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I sindacati denunciano complicate relazioni con l’Asp di Ragusa: vertice regionale richiesto per trovare soluzioni concrete

RAGUSA – “Le gravi difficoltà relazionali sindacali e gestionali dell’Asp 7 di Ragusa sono l’argomento oggetto di una richiesta di incontro all’Assessore regionale alla Sanità e al presidente della VI Commissione Sanità”: comincia così un comunicato della Cgil di Ragusa in cui si specifica che “I sindacati hanno richiesto da tempo una interlocuzione fattiva e concreta con la Direzione Strategica, ma nei fatti hanno potuto constatare una chiusura che ha portato ad indire un sit-in di protesta il 18 maggio scorso, con la partecipazione di circa 250 Operatori Sanitari e non, e dei segretari regionali.
Se da un lato hanno paventato aperture a parole, dall’altro lato hanno continuato a mantenere un disegno che non è mai stato chiaro e quali obiettivi vogliono raggiungere.

Nello specifico i sindacati – si legge ancora nella lettera – non hanno condiviso e con opportune indicazioni hanno presentato delle proposte meritevoli di essere valutate, il piano del fabbisogno del personale per il triennio 2023/2025, dell’Asp 7 di Ragusa. Ebbene, sono state evidenziate alcune lacune in merito a quanto proposto, riguardante la parte assistenziale (Infermieri, Oss, Ausiliari Socio Sanitari) e per la parte tecnica, (Operatori Tecnici), ove i sindacati hanno manifestato e riscontrato le maggiori criticità aziendali. A queste opportune note, condivise dalla Direzione Strategica , viene deliberato un fabbisogno del personale completamente difforme da quanto concordato.

“Gli interessati hanno più volte richiesto l’applicazione della direttiva per la stabilizzazione del personale covid e di un concorso pubblico per 120 posti di infermieri, ma è stata disatteso completamente quanto previsto dalla direttiva. A questo va aggiunto che i dipendenti ausiliari, operatori tecnici, assistenti sociali, psicologi, biologici, che hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, sono stati completamente abbandonati e non previsti nei piani del fabbisogno.

A ciò bisogna aggiungere una ulteriore anomalia, nella stesura del fabbisogno, non è stato previsto nessun tipo di verticalizzazione, pur avendo condiviso e deliberato un regolamento aziendale. L’immobilismo assoluto di questa Direzione Strategica – chiude la lettera dei sindacati – sta conducendo l’azienda in un vicolo cieco, senza possibilità e prospettive di crescita e di miglioramento dei servizi sanitari”.