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	<title>Economia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Economia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<item>
		<title>Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/12/case-e-costi-nel-territorio-ibleo-a-pozzallo-servono-5-anni-di-stipendio-per-comprare-80-metri-quadrati-a-ragusa-ne-bastano-3-e-mezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo. Quadrivo.it ha messo a confronto il prezzo delle case con il reddito netto medio dichiarato in tutti i 12 comuni della provincia di Ragusa. Il calcolo è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo. Quadrivo.it ha messo a confronto il prezzo delle case con il reddito netto medio dichiarato in tutti i 12 comuni della provincia di Ragusa. Il calcolo è stato effettuato tra prezzo centrale Omi di vendita (2° semestre 2025) per 80 metri quadrati, diviso il reddito netto medio per contribuente dell&#8217;anno d&#8217;imposta 2024 (Dipartimento delle Finanze, dopo Irpef e addizionali).</p>
<p></p>
<p><a href="https://quadrivo.it/prezzi-case/provincia/ragusa" target="_blank"><strong>La tabella completa dei 12 comuni iblei</strong></a><br />
Comune	Anni di stipendio per 80 m²	Prezzo al m²<br />
Pozzallo	5,0	1.010 €<br />
Scicli	4,9	930 €<br />
Vittoria	4,6	750 €<br />
Santa Croce Camerina	4,4	770 €<br />
Acate	4,4	680 €<br />
Modica	4,1	850 €<br />
Ispica	3,9	750 €<br />
Chiaramonte Gulfi	3,8	650 €<br />
Ragusa (capoluogo)	3,6	790 €<br />
Monterosso Almo	3,4	630 €<br />
Comiso	3,4	600 €<br />
Giarratana	3,2	610 €</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/12/case-e-costi-nel-territorio-ibleo-a-pozzallo-servono-5-anni-di-stipendio-per-comprare-80-metri-quadrati-a-ragusa-ne-bastano-3-e-mezzo/">Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Costi insostenibili per utilizzare l’aeroporto di Comiso. Persi 230.000 passeggeri in 3 anni, occorre rendere pubblici i documenti del 2023</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/08/costi-insostenibili-per-utilizzare-laeroporto-di-comiso-persi-230-000-passeggeri-in-3-anni-occorre-rendere-pubblici-i-documenti-del-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; “La causa principale del mancato utilizzo dell’aeroporto di Comiso è l’eccessivo costo dei servizi aeroportuali per le compagnie aeree. È questo il vero danno gestionale a un’infrastruttura necessaria, ma oggi soffocata dall’inefficienza”. A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente del Mec (Movimento Elettori e Consumatori) e dei comitati dei viaggiatori Vussia e Cassutta. Secondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/08/costi-insostenibili-per-utilizzare-laeroporto-di-comiso-persi-230-000-passeggeri-in-3-anni-occorre-rendere-pubblici-i-documenti-del-2023/">Costi insostenibili per utilizzare l’aeroporto di Comiso. Persi 230.000 passeggeri in 3 anni, occorre rendere pubblici i documenti del 2023</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; “La causa principale del mancato utilizzo dell’aeroporto di Comiso è l’eccessivo costo dei servizi aeroportuali per le compagnie aeree. È questo il vero danno gestionale a un’infrastruttura necessaria, ma oggi soffocata dall’inefficienza”. A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente del Mec (Movimento Elettori e Consumatori) e dei comitati dei viaggiatori Vussia e Cassutta. Secondo le analisi del Mec, il costo totale per ogni atterraggio e decollo a Comiso ammonta a circa 24,05 euro a passeggero (ipotizzando un aereo pieno all’85%). Una cifra insostenibile per i vettori ma anche per i passeggeri, ai quali viene chiesto di coprire quei costi attraverso i biglietti aerei o attraverso contributi che pesano sulle loro tasche, in ogni caso. “Non siamo mucche da mungere, ma cittadini ai quali la Costituzione garantisce libertà di movimento, in Sicilia molto limitata da disagi e costi”. “Pensare di attrarre passeggeri offrendo contributi alle compagnie aeree significa solo alimentare una struttura inefficiente”, continua Melchiorre. “Una strategia che ha sempre frenato lo sviluppo dello scalo, il quale dal 2013 a oggi ha superato i 450mila passeggeri solo nel 2016”.</p>
<p> </p>
<p>Il Mec e i comitati denunciano: un potenziale accordo economico per richiamare Ryanair a Comiso è l&#8217;ennesimo spreco di risorse. “La Regione Siciliana non ha mai smentito di aver speso almeno 150 milioni di euro per finanziare rotte da e per l&#8217;isola. Finanziare il ritorno di Ryanair con fondi pubblici servirebbe solo a mascherare gravi inefficienze e tariffe aeroportuali fuori mercato”. Il movimento sottolinea la necessità di invertire la rotta in vista degli obiettivi turistici regionali: “Basta sprecare i soldi dei contribuenti. Dobbiamo rendere Comiso efficiente e pianificare la gestione di 50 milioni di passeggeri in Sicilia entro il 2028”. Per raggiungere questo traguardo, il Mec invoca un cambio radicale della governance: “È fondamentale rinnovare il management degli aeroporti di Catania e Comiso, affidandoli a chi sa governare i costi e attrarre nuove compagnie con tariffe competitive. L&#8217;attuale gestione ha fallito, deprezzando il valore degli scali. Chiediamo di sospendere la vendita delle quote Sac finché non saranno superati i deficit strutturali: diversamente, le inefficienze attuali, privatizzate, offriranno ai nuovi proprietari il modo per lucrare sulla saturazione e bloccare lo sviluppo economico futuro. Con la crisi politica attuale, è ancora più urgente bloccare qualsiasi ulteriore azione nel processo di privatizzazione, perché sarebbe una vendita in perdita.”</p>
<p></p>
<p><strong>Il Pio La Torre ha perso 230.000 passeggeri in 3 anni</strong><br />
230.000 passeggeri persi in tre anni, un calo del traffico aeroportuale del 63% e due ricostruzioni contrastanti sulle trattative che, nell&#8217;aprile 2023, portarono alla rottura dei rapporti tra Ryanair e Sac. È da questi elementi che nasce la nuova iniziativa del Patto per la Sicilia orientale, che ha trasmesso due lettere formali ai vertici della compagnia aerea irlandese e della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, chiedendo di rendere pubblica la documentazione relativa alla vicenda. A sottoscrivere il comunicato e sostenere l&#8217;iniziativa sono Giovanni Lo Schiavo, Segretario Provinciale Cisal Catania; Franz Cannizzo, libero professionista e promotore del Patto della Sicilia Orientale; Giuseppe Stefio, Sindaco di Carlentini e Componente del Libero Consorzio di Siracusa; Mirko Stefio, Segretario politico del Movimento Siciliano d’Azione; Antonio Prelati, Referente del Comitato a difesa e sviluppo degli aeroporti iblei; Paolo Crocifisso, Componente del Comitato a difesa e sviluppo degli Aeroporti Iblei. I firmatari chiedono trasparenza sulle decisioni assunte nel 2023 e garanzie per il futuro dell&#8217;aeroporto Pio La Torre, soprattutto alla luce della procedura di privatizzazione di Sac.</p>
<p></p>
<p><strong>Comiso, il crollo dei passeggeri: da 364.735 a 134.000</strong><br />
Al centro della presa di posizione c&#8217;è il drastico ridimensionamento del traffico registrato nello scalo ragusano. Nel 2022 l&#8217;aeroporto di Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri, scesi a circa 134mila nel 2025. Una perdita di circa 230mila viaggiatori, pari al 63% del traffico, che il Patto collega alla rottura delle trattative con Ryanair nella primavera del 2023.<br />
Secondo i promotori dell&#8217;iniziativa, le conseguenze economiche e occupazionali hanno interessato l&#8217;intero territorio ibleo, dalle imprese turistiche della Val di Noto ai produttori agroalimentari, dai lavoratori aeroportuali alle comunità locali. Un territorio che, sottolineano i firmatari, può contare su un importante patrimonio turistico e culturale, con otto siti Unesco nel raggio di sessanta chilometri.</p>
<p></p>
<p><strong>Le versioni contrastanti di Ryanair e Sac</strong><br />
Il punto centrale della richiesta riguarda le due differenti ricostruzioni pubbliche della trattativa dell&#8217;aprile 2023. Secondo la versione attribuita a Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, sarebbe esistito un accordo già definito e pronto per essere firmato. Sac avrebbe successivamente modificato la propria posizione, determinando l&#8217;interruzione della trattativa e la cancellazione della conferenza stampa prevista per annunciare le nuove rotte. Differente la ricostruzione attribuita ai rappresentanti di Sac, Torrisi e Alfano, secondo i quali Ryanair avrebbe avanzato ulteriori richieste rispetto alle condizioni inizialmente concordate, ritenute incompatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato e con il principio di parità di trattamento tra vettori. Per il Patto, le due versioni risultano incompatibili e soltanto la pubblicazione degli atti potrà consentire di ricostruire quanto realmente accaduto. “Non per riaprire polemiche, ma per garantire che non si ripeta”, è il principio alla base dell&#8217;iniziativa.</p>
<p></p>
<p><strong>Due lettere ufficiali e una scadenza: il 20 ottobre</strong><br />
La prima comunicazione, redatta in inglese, è stata indirizzata a Eddie Wilson, Ceo di Ryanair. Il Patto chiede alla compagnia di mettere a disposizione le proposte commerciali, le controproposte, la corrispondenza intercorsa e i verbali degli incontri relativi alla trattativa del 2023. Nella stessa lettera viene avanzata anche la proposta di un incontro istituzionale, da svolgere a Catania, Comiso, Dublino oppure in videoconferenza, per individuare le condizioni commerciali e contrattuali che potrebbero rendere possibile e sostenibile il ritorno di Ryanair nello scalo ibleo. L&#8217;obiettivo è sottoporre eventuali condizioni concordate all&#8217;attenzione del futuro gestore privato di Sac, nell&#8217;ambito del contratto di privatizzazione. La seconda lettera è stata indirizzata alla presidente Sac Quattrone e all&#8217;amministratore delegato Torrisi, con la richiesta di rendere pubblica la documentazione della trattativa oppure di trasmetterla ai soci pubblici aventi titolo. I firmatari richiamano, a questo proposito, la natura interamente pubblica del capitale di Sac e gli obblighi di trasparenza previsti dal D.Lgs. 33/2013 e dal D.Lgs. 175/2016. Il termine indicato per ricevere le risposte è il 20 ottobre 2026, così da poter esaminare gli elementi acquisiti prima del 12 novembre, data prevista per la presentazione delle offerte non vincolanti da parte degli operatori internazionali interessati alla privatizzazione.</p>
<p></p>
<p><strong>Privatizzazione Sac, il timore di una svalutazione degli aeroporti</strong><br />
L&#8217;iniziativa arriva in una fase particolarmente delicata per il futuro della gestione aeroportuale della Sicilia orientale. Il Patto richiama quanto pubblicato dal Corriere della Sera, secondo cui alcuni operatori ammessi alla seconda fase della procedura di privatizzazione starebbero valutando uno “sconto calamità naturale” sul prezzo di offerta, legato alla vulnerabilità strutturale rappresentata dall&#8217;Etna. Secondo quanto riportato nel documento, il valore atteso dell&#8217;operazione sarebbe già passato da un miliardo di euro a una forbice compresa tra 500 e 600 milioni, con il rischio di un&#8217;ulteriore riduzione. In questo scenario, sostengono i firmatari, il ridimensionamento dell&#8217;aeroporto di Comiso non può essere considerato una questione secondaria, perché potrebbe incidere sulla valutazione complessiva degli asset aeroportuali e sul prezzo di cessione ottenibile dai soci pubblici.</p>
<p></p>
<p><strong>Le richieste per il futuro: piano industriale autonomo e garanzie vincolanti</strong><br />
Per il Patto per la Sicilia orientale, chiarire le ragioni della rottura del 2023 è fondamentale anche per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi dopo l&#8217;ingresso di un gestore privato.Tra le garanzie richieste figurano un piano industriale autonomo per Comiso, indicatori di prestazione vincolanti (Kpi) e un esplicito divieto di depotenziamento dello scalo.<br />
Misure che, secondo i promotori, dovrebbero trovare spazio nel contratto di privatizzazione, per tutelare lo sviluppo dell&#8217;aeroporto e le prospettive economiche del territorio.<br />
Cannizzo: “Non ci schieriamo con Ryanair né con Sac, ma con il territorio”</p>
<p></p>
<p><strong>A ribadire la posizione del Patto è Franz Cannizzo, promotore dell&#8217;iniziativa</strong><br />
“Il Patto per la Sicilia orientale non si schiera né con Ryanair né con Sac nella disputa del 2023 – dichiara Franz Cannizzo –. Si schiera con il territorio, che ha perso 230.000 passeggeri in tre anni e non ha mai ricevuto una spiegazione documentata di quello che è successo. Entrambe le parti dichiarano di avere ragione. Entrambe dichiarano di avere i documenti. Li producano. Il territorio lo merita e la procedura di privatizzazione in corso lo richiede”. La richiesta dei sei firmatari è dunque quella di fare piena luce sulla vicenda del 2023 prima che si compiano nuovi passaggi decisivi per il futuro degli aeroporti della Sicilia orientale, affinché la privatizzazione sia accompagnata da impegni concreti a tutela dello sviluppo di Comiso e del territorio ibleo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/08/costi-insostenibili-per-utilizzare-laeroporto-di-comiso-persi-230-000-passeggeri-in-3-anni-occorre-rendere-pubblici-i-documenti-del-2023/">Costi insostenibili per utilizzare l’aeroporto di Comiso. Persi 230.000 passeggeri in 3 anni, occorre rendere pubblici i documenti del 2023</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco tutti i nuovi voli disponibili dal 25 ottobre all&#8217;aeroporto di Comiso. C&#8217;è anche il collegamento diretto con Malta</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/07/ecco-tutti-i-nuovi-voli-disponibili-dal-25-ottobre-allaeroporto-di-comiso-ce-anche-il-collegamento-diretto-con-malta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Dal 25 ottobre 2026 l’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso incrementerà l’operativo con otto frequenze settimanali aggiuntive. Debuttano due rotte nazionali, verso Napoli e Venezia, e un collegamento internazionale con Malta, mentre la tratta per Pisa diventa attiva tutto l’anno. Il rafforzamento dell’offerta è finanziato dalla Regione Siciliana attraverso una gara da 3 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Dal 25 ottobre 2026 l’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso incrementerà l’operativo con otto frequenze settimanali aggiuntive. Debuttano due rotte nazionali, verso Napoli e Venezia, e un collegamento internazionale con Malta, mentre la tratta per Pisa diventa attiva tutto l’anno. Il rafforzamento dell’offerta è finanziato dalla Regione Siciliana attraverso una gara da 3 milioni di euro, aggiudicata ad Aeroitalia. Il programma, della durata di dodici mesi a partire da domenica 25 ottobre 2026, prevede due voli settimanali per ciascuna delle quattro destinazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore continuità allo scalo della Sicilia sudorientale anche oltre la stagione estiva. Nel dettaglio, le rotte oggetto del piano sono Comiso–Pisa, Comiso–Napoli, Comiso–Venezia e Comiso–Malta, tutte con due frequenze a settimana.</p>
<p></p>
<p>Pisa, già presente nel network del “Pio La Torre”, sarà ora servita senza interruzioni durante l’anno; Napoli e Venezia rappresentano nuovi collegamenti domestici che ampliano le connessioni dirette con il resto d’Italia, mentre Malta costituisce l’unica meta estera del pacchetto. Con queste aggiunte, il totale delle operazioni settimanali dello scalo dovrebbe salire a 32, includendo anche le linee già in esercizio. Restano attivi i servizi in continuità territoriale verso Roma Fiumicino e Milano Linate, anch’essi operati da Aeroitalia e confermati fino al 31 ottobre 2028: 14 frequenze settimanali per Fiumicino e 7 per Linate. A queste si affiancano i collegamenti con Milano Malpensa, serviti anche da Wizz Air. In alcuni periodi dell’anno, l’offerta del “Pio La Torre” potrà essere ulteriormente ampliata con rotte stagionali, come quelle per Bologna e Torino, che si aggiungono ai collegamenti annuali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/07/ecco-tutti-i-nuovi-voli-disponibili-dal-25-ottobre-allaeroporto-di-comiso-ce-anche-il-collegamento-diretto-con-malta/">Ecco tutti i nuovi voli disponibili dal 25 ottobre all&#8217;aeroporto di Comiso. C&#8217;è anche il collegamento diretto con Malta</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>280 nuove assunzioni nel settore turistico a Ragusa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/07/280-nuove-assunzioni-nel-settore-turistico-a-ragusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Importante opportunità occupazionale per il territorio ragusano. Il gruppo alberghiero Mangia’s ha avviato una campagna di reclutamento che prevede 280 posti di lavoro a Ragusa, destinati principalmente al rilancio del Donnafugata Golf Resort. Le figure ricercate interessano diversi settori dell’ospitalità: cucina, sala e bar, ricevimento, housekeeping, manutenzione, animazione, guest experience e risorse umane. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/07/280-nuove-assunzioni-nel-settore-turistico-a-ragusa/">280 nuove assunzioni nel settore turistico a Ragusa</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Importante opportunità occupazionale per il territorio ragusano. Il gruppo alberghiero Mangia’s ha avviato una campagna di reclutamento che prevede 280 posti di lavoro a Ragusa, destinati principalmente al rilancio del Donnafugata Golf Resort. Le figure ricercate interessano diversi settori dell’ospitalità: cucina, sala e bar, ricevimento, housekeeping, manutenzione, animazione, guest experience e risorse umane. Le candidature possono essere inviate online attraverso il portale dedicato alle carriere del gruppo o tramite LinkedIn, con la possibilità di presentare anche candidature spontanee. Tra fine novembre e inizio dicembre sono inoltre previsti colloqui dedicati alle strutture dell’area Costa Ragusa, mentre nei prossimi giorni si terranno altri career day organizzati dal gruppo in Sicilia e Sardegna. L’iniziativa rappresenta una delle più significative campagne di assunzione annunciate negli ultimi mesi in provincia di Ragusa e punta a rafforzare l’offerta turistica del territorio in vista delle prossime stagioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/07/280-nuove-assunzioni-nel-settore-turistico-a-ragusa/">280 nuove assunzioni nel settore turistico a Ragusa</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perchè Ryanair non opera più all&#8217;aeroporto di Comiso? Le tesi discordanti dei vertici della compagnia aerea low cost e della Sac, la società che gestisce lo scalo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/06/perche-ryanair-non-opera-piu-allaeroporto-di-comiso-le-tesi-discordanti-dei-vertici-della-compagnia-aerea-low-cost-e-della-sac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Fanno discutere le dichiarazioni rilasciate dall&#8217;amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson a Repubblica. Il numero uno della compagnia aerea low cost sostiene difatti che quest&#8217;ultima sarebbe pronta a riprendere immediatamente le operazioni sullo scalo ibleo qualora venissero rispettati gli accordi già definiti in passato. Secondo la ricostruzione del manager irlandese, nell’aprile del 2023 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/06/perche-ryanair-non-opera-piu-allaeroporto-di-comiso-le-tesi-discordanti-dei-vertici-della-compagnia-aerea-low-cost-e-della-sac/">Perchè Ryanair non opera più all&#8217;aeroporto di Comiso? Le tesi discordanti dei vertici della compagnia aerea low cost e della Sac, la società che gestisce lo scalo</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Fanno discutere le dichiarazioni rilasciate dall&#8217;amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson a Repubblica. Il numero uno della compagnia aerea low cost sostiene difatti che quest&#8217;ultima sarebbe pronta a riprendere immediatamente le operazioni sullo scalo ibleo qualora venissero rispettati gli accordi già definiti in passato. Secondo la ricostruzione del manager irlandese, nell’aprile del 2023 esisteva un’intesa ormai conclusa e pronta per la firma. Una volta arrivati in Sicilia, però, la Sac avrebbe modificato la propria posizione, facendo saltare l’annuncio delle nuove rotte che Ryanair aveva programmato di presentare attraverso una conferenza stampa. Wilson sostiene che la documentazione relativa a quell’accordo esisterebbe ancora e che la compagnia avrebbe più volte mostrato le prove della trattativa, ribadendo che la disponibilità a tornare a Comiso non è mai venuta meno. In sostanza, la tesi di Ryanair è che il progetto fosse stato condiviso e successivamente bloccato dalla controparte. La Sac, però, ha sempre respinto questa ricostruzione. Già all’epoca della rottura, la società di gestione degli aeroporti siciliani aveva sostenuto di essere pronta a sottoscrivere l’intesa originariamente concordata e aveva accusato invece il vettore di avere avanzato richieste ulteriori rispetto a quelle inizialmente discusse. Richieste che, secondo i vertici della società, avrebbero comportato un trattamento privilegiato rispetto alle altre compagnie operanti nello scalo etneo e sarebbero risultate incompatibili con la normativa vigente.</p>
<p></p>
<p>Una posizione che negli anni non è cambiata. Nel maggio del 2025, nel corso di un confronto con il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, aveva spiegato che Ryanair avrebbe chiesto ulteriori risorse economiche provenienti da Catania per mantenere operative le rotte da e per Comiso. Una prospettiva che la società aeroportuale riteneva impossibile da accogliere. A rafforzare questa linea interviene oggi Giuseppe Alfano, membro del consiglio di amministrazione della Sac e profondo conoscitore del dossier. Alfano contesta duramente la ricostruzione proposta dal vettore irlandese e parla apertamente di una narrazione parziale della vicenda. Secondo l’ex sindaco di Comiso, Sac avrebbe sempre garantito a Ryanair le stesse condizioni offerte a tutte le altre compagnie aeree presenti nello scalo di Catania. Un principio che, evidenzia, non sarebbe negoziabile proprio perché gli incentivi utilizzati per sostenere il traffico aereo derivano da risorse pubbliche e, di conseguenza, non possono essere modulati in maniera arbitraria da vettore a vettore.</p>
<p></p>
<p>Per Alfano, un ulteriore elemento smentirebbe la tesi di una presunta ostilità nei confronti della compagnia irlandese: Ryanair continua infatti a operare con numerosi collegamenti da Catania, segno che il rapporto commerciale con la Sac non sarebbe mai stato compromesso. L’esponente del cda sostiene inoltre che Comiso continui ancora oggi a rappresentare un’opportunità concreta per la compagnia. Sul territorio, ricorda, esistono strumenti incentivanti messi a disposizione da Regione Siciliana, Camera di Commercio, Libero Consorzio e dalla stessa Sac per favorire l’apertura di nuove rotte. Le porte dello scalo ibleo, quindi, resterebbero aperte a un eventuale ritorno del vettore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/06/perche-ryanair-non-opera-piu-allaeroporto-di-comiso-le-tesi-discordanti-dei-vertici-della-compagnia-aerea-low-cost-e-della-sac/">Perchè Ryanair non opera più all&#8217;aeroporto di Comiso? Le tesi discordanti dei vertici della compagnia aerea low cost e della Sac, la società che gestisce lo scalo</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Mercato auto in Sicilia: cresce l’usato (+0,3%), prezzi medi in calo del 2,9%. A Ragusa 13.207 passaggi di proprietà (+3,4%)</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/02/mercato-auto-in-sicilia-cresce-lusato-03-prezzi-medi-in-calo-del-29-a-ragusa-13-207-passaggi-di-proprieta-34/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e siciliani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 180.752 passaggi di proprietà al netto delle minivolture, con una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI). Una centralità che emerge anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/02/mercato-auto-in-sicilia-cresce-lusato-03-prezzi-medi-in-calo-del-29-a-ragusa-13-207-passaggi-di-proprieta-34/">Mercato auto in Sicilia: cresce l’usato (+0,3%), prezzi medi in calo del 2,9%. A Ragusa 13.207 passaggi di proprietà (+3,4%)</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e siciliani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 180.752 passaggi di proprietà al netto delle minivolture, con una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI). Una centralità che emerge anche guardando al quadro nazionale: considerando complessivamente nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà netti, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI e UNRAE, l’usato rappresenta oggi il 64,7% degli acquisti complessivi, rispetto a circa il 60% di dieci anni fa. A rafforzare questo scenario sono anche le intenzioni d’acquisto per i prossimi mesi: tre automobilisti su quattro (75%) dichiarano infatti di orientarsi verso una vettura di seconda mano. Sul fronte dei prezzi, inoltre, in Sicilia prosegue la fase di ridimensionamento: rispetto allo stesso periodo del 2025, il valore medio delle auto usate in vendita nella regione è sceso del 2,9%, attestandosi a circa 20.300€. Per quanto riguarda le alimentazioni, diesel (50%) e benzina (35%) si confermano le soluzioni più richieste. Più contenuto l’interesse per l’elettrico (2%), che fatica ancora a guadagnare terreno, anche a causa di esigenze degli automobilisti non pienamente soddisfatte e dei limiti legati all’autonomia delle batterie. Maggiore, invece, l’interesse dell’ibrido, scelto dal 11% degli utenti.</p>
<p> </p>
<p><strong>Bollo auto 2027: crescono le ricerche con filtro fino a 80 kW</strong><br />
Alle intenzioni d’acquisto si affianca un segnale emerso dalle ricerche online dopo l’annuncio del Governo sul bollo auto. Secondo un’analisi del Centro Studi AutoScout24, tra il 17 e il 22 settembre le ricerche web effettuate impostando nei filtri di ricerca una potenza massima di 80 kW sono aumentate considerevolmente rispetto al 10–15 settembre. Il 16 settembre, giorno dell’annuncio, è escluso da entrambi i periodi. Tra le marche selezionate nelle ricerche, gli incrementi maggiori riguardano Volkswagen, Fiat, Audi, Mercedes-Benz e Toyota; tra i modelli guidano Dacia Duster, Audi A1, Renault Clio, Volkswagen T-Cross e Fiat 500X. Milano e Roma registrano i maggiori aumenti di utenti localizzati nelle rispettive città, seguite da Bologna, Torino e Napoli.</p>
<p> </p>
<p><strong>Andamento dei passaggi di proprietà a livello territoriale</strong><br />
Nel 2026, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI, Catania si conferma la prima provincia della Sicilia per numero di passaggi di proprietà netti, con 44.453 atti, nonostante un calo dell’1,2% rispetto al 2025. Seguono Palermo con 40.668 passaggi (-0,2%) e Messina con 20.294 atti (-2,1%). Prosegue la graduatoria Trapani con 16.379 passaggi (+2,3%), seguita da Siracusa con 15.354 atti (+0,6%) e Agrigento con 15.310 (+1,1%). Ragusa registra 13.207 passaggi (+3,4%), mentre Caltanissetta si attesta a 9.213 atti, registrando la crescita più significativa rispetto al 2025 (+5,4%). Enna chiude la classifica regionale con 5.874 passaggi (-0,5%).</p>
<p> </p>
<p><strong>Le auto e i segmenti più richiesti. Cosa cercheranno i siciliani nei prossimi mesi?</strong><br />
Nel periodo gennaio-agosto 2026, in Sicilia, la Fiat Panda si conferma il modello più richiesto in assoluto. Guardando invece alle alimentazioni alternative, tra le ibride primeggia la Fiat Panda Hybrid, mentre tra le elettriche la preferenza va alla Tesla Model 3.</p>
<p> </p>
<p><strong>Segmenti preferiti: SUV sempre al primo posto, seguono berline e city car</strong><br />
Guardando alle intenzioni d’acquisto per i prossimi quattro mesi, i SUV si confermano la tipologia più desiderata, con il 58% delle preferenze. Seguono le berline (29%) e le city car (27%), scelte da oltre un automobilista su quattro. Più contenuto l’interesse per monovolume (18%) e station wagon (16%), mentre coupé e cabrio restano una scelta di nicchia.</p>
<p> </p>
<p><strong>17.000 euro di budget, con la sicurezza al primo posto</strong><br />
Il budget destinato all’acquisto di un’auto usata si attesta oggi intorno ai 17.000 euro, confermando una disponibilità di spesa significativa da parte degli automobilisti, seppur più contenuta rispetto ai 20.000 euro rilevati un anno fa. Sul fronte delle dotazioni, la priorità è soprattutto la sicurezza: l’82% considera irrinunciabili i dispositivi di sicurezza attiva. Seguono gli elementi funzionali (38%), i sistemi di assistenza alla guida (35%) e l’infotainment (35%), mentre il 23% indica tra le caratteristiche desiderate il cambio automatico.</p>
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		<title>In Sicilia prezzi delle case stabili nel terzo trimestre 2026 con un +0,1%. Ragusa il mercato più dinamico con una crescita del 2,6%</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/02/in-sicilia-prezzi-delle-case-stabili-nel-terzo-trimestre-2026-con-un-01-ragusa-il-mercato-piu-dinamico-con-una-crescita-del-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prezzi delle abitazioni in Sicilia si mantengono sostanzialmente stabili nel terzo trimestre del 2026. Secondo l&#8217;ultimo report elaborato dall&#8217;Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare, il prezzo medio regionale aumenta dello 0,1% e raggiunge 1.104 euro al metro quadro, un livello ancora sotto la media nazionale di 2.031 euro/m². Su base annua la crescita si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/02/in-sicilia-prezzi-delle-case-stabili-nel-terzo-trimestre-2026-con-un-01-ragusa-il-mercato-piu-dinamico-con-una-crescita-del-26/">In Sicilia prezzi delle case stabili nel terzo trimestre 2026 con un +0,1%. Ragusa il mercato più dinamico con una crescita del 2,6%</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi delle abitazioni in Sicilia si mantengono sostanzialmente stabili nel terzo trimestre del 2026. Secondo l&#8217;ultimo report elaborato dall&#8217;Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare, il prezzo medio regionale aumenta dello 0,1% e raggiunge 1.104 euro al metro quadro, un livello ancora sotto la media nazionale di 2.031 euro/m². Su base annua la crescita si attesta all&#8217;1,2%, mentre rispetto al mese precedente l&#8217;aumento è dello 0,1%.</p>
<p></p>
<p><strong>Province</strong><br />
A livello provinciale la tendenza è contrastata con 5 aumenti e 4 cali. Il rialzo più marcato del trimestre si osserva a Ragusa, che cresce del 2,6%, seguita da Enna (2%), Trapani (1,7%), Messina (0,8%) e Siracusa (0,7%). In flessione Palermo (-0,4%), Catania (-0,6%), Caltanissetta (-1%) e Agrigento (-2,7%). Sul fronte dei prezzi, Palermo si conferma la provincia più cara della regione con 1.259 euro al metro quadro, seguita da Siracusa (1.189 euro/m²), Messina (1.153 euro/m²), Trapani (1.110 euro/m²), Catania (1.085 euro/m²), Ragusa (1.012 euro/m²), Agrigento (762 euro/m²), Enna (650 euro/m²), Caltanissetta (582 euro/m²).</p>
<p></p>
<p><strong>Capoluoghi </strong><br />
Nei capoluoghi lo scenario è altrettanto frastagliato. L&#8217;aumento più forte si osserva a Ragusa, dove i prezzi salgono del 5,2%, seguita da Enna (2,7%), Catania (1,5%), Caltanissetta (0,9%), Siracusa (0,4%) e Trapani (0,4%). In leggero rialzo anche Palermo (0,3%). In calo Messina (-0,5%) e Agrigento (-1%). Spiccano, tuttavia, le crescite sostenute di Ragusa (13,1%) e Catania (4,6%) rispetto a un anno fa. Anche a livello cittadino, Palermo è la più cara della regione con 1.540 euro al metro quadro, davanti a Siracusa (1.342 euro/m²), Catania (1.296 euro/m²), Ragusa (1.156 euro/m²), Messina (1.013 euro/m²), Trapani (920 euro/m²), Enna (905 euro/m²), Agrigento (813 euro/m²), Caltanissetta (639 euro/m²).</p>
<p></p>
<p><strong>Calo dei prezzi delle abitazioni in Italia nel terzo trimestre 2026</strong><br />
Secondo l&#8217;ultima analisi dell&#8217;Ufficio Studi di idealista, i prezzi delle abitazioni usate in Italia hanno registrato un calo dell&#8217;1,1% nel terzo trimestre 2026, portando il prezzo medio a 2.031 euro al metro quadro. Su base annuale, la crescita è del 3,3%.Milano si conferma la città più costosa d&#8217;Italia, con un prezzo medio di 5.659 euro al metro quadro. Nell&#8217;ultimo trimestre i prezzi hanno segnato una flessione dell&#8217;1,7%, mentre su base annua il dato risulta sostanzialmente stabile (0,2%), consolidando i livelli elevati raggiunti dopo anni di crescita costante. Roma segna una crescita dello 0,7% nel trimestre, con un prezzo medio di 3.810 euro al metro quadro, e del 6,0% su base annua. Resta tuttavia ancora lontana dai massimi storici: i prezzi sono inferiori del 13,8% rispetto ai picchi toccati nel gennaio 2012.</p>
<p></p>
<p>Napoli segna una variazione dello 0,2% nel trimestre, con un prezzo medio di 3.049 euro al metro quadro e un incremento del 2,2% su base annua. Anche qui i prezzi rimangono al di sotto dei massimi storici, con un divario del 13,4% rispetto ai picchi di marzo 2012. Il 62% dei capoluoghi monitorati ha visto un aumento dei prezzi, con i maggiori incrementi a Mantova (5,4%), Ragusa (5,1%) e Imperia (5%). Al contrario, alcune città hanno registrato cali, tra cui spiccano Pordenone (-5,5%), Carbonia (-5,5%) e Vibo Valentia (-4,1%). Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “Il calo registrato in questo trimestre riflette l’effetto ritardato della stretta monetaria della BCE: tassi di interesse ancora elevati si traducono in mutui più cari, riducono l’accessibilità al credito e frenano una parte della domanda potenziale, in particolare nelle aree periferiche e nei segmenti di fascia media. I capoluoghi mostrano invece una resilienza superiore alle attese: quasi due terzi continuano a crescere, sostenuti da una domanda strutturalmente più vivace nelle grandi aree urbane. Il quadro è quello di un mercato che sta attraversando una fase di riequilibrio, senza segnali di inversione netta, ma con dinamiche sempre più differenziate per territorio e per fascia di prezzo.</p>
<p></p>
<p><em>Prezzo medio regionale a 1.104 euro/m²<br />
Tra le province Ragusa guida i rialzi del trimestre (2,6%), Palermo resta la più cara (1.259 euro/m²)<br />
Tra i capoluoghi Ragusa corre di più nel trimestre (5,2%) e sale del 13,1% su base annua; Palermo si conferma il più caro con 1.540 euro/m²</em></p>
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		<title>Aeroporto di Comiso, la Regione si muove per sviluppare l&#8217;area cargo. Il presidente Schifani ha presieduto una riunione per velocizzare l&#8217;iter</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/24/aeroporto-di-comiso-la-regione-si-sta-muovendo-per-sviluppare-larea-cargo-il-presidente-schifani-ha-presieduto-una-riunione-sulliter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 21:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato un’apposita riunione a Palazzo d’Orleans a Palermo per velocizzare l&#8217;iter dello sviluppo del traffico cargo all’aeroporto di Comiso, con lo scopo di dotare di un’infrastruttura strategica l’agricoltura di eccellenza iblea: lo rende noto la Uila Ragusa, che, appena 2 settimane fa, aveva sollecitato in tal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/24/aeroporto-di-comiso-la-regione-si-sta-muovendo-per-sviluppare-larea-cargo-il-presidente-schifani-ha-presieduto-una-riunione-sulliter/">Aeroporto di Comiso, la Regione si muove per sviluppare l&#8217;area cargo. Il presidente Schifani ha presieduto una riunione per velocizzare l&#8217;iter</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato un’apposita riunione a Palazzo d’Orleans a Palermo per velocizzare l&#8217;iter dello sviluppo del traffico cargo all’aeroporto di Comiso, con lo scopo di dotare di un’infrastruttura strategica l’agricoltura di eccellenza iblea: lo rende noto la Uila Ragusa, che, appena 2 settimane fa, aveva sollecitato  in tal senso la Regione Siciliana, che, in un comunicato, specifica che &#8220;Il progetto viene considerato prioritario per supportare la crescita economica della zona Sud occidentale della Sicilia, territorio vocato alle produzioni agricole di qualità&#8221;. Soddisfazione viene espressa dal segretario generale aggiunto della Uila Ragusa Giovanni D’Avola in merito al vertice che si è tenuto in queste ore nella sede della Presidenza della Regione “Per il completamento di un piano da 62 milioni di euro che prevede, fra l’altro, l’ampliamento del terminal, l’allungamento e il miglioramento della pista, la creazione di un’area per la logistica e il potenziamento della viabilità esterna”.</p>
<p></p>
<p>D’Avola afferma ancora: “Siamo soddisfatti perché viene evidentemente condivisa con noi l’idea che lo scalo di Comiso non può vivere di sola programmazione stagionale, con interventi emergenziali o legati alla singola stagione turistica. Adesso, come abbiamo proposto, siamo pronti a confrontarci con istituzioni politiche, società di gestione aeroportuale e tutte le parti sociali sulla realizzazione di un’opera che consentirà di mettere in rete agricoltura, agroalimentare e turismo, logistica e trasporti. Vogliamo ribadire – conclude il segretario generale aggiunto della Uila – che la provincia di Ragusa rappresenta un polo fondamentale in Sicilia per le produzioni di qualità ma che la qualità, da sola, non basta. Per questo, abbiamo ricordato l’esigenza di una vera catena del freddo con aree stoccaggio e movimentazione, di servizi efficienti, di collegamenti rapidi con i mercati di destinazione. Costi, tempi, carenze della logistica impediscono lo sviluppo pieno delle potenzialità del settore primario, quindi anche la crescita occupazionale del territorio. Siamo felici, allora, che qualcosa si muova per valorizzare l’aeroporto Pio La Torre e promuovere di conseguenza la crescita di questa provincia, come noi convintamente rivendichiamo da sempre”.</p>
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		<title>La provincia di Ragusa prima in Sicilia per i rientri dei giovani dall&#8217;estero, Ance: &#8220;Servono lavoro e infrastrutture per farli restare&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/22/la-provincia-di-ragusa-prima-in-sicilia-per-i-rientri-dei-giovani-dallestero-ance-ora-servono-lavoro-e-infrastrutture-per-farli-restare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana con la più alta incidenza di rientri rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di 857 giovani trasferitisi all&#8217;estero, 539 sono rientrati. Il rapporto tra rientri ed espatri raggiunge così il 63%, il valore più elevato tra le province siciliane. Il dato emerge dal rapporto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/22/la-provincia-di-ragusa-prima-in-sicilia-per-i-rientri-dei-giovani-dallestero-ance-ora-servono-lavoro-e-infrastrutture-per-farli-restare/">La provincia di Ragusa prima in Sicilia per i rientri dei giovani dall&#8217;estero, Ance: &#8220;Servono lavoro e infrastrutture per farli restare&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana con la più alta incidenza di rientri rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di 857 giovani trasferitisi all&#8217;estero, 539 sono rientrati. Il rapporto tra rientri ed espatri raggiunge così il 63%, il valore più elevato tra le province siciliane. Il dato emerge dal rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui movimenti dei giovani italiani da e verso l&#8217;estero pubblicato in questi giorni. “Un segnale positivo – dice il presidente di Ance Ragusa Giorgio Firrincieli &#8211; che però non deve nascondere l&#8217;altra faccia del fenomeno. Nello stesso periodo, infatti, gli espatri dalla provincia di Ragusa sono aumentati del 26,9% rispetto al quinquennio precedente, passando da 675 a 857. Sono numeri – prosegue Firrincieli – che ci consegnano insieme una conferma e un avvertimento. La conferma è che Ragusa conserva una capacità di richiamo importante: chi parte può scegliere di tornare. L&#8217;avvertimento è che continuiamo a perdere troppi giovani e competenze. Il vero obiettivo non può essere soltanto farli rientrare, ma creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro”. Il dato si inserisce in un quadro demografico ed economico che Ance Ragusa richiama da tempo. La capacità di un territorio di trattenere capitale umano dipende dalla disponibilità di lavoro qualificato, servizi, abitazioni accessibili, collegamenti efficienti e prospettive di crescita.</p>
<p></p>
<p>Da questo punto di vista, infrastrutture e costruzioni assumono un ruolo che va ben oltre il singolo cantiere. &#8220;La conclusione del ciclo straordinario del PNRR – spiega Firrincieli – rende ancora più urgente una programmazione di medio e lungo periodo. La Ragusa-Catania, il completamento della Siracusa-Gela, la rigenerazione delle città, l&#8217;edilizia abitativa e gli investimenti pubblici e privati non sono soltanto opere: sono condizioni di competitività e, soprattutto, strumenti per dare ai giovani una ragione concreta per restare o per tornare”. Per Ance Ragusa il dato sui rientri rappresenta dunque un&#8217;opportunità da non disperdere. &#8220;Se Ragusa riesce già oggi a riportare a casa 63 giovani ogni 100 che partono, significa che esiste un legame forte con questo territorio. La sfida della politica e delle istituzioni è trasformare quel legame in opportunità. Perché un giovane non torna definitivamente per nostalgia: torna se trova lavoro, servizi, infrastrutture e qualità della vita. È su questo che dobbiamo investire oggi per costruire la Ragusa dei prossimi dieci anni”, conclude Firrincieli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/22/la-provincia-di-ragusa-prima-in-sicilia-per-i-rientri-dei-giovani-dallestero-ance-ora-servono-lavoro-e-infrastrutture-per-farli-restare/">La provincia di Ragusa prima in Sicilia per i rientri dei giovani dall&#8217;estero, Ance: &#8220;Servono lavoro e infrastrutture per farli restare&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>Aeroporto di Comiso: bene le nuove rotte (soprattutto quella per Malta) ma serve una strategia più ambiziosa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/22/aeroporto-di-comiso-bene-le-nuove-rotte-soprattutto-quella-per-malta-ma-serve-una-strategia-piu-ambiziosa-per-il-territorio-ibleo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il centro commerciale naturale Antica Ibla accoglie con favore l’annuncio dei nuovi collegamenti garantiti da Comiso: otto voli a settimana da e per l’aeroporto “Pio La Torre”, attivi da ottobre e per i prossimi dodici mesi. Si tratta delle tratte Pisa (confermata), Napoli, Venezia e Malta, tutte con frequenza bisettimanale. Un segnale positivo che rafforza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il centro commerciale naturale Antica Ibla accoglie con favore l’annuncio dei nuovi collegamenti garantiti da Comiso: otto voli a settimana da e per l’aeroporto “Pio La Torre”, attivi da ottobre e per i prossimi dodici mesi. Si tratta delle tratte Pisa (confermata), Napoli, Venezia e Malta, tutte con frequenza bisettimanale. Un segnale positivo che rafforza la mobilità della Sicilia sud-orientale e offre nuove opportunità al comparto turistico. Il presidente del Ccn, Daniele La Rosa, sottolinea però che questo risultato non può essere considerato un punto di arrivo: “Accogliamo con soddisfazione l’ampliamento dell’offerta, ma per far compiere a Comiso il vero salto di qualità servono più voli internazionali, collegamenti diretti con le principali città europee e una programmazione che guardi oltre il breve periodo. Servono le mete soprattutto del Nord Europa che potrebbero aiutarci a superare la stagionalità estiva. Del resto, non abbiamo i fondi Camcom che sarebbero dovuti servire proprio per questo?”</p>
<p></p>
<p>Il collegamento con Malta, in particolare, rappresenta un primo passo verso l’apertura del territorio ai flussi esteri, ma non è sufficiente. La Rosa evidenzia come il turismo ibleo abbia bisogno di una rete di connessioni stabile, competitiva e capace di sostenere la crescita di un settore che, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter essere uno dei motori economici dell’area. “Le ricadute positive di questi nuovi voli saranno tanto più significative quanto più riusciremo ad abbinarle a una rete infrastrutturale efficiente: strade, trasporti pubblici, collegamenti veloci con Ragusa, Modica, Scicli e con le mete balneari. Senza un sistema che funziona, anche la migliore offerta aeroportuale rischia di perdere efficacia. In questo senso attendiamo con ansia l’avvio dei lavori della nuova rete infrastrutturale dallo scalo verso le linee di maggiore transitabilità viaria della nostra zona”.</p>
<p></p>
<p>Il Ccn Antica Ibla, già intervenuto più volte sulla questione, ribadisce che l’aeroporto di Comiso deve essere considerato una infrastruttura strategica per l’intero territorio ibleo, non un elemento accessorio. Per questo chiede una visione chiara, investimenti mirati e un confronto costante tra istituzioni, operatori economici e società di gestione. “Comiso può diventare davvero la porta d’ingresso del Sud Est siciliano. Ma per riuscirci servono continuità, coraggio e una pianificazione che guardi all’Europa, non solo all’Italia”. Il centro commerciale naturale Antica Ibla continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della programmazione aeroportuale, convinto che solo una strategia integrata potrà garantire al territorio le opportunità che merita.</p>
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		<title>Quella di Ragusa è la provincia siciliana nella quale si richiedono i mutui di importo più basso</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/10/quella-di-ragusa-e-la-provincia-siciliana-nella-quale-si-richiedono-i-mutui-di-importo-piu-basso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana nella quale si richiedono i mutui di importo più basso. Ad agosto la somma media indicata dai richiedenti si è fermata a 91.800 euro, ben al di sotto dei 118.446 euro registrati nell’intera regione. Il dato emerge dall’Osservatorio di MutuiOnline.it e fotografa una differenza di oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana nella quale si richiedono i mutui di importo più basso. Ad agosto la somma media indicata dai richiedenti si è fermata a 91.800 euro, ben al di sotto dei 118.446 euro registrati nell’intera regione. Il dato emerge dall’Osservatorio di MutuiOnline.it e fotografa una differenza di oltre 26.600 euro rispetto alla media siciliana, pari al 22,5%. Ancora più ampio il divario con il dato nazionale, che raggiunge 140.950 euro: quasi 49.200 euro in più rispetto alla provincia di Ragusa. Il dato ibleo può essere collegato, almeno in parte, al valore generalmente più contenuto degli immobili rispetto alle grandi città, ma anche alla capacità di spesa delle famiglie e alla prudenza con cui viene affrontato un finanziamento di lunga durata. L’Osservatorio parla comunque di importi richiesti e non delle somme effettivamente concesse dalle banche.</p>
<p></p>
<p>In Sicilia il valore medio degli immobili oggetto delle richieste si attesta a 174.762 euro, contro i 218.573 euro della media italiana. La durata dei finanziamenti raggiunge mediamente 23 anni e 11 mesi, mentre l’età dei richiedenti è di 39 anni e 8 mesi. Sul fronte dei tassi, ad agosto il fisso è salito dal 3,35 al 3,46%, mentre il variabile è rimasto stabile al 2,80%. Per un mutuo ventennale da 140.000 euro, secondo le simulazioni dell’Osservatorio, la rata media è di circa 809 euro con il fisso e 762 euro con il variabile: una differenza di 47 euro al mese. La scelta del variabile appare quindi più conveniente nell’immediato, ma espone il mutuatario alle possibili oscillazioni future dei tassi. Il fisso, nonostante il costo iniziale più elevato, continua invece a offrire la certezza di una rata invariata per tutta la durata del finanziamento.</p>
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		<title>Aumenti record del gasolio devastanti nel Ragusano: 125 imprese chiuse in soli 24 mesi</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/10/aumenti-record-del-gasolio-devastanti-in-provincia-di-ragusa-125-imprese-chiuse-in-24-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Il presidente di Cna Edilizia Ragusa, Massimo Donzello, insieme al coordinatore del mestiere, Giorgio Stracquadanio, lancia un nuovo allarme sul comparto delle costruzioni, messo in ginocchio dall’aumento incontrollato del costo del gasolio e dei prodotti petroliferi utilizzati nei cantieri. Donzello spiega che la situazione è ormai fuori controllo: “Alle imprese di costruzioni il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Il presidente di Cna Edilizia Ragusa, Massimo Donzello, insieme al coordinatore del mestiere, Giorgio Stracquadanio, lancia un nuovo allarme sul comparto delle costruzioni, messo in ginocchio dall’aumento incontrollato del costo del gasolio e dei prodotti petroliferi utilizzati nei cantieri. Donzello spiega che la situazione è ormai fuori controllo: “Alle imprese di costruzioni il carburante serve per far funzionare escavatori, pale meccaniche, autocarri e tutta la logistica di cantiere. L’aumento del gasolio, soprattutto nell’ultima settimana, è diventato devastante: sta colpendo con durezza le lavorazioni, la catena dei trasporti e quindi i costi delle materie prime come acciaio, cemento, bitume e calcestruzzo”.</p>
<p></p>
<p>I numeri confermano la gravità del fenomeno: “A marzo 2026 il diesel costava 1,78 euro/litro. Oggi è arrivato a 2,20 euro/litro. In poco più di sei mesi l’aumento è stato quasi del 30%”. Stracquadanio aggiunge che il problema non riguarda solo il carburante: “Registriamo aumenti di pari portata nei prodotti derivati dal petrolio utilizzati in edilizia: bitume, materiali isolanti, sigillanti, tubature. Non si può più parlare di evento accidentale: il rischio è che questa diventi una condizione strutturale”. Una condizione che sta già producendo effetti pesantissimi sul tessuto produttivo ibleo. “Tra il secondo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2026 — sottolinea Donzello — 125 imprese artigiane del comparto costruzioni hanno cessato l’attività in provincia di Ragusa. È un dato pesante, che non può essere sottovalutato”. Per Cna Edilizia, dunque, servono interventi immediati e coordinati: “La situazione è sempre più difficile e richiede misure straordinarie da parte del governo regionale e nazionale. Occorrono interventi tempestivi e strutturali che ristabiliscano condizioni di equilibrio e garantiscano alle imprese strumenti adeguati allo scopo di affrontare questa fase complicata”.</p>
<p></p>
<p>La sigla artigiana rivolge anche un appello alle stazioni appaltanti del territorio ibleo: “Chiediamo di adeguare rapidamente i meccanismi di determinazione dei prezzi nei lavori pubblici e di rafforzare gli strumenti di tutela per le imprese, anche attraverso l’attivazione di tavoli di monitoraggio dedicati all’andamento dei prezzi delle materie prime”. Infine, Donzello e Stracquadanio sollecitano chiarimenti alla Regione Siciliana: “È opportuno sapere come e quando verranno messi a bando i fondi per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici e quelli per la ristrutturazione dei centri storici. La legge è del gennaio 2026: il comparto aspetta da mesi una misura che può dare ossigeno e rilancio alle imprese”.</p>
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		<title>Cresce ancora l&#8217;offerta per la stagione invernale all&#8217;aeroporto di Comiso con 32 voli settimanali: spicca la tratta internazionale per Malta</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/07/cresce-ancora-lofferta-per-la-stagione-invernale-allaeroporto-di-comiso-con-32-voli-settimanali-spicca-la-tratta-internazionale-per-malta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Si rafforza l’offerta dell’aeroporto di Comiso in vista della stagione invernale 2026/2027. Dal prossimo 25 ottobre, lo scalo potrà contare su 32 voli settimanali, con l’introduzione di 3 nuove destinazioni, Malta, Napoli e Venezia, e la conferma del collegamento con Pisa, che diventa operativo su base annuale. L’ampliamento dell’offerta è reso possibile anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Si rafforza l’offerta dell’aeroporto di Comiso in vista della stagione invernale 2026/2027. Dal prossimo 25 ottobre, lo scalo potrà contare su 32 voli settimanali, con l’introduzione di 3 nuove destinazioni, Malta, Napoli e Venezia, e la conferma del collegamento con Pisa, che diventa operativo su base annuale. L’ampliamento dell’offerta è reso possibile anche dall’intervento della Regione Siciliana, attraverso la gara del valore complessivo di 3 milioni di euro, indetta dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti e aggiudicata ad Aeroitalia, che consentirà di garantire per dodici mesi otto voli aggiuntivi a settimana. Il programma prevede due frequenze settimanali per Pisa, Napoli, Venezia e Malta.</p>
<p></p>
<p>Aeroitalia opererà inoltre 14 voli settimanali per Roma Fiumicino e 7 per Milano Linate, mentre Wizz Air garantirà 3 frequenze settimanali per Milano Malpensa. La programmazione sarà ulteriormente rafforzata durante le festività natalizie, quando saranno ripristinati alcuni collegamenti con Torino e Bologna, previsti nel calendario Summer 2027. «Ringraziamo il Presidente Schifani e l’assessore Aricò per l’investimento a sostegno dell’aeroporto di Comiso. La nuova programmazione invernale conferma il percorso di crescita e il nostro impegno per rafforzarne la connettività durante tutto l’anno», dichiara Anna Quattrone, Presidente di SAC. «Dopo una stagione estiva particolarmente intensa, che ha visto Comiso svolgere un ruolo fondamentale nel garantire la continuità del trasporto aereo durante l’emergenza legata all’attività dell’Etna, affrontiamo la Winter Season con un’offerta ancora più ampia. Le nuove rotte per Malta, Napoli e Venezia e la trasformazione del collegamento con Pisa in una tratta annuale rappresentano un importante investimento sulla capacità dello scalo di attrarre nuovi flussi e sostenere la mobilità del territorio anche nei mesi invernali».</p>
<p></p>
<p>«Per Comiso si apre una fase nella quale vogliamo consolidare quanto costruito negli ultimi anni e creare le condizioni per un ulteriore sviluppo dello scalo», dichiara Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac. «La presenza di nuove destinazioni  rappresenta un elemento significativo per rafforzare l’attrattività dell’aeroporto nei confronti dei vettori e ampliare il bacino di utenza. Continueremo a lavorare per intercettare nuove opportunità e valorizzare le potenzialità di Comiso, anche attraverso una pianificazione capace di sostenere la crescita dello scalo nel medio e lungo periodo».</p>
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		<title>8 nuovi voli a settimana con doppia frequenza all&#8217;aeroporto di Comiso. Collegamenti diretti a Pisa, Napoli, Venezia e Malta con Aeroitalia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/04/al-via-8-nuovi-voli-a-settimana-e-con-doppia-frequenza-allaeroporto-di-comiso-con-collegamenti-verso-pisa-napoli-venezia-e-malta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Al via a breve 8 nuovi voli a settimana all&#8217;aeroporto di Comiso, con collegamenti verso Pisa, Napoli, Venezia e Malta, con 2 frequenze settimanali per ciascuna destinazione. Ad aggiudicarsi la gara è stata Aeroitalia, nell’ambito di un intervento del valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Tra le destinazioni figura Pisa, collegamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/04/al-via-8-nuovi-voli-a-settimana-e-con-doppia-frequenza-allaeroporto-di-comiso-con-collegamenti-verso-pisa-napoli-venezia-e-malta/">8 nuovi voli a settimana con doppia frequenza all&#8217;aeroporto di Comiso. Collegamenti diretti a Pisa, Napoli, Venezia e Malta con Aeroitalia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Al via a breve 8 nuovi voli a settimana all&#8217;aeroporto di Comiso, con collegamenti verso Pisa, Napoli, Venezia e Malta, con 2 frequenze settimanali per ciascuna destinazione. Ad aggiudicarsi la gara è stata Aeroitalia, nell’ambito di un intervento del valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Tra le destinazioni figura Pisa, collegamento già presente nell’offerta dello scalo e destinato a proseguire con 2 voli settimanali. A questo si affiancano le nuove rotte nazionali verso Napoli e Venezia, anch’esse con due frequenze alla settimana. Ma uno degli elementi fondanti del nuovo corso è l’apertura internazionale dello scalo. Il piano comprende infatti anche Malta, con altri 2 collegamenti settimanali, rafforzando così il ruolo di Comiso non soltanto nei collegamenti con il resto d’Italia ma anche verso l’estero. L’avvio del nuovo programma è atteso tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Il servizio avrà una durata di 12 mesi.</p>
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		<item>
		<title>La situazione degli affitti degli immobili in Sicilia: Ragusa vola a +4%, in controtendenza al dato regionale che segna -0,3% sui canoni</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/01/la-situazione-degli-affitti-degli-immobili-in-sicilia-ragusa-vola-a-4-in-controtendenza-al-dato-regionale-che-segna-03-sui-canoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Ad agosto i canoni di locazione in Italia registrano un calo mensile dell&#8217;1,7%, riportando la media nazionale a 14,6 euro/m². Su base annua il mercato vira in territorio negativo, seppur di poco: i prezzi si collocano a -0,8% rispetto ad agosto 2025, invertendo la tendenza dei prezzi delle locazioni. È quanto emerge dall&#8217;elaborazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Ad agosto i canoni di locazione in Italia registrano un calo mensile dell&#8217;1,7%, riportando la media nazionale a 14,6 euro/m². Su base annua il mercato vira in territorio negativo, seppur di poco: i prezzi si collocano a -0,8% rispetto ad agosto 2025, invertendo la tendenza dei prezzi delle locazioni. È quanto emerge dall&#8217;elaborazione dell&#8217;Ufficio Studi del portale web immobiliare Idealista. La situazione degli affitti degli immobili in Sicilia: Ragusa vola a +4% in controtendenza rispetto al dato regionale. In Sicilia, difatti, i canoni scendono dello 0,3% su base mensile, tra i cali più contenuti a livello regionale Ad agosto il saldo tra mercati in rialzo e in ribasso si inverte rispetto a luglio: su 94 capoluoghi monitorati, 38 segnano una crescita dei canoni e 53 registrano un calo rispetto al mese precedente, 3 stabili.  Tra i rialzi più marcati si distinguono Trani (5%), Alessandria (4,1%), Ragusa (4%), Cremona (2,5%) e Bergamo (2,1%). Aumenti rilevanti anche a Taranto (2%), Siena (1,8%) e Genova (1,8%). Tra i principali mercati, Torino cresce dell&#8217;1,3% e raggiunge il proprio massimo storico a 13,1 euro/m². Altre grandi piazze segnano correzioni a ribasso: Venezia cede il 3,6% Firenze il 3,1%, Roma il 2,8%, e Trieste il 4,6%. Napoli scende dell&#8217;1,3%, mentre Milano lima lo 0,5%. I cali più marcati del mese interessano Ravenna (−6,2%), Chieti (−5,5%), Brindisi (−5,2%) e Livorno (−4,5%). Milano si conferma la piazza più costosa per gli inquilini italiani con 22,3 euro/m², seguita da Firenze (21,7 euro/m²), Venezia (20,2 euro/m²) e Roma (19,1 euro/m²). All&#8217;estremo opposto della classifica si collocano Caltanissetta con 4,5 euro al metro quadro, Potenza e Reggio Calabria con 6,2 euro e Agrigento con 6,3 euro.</p>
<p></p>
<p>A livello provinciale il quadro è più articolato, con movimenti ampi concentrati su mercati a campione ridotto. Tra i rialzi spicca Aosta (20%), valore che risente dello stock limitato del campione provinciale e va letto con cautela. Rialzi a doppia cifra anche per Sud Sardegna (15,4%), Crotone (13,3%) e Belluno (13,6%). Significativi rialzi anche in provincia di Massa-Carrara (5,1%) e Gorizia (5,1%). Tra le aree provinciali dei grandi centri, Milano segna −0,6%, Roma −2,8%, Firenze −3,4%, Venezia −5,4% e Trieste −4,9%. Bologna, Genova e Torino si muovono in area sostanzialmente invariata. I cali più marcati toccano Vibo Valentia (−6,0%), Venezia (−5,4%), Trieste (−4,9%) e Catanzaro (−4,6%). Flessioni più contenute per Ravenna (−2,7%), Grosseto (−2,9%) e Campobasso (−3,2%). Lucca si conferma la provincia più cara d&#8217;Italia con 51,1 euro al metro quadro, un valore fuori scala trainato dai canoni delle sue località costiere di punta — Forte dei Marmi in testa — che incidono in misura rilevante sul campione. Seguono Aosta con 25,7 euro, Belluno con 25,3 euro, Grosseto con 23,7 euro e Rimini con 18,0 euro al metro quadro. Le province più economiche sono Caltanissetta con 5 euro al metro quadro, Potenza con 5,7 euro, Avellino e Reggio Calabria, 6,1 euro per entrambe. </p>
<p></p>
<p>Sul fronte regionale, agosto conferma la prevalenza dei segni negativi: i canoni crescono in un numero limitato di regioni, con Liguria e Umbria tra le poche in lieve rialzo (0,6% per entrambe). Le flessioni più marcate si registrano in Lazio (−3,5%), Friuli-Venezia Giulia (−3,6%), Toscana (−1,0%) e Campania (−0,7%). Il Piemonte, spinto dalla crescita di Torino, limita il calo a −0,1%. In termini di prezzi, la Valle d&#8217;Aosta (25,7 euro/m²) e la Toscana (20,9 euro/m²) rimangono le regioni più care, seguite dalla Lombardia (18,8 euro/m²) e dal Lazio (15,8 euro/m²). In tutte le altre regioni i canoni restano più contenuti, con valori che spaziano dai 15,0 euro del Trentino-Alto Adige ai 6,4 euro del Molise.</p>
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