RAGUSA – La Lav (Lega Anti Vivisezione) di Ragusa esprime il proprio profondo sdegno di fronte all’emanazione della disposizione operativa (Prot. n. 86568 del 15/08/2026) da parte del Servizio 15 – Ufficio per il Territorio di Ragusa dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura. Con questo atto si autorizza, a partire dal 16 agosto 2026, una squadra di coadiutori a dare il via agli abbattimenti di daini (Dama dama) sul territorio provinciale. “Riteniamo inaccettabile – si legge nella nota – che la risposta delle istituzioni alla gestione della fauna selvatica si riduca ancora una volta a una vera e propria condanna a morte. La decisione di ricorrere a cacciatori coadiutori abilitati (gli stessi impiegati per il contenimento dei cinghiali) rappresenta una scorciatoia cruenta, anacronistica e priva di scientificità, che trasforma i nostri boschi e le nostre campagne in un teatro di caccia continua.
L’approccio punitivo verso gli animali, colpevoli solo di seguire il proprio istinto e di occupare spazi da cui sono stati spesso attratti o introdotti dall’uomo stesso, dimostra la totale assenza di una visione etica e sistemica da parte della Regione Siciliana e degli enti locali coinvolti. La Lav da sempre promuove soluzioni incisive, civili e scientificamente valide che prescindono dall’uso delle armi. Esistono alternative etiche e legali al massacro indiscriminato: sterilizzazione e controllo della fertilità con implementazione di programmi di immunocontraccezione o sterilizzazione chirurgica dei capi per limitare la crescita della popolazione in modo incruento e progressivo. Cattura e traslocazione con l’utilizzo di tecniche di cattura non cruente per il trasferimento degli individui in santuari, riserve recintate o aree protette dedicate prive di impatto sulle attività umane. Prevenzione dei danni all’agricoltura con incentivazione e finanziamento di recinzioni elettrificate, dissuasori acustici, visivi o olfattivi e protezioni meccaniche per le colture locali. Sicurezza stradale attiva con installazione di segnaletica luminosa, dissuasori ottici e barriere lungo i tratti stradali a maggior rischio per prevenire incidenti ed evitare impatti con i veicoli.
Chiediamo con forza al Dirigente Provinciale, Dott. Tullio Serges, all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, al Prefetto e a tutti i Sindaci dei Comuni interessati (Ragusa, Modica, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo) l’immediata revoca dell’autorizzazione all’abbattimento. Gli animali selvatici sono un bene inalienabile della comunità e vanno tutelati, non sterminati. La Lav – chiude la nota – invita i cittadini e le associazioni del territorio a unire la propria voce contro questa ennesima mattanza autorizzata”.
Anche Sinistra Italiana Ragusa esprime la propria ferma condanna nei confronti della disposizione operativa (Prot. n. 86568 del 15/08/2026) emanata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, che autorizza l’avvio degli abbattimenti dei daini nel territorio provinciale a partire dal 16 agosto. “Consideriamo questa decisione – si legge nella nota – l’ennesima dimostrazione di una politica regionale miope e priva di visione sostenibile, che sceglie la via più breve e violenta (la sparatoria nei nostri boschi) per coprire anni di ritardi, mancata programmazione e assenza di monitoraggio sulla fauna selvatica. Armare squadre di coadiutori e trasformare la provincia in una riserva di caccia permanente non risolve le criticità della convivenza tra fauna, agricoltura e viabilità; si limita a posticipare il problema lasciando sul campo una scia di sangue del tutto ingiustificata. La tutela dell’ambiente e della biodiversità non può essere delegata alle armi. Esistono strumenti incruenti, scientificamente validi e già sperimentati che le istituzioni continuano colpevolmente a ignorare. Le priorità per una gestione etica e sistemica: metodi ecologici e barriere fisiche: Finanziamento immediato a favore degli agricoltori per l’installazione di recinzioni elettrificate, dissuasori ottico-acustici e protezioni per le colture.
Messa in sicurezza della viabilità: Mappatura dei tratti stradali critici e installazione di segnaletica luminosa, sensori di attraversamento e dissuasori per prevenire gli incidenti nelle aree di Modica, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo e Ragusa. Piani di contenimento incruenti: Sperimentazione di programmi di immunocontraccezione e cattura per la traslocazione degli esemplari verso strutture protette o santuari. Tavolo di confronto permanente: Coinvolgimento immediato di esperti scientifici, associazioni ambientaliste e protezioniste per pianificare interventi a lungo termine. Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni animaliste della provincia e chiediamo al Dirigente Provinciale, Dott. Tullio Serges, alla Regione Siciliana e ai Sindaci dei Comuni coinvolti la sospensione immediata del provvedimento di abbattimento. La fauna selvatica – chiude la nota – è un bene comune di tutti i cittadini e la sua gestione richiede civiltà, etica e rispetto per la vita, non scorciatoie venatorie”.
Lo scorso luglio, il deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana Vincenzo Figuccia aveva presentato un disegno di legge per prevenire e contrastare i danni provocati dalla fauna selvatica. L’obiettivo è quello di dotare la Regione di strumenti più efficaci per difendere le aziende agricole e zootecniche, sempre più colpite dalla proliferazione incontrollata di daini e cinghiali, che mettono a rischio raccolti, produzioni e investimenti.
Avvistamenti di daini si sono intensificati sempre di più negli ultimi mesi, specie nelle campagne del Modicano, ai confini con il territorio rurale di Ragusa.

