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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 08:44:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sicilia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<item>
		<title>Il 54% dei giovani non riesce a chiedere aiuto pur avendone bisogno e il 37% non si sente ascoltato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bisogno di ascolto e supporto non si interrompe durante l’estate. Per molte famiglie, infatti, i mesi estivi possono rappresentare una fase particolarmente delicata: la sospensione delle attività scolastiche e dei consueti punti di riferimento quotidiani può rendere più complesse alcune situazioni di fragilità e di difficoltà nella gestione delle relazioni familiari e dei bisogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bisogno di ascolto e supporto non si interrompe durante l’estate. Per molte famiglie, infatti, i mesi estivi possono rappresentare una fase particolarmente delicata: la sospensione delle attività scolastiche e dei consueti punti di riferimento quotidiani può rendere più complesse alcune situazioni di fragilità e di difficoltà nella gestione delle relazioni familiari e dei bisogni dei minori. I dati dell’ultima ricerca realizzata da Meter confermano questa necessità. Sebbene il 63% dei giovani dichiari di sentirsi compreso dagli adulti, il 37% afferma di non sentirsi ascoltato o compreso nelle proprie emozioni. Ancora più significativo è il dato relativo alla richiesta di aiuto: il 54% dei ragazzi, pur avendone bisogno, non riesce a chiedere aiuto. Particolarmente allarmante è il tema del trauma. Il 22,4% degli studenti intervistati dichiara di aver vissuto un’esperienza traumatica e, tra questi, quasi uno su due (45,7%) sceglie di non parlarne con nessuno, alimentando un silenzio che rischia di aggravare il disagio. Tra coloro che trovano il coraggio di confidarsi, il primo punto di riferimento restano i genitori (38,2%), seguiti dagli amici (30,7%). Per questo motivo l’Associazione Meter continuerà a garantire l’accesso ai propri servizi anche durante il periodo estivo, sia in Sicilia, nella sede operativa di Via Maucini 13 di Pachino, che online.</p>
<p>Da quasi 40 anni Meter opera nel campo della tutela dei minori e del sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità, attraverso attività di ascolto, accompagnamento e consulenza rivolte a bambini, adolescenti e adulti. Tra i servizi disponibili: Ascolto e accoglienza, attraverso colloqui orientati alla comprensione delle situazioni di difficoltà e all’individuazione dei possibili percorsi di supporto; Accompagnamento e sostegno, per affrontare problematiche personali, familiari e relazionali; Consulenza psicologica e psicoterapia, con il coinvolgimento di professionisti specializzati. L’associazione rinnova così il proprio impegno sul territorio, garantendo continuità ai servizi anche nei mesi estivi, periodo in cui alcune reti di supporto tradizionali possono essere temporaneamente sospese. Perché il disagio non va in vacanza e nessun bambino o adolescente dovrebbe affrontarlo da solo. Per richiedere un incontro o accedere ai servizi è possibile compilare il modulo disponibile sul sito dell’associazione, cliccando direttamente <a href="https://associazionemeter.org/servizi/centro-ascolto/richiedi-consulenza/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>.</p>
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		<title>La Regione Siciliana ha la possibilità di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni. Ok di Confcommercio</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/17/la-regione-siciliana-ha-la-possibilita-di-superare-il-limite-del-de-minimis-per-gli-incentivi-alle-assunzioni-il-plauso-di-confcommercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confcommercio Sicilia accoglie con favore il parere reso nei giorni scorsi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che apre alla possibilità per la Regione Siciliana di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 1 della legge di stabilità 2026-2028. Il riconoscimento da parte del Cga dei requisiti di autonomia istituzionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Confcommercio Sicilia accoglie con favore il parere reso nei giorni scorsi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, che apre alla possibilità per la Regione Siciliana di superare il limite del de minimis per gli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 1 della legge di stabilità 2026-2028. Il riconoscimento da parte del Cga dei requisiti di autonomia istituzionale e procedurale previsti dalla giurisprudenza europea sul cosiddetto caso Azzorre rappresenta una base giuridica solida su cui costruire, davanti alla Commissione europea, una misura applicata uniformemente sul territorio regionale e priva di carattere selettivo. Una condizione, quella del finanziamento con risorse regionali proprie, che la Regione dovrà ora dimostrare con rigore, ma che apre a una prospettiva finora preclusa alle imprese siciliane. “È un’apertura importante, che aspettavamo da tempo – dichiara Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia –. Le nostre imprese del commercio, del turismo e dei servizi operano in un contesto già segnato da salari più bassi della media nazionale e da un tessuto commerciale che, come certificano anche i dati Inps più recenti, sta perdendo occupazione. Poter superare il tetto dei 300mila euro per impresa nell’arco di tre anni significherebbe finalmente avere una leva reale per sostenere le assunzioni, specie nelle micro e piccole imprese che rappresentano oltre il 96% del nostro tessuto produttivo”.</p>
<p></p>
<p>Confcommercio Sicilia ringrazia l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, per l’impegno profuso su un dossier tecnicamente complesso ma di enorme rilevanza pratica per il sistema produttivo dell’Isola, e auspica che il governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani prosegua con la stessa determinazione nel percorso davanti alle Sezioni riunite del Consiglio di Stato e, successivamente, nel confronto con Bruxelles. “Ora la parola passa alla capacità di trasformare questa apertura giuridica in strumenti operativi – conclude Manenti –. Confcommercio Sicilia resta a disposizione della Regione per un confronto costante, affinché le risorse, quando saranno rese disponibili, arrivino davvero alle imprese che ogni giorno tengono aperte le nostre città”.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Giù le mani dalla costa&#8221;: azione di Goletta Verde contro l&#8217;erosione costiera in Sicilia. &#8220;Per le spiagge servono strategie a lungo termine&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/14/giu-le-mani-dalla-costa-azione-di-goletta-verde-contro-lerosione-costiera-in-sicilia-per-le-spiagge-servono-strategie-a-lungo-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Goletta Verde arriva in Sicilia e come prima azione della tappa srotola lo striscione Giù le mani dalla costa per porre l’attenzione sul tema dell’erosione costiera che sta “mangiando” le spiagge dell’isola, sull’eccessiva cementificazione e sugli impatti che la crisi climatica sta avendo sui litorali e i comuni costieri. E&#8217; quanto emerge dalla 40ma edizione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/14/giu-le-mani-dalla-costa-azione-di-goletta-verde-contro-lerosione-costiera-in-sicilia-per-le-spiagge-servono-strategie-a-lungo-termine/">&#8220;Giù le mani dalla costa&#8221;: azione di Goletta Verde contro l&#8217;erosione costiera in Sicilia. &#8220;Per le spiagge servono strategie a lungo termine&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Goletta Verde arriva in Sicilia e come prima azione della tappa srotola lo striscione Giù le mani dalla costa per porre l’attenzione sul tema dell’erosione costiera che sta “mangiando” le spiagge dell’isola, sull’eccessiva cementificazione e sugli impatti che la crisi climatica sta avendo sui litorali e i comuni costieri. E&#8217; quanto emerge dalla 40ma edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che fino ad inizio agosto navigherà lungo la Penisola in difesa di mare e coste. Al centro il tema dell’erosione costiera, dell’eccessiva cementificazione del litorale e gli impatti della crisi climatica nel dossier “Coste siciliane alla deriva”. Tra i casi simbolo quello di Capo d’Orlando, 14,56 km² di litorale e la corsa alla saturazione di ogni spazio retro-spiaggia. Secondo Legambiente “Per proteggere le spiagge siciliane da erosione, eccessiva cementificazione e crisi climatica, servono strategie di tutela a lungo termine che non pensino solo emergenze ma che guardino a un futuro di adattamento e mitigazione. Cinque le proposte che presentiamo oggi: tutela effettiva della fascia dei 150 metri, arretramento strategico delle infrastrutture esposte, opere flessibili e reversibili, ripristino del trasporto naturale dei sedimenti, riforma della gestione del demanio e della depurazione”. Tutti temi al centro del nuovo dossier Coste siciliane alla deriva, con cui Goletta Verde apre il primo giorno di tappa in Sicilia, scattando una fotografia puntuale e avanzando cinque proposte che mettano al centro politiche di mitigazione e adattamento. Le spiagge, soprattutto in un’isola, sono un patrimonio insostituibile non solo ambientale ma anche sociale ed economico, sottolinea Legambiente, bisogna stabilire un equilibrio ecologico dal quale dipendono attività economiche, coesione sociale e prospettive di sviluppo delle comunità costiere e dell’entroterra. </p>
<p></p>
<p>L’erosione costiera in Sicilia è un problema che è iniziato da decenni, non è un processo naturale, ma il risultato di scelte sbagliate che, nel tempo, hanno alterato il funzionamento degli ecosistemi costieri. Tra le cause c’è la cementificazione della fascia litoranea, la riduzione dell’apporto naturale di sedimenti da parte dei corsi d’acqua, la costruzione di porti e opere marittime che interrompono il trasporto litoraneo della sabbia e la realizzazione di interventi di difesa costiera privi di una pianificazione riferita all’intera unità fisiografica. Da non dimenticare che oggi le spiagge sono occupate anche da stabilimenti balneari, infrastrutture e attività commerciali che, pur insistendo su aree demaniali, riducono gli spazi di libera fruizione e aumentano la pressione su ambienti già estremamente fragili. Uno dei problemi è che l’aumento dell’edilizia costiera ha superato la capacità dei territori, e questo è un effetto dovuto anche al turismo stagionale e delle seconde case. In questo modo si massimizza il valore immobiliare nel breve periodo, che però trasferisce i costi ambientali e infrastrutturali sulla collettività.</p>
<p> </p>
<p>Capo d’Orlando incarna perfettamente la corsa alla saturazione di ogni spazio retro-spiaggia, che altera per sempre le dinamiche naturali di resilienza del litorale. Il fenomeno pone seri interrogativi etici ed economici su un territorio di soli 14,56 km². La densità abitativa attuale (circa 896 ab./km² sulla popolazione 2024/2025) è 2,3 volte più alta della media nazionale dei comuni costieri (circa 396 ab./km²). Quella potenziale, calcolata sulla base della volumetria residenziale esistente, sale a 2.600 ab./km² (6,5 volte la media nazionale). Questo modello massimizza il valore fondiario privato tramite il consumo intensivo di suolo ed esternalizza sulla collettività i costi ambientali (rischio idrogeologico) e il sottodimensionamento dei servizi pubblici. La saturazione della fascia litoranea, con la costruzione di edifici e relative infrastrutture viarie a breve distanza dalla battigia, degrada l’ambiente costiero provocando alterazione irreversibile del paesaggio, esposizione al rischio erosione, induzione della necessità di opere di difesa, inquinamento delle acque di balneazione.</p>
<p></p>
<p>Fino ad oggi sono stati spesi 72,4 milioni di euro di fondi pubblici senza rimuovere alcuna causa dell’erosione per interventi in un tratto di 10 km di costa ionica messinese. Fondi spesi per danni causati da mareggiate, dall’uragano Harry, per ricostruire strade ma che non hanno risolto la situazione di degrado. Per Legambiente questo modello, che difende l’intervento puntuale ed emergenziale rispetto alla pianificazione di lungo periodo, non funziona e ogni nuovo intervento rischia di inserirsi nello stesso ciclo, rafforzandone la logica invece di interromperla. “Le spiagge siciliane hanno bisogno di un modello che guardi al futuro e non di interventi emergenziali che non risolvono le cause dell’erosione &#8211; dichiara Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia. Abbiamo formulato 5 proposte che serviranno ad intervenire sulle cause dell’erosione costiera e non sulle conseguenze. La fascia dei 150 metri dalla battigia deve essere tutelata in modo effettivo e uniforme, senza eccezioni che ne indeboliscano l’applicazione. È necessario avviare una politica di arretramento progressivo delle infrastrutture esposte. Devono essere privilegiate soluzioni reversibili e adattabili, evitando infrastrutture rigide che alterano i processi naturali. Le infrastrutture a ridosso della battigia devono essere ripensate, privilegiando sistemi arretrati e integrati con le direttrici principali dell’entroterra. E infine è fondamentale ripristinare, dove possibile, il trasporto naturale dei sedimenti compromesso dalle sistemazioni idrauliche e dalle infrastrutture. Solo attraverso un modello che sia pensato per il lungo termine abbiamo speranza di contenere e magari migliorare la situazione degradata delle coste dell’isola”.</p>
<p></p>
<p>Nel report Legambiente ricorda anche come in occasione del ciclone Harry, le spiagge non occupate da strutture rigide hanno retto l’impatto delle onde senza subire alcun danno significativo. Esemplare è il caso di Nizza di Sicilia, dove il lungomare è sufficientemente arretrato da lasciare spazio alla dissipazione delle onde. Qui la spiaggia è tornata a essere come prima del ciclone, come ha osservato il professor Giovanni Randazzo, docente di dinamica dei litorali presso l’Università di Messina e nuovo presidente del Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (Gnrac). “Quando parliamo di erosione costiera la strategia che dobbiamo mettere in atto non è difesa a ogni costo ma l’adattamento &#8211; dichiara Laura Brambilla, portavoce di Goletta Verde. Goletta Verde è una campagna che si occupa della tutela delle coste a 360°, dalla depurazione alla crisi climatica, passando per l’energia rinnovabile e l’erosione costiera. Solo se accettiamo le conseguenze della crisi climatica, della cementificazione selvaggia delle coste, della pesante antropizzazione delle spiagge, soprattutto nella stagione estiva, e ci adattiamo alle conseguenze che hanno sulla costa possiamo pensare di arginare il problema dell’erosione. Dobbiamo adottare con urgenza efficaci politiche di mitigazione, promuovendo e sostenendo gli investimenti necessari ad accelerare la transizione energetica basata sulle fonti pulite e rinnovabili”.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/14/giu-le-mani-dalla-costa-azione-di-goletta-verde-contro-lerosione-costiera-in-sicilia-per-le-spiagge-servono-strategie-a-lungo-termine/">&#8220;Giù le mani dalla costa&#8221;: azione di Goletta Verde contro l&#8217;erosione costiera in Sicilia. &#8220;Per le spiagge servono strategie a lungo termine&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terza ondata di caldo torrido in arrivo con temperature oltre 41 gradi: sarà tra le più intense di questa estate</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/08/la-terza-ondata-di-caldo-torrido-e-gia-in-arrivo-con-temperature-oltre-41-gradi-sara-tra-le-piu-intense-di-questa-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; in arrivo in Italia la terza ondata di caldo africano dell&#8217;anno: sono previsti fino a 39 gradi al nord già dalle prossime ore. E l&#8217;Oms avverte: &#8220;Altre settimane letali potrebbero attendere l&#8217;Europa&#8221;. &#8220;La prossima ondata di calore si sta già formando sull&#8217;Atlantico, ha affermato il direttore generale dell&#8217;Oms Europa, Hans Henri P. Kluge, e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in arrivo in Italia la terza ondata di caldo africano dell&#8217;anno: sono previsti fino a 39 gradi al nord già dalle prossime ore. E l&#8217;Oms avverte: &#8220;Altre settimane letali potrebbero attendere l&#8217;Europa&#8221;. &#8220;La prossima ondata di calore si sta già formando sull&#8217;Atlantico, ha affermato il direttore generale dell&#8217;Oms Europa, Hans Henri P. Kluge, e in Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi questa settimana. Francia e Benelux si preparano a un&#8217;altra ondata di calore. Alcune zone dell&#8217;Asia centrale sono soffocate da temperature di 40 gradi&#8221;. Uno scenario che in Italia trova conferma nell&#8217;impennata dei bollini arancioni nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, il livello 2 (in una scala da 0 a 3) che indica il rischio per i più fragili. I bollini arancioni aumenteranno fino ad interessare 27 centri urbani, mentre è previsto un solo bollino rosso (massimo rischio per tutta la popolazione) a Firenze. Le elaborazioni meteorologiche confermano il rafforzamento dell&#8217;anticiclone africano sul Mediterraneo e la sua estensione che interesserà nei prossimi giorni anche il centro sud e la Sicilia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/08/la-terza-ondata-di-caldo-torrido-e-gia-in-arrivo-con-temperature-oltre-41-gradi-sara-tra-le-piu-intense-di-questa-estate/">Terza ondata di caldo torrido in arrivo con temperature oltre 41 gradi: sarà tra le più intense di questa estate</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eruzione Etna: disagi e disservizi per i passeggeri all&#8217;aeroporto Fontanarossa di Catania. Come e quando chiedere il rimborso</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/07/eruzione-etna-e-disservizi-allaeroporto-di-catania-ecco-come-e-quando-chiedere-il-rimborso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna ha portato alla chiusura e alla successiva riapertura dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, con pesanti disagi e disservizi per i passeggeri. Le compagnie aeree hanno avvisato i passeggeri sulla cancellazione o sulla diversa destinazione in altro scalo, come quello Palermitano o Trapanese, o all&#8217;aeroporto di Comiso. Nonostante il vettore aereo non sia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/07/eruzione-etna-e-disservizi-allaeroporto-di-catania-ecco-come-e-quando-chiedere-il-rimborso/">Eruzione Etna: disagi e disservizi per i passeggeri all&#8217;aeroporto Fontanarossa di Catania. Come e quando chiedere il rimborso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; L’eruzione dell’Etna ha portato alla chiusura e alla successiva riapertura dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, con pesanti disagi e disservizi per i passeggeri. Le compagnie aeree hanno avvisato i passeggeri sulla cancellazione o sulla diversa destinazione in altro scalo, come quello Palermitano o Trapanese, o all&#8217;aeroporto di Comiso. Nonostante il vettore aereo non sia responsabile del disservizio, e per questo motivo non spetta la compensazione pecuniaria ai passeggeri, secondo il Regolamento 261 del 2004, è previsto il rimborso delle spese extra sostenute dal viaggiatore per raggiungere la meta prefissata, qualora la stessa compagnia non abbia provveduto ad assistere il passeggero.</p>
<p></p>
<p>Il passeggero, quindi, alla ricezione della comunicazione del disagio, è libero di non accettare la riprotezione, qualora la stessa sia nei giorni successivi alla di viaggio desiderato. In questo caso, quindi, il passeggero può acquistare un nuovo biglietto aereo anche con altra compagnia in altro scalo e quindi prendere un mezzo pubblico o un taxi per raggiugere Catania. Risulta fondamentale in questo processo conservare la prenotazione originale del volo aereo per Catania, ma anche tutte le ricevute, fatture e scontrini di quanto speso per l’acquisto di ogni mezzo per raggiungere la meta inizia prefissata. Tutto ciò è necessario per richiedere il rimborso delle spese extra.</p>
<p></p>
<p>Il vettore aereo può, di comune accordo con il passeggero, decidere di operare il volo, dirottandolo in un altro aeroporto. È comunque onere della compagnia aerea fornire assistenza per raggiungere lo scalo di Catania. Anche in questo caso, qualora ciò non avvenga, il viaggiatore può sostenere costi per mezzi pubblici e/o taxi per raggiungere l’aeroporto di Catania, chiedendo successivamente il rimborso al vettore aereo. “I passeggeri che subiranno i disservizi aerei per via dell’eruzione dell’Etna – dice Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono seguire quanto disciplinato dal Regolamento Europeo 261/2004 e chiedere successivamente, qualora non riprotetti dal vettore aereo, il rimborso di tutti costi sostenuti per raggiungere Catania. Attenzione, le spese sostenute devono essere ragionevoli. I viaggiatori possono fare richiesta anche direttamente alla compagnia aerea”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/07/eruzione-etna-e-disservizi-allaeroporto-di-catania-ecco-come-e-quando-chiedere-il-rimborso/">Eruzione Etna: disagi e disservizi per i passeggeri all&#8217;aeroporto Fontanarossa di Catania. Come e quando chiedere il rimborso</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Calo delle temperature e possibili temporali in Sicilia (e nel Ragusano) nelle prossime ore</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/29/calo-delle-temperature-e-possibili-temporali-in-sicilia-e-nel-ragusano-per-il-prossimo-fine-settimana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calo delle temperature e possibili temporali in Sicilia (e nel Ragusano) nelle prossime ore. Secondo le previsioni, si svilupperanno locali temporali soprattutto nelle zone interne della Sicilia e sul settore etneo, dove l’instabilità potrà risultare più marcata. I fenomeni saranno comunque di breve durata. Il fronte atlantico inizierà a indebolire la struttura dell’anticiclone, causa principale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Calo delle temperature e possibili temporali in Sicilia (e nel Ragusano) nelle prossime ore. Secondo le previsioni, si svilupperanno locali temporali soprattutto nelle zone interne della Sicilia e sul settore etneo, dove l’instabilità potrà risultare più marcata. I fenomeni saranno comunque di breve durata. Il fronte atlantico inizierà a indebolire la struttura dell’anticiclone, causa principale del caldo asfissiante di questi giorni. Un fronte perturbato raggiungerà  il Centro-Sud, con la possibilità di temporali anche intensi che potranno interessare diverse aree dell’Isola, non escludendo sconfinamenti lungo le coste e fenomeni accompagnati da grandine. Il passaggio della perturbazione determinerà infine un graduale calo delle temperature anche in Sicilia, interrompendo la lunga fase di caldo africano che ha caratterizzato gli ultimi giorni.</p>
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		<title>Strage di ciclisti in Italia e in Sicilia con 101 morti nei primi 6 mesi del 2026. Interrogazione urgente della senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo sulla sicurezza stradale</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/24/strage-di-ciclisti-in-italia-e-in-sicilia-con-101-morti-nei-primi-6-mesi-del-2026-interrogazione-urgente-della-senatrice-di-forza-italia-daniela-ternullo-sulla-sicurezza-stradale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo ha depositato un&#8217;interrogazione urgente a risposta orale al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla sicurezza stradale dei ciclisti, un&#8217;istanza che arriva direttamente dal territorio, specie a seguito dell’ultimo di una serie di incidenti, che qualche giorni fa ha coinvolto una donna, investita e uccisa mentre era in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/24/strage-di-ciclisti-in-italia-e-in-sicilia-con-101-morti-nei-primi-6-mesi-del-2026-interrogazione-urgente-della-senatrice-di-forza-italia-daniela-ternullo-sulla-sicurezza-stradale/">Strage di ciclisti in Italia e in Sicilia con 101 morti nei primi 6 mesi del 2026. Interrogazione urgente della senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo sulla sicurezza stradale</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo ha depositato un&#8217;interrogazione urgente a risposta orale al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla sicurezza stradale dei ciclisti, un&#8217;istanza che arriva direttamente dal territorio, specie a seguito dell’ultimo di una serie di incidenti, che qualche giorni fa ha coinvolto una donna,  investita e uccisa mentre era in sella alla propria bicicletta in località Pioppo, nel territorio della Città Metropolitana di Palermo. «I numeri parlano da soli e fanno male — dichiara la vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato, Daniela Ternullo. Dopo i 222 ciclisti morti nel 2025, nei soli primi sei mesi del 2026 abbiamo già contato 101 vittime, 44 delle quali con oltre 65 anni di età. E nelle ultime ore abbiamo perso due donne: Adele in Trentino e Nicoleta a Palermo. Due vite spezzate da un&#8217;auto mentre pedalavano. Non possiamo continuare ad accettarlo.»</p>
<p></p>
<p>«Questa non è più una questione di singoli incidenti — prosegue la Senatrice. È un&#8217;emergenza nazionale che richiede una risposta strutturale, non interventi episodici e frammentari. Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 prevede già linee strategiche specifiche per i ciclisti, inclusa la realizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture ciclabili. Chiedo al Ministro di dirci a che punto siamo nell&#8217;attuazione concreta di quelle misure.» Con l&#8217;interrogazione, la Senatrice chiede al Governo di chiarire quali iniziative urgenti intenda adottare per ridurre il numero di morti e feriti tra i ciclisti, quale sia lo stato di attuazione delle infrastrutture ciclabili previste dal PNSS 2030 e se siano state adottate misure concrete per raggiungere l&#8217;obiettivo europeo &#8220;Vision Zero — Zero Vittime&#8221;, già perseguito con successo in numerosi Paesi europei. «La bicicletta è mobilità sostenibile, salute, libertà — conclude Ternullo. Il crescente senso di insicurezza sta scoraggiando sempre più cittadini dall&#8217;usarla. Non possiamo permetterci di perdere questa battaglia. Il diritto alla mobilità sicura deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal mezzo che si sceglie di usare.» </p>
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		<title>Rara massa d’aria tropicale in Sicilia: possibile estate con caldo da record, come nel 2003</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/24/rara-massa-daria-tropicale-in-sicilia-possibile-estate-con-caldo-estremo-da-record-come-nel-2003/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia non si trova ancora sotto il cuore dell&#8217;anticiclone africano, posizionato invece tra Spagna e Francia, ma risente di un secondo massimo di alta pressione sull&#8217;Europa centrale&#8221;: lo dichiara Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia. &#8220;Lo scenario &#8211; aggiunge &#8211; è destinato a peggiorare drasticamente a fine mese. Gli esperti temono l&#8217;arrivo diretto della ben [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia non si trova ancora sotto il cuore dell&#8217;anticiclone africano, posizionato invece tra Spagna e Francia,  ma risente di un secondo massimo di alta pressione sull&#8217;Europa centrale&#8221;: lo dichiara Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia. &#8220;Lo scenario &#8211; aggiunge &#8211;  è destinato a peggiorare drasticamente a fine mese. Gli esperti temono l&#8217;arrivo diretto della ben più temibile massa d&#8217;aria continentale Tropicale: una bolla rovente e ultra secca capace di portare un caldo torrido e persistente, un fenomeno raro registrato in passato solo durante le storiche estati del 2003, 2017 e 2022. Ci attendono “notti tropicali&#8221; diffuse che renderanno il clima invivibile nelle città.</p>
<p></p>
<p>Nel fine settimana la calura si intensificherà, portando afa notturna non solo nelle città del Centro-Nord, con minime tra 23 e 25°C per l&#8217;effetto isola di calore, ma perfino in campagna e in quota fino a 1.000 metri. Di giorno le massime potranno sfiorare i 40°C al nord e al centro, in particolare a Bologna, Firenze, Roma e nell&#8217;interno della Puglia, mentre il resto del Sud e la Sicilia oscilleranno tra i 32 e i 35°C. Si tratterà di un caldo torrido e secco che, unito alla scarsa ventilazione, causerà un forte disagio fisiologico. Il modello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts ipotizza un break fresco a inizio luglio, ma l&#8217;orizzonte previsionale continua a slittare oltre i 12 giorni. Preoccupa la durata eccezionale di questa ondata, con oltre 10 giorni consecutivi sopra i 35°C e picchi di 40°C pronti a impattare pesantemente su salute, agricoltura e risorse idriche. Una drammatica normalità – conclude Lombroso &#8211; impressa dalla crisi climatica che impone ormai azioni urgenti&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>14 gruppi nazionali e internazionali interessati a gestire gli aeroporti di Catania e Comiso acquisendo la quota di maggioranza di Sac</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/16/14-gruppi-nazionali-e-internazionali-interessati-a-gestire-gli-aeroporti-di-catania-e-comiso-acquisendo-la-quota-di-maggioranza-di-sac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 21:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 14 i gruppi nazionali e internazionali che hanno presentato la manifestazione di interesse per acquisire la quota di maggioranza della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. La procedura di privatizzazione, avviata dalla Sac con l&#8217;obiettivo di cedere una quota compresa tra il 51 e il 65% del capitale, aveva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 14 i gruppi nazionali e internazionali che hanno presentato la manifestazione di interesse per acquisire la quota di maggioranza della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. La procedura di privatizzazione, avviata dalla Sac con l&#8217;obiettivo di cedere una quota compresa tra il 51 e il 65% del capitale, aveva già fatto registrare un interesse straordinario nelle settimane precedenti: erano arrivate ben 81 richieste di chiarimento sulla documentazione richiesta, segno che diversi colossi internazionali si erano messi al lavoro con determinazione. Tanto da spingere la stessa Sac a concedere una proroga di 12 giorni rispetto alla scadenza originaria del 3 giugno. Nei prossimi giorni prenderà avvio la fase di verifica della documentazione e dei requisiti previsti dall’avviso pubblico. Al termine delle attività istruttorie, i soggetti ammessi saranno invitati a partecipare alle successive fasi della procedura, secondo modalità e tempistiche che verranno comunicate nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e tutela della concorrenza. Inoltre si è tenuta l’assemblea dei soci nel corso della quale sono state individuate le regole di governance che resteranno in capo alla componente pubblica una volta completato il processo di privatizzazione. </p>
<p></p>
<p>Tra i nomi che nelle scorse settimane erano circolati come possibili pretendenti figurano gruppi del calibro di Vinci Airports, Corporación América, Aena, Fraport, Royal Schiphol Group, Mundys e 2i Aeroporti. Quest&#8217;ultimo, partecipato anche da Cassa depositi e prestiti, aveva aperto la prospettiva di un possibile passaggio del controllo dello scalo dagli enti pubblici territoriali (la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia detiene oltre il 60% delle quote) allo Stato. Ora si attende dunque l&#8217;esame delle manifestazioni pervenute e la selezione dei soggetti ammessi a presentare un&#8217;offerta vincolante.</p>
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		<item>
		<title>PAC 2000A Conad: approvato il Bilancio 2025. Crescita e solidità anche in Sicilia, in un mercato sempre più selettivo e competitivo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/16/pac-2000a-conad-approvato-il-bilancio-2025-crescita-e-solidita-anche-in-sicilia-in-un-mercato-sempre-piu-selettivo-e-competitivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato approvato il Bilancio d’esercizio 2025 di PAC 2000A Conad, la più grande Cooperativa del Consorzio per numero di Soci, punti vendita e fatturato, che opera anche in Sicilia. In un contesto di mercato caratterizzato da una generale selettività dei consumi, il Gruppo ha registrato una tenuta dei principali indicatori, chiudendo l&#8217;anno con un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato approvato il Bilancio d’esercizio 2025 di PAC 2000A Conad, la più grande Cooperativa del Consorzio per numero di Soci, punti vendita e fatturato, che opera anche in Sicilia. In un contesto di mercato caratterizzato da una generale selettività dei consumi, il Gruppo ha registrato una tenuta dei principali indicatori, chiudendo l&#8217;anno con un fatturato consolidato di 5,866 miliardi di euro, un utile netto di 99,85 milioni e un patrimonio netto di 1,118 miliardi di euro. La rete, che si estende in Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, ha raggiunto 1.678 punti vendita – di cui 123 concept store &#8211; distribuiti su oltre 1 milione di metri quadrati, che hanno generato un fatturato di 8,031 miliardi di euro, a testimonianza di un presidio commerciale capillare e di una proposta sempre più articolata, capace di rispondere a bisogni di consumo diversi. La quota di mercato complessiva nei territori di riferimento si è attestata al 20,15%, confermando la leadership nelle cinque regioni in cui opera. La performance trova riscontro anche in Sicilia (perimetro che include i presidi nell&#8217;isola e a Malta), dove la Cooperativa si attesta come seconda realtà della GDO:</p>
<p></p>
<p><em>I dati in Sicilia<br />
Fatturato della rete di vendita: si attesta a 1,231 miliardi di euro (+1,7% rispetto al 2024);<br />
Rete fisica: comprende 348 punti vendita complessivi;<br />
Quota di mercato: si attesta al 13,50%.</em></p>
<p></p>
<p>In un mercato sempre più selettivo e competitivo, il Gruppo conta su una rete di quasi 1.700 punti vendita, che supera complessivamente gli 8 miliardi di euro di fatturato. A livello consolidato, l’esercizio si chiude con un fatturato complessivo pari a 5,866 miliardi di euro, un utile netto di 99,85 milioni e un patrimonio netto di 1,118 miliardi. Riunitasi martedì mattina a Roma, l’Assemblea dei Soci, come accennato, ha quindi approvato il Bilancio d’esercizio 2025 di PAC 2000A Conad, la più grande Cooperativa del Consorzio per numero di Soci, punti vendita e fatturato. I risultati confermano la solidità del percorso di sviluppo della Cooperativa con sede centrale a Ponte Felcino (Perugia), che archivia l’anno con conti positivi e una rete in costante crescita, sempre più integrata e capillare sul territorio. La rete, che si estende in Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, ha raggiunto 1.678 punti vendita – di cui 123 concept store &#8211; distribuiti su oltre 1 milione di metri quadrati, che hanno generato un fatturato di 8,031 miliardi di euro, a testimonianza di un presidio commerciale capillare e di una proposta sempre più articolata, capace di rispondere a bisogni di consumo diversi. La quota di mercato complessiva nei territori di riferimento si è attestata al 20,15%, confermando la leadership nelle cinque regioni in cui opera. Complessivamente, il Gruppo PAC 2000A ha archiviato il 2025 con un giro di affari complessivo di 5,866 miliardi di euro, un utile netto di 99,85 milioni di euro e un patrimonio netto di 1,118 miliardi di euro, rafforzando il proprio posizionamento nei territori di operatività e proseguendo il percorso di sviluppo su rete, servizi e innovazione.</p>
<p></p>
<p>“Il 2025 ha confermato la complessità di un contesto in rapido mutamento, segnato da incertezza macroeconomica, tensioni geopolitiche e da un consumatore sempre più attento e selettivo. In questo scenario, PAC 2000A ha continuato a crescere con coerenza, rafforzando la propria rete, consolidando il posizionamento competitivo e investendo sui fattori che oggi fanno davvero la differenza: qualità dell’offerta, ampiezza dell’assortimento, convenienza e prossimità ai territori. La solidità del modello cooperativo e la capacità di interpretare i cambiamenti del mercato restano le basi su cui costruire il futuro”, dichiara Danilo Toppetti, Amministratore Delegato di PAC 2000A Conad. I 1.106 Soci imprenditori e i circa 30.000 addetti complessivi confermano la dimensione umana e imprenditoriale di un modello che continua a fondarsi sulla partecipazione e radicamento territoriale. A supporto di questa struttura, il Gruppo può contare su 18 tra centri logistici e magazzini, infrastrutture strategiche per garantire efficienza, continuità e qualità del servizio lungo tutta la filiera. La collaborazione con 2.420 fornitori delle cinque regioni di operatività ha generato 1,190 miliardi di euro di valore economico nei territori. A questo si affianca un sostegno di oltre 2,5 milioni di euro destinato a progetti sociali, culturali e formativi.</p>
<p></p>
<p>“Il nostro impegno è volto a rafforzare la competitività della rete attraverso l’evoluzione dell’offerta, la valorizzazione della Marca del Distributore, l’innovazione dei format di vendita e il costante sviluppo delle competenze delle persone. Parallelamente, stiamo proseguendo il percorso di trasformazione digitale e di ammodernamento della rete commerciale, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza sempre più efficace e vicina alle loro esigenze. I risultati del 2025 sono il frutto dell’impegno e della professionalità di Soci, collaboratori e dipendenti, che ogni giorno contribuiscono alla crescita della Cooperativa”, prosegue Francesco Cicognola, Direttore Generale di PAC 2000A Conad.</p>
<p> </p>
<p><strong>Assortimento, MDD e relazione con il cliente</strong><br />
Nel 2025 PAC 2000A ha proseguito il percorso di evoluzione del proprio modello commerciale, puntando su Marca del Distributore, qualità dell’assortimento e relazione con il cliente. La MDD si conferma una leva strategica di differenziazione e crescita: i prodotti a marchio Conad hanno generato, rispettivamente, il 28,9% e il 38,7% del fatturato complessivo dei comparti LCC e Freschissimi della rete di PAC 2000A, consolidando il ruolo della marca Conad come riferimento per qualità e convenienza. In parallelo, la Cooperativa ha continuato a rafforzare le linee premium e specialistiche, in risposta a consumi sempre più selettivi e orientati al valore complessivo dell’offerta. Tra le direttrici più rilevanti dell’anno si conferma il Progetto Assortimento, ormai divenuto un processo strutturale di miglioramento continuo e di evoluzione del modello commerciale. L’iniziativa, che mira a ottimizzare la proposta assortimentale e migliorare l’esperienza di acquisto, attraverso una maggiore coerenza tra domanda, struttura dell’offerta e organizzazione dello scaffale, ha coinvolto 630 punti vendita, con la revisione di 18 categorie merceologiche e una copertura pari all’87% del fatturato della rete. Un risultato che conferma la capacità della Cooperativa di tradurre l’analisi dei comportamenti d’acquisto in scelte concrete di sviluppo dell’offerta. A rafforzare questa traiettoria c’è anche un sistema di fidelizzazione sempre più rilevante. Nel 2025 le carte attive hanno raggiunto quota 3,561 milioni, mentre il transato con carta fedeltà ha toccato i 5,49 miliardi di euro, pari all’82,3% delle vendite totali della Cooperativa.</p>
<p> </p>
<p><strong>Sviluppo della rete e dei format</strong><br />
Nel corso dell’anno PAC 2000A ha proseguito il rafforzamento della propria rete con 63 nuove aperture, tra cui diverse insegne Conad e 10 nuovi negozi Todis, confermando la capacità del Gruppo di presidiare in modo capillare territori e bacini di consumo diversi. A fine anno la rete contava 123 concept store, tra PetStore, Parafarmacie, Ottici e distributori di carburante, a testimonianza di una strategia che amplia il perimetro dell’offerta oltre la spesa tradizionale e intercetta nuove occasioni di consumo. L’evoluzione dei format rimane uno dei tratti distintivi della crescita del Gruppo, in linea con una domanda sempre più articolata e attenta al servizio.</p>
<p> </p>
<p><strong>FOCUS REGIONALE</strong><br />
PAC 2000A ha confermato nel 2025 la propria leadership nelle regioni del Centro e Sud Italia, con una quota di mercato complessiva del 20,15%.<br />
<em>Umbria</em><br />
In Umbria PAC 2000A Conad mantiene la prima posizione con una quota di mercato del 32,42%. La rete conta 190 punti vendita, che hanno generato un fatturato di 817 milioni di euro (+2% rispetto al 2024).<br />
<em>Lazio</em><br />
Nel Lazio la Cooperativa si conferma al secondo posto con una quota di mercato del 31,09%. La rete è composta da 587 punti vendita e il fatturato ha raggiunto 3,504 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2024).<br />
<em>Campania</em><br />
In Campania PAC 2000A si colloca al terzo posto con una quota di mercato del 14,15%. La rete è composta da 347 punti vendita e ha sviluppato un fatturato di 1,400 miliardi di euro (+3,3% rispetto al 2024).<br />
<em>Calabria</em><br />
In Calabria la Cooperativa conferma la leadership di mercato con una quota del 28,60%. La rete conta 206 punti vendita e ha raggiunto un fatturato di 968,2 milioni di euro (+7% rispetto al 2024).<br />
<em>Sicilia e Malta</em><br />
In Sicilia, a cui si aggiungono i punti vendita di Malta, la quota di mercato si attesta al 13,50%. La rete comprende 348 punti vendita e ha generato un fatturato di 1,231 miliardi di euro (+1,7% rispetto al 2024).<br />
<em>Nella foto in alto Francesco Cicognola, Direttore Generale PAC 2000A Conad</em></p>
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		<title>Il petrolio scende, ma in Sicilia i prezzi di gasolio e benzina alla pompa restano elevati, oltre i 2 euro al litro</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/15/il-petrolio-scende-ma-in-sicilia-i-prezzi-di-gasolio-e-benzina-alla-pompa-restano-elevati-oltre-i-2-euro-al-litro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calo registrato dal petrolio sui mercati internazionali riaccende il tema dei prezzi alla pompa e dei tempi con cui eventuali riduzioni delle quotazioni del greggio possono arrivare ai consumatori finali. In Sicilia, intanto, i carburanti restano su livelli elevati. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati regionali pubblicati dal Ministero delle Imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/15/il-petrolio-scende-ma-in-sicilia-i-prezzi-di-gasolio-e-benzina-alla-pompa-restano-elevati-oltre-i-2-euro-al-litro/">Il petrolio scende, ma in Sicilia i prezzi di gasolio e benzina alla pompa restano elevati, oltre i 2 euro al litro</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il calo registrato dal petrolio sui mercati internazionali riaccende il tema dei prezzi alla pompa e dei tempi con cui eventuali riduzioni delle quotazioni del greggio possono arrivare ai consumatori finali. In Sicilia, intanto, i carburanti restano su livelli elevati. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati regionali pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dai quali emerge che nell’Isola il prezzo medio della benzina self service si attesta a 1,904 euro al litro, mentre il gasolio self service raggiunge 2,010 euro al litro. Per l’associazione il calo del petrolio non significa automaticamente un’immediata riduzione dei prezzi alla pompa, ma impone un monitoraggio attento e costante sull’evoluzione dei listini, affinché eventuali ribassi del greggio possano tradursi, in tempi ragionevoli, in benefici concreti per famiglie, pendolari e imprese.</p>
<p></p>
<p>“Quando il costo dei carburanti resta su livelli così elevati, gli effetti sui cittadini sono immediati e si riflettono non soltanto sui pieni di benzina e gasolio, ma sull’intera economia familiare. Per questo motivo – afferma il Segretario Nazionale Codacons Francesco Tanasi – chiediamo massima trasparenza nell’andamento dei listini e un monitoraggio costante del settore, fondato sui dati ufficiali e nell’interesse esclusivo dei consumatori. Se il prezzo del petrolio scende sui mercati internazionali, è necessario verificare che eventuali ribassi possano arrivare in tempi ragionevoli anche alla pompa &#8211; conclude &#8211; a vantaggio di famiglie, lavoratori e imprese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/15/il-petrolio-scende-ma-in-sicilia-i-prezzi-di-gasolio-e-benzina-alla-pompa-restano-elevati-oltre-i-2-euro-al-litro/">Il petrolio scende, ma in Sicilia i prezzi di gasolio e benzina alla pompa restano elevati, oltre i 2 euro al litro</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>A 15 anni dai vittoriosi referendum del 2011 per l’acqua pubblica la Regione continua a remare per la privatizzazione. Appello del Forum siciliano</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/15/a-15-anni-dai-vittoriosi-referendum-del-2011-per-lacqua-pubblica-la-regione-continua-a-remare-per-la-privatizzazione-appello-del-forum-siciliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>15 anni fa, il 12 e 13 giugno la maggioranza assoluta degli Italiani 27.000.000, e dei Siciliani 2.079.819, col 97,9% di SI hanno dato alla politica una indicazione inequivocabile: la gestione del servizio idrico deve essere Pubblica e senza finalità di lucro. La Proposta di legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli comunali promossa dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/15/a-15-anni-dai-vittoriosi-referendum-del-2011-per-lacqua-pubblica-la-regione-continua-a-remare-per-la-privatizzazione-appello-del-forum-siciliano/">A 15 anni dai vittoriosi referendum del 2011 per l’acqua pubblica la Regione continua a remare per la privatizzazione. Appello del Forum siciliano</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>15 anni fa, il 12 e 13 giugno la maggioranza assoluta degli Italiani 27.000.000, e dei Siciliani 2.079.819, col 97,9% di SI hanno dato alla politica una indicazione inequivocabile: la gestione del servizio idrico deve essere Pubblica e senza finalità di lucro.  La Proposta di legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli comunali promossa dal Forum siciliano Acqua e Beni Comuni nel 2010, sostenuta dalle firme dei siciliani, dalla deliberazione di 135 Consigli comunali e di due Consigli provinciali in rappresentanza della maggioranza assoluta dei siciliani ha dato vita alla legge regionale n. 19 del 2015 che all&#8217;art.1 sancisce che sull&#8217;Acqua non si può fare profitto e che la gestione del servizio idrico integrato deve essere Pubblica. Ma quanto conta la volontà popolare e democratica per i nostri politici e a chi spetta far rispettare la legge se per primo non la rispetta il legislatore?</p>
<p></p>
<p>&#8220;Dopo 15 anni &#8211; si legge nel comunicato &#8211; l’attuazione dei Referendum e della legge 19/15 vigente è rimasta disattesa dai Governi regionali, che al contrario hanno operato per mantenere in vita il gestore di sovrambito privatizzato per il 75% Siciliacque (che raddoppia le tariffe che i siciliani pagano malgrado due sentenze Tar e Cga ne avessero indicato la tariffa illegittima e sproporzionata rispetto alla media nazionale), hanno inviato Commissari per ribaltare la scelta della gestione interamente pubblica nelle provincie di Catania, Messina, Siracusa, hanno ignorato la richiesta di risoluzione del contratto del gestore privato di Caltanissetta, hanno avallato il costante ricatto economico di Siciliacque nei confronti di Aica, l’unico gestore interamente pubblico in applicazione dell’esito dei Referendum del 2011 ad Agrigento (che a norma di legge avrebbe dovuto vedersi consegnare fonti idriche ed impianti fin dalla sua costituzione anziché accumulare debiti per pagare la sua stessa acqua). </p>
<p></p>
<p>15 anni contrassegnati per il resto dall’immobilismo e dalla quasi totale mancanza di interventi da parte della Regione per le competenze riguardanti la verifica degli adempimenti contrattuali dei gestori locali, d’Ambito e di Sovrambito, per la gestione di dighe, infrastrutture di interconessione, condotte colabrodo. Un fiume di denaro pubblico andato perduto senza che si sia risolta, neanche quest’anno di piovosità eccezionale, l’atavica assenza d’acqua nelle case dei siciliani. Oggi il Governo Schifani vorrebbe imprimere una ulteriore accelerazione ai processi di privatizzazione con la presentazione del ddl di Istituzione dell’Autorità Idrica Siciliana, con l’obiettivo dichiarato di pervenire ad una gestione unica regionale attraverso l’accentramento verticistico dei poteri posti sotto il controllo del Governo, comprimendo le competenze degli enti locali garantite dalla Costituzione, riversando sui cittadini ulteriori esorbitanti costi di gestione. Il Forum siciliano si opporrà in ogni sede a questo ennesimo tentativo di boicottare la volontà Popolare e ignorare la Democrazia e fa appello alle cittadinanze, a tutte le forze sociali e sindacali, ai Sindaci ed ai Consigli comunali, alle realtà laiche e religiose, ed anche alla politica che avesse a cuore il bene collettivo a schierarsi nuovamente insieme a tutela del Bene Comune per eccellenza. Si scrive Acqua, si legge Democrazia e con essa la possibilità di restare cittadini portatori di diritti e legittimi proprietari dei nostri beni primari per assicurarli &#8211; chiude la nota &#8211; alle generazioni future&#8221;.</p>
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		<title>Il Sinalp avverte: &#8220;La riforma dei Consorzi di Bonifica non è più rinviabile e senza una nuova gestione della risorsa idrica la Sicilia agricola rischia di morire&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/12/il-sinalp-avverte-la-riforma-dei-consorzi-di-bonifica-non-e-piu-rinviabile-e-senza-una-nuova-gestione-della-risorsa-idrica-la-sicilia-agricola-rischia-di-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segretario Regionale del Sinalp Sicilia Andrea Monteleone ed il componente della Direzione Regionale Andrea Tomarchio, a nome dei lavoratori, degli operatori del comparto agricolo, degli allevatori e delle comunità rurali dell’Isola, ritengono necessario intervenire sull’ormai improcrastinabile riforma dei Consorzi di Bonifica siciliani. La Sicilia sta vivendo una delle più gravi crisi strutturali della sua [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/12/il-sinalp-avverte-la-riforma-dei-consorzi-di-bonifica-non-e-piu-rinviabile-e-senza-una-nuova-gestione-della-risorsa-idrica-la-sicilia-agricola-rischia-di-morire/">Il Sinalp avverte: &#8220;La riforma dei Consorzi di Bonifica non è più rinviabile e senza una nuova gestione della risorsa idrica la Sicilia agricola rischia di morire&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario Regionale del Sinalp Sicilia Andrea Monteleone ed il componente della Direzione Regionale Andrea Tomarchio, a nome dei lavoratori, degli operatori del comparto agricolo, degli allevatori e delle comunità rurali dell’Isola, ritengono necessario intervenire sull’ormai improcrastinabile riforma dei Consorzi di Bonifica siciliani. La Sicilia sta vivendo una delle più gravi crisi strutturali della sua storia recente. &#8220;Questa crisi &#8211; si legge nella nota &#8211; non è più imputabile ad una sola inefficienza amministrativa o difficoltà gestionale, oggi siamo davanti ad una vera emergenza economica, sociale, economica e ambientale che mette a rischio la sopravvivenza stessa del comparto agricolo siciliano. Senza una riforma concreta e immediata del sistema irriguo e della bonifica, la Sicilia agricola è destinata a spegnersi, l’agricoltura e l’allevamento non possono esistere senza acqua. La disponibilità della risorsa idrica, la manutenzione delle reti, la capacità di programmare gli interventi e la gestione moderna dei bacini rappresentano oggi il confine tra sviluppo e abbandono delle nostre campagne.</p>
<p></p>
<p>Il sistema attuale dei Consorzi di Bonifica è caratterizzato da una frammentazione politico amministrativa ormai superata ed non più idonea a gestire il comparto. Gli attuali Consorzi rappresentano strutture obsolete, reti irrigue ormai inefficienti e con l&#8217;aggravante di una manutenzione dei sistemi irrigui insufficiente. La gestione commissariale di questi Enti si è eccessivamente protratta nel tempo, aggravandone le difficoltà nel garantire continuità dei servizi essenziali agli allevatori ed agli agricoltori, e cosa ormai acclarata questo sistema non è più adeguato alle sfide che la Sicilia deve affrontare. La siccità, i cambiamenti climatici, l’aumento dei costi energetici e la necessità di garantire sicurezza alimentare impongono una scelta coraggiosa e responsabile. Il Sinalp Sicilia esprime pertanto il proprio pieno sostegno al percorso di riforma promosso dall’Assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e dalla Giunta Regionale, attraverso il Disegno di Legge n. 530/A, che prevede il superamento dell’attuale modello frammentato e la costituzione di quattro grandi Consorzi organizzati secondo criteri di bacino idrografico.</p>
<p></p>
<p>Una scelta che il Sinalp considera strategica perché finalmente sposta il governo dell’acqua dai confini amministrativi alla reale conformazione del territorio siciliano. La risorsa idrica non può più essere gestita secondo logiche del passato. L’acqua non segue i confini dei comuni o delle province, segue i fiumi, i bacini, le montagne, le pianure e le esigenze produttive. La riforma dei Consorzi di Bonifica  deve essere una possibilità concreta per razionalizzare le strutture amministrative, eliminare sovrapposizioni e sprechi, programmare interventi strutturali, garantire agli agricoltori un servizio irriguo efficiente, tutelare e valorizzare gli allevamenti e le produzioni tipiche siciliane. Il Sinalp Sicilia ritiene inoltre fondamentale che questa trasformazione non dimentichi il patrimonio più importante dei Consorzi, le lavoratrici e i lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento del sistema nonostante le sempre più grandi difficoltà che caratterizzano il comparto. La riforma sarà realmente efficace solo se sarà accompagnata dalla stabilizzazione del personale che ancora risulta precario, riconoscendone l’esperienza professionale maturata nel tempo. Diventa di fondamentale importanza l&#8217;applicazione corretta dei contratti collettivi e la relativa certezza delle retribuzioni che ad oggi stentano ad entrare a regime per i pagamenti ai dipendenti. </p>
<p></p>
<p>Non può esistere una nuova agricoltura siciliana senza lavoratori tutelati e motivati. Il Sinalp Sicilia lancia quindi un appello alla politica regionale: non trasformiamo questa riforma nell’ennesima occasione mancata. La Sicilia non può più permettersi rinvii, contrapposizioni o interessi particolari. Ogni giorno perso significa aziende agricole in difficoltà, allevamenti compromessi, giovani costretti ad abbandonare le campagne e territori sempre più fragili. La riforma dei Consorzi di Bonifica deve diventare il punto di partenza per una nuova stagione di sviluppo. Una Sicilia che governa la propria acqua è una Sicilia che difende il proprio futuro. Senza acqua non c’è agricoltura e &#8211; chiude la nota &#8211; senza agricoltura non c’è futuro per la Sicilia&#8221;.</p>
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		<title>La Sicilia tra le Regioni italiane dove i minori sono più esposti ai maltrattamenti. Segnali di miglioramento</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/11/la-sicilia-tra-le-regioni-italiane-dove-i-minori-sono-piu-esposti-ai-maltrattamenti-ma-ci-sono-segnali-di-miglioramento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sicilia è ancora tra le Regioni italiane dove i minori sono più esposti ai maltrattamenti, ma si intravedono segnali di miglioramento. È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione Cesvi e presentato a Roma. La Sicilia, in particolare, occupa il quartultimo posto della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/11/la-sicilia-tra-le-regioni-italiane-dove-i-minori-sono-piu-esposti-ai-maltrattamenti-ma-ci-sono-segnali-di-miglioramento/">La Sicilia tra le Regioni italiane dove i minori sono più esposti ai maltrattamenti. Segnali di miglioramento</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Sicilia è ancora tra le Regioni italiane dove i minori sono più esposti ai maltrattamenti, ma si intravedono segnali di miglioramento. È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione Cesvi e presentato a Roma. La Sicilia, in particolare, occupa il quartultimo posto della graduatoria delle regioni stilata dal rapporto ed è migliorata di due posizioni rispetto alla precedente rilevazione, pur restando sotto la media nazionale per capacità di reazione al rischio maltrattamento. Dall’analisi di CESVI emerge che la Regione si posiziona tra la dodicesima e la ventesima posizione per tutti gli indicatori analizzati e che è ultima in Italia per capacità di acquisire conoscenza e sapere e terzultima per capacità di cura e di lavorare. La Sicilia, inoltre, anche se il dato è in forte miglioramento rispetto al passato (nel 2004 era 66,4/1.000), risulta la regione italiana con il più alto tasso di fecondità giovanile (31,2/1.000) e con il più alto tasso di separazioni (17,1 ogni 10.000 abitanti), con possibili impatti sulla tenuta dei nuclei familiari. Per tutte queste ragioni, la Sicilia è considerata una “regione a elevata criticità”, ovvero un territorio caratterizzato, parallelamente, elevati fattori di rischio e servizi di prevenzione e cura al di sotto della media nazionale. Nella stessa categoria si trovano altre sette regioni italiane: Campania, Calabria, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e Lazio.</p>
<p></p>
<p>In Sicilia, Cesvi è attiva con la Casa del Sorriso di Siracusa, una struttura che sostiene l’infanzia in difficoltà e supporta le famiglie. La Casa del Sorriso di Siracusa, gestita insieme alla Cooperativa Sociale Mondo Nuovo, si trova in una zona limitrofa al quartiere di Mazzarona, alla periferia nordest della città, segnato da un alto numero di famiglie in situazione di fragilità economica e socioculturale, diffuse criminalità minorile e dispersione scolastica, carenza di spazi educativi e di aggregazione. Nel solo 2025 la struttura ha sostenuto 150 persone, garantendo tutela a 86 ragazzi e offrendo ascolto, sostegno educativo, supporto psicologico e accompagnamento alle famiglie. Il rapporto  analizza i fattori di rischio e la capacità delle regioni italiane di prevenire e contrastare il maltrattamento all’infanzia, mettendo in evidenza un’Italia a due velocità: nelle regioni del Nord, con reti sociali più solide e servizi più strutturati, emergono miglioramenti, mentre nei territori caratterizzati da fragilità economica, minore disponibilità di servizi e debolezza del tessuto sociale, come alcune regioni del Meridione, persistono condizioni di rischio più elevate a cui non corrisponde un’adeguata risposta attraverso servizi di supporto.  I servizi a sostegno della genitorialità, che in Italia raggiungono complessivamente oltre 144mila utenti (copertura media: 495 utenti ogni 100.000 abitanti target) sono molto più diffusi al Nord (741 utenti/100.000 abitanti) rispetto al Centro (322,1) e al Mezzogiorno (271,0).</p>
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		<title>Allarme di Anci Sicilia: &#8220;Senza risorse aggiuntive da settembre a rischio i servizi essenziali nei comuni dell&#8217;isola&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/10/allarme-di-anci-sicilia-senza-risorse-aggiuntive-da-settembre-a-rischio-i-servizi-essenziali-nei-comuni-dellisola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Abbiamo rappresentato una situazione che continua a destare forte preoccupazione. Molti enti locali hanno approvato i bilanci di previsione in condizioni di grande difficoltà e con margini finanziari sempre più ridotti. È una criticità che riguarda l’intero sistema delle autonomie locali siciliane e che richiede risposte concrete e tempestive”. Così il presidente di Anci Sicilia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/10/allarme-di-anci-sicilia-senza-risorse-aggiuntive-da-settembre-a-rischio-i-servizi-essenziali-nei-comuni-dellisola/">Allarme di Anci Sicilia: &#8220;Senza risorse aggiuntive da settembre a rischio i servizi essenziali nei comuni dell&#8217;isola&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Abbiamo rappresentato una situazione che continua a destare forte preoccupazione. Molti enti locali hanno approvato i bilanci di previsione in condizioni di grande difficoltà e con margini finanziari sempre più ridotti. È una criticità che riguarda l’intero sistema delle autonomie locali siciliane e che richiede risposte concrete e tempestive”. Così il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, intervenuti oggi in audizione davanti alla commissione Bilancio dell’Ars, presieduta da Dario Daidone, alla presenza degli assessori regionali all’Economia, Alessandro Dagnino e alle Autonomie Locali, Elisa Ingala, nell’ambito di un confronto dedicato alle condizioni della finanza locale.</p>
<p></p>
<p>Nel corso dell’incontro, Anci Sicilia ha richiamato l’attenzione sulla necessità di utilizzare le prossime variazioni di bilancio per rafforzare il sostegno ai Comuni, con particolare riferimento ai servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (Asacom), alla gestione e al funzionamento degli asili nido e dei servizi educativi per la prima infanzia, al trasporto scolastico alunni pendolari, ai servizi per le persone con disabilità e alle altre attività sociali rivolte alle fasce più fragili della popolazione. È stata inoltre evidenziata la necessità di garantire le risorse necessarie affinché le nuove strutture per l’infanzia realizzate grazie agli investimenti del Pnrr possano essere pienamente operative e tradursi in servizi effettivamente disponibili per le famiglie siciliane. </p>
<p></p>
<p>“Le decisioni che saranno assunte nelle prossime settimane avranno effetti concreti già dal mese di settembre &#8211; aggiungono Amenta e Alvano -. È necessario intervenire subito affinché i Comuni possano continuare a garantire servizi fondamentali alle famiglie, agli studenti e alle persone più fragili. Le variazioni di bilancio rappresentano un’occasione importante per dare risposte ai territori e completare gli impegni finanziari già assunti nei confronti delle autonomie locali”. “Perché possa continuare un dialogo costruttivo con il governo regionale, Anci Sicilia chiede di tenere realmente e concretamente conto di tali esigenze, a partire dalle prossime variazioni di bilancio, destinando una parte cospicua dei circa 400 milioni disponibili ai bisogni dei minori e dei soggetti fragili”, conclude Amenta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/10/allarme-di-anci-sicilia-senza-risorse-aggiuntive-da-settembre-a-rischio-i-servizi-essenziali-nei-comuni-dellisola/">Allarme di Anci Sicilia: &#8220;Senza risorse aggiuntive da settembre a rischio i servizi essenziali nei comuni dell&#8217;isola&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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