“Non chiudete quella scuola”: onorevoli, genitori e comitati uniti per salvare le classi a Ibla che rischiano il trasferimento

Corriere di Ragusa Attualità

“Non chiudete quella scuola”: onorevoli, genitori e comitati uniti per salvare le classi a Ibla che rischiano il trasferimento

RAGUSA – “Non chiudete la scuola di Ragusa Ibla”: è unanime il grido d’allarme che si leva alto per scongiurare ciò che i genitori dei piccoli alunni in particolare considererebbero uno “scippo” alla comunità. E così onorevoli, comitati, associazioni e gli stessi genitori si mobilitano, con proposte e suggerimenti, per impedire che la scuola chiuda i battenti a causa del sottodimensionamento scolastico. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello del Comibleo, che, in una nota, ritiene che “Per garantire il futuro della scuola a Ragusa Ibla occorra attivarsi il prima possibile anche con forme di mobilitazione che consentano di perorare la causa della città antica che, certo, non può rimanere senza un presidio scolastico”.

Comibleo e il comitato spontaneo di residenti chiedono quindi conto e ragione sulle indiscrezioni che vorrebbero la scuola di Ibla giunta al capolinea come, tra l’altro, testimoniato dallo spostamento di alcuni ragazzi nelle classi della sede centrale. “Occorre, piuttosto – continuano dal Comibleo – incentivare la presenza degli studenti nelle classi del plesso di Ibla, studiare forme integrative di didattica che, come suggerito dai genitori, possano diventare motivo di attrazione per chi intende abitare da queste parti. Ibla non può e non deve rassegnarsi a questo tramonto e, d’altro canto, non avrebbe neppure senso, se la scuola dovesse chiudere – conclude Comibleo – l’annunciato progetto di riqualificazione della piazzetta antistante l’istituto scolastico”.

Nei giorni scorsi un’interrogazione urgente a risposta scritta era stata presentata dai parlamentari Dc onorevoli Ignazio Abbate e Carmelo Pace al Presidente della Regione e all’Assessore all’Istruzione per chiedere di aprire un tavolo di concertazione con il Governo Nazionale e stoppare così la norma prevista nella manovra del governo nazionale, che porta il numero minimo degli alunni per scuola da 600 a 900, rischiando di far chiudere dal 2024 circa 100 istituzioni scolastiche solo in Sicilia. “Penso inevitabilmente alla scuola di Ragusa Ibla – aveva detto Abbate – che rischia di scomparire definitivamente dopo che già l’anno scorso tanti ragazzi sono stati spostati nelle classi della sede centrale a diversi chilometri di distanza. E come questa a tantissime altre scuole che hanno fatto la storia dei territori che rappresentano. Sono sicuro – aveva concluso Abbate – che il Governo Regionale non rimarrà insensibile a questo grido d’aiuto”.