edizione dell’evento il Fai riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l&#8217;Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all&#8217;attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa. Di seguito una selezione dei migliori siti da visitare.</p>
<p></p>
<p>RAGUSA<br />
Cava Gonfalone<br />
La Cava Gonfalone (nella foto in alto) è una cavità artificiale imponente, ampia 1,5 ettari e alta fino a 12 metri, scavata nel cuore della città di Ragusa e tra le più spettacolari della Sicilia. Questa straordinaria rete di cave sotterranee sono state scavate nel calcare a partire dal Settecento per estrarre la pietra bianca usata nella ricostruzione della città dopo il devastante terremoto del 1693. Cava Gonfalone è “la città in negativo”, lo specchio sotterraneo che ha permesso la nascita della Ragusa visibile in superficie Cava Gonfalone: un momento della storia di Ragusa rimasto intatto, dove i segni del piccone dei pirriaturi e delle seghe circolari ancora parlano, parete dopo parete. I visitatori si troveranno immersi in un&#8217;atmosfera fuori dal tempo, dove ogni segno sulla roccia è una firma lasciata dall&#8217;uomo.</p>
<p></p>
<p>Palermo<br />
Palazzo Sclafani &#8211; Comando Militare Esercito Sicilia (Caserma R. Pilo)<br />
Palazzo Sclafani, oggi sede del Comando Militare Esercito Sicilia (Caserma R. Pilo), riassume quasi sette secoli di trasformazioni urbane, sociali e militari di Palermo. L’edificio venne costruito nel XIV secolo da Matteo Sclafani; nel XV, dopo l’estinzione della famiglia, il palazzo passò al Senato di Palermo e fu trasformato nell’Ospedale Grande e Nuovo, una delle principali strutture di cura della città. In questo periodo il cortile fu decorato con il celebre affresco del Trionfo della Morte, realizzato intorno alla metà del Quattrocento da un originalissimo pittore ancora oggi anonimo, ma certamente legato alla temperie culturale che all’epoca vedeva un’ampia circolazione di artisti tra le varie corti europee. Nel 1852–1853 l’edificio venne ceduto alle autorità militari e con radicali rifacimenti è diventato Quartiere di Truppa, poi Caserma Rosolino Pilo. Durante i bombardamenti del 1943, il palazzo fu gravemente danneggiato: l’anno successivo il Trionfo della Morte venne staccato e riposizionato per essere salvaguardato a Palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale della Sicilia. Per le Giornate FAI d’Autunno verrà proposta un’apertura straordinaria ad alta accessibilità, che prevede un percorso tattile, con tavole a rilievo del Trionfo della Morte, modelli 3D dello stemma Sclafani, dell’Aquila Senatoria e della facciata, oltre a mappe e totem tattili, accompagnati da un audio-racconto descrittivo. Il progetto, in collaborazione col Comando Esercito Sicilia e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, comprende inoltre un tour virtuale ad alta accessibilità, con riprese degli spazi interni ed esterni, sottotitoli e audiodescrizione, per consentire la fruizione del bene anche a distanza. Infine, è prevista la realizzazione di una nuova riproduzione ad altissima risoluzione e fedeltà cromatica del Trionfo della Morte, finalizzata a valorizzare e trasmettere la memoria storica dell’opera. I visitatori dovranno presentarsi muniti di un documento d’identità in corso di validità.</p>
<p></p>
<p>Ipogei di Palazzo Marchesi Miqweh e pozzo medievale<br />
Nel sottosuolo di Palazzo Marchesi, nel quartiere ebraico medievale, si potrà scoprire un pozzo a canna quadrata di 78 cm, di fattura medievale o forse già del X secolo, a pochi metri da un ambiente ancora oggetto di studio e identificabile con probabilità come Miqveh: due luoghi legati all’acqua, che fanno di questi ipogei uno dei nodi principali del nuovo itinerario sotterraneo di Palermo. Se la Sinagoga era il centro visibile e culturale della comunità, il Miqveh era nascosto ma indispensabile. Era il luogo del bagno rituale di purificazione e solitamente veniva scavato molto in profondità per raggiungere le falde freatiche. Accanto alla cisterna gesuitica, sotto Palazzo Marchesi è stato rinvenuto nel 1992 un pozzo di grande interesse archeologico, collegato a una senia medievale, un ingegnoso meccanismo a trazione animale tipico della Piana di Palermo per sollevare l’acqua. È un pozzo con scala in pietra che conduce fino al fondo, simile a quello dello Steri. La sua presenza a pochi metri dal probabile Miqveh dimostra che nel quartiere ebraico l’acqua era centrale sia per l’uso rituale che per quello domestico. Per la peculiarità del luogo è possibile la formazione di code all’ingresso.</p>
<p></p>
<p>Burgio (AG)<br />
Durante le Giornate FAI d’Autunno si potrà percorrere il borgo di Burgio, piccolo gioiello della Sicilia interna situato nell’alta valle del fiume Verdura, toccando i luoghi che lo rendono un simbolo dell’artigianato Made in Italy, e non solo. Tra le tappe, la Fonderia di Campane Virgadamo, una delle botteghe più antiche d’Italia, risalente al Cinquecento, l’unica fonderia di campane attiva nel Sud Italia. I visitatori potranno scoprire antiche tecniche costruttive e toccare con mano stampi storici, oltre ad ascoltare il rintocco delle campane appena create. Aprirà poi l’Antica Bottega Caravella, gestita dalla famiglia Caravella da metà Ottocento, l’unica bottega rimasta a custodire la lavorazione storica della ceramica smaltata di Burgio, una tradizione che si è consolidata a partire dal Cinquecento grazie alla presenza di numerose cave d’argilla sul territorio. Entrare nel laboratorio significa veder nascere la ceramica, guidati dal racconto dei proprietari che condividono la memoria di un intero borgo artigiano. La bottega si trova nel centro storico, a poca distanza dal Museo della Ceramica, anch’esso visitabile. Tra le aperture imperdibili, la Chiesa e Convento dei Cappuccini, complesso edificato tra il 1634 e il 1647, uno dei massimi esempi di architettura francescana in Sicilia, celebre per ospitare il suggestivo Museo delle Mummie. Sul lato destro della navata si sviluppa il chiostro con le antiche celle dei frati, mentre sul lato sinistro si accede all’area sotterranea: la cripta custodisce 49 corpi mummificati di religiosi, nobili e benefattori locali risalenti ai secoli XVIII e XIX. A differenza di altre cripte, qui le mummie indossano i corredi funebri originali splendidamente restaurati, una sfilata di abiti settecenteschi e ottocenteschi realizzati in velluti, sete, taffettà, lini, merletti e pizzi preziosi, accompagnati da oggetti personali intatti, come monili, calze, scarpe, cappelli e rosari. Fa parte dell’itinerario Castello Peralta, il più antico monumento del borgo, nella parte più alta del paese, fulcro attorno al quale si sviluppò l’originario nucleo urbano di impronta saracena. Di impianto planimetrico rettangolare, si raggiunge attraverso una scalinata in pietra che conduce fino al cortile d’armi, oggi trasformato in un grande affaccio panoramico. Domina la sommità una maestosa Croce in ferro, simbolo del Venerdì Santo burgitano, legato alla devozione della comunità locale.</p>
<p></p>
<p>Catania<br />
Villa Zingali-Tetto<br />
Nel 1926 l&#8217;avvocato Paolo Zingali Tetto affidò la progettazione della sua dimora a Paolo Lanzerotti, raffinato progettista catanese. La costruzione terminò nel 1930 e fu abitata dall’avvocato sino alla sua morte. L’immobile, su disposizione testamentaria dello stesso avvocato, venne donato all&#8217;Università di Catania e nel 1996, con il progetto coordinato Catania-Lecce &#8211; volto al recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dei due atenei &#8211; venne destinato a Museo della Rappresentazione. Dal 2015 è parte del Sistema Museale di Ateneo. Lanzerotti disegna l&#8217;impianto planimetrico della villa con giardino all&#8217;italiana posto lateralmente e l’agrumeto nella parte retrostante. Nel progetto l&#8217;architetto recupera particolari decorativi e formali dal linguaggio barocco e neoclassico, studia la planimetria all&#8217;insegna della funzionalità, con ambienti illuminati da ampie vetrate e collegati da larghe porte a vetri en enfilade, spingendosi fino alla progettazione del mobilio. La villa si eleva su due piani con rez-de-chaussée e piano nobile, collegati da un ascensore in ferro battuto. Gli interni, riccamente decorati, sono frutto della collaborazione di Lanzerotti con gli artigiani Gaetano D’Emanuele, per soffitti e pareti, e Salvatore Gregorietti, per la realizzazione delle vetrate a piombo policrome a motivi floreali del giardino d&#8217;inverno. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno il museo aprirà al pubblico per un percorso alla scoperta della villa, delle collezioni custodite al suo interno e dei laboratori universitari. Sarà possibile ammirare il magnifico giardino d’inverno, il salone delle feste e gli ambienti privati della villa, come lo studio e la sala da pranzo, caratterizzati da grandi camini in marmo e pregiate rifiniture in legno. Il percorso prosegue con la visita alle mostre, permanenti e temporanee, allestite nelle stanze della villa, tra cui l’Archivio Progetti Francesco Fichera e il Fondo di iconografie e calcografie Giovanbattista Piranesi e minori. La visita si conclude con una passeggiata nel giardino all’italiana.</p>
<p></p>
<p>Acireale (CT)<br />
Palazzo Nicolosi di Villagrande<br />
Ingresso riservato agli Iscritti FAI<br />
L’edificio, costruito fra il 1872 ed il 1878 a opera dell’ingegnere edile Saverio Cambria per volere di Carmelo Nicolosi Pennisi, quinto Barone di Villagrande e i suoi fratelli Angelo e Sebastiano, presenta elementi di ispirazione rinascimentale, come il bugnato diamantato del piano terra. Le alte paraste che colgono due piani, concluse da capitelli jonici e da una forte trabeazione, fanno del prospetto un&#8217;opera riuscita nell&#8217;originalità dei due portoni d&#8217;ingresso simmetrici di grandi dimensioni. Alla fine degli anni Cinquanta, con la scomparsa della Baronessa Lina Asmundo di Gisira Nicolosi, il primo piano del palazzo fu oggetto di interventi edilizi ed il salone ottocentesco, oggi oggetto di visita, venne accorpato ad una parte dell’edificio che non conserva più i decori dell’impianto originario, del quale resta lo scalone.</p>
<p></p>
<p>Palagonia (CT)<br />
Parco archeologico e geologico Coste di Santa Febronia<br />
Il sito, candidato al censimento nazionale del FAI “I Luoghi del Cuore”, è la tappa principale del percorso storico-archeologico proposto a Palagonia per le Giornate FAI d’Autunno 2026, insieme alla Basilica di San Giovanni e al Pozzo Blandini. Zona archeologica di grande rilievo, esplorata da Paolo Orsi nel 1917, le Coste di Santa Febronia prendono nome dall’eremo dedicato al culto dalla santa patrona del paese, basilica rupestre risalente al VI-VII sec, principale monumento della città di Palagonia. Si tratta di un ambiente ricavato da una precedente tomba preistorica, e che attraverso varie trasformazioni venne adibito a luogo di culto. Le Coste di Santa Febronia conservano, infatti, anche notevoli resti di un villaggio databile al II millennio a.C. Le indagini condotte dai tecnici della soprintendenza di Catania hanno messo in luce i resti di una capanna con il suo ricco corredo, un lungo muro che delimitava l&#8217;abitato e che conservava i resti di un focolare e la necropoli di tombe a grotticella artificiale disposte su filari regolari, cui si accedeva attraverso sentieri intagliati nella roccia. La parete di fondo della basilica ospita un&#8217;abside, su cui sono affrescati il Cristo Pantocratore contornato da un&#8217;Annunciazione e da altre quattro figure sullo sfondo, databili intorno al XV secolo; ai lati dell&#8217;abside sono raffigurati il martirio di Santa Febronia e quello di San Bartolomeo, databili tra il XVI e il XVII secolo; mentre nella parete posta di fronte all&#8217;ingresso sono raffigurati Santa Lucia, un santo vescovo, un Angelo orante racchiuso in un tondo, Sant&#8217;Agata, Sant&#8217;Anastasia ed il peccato originale, anche questi databili tra il XVI e il XVII sec. In questa parete è ricavato anche un secondo altare con nicchia atta ad ospitare una probabile icona, mentre nella parete a destra sono intagliati gli scranni per sedersi durante l&#8217;officiatura dei riti. Tra una delle finestrelle aperte sulla parete prospettica e l&#8217;affresco di Santa Febronia si notano tracce di un altro affresco rimosso, raffigurante probabilmente San Giovanni Battista. Al centro dell&#8217;ambiente si scende attraverso alcuni gradini lapidei in un ambiente a T, nelle cui pareti sono ricavate delle nicchie con funzione di colatoi per i corpi dei monaci dopo la morte. Il processo serviva a mummificarli parzialmente. </p>
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<p>Messina<br />
Salone dei mosaici della Stazione Marittima<br />
Durante le Giornate FAI d’Autunno la Stazione Marittima di Massin offrirà la possibilità di osservare le manovre con cui i convogli vengono guidati sui binari interni delle navi tramite le storiche invasature, un rito quotidiano che dura da oltre un secolo e che muove volumi di traffico paragonabili a quelli dei grandi trafori alpini. Ma il vero cuore dell&#8217;esperienza sarà una riscoperta d’eccezione: l&#8217;opportunità esclusiva di accedere al Salone Mosaico per ammirare da vicino l&#8217;imponente Mosaico dell&#8217;Impero di Michele Cascella, gigantesca opera musiva che i lavori di restyling della stazione hanno lasciato nell&#8217;ombra per anni. La Stazione Marittima di Messina, per la posizione strategica, assume un&#8217;importanza cruciale già verso la fine dell&#8217;Ottocento. Distrutta dal terremoto del 1908 ne viene proposta la riedificazione affidando il progetto all&#8217;architetto Angiolo Mazzoni, funzionario delle Ferrovie dello Stato fin dal 1921, che realizza un&#8217;imponente opera di architettura razionalista tra il 1937 e il 1939 per gestire lo scambio tra i treni e i traghetti diretti in Calabria. Fu lo stesso architetto Mazzoni, con un promemoria del 26 aprile 1938, a sottoporre all&#8217;attenzione dell&#8217;allora Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato l&#8217;opportunità di decorare un salone della stazione con una raffigurazione musiva aderente alla tradizione siciliana. Approdo e smistamento delle navi traghetto e dei convogli ferroviari, il progetto di Mazzoni mette in relazione parti della città trasformando il complesso sistema del nodo ferroviario in un evento urbano dai forti connotati architettonici e ricco di un articolato sistema di percorsi e spazi di uso pubblico. L&#8217;opera è una cerniera funzionale con un forte impatto visivo per coloro che, arrivando dal mare a bordo dei traghetti in navigazione lungo lo Stretto di Messina, trovano sullo sfondo questa enorme “abside” di travertino d&#8217;Alcamo. Una composizione fondata essenzialmente su un sapiente assemblaggio di volumi puri che si connota attraverso il successivo alternarsi di pieni e di vuoti, di parti in luce e di parti in ombra. Il fronte principale dell&#8217;edificio è caratterizzato da un portico d&#8217;ingresso continuo sovrastato da una pensilina significativamente aggettante che riunisce in un unico organismo la stazione marittima e la stazione ferroviaria, il fabbricato viaggiatori, il fabbricato alloggi, il fabbricato impiegati, le poste e gli edifici per il funzionamento della stazione con tutte le pertinenze. Sono previste visite interattive per chi ha ridotte capacità motorie, per ipovedenti e non vedenti con l&#8217;ausilio di materiali tattili.</p>
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<p>Gela (CL)<br />
Laboratorio di restauro della “Gela II” e Museo dei Relitti<br />
Il Museo dei Relitti greci e l’attiguo laboratorio di restauro sorgono a pochi passi dal mare, all&#8217;interno dell&#8217;area archeologica di Bosco Littorio, a Gela. La nascita del museo, moderno polo di 4.000 metri quadrati incastonato in un ambiente costiero di grande fascino naturalistico e storico, è legata allo straordinario ritrovamento, avvenuto nel 1998 nei fondali del golfo di Gela, del relitto di una nave oneraria greca arcaica naufragata circa 2.500 anni fa. Dopo il delicato recupero delle strutture lignee e un complesso intervento di restauro internazionale eseguito a Portsmouth per garantirne la conservazione, lo scafo (“Gela I”) è tornato in Sicilia. L’edificio museale, avveniristica struttura espositiva progettata dalla Soprintendenza di Caltanissetta, è stato inaugurato per offrire una dimora definitiva a questa eccezionale testimonianza dei traffici commerciali e della navigazione antica nel Mediterraneo. Poco distante, a Bosco Littorio, prosegue oggi lo scavo e il restauro del relitto “Gela II”. Durante le Giornate FAI d’Autunno 2026, in via del tutto eccezionale, i visitatori potranno accedere al laboratorio dove si svolgono le attività di restauro della nave “Gela II”, normalmente chiuso al pubblico, osservando da vicino le fasi di intervento, oggi a uno stadio già avanzato. Il percorso prosegue poi al Museo dei Relitti greci, dove sarà possibile ammirare da vicino il fasciame millenario della nave “Gela I”, con il suo carico di anfore, ceramiche e lingotti di oricalco, e approfondire le ultime scoperte sul carico della nave “Gela II”.</p>
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<p>Piazza Armerina (EN)<br />
Chiesa Madonna della Neve Piazza Armerina<br />
Nel 1627 gli Agostiniani della Congregazione di Osservanza di Centorbi, insediati nel feudo di Polleri, decisero di trasferirsi nel centro della città di Piazza Armerina, nei pressi del Castello Aragonese, dove costruirono una cappella con il titolo di Maria Santissima della Neve. Tra il 1679 ed il 1680, a causa della espansione della comunità religiosa, si decise di edificare una chiesa più grande, con le forme dell’attuale edificio. Nel 1697 si eseguirono nel complesso imponenti lavori di restauro per riparare i danni del terremoto del 1693. Nel 1867 gli Agostiniani, a causa delle leggi del Regno d&#8217;Italia, vennero cacciati dal convento, che rimase abbandonato per poi crollare nel 1891. Nel 1913 il complesso divenne di proprietà delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto e la chiesa di proprietà della Parrocchia Maria Santissima delle Vittorie. La comunità religiosa iniziò i lavori di ricostruzione del convento e di restauro della chiesa. L’interno della chiesa è a unica navata longitudinale, con un coro ligneo. L&#8217;intero repertorio decorativo e iconografico degli stucchi e dei dipinti rimanda all&#8217;originaria presenza della comunità agostiniana. Alle pareti laterali si trovano due altari secondari, due per lato. Il portale presenta una cornice in pietra arenaria intagliata. Dello stesso materiale sono realizzati la nicchia al centro, sopra l&#8217;ingresso principale, e più in alto la cornice della finestra rettangolare. Il paramento murario è in conci di pietra lasciati a vista. Il paramento murario è in conci di pietra lasciati a vista. Le superfici delle pareti interne sono interamente rivestite da una ricca decorazione plastica in stucco. Col medesimo materiale sono state realizzate le macchine degli altari laterali. in controfacciata si trova una cantoria, sorretta da un grande arco. L&#8217;aula è coperta da volta a botte lunettata, rivestita da decorazioni in stucco, in continuità con l&#8217;apparato decorativo delle pareti.</p>
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<p>Siracusa<br />
Biblioteca Alagoniana e Museo Diocesano<br />
Durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare la Biblioteca, all’interno del Palazzo Arcivescovile, e il Museo Diocesano, che custodisce una collezione di arte sacra, comprendente opere pittoriche, sculture, argenti e paramenti liturgici, testimonianze della ricca tradizione spirituale e artistica della Chiesa siracusana. La Biblioteca, fondata nel 1780, fu voluta e finanziata dal vescovo Giambattista Alagona per fungere da Pubblica Libreria a servizio della gioventù siracusana. Per difendere la collezione dai furti, il vescovo emanò un severo decreto di scomunica contro chiunque sottraesse libri o manoscritti. Le collezioni si ampliarono grazie ad acquisti mirati a Napoli, come la Bibbia Poliglotta del 1652, e ai lasciti di illustri famiglie e studiosi locali. Il Museo, all&#8217;interno della settecentesca Casa degli Esercizi, fu concepito come luogo destinato agli esercizi spirituali del clero, offrendo uno spazio di ritiro e meditazione per i sacerdoti della diocesi. Ogni oggetto esposto porta con sé una valenza spirituale, oltre che storica e culturale. L’idea di un Museo Diocesano era già presente nei desideri del vescovo Bignami sin dal 1905, in coincidenza con i primi restauri della Cattedrale. Dopo un lungo cammino, il museo è divenuto oggi spazio espositivo e luogo di testimonianza, custode della fede e dell’arte della comunità siracusana.</p>
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<p>San Vito Lo Capo (TP)<br />
Faro di San Vito Lo Capo<br />
Aprirà al pubblico un bene particolare e di grande fascino, il Faro di San Vito Lo Capo, uno dei più importanti della Sicilia, che rappresenta uno dei simboli della cittadina del Trapanese. La torre si erge a 43 metri sul livello del mare. La costruzione del faro si deve al Regno Borbonico. Nella prima metà dell’Ottocento si decise di edificare numerosi punti lungo le coste del Regno delle Due Sicilie per rendere più sicura la navigazione d’altura e quella costiera. I lavori iniziarono nel 1854 e l&#8217;accensione della prima luce, con luce bianca fissa e rossa a splendori, risale al 1° agosto 1859. Le spese di costruzione furono: lire 60.231 per le opere edili, lire 31.050 per la lanterna poligonale della Ditta Lapaut, l&#8217;ottica e l&#8217;impianto illuminante e lire 142 per gli arredi. Il faro principale è dotato di una ottica rotante ed emette lampi bianchi, con un periodo di 5 secondi, con portata di 25 miglia nautiche. Il fanale emette luce rossa isofase con periodo di 4 secondi, ha una portata di 6 miglia nautiche, è visibile da 165° a 225°, e sta a segnalare la secca a nord di Capo San Vito. Il faro ed il fanale sono gestiti dal Comando Zona Fari della Marina Militare con sede in Messina (che si occupa di tutti i fari della Sicilia), e in particolare dalla Reggenza Fari e Segnalamenti marittimi di San Vito Lo Capo. La visita si compone di due parti: una prima parte, accessibile a tutti, si svolge nell&#8217;area alla base della torre del faro, dove saranno mostrati gli strumenti utilizzati nel corso del tempo per il funzionamento di questo faro e dove vengono date tutte le spiegazioni di carattere storico e tecnico. Una seconda parte prevede l’accesso alla sommità della torre dove è posizionata la lente del faro. Per raggiungere la sommità del faro sono presenti circa 200 gradini di una scala a chiocciola. La salita in cima al faro prevede alcune brevi soste, sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, vertigini, difficoltà motorie e cardiopatici. Non potranno accedere bambini piccoli e animali, anche di piccola taglia. Le visite potranno essere interrotte nel caso di condizioni meteo avverse e non idonee.</p>
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		<title>Addio a Mariuccia Sofia, volto storico di Antenna Sicilia e Telecolor. Nel 1979 lanciò i programmi delle 2 emittenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Il giornalismo siciliano è in lutto. E&#8217; morta Mariuccia Sofia, per vent&#8217;anni volto storico di Antenna Sicilia e Telecolor. Moglie di Roberto Milone, anch&#8217;egli giornalista, e madre di Daria e Gabriele, 65 anni, con Flaminia Belfiore e Marina Cosentino è stata una delle tre speaker e annunciatrici che nel 1979 lanciarono i programmi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Il giornalismo siciliano è in lutto. E&#8217; morta Mariuccia Sofia, per vent&#8217;anni volto storico di Antenna Sicilia e Telecolor. Moglie di Roberto Milone, anch&#8217;egli giornalista, e madre di Daria e Gabriele, 65 anni, con Flaminia Belfiore e Marina Cosentino è stata una delle tre speaker e annunciatrici che nel 1979 lanciarono i programmi di Antenna Sicilia. Diventata giornalista e passata a Telecolor, ha curato diverse trasmissioni molto amate dal pubblico e apprezzate dagli addetti ai lavori. Dopo aver lasciato la carriera giornalistica, era diventata medico-chirurgo ed esperta in discipline olistiche e benessere integrato. La piangono amici e pazienti, che in lei hanno sempre trovato sostegno medico e spirituale, per quel suo modo unico di cercare il lato positivo delle cose. I funerali sono stati celebrati venerdì pomeriggio nella chiesa della parrocchia Immacolata Concezione di Cannizzaro, dove era stata allestita la camera ardente.</p>
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<p><strong>IL RICORDO DEL GIA&#8217; SINDACO DI CATANIA ENZO BIANCO</strong><br />
&#8220;La scomparsa di Mariuccia Sofia lascia un vuoto profondo in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla e di condividere con lei un tratto del proprio cammino. Medico e giornalista, Mariuccia ha saputo unire nella sua vita professionale competenza, sensibilità e autentica attenzione alla persona. Due vocazioni che in lei non sono mai apparse distinte, ma profondamente legate: la cura del corpo e l&#8217;attenzione alla persona, l&#8217;impegno professionale e la passione civile, il rigore della conoscenza e la capacità di ascoltare. Ho avuto modo di apprezzarne le qualità umane e intellettuali, insieme alla sua curiosità, alla sua disponibilità e a quella particolare capacità di guardare alle cose con intelligenza e partecipazione. Mariuccia Sofia ha lasciato un segno nelle professioni che ha esercitato e, soprattutto, nelle persone che ha incontrato. È questo il patrimonio più prezioso che resta di una vita: il bene seminato, le relazioni costruite, le idee condivise, l&#8217;esempio di una presenza sempre animata dal desiderio di essere utile agli altri. Alla famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene rivolgo il mio più sincero e affettuoso cordoglio. Conserverò di Mariuccia un ricordo riconoscente e caro, nel quale resteranno vive la sua intelligenza, la sua umanità e la sua passione per la vita&#8221;.<br />
<em>Enzo Bianco</em></p>
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		<title>Sicilia terra di scommettitori: l&#8217;isola è settima in Italia. Si punta maggiormente sullo sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sicilia si colloca al settimo posto in Italia tra le regioni dove il gioco con vincite in denaro è più diffuso, secondo lo studio L’Italia che gioca 2026 realizzato da Casinos.com sulla base dei dati Istat e delle ricerche effettuate su Google. L’Isola totalizza 72,5 punti su 100, con un risultato determinato soprattutto dall’elevato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Sicilia si colloca al settimo posto in Italia tra le regioni dove il gioco con vincite in denaro è più diffuso, secondo lo studio L’Italia che gioca 2026 realizzato da Casinos.com sulla base dei dati Istat e delle ricerche effettuate su Google. L’Isola totalizza 72,5 punti su 100, con un risultato determinato soprattutto dall’elevato interesse online verso il mondo del gioco. Il dato siciliano presenta infatti una particolarità: la regione è molto più interessata al gioco nelle ricerche sul web di quanto emerga dai dati dichiarati all’Istat. Nella componente relativa alle ricerche Google la Sicilia è infatti terza in Italia, mentre scende al diciannovesimo posto considerando esclusivamente gli indicatori Istat. Lo studio di Casinos.com prende in esame otto indicatori: due relativi alla partecipazione al gioco rilevata dall’Istat e sei legati all’interesse online registrato da Google Trends. Il risultato restituisce una fotografia delle abitudini e dell’interesse degli italiani nei confronti dei giochi con vincite in denaro. Nel 2024, secondo i dati utilizzati dallo studio, il 30,4% dei siciliani dai 14 anni in su ha partecipato almeno una volta a un gioco con vincite in denaro. Si tratta di circa 1,27 milioni di persone, un numero che colloca la Sicilia al quarto posto in Italia per consistenza assoluta. La percentuale è leggermente inferiore alla media nazionale, che si attesta al 31,9%, pari a circa 16,6 milioni di persone.</p>
<p></p>
<p>Molto più contenuta è invece la quota di chi gioca con frequenza settimanale: in Sicilia riguarda appena il 3,2% della popolazione, uno dei valori più bassi registrati nel Paese. Tra coloro che dichiarano di giocare, circa sette su dieci lo fanno meno di una volta al mese, mentre soltanto uno su dieci gioca almeno una volta alla settimana. È sulle scommesse sportive che emerge uno dei dati più rilevanti per l’Isola. In Sicilia dichiara di praticarle il 5,8% della popolazione, una percentuale che vale il terzo posto nella classifica nazionale. In termini assoluti si tratta di circa 242 mila persone. Il dato supera la media complessiva relativa ai giochi con vincite in denaro e conferma una particolare attenzione dei siciliani verso il settore delle scommesse sportive. Il gioco più diffuso rimane comunque il Gratta e Vinci, al quale ha partecipato il 24,4% della popolazione siciliana, vale a dire oltre un milione di persone. Seguono Lotto e lotterie, con il 16,1%, e SuperEnalotto, con il 14,7%. Il divario tra i dati dichiarati e l’interesse manifestato online diventa ancora più evidente osservando Google Trends. La Sicilia è infatti seconda in Italia per le ricerche legate ai pronostici, terza per quelle sul SuperEnalotto e quinta per le ricerche relative alle estrazioni del Lotto. Sono proprio questi indicatori a contribuire in maniera significativa al posizionamento complessivo dell’Isola, che raggiunge il settimo posto nazionale nonostante i dati Istat la collochino nelle ultime posizioni per partecipazione e frequenza. La classifica generale vede al primo posto la Campania, con 93,7 punti, seguita dalla Calabria, con 91,8. La Sicilia, con 72,5 punti, precede diverse regioni del Centro-Nord. In fondo alla graduatoria si trova il Trentino-Alto Adige, con 40,1 punti.</p>
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		<title>Nuovo presidio sanitario h24 all&#8217;aeroporto di Catania</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/05/nuovo-presidio-sanitario-h24-allaeroporto-di-catania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Dalla mezzanotte del 1° ottobre è entrato in funzione il nuovo presidio sanitario dell&#8217;aeroporto di Catania Fontanarossa, gestito da Bourelly Health Service S.r.l. e Consorzio Sicilia. Il servizio è garantito 24 ore su 24 da medici e autisti soccorritori, con due ambulanze attrezzate. Due ambulanze e personale dedicato a Fontanarossa, per Bourelly Health [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Dalla mezzanotte del 1° ottobre è entrato in funzione il nuovo presidio sanitario dell&#8217;aeroporto di Catania Fontanarossa, gestito da Bourelly Health Service S.r.l. e Consorzio Sicilia. Il servizio è garantito 24 ore su 24 da medici e autisti soccorritori, con due ambulanze attrezzate. Due ambulanze e personale dedicato a Fontanarossa, per Bourelly Health Service è il terzo aeroporto italiano in cui opera con servizi sanitari e assistenziali. L&#8217;avvio rafforza una collaborazione già consolidata tra le due realtà in diversi appalti di trasporto infermi e presidi sanitari. Bourelly Health Service e Consorzio Sicilia, guidate da governance giovani e dinamiche, condividono una visione che affianca all&#8217;innovazione l&#8217;attenzione per il benessere dei lavoratori, da cui dipende anche la qualità del servizio. Gli interventi saranno registrati e tracciati attraverso una piattaforma digitale sviluppata internamente da Bourelly Health Service, che permetterà di monitorare le attività del presidio e di raccogliere dati utili alla sua organizzazione.</p>
<p> </p>
<p>Fontanarossa è il terzo aeroporto italiano in cui opera Bourelly Health Service. La società è presente in sei regioni con circa 400 collaboratori ed è attiva anche nei porti e presso grandi strutture pubbliche. In Sicilia il nuovo presidio ne amplia la presenza, con investimenti in mezzi e attrezzature e opportunità di lavoro per gli operatori del settore. «Siamo entusiasti di questo traguardo &#8211; dichiara Guido Bourelly, Amministratore Unico di Bourelly Health Service &#8211; l&#8217;esperienza maturata negli aeroporti ci dà le competenze per sviluppare ulteriormente quest&#8217;area di attività. Abbiamo già partecipato ad altre procedure di gara e vogliamo consolidare la presenza del Gruppo Bourelly nelle infrastrutture come gli aeroporti, porti e interporti italiani, continuando a investire nelle persone, nella qualità dei servizi e della sicurezza».</p>
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		<title>Un giovane di soli 22 anni muore nel sonno a Rosolini</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/30/un-giovane-di-soli-22-anni-muore-nel-sonno-a-rosolini-una-comunita-intera-sotto-shock/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROSOLINI &#8211; La comunità di Rosolini piange Alessio Giuga, 22 anni, trovato senza vita nel suo letto dalla nonna. Il sindaco Giovanni Spadola ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale con un lungo post su Facebook. Il sindaco ha parlato di una «morte improvvisa» che «lascia tutti sgomenti e senza parole». Le cause del decesso non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ROSOLINI &#8211; La comunità di Rosolini piange Alessio Giuga, 22 anni, trovato senza vita nel suo letto dalla nonna. Il sindaco Giovanni Spadola ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale con un lungo post su Facebook. Il sindaco ha parlato di una «morte improvvisa» che «lascia tutti sgomenti e senza parole». Le cause del decesso non sono state rese note. Non è stato comunicato se siano stati disposti accertamenti medici. Nel messaggio Spadola si è rivolto prima di tutto alla famiglia: «Mi stringo, a nome mio, dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Rosolini, alla nonna, alla famiglia e a tutti i suoi cari». Ha poi dedicato un pensiero al padre del giovane, Santino, «che in queste ore sta vivendo a sua volta una drammatica prova». La parte più lunga del post era rivolta ai ragazzi della città. «Ai nostri giovani voglio dire una cosa, con il cuore, da amico e da Sindaco», ha scritto Spadola, «non date mai per scontato il tempo, vivete, amate, inseguite i vostri sogni, state accanto alle persone che vi vogliono bene, la vita è un dono fragile e prezioso».</p>
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		<item>
		<title>Circa 600 milioni di danni nell&#8217;estate 2026 per le chiusure aeroportuali, comprese 2 milioni di giornate turistiche di 500.000 visitatori saltate</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/29/circa-600-milioni-di-danni-nellestate-appena-conclusa-per-le-chiusure-aeroportuali-comprese-2-milioni-di-giornate-turistiche-saltate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Ricerche Consumatori ha calcolato i danni procurati nel corso dell’estate dalle chiusure aeroportuali a Catania. Il conto comprende le giornate turistiche saltate a causa del blocco aeroportuale. “Si tratta di seicento milioni di euro, pari al 9% dei 6,6 miliardi di fatturato del settore turistico siciliano, spiega Claudio Melchiorre che ha coordinato la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro Ricerche Consumatori ha calcolato i danni procurati nel corso dell’estate dalle chiusure aeroportuali a Catania. Il conto comprende le giornate turistiche saltate a causa del blocco aeroportuale. “Si tratta di seicento milioni di euro, pari al 9% dei 6,6 miliardi di fatturato del settore turistico siciliano, spiega Claudio Melchiorre che ha coordinato la ricerca. Le chiusure e l’assenza di alternative al trasporto aereo, l’assenza di un piano di risposta a passeggeri e turisti hanno però avuto anche una coda grave nell’incertezza futura per le prenotazioni. “Non meno di 2 milioni di giornate turistiche sono state bruciate e almeno 500.000 turisti che avrebbero dovuto imbarcarsi su 3.000 voli che hanno subito cancellazioni e dirottamenti, difficoltà affrontate dai passeggeri in solitudine e senza supporto. In questa situazione la Sac è rimasta spesso senza bussola e non ha dato direttive. “Nell’ultimo fine settimana anche la regione è stata latitante. La prima reazione della regione siciliana è arrivata lunedì alle 10 del mattino con un annuncio di treni straordinari dall’orario inutile.” Mec, sulla base dei dati del Centro Ricerche Consumatori, ha rinnovato la richiesta di dimissioni del board della Sac e dell’assessore al turismo Alessandro Aricò. “Non è vero che non ci sono mai responsabili -afferma Melchiorre. Qui i responsabili sono chiari a tutti, tranne forse al presidente della Regione che chiude entrambi gli occhi davanti al disastro combinato da un pugno di uomini inadeguati.”</p>
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		<title>Stipendi inchiodati al palo e insufficienti rispetto al caro vita. 150 euro in più al mese in busta paga, ma per le spese ne occorrono 500</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/28/stipendi-inchiodati-al-palo-e-insufficienti-rispetto-al-caro-vita-150-euro-in-piu-al-mese-in-busta-paga-ma-per-le-spese-ne-occorrono-500/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:20:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’elaborazione di Feditalimprese mette a confronto l’evoluzione delle retribuzioni con l’aumento delle principali spese sostenute dalle famiglie italiane. Per Feditalimprese «Servono rinnovi contrattuali incisivi e il taglio del cuneo fiscale. Più risorse alle famiglie si traducono in consumi per le imprese locali». La distanza tra le entrate familiari e il costo necessario per affrontare le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’elaborazione di Feditalimprese mette a confronto l’evoluzione delle retribuzioni con l’aumento delle principali spese sostenute dalle famiglie italiane. Per Feditalimprese «Servono rinnovi contrattuali incisivi e il taglio del cuneo fiscale. Più risorse alle famiglie si traducono in consumi per le imprese locali». La distanza tra le entrate familiari e il costo necessario per affrontare le spese quotidiane è diventata sempre più difficile da sostenere. L’elaborazione realizzata da Feditalimprese, mettendo a confronto il periodo dal 2010 a oggi, evidenzia una crescita delle retribuzioni che non ha tenuto il passo con l’aumento del costo della vita e delle principali voci di spesa che gravano sui bilanci familiari. Il risultato è una progressiva riduzione del reddito realmente disponibile, con effetti non soltanto sulle famiglie, ma anche sull’economia reale e, in particolare, sulle Micro, Piccole e Medie Imprese e sui negozi di vicinato.</p>
<p></p>
<p><strong>L’illusione della busta paga: 15 anni di pressione sul potere d’acquisto</strong><br />
Negli ultimi quindici anni gli stipendi hanno registrato aumenti nominali, ma la crescita delle retribuzioni non è stata sufficiente a compensare integralmente l’aumento del costo della vita. Per molte famiglie, quindi, l’incremento della busta paga si è tradotto solo in parte in una maggiore disponibilità economica. L’elaborazione di Feditalimprese individua un incremento delle entrate mensili nell’ordine di circa 150 euro per le tipologie di lavoratori considerate, a fronte di un aumento significativamente maggiore delle principali spese necessarie alla vita quotidiana. Non si tratta naturalmente di una situazione identica per tutte le famiglie: reddito, composizione del nucleo familiare, territorio di residenza e abitudini di consumo determinano differenze anche rilevanti. Il dato vuole rappresentare una elaborazione comparativa della pressione esercitata dall’aumento dei costi sul bilancio familiare.</p>
<p></p>
<p><strong>Il peso delle spese quotidiane</strong><br />
Abitazione, utenze, alimentari, carburanti e mobilità rappresentano alcune delle principali voci che incidono sul reddito disponibile delle famiglie. Il problema, sottolinea Feditalimprese, non è quindi rappresentato esclusivamente dal prezzo del singolo prodotto o servizio, ma dalla somma degli aumenti che si concentrano ogni mese sul bilancio familiare. Quando una quota crescente dello stipendio viene assorbita dalle spese necessarie, diminuisce inevitabilmente la capacità di destinare risorse ad acquisti non essenziali. Ed è proprio qui che il problema familiare diventa anche un problema economico per le imprese. Meno disponibilità significa infatti meno acquisti di abbigliamento, meno ristorazione, meno servizi, meno tempo libero e, più in generale, minori consumi nei negozi e nelle attività del territorio.</p>
<p></p>
<p><strong>+150 euro contro circa 500 euro di maggiori costi</strong><br />
Secondo l’elaborazione comparativa di Feditalimprese, a fronte di un incremento delle entrate mensili nell’ordine di circa 150 euro, l’aumento complessivo delle principali spese considerate si colloca nell’ordine di circa 500 euro al mese. Il dato rappresenta una stima elaborata a fini comparativi e non un valore riferibile indistintamente a tutte le famiglie italiane. È tuttavia proprio questa forbice a fotografare, secondo Feditalimprese, il problema centrale: quando l’aumento dello stipendio viene rapidamente assorbito dall’incremento delle spese, il reddito disponibile non cresce nella stessa misura e la capacità di consumo si riduce. E quando i consumi rallentano, a risentirne sono soprattutto le attività che vivono della domanda interna: negozi di vicinato, botteghe, artigiani, pubblici esercizi e piccole imprese.</p>
<p></p>
<p><strong>La posizione ufficiale di Feditalimprese</strong><br />
«Può sembrare un paradosso che un’organizzazione datoriale richieda un rafforzamento delle retribuzioni dei lavoratori, ma la realtà è che economia familiare ed economia d’impresa sono due facce della stessa medaglia», dichiara Gianluca Micalizzi, Presidente Nazionale di Feditalimprese. «Se le famiglie non hanno reddito disponibile, i negozi di vicinato, le botteghe e le imprese locali non lavorano. È un meccanismo semplice: più risorse nelle tasche delle famiglie significano maggiore capacità di consumo e quindi maggiore domanda per le imprese. Servono rinnovi contrattuali incisivi, una rimodulazione seria delle tabelle salariali e interventi che consentano ai lavoratori di recuperare concretamente potere d’acquisto. Tuttavia, gli adeguamenti retributivi non possono ricadere esclusivamente sulle imprese, anch’esse alle prese con costi di gestione, energia e materie prime. Per questo è necessario un intervento strutturale sul cuneo fiscale e contributivo. Restituire liquidità reale alle famiglie significa sostenere i consumi, e sostenere i consumi significa dare ossigeno al tessuto produttivo del Paese, a partire dalle Micro, Piccole e Medie Imprese e dai negozi di vicinato.»</p>
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		<title>La nuova eruzione vulcanica dell&#8217;Etna causa l&#8217;ennesima chiusura dell&#8217;aeroporto di Catania chiuso. Già oltre 50.000 passeggeri coinvolti</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/28/la-nuova-eruzione-vulcanica-delletna-causa-lennesima-chiusura-dellaeroporto-di-catania-chiuso-gia-oltre-50-000-passeggeri-coinvolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’Etna torna a condizionare il traffico aereo in Sicilia e l’aeroporto di Catania è nuovamente costretto a fermarsi. L’intensificarsi dell’attività vulcanica ha portato alla sospensione delle operazioni sabato, con effetti immediati su partenze e arrivi e nuove difficoltà per migliaia di viaggiatori in transito nello scalo etneo. L’aeroporto di Catania ha comunicato la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/28/la-nuova-eruzione-vulcanica-delletna-causa-lennesima-chiusura-dellaeroporto-di-catania-chiuso-gia-oltre-50-000-passeggeri-coinvolti/">La nuova eruzione vulcanica dell&#8217;Etna causa l&#8217;ennesima chiusura dell&#8217;aeroporto di Catania chiuso. Già oltre 50.000 passeggeri coinvolti</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’Etna torna a condizionare il traffico aereo in Sicilia e l’aeroporto di Catania è nuovamente costretto a fermarsi. L’intensificarsi dell’attività vulcanica ha portato alla sospensione delle operazioni sabato, con effetti immediati su partenze e arrivi e nuove difficoltà per migliaia di viaggiatori in transito nello scalo etneo. L’aeroporto di Catania ha comunicato la chiusura fino alle 24 di oggi, lunedì 28 settembre. Nelle ore successive all’annuncio della chiusura, le compagnie aeree hanno iniziato a riorganizzare i collegamenti, tra cancellazioni, rinvii e dirottamenti verso aeroporti alternativi. Una situazione che rischia di avere ripercussioni non soltanto sui passeggeri in partenza da Catania, ma anche su chi deve raggiungere la Sicilia nelle prossime ore. Già 50mila passeggeri, secondo quanto ricostruito da ItaliaRimborso, hanno subito disagi dalla chiusura di sabato ad oggi. Anche in questa circostanza, come già accaduto per le chiusure del 6 e 7 luglio, dal 7 al 17 agosto e 14 e 15 settembre, l’eruzione vulcanica viene considerata una causa di forza maggiore e una circostanza eccezionale ai sensi del Regolamento Europeo 261/2004. Per questo motivo, in caso di cancellazione del volo, non è prevista la compensazione pecuniaria normalmente riconosciuta per altri disservizi aerei.</p>
<p></p>
<p>La mancanza di responsabilità della compagnia, tuttavia, non significa assenza di tutele per i viaggiatori. I vettori restano infatti tenuti ad assistere i propri passeggeri e a proporre soluzioni alternative per raggiungere la destinazione finale nel minor tempo possibile. Quando questa assistenza non viene garantita, risulta inadeguata o non accettabile, il passeggero può organizzarsi autonomamente acquistando nuovi biglietti o sostenendo ulteriori spese necessarie per completare il viaggio fino alla destinazione prefissata. Costi che possono essere successivamente richiesti alla compagnia aerea, purché siano documentati da fatture o ricevute e proporzionati rispetto alla situazione contingente. Per far fronte alla particolare situazione, Trenitalia d’intesa col Dipartimento delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti della Regione Siciliana, ha potenziato i collegamenti ferroviari. Particolare attenzione, infatti, deve essere prestata anche ai voli dirottati su altri aeroporti siciliani. In questi casi il vettore è chiamato a garantire il trasferimento dei passeggeri verso Catania o, viceversa, verso lo scalo da cui sarebbe dovuta avvenire la partenza. Qualora ciò non accada, il viaggiatore può provvedere autonomamente conservando la documentazione delle spese sostenute.</p>
<p></p>
<p>«L’ennesima chiusura dello scalo etneo dimostra quanto sia importante conoscere i propri diritti in situazioni straordinarie come un’eruzione vulcanica &#8211; commenta Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso &#8211; non è prevista alcuna compensazione pecuniaria perché siamo di fronte a una circostanza eccezionale, ma resta fermo il diritto del passeggero all’assistenza e al rimborso delle spese sostenute per raggiungere la destinazione finale. Il consiglio è quello di conservare ricevute, fatture e ogni comunicazione ricevuta dalla compagnia aerea, perché possono risultare determinanti nella successiva richiesta di rimborso». Per ottenere il rimborso delle spese sostenute è possibile contattare direttamente la compagnia aerea o una claim company come ItaliaRimborso.</p>
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		<item>
		<title>Caro carburanti, da sabato si riduce lo sconto sull&#8217;accise ed Eni annuncia un tetto ai prezzi: gasolio a 2,19 euro e benzina a 1,99. Ma si potrebbe risparmiare ancora</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/25/caro-carburanti-da-sabato-si-riduce-lo-sconto-sullaccise-ed-eni-annuncia-un-tetto-ai-prezzi-gasolio-a-219-euro-e-benzina-a-199-ma-si-potrebbe-risparmiare-ancora-confrontando-i-gestori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prezzi alle stelle dei carburanti stanno incidendo sulla vita quotidiana di quasi tutti gli italiani. E davanti alla pompa, pochi centesimi al litro possono diventare diversi euro su un pieno. Domani, però lo sconto in vigore sulle accise del diesel &#8211; attualmente pari (comprensivo dell’Iva) a 12,2 centesimi al litro &#8211; calerà a 6,1 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/25/caro-carburanti-da-sabato-si-riduce-lo-sconto-sullaccise-ed-eni-annuncia-un-tetto-ai-prezzi-gasolio-a-219-euro-e-benzina-a-199-ma-si-potrebbe-risparmiare-ancora-confrontando-i-gestori/">Caro carburanti, da sabato si riduce lo sconto sull&#8217;accise ed Eni annuncia un tetto ai prezzi: gasolio a 2,19 euro e benzina a 1,99. Ma si potrebbe risparmiare ancora</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi alle stelle dei carburanti stanno incidendo sulla vita quotidiana di quasi tutti gli italiani. E davanti alla pompa, pochi centesimi al litro possono diventare diversi euro su un pieno. Domani, però lo sconto in vigore sulle accise del diesel &#8211; attualmente pari (comprensivo dell’Iva) a 12,2 centesimi al litro &#8211; calerà a 6,1 centesimi, con il diesel che arriverà ad un soffio da 2,5 euro al litro in autostrada, e a un capello da 2,4 nelle strade normali. Per questo il nuovo limite appena annunciato da Eni per benzina e gasolio Enilive promette di contenere il prezzo. Ma per capire quanto vale occorre guardare oltre i due numeri sul cartello. Il punto decisivo è distinguere un tetto da uno sconto. Eni ha indicato per i carburanti Enilive un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina, con partenza prevista il 28 settembre 2026 e una durata iniziale di 30 giorni. La differenza annunciata rispetto ai livelli medi correnti è di circa 17 centesimi al litro. Per chi fa rifornimento, però, quel divario non equivale automaticamente a 17 centesimi risparmiati su ogni litro: il confronto dipende dal prezzo effettivo dell’impianto scelto. La misura fissa una soglia oltre la quale, nei termini in cui sarà applicata, il prezzo non dovrebbe salire. Non stabilisce che ogni distributore pratichi lo stesso prezzo, né significa che un carburante già venduto sotto la soglia debba costare di più. È una distinzione concreta: per valutare la convenienza di un pieno bisogna confrontare il prezzo esposto alla pompa con quello delle alternative disponibili nella stessa zona, non soltanto con una media generale.</p>
<p></p>
<p><strong>Quanto cambia il costo di un pieno</strong><br />
Ai massimali indicati, 50 litri di gasolio costerebbero 109,50 euro e altrettanti litri di benzina 99,50 euro. Se, e solo se, il confronto fosse con un prezzo superiore di 17 centesimi per ciascun litro, la differenza su 50 litri sarebbe di 8,50 euro. È un esempio aritmetico, non una previsione del risparmio per tutti gli automobilisti: chi trova già un prezzo inferiore al tetto non ottiene, per effetto del solo massimale, quello sconto. Il dato dei 17 centesimi richiede inoltre un riferimento preciso per diventare un confronto verificabile: quale media, rilevata quando e su quali impianti? Senza questa specificazione, è più corretto leggerlo come una misura della distanza indicata rispetto ai livelli correnti, non come una riduzione garantita sul prezzo che ogni cliente avrebbe pagato in precedenza. Il prezzo alla pompa resta il dato decisivo per il singolo rifornimento. Anche le condizioni operative contano. Prima dell’avvio sarà importante verificare a quali impianti si applichino i limiti, se riguardino sia il self service sia il servito e quali prodotti siano compresi. Le due modalità di vendita hanno prezzi distinti nelle comunicazioni dei gestori; il Ministero delle Imprese e del Made in Italy precisa, per esempio, che le medie pubblicate per benzina e gasolio prendono a riferimento il self service. In assenza di condizioni dettagliate sulla misura Enilive, non è prudente attribuire ai massimali una copertura identica per ogni modalità di rifornimento.</p>
<p></p>
<p><strong>Il confronto che serve davvero al consumatore</strong><br />
Per controllare i prezzi prima di partire, il riferimento pubblico è Osservaprezzi carburanti, il servizio del MIMIT che consente di cercare gli impianti e consultare i prezzi comunicati dai gestori. Il sistema distingue le tipologie di carburante e le forme di vendita: è quindi più utile cercare, nella zona d’interesse, lo stesso prodotto nella stessa modalità, anziché mettere a confronto un prezzo self con uno servito. Una volta sul posto, resta essenziale verificare il prezzo esposto prima di iniziare l’erogazione. Le medie pubblicate dal Ministero rispondono a una domanda diversa: descrivono i prezzi comunicati dagli impianti di un’area, ma non dicono quanto costerà necessariamente il carburante nel punto vendita più vicino. Il MIMIT presenta separatamente le medie degli impianti fuori autostrada, calcolate su base regionale o provinciale per le province autonome, e quelle della rete autostradale, calcolate su base nazionale. Questa distinzione è utile quando si cerca di capire quanto sia significativo lo scarto annunciato di 17 centesimi: una media non sostituisce il confronto fra distributori che un automobilista può effettivamente raggiungere. C’è poi una differenza fra il prezzo massimo annunciato da un operatore e un tetto imposto all’intero mercato. I limiti indicati per Enilive non vanno interpretati come un vincolo sui prezzi praticati da tutte le altre insegne. Per il cliente, dunque, non è scontato che la stazione Enilive sia la più economica: un impianto concorrente potrebbe esporre un prezzo inferiore a 1,99 euro per la benzina o a 2,19 euro per il gasolio. La possibilità di confrontare i prezzi dei singoli punti vendita è proprio una delle funzioni del servizio pubblico di rilevazione. La durata iniziale di 30 giorni definisce infine l’orizzonte dell’iniziativa, non una promessa su ciò che accadrà dopo. Non ci sono elementi sufficienti per dare per certa una proroga o anticipare i prezzi successivi. Dal 28 settembre, le verifiche più utili saranno due: controllare le condizioni effettive di applicazione comunicate da Enilive e osservare i prezzi praticati negli impianti. Solo così si potrà misurare, caso per caso, quanto il limite annunciato incida davvero sulla spesa per il carburante.</p>
<p></p>
<p><strong>Il governo non applicherà altri sconti sulle accise</strong><br />
Una cosa è certa, il governo non dovrebbe più applicare sconti sulle accise.  «Quando abbiamo fatto il primo intervento sulle accise &#8211; ha spiegato oggi Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica &#8211;  doveva durare 10-15 giorni. E purtroppo non è stato così. Sono passati ormai 6 mesi, e il bilancio dello Stato italiano non può mettere un miliardo al mese. Dobbiamo trovare un modo diverso di intervento». <em>Fonte: La Sicilia</em></p>
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		<title>La truffa dei falsi messaggi Nexi sullo smartphone. La trappola può scattare anche senza nessun link da cliccare</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/25/la-truffa-dei-falsi-messaggi-nexi-sullo-smartphone-la-trappola-puo-scattare-anche-senza-nessun-link-da-cliccare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un presunto pagamento di centinaia o migliaia di euro, l’avviso di un’operazione in corso e un numero telefonico da contattare immediatamente per bloccarla. È il meccanismo dei falsi SMS che utilizzano il nome di Nexi e che stanno arrivando sui telefoni dei cittadini. Tra i messaggi segnalati al Codacons compare, ad esempio, il seguente testo: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un presunto pagamento di centinaia o migliaia di euro, l’avviso di un’operazione in corso e un numero telefonico da contattare immediatamente per bloccarla. È il meccanismo dei falsi SMS che utilizzano il nome di Nexi e che stanno arrivando sui telefoni dei cittadini. Tra i messaggi segnalati al Codacons compare, ad esempio, il seguente testo: &#8220;Nexi. Richiesta autorizzazione Eur 4800.00 17/10 &#8211; in corso se non è stato lei a svolgere tale operazione chiama al 351*********&#8221;. Il Codacons avverte che non esiste un unico messaggio, un unico importo o un unico recapito telefonico. Le cifre indicate possono variare e cambiano anche i numeri ai quali viene chiesto di telefonare. In alcuni casi si tratta di cellulari, in altri di numerazioni fisse. Le comunicazioni possono inoltre provenire da numeri differenti rispetto a quelli indicati nel testo del messaggio. Non bisogna quindi considerare sospetto soltanto uno specifico recapito, perché numeri, importi e formulazioni possono cambiare continuamente.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Il sistema fa leva sulla paura di un addebito mai autorizzato e sull’urgenza di bloccarlo – afferma Francesco Tanasi,  giurista e Segretario Nazionale Codacons – Di fronte alla prospettiva di perdere centinaia o migliaia di euro, il destinatario può essere spinto a chiamare immediatamente il numero indicato, entrando così in contatto con chi sta tentando la frode&#8221;. La trappola &#8211; spiega Codacons &#8211; può funzionare anche senza alcun link da cliccare. Il primo contatto avviene attraverso l’SMS e la frode può poi proseguire telefonicamente. Il falso operatore può tentare di ottenere credenziali, dati della carta, password, Pin o codici Otp oppure indurre la vittima a compiere operazioni sul proprio conto.</p>
<p></p>
<p>Il Codacons raccomanda quindi di non richiamare il numero contenuto nel messaggio, sia esso mobile o fisso, e di non comunicare informazioni personali o codici di sicurezza. Qualsiasi presunta operazione deve essere verificata direttamente attraverso l’app ufficiale, l’home banking oppure contattando autonomamente la banca o il gestore della carta tramite i recapiti pubblicati sui rispettivi canali ufficiali. &#8220;Cambiano gli importi, cambiano i numeri e può cambiare anche il testo del messaggio, ma il meccanismo resta lo stesso. Non bisogna agire sotto la pressione dell’urgenza. Se viene segnalata un’operazione che non riconosciamo, occorre verificarla esclusivamente attraverso i canali ufficiali e non comunicare mai OTP, PIN, password o altri codici di sicurezza&#8221; – conclude Tanasi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caro bollette e carburanti: disegno di legge del gruppo parlamentare ControCorrente. Fondo per restituire ai siciliani quel che è giusto</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/25/caro-bollette-e-carburanti-disegno-di-legge-del-gruppo-parlamentare-controcorrente-fondo-per-restituire-ai-siciliani-cio-che-gli-spetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro bollette e carburanti: c&#8217;è un disegno di legge del gruppo parlamentare ControCorrente che verte su un fondo per restituire ai Siciliani ciò che gli spetta La proposta di legge-voto prevede che, utilizzando come parametro una quota delle accise, si costituisca un Fondo per abbassare il prezzo di carburanti ed energia per famiglie e imprese, compensando così la pressione ambientale ed ecosistemica che i siciliani subiscono a causa degli impianti petroliferi che insistono sul territorio. “Siamo tra i principali poli di raffinazione a livello nazionale e paghiamo un caro prezzo per l’impatto che queste attività producono sull’ambiente e sulla nostra salute. È un atto di giustizia: le accise prodotte in Sicilia devono restare in Sicilia. Usiamo queste risorse per creare subito un Fondo che tagli i costi di benzina ed energia a famiglie e imprese, che oggi pagano i prezzi più alti d’Italia”. A dirlo sono i deputati regionali di ControCorrente Ismaele La Vardera, Jose Marano, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo annunciando la presentazione all’Ars del disegno di legge che ha come obiettivo principale quello di mitigare il costo dell’energia e dei carburanti a beneficio esclusivo dei cittadini siciliani.</p>
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<p>“Attraverso il progetto di legge-voto &#8211; proseguono – chiediamo al Parlamento nazionale l’istituzione in seno al bilancio dello Stato di un Fondo ad hoc, parametrato alle accise generate dai prodotti energetici e petroliferi, che permetta la compensazione ambientale ed energetica a favore dei siciliani”. “La misura &#8211; precisa il gruppo parlamentare di ControCorrente &#8211; va in una direzione precisa che è quella di assicurare ai residenti in Sicilia un sostegno concreto per le spese energetiche e di mobilità. Non è una gentile concessione, si tratta piuttosto di riconoscere il contributo che l’Isola offre al sistema energetico nazionale e gli svantaggi connessi alla sua condizione insulare”. L’istituzione del Fondo nazionale e il trasferimento vincolato delle risorse alla Regione consentiranno di disciplinare e attuare la misura con apposita legge regionale. “La Sicilia che va a Roma con il cappello in mano a chiedere l’elemosina la lasciamo a questa maggioranza di centrodestra. ControCorrente intende lavorare per costruire una Sicilia diversa, a cui finalmente venga riconosciuto quanto le spetta di diritto, a cominciare dalla compensazione a fronte degli elevati costi, ambientali ed economici, che l’Isola subisce a causa degli impianti energivori e petroliferi che insistono sul nostro territorio”, concludono i deputati.</p>
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		<title>Caro energia, stangata da 700 milioni di euro per i siciliani</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/22/caro-energia-in-arrivo-una-stangata-da-700-milioni-di-euro-per-i-siciliani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre l’inflazione complessiva procede a un ritmo moderato attorno al 2,8%, i prezzi dell’energia al dettaglio accelerano a una velocità quadrupla: +11,4% a livello nazionale, sospinti dall’impennata del gas (+13,5%) e dell’elettricità (+10,1%). Se nei grandi poli industriali del Nord l’esplosione delle fatture energetiche incide per centinaia di milioni sui conti di famiglie e imprese, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l’inflazione complessiva procede a un ritmo moderato attorno al 2,8%, i prezzi dell’energia al dettaglio accelerano a una velocità quadrupla: +11,4% a livello nazionale, sospinti dall’impennata del gas (+13,5%) e dell’elettricità (+10,1%). Se nei grandi poli industriali del Nord l’esplosione delle fatture energetiche incide per centinaia di milioni sui conti di famiglie e imprese, nell’Isola l’emergenza assume contorni ancora più acuti, trasformandosi in una crisi sociale ed economica a tutto campo. Secondo stime ricavate da report territoriali e associazioni dell’artigianato, l’impatto complessivo del caro-energia in Sicilia supera i 700 milioni di euro. Un conto pesantissimo che si divide tra il tessuto produttivo e i bilanci domestici: circa 400 milioni di extra-costi gravano su piccole e medie imprese, mentre le famiglie sono chiamate a sostenere oltre 330 milioni di euro in maggiori esborsi per coprire i consumi essenziali di luce e gas. Ne deriva una contrazione immediata del potere d’acquisto e il conseguente congelamento della domanda interna.</p>
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<p>A rendere la situazione particolarmente penalizzante è il noto “paradosso energetico” siciliano. Pur essendo un nodo strategico per la produzione elettrica e l’approdo delle condotte del gas, la Regione figura come la seconda in Italia per costo più elevato dell’elettricità, preceduta soltanto dalla Sardegna. La bolletta media di una famiglia supera gli 848 euro l’anno: un onere che riflette debolezze strutturali di lunga data — forte dipendenza da fonti fossili importate, rete di trasmissione segnata da colli di bottiglia infrastrutturali, incidenza elevata degli oneri di sistema e un livello di concorrenza tra fornitori al dettaglio inferiore rispetto al resto del Paese. A pagare il prezzo più alto sono i comparti a maggiore intensità di lavoro manuale e consumo energetico: botteghe artigiane, panifici, officine meccaniche, impianti di trasformazione agroalimentare, ristorazione e piccoli laboratori manifatturieri. Stretti tra il rincaro delle materie prime e bollette raddoppiate, molti imprenditori sono costretti a rimodulare gli orari o a comprimere i volumi produttivi per evitare di trasferire integralmente gli aumenti sui prezzi finali, con il rischio concreto di perdere quote di mercato o di dover intervenire sull’occupazione.</p>
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<p>Di fronte a questa spirale, Confartigianato Sicilia, insieme alle principali sigle datoriali e sindacali regionali, ha chiesto interventi strutturali immediati al Governo nazionale e alla Regione Siciliana. Le priorità indicate comprendono una drastica riduzione degli oneri generali di sistema in bolletta, l’ampliamento dei bonus sociali per i nuclei più fragili, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas e un’accelerazione decisa degli incentivi all’autoproduzione fotovoltaica e alle comunità energetiche rinnovabili, ritenuti indispensabili per restituire competitività al territorio.</p>
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