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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Si attenua la &#8220;fuga dei cervelli&#8221; dalla Sicilia: in 5 anni sono rientrati dall&#8217;estero nell&#8217;Isola (per restare) quasi 12.000 giovani tra i 18 e i 39 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 08:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da parecchi anni, quando si parla di Sicilia e lavoro, si evidenzia sempre il fenomeno dell&#8217;emigrazione e la conseguenziale desertificazione demografica dell&#8217;isola. Il fenomeno dell&#8217;emigrazione giovanile, della cosiddetta “fuga dei cervelli” e della partenza di migliaia di ragazze e ragazzi verso altre regioni italiane e verso l&#8217;estero alla ricerca di lavoro, salari più adeguati e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/21/si-attenua-la-fuga-dei-cervelli-dalla-sicilia-in-5-anni-sono-rientrati-dallestero-nellisola-quasi-12-000-giovani-tra-i-18-e-i-39-anni/">Si attenua la &#8220;fuga dei cervelli&#8221; dalla Sicilia: in 5 anni sono rientrati dall&#8217;estero nell&#8217;Isola (per restare) quasi 12.000 giovani tra i 18 e i 39 anni</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da parecchi anni, quando si parla di Sicilia e lavoro, si evidenzia sempre il fenomeno dell&#8217;emigrazione e la conseguenziale  desertificazione demografica dell&#8217;isola. Il fenomeno dell&#8217;emigrazione giovanile, della cosiddetta “fuga dei cervelli” e della partenza di migliaia di ragazze e ragazzi verso altre regioni italiane e verso l&#8217;estero alla ricerca di lavoro, salari più adeguati e maggiori possibilità di crescita professionale, è sempre in prima linea per il futuro di questa terra. Oggi questo fenomeno, che non può essere considerato definitivamente superato, è affiancato da un nuovo significativo dato, una parte crescente dei giovani italiani che hanno fatto un&#8217;esperienza all&#8217;estero decide di rientrare in Italia e, in misura importante, anche in Sicilia.</p>
<p></p>
<p>Secondo i dati Istat, nel quinquennio 2021-2025 sono rientrati dall&#8217;estero in Italia 129.362 giovani tra i 18 e i 39 anni, con un incremento del 32,9% rispetto al quinquennio precedente.<br />
Il rapporto tra rientri ed espatri è passato da 26 rientri ogni 100 trasferimenti all&#8217;estero nel periodo 2011-2015 a 40 nel quinquennio 2021-2025. Il dato non capovolge il trend del fenomeno dell&#8217;espatrio, le partenze continuano a rappresentare un elemento importante della mobilità giovanile italiana, ma dimostra che il percorso internazionale di molti giovani non è più necessariamente un viaggio di sola andata. Ed è proprio su questo cambiamento che la Sicilia deve interrogarsi. Tra il 2021 e il 2025 sono rientrati in Sicilia 11.908 giovani tra i 18 e i 39 anni, pari al 9,2% del totale dei giovani italiani rientrati dall&#8217;estero. La Sicilia si colloca al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di giovani rimpatriati, e questo dato è un segnale che non deve essere ignorato dalla classe politica siciliana.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Come sindacato &#8211; dichiara il Segr. Dr. Andrea Monteleone &#8211; ci siamo chiesti quale sia la capacità di  di attrazione Siciliana visto che il solo mercato del lavoro, non la riesce a misurare. L&#8217;analisi del mercato del lavoro siciliano va contestualizzata integrandola con gli aspetti, famiglia, relazioni sociali, identità territoriale, clima, qualità della vita, patrimonio culturale, possibilità di conciliare lavoro e vita privata e desiderio di tornare nei luoghi di origine&#8221;. La questione, per i Dirigenti del Centro Studi Sinalp, Gaetano Bonura, Andrea Tomarchio, Nino di Martino, Stefania D&#8217;Amico, e Giuseppe Dioguardi  è riuscire a trasformare questa capacità naturale di attrazione, in una politica strutturale di permanenza, occupazione qualificata e sviluppo. In questo contesto gli incentivi fiscali e la qualità della vita assumono un peso rilevante, mentre l&#8217;opportunità di un lavoro particolarmente interessante costituisce una delle motivazioni, ma non l&#8217;unica. Un giovane può essere disposto a rinunciare ad una parte del vantaggio economico ottenuto all&#8217;estero se in cambio può ritrovare la propria famiglia, una migliore conciliazione tra vita e lavoro, un ambiente più inclusivo nel quale crescere i propri figli, e un rapporto più equilibrato tra lavoro e tempo personale. Il Centro Studi Sinalp Sicilia evidenzia che la sola nostalgia potrà far tornare un giovane in Sicilia, ma non può essere sufficiente a farlo rimanere.</p>
<p></p>
<p>Una regione può essere attrattiva per il clima, per il mare, per la famiglia e per la qualità della vita, ma se non offre lavoro qualificato, servizi efficienti, infrastrutture, mobilità, sanità, istruzione, abitazioni accessibili e possibilità di carriera, il rischio è che il rientro rimanga temporaneo. Per questo il Sinalp ritiene necessario spostare il tema da una semplice domanda, “Come facciamo a far tornare i giovani?” ad una domanda più ampia, “Come costruiamo una Sicilia nella quale un giovane possa tornare, lavorare, formarsi, creare una famiglia e costruire il proprio futuro?” La Sicilia dispone oggi anche di strumenti che possono rendere il rientro economicamente più interessante. Il Governo Regionale ha introdotto per il periodo 2026-2028 un contributo collegato all&#8217;IRPEF per chi trasferisce la residenza dall&#8217;estero in Sicilia e stabilisce il domicilio fiscale nell&#8217;Isola, prevedendo anche un rimborso pari al 50% dell&#8217;Addizionale IRPEF spettante alla Regione, fino a 100.000 euro annui per tre annualità, con una percentuale che può arrivare al 60% per determinate condizioni nei Comuni siciliani con meno di 5.000 abitanti. </p>
<p></p>
<p>La misura è inoltre subordinata all&#8217;acquisto di un immobile o alla realizzazione di specifici interventi edilizi entro i termini previsti dalla normativa. Ma l&#8217;incentivo fiscale può facilitare il ritorno ma non può sostituire la politica del lavoro e quindi la capacità di incidere sui redditi, sui servizi e sul territorio per stabilizzare la permanenza dei giovani rientranti.<br />
Altro aspetto che va attenzionato dalle forze politiche isolane è il crescente arrivo di lavoratori da remoto (Smart Working), professionisti e persone con redditi elevati che possono rappresentare un&#8217;opportunità per la Sicilia, ma può anche causare l&#8217;aumento in misura abnorme della pressione sul mercato immobiliare e sui servizi locali se non è accompagnato da politiche equilibrate. Bisogna attenzionare il rischio di realizzare una Sicilia conveniente per chi arriva dall&#8217;esterno, e contemporaneamente renderla difficile da vivere per i siciliani che hanno deciso di restare. L&#8217;obiettivo deve essere quello di creare un ecosistema favorevole a tutti, nel quale chi torna trovi condizioni migliori senza penalizzare chi ha scelto di rimanere.<br />
Gli incentivi proposti da questo Governo per chi rientra, devono essere collegati alla creazione di occupazione stabile e qualificata, privilegiando contratti a tempo indeterminato, percorsi di crescita professionale e valorizzazione delle competenze acquisite all&#8217;estero.</p>
<p></p>
<p>Il Centro Studi Sinalp ritiene essenziale far dotare la Sicilia di un sistema permanente di riconoscimento e valorizzazione delle competenze maturate all&#8217;estero, creando una banca dati di professionisti con un collegamento diretto con imprese, università, enti di ricerca e pubblica amministrazione. In merito al lavoro agile, la Regione ha già previsto strumenti destinati a favorire il radicamento economico attraverso coworking, incubatori, startup, sedi operative, laboratori, ricerca, trasferimento tecnologico e nuovi servizi, ma deve fare l&#8217;ulteriore passo attivandoli realmente. Occorre valutare programmi di recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, incentivi alla ristrutturazione, housing sociale e formule di locazione accessibile per giovani coppie, lavoratori e professionisti che rientrano. La misura fiscale regionale già collega il rientro all&#8217;acquisto o alla riqualificazione immobiliare, questo collegamento potrebbe essere accompagnato da una più ampia strategia di recupero dei centri urbani e dei piccoli comuni. È necessario rafforzare il rapporto tra Università, Ricerca, Formazione, Impresa, e Lavoro.<br />
I giovani che rientrano dall&#8217;estero possono diventare un ponte internazionale per le imprese siciliane, favorendo nuovi mercati, internazionalizzazione, innovazione e scambi con aziende e istituzioni straniere.</p>
<p></p>
<p>Le politiche per i rientranti devono essere sempre affiancate da strumenti per i giovani che invece hanno scelto di restare, evitando una quasi certa contrapposizione tra “chi torna” e “chi resta”. La Sicilia dispone di una comunità enorme di siciliani residenti all&#8217;estero che non debbono  essere considerati esclusivamente come una platea di potenziali rientranti, ma come una rete internazionale di competenze e relazioni da intercettare e collaborare. La Sicilia possiede un patrimonio umano, culturale e territoriale straordinario. I giovani che hanno vissuto e lavorato all&#8217;estero possono diventare un elemento di forza proprio perché conoscono contemporaneamente due mondi, quello siciliano e quello internazionale. Per il Sinalp questa è una sfida che riguarda il futuro del lavoro e dell&#8217;intera società siciliana, i nostri giovani non debbono tornare sol perchè la Sicilia è la loro terra, ma per una scelta libera, conveniente e sostenibile. In questo quadro il Sinalp Sicilia, dichiara il Dirigente Regionale Giuseppe Lombardo, ritiene necessario affrontare anche il tema del Ponte sullo Stretto di Messina, inserendolo però all&#8217;interno di una visione complessiva dello sviluppo dell&#8217;Isola.</p>
<p></p>
<p>Per il Sindacato il Ponte non può essere considerato soltanto un&#8217;opera viaria e ferroviaria destinata a ridurre i tempi di attraversamento dello Stretto, ma deve diventare, insieme al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e portuali, della rete autostradale, degli aeroporti, della logistica e della digitalizzazione, uno dei tasselli della definitiva integrazione della Sicilia nelle grandi reti europee dei trasporti e degli scambi commerciali. La Sicilia non deve essere considerata la periferia dell&#8217;Europa, ma l&#8217;hub naturale del Mediterraneo, una delle principali aree internazionali di transito delle merci e delle persone tra Europa, Nord Africa, Medio Oriente e Asia. La vera sfida è quindi trasformare la posizione geografica della Sicilia in infrastrutture, investimenti, occupazione e sviluppo industriale. Un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria contribuirà a superare uno dei principali limiti strutturali della Sicilia, l&#8217;insularità e la discontinuità territoriale rispetto alla rete continentale europea, trasformando l&#8217;isola in un moltiplicatore di opportunità economiche.</p>
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		<title>Tasse automolistiche: la norma Abbate è attuativa, via alle richieste per azzerare le pendenze con il fisco</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/16/tasse-automolistiche-la-norma-abbate-e-attuativa-via-alle-richieste-per-azzerare-le-pendenze-con-il-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la firma e la pubblicazione del Decreto A. n. 46 del 14 settembre 2026 da parte dell’Assessorato Regionale dell’Economia, l&#8217;iter per la definizione agevolata della riscossione in Sicilia entra ufficialmente nella sua fase operativa. Il provvedimento dà attuazione all&#8217;articolo 4 della legge regionale 4 agosto 2026, n. 27, estendendo i benefici non solo alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la firma e la pubblicazione del Decreto A. n. 46 del 14 settembre 2026 da parte dell’Assessorato Regionale dell’Economia, l&#8217;iter per la definizione agevolata della riscossione in Sicilia entra ufficialmente nella sua fase operativa. Il provvedimento dà attuazione all&#8217;articolo 4 della legge regionale 4 agosto 2026, n. 27, estendendo i benefici non solo alla tassa automobilistica ma – attraverso l&#8217;apposito Allegato B – anche agli altri tributi propri e alle entrate di natura patrimoniale della Regione Siciliana. L&#8217;iniziativa legislativa, caldeggiata e fortemente voluta dal presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars, onorevole Ignazio Abbate,  in qualità di primo firmatario della norma, rappresenta una risposta concreta alle istanze di migliaia di famiglie e contribuenti siciliani che adesso possono contare su uno strumento efficace per azzerare le pendenze con il Fisco regionale. </p>
<p></p>
<p>Il provvedimento definisce le modalità applicative per regolarizzare, entro e non oltre il 31 ottobre 2026, le posizioni debitorie relative ai tributi regionali e alle entrate patrimoniali maturate e non adempiute (in tutto o in parte) entro il 31 dicembre 2025. L&#8217;adesione alla misura agevolativa garantisce il totale sgravio e l&#8217;esclusione dall’applicazione di sanzioni e interessi. La misura si articola principalmente su due canali in base alla tipologia di entrata e di debito: la tassa automobilistica con procedure dedicate rese disponibili tramite le delegazioni Aci e le agenzie di pratiche auto autorizzate, riguardanti sia le posizioni iscritte a ruolo per gli anni d&#8217;imposta dal 2016 al 2024 sia quelle relative al 2025; gli altri tributi ed entrate patrimoniali regionali (41 voci contenute nell’Allegato B) che grazie alle disposizioni specifiche approvate dall&#8217;Assessorato dell&#8217;Economia, aprono alla regolarizzazione agevolata delle diverse voci debitorie patrimoniali e tributarie di competenza regionale. La data da cerchiare in rosso per tutti i contribuenti interessati è quella del 31 ottobre 2026. </p>
<p></p>
<p>Entro tale termine dovranno essere perfezionati tutti i pagamenti e gli adempimenti necessari per usufruire del beneficio dello stralcio di sanzioni e interessi. “La pubblicazione di questo decreto attuativo, che disciplina finalmente in modo organico non solo la tassa automobilistica ma anche le altre entrate patrimoniali e tributarie della Regione, rappresenta un traguardo importantissimo per il quale mi sono speso in prima persona all&#8217;Ars – dichiara l’onorevole Ignazio Abbate – perché vogliamo offrire un aiuto tangibile ai siciliani gravati da pendenze fiscali, dando loro l&#8217;opportunità di rimettersi in regola pagando esclusivamente la sorte capitale, senza il peso di sanzioni e interessi accumulati negli anni passati. Invito tutti i cittadini interessati a verificare tempestivamente le proprie posizioni e a usufruire di questa importante misura agevolativa entro la scadenza del prossimo 31 ottobre”.</p>
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		<item>
		<title>Valguarnera festeggia la Madonna di Fatima ospitando la statua della Madonna Pellegrina dal Santuario di Fatima in Portogallo, la stessa che guarì Padre Pio nel 1959</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/15/valguarnera-festeggia-la-madonna-di-fatima-ospitando-la-statua-della-madonna-pellegrina-dal-santuario-di-fatima-in-portogallo-la-stessa-che-guari-padre-pio-nel-1959/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valguarnera festeggia la Madonna di Fatima in occasione dell&#8217;ultima apparizione della Madonna ai 3 pastorelli avvenuta 13 ottobre 1917, che vede una grande partecipazione di fedeli. Dal 27 settembre al 4 ottobre, in occasione del Novenario della Madonna di Fatima, sarà portata la statua della Madonna Pellegrina che si trova nel Santuario di Fatima in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/15/valguarnera-festeggia-la-madonna-di-fatima-ospitando-la-statua-della-madonna-pellegrina-dal-santuario-di-fatima-in-portogallo-la-stessa-che-guari-padre-pio-nel-1959/">Valguarnera festeggia la Madonna di Fatima ospitando la statua della Madonna Pellegrina dal Santuario di Fatima in Portogallo, la stessa che guarì Padre Pio nel 1959</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Valguarnera festeggia la Madonna di Fatima in occasione dell&#8217;ultima apparizione della Madonna ai 3 pastorelli avvenuta 13 ottobre 1917, che vede una grande partecipazione di fedeli. Dal 27 settembre al 4 ottobre, in occasione del Novenario della Madonna di Fatima, sarà portata la statua della Madonna Pellegrina che si trova nel Santuario di Fatima in Portogallo. La statua sarà visibile a Valguarnera, presso la Parrocchia San Francesco di Paola, per un evento unico in Sicilia. L&#8217;idea è nata alla fine dello scorso ottobre. &#8220;Ho contattato la responsabile nazionale dell&#8217;organizzazione Mondiale della Madonna di Fatima &#8211; dichiara Don Salvatore Cumia &#8211;  la quale mi ha messo in contatto con don Vittorio De Paoli, della Diocesi di Milano, referente del Santuario di Fatima per l&#8217;Italia. Sarà lui a portare la Madonna a Valguarnera e a tenerci delle catechesi mariane. Allo stesso tempo scrissi una mail al santuario a Fatima, che mi diede il permesso di ospitare la Madonna. Il nostro vescovo ha accettato la richiesta che è stata subito spedita a Fatima. Saranno giornate piene di preghiera e di devozione. Un evento unico per la nostra città &#8211; conclude Don Cumia &#8211; e per tutta la Sicilia&#8221;. La festa della Madonna di Fatima si celebrerà a Valguarnera domenica 11 ottobre: ore 18 Santa Messa, seguirà la processione. La statua della Madonna di Fatima ha guarito Padre Pio, nel momento in cui era pellegrina a San Giovanni Rotondo, quando rischiò di morire nel 1959 a causa di una pleurite e tumore al polmone. La stessa statua sarà riportata a Fatima in Portogallo dallo stesso Don Cumia e da 45 parrocchiani dal 27 al 31 ottobre.</p>
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		<title>Scuola: in Sicilia è partito l&#8217;anno scolastico con docenti e personale in servizio. Completate le immissioni in ruolo, coperte tutte le supplenze</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/15/scuola-in-sicilia-e-partito-lanno-scolastico-con-docenti-e-personale-in-servizio-completate-le-immissioni-in-ruolo-coperte-le-supplenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al suono della prima campanella in Sicilia sono 639.929 le studentesse e gli studenti a rientrare in 34.864 classi. In tempo per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha completato le operazioni di immissione in ruolo del personale docente su posto comune e di sostegno (in totale 1.840) e per l’insegnamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/15/scuola-in-sicilia-e-partito-lanno-scolastico-con-docenti-e-personale-in-servizio-completate-le-immissioni-in-ruolo-coperte-le-supplenze/">Scuola: in Sicilia è partito l&#8217;anno scolastico con docenti e personale in servizio. Completate le immissioni in ruolo, coperte tutte le supplenze</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al suono della prima campanella in Sicilia sono 639.929 le studentesse e gli studenti a rientrare in 34.864 classi. In tempo per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha completato le operazioni di immissione in ruolo del personale docente su posto comune e di sostegno (in totale 1.840) e per l’insegnamento della Religione cattolica (268), per complessivi 2.108 nuovi docenti a tempo indeterminato. È stata inoltre coperta la totalità delle supplenze, per circa 15 mila posti, consentendo ai docenti assunti a tempo indeterminato e determinato di prendere servizio nelle istituzioni scolastiche di destinazione già dal 1° settembre 2026. Particolare attenzione è stata dedicata al sostegno: su richiesta delle famiglie sono stati confermati 5.794 docenti supplenti, assicurando così la continuità del servizio agli alunni e alle alunne con disabilità.</p>
<p></p>
<p>In fase di conclusione anche le procedure per l’assunzione di 567 unità di personale ATA, di cui 22 DSGA. A queste si aggiungono, ad oggi, 2.917 nomine di personale ATA a tempo determinato. La tempistica delle operazioni ha consentito al personale interessato di essere già presente nelle scuole di destinazione e di partecipare alle attività di programmazione, coordinamento e formazione che precedono l’avvio delle lezioni. Un risultato che garantisce la presenza in classe dei docenti fin dall’inizio delle attività didattiche. “Gli uffici della Direzione Generale e degli Ambiti Territoriali hanno lavorato con grande impegno per consentire alla scuola siciliana di avviare il nuovo anno scolastico con tutti i docenti in cattedra – dichiara il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Filippo Serra -. È un risultato significativo, che contribuisce a garantire la continuità didattica e il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, nell’interesse delle studentesse e degli studenti e per la serenità di tutto il personale della scuola”. L’Ufficio Scolastico Regionale proseguirà nelle prossime settimane l’attività di monitoraggio e supporto delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di assicurare il regolare avvio del nuovo anno e sostenere le comunità scolastiche nell’affrontare l’emergere di eventuali criticità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/15/scuola-in-sicilia-e-partito-lanno-scolastico-con-docenti-e-personale-in-servizio-completate-le-immissioni-in-ruolo-coperte-le-supplenze/">Scuola: in Sicilia è partito l&#8217;anno scolastico con docenti e personale in servizio. Completate le immissioni in ruolo, coperte tutte le supplenze</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>La truffa della carta di credito nuova che arriva per posta in sostituzione di quella scaduta: ecco come i criminali organizzano il raggiro</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/13/la-truffa-della-carta-di-credito-nuova-che-arriva-per-posta-in-sostituzione-di-quella-scaduta-ecco-come-i-criminali-organizzano-il-raggiro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 10:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>State aspettando una nuova carta di credito, di debito o prepagata perché quella precedente è scaduta o deve essere sostituita? È proprio in una situazione del genere che una telefonata apparentemente proveniente dalla banca può sembrare particolarmente credibile. Il Codacons richiama l&#8217;attenzione sui tentativi di frode che possono inserirsi in situazioni reali vissute dai consumatori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>State aspettando una nuova carta di credito, di debito o prepagata perché quella precedente è scaduta o deve essere sostituita? È proprio in una situazione del genere che una telefonata apparentemente proveniente dalla banca può sembrare particolarmente credibile. Il Codacons richiama l&#8217;attenzione sui tentativi di frode che possono inserirsi in situazioni reali vissute dai consumatori. Se una persona sta davvero aspettando una nuova carta, una telefonata che parla proprio di quella carta può facilmente abbassare il livello di attenzione. Chi chiama può presentarsi come un operatore della banca o dell&#8217;istituto emittente e cercare di ottenere informazioni riservate oppure spingere il cliente a compiere operazioni attraverso l&#8217;app. &#8220;Il pericolo sta proprio nel fatto che la telefonata può sembrare plausibile – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – se sto realmente aspettando una nuova carta e qualcuno mi chiama dicendo che c&#8217;è un problema, posso essere portato a fidarmi. Prima di fare qualsiasi cosa bisogna invece fermarsi e verificare.&#8221; Tra le tecniche utilizzate nelle frodi bancarie ci sono il vishing e lo spoofing. In alcuni casi il numero o il riferimento visualizzato sul telefono può apparire affidabile, rendendo più difficile capire subito che si tratta di un tentativo di truffa. L&#8217;obiettivo può essere quello di ottenere Pin, password e codici Otp oppure di convincere la vittima ad autorizzare un&#8217;operazione.</p>
<p></p>
<p>Pin, password e codici di autorizzazione devono sempre rimanere riservati. Se durante una telefonata vengono richiesti questi dati o viene chiesto di eseguire una procedura sull&#8217;app, la cosa più sicura è interrompere la conversazione e contattare direttamente la banca attraverso i suoi canali ufficiali. &#8220;Se la carta tarda ad arrivare, dobbiamo essere noi a contattare la banca utilizzando un recapito ufficiale – sottolinea Tanasi – non bisogna farsi condizionare dall&#8217;urgenza prospettata da chi chiama o dal numero che compare sul display.&#8221; Il fenomeno resta rilevante. Secondo i dati della Banca d&#8217;Italia relativi al 2025, le controversie sugli utilizzi fraudolenti degli strumenti di pagamento, prevalentemente relative a phishing, spoofing, smishing e vishing, hanno rappresentato il 37% del contenzioso totale dell&#8217;Arbitro Bancario Finanziario. Il Codacons invita inoltre a mantenere alta l&#8217;attenzione durante tutte le fasi che accompagnano l&#8217;arrivo di una nuova carta, dalla spedizione alla consegna fino all&#8217;attivazione. Se dovessero emergere casi nei quali i truffatori mostrino di conoscere informazioni precise su una carta realmente attesa dal cliente, sarà necessario capire come quelle informazioni siano state acquisite e approfondire l&#8217;accaduto.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Non dobbiamo mai pensare che chi conosce una nostra informazione sia automaticamente chi dice di essere. In caso di dubbio, riagganciare e richiamare personalmente la banca attraverso un numero ufficiale può evitare conseguenze molto serie.&#8221; – conclude Tanasi Chi ha ricevuto telefonate sospette mentre era in attesa di una nuova carta o ritiene di essere stato vittima di un episodio analogo può segnalarlo al Codacons tramite WhatsApp al 371 520 1706 o via e-mail a sportellocodacons@gmail.com.</p>
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		<title>La Sicilia raffina e paga, altri incassano. Prezzi dei carburanti alle stelle malgrado l&#8217;isola sia tra le maggiori piattaforme petrolifere d&#8217;Italia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/13/la-sicilia-raffina-e-paga-altri-incassano-prezzi-dei-carburanti-alle-stelle-malgrado-lisola-sia-tra-le-maggiori-piattaforme-petrolifere-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 10:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Sicilia è, suo malgrado, una delle grandi piattaforme petrolifere ed energetiche d’Italia&#8221;: comincia così una lunga nota di Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea a firma di Nicola Candido della Direzione Nazionale. &#8220;Nei porti siciliani &#8211; prosegue il comunicato &#8211; arrivano enormi quantità di greggio, nei suoi impianti viene raffinata una quota gigantesca dei prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Sicilia è, suo malgrado, una delle grandi piattaforme petrolifere ed energetiche d’Italia&#8221;: comincia così una lunga nota di Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea a firma di Nicola Candido della Direzione Nazionale. &#8220;Nei porti siciliani &#8211; prosegue il comunicato &#8211; arrivano enormi quantità di greggio, nei suoi impianti viene raffinata una quota gigantesca dei prodotti petroliferi destinati al mercato nazionale e internazionale, nei suoi territori sono concentrate infrastrutture industriali strategiche per l’intero Paese. Ma poco o quasi nulla di questa ricchezza rimane davvero in Sicilia, sebbene la retorica leghista e nordista abbia per anni inculcato nel senso comune un messaggio opposto. Nel 2023 le raffinerie siciliane di Priolo, Augusta, Milazzo e Gela hanno realizzato complessivamente circa 29,9 milioni di tonnellate di lavorazioni, pari a circa il 41,3% delle lavorazioni complessive delle raffinerie italiane (secondo il quadro statistico UNEM). È una concentrazione industriale enorme. Significa che una parte decisiva della trasformazione del petrolio in carburanti e altri prodotti energetici avviene in Sicilia. Il valore economico della filiera è gigantesco con un volume di affari di decine di miliardi di euro, ma il sistema fiscale nazionale continua a trattare quel valore come se il luogo nel quale la ricchezza viene materialmente prodotta fosse un dettaglio irrilevante.</p>
<p></p>
<p>Le accise sui prodotti energetici sono entrate erariali. Non vengono automaticamente riconosciute alla Sicilia perché il carburante è stato raffinato nell’Isola. Ma questa, sebbene da sempre sottaciuta, è una delle grandi anomalie della specialità siciliana che invece lo prevede esplicitamente nello Statuto. Lo Stato incassa, mentre alla Regione restano competenze, problemi e una parte dei costi che quella stessa industria scarica sui territori. L&#8217;accordo Stato-Regione del 2021 riconosceva esplicitamente che la partita delle accise era ancora «sin qui irrisolta» e prevedeva un percorso per affrontare la revisione complessiva delle norme finanziarie di attuazione dello Statuto. Nel maggio 2025 il governo regionale ha annunciato addirittura la riapertura del tavolo con il ministero dell&#8217;Economia per discutere nuovamente l&#8217;attuazione finanziaria degli articoli 36 e 37 dello Statuto. Sono decenni che la Sicilia aspetta l’attuazione vera dello Statuto e, quindi, della Costituzione Repubblicana. E mentre aspetta, paga.</p>
<p></p>
<p>Paga il consumo dei territori. Paga il rischio industriale. Paga l&#8217;inquinamento e le bonifiche. Paga la crisi ambientale di aree come Priolo, Melilli, Augusta, Milazzo e Gela. Paga attraverso servizi pubblici insufficienti e infrastrutture inadeguate. Paga anche quando alla pompa il prezzo dei carburanti rimane tra i più alti d&#8217;Italia. Nel settembre 2026 il prezzo medio regionale è intorno a 2,19 euro al litro per il gasolio e 2,07 euro per la benzina, tra i livelli più elevati registrati nel Paese. Paradossalmente, la Sicilia ospita, a caro prezzo, una quota enorme della raffinazione italiana e in cambio subisce prezzi del carburante alle stelle. Il grande assente dal dibattito politico, infatti, è la piena attuazione dello Statuto sebbene venga celebrato in ogni momento nei discorsi ufficiali, ma completamente disatteso nella sua sostanza finanziaria.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;articolo 37 dello Statuto &#8211; continua la nota &#8211; che ha rango costituzionale, è ben lontano dalla sua piena attuazione che continua a essere rimandata, negoziata, riscritta, subordinata ai rapporti di forza tra Palermo e Roma. Lo Statuto contiene da decenni una disciplina speciale della fiscalità regionale e la sua concreta attuazione finanziaria, compresa la controversa questione delle accise e delle entrate erariali, continua a essere oggetto di negoziazione con lo Stato. La Sicilia viene continuamente invitata a essere “responsabile”, a contenere la spesa, a contribuire al risanamento della finanza pubblica. Ma quando si tratta di riconoscere fino in fondo le risorse che lo stesso ordinamento riconosce alla Regione, improvvisamente tutto diventa complicato. Si tratta di una scelta politica e la retorica dell&#8217;autonomia differenziata è in realtà un’ipocrisia delle le Regioni del Nord, del centrosinistra e del centrodestra, che rivendicano maggiori competenze e una quota molto maggiore del gettito prodotto nei propri territori a scapito del Sud.</p>
<p></p>
<p>La Sicilia invece non deve chiedere l&#8217;elemosina a Roma, ma rivendicare ciò che le spetta, ovvero la piena e immediata attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto. Riconoscimento delle prerogative fiscali della Regione sulle attività industriali realizzate nell&#8217;Isola. Una quota adeguata delle risorse fiscali generate dalla filiera energetica. Un piano straordinario di bonifica e risanamento dei territori industriali. Investimenti pubblici nella transizione energetica. Difesa del lavoro e costruzione di nuova occupazione nelle aree della raffinazione e della petrolchimica. Naturalmente, non vogliamo semplicemente che una parte maggiore dei soldi resti a Palermo per essere distribuita secondo le vecchie logiche del potere regionale, clientelare e corrotto. Vogliamo che la ricchezza prodotta in Sicilia venga trasformata in diritti, servizi, lavoro, bonifiche e ambiente. Non per difendere all&#8217;infinito il modello fossile, ma per impedire che il conto della transizione venga scaricato ancora una volta sui lavoratori e sulle popolazioni siciliane mentre i profitti e il gettito fiscale continuano a finire altrove. La Sicilia ha ospitato per decenni una parte essenziale dell&#8217;apparato energetico italiano. Ha dato porti, territori, lavoro, infrastrutture e ambiente. Adesso deve pretendere qualcosa in cambio. Non più una Sicilia che raffina e paga mentre il potere statale incassa. Una Sicilia che pretende di decidere sulla ricchezza prodotta nel proprio territorio e di utilizzarla per cambiare il proprio modello di sviluppo. Questa non è una concessione. È una questione di giustizia sociale, di democrazia e &#8211; chiude il comunicato &#8211; di attuazione della Costituzione&#8221;.</p>
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		<title>Don Fortunato Di Noto celebra 35 anni di sacerdozio: una vita spesa per la tutela dei minori</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/03/don-fortunato-di-noto-celebra-35-anni-di-sacerdozio-una-vita-spesa-per-la-tutela-dei-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 11:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricorre oggi il 35° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter. Trentacinque anni di ministero presbiterale caratterizzati da un impegno costante a servizio delle persone più fragili e dalla salvaguardia dell&#8217;infanzia ferita. Pioniere a livello internazionale nel contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia, in particolare sul web, don [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorre oggi il 35° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter. Trentacinque anni di ministero presbiterale caratterizzati da un impegno costante a servizio delle persone più fragili e dalla salvaguardia dell&#8217;infanzia ferita. Pioniere a livello internazionale nel contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia, in particolare sul web, don Di Noto ha guidato Meter facendone un punto di riferimento apicale per le istituzioni civili, giudiziarie ed ecclesiali nel monitoraggio, nella prevenzione degli abusi e nella tutela delle vittime. «Né dentro né fuori la Chiesa possiamo voltarci dall’altra parte di fronte agli abusi sui minori», sottolinea il sacerdote nel ripercorrere questi decenni di cammino. «I bambini non hanno bisogno di parole di circostanza o di promesse vuote, ma di adulti credibili, di presenze stabili e di professionisti capaci di proteggerli davvero e ascoltare il loro grido di aiuto.». Un richiamo forte che evidenzia come la difesa dei più piccoli non rappresenti un&#8217;attività secondaria, ma il cuore stesso dell&#8217;esperienza evangelica e della responsabilità civile. In occasione di questo anniversario, la comunità si riunirà questa sera, giovedì 3 settembre, alle ore 19:30, presso la chiesa della Madonna del Carmine ad Avola (SR), dove don Fortunato presiederà una Santa Messa di ringraziamento con la presenza del Vescovo S.E. Salvatore Rumeo.</p>
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		<item>
		<title>Rivolte dei detenuti nel carcere di Cavadonna: da Ragusa 17 poliziotti penitenziari per riportare l&#8217;ordine</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/02/rivolte-dei-detenuti-nel-carcere-di-cavadonna-da-ragusa-17-poliziotti-penitenziari-per-riportare-lordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 08:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SIRACUSA – Un pomeriggio di alta tensione quello vissuto oggi all&#8217;interno della casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa. L&#8217;istituto penitenziario, già teatro due giorni fa di una violenta rivolta sfociata nel ferimento di 11 agenti, è stato sede di una nuova e accesa protesta da parte dei detenuti, rientrata solo in tarda serata grazie all&#8217;intervento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>SIRACUSA – Un pomeriggio di alta tensione quello vissuto oggi all&#8217;interno della casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa. L&#8217;istituto penitenziario, già teatro due giorni fa di una violenta rivolta sfociata nel ferimento di 11 agenti, è stato sede di una nuova e accesa protesta da parte dei detenuti, rientrata solo in tarda serata grazie all&#8217;intervento straordinario delle forze dell&#8217;ordine. Decisivo è stato il contributo del personale di Polizia Penitenziaria giunto in soccorso dalle sedi limitrofe, in particolare dalla vicina Ragusa. Su chiamata del Comandante di Reparto, Commissario Capo Claudio Iacobelli, un contingente di 17 agenti si è mobilitato immediatamente per raggiungere la struttura siracusana. Tra loro anche diversi poliziotti fuori servizio o in periodo di licenza, che non hanno esitato a rientrare anticipatamente per supportare i colleghi in difficoltà.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;operazione, coordinata con fermezza, si è protratta per diverse ore. Solo a tarda sera è stato possibile ripristinare la piena operatività, la sicurezza e il controllo all&#8217;interno dei reparti problematici. L&#8217;episodio ha evidenziato ancora una volta il profondo senso del dovere, lo spirito di sacrificio e l&#8217;elevata professionalità dimostrati dal personale di polizia penitenziaria di fronte alle continue emergenze che interessano la struttura di Cavadonna.</p>
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		<item>
		<title>Disagi all’aeroporto di Catania: l’emergenza Etna è finita, i diritti dei passeggeri restano</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/24/disagi-allaeroporto-di-catania-lemergenza-etna-e-finita-i-diritti-dei-passeggeri-restano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna che ha colpito la Sicilia nelle scorse settimane ha generato una delle più complesse interruzioni del traffico aereo degli ultimi anni. La chiusura dell’aeroporto di Catania dal 7 al 17 agosto, con un’operatività ridotta e variabile anche nei giorni successivi, ha costretto migliaia di viaggiatori a fronteggiare cancellazioni, riprogrammazioni improvvise, dirottamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna che ha colpito la Sicilia nelle scorse settimane ha generato una delle più complesse interruzioni del traffico aereo degli ultimi anni. La chiusura dell’aeroporto di Catania dal 7 al 17 agosto, con un’operatività ridotta e variabile anche nei giorni successivi, ha costretto migliaia di viaggiatori a fronteggiare cancellazioni, riprogrammazioni improvvise, dirottamenti su altri scali e comunicazioni arrivate a ridosso della partenza. Secondo una stima di ItaliaRimborso, oltre 350mila passeggeri sono stati coinvolti dai disservizi.<br />
Con la riapertura dello scalo e il ritorno alla piena operatività, l’emergenza può dirsi conclusa. Ma per i viaggiatori rimane un capitolo fondamentale: la tutela dei propri diritti. L’eruzione vulcanica rientra nelle circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e per questo non scatta la compensazione pecuniaria. Ciò non significa, però, che il passeggero resti privo di protezione.</p>
<p></p>
<p>Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a fornire assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi ha acquistato un nuovo biglietto, partire da un altro aeroporto, utilizzare autobus, treni o taxi per arrivare a Catania può ottenere il rimborso, facendo segnalazione entro due anni dal disservizio. Per ottenere il rimborso è essenziale conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate.</p>
<p></p>
<p>Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. La compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio fino a Catania. Se questo non è avvenuto, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza. «I passeggeri che hanno subito disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna – spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non sono stati riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli». ItaliaRimborso invita i viaggiatori a verificare la propria situazione e, se necessario, a far valere i diritti previsti dalla normativa europea. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi al servizio dedicato tramite il portale ufficiale ItaliaRimborso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/24/disagi-allaeroporto-di-catania-lemergenza-etna-e-finita-i-diritti-dei-passeggeri-restano/">Disagi all’aeroporto di Catania: l’emergenza Etna è finita, i diritti dei passeggeri restano</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;evocativo Faro del Plemmirio avvolto nella notte sotto il cielo di stelle attraversato da una perseide</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/19/levocativo-faro-del-plemmirio-avvolto-nella-notte-sotto-il-cielo-di-stelle-attraversato-da-una-perseide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 09:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SIRACUSA &#8211; Il magnifico scatto astrofotografico realizzato dall&#8217;appassionato Enrico Modica nella notte del 13 agosto 2026 alle ore 23:30, presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa, immortala il Faro del Plemmirio immerso nella notte, sovrastato dal cielo stellato di agosto. Nell’inquadratura sono riconoscibili le costellazioni di Andromeda, Cassiopea e Perseo, oltre alla galassia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/19/levocativo-faro-del-plemmirio-avvolto-nella-notte-sotto-il-cielo-di-stelle-attraversato-da-una-perseide/">L&#8217;evocativo Faro del Plemmirio avvolto nella notte sotto il cielo di stelle attraversato da una perseide</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SIRACUSA &#8211; Il magnifico scatto astrofotografico realizzato dall&#8217;appassionato Enrico Modica nella notte del 13 agosto 2026 alle ore 23:30, presso l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa, immortala il Faro del Plemmirio immerso nella notte, sovrastato dal cielo stellato di agosto. Nell’inquadratura sono riconoscibili le costellazioni di Andromeda, Cassiopea e Perseo, oltre alla galassia di Andromeda (M31), distante circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra. Sulla sinistra dell’immagine è inoltre visibile una Perseide, immortalata mentre attraversa il cielo con la sua breve scia luminosa. L’immagine nasce dal desiderio di mettere in relazione il paesaggio terrestre con la dimensione astronomica del cielo. Il faro, con la sua luce, rappresenta un punto di riferimento concreto e familiare della costa siracusana; sopra di esso, invece, la presenza delle stelle e della lontana M31 apre idealmente la scena verso distanze difficili persino da immaginare.</p>
<p></p>
<p>La Perseide aggiunge alla composizione un elemento completamente diverso: un istante fugace, destinato a scomparire quasi nello stesso momento in cui appare. Un breve segno luminoso che, attraverso la fotografia, rimane invece impresso nel tempo. E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di una stella cadente: da sempre la si guarda per un istante e le si affida, nel silenzio, un desiderio. Per realizzare l’immagine, Enrico Modica ha utilizzato una Nikon D750 abbinata a un obiettivo Samyang 14 mm f/2.8, con un astroinseguitore impiegato esclusivamente per gli scatti del cielo. La fotografia vuole così raccontare il Faro del Plemmirio non soltanto come elemento del paesaggio, ma come punto d’incontro tra la dimensione terrestre e quella celeste: una luce che appartiene al nostro presente accanto a quella degli astri, partita da distanze immense e giunta fino a noi dopo un viaggio attraverso il tempo. Un’immagine che testimonia ancora una volta come il territorio siciliano, e in particolare la costa siracusana, possa trasformarsi in un autentico palcoscenico naturale per l’osservazione del cielo e per l’astrofotografia.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;aeroporto di Catania condizionato dalla cenere vulcanica dell&#8217;Etna: danni per turismo e commercio. La soluzione di Cna Sicilia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/17/laeroporto-di-catania-condizionato-dalla-cenere-vulcanica-delletna-grossi-danni-per-turismo-e-commercio-la-soluzione-di-cna-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 14:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cna Sicilia interviene con forza sull&#8217;emergenza che da settimane paralizza l&#8217;aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall&#8217;attività eruttiva dell&#8217;Etna. L&#8217;ennesima interruzione operativa, che ha colpito in pieno la settimana di Ferragosto, ha provocato un danno economico senza precedenti per tutto il comparto turistico e commerciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cna Sicilia interviene con forza sull&#8217;emergenza che da settimane paralizza l&#8217;aeroporto di Catania-Fontanarossa, costretto a ripetute e prolungate chiusure a causa delle ceneri vulcaniche prodotte dall&#8217;attività eruttiva dell&#8217;Etna. L&#8217;ennesima interruzione operativa, che ha colpito in pieno la settimana di Ferragosto, ha provocato un danno economico senza precedenti per tutto il comparto turistico e commerciale della Sicilia orientale. Di fronte a un fenomeno destinato a ripresentarsi, Cna Sicilia chiede alla società di gestione Sac, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, di superare la logica dell&#8217;emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l&#8217;intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente. In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici &#8220;ruote di scorta&#8221;, al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un&#8217;emergenza gestita in ordine sparso,&#8221; dichiara il Presidente di Cna Sicilia, Filippo Scivoli. &#8220;Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi. A ciò deve affiancarsi, con altrettanta urgenza, un provvedimento di ristoro immediato per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che hanno subito perdite documentate a causa delle chiusure ripetute dello scalo etneo: indennizzi per i voli cancellati, mancate presenze alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre a un credito d&#8217;imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva per evitare il tracollo di interi comparti locali&#8221;.</p>
<p></p>
<p>&#8220;Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all&#8217;intero sistema dei collegamenti aerei dell&#8217;Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l&#8217;Etna,&#8221; aggiunge il Segretario Regionale della Cna Sicilia, Piero Giglione. &#8220;La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino. Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all&#8217;altezza di una regione che vive di turismo. Chiediamo che il Governo nazionale, la Regione Siciliana, l&#8217;Enac e i gestori aeroportuali si siedano al tavolo con le categorie economiche per definire al più presto un intervento straordinario e un fondo di ristoro per tutte le attività colpite&#8221;.</p>
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		<title>Un fondo regionale per rimborsare i danneggiati durante l&#8217;eruzione dell&#8217;Etna</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/17/un-fondo-regionale-per-rimborsare-i-danneggiati-durante-leruzione-delletna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dopo due settimane di disservizi e sciacallaggi è necessario chiedere scusa a tutti quelli che li hanno sofferti e rimborsarli dei danni subiti certificati o per le notti passate all’addiaccio. La Regione costituisca un fondo di duecento milioni e apra un ufficio ad hoc per chiedere scusa con atti concreti”. Ad avanzare questa proposta, Claudio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo due settimane di disservizi e sciacallaggi è necessario chiedere scusa a tutti quelli che li hanno sofferti e rimborsarli dei danni subiti certificati o per le notti passate all’addiaccio. La Regione costituisca un fondo di duecento milioni e apra un ufficio ad hoc per chiedere scusa con atti concreti”. Ad avanzare questa proposta, Claudio Melchiorre, presidente Mec. “L’immagine che abbiamo dato è terrificante. La Sicilia è stata disegnata come un luogo di incapaci, ladri, profittatori. Non siamo così e chiediamo che ci sia un’immediata azione di ristoro per chi è stato danneggiato”. Sostiene la proposta anche Socialdemocrazia Sd. Dichiara Vicky Amendolia, vicesegretario nazionale del partito: “Non solo i passeggeri, ma l’intera filiera turistica e imprenditoriale è stata danneggiata. Mancati arrivi, mancati pagamenti, impossibilità di condurre trattative o fare incontri, difficoltà a superare lo stretto. I danni dell’inazione sono stati incalcolabili e serve subito una risposta”.</p>
<p> </p>
<p>Il Movimento Elettori e Consumatori ha offerto assistenza legale a chi deve richiedere danni e rimborsi, a cominciare dai bed and breakfast. “C’è una montagna di danni per danno biologico, per vacanza rovinata, per stress, oltre ai danni emergenti, a cominciare dalla perdita di caparre o soggiorni. È giusto chiederli a chi li ha procurati. Tecnicamente, avanzeremo richieste di rimborso e indennizzo alle compagnie aeree, ma includeremo anche gli aeroporti che non hanno dato informazioni. D’altronde, in nessun aeroporto siciliano esistono punti di informazione aeroportuali o delle compagnie aeree. Trovare una figura umana che dia risposte è praticamente impossibile”. Non è normale, spiega Melchiorre: “In questa regione il concetto di continuità aziendale è conosciuto solo nelle imprese. Nella casta politica nessuno pare capire che i trasporti debbano essere garantiti in ogni momento.”</p>
<p> </p>
<p>Mec e Sd ricordano che la Regione ha a disposizione sia società di trasporto di terra che il controllo diretto sulla gestione aeroportuale, viste le gestioni commissariali e le catene proprietarie. “Nonostante tutti questi strumenti, per dieci giorni viaggiatori, consumatori e anche le imprese sono stati letteralmente lasciati in mezzo alla strada. Chiediamo le dimissioni o in alternativa la cacciata immediata di tutti i soggetti coinvolti. Ci sono danni per miliardi, rabbia diffusa e nessuna riposta istituzionale. Noi non dimenticheremo e chiederemo alla magistratura di indagare, se la politica non si assumerà concretamente la responsabilità di quel che è successo”.</p>
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		<title>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/12/la-cenere-delletna-non-concede-tregua-e-insidia-anche-la-provincia-di-ragusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 14:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa, compromettendo l&#8217;attività dell&#8217;aeroporto di Comiso. Il Fontanarossa di Catania, a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo. La nube di cenere dell&#8217;Etna, in attività da giorni, continua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cenere dell&#8217;Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa, compromettendo l&#8217;attività dell&#8217;aeroporto di Comiso. Il Fontanarossa di Catania, a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo. La nube di cenere dell&#8217;Etna, in attività da giorni, continua a muoversi verso sud e sudovest. Lo fa sapere nel suo bollettino il Vaac (Volcanic Ash Advisory Center) di Tolosa, secondo cui le ceneri si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori. Intanto grosse quantità di cenere si registrano anche nel Ragusano, con tutti i disagi del caso. </p>
<p></p>
<p>La cenere vulcanica non è un semplice disagio o un fenomeno suggestivo: costituisce una minaccia reale per la sicurezza del volo. Le circolari dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ricordano che le particelle abrasive in sospensione possono ridurre drasticamente la visibilità, danneggiare le superfici esterne e, soprattutto, compromettere i motori e i sistemi di bordo degli aeromobili. Per questa ragione la Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, in coordinamento con le autorità aeronautiche, applica protocolli stringenti che prevedono la chiusura temporanea dello spazio aereo o dello scalo interessato. Per questo motivo la copiosa attività eruttiva dell’Etna, combinata con forti correnti in quota che spingono la cenere lungo i corridoi di avvicinamento, ha imposto lo stop degli aeroporti di Catania-Fontanarossa e Comiso.</p>
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		<title>&#8220;Quasi un milione di siciliani senza banche dopo la soppressione dei servizi e la chiusura degli sportelli&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da First Cisl</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/12/quasi-un-milione-di-siciliani-senza-banche-dopo-la-soppressione-dei-servizi-e-la-chiusura-degli-sportelli-lallarme-lanciato-da-first-cisl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati relativi alla desertificazione bancaria in Sicilia sono da allarme sociale. L’aggiornamento, al 30 giugno 2026, della Fondazione Fiba di First Cisl certifica che, nella nostra regione, un milione di residenti non ha quasi più accesso ai servizi bancari. Drammatica anche la situazione per le imprese siciliane, ben 20.000 non hanno più una filiale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/12/quasi-un-milione-di-siciliani-senza-banche-dopo-la-soppressione-dei-servizi-e-la-chiusura-degli-sportelli-lallarme-lanciato-da-first-cisl/">&#8220;Quasi un milione di siciliani senza banche dopo la soppressione dei servizi e la chiusura degli sportelli&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da First Cisl</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati relativi alla <a href="https://www.firstcisl.it/osservatorio-desertificazione-bancaria/regione-sicilia/" target="_blank"><strong>desertificazione bancaria in Sicilia</strong></a> sono da allarme sociale. L’aggiornamento, al 30 giugno 2026, della Fondazione Fiba di First Cisl certifica che, nella nostra regione, un milione di residenti non ha quasi più accesso ai servizi bancari. Drammatica anche la situazione per le imprese siciliane, ben 20.000 non hanno più una filiale disponibile mentre 29.000 possono fruire di un solo sportello. Fra distanza dai mercati, carenze infrastrutturali, concorrenza, dotazione di servizi, fare economia in Sicilia è un’impresa nell’impresa. Il report cislino certifica che sul territorio isolano sono attivi 21 sportelli per ogni 100.000 abitanti: la terza peggiore media nazionale.  Il ricorso all’internet banking non compensa queste difficoltà se è vero che la Sicilia è quart’ultima per utilizzo dei servizi informatici finanziari con una percentuale del 44 per cento. Fanno peggio Basilicata, Campania, Calabria. La puntuale analisi, elaborata dalla Fondazione Fiba, su dati Banca d’Italia e Istat, è alquanto eloquente. Messina, Enna, Palermo, Agrigento sono le province con maggiore desertificazione assoluta e parziale, statistica alla quale va ad aggiungersi Catania. </p>
<p></p>
<p>“La freddezza dei numeri è disarmante – dice il Segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti –. Assistiamo ad un progressivo scivolamento che mette in difficoltà intere comunità. I servizi bancari sono reputati essenziali per questo siamo impegnati nel contrasto di un fenomeno socialmente grave. Da tempo stimoliamo la politica ad assumere iniziative utili. Come Cisl e First Cisl continuiamo a battere sulla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’attività bancaria che agisca da sentinella sul territorio. La nostra interlocuzione con Regione Sicilia continua. Va però compreso che la desertificazione bancaria è un fenomeno che non può più essere ignorato dai decisori istituzionali perché il disimpegno delle banche genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività, riduzione del reddito complicando la vita di famiglie e imprese”.</p>
<p></p>
<p>Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl inserisce il tema del risiko bancario che “non può premiare solo gli azionisti, ma deve garantire benefici a tutti gli stakeholder e valorizzare lavoratrici e lavoratori, che hanno permesso alle banche di raggiungere grandi risultati. Le operazioni straordinarie di aggregazione sono tra le cause principali di desertificazione bancaria. Ma senza filiali sui territori sono le persone più fragili, a cominciare dagli anziani, che vanno incontro ai disagi maggiori. Per questo diventa sempre più importante il ruolo delle piccole banche, come le banche di credito cooperativo, che restano ancorate ai territori”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/12/quasi-un-milione-di-siciliani-senza-banche-dopo-la-soppressione-dei-servizi-e-la-chiusura-degli-sportelli-lallarme-lanciato-da-first-cisl/">&#8220;Quasi un milione di siciliani senza banche dopo la soppressione dei servizi e la chiusura degli sportelli&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da First Cisl</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Spunta il pedaggio per percorrere l&#8217;autostrada Siracusa Modica: la politica si divide, ma intanto a pagare saranno sempre i cittadini</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/08/03/spunta-il-pedaggio-per-percorrere-lautostrada-siracusa-modica-la-politica-si-divide-ma-intanto-a-pagare-saranno-sempre-i-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dibattito sull&#8217;introduzione di un pedaggio lungo l&#8217;autostrada Siracusa Modica accende il confronto politico. Giuseppe Carta, presidente della commissione Territorio, ambiente e mobilità dell’Ars ed esponente dell&#8217;Mpa, interviene sulla questione avanzando una proposta per tutelare i cittadini del territorio. L&#8217;esponente politico ha infatti dichiarato: «Mi farò promotore di un’iniziativa per introdurre la mitigazione del costo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/08/03/spunta-il-pedaggio-per-percorrere-lautostrada-siracusa-modica-la-politica-si-divide-ma-intanto-a-pagare-saranno-sempre-i-cittadini/">Spunta il pedaggio per percorrere l&#8217;autostrada Siracusa Modica: la politica si divide, ma intanto a pagare saranno sempre i cittadini</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sull&#8217;introduzione di un pedaggio lungo l&#8217;autostrada Siracusa Modica accende il confronto politico. Giuseppe Carta, presidente della commissione Territorio, ambiente e mobilità dell’Ars ed esponente dell&#8217;Mpa, interviene sulla questione avanzando una proposta per tutelare i cittadini del territorio. L&#8217;esponente politico ha infatti dichiarato: «Mi farò promotore di un’iniziativa per introdurre la mitigazione del costo del pedaggio per i residenti dei comuni interessati. Non possiamo ignorare il fatto che questa infrastruttura (l&#8217;autostrada Siracusa-Modica) è stata realizzata con risorse pubbliche e che, ad oggi, non esiste una viabilità alternativa in termini di sicurezza per i cittadini». L&#8217;obiettivo di Carta è spingere il Cas verso una gestione che tenga in considerazione le esigenze di chi vive e lavora nella zona. A tal proposito, il parlamentare ha ribadito il suo impegno spiegando: «Lavoriamo perché venga istituito un sistema di tariffazione agevolata per i residenti, con un bigliettino a costo mitigato». Oltre agli sconti per i pendolari, Carta punta i riflettori sulla destinazione dei futuri incassi, lanciando un chiaro monito: «Vigilerò affinché le risorse derivanti dal pedaggio vengano reinvestite esclusivamente sulla Siracusa-Rosolini, per migliorarne sicurezza, manutenzione ed efficienza. La mobilità non può trasformarsi in un costo aggiuntivo per chi percorre questa autostrada per lavorare, studiare o curarsi».</p>
<p></p>
<p>Di tutt&#8217;altro avviso è Fratelli d&#8217;Italia Siracusa, che boccia senza mezzi termini l&#8217;eventualità di un pagamento per il transito sull&#8217;arteria. Per il partito, la scelta di far pagare gli automobilisti è da considerarsi «profondamente sbagliata». Il coordinatore cittadino Paolo Romano sottolinea le attuali carenze dell&#8217;opera, affermando che «le criticità sono sotto gli occhi di tutti. Prima di parlare di pedaggi, è doveroso completare gli interventi, eliminare le criticità strutturali e consegnare ai cittadini un’autostrada sicura, moderna e conforme agli standard previsti». Romano solleva inoltre un forte allarme sulle possibili ripercussioni negative per la viabilità ordinaria, avvertendo che l&#8217;imposizione di una tariffa «determinerebbe lo spostamento di una consistente quota di traffico sulla strada statale 115, con il rischio di riproporre gli ingorghi che hanno per anni penalizzato cittadini, pendolari, imprese e operatori economici».</p>
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