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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 08:37:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Disagi all’aeroporto di Catania: l’emergenza Etna è finita, i diritti dei passeggeri restano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna che ha colpito la Sicilia nelle scorse settimane ha generato una delle più complesse interruzioni del traffico aereo degli ultimi anni. La chiusura dell’aeroporto di Catania dal 7 al 17 agosto, con un’operatività ridotta e variabile anche nei giorni successivi, ha costretto migliaia di viaggiatori a fronteggiare cancellazioni, riprogrammazioni improvvise, dirottamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna che ha colpito la Sicilia nelle scorse settimane ha generato una delle più complesse interruzioni del traffico aereo degli ultimi anni. La chiusura dell’aeroporto di Catania dal 7 al 17 agosto, con un’operatività ridotta e variabile anche nei giorni successivi, ha costretto migliaia di viaggiatori a fronteggiare cancellazioni, riprogrammazioni improvvise, dirottamenti su altri scali e comunicazioni arrivate a ridosso della partenza. Secondo una stima di ItaliaRimborso, oltre 350mila passeggeri sono stati coinvolti dai disservizi.<br />
Con la riapertura dello scalo e il ritorno alla piena operatività, l’emergenza può dirsi conclusa. Ma per i viaggiatori rimane un capitolo fondamentale: la tutela dei propri diritti. L’eruzione vulcanica rientra nelle circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e per questo non scatta la compensazione pecuniaria. Ciò non significa, però, che il passeggero resti privo di protezione.</p>
<p></p>
<p>Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a fornire assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi ha acquistato un nuovo biglietto, partire da un altro aeroporto, utilizzare autobus, treni o taxi per arrivare a Catania può ottenere il rimborso, facendo segnalazione entro due anni dal disservizio. Per ottenere il rimborso è essenziale conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate.</p>
<p></p>
<p>Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. La compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio fino a Catania. Se questo non è avvenuto, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza. «I passeggeri che hanno subito disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna – spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non sono stati riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli». ItaliaRimborso invita i viaggiatori a verificare la propria situazione e, se necessario, a far valere i diritti previsti dalla normativa europea. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi al servizio dedicato tramite il portale ufficiale ItaliaRimborso.</p>
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		<title>L&#8217;evocativo Faro del Plemmirio avvolto nella notte sotto il cielo di stelle attraversato da una perseide</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/19/levocativo-faro-del-plemmirio-avvolto-nella-notte-sotto-il-cielo-di-stelle-attraversato-da-una-perseide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 09:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SIRACUSA &#8211; Il magnifico scatto astrofotografico realizzato dall&#8217;appassionato Enrico Modica nella notte del 13 agosto 2026 alle ore 23:30, presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa, immortala il Faro del Plemmirio immerso nella notte, sovrastato dal cielo stellato di agosto. Nell’inquadratura sono riconoscibili le costellazioni di Andromeda, Cassiopea e Perseo, oltre alla galassia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SIRACUSA &#8211; Il magnifico scatto astrofotografico realizzato dall&#8217;appassionato Enrico Modica nella notte del 13 agosto 2026 alle ore 23:30, presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa, immortala il Faro del Plemmirio immerso nella notte, sovrastato dal cielo stellato di agosto. Nell’inquadratura sono riconoscibili le costellazioni di Andromeda, Cassiopea e Perseo, oltre alla galassia di Andromeda (M31), distante circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra. Sulla sinistra dell’immagine è inoltre visibile una Perseide, immortalata mentre attraversa il cielo con la sua breve scia luminosa. L’immagine nasce dal desiderio di mettere in relazione il paesaggio terrestre con la dimensione astronomica del cielo. Il faro, con la sua luce, rappresenta un punto di riferimento concreto e familiare della costa siracusana; sopra di esso, invece, la presenza delle stelle e della lontana M31 apre idealmente la scena verso distanze difficili persino da immaginare.</p>
<p></p>
<p>La Perseide aggiunge alla composizione un elemento completamente diverso: un istante fugace, destinato a scomparire quasi nello stesso momento in cui appare. Un breve segno luminoso che, attraverso la fotografia, rimane invece impresso nel tempo. E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di una stella cadente: da sempre la si guarda per un istante e le si affida, nel silenzio, un desiderio. Per realizzare l’immagine, Enrico Modica ha utilizzato una Nikon D750 abbinata a un obiettivo Samyang 14 mm f/2.8, con un astroinseguitore impiegato esclusivamente per gli scatti del cielo. La fotografia vuole così raccontare il Faro del Plemmirio non soltanto come elemento del paesaggio, ma come punto d’incontro tra la dimensione terrestre e quella celeste: una luce che appartiene al nostro presente accanto a quella degli astri, partita da distanze immense e giunta fino a noi dopo un viaggio attraverso il tempo. Un’immagine che testimonia ancora una volta come il territorio siciliano, e in particolare la costa siracusana, possa trasformarsi in un autentico palcoscenico naturale per l’osservazione del cielo e per l’astrofotografia.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;aeroporto di Catania condizionato dalla cenere vulcanica dell&#8217;Etna: danni per turismo e commercio. La soluzione di Cna Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/17/laeroporto-di-catania-condizionato-dalla-cenere-vulcanica-delletna-grossi-danni-per-turismo-e-commercio-la-soluzione-di-cna-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cna Sicilia interviene con forza sull&#8217;emergenza che da settimane paralizza l&#8217;aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall&#8217;attività eruttiva dell&#8217;Etna. L&#8217;ennesima interruzione operativa, che ha colpito in pieno la settimana di Ferragosto, ha provocato un danno economico senza precedenti per tutto il comparto turistico e commerciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cna Sicilia interviene con forza sull&#8217;emergenza che da settimane paralizza l&#8217;aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall&#8217;attività eruttiva dell&#8217;Etna. L&#8217;ennesima interruzione operativa, che ha colpito in pieno la settimana di Ferragosto, ha provocato un danno economico senza precedenti per tutto il comparto turistico e commerciale della Sicilia orientale. Di fronte a un fenomeno destinato a ripresentarsi, Cna Sicilia chiede alla società di gestione Sac, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, di superare la logica dell&#8217;emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l&#8217;intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente. In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici &#8220;ruote di scorta&#8221;, al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un&#8217;emergenza gestita in ordine sparso,&#8221; dichiara il Presidente di Cna Sicilia, Filippo Scivoli. &#8220;Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi. A ciò deve affiancarsi, con altrettanta urgenza, un provvedimento di ristoro immediato per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che hanno subito perdite documentate a causa delle chiusure ripetute dello scalo etneo: indennizzi per i voli cancellati, mancate presenze alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre a un credito d&#8217;imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva per evitare il tracollo di interi comparti locali&#8221;.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all&#8217;intero sistema dei collegamenti aerei dell&#8217;Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l&#8217;Etna,&#8221; aggiunge il Segretario Regionale della Cna Sicilia, Piero Giglione. &#8220;La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino. Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all&#8217;altezza di una regione che vive di turismo. Chiediamo che il Governo nazionale, la Regione Siciliana, l&#8217;Enac e i gestori aeroportuali si siedano al tavolo con le categorie economiche per definire al più presto un intervento straordinario e un fondo di ristoro per tutte le attività colpite&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un fondo regionale per rimborsare i danneggiati durante l&#8217;eruzione dell&#8217;Etna</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/17/un-fondo-regionale-per-rimborsare-i-danneggiati-durante-leruzione-delletna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dopo due settimane di disservizi e sciacallaggi è necessario chiedere scusa a tutti quelli che li hanno sofferti e rimborsarli dei danni subiti certificati o per le notti passate all’addiaccio. La Regione costituisca un fondo di duecento milioni e apra un ufficio ad hoc per chiedere scusa con atti concreti”. Ad avanzare questa proposta, Claudio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo due settimane di disservizi e sciacallaggi è necessario chiedere scusa a tutti quelli che li hanno sofferti e rimborsarli dei danni subiti certificati o per le notti passate all’addiaccio. La Regione costituisca un fondo di duecento milioni e apra un ufficio ad hoc per chiedere scusa con atti concreti”. Ad avanzare questa proposta, Claudio Melchiorre, presidente Mec. “L’immagine che abbiamo dato è terrificante. La Sicilia è stata disegnata come un luogo di incapaci, ladri, profittatori. Non siamo così e chiediamo che ci sia un’immediata azione di ristoro per chi è stato danneggiato”. Sostiene la proposta anche Socialdemocrazia Sd. Dichiara Vicky Amendolia, vicesegretario nazionale del partito: “Non solo i passeggeri, ma l’intera filiera turistica e imprenditoriale è stata danneggiata. Mancati arrivi, mancati pagamenti, impossibilità di condurre trattative o fare incontri, difficoltà a superare lo stretto. I danni dell’inazione sono stati incalcolabili e serve subito una risposta”.</p>
<p> </p>
<p>Il Movimento Elettori e Consumatori ha offerto assistenza legale a chi deve richiedere danni e rimborsi, a cominciare dai bed and breakfast. “C’è una montagna di danni per danno biologico, per vacanza rovinata, per stress, oltre ai danni emergenti, a cominciare dalla perdita di caparre o soggiorni. È giusto chiederli a chi li ha procurati. Tecnicamente, avanzeremo richieste di rimborso e indennizzo alle compagnie aeree, ma includeremo anche gli aeroporti che non hanno dato informazioni. D’altronde, in nessun aeroporto siciliano esistono punti di informazione aeroportuali o delle compagnie aeree. Trovare una figura umana che dia risposte è praticamente impossibile”. Non è normale, spiega Melchiorre: “In questa regione il concetto di continuità aziendale è conosciuto solo nelle imprese. Nella casta politica nessuno pare capire che i trasporti debbano essere garantiti in ogni momento.”</p>
<p> </p>
<p>Mec e Sd ricordano che la Regione ha a disposizione sia società di trasporto di terra che il controllo diretto sulla gestione aeroportuale, viste le gestioni commissariali e le catene proprietarie. “Nonostante tutti questi strumenti, per dieci giorni viaggiatori, consumatori e anche le imprese sono stati letteralmente lasciati in mezzo alla strada. Chiediamo le dimissioni o in alternativa la cacciata immediata di tutti i soggetti coinvolti. Ci sono danni per miliardi, rabbia diffusa e nessuna riposta istituzionale. Noi non dimenticheremo e chiederemo alla magistratura di indagare, se la politica non si assumerà concretamente la responsabilità di quel che è successo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/17/un-fondo-regionale-per-rimborsare-i-danneggiati-durante-leruzione-delletna/">Un fondo regionale per rimborsare i danneggiati durante l&#8217;eruzione dell&#8217;Etna</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/12/la-cenere-delletna-non-concede-tregua-e-insidia-anche-la-provincia-di-ragusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 14:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa, compromettendo l&#8217;attività dell&#8217;aeroporto di Comiso. Il Fontanarossa di Catania, a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo. La nube di cenere dell&#8217;Etna, in attività da giorni, continua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa, compromettendo l&#8217;attività dell&#8217;aeroporto di Comiso. Il Fontanarossa di Catania, a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo. La nube di cenere dell&#8217;Etna, in attività da giorni, continua a muoversi verso sud e sudovest. Lo fa sapere nel suo bollettino il Vaac (Volcanic Ash Advisory Center) di Tolosa, secondo cui le ceneri si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori. Intanto grosse quantità di cenere si registrano anche nel Ragusano, con tutti i disagi del caso. </p>
<p></p>
<p>La cenere vulcanica non è un semplice disagio o un fenomeno suggestivo: costituisce una minaccia reale per la sicurezza del volo. Le circolari dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ricordano che le particelle abrasive in sospensione possono ridurre drasticamente la visibilità, danneggiare le superfici esterne e, soprattutto, compromettere i motori e i sistemi di bordo degli aeromobili. Per questa ragione la Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, in coordinamento con le autorità aeronautiche, applica protocolli stringenti che prevedono la chiusura temporanea dello spazio aereo o dello scalo interessato. Per questo motivo la copiosa attività eruttiva dell’Etna, combinata con forti correnti in quota che spingono la cenere lungo i corridoi di avvicinamento, ha imposto lo stop degli aeroporti di Catania-Fontanarossa e Comiso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/12/la-cenere-delletna-non-concede-tregua-e-insidia-anche-la-provincia-di-ragusa/">La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Quasi un milione di siciliani senza banche dopo la soppressione dei servizi e la chiusura degli sportelli&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da First Cisl</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/12/quasi-un-milione-di-siciliani-senza-banche-dopo-la-soppressione-dei-servizi-e-la-chiusura-degli-sportelli-lallarme-lanciato-da-first-cisl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati relativi alla desertificazione bancaria in Sicilia sono da allarme sociale. L’aggiornamento, al 30 giugno 2026, della Fondazione Fiba di First Cisl certifica che, nella nostra regione, un milione di residenti non ha quasi più accesso ai servizi bancari. Drammatica anche la situazione per le imprese siciliane, ben 20.000 non hanno più una filiale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/12/quasi-un-milione-di-siciliani-senza-banche-dopo-la-soppressione-dei-servizi-e-la-chiusura-degli-sportelli-lallarme-lanciato-da-first-cisl/">&#8220;Quasi un milione di siciliani senza banche dopo la soppressione dei servizi e la chiusura degli sportelli&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da First Cisl</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati relativi alla <a href="https://www.firstcisl.it/osservatorio-desertificazione-bancaria/regione-sicilia/" target="_blank"><strong>desertificazione bancaria in Sicilia</strong></a> sono da allarme sociale. L’aggiornamento, al 30 giugno 2026, della Fondazione Fiba di First Cisl certifica che, nella nostra regione, un milione di residenti non ha quasi più accesso ai servizi bancari. Drammatica anche la situazione per le imprese siciliane, ben 20.000 non hanno più una filiale disponibile mentre 29.000 possono fruire di un solo sportello. Fra distanza dai mercati, carenze infrastrutturali, concorrenza, dotazione di servizi, fare economia in Sicilia è un’impresa nell’impresa. Il report cislino certifica che sul territorio isolano sono attivi 21 sportelli per ogni 100.000 abitanti: la terza peggiore media nazionale.  Il ricorso all’internet banking non compensa queste difficoltà se è vero che la Sicilia è quart’ultima per utilizzo dei servizi informatici finanziari con una percentuale del 44 per cento. Fanno peggio Basilicata, Campania, Calabria. La puntuale analisi, elaborata dalla Fondazione Fiba, su dati Banca d’Italia e Istat, è alquanto eloquente. Messina, Enna, Palermo, Agrigento sono le province con maggiore desertificazione assoluta e parziale, statistica alla quale va ad aggiungersi Catania. </p>
<p></p>
<p>“La freddezza dei numeri è disarmante – dice il Segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti –. Assistiamo ad un progressivo scivolamento che mette in difficoltà intere comunità. I servizi bancari sono reputati essenziali per questo siamo impegnati nel contrasto di un fenomeno socialmente grave. Da tempo stimoliamo la politica ad assumere iniziative utili. Come Cisl e First Cisl continuiamo a battere sulla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’attività bancaria che agisca da sentinella sul territorio. La nostra interlocuzione con Regione Sicilia continua. Va però compreso che la desertificazione bancaria è un fenomeno che non può più essere ignorato dai decisori istituzionali perché il disimpegno delle banche genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività, riduzione del reddito complicando la vita di famiglie e imprese”.</p>
<p></p>
<p>Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl inserisce il tema del risiko bancario che “non può premiare solo gli azionisti, ma deve garantire benefici a tutti gli stakeholder e valorizzare lavoratrici e lavoratori, che hanno permesso alle banche di raggiungere grandi risultati. Le operazioni straordinarie di aggregazione sono tra le cause principali di desertificazione bancaria. Ma senza filiali sui territori sono le persone più fragili, a cominciare dagli anziani, che vanno incontro ai disagi maggiori. Per questo diventa sempre più importante il ruolo delle piccole banche, come le banche di credito cooperativo, che restano ancorate ai territori”.</p>
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		<title>Spunta il pedaggio per percorrere l&#8217;autostrada Siracusa Modica: la politica si divide, ma intanto a pagare saranno sempre i cittadini</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/03/spunta-il-pedaggio-per-percorrere-lautostrada-siracusa-modica-la-politica-si-divide-ma-intanto-a-pagare-saranno-sempre-i-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dibattito sull&#8217;introduzione di un pedaggio lungo l&#8217;autostrada Siracusa Modica accende il confronto politico. Giuseppe Carta, presidente della commissione Territorio, ambiente e mobilità dell’Ars ed esponente dell&#8217;Mpa, interviene sulla questione avanzando una proposta per tutelare i cittadini del territorio. L&#8217;esponente politico ha infatti dichiarato: «Mi farò promotore di un’iniziativa per introdurre la mitigazione del costo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sull&#8217;introduzione di un pedaggio lungo l&#8217;autostrada Siracusa Modica accende il confronto politico. Giuseppe Carta, presidente della commissione Territorio, ambiente e mobilità dell’Ars ed esponente dell&#8217;Mpa, interviene sulla questione avanzando una proposta per tutelare i cittadini del territorio. L&#8217;esponente politico ha infatti dichiarato: «Mi farò promotore di un’iniziativa per introdurre la mitigazione del costo del pedaggio per i residenti dei comuni interessati. Non possiamo ignorare il fatto che questa infrastruttura (l&#8217;autostrada Siracusa-Modica) è stata realizzata con risorse pubbliche e che, ad oggi, non esiste una viabilità alternativa in termini di sicurezza per i cittadini». L&#8217;obiettivo di Carta è spingere il Cas verso una gestione che tenga in considerazione le esigenze di chi vive e lavora nella zona. A tal proposito, il parlamentare ha ribadito il suo impegno spiegando: «Lavoriamo perché venga istituito un sistema di tariffazione agevolata per i residenti, con un bigliettino a costo mitigato». Oltre agli sconti per i pendolari, Carta punta i riflettori sulla destinazione dei futuri incassi, lanciando un chiaro monito: «Vigilerò affinché le risorse derivanti dal pedaggio vengano reinvestite esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini, per migliorarne sicurezza, manutenzione ed efficienza. La mobilità non può trasformarsi in un costo aggiuntivo per chi percorre questa autostrada per lavorare, studiare o curarsi».</p>
<p></p>
<p>Di tutt&#8217;altro avviso è Fratelli d&#8217;Italia Siracusa, che boccia senza mezzi termini l&#8217;eventualità di un pagamento per il transito sull&#8217;arteria. Per il partito, la scelta di far pagare gli automobilisti è da considerarsi «profondamente sbagliata». Il coordinatore cittadino Paolo Romano sottolinea le attuali carenze dell&#8217;opera, affermando che «le criticità sono sotto gli occhi di tutti. Prima di parlare di pedaggi, è doveroso completare gli interventi, eliminare le criticità strutturali e consegnare ai cittadini un’autostrada sicura, moderna e conforme agli standard previsti». Romano solleva inoltre un forte allarme sulle possibili ripercussioni negative per la viabilità ordinaria, avvertendo che l&#8217;imposizione di una tariffa «determinerebbe lo spostamento di una consistente quota di traffico sulla strada statale 115, con il rischio di riproporre gli ingorghi che hanno per anni penalizzato cittadini, pendolari, imprese e operatori economici».</p>
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		<title>Privatizzazione Sac: conclusa la prima fase per la cessione della quota di maggioranza della società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso. Gli operatori ammessi</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/31/privatizzazione-sac-conclusa-la-prima-fase-per-la-cessione-della-quota-di-maggioranza-della-societa-di-gestione-degli-aeroporti-di-catania-e-comiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:39:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa la prima fase della procedura per la selezione di un operatore economico per la cessione una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale, di Sac, Società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso. Alla scadenza del termine fissato dall&#8217;avviso pubblico, Sac aveva ricevuto 14 manifestazioni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa la prima fase della procedura per la selezione di un operatore economico per la cessione una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale, di Sac, Società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso. Alla scadenza del termine fissato dall&#8217;avviso pubblico, Sac aveva ricevuto 14 manifestazioni di interesse, presentate da operatori economici italiani e internazionali. Completata la fase di verifica della documentazione e dei requisiti previsti, sono risultati ammessi a proseguire il percorso 10 operatori: Corporacion America Airports S.A., Royal Schiphol Group, Mundys S.p.A., Adani Airport Holdings Limited, Save S.p.A., 2I Aeroporti S.p.A., Mag Overseas Investment Ltd, Oman Airports Management Company, Macquarie European Infrastructure Fund, Vinci Airports s.a.s.</p>
<p></p>
<p>Nel corso della conferenza stampa di aggiornamento che si è tenuta presso la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, alla presenza del Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, del Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore, della Presidente e dell’Amministratore delegato di SAC, Anna Quattrone e Nico Torrisi, è stato sottolineato come l’esito della prima fase abbia confermato l&#8217;attrattività del sistema aeroportuale gestito da SAC e l&#8217;interesse del mercato nei confronti delle prospettive di crescita degli aeroporti di Catania e Comiso, infrastrutture strategiche per la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico della Sicilia. Con la comunicazione degli operatori ammessi prende ufficialmente avvio la seconda fase della procedura. I soggetti selezionati saranno invitati a partecipare alle successive fasi secondo modalità e tempistiche che verranno comunicate nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e tutela della concorrenza. L&#8217;operazione si inserisce nel percorso di rafforzamento e valorizzazione di SAC, con l&#8217;obiettivo di individuare un partner industriale qualificato in grado di sostenere lo sviluppo infrastrutturale, la competitività e la crescita del sistema aeroportuale siciliano nel lungo periodo.</p>
<p>“Il sistema aeroportuale di Catania e Comiso rappresenta un patrimonio strategico per l&#8217;intera Sicilia. L’ampia partecipazione nazionale e internazionale registrata in questa prima fase dimostra la solidità e l&#8217;attrattività di un&#8217;infrastruttura che può continuare a essere motore di sviluppo, occupazione e competitività. Il nostro compito, come istituzioni, è garantire che questo percorso produca benefici concreti per il territorio, accompagnando una crescita capace di coniugare efficienza, investimenti e interesse pubblico”, ha dichiarato Enrico Trantino, Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Catania</p>
<p></p>
<p>&#8220;La conclusione della prima fase rappresenta un passaggio significativo di un percorso che conferma l&#8217;elevato interesse manifestato per il nostro sistema aeroportuale e la fiducia nelle sue prospettive di sviluppo. Ora si apre una fase altrettanto importante, nella quale l&#8217;obiettivo sarà individuare il partner in grado di presentare il progetto industriale più solido, capace di sostenere gli investimenti necessari a rafforzare la competitività degli aeroporti di Catania e Comiso, preservandone il ruolo strategico per la Sicilia nell&#8217;interesse pubblico&#8221;, hanno dichiarato Anna Quattrone e Nico Torrisi, Presidente e Amministratore delegato di Sac.</p>
<p></p>
<p>&#8220;L&#8217;esito di questa prima fase conferma che la scelta di avviare una procedura competitiva, aperta e trasparente, è stata quella più corretta per valorizzare un&#8217;infrastruttura strategica come il sistema aeroportuale della Sicilia orientale. La Camera di Commercio continuerà a vigilare affinché ogni passaggio si svolga nel pieno rispetto delle procedure e con l&#8217;obiettivo di selezionare il partner che offra le maggiori garanzie in termini di capacità industriale, investimenti e ricadute economiche e occupazionali per il territorio. L&#8217;obiettivo non è soltanto la cessione di una quota societaria, ma la costruzione di un percorso di crescita duraturo che rafforzi la centralità della Sicilia nei collegamenti nazionali e internazionali”, ha dichiarato Antonio Belcuore, Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.</p>
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		<title>Definizione agevolata e rottamazione delle tasse automobilistiche in Sicilia: l&#8217;Ars approva la norma</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/30/definizione-agevolata-e-rottamazione-delle-tasse-automobilistiche-in-sicilia-lars-approva-la-norma-in-via-definitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato in via definitiva la norma sulla definizione agevolata delle pendenze fiscali, recependo le misure nazionali (legge n. 199 del 30 dicembre 2025, commi da 102 a 110) per l’abbattimento totale di sanzioni e interessi sulle entrate regionali e sui tributi propri non adempiuti al 31 dicembre 2025, con il termine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato in via definitiva la norma sulla definizione agevolata delle pendenze fiscali, recependo le misure nazionali (legge n. 199 del 30 dicembre 2025, commi da 102 a 110) per l’abbattimento totale di sanzioni e interessi sulle entrate regionali e sui tributi propri non adempiuti al 31 dicembre 2025, con il termine perentorio di adesione  e saldo fissato al 31 ottobre 2026. Il provvedimento, nato dall’emendamento al ddl n. 1047/A presentato nella II Commissione Bilancio e fortemente caldeggiato sin dalle prime battute dall’onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali e componente della Commissione Bilancio, in qualità di primo firmatario, taglia un traguardo fondamentale per il tessuto economico dell&#8217;Isola. “Era un intervento non più rimandabile – commenta l’Onorevole Abbate che insieme al gruppo parlamentare della DC ha voluto con decisione questa legge &#8211; fortemente richiesto da cittadini, imprese, Enti Locali e categorie produttive siciliane. Con questo voto superiamo i ritardi e le lungaggini procedurali, dando la certezza ai contribuenti di potersi mettere in regola usufruendo dello sgravio entro la scadenza del prossimo 31 ottobre”. </p>
<p></p>
<p>Un risultato cruciale evidenziato dal parlamentare riguarda lo sblocco immediato delle posizioni più complesse: “Finalmente si sbloccano quelle cartelle in cui, oltre ai tributi regionali e nazionali, erano inglobate anche le tasse automobilistiche e le concessioni governative. Questo voto mette fine a blocchi e procedure che gravavano da anni sui contribuenti siciliani, consentendo una boccata d’ossigeno concreta e chiudendo definitivamente il contenzioso. In questo momento di grande difficoltà economica delle famiglie siciliane, centinaia di miglia di contribuenti potranno utilizzare finalmente questa ultima finestra per mettersi in regola con i tributi, garantendo il pagamento della sorte capitale e non creando disparità con chi ha pagato in regola, ma avendo a disposizione una ulteriore agevolazione che può sbloccare gli incagli che hanno messo in grave difficoltà la gestione di famiglie e imprese. Inoltre darà la possibilità di chiudere contenziosi anche a tanti comuni, specialmente quelli in dissesto, che si trovavano iscritta in bilancio la sorte capitale ma non avevano le risorse per il pagamento delle sanzioni e degli interessi, creando così debiti fuori bilancio insanabili. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta, l’Assessore all’Economia dovrà emanare entro 30 giorni il decreto attuativo che permetterà agli interessati di procedere all’individuazione dei debiti per poi sanarli quando l’Assessore avrà pubblicato la procedura”. </p>
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		<item>
		<title>Le incursioni di daini e cinghiali danneggiano le aziende agricole siciliane: disegno di legge sul grave fenomeno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/28/le-incursioni-di-daini-e-cinghiali-danneggiano-le-aziende-agricole-siciliane-disegno-di-legge-per-contrastare-il-fenomeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ho presentato un disegno di legge per prevenire e contrastare i danni provocati dalla fauna selvatica. L’obiettivo è dotare la Regione di strumenti più efficaci per difendere le aziende agricole e zootecniche, sempre più colpite dalla proliferazione incontrollata di daini e cinghiali, che mettono a rischio raccolti, produzioni e investimenti”. E&#8217; quanto dichiarato da Vincenzo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ho presentato un disegno di legge per prevenire e contrastare i danni provocati dalla fauna selvatica. L’obiettivo è dotare la Regione di strumenti più efficaci per difendere le aziende agricole e zootecniche, sempre più colpite dalla proliferazione incontrollata di daini e cinghiali, che mettono a rischio raccolti, produzioni e investimenti”. E&#8217; quanto dichiarato da Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, che pochi giorni fa ha partecipato ad un tavolo tecnico all’assessorato regionale dell’Agricoltura, alla presenza di numerosi agricoltori e allevatori. Il provvedimento si affianca al bando regionale per la realizzazione di recinzioni di protezione e rappresenta un ulteriore passo avanti per garantire interventi concreti e strutturali a sostegno degli agricoltori e degli allevatori. “È una battaglia che porto avanti da anni, soprattutto per il territorio delle Madonie e che continuerò a seguire fino a quando non saranno assicurate risposte adeguate a chi vive e lavora nelle nostre campagne – aggiunge &#8211; sappiamo che il bando rappresenta un primo contributo per sostenere le aziende, ma sappiamo anche che bisogna fare ancora tanto per contrastare il fenomeno dei danni dei cinghiali. È necessario preservare i sacrifici di tanti allevatori e agricoltori che ogni giorno lavorano la terra e che, insieme con tanti altri residenti delle Madonie, vivono un territorio che da anni porta avanti questo grido d’aiuto”.   </p>
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		<title>Il 54% dei giovani non riesce a chiedere aiuto pur avendone bisogno e il 37% non si sente ascoltato</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/20/il-54-dei-giovani-non-riesce-a-chiedere-aiuto-pur-avendone-bisogno-e-il-37-non-si-sente-ascoltato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bisogno di ascolto e supporto non si interrompe durante l’estate. Per molte famiglie, infatti, i mesi estivi possono rappresentare una fase particolarmente delicata: la sospensione delle attività scolastiche e dei consueti punti di riferimento quotidiani può rendere più complesse alcune situazioni di fragilità e di difficoltà nella gestione delle relazioni familiari e dei bisogni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bisogno di ascolto e supporto non si interrompe durante l’estate. Per molte famiglie, infatti, i mesi estivi possono rappresentare una fase particolarmente delicata: la sospensione delle attività scolastiche e dei consueti punti di riferimento quotidiani può rendere più complesse alcune situazioni di fragilità e di difficoltà nella gestione delle relazioni familiari e dei bisogni dei minori. I dati dell’ultima ricerca realizzata da Meter confermano questa necessità. Sebbene il 63% dei giovani dichiari di sentirsi compreso dagli adulti, il 37% afferma di non sentirsi ascoltato o compreso nelle proprie emozioni. Ancora più significativo è il dato relativo alla richiesta di aiuto: il 54% dei ragazzi, pur avendone bisogno, non riesce a chiedere aiuto. Particolarmente allarmante è il tema del trauma. Il 22,4% degli studenti intervistati dichiara di aver vissuto un’esperienza traumatica e, tra questi, quasi uno su due (45,7%) sceglie di non parlarne con nessuno, alimentando un silenzio che rischia di aggravare il disagio. Tra coloro che trovano il coraggio di confidarsi, il primo punto di riferimento restano i genitori (38,2%), seguiti dagli amici (30,7%). Per questo motivo l’Associazione Meter continuerà a garantire l’accesso ai propri servizi anche durante il periodo estivo, sia in Sicilia, nella sede operativa di Via Maucini 13 di Pachino, che online.</p>
<p>Da quasi 40 anni Meter opera nel campo della tutela dei minori e del sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità, attraverso attività di ascolto, accompagnamento e consulenza rivolte a bambini, adolescenti e adulti. Tra i servizi disponibili: Ascolto e accoglienza, attraverso colloqui orientati alla comprensione delle situazioni di difficoltà e all’individuazione dei possibili percorsi di supporto; Accompagnamento e sostegno, per affrontare problematiche personali, familiari e relazionali; Consulenza psicologica e psicoterapia, con il coinvolgimento di professionisti specializzati. L’associazione rinnova così il proprio impegno sul territorio, garantendo continuità ai servizi anche nei mesi estivi, periodo in cui alcune reti di supporto tradizionali possono essere temporaneamente sospese. Perché il disagio non va in vacanza e nessun bambino o adolescente dovrebbe affrontarlo da solo. Per richiedere un incontro o accedere ai servizi è possibile compilare il modulo disponibile sul sito dell’associazione, cliccando direttamente <a href="https://associazionemeter.org/servizi/centro-ascolto/richiedi-consulenza/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>.</p>
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		<item>
		<title>La Regione Siciliana ha la possibilità di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni. Ok di Confcommercio</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/17/la-regione-siciliana-ha-la-possibilita-di-superare-il-limite-del-de-minimis-per-gli-incentivi-alle-assunzioni-il-plauso-di-confcommercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confcommercio Sicilia accoglie con favore il parere reso nei giorni scorsi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che apre alla possibilità per la Regione Siciliana di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 1 della legge di stabilità 2026-2028. Il riconoscimento da parte del Cga dei requisiti di autonomia istituzionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/17/la-regione-siciliana-ha-la-possibilita-di-superare-il-limite-del-de-minimis-per-gli-incentivi-alle-assunzioni-il-plauso-di-confcommercio/">La Regione Siciliana ha la possibilità di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni. Ok di Confcommercio</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confcommercio Sicilia accoglie con favore il parere reso nei giorni scorsi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che apre alla possibilità per la Regione Siciliana di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 1 della legge di stabilità 2026-2028. Il riconoscimento da parte del Cga dei requisiti di autonomia istituzionale e procedurale previsti dalla giurisprudenza europea sul cosiddetto caso Azzorre rappresenta una base giuridica solida su cui costruire, davanti alla Commissione europea, una misura applicata uniformemente sul territorio regionale e priva di carattere selettivo. Una condizione, quella del finanziamento con risorse regionali proprie, che la Regione dovrà ora dimostrare con rigore, ma che apre a una prospettiva finora preclusa alle imprese siciliane. “È un’apertura importante, che aspettavamo da tempo – dichiara Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia –. Le nostre imprese del commercio, del turismo e dei servizi operano in un contesto già segnato da salari più bassi della media nazionale e da un tessuto commerciale che, come certificano anche i dati Inps più recenti, sta perdendo occupazione. Poter superare il tetto dei 300mila euro per impresa nell’arco di tre anni significherebbe finalmente avere una leva reale per sostenere le assunzioni, specie nelle micro e piccole imprese che rappresentano oltre il 96% del nostro tessuto produttivo”.</p>
<p></p>
<p>Confcommercio Sicilia ringrazia l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, per l’impegno profuso su un dossier tecnicamente complesso ma di enorme rilevanza pratica per il sistema produttivo dell’Isola, e auspica che il governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani prosegua con la stessa determinazione nel percorso davanti alle Sezioni riunite del Consiglio di Stato e, successivamente, nel confronto con Bruxelles. “Ora la parola passa alla capacità di trasformare questa apertura giuridica in strumenti operativi – conclude Manenti –. Confcommercio Sicilia resta a disposizione della Regione per un confronto costante, affinché le risorse, quando saranno rese disponibili, arrivino davvero alle imprese che ogni giorno tengono aperte le nostre città”.</p>
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		<title>&#8220;Giù le mani dalla costa&#8221;: azione di Goletta Verde contro l&#8217;erosione costiera in Sicilia. &#8220;Per le spiagge servono strategie a lungo termine&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/14/giu-le-mani-dalla-costa-azione-di-goletta-verde-contro-lerosione-costiera-in-sicilia-per-le-spiagge-servono-strategie-a-lungo-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Goletta Verde arriva in Sicilia e come prima azione della tappa srotola lo striscione Giù le mani dalla costa per porre l’attenzione sul tema dell’erosione costiera che sta “mangiando” le spiagge dell’isola, sull’eccessiva cementificazione e sugli impatti che la crisi climatica sta avendo sui litorali e i comuni costieri. E&#8217; quanto emerge dalla 40ma edizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Goletta Verde arriva in Sicilia e come prima azione della tappa srotola lo striscione Giù le mani dalla costa per porre l’attenzione sul tema dell’erosione costiera che sta “mangiando” le spiagge dell’isola, sull’eccessiva cementificazione e sugli impatti che la crisi climatica sta avendo sui litorali e i comuni costieri. E&#8217; quanto emerge dalla 40ma edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che fino ad inizio agosto navigherà lungo la Penisola in difesa di mare e coste. Al centro il tema dell’erosione costiera, dell’eccessiva cementificazione del litorale e gli impatti della crisi climatica nel dossier “Coste siciliane alla deriva”. Tra i casi simbolo quello di Capo d’Orlando, 14,56 km² di litorale e la corsa alla saturazione di ogni spazio retro-spiaggia. Secondo Legambiente “Per proteggere le spiagge siciliane da erosione, eccessiva cementificazione e crisi climatica, servono strategie di tutela a lungo termine che non pensino solo emergenze ma che guardino a un futuro di adattamento e mitigazione. Cinque le proposte che presentiamo oggi: tutela effettiva della fascia dei 150 metri, arretramento strategico delle infrastrutture esposte, opere flessibili e reversibili, ripristino del trasporto naturale dei sedimenti, riforma della gestione del demanio e della depurazione”. Tutti temi al centro del nuovo dossier Coste siciliane alla deriva, con cui Goletta Verde apre il primo giorno di tappa in Sicilia, scattando una fotografia puntuale e avanzando cinque proposte che mettano al centro politiche di mitigazione e adattamento. Le spiagge, soprattutto in un’isola, sono un patrimonio insostituibile non solo ambientale ma anche sociale ed economico, sottolinea Legambiente, bisogna stabilire un equilibrio ecologico dal quale dipendono attività economiche, coesione sociale e prospettive di sviluppo delle comunità costiere e dell’entroterra. </p>
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<p>L’erosione costiera in Sicilia è un problema che è iniziato da decenni, non è un processo naturale, ma il risultato di scelte sbagliate che, nel tempo, hanno alterato il funzionamento degli ecosistemi costieri. Tra le cause c’è la cementificazione della fascia litoranea, la riduzione dell’apporto naturale di sedimenti da parte dei corsi d’acqua, la costruzione di porti e opere marittime che interrompono il trasporto litoraneo della sabbia e la realizzazione di interventi di difesa costiera privi di una pianificazione riferita all’intera unità fisiografica. Da non dimenticare che oggi le spiagge sono occupate anche da stabilimenti balneari, infrastrutture e attività commerciali che, pur insistendo su aree demaniali, riducono gli spazi di libera fruizione e aumentano la pressione su ambienti già estremamente fragili. Uno dei problemi è che l’aumento dell’edilizia costiera ha superato la capacità dei territori, e questo è un effetto dovuto anche al turismo stagionale e delle seconde case. In questo modo si massimizza il valore immobiliare nel breve periodo, che però trasferisce i costi ambientali e infrastrutturali sulla collettività.</p>
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<p>Capo d’Orlando incarna perfettamente la corsa alla saturazione di ogni spazio retro-spiaggia, che altera per sempre le dinamiche naturali di resilienza del litorale. Il fenomeno pone seri interrogativi etici ed economici su un territorio di soli 14,56 km². La densità abitativa attuale (circa 896 ab./km² sulla popolazione 2024/2025) è 2,3 volte più alta della media nazionale dei comuni costieri (circa 396 ab./km²). Quella potenziale, calcolata sulla base della volumetria residenziale esistente, sale a 2.600 ab./km² (6,5 volte la media nazionale). Questo modello massimizza il valore fondiario privato tramite il consumo intensivo di suolo ed esternalizza sulla collettività i costi ambientali (rischio idrogeologico) e il sottodimensionamento dei servizi pubblici. La saturazione della fascia litoranea, con la costruzione di edifici e relative infrastrutture viarie a breve distanza dalla battigia, degrada l’ambiente costiero provocando alterazione irreversibile del paesaggio, esposizione al rischio erosione, induzione della necessità di opere di difesa, inquinamento delle acque di balneazione.</p>
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<p>Fino ad oggi sono stati spesi 72,4 milioni di euro di fondi pubblici senza rimuovere alcuna causa dell’erosione per interventi in un tratto di 10 km di costa ionica messinese. Fondi spesi per danni causati da mareggiate, dall’uragano Harry, per ricostruire strade ma che non hanno risolto la situazione di degrado. Per Legambiente questo modello, che difende l’intervento puntuale ed emergenziale rispetto alla pianificazione di lungo periodo, non funziona e ogni nuovo intervento rischia di inserirsi nello stesso ciclo, rafforzandone la logica invece di interromperla. “Le spiagge siciliane hanno bisogno di un modello che guardi al futuro e non di interventi emergenziali che non risolvono le cause dell’erosione &#8211; dichiara Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia. Abbiamo formulato 5 proposte che serviranno ad intervenire sulle cause dell’erosione costiera e non sulle conseguenze. La fascia dei 150 metri dalla battigia deve essere tutelata in modo effettivo e uniforme, senza eccezioni che ne indeboliscano l’applicazione. È necessario avviare una politica di arretramento progressivo delle infrastrutture esposte. Devono essere privilegiate soluzioni reversibili e adattabili, evitando infrastrutture rigide che alterano i processi naturali. Le infrastrutture a ridosso della battigia devono essere ripensate, privilegiando sistemi arretrati e integrati con le direttrici principali dell’entroterra. E infine è fondamentale ripristinare, dove possibile, il trasporto naturale dei sedimenti compromesso dalle sistemazioni idrauliche e dalle infrastrutture. Solo attraverso un modello che sia pensato per il lungo termine abbiamo speranza di contenere e magari migliorare la situazione degradata delle coste dell’isola”.</p>
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<p>Nel report Legambiente ricorda anche come in occasione del ciclone Harry, le spiagge non occupate da strutture rigide hanno retto l’impatto delle onde senza subire alcun danno significativo. Esemplare è il caso di Nizza di Sicilia, dove il lungomare è sufficientemente arretrato da lasciare spazio alla dissipazione delle onde. Qui la spiaggia è tornata a essere come prima del ciclone, come ha osservato il professor Giovanni Randazzo, docente di dinamica dei litorali presso l’Università di Messina e nuovo presidente del Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (Gnrac). “Quando parliamo di erosione costiera la strategia che dobbiamo mettere in atto non è difesa a ogni costo ma l’adattamento &#8211; dichiara Laura Brambilla, portavoce di Goletta Verde. Goletta Verde è una campagna che si occupa della tutela delle coste a 360°, dalla depurazione alla crisi climatica, passando per l’energia rinnovabile e l’erosione costiera. Solo se accettiamo le conseguenze della crisi climatica, della cementificazione selvaggia delle coste, della pesante antropizzazione delle spiagge, soprattutto nella stagione estiva, e ci adattiamo alle conseguenze che hanno sulla costa possiamo pensare di arginare il problema dell’erosione. Dobbiamo adottare con urgenza efficaci politiche di mitigazione, promuovendo e sostenendo gli investimenti necessari ad accelerare la transizione energetica basata sulle fonti pulite e rinnovabili”.  </p>
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		<title>Terza ondata di caldo torrido in arrivo con temperature oltre 41 gradi: sarà tra le più intense di questa estate</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/08/la-terza-ondata-di-caldo-torrido-e-gia-in-arrivo-con-temperature-oltre-41-gradi-sara-tra-le-piu-intense-di-questa-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in arrivo in Italia la terza ondata di caldo africano dell&#8217;anno: sono previsti fino a 39 gradi al nord già dalle prossime ore. E l&#8217;Oms avverte: &#8220;Altre settimane letali potrebbero attendere l&#8217;Europa&#8221;. &#8220;La prossima ondata di calore si sta già formando sull&#8217;Atlantico, ha affermato il direttore generale dell&#8217;Oms Europa, Hans Henri P. Kluge, e in Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi questa settimana. Francia e Benelux si preparano a un&#8217;altra ondata di calore. Alcune zone dell&#8217;Asia centrale sono soffocate da temperature di 40 gradi&#8221;. Uno scenario che in Italia trova conferma nell&#8217;impennata dei bollini arancioni nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, il livello 2 (in una scala da 0 a 3) che indica il rischio per i più fragili. I bollini arancioni aumenteranno fino ad interessare 27 centri urbani, mentre è previsto un solo bollino rosso (massimo rischio per tutta la popolazione) a Firenze. Le elaborazioni meteorologiche confermano il rafforzamento dell&#8217;anticiclone africano sul Mediterraneo e la sua estensione che interesserà nei prossimi giorni anche il centro sud e la Sicilia.</p>
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		<title>Eruzione Etna: disagi e disservizi per i passeggeri all&#8217;aeroporto Fontanarossa di Catania. Come e quando chiedere il rimborso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna ha portato alla chiusura e alla successiva riapertura dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, con pesanti disagi e disservizi per i passeggeri. Le compagnie aeree hanno avvisato i passeggeri sulla cancellazione o sulla diversa destinazione in altro scalo, come quello Palermitano o Trapanese, o all&#8217;aeroporto di Comiso. Nonostante il vettore aereo non sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna ha portato alla chiusura e alla successiva riapertura dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, con pesanti disagi e disservizi per i passeggeri. Le compagnie aeree hanno avvisato i passeggeri sulla cancellazione o sulla diversa destinazione in altro scalo, come quello Palermitano o Trapanese, o all&#8217;aeroporto di Comiso. Nonostante il vettore aereo non sia responsabile del disservizio, e per questo motivo non spetta la compensazione pecuniaria ai passeggeri, secondo il Regolamento 261 del 2004, è previsto il rimborso delle spese extra sostenute dal viaggiatore per raggiungere la meta prefissata, qualora la stessa compagnia non abbia provveduto ad assistere il passeggero.</p>
<p></p>
<p>Il passeggero, quindi, alla ricezione della comunicazione del disagio, è libero di non accettare la riprotezione, qualora la stessa sia nei giorni successivi alla di viaggio desiderato. In questo caso, quindi, il passeggero può acquistare un nuovo biglietto aereo anche con altra compagnia in altro scalo e quindi prendere un mezzo pubblico o un taxi per raggiugere Catania. Risulta fondamentale in questo processo conservare la prenotazione originale del volo aereo per Catania, ma anche tutte le ricevute, fatture e scontrini di quanto speso per l’acquisto di ogni mezzo per raggiungere la meta inizia prefissata. Tutto ciò è necessario per richiedere il rimborso delle spese extra.</p>
<p></p>
<p>Il vettore aereo può, di comune accordo con il passeggero, decidere di operare il volo, dirottandolo in un altro aeroporto. È comunque onere della compagnia aerea fornire assistenza per raggiungere lo scalo di Catania. Anche in questo caso, qualora ciò non avvenga, il viaggiatore può sostenere costi per mezzi pubblici e/o taxi per raggiungere l’aeroporto di Catania, chiedendo successivamente il rimborso al vettore aereo. “I passeggeri che subiranno i disservizi aerei per via dell’eruzione dell’Etna – dice Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono seguire quanto disciplinato dal Regolamento Europeo 261/2004 e chiedere successivamente, qualora non riprotetti dal vettore aereo, il rimborso di tutti costi sostenuti per raggiungere Catania. Attenzione, le spese sostenute devono essere ragionevoli. I viaggiatori possono fare richiesta anche direttamente alla compagnia aerea”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/07/eruzione-etna-e-disservizi-allaeroporto-di-catania-ecco-come-e-quando-chiedere-il-rimborso/">Eruzione Etna: disagi e disservizi per i passeggeri all&#8217;aeroporto Fontanarossa di Catania. Come e quando chiedere il rimborso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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