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	<title>Economia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Economia Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Per valore di mercato via Ischia a Marina di Ragusa è al vertice della classifica delle strade più costose con 2.200 euro al metro quadro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 15:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Ampie forchette di prezzo, differenze sostanziali tra i quartieri e un divario che supera il triplo tra la zona più ambita e quella più economica. È il quadro scattato dai recenti dati pubblicati da Quadrivio, che ha analizzato il valore di mercato di 225 vie del comune di Ragusa. In cima alla classifica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Ampie forchette di prezzo, differenze sostanziali tra i quartieri e un divario che supera il triplo tra la zona più ambita e quella più economica. È il quadro scattato dai recenti dati pubblicati da Quadrivio, che ha analizzato il valore di mercato di 225 vie del comune di Ragusa. In cima alla classifica delle strade più costose si posiziona via Ischia a Marina di Ragusa, dove il prezzo medio si attesta sui 2.200 euro al metro quadro. All’estremo opposto della graduatoria si trova invece Vico Carbonaro, la via più economica tra quelle rilevate, dove l’acquisto di un immobile si ferma a una media decisamente più accessibile. Il rapporto parla chiaro: le quotazioni in via Ischia risultano 3,1 volte superiori a quelle registrate nella zona meno cara. Per comprendere appieno l’impatto di questi numeri sul mercato reale, basta simulare l’acquisto di un appartamento tipo da 80 metri quadri: in via Ischia, per un immobile di questa metratura, la spesa media raggiunge i 176.000 euro. Per vico Carbonaro la stessa metratura comporta un investimento complessivo di circa 56.000 euro. Una differenza netta di ben 120.000 euro per la medesima superficie abitativa, a testimonianza di come l’ubicazione e il contesto urbano guidino in maniera determinante le dinamiche dei prezzi nel capoluogo ibleo. Le 225 vie misurate compongono una vera e propria mappa del valore immobiliare ragusano, permettendo a proprietari, acquirenti e investitori di orientarsi tra le diverse aree e micro-zone della città, dalla cima della classifica fino alle opzioni più contenute.</p>
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		<title>Autostrada Ragusa Catania: sciopero dei lavoratori del cantiere del Lotto 3 per la questione stipendi</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/27/autostrada-ragusa-catania-sciopero-dei-lavoratori-del-cantiere-del-lotto-3-per-la-questione-stipendi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Autostrada Ragusa Catania: la situazione occupazionale e le incertezze sulla prosecuzione dei lavori tornano al centro dell’attenzione. Per martedì 3 novembre è stato proclamato uno sciopero dei lavoratori impegnati nel cantiere del Lotto 3, interessato da una vertenza che coinvolge il pagamento degli stipendi, la tutela dei posti di lavoro e la regolare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Autostrada Ragusa Catania: la situazione occupazionale e le incertezze sulla prosecuzione dei lavori tornano al centro dell’attenzione. Per martedì 3 novembre è stato proclamato uno sciopero dei lavoratori impegnati nel cantiere del Lotto 3, interessato da una vertenza che coinvolge il pagamento degli stipendi, la tutela dei posti di lavoro e la regolare prosecuzione dell’opera. La mobilitazione è stata annunciata dalle organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil al termine di un’assemblea con le maestranze coinvolte nell’appalto affidato da Anas a Cmc Ravenna. Insieme allo sciopero, i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione, chiedendo interventi concreti per superare le attuali criticità. Tra le principali richieste avanzate dai rappresentanti dei lavoratori c’è la garanzia che le retribuzioni vengano corrisposte regolarmente. A questo si aggiunge la necessità di tutelare tutti i livelli occupazionali, evitando che le difficoltà legate alla gestione dell’appalto possano tradursi in nuove incertezze per chi lavora nel cantiere.</p>
<p></p>
<p>Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre un programma operativo chiaro, con tempi attendibili per l’avanzamento delle attività. L’obiettivo è scongiurare ulteriori rallentamenti e impedire che le difficoltà attuali possano compromettere la continuità dei lavori. A destare preoccupazione contribuiscono anche le criticità segnalate in altre commesse riconducibili alla stessa impresa, dove situazioni di fermo e problemi organizzativi alimentano i timori per la stabilità occupazionale. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil sollecitano un confronto immediato tra CMC Ravenna, Anas, istituzioni competenti e rappresentanze dei lavoratori. La richiesta è quella di arrivare a impegni verificabili, individuando soluzioni concrete sia sul fronte delle retribuzioni sia per quanto riguarda il futuro del cantiere. La vertenza assume un rilievo particolare per il territorio della Sicilia sud-orientale. La Ragusa-Catania è infatti considerata un’infrastruttura strategica per migliorare i collegamenti, sostenere le attività produttive e favorire lo sviluppo economico dell’area. Lo sciopero del 3 novembre rappresenta dunque un nuovo passaggio in una situazione che richiede risposte rapide. Oltre alla tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, in gioco c’è anche la continuità di un’opera attesa da anni, fondamentale per la mobilità e la crescita del territorio.</p>
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		<item>
		<title>Collaborazione tra il libero consorzio di Ragusa e i comuni di Comiso e Gela per il rilancio dell&#8217;aeroporto Pio La Torre</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/25/collaborazione-tra-il-libero-consorzio-di-ragusa-e-i-comuni-di-comiso-e-gela-per-il-rilancio-dellaeroporto-pio-la-torre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 11:26:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; L&#8217;aeroporto Pio La Torre può diventare un motore di sviluppo per un intero territorio, ma bisogna fare squadra. È su questa convinzione che Gela, Comiso e il Libero Consorzio comunale di Ragusa hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per sostenere l’aeroporto «Pio La Torre» e rafforzare i collegamenti dell’area sud-orientale della Sicilia. Ad apporre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/25/collaborazione-tra-il-libero-consorzio-di-ragusa-e-i-comuni-di-comiso-e-gela-per-il-rilancio-dellaeroporto-pio-la-torre/">Collaborazione tra il libero consorzio di Ragusa e i comuni di Comiso e Gela per il rilancio dell&#8217;aeroporto Pio La Torre</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; L&#8217;aeroporto Pio La Torre può diventare un motore di sviluppo per un intero territorio, ma bisogna fare squadra. È su questa convinzione che Gela, Comiso e il Libero Consorzio comunale di Ragusa hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per sostenere l’aeroporto «Pio La Torre» e rafforzare i collegamenti dell’area sud-orientale della Sicilia. Ad apporre la firma sono stati il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano e  la presidente del Libero Consorzio di Ragusa  Maria Rita Schembari anche nella veste di sindaco di Comiso.  Un risultato al quale si è arrivati grazie all’attività di mediazione di due associazioni, Gela Brainstorming APS e Fly Comiso, capaci di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, compagnie aeree e rappresentanti del mondo economico. La firma del Memorandum of Understanding, nella Pinacoteca comunale di Gela, segna l’avvio di una collaborazione che punta a superare i confini amministrativi e gli interessi di parte. L’accordo istituisce un tavolo permanente tra i sindaci e l’ente provinciale per seguire l’andamento dello scalo, individuare criticità e promuovere iniziative condivise. Le due associazioni promotrici parteciperanno stabilmente ai lavori, con l’obiettivo di mantenere aperto il confronto e accompagnare le istituzioni verso risultati concreti.</p>
<p></p>
<p>Per Gela, sostenere l’aeroporto di Comiso significa ampliare le possibilità di accesso ai collegamenti nazionali e internazionali, rendere più agevoli gli spostamenti di cittadini e operatori economici e offrire nuove opportunità alle imprese industriali, agricole, commerciali e turistiche. Una rete aerea più accessibile può contribuire ad attrarre visitatori, investimenti e relazioni commerciali, valorizzando anche il patrimonio archeologico e le risorse del territorio gelese. Ma bisogna migliorare i collegamenti  stradali e ferroviari per e da Comiso>- ha evidenziato il sindaco Di Stefano mettendo a nudo una delle criticità fondamentali da  superare. Per Comiso e il comprensorio ibleo, la collaborazione con Gela significa invece allargare il bacino di utenza dello scalo, intercettando la domanda di mobilità proveniente da un’area più vasta. Più passeggeri potenziali, collegamenti terrestri efficienti e una promozione coordinata possono rafforzare il ruolo dell’aeroporto e le ricadute economiche legate al turismo e alle attività produttive. È questa la scommessa comune: fare dello scalo una porta d’accesso al territorio, non soltanto un’infrastruttura al servizio di una singola città.</p>
<p></p>
<p>I rappresentanti di Sais Autolinee e Astra  hanno illustrato il progressivo incremento delle corse e lo sviluppo di servizi per collegare le città del comprensorio, a partire da Gela, con l’aerostazione. Un passaggio decisivo per trasformare le opportunità offerte dai voli in un servizio realmente fruibile da una platea più ampia di utenti. Adesso la sfida passa dalle firme agli impegni operativi. Gela Brainstorming APS e Fly Comiso hanno confermato la volontà di proseguire l’attività di raccordo tra istituzioni e operatori. Il protocollo apre una strada, ma saranno la continuità del confronto, il potenziamento dei collegamenti e la capacità di fare sistema a stabilire se questa alleanza saprà produrre benefici duraturi per l’intero territorio. <em>Fonte Maria Concetta Goldini &#8211; La Sicilia</em></p>
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			</item>
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		<title>Un miliardo dal governo, ma nel Ragusano la protesta di autotrasportatori e agricoltori va avanti. Nei supermercati scarseggia la merce</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/20/un-miliardo-dal-governo-ma-la-protesta-di-autotrasportatori-e-agricoltori-prosegue-nel-ragusano-nei-supermercati-scarseggia-la-merce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 17:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha deciso di revocare la sospensione dei servizi per sbloccare la filiera logistica nell’Isola e inviare un segnale di apertura al governo. La scelta è maturata al termine di un confronto con il ministro Matteo Salvini, durante il quale «è stata accolta la quasi totalità delle istanze contenute nella piattaforma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/20/un-miliardo-dal-governo-ma-la-protesta-di-autotrasportatori-e-agricoltori-prosegue-nel-ragusano-nei-supermercati-scarseggia-la-merce/">Un miliardo dal governo, ma nel Ragusano la protesta di autotrasportatori e agricoltori va avanti. Nei supermercati scarseggia la merce</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha deciso di revocare la sospensione dei servizi per sbloccare la filiera logistica nell’Isola e inviare un segnale di apertura al governo. La scelta è maturata al termine di un confronto con il ministro Matteo Salvini, durante il quale «è stata accolta la quasi totalità delle istanze contenute nella piattaforma rivendicativa». Si tratta di una parte degli autotrasportatori siciliani, quelli che si occupano principalmente di intermodalità e che nell&#8217;ultima settimana avevano protestato lasciando in garage i proprio mezzi, rifiutandosi di scaricare la merce dalle navi nei porti. L’associazione precisa, tuttavia, che le imprese «resteranno in stato di agitazione finché non saranno sciolti gli ultimi nodi ancora aperti». Tra le richieste avanzate dal Comitato, «solo due non sono immediatamente attuabili». Il ministro ha comunque garantito che, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, saranno individuate le coperture necessarie per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi finalizzati a calmierare il costo dei biglietti del traghetto per l’attraversamento dello Stretto di Messina.</p>
<p></p>
<p>Secondo quanto ricostruito dal Comitato guidato da Bella, il ministro dei Trasporti si è impegnato a rendere operativi i seguenti punti: sblocco immediato dei pagamenti arretrati, erogazione dei fondi del Sea Modal Shift (Sms) per le annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un ammontare complessivo di circa 104 milioni di euro; incremento delle risorse: stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027). Credito d’imposta sul gasolio: sblocco immediato di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, da rendere subito fruibili nel cassetto fiscale. Rappresentanza istituzionale: inclusione stabile del Comitato trasportatori siciliani in tutti i tavoli dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova Consulta, a tutela delle aziende del Meridione d’Italia.</p>
<p></p>
<p>Un miliardo di risorse sbloccate, nuovi fondi da cercare e un secondo tavolo fissato per il 27 ottobre. È il bilancio del primo vertice tra il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e i rappresentanti nazionali dell’autotrasporto, riuniti stamattina nella Prefettura di Milano, mentre i blocchi stradali dei Cobas proseguono da giorni nel Sud e in Sicilia. «La situazione non è risolta, è l’inizio di un percorso», ha detto Salvini a margine della posa della prima pietra del campus del Conservatorio. Il ministro ha spiegato che le risorse erano ferme «per motivi burocratici» e che i pagamenti arriveranno a 32mila aziende entro novembre, mentre si lavora per trovare altri 150 milioni. «È una prima risposta», ha aggiunto.</p>
<p></p>
<p>Non basta però lo sblocco delle risorse annunciato dal ministro per fermare la mobilitazione che da giorni coinvolge il territorio ragusano. Dopo il confronto svoltosi a Milano tra il Governo e le associazioni dell&#8217;autotrasporto, dal presidio di contrada Arizza, nel territorio di Scicli, arriva infatti una presa di posizione chiara: la protesta proseguirà. I manifestanti ritengono insufficienti le misure annunciate dall&#8217;esecutivo nazionale e contestano la reale efficacia degli interventi economici previsti. Secondo i promotori della mobilitazione, le risorse messe a disposizione rischierebbero di favorire prevalentemente i grandi operatori del settore dei trasporti, lasciando invece senza risposte concrete le piccole imprese e, soprattutto, il comparto agricolo. A distinguere la protesta ragusana è proprio la forte presenza di agricoltori e artigiani accanto agli autotrasportatori. Dal presidio di Arizza viene infatti evidenziato come la vertenza locale non riguardi esclusivamente il mondo dei trasporti. Gli organizzatori spiegano di avere aderito alla mobilitazione promossa dal Comitato Trasportatori Siciliani, ma sottolineano che le principali preoccupazioni restano quelle legate alla crisi dell&#8217;agricoltura e alle difficoltà che gravano sulle attività produttive del territorio.</p>
<p></p>
<p>Tra le voci del presidio c&#8217;è quella di Marcello Guastella, rappresentante del movimento “Territorio che resiste”, che ribadisce come il settore agricolo non abbia ottenuto risposte nel corso del confronto con il Governo. Per questo motivo, anche qualora gli autotrasportatori decidessero di sospendere o rimodulare la protesta, gli agricoltori intendono mantenere alta l&#8217;attenzione sulle proprie rivendicazioni. Il presidio di contrada Arizza resta dunque attivo e continua a confrontarsi con altre realtà presenti nell&#8217;Isola, comprese quelle di Gela e Caltagirone. I manifestanti stanno valutando le prossime iniziative da mettere in campo, convinti che senza interventi specifici a sostegno dell&#8217;agricoltura e delle piccole imprese le problematiche che hanno dato origine alla protesta rimarranno irrisolte.</p>
<p></p>
<p>Intanto in diversi supermercati e punti vendita del territorio ibleo si registrano sempre di più carenze soprattutto nel comparto dei prodotti freschi, con alcuni reparti che mostrano scaffali parzialmente vuoti e una disponibilità ridotta rispetto alla normalità. Le maggiori criticità riguardano in particolare i cosiddetti “freschissimi”, vale a dire latticini e formaggi freschi che vengono prodotti prevalentemente nelle regioni del Nord Italia. A risentire delle difficoltà logistiche sono anche alcuni prodotti del settore delle carni, in modo particolare quelle bovine provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia. In alcune strutture commerciali si registrano inoltre temporanee carenze di uova e fardelli di acqua. Più contenuti, invece, i disagi nel reparto ortofrutticolo. Sebbene siano state segnalate alcune difficoltà nella disponibilità di frutta e verdura, la situazione appare meno critica rispetto a quella riscontrata per i prodotti freschi di origine animale. Al momento non emergono particolari problemi per le altre categorie merceologiche. Le scorte presenti nei magazzini permettono infatti ai supermercati e ai discount di continuare a garantire il rifornimento della maggior parte degli scaffali senza particolari ripercussioni per i consumatori. Negli ultimi giorni della settimana si è registrato anche un incremento delle vendite. Molte famiglie hanno deciso di anticipare gli acquisti e fare scorta di alcuni prodotti considerati essenziali in vista dei possibili disagi futuri. Un comportamento che ha contribuito ad aumentare la pressione sui punti vendita e sui canali di distribuzione. </p>
<p></p>
<p>Al mercato ortofrutticolo di contrada Fanello, a Vittoria, il fermo ha determinato una drastica riduzione dei conferimenti, con piazzali senza camion e difficoltà nella commercializzazione dei prodotti. A preoccupare sono soprattutto le colture che richiedono raccolte frequenti, come zucchine, melanzane e cetrioli, oltre all’uva da tavola. Il rischio per gli agricoltori è perdere parte del raccolto e subire ulteriori danni economici. La protesta ha avuto ripercussioni anche sulla distribuzione alimentare. Nel Ragusano sono stati segnalati acquisti preventivi di frutta e verdura, dettati dal timore di possibili carenze nei punti vendita. I prodotti freschi sono particolarmente esposti ai ritardi logistici, perché necessitano di rifornimenti frequenti. Alla base della mobilitazione ci sono il caro gasolio, i costi dei collegamenti marittimi e i ritardi nei pagamenti dei contributi destinati al trasporto combinato delle merci. Gli autotrasportatori e gli agricoltori chiedono dunque interventi concreti e garanzie economiche da parte del governo.</p>
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		<title>In molte stazioni di servizio della provincia di Ragusa il prezzo del diesel è tornato a salire a oltre 2,20 euro al litro</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/20/in-molte-stazioni-di-servizio-della-provincia-di-ragusa-il-prezzo-del-diesel-e-tornato-a-salire-a-oltre-220-euro-al-litro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; In molte stazioni di servizio della provincia di Ragusa il prezzo del diesel è tornato a salire, superando in molti casi la soglia dei 2,20 euro al litro. Tuttavia, secondo un’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 19 ottobre, nella provincia iblea sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/20/in-molte-stazioni-di-servizio-della-provincia-di-ragusa-il-prezzo-del-diesel-e-tornato-a-salire-a-oltre-220-euro-al-litro/">In molte stazioni di servizio della provincia di Ragusa il prezzo del diesel è tornato a salire a oltre 2,20 euro al litro</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; In molte stazioni di servizio della provincia di Ragusa il prezzo del diesel è tornato a salire, superando in molti casi la soglia dei 2,20 euro al litro. Tuttavia, secondo un’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 19 ottobre, nella provincia iblea sono ancora presenti distributori che consentono di risparmiare sul pieno. Per quanto riguarda il gasolio, Ragusa si colloca al terzo posto in Sicilia, a pari merito con Agrigento. Il 26% dei distributori analizzati vende infatti il diesel a un prezzo inferiore a 2,20 euro al litro in modalità self service. In termini assoluti, si tratta di 39 impianti. Un dato superiore alla media regionale, ferma al 23%, ma che evidenzia come per la maggior parte degli automobilisti il rifornimento continui a rappresentare una spesa significativa.</p>
<p></p>
<p>La situazione è relativamente migliore per la benzina. Nella provincia di Ragusa, il 60% dei distributori esaminati propone un prezzo inferiore ai 2 euro al litro, per un totale di 89 impianti. La percentuale resta però leggermente al di sotto della media siciliana, pari al 62%. Nel confronto regionale, Palermo guida entrambe le classifiche: il 32% dei distributori vende il diesel sotto i 2,20 euro al litro, mentre per la benzina la quota raggiunge il 76%. All’estremo opposto si trova Enna, dove soltanto il 12% degli impianti mantiene il gasolio sotto la soglia indicata e il 26% offre benzina a meno di 2 euro al litro. Il quadro regionale conferma le difficoltà legate all’aumento dei prezzi. Secondo i dati ministeriali aggiornati al 20 ottobre, il prezzo medio in Sicilia sulla rete stradale, in modalità self service, è pari a 2,037 euro al litro per la benzina e a 2,271 euro per il gasolio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/20/in-molte-stazioni-di-servizio-della-provincia-di-ragusa-il-prezzo-del-diesel-e-tornato-a-salire-a-oltre-220-euro-al-litro/">In molte stazioni di servizio della provincia di Ragusa il prezzo del diesel è tornato a salire a oltre 2,20 euro al litro</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Talvolta non è il lavoro a mancare, ma la sua stabilità: ecco perché sempre più giovani lasciano la Sicilia. Se ne è discusso a Modica</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/18/talvolta-non-e-il-lavoro-a-mancare-ma-la-sua-stabilita-ecco-perche-sempre-piu-giovani-lasciano-la-sicilia-se-ne-e-discusso-a-modica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 09:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MODICA &#8211; &#8220;Restanza: Giovani, lavoro e nuove professioni per non lasciare la Sicilia&#8221; è il convegno promosso da Consumerismo No Profit e da Assium, Associazione Italiana Utility Manager, che si è svolto nella Sala Triberio del Palazzo della Cultura con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Modica. Quando un territorio si svuota, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/18/talvolta-non-e-il-lavoro-a-mancare-ma-la-sua-stabilita-ecco-perche-sempre-piu-giovani-lasciano-la-sicilia-se-ne-e-discusso-a-modica/">Talvolta non è il lavoro a mancare, ma la sua stabilità: ecco perché sempre più giovani lasciano la Sicilia. Se ne è discusso a Modica</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MODICA &#8211; &#8220;Restanza: Giovani, lavoro e nuove professioni per non lasciare la Sicilia&#8221; è il convegno promosso da Consumerismo No Profit e da Assium, Associazione Italiana Utility Manager, che si è svolto nella Sala Triberio del Palazzo della Cultura con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Modica. Quando un territorio si svuota, i servizi peggiorano e costano di più per chi resta. Lo spopolamento non è solo un problema demografico, è un problema di diritti. Richiamando le stime della Svimez sul patrimonio di giovani emigrato all&#8217;estero (circa il 20% della popolazione residente in Sicilia) e al costo della fuga dei laureati dal Sud (negli ultimi 5 anni una media di 6,8 miliardi di euro l&#8217;anno) Giovanni Riccobono, Direttore Generale e Delegato Regionale Sicilia di Consumerismo No Profit, ha lanciato una provocazione: &#8220;Formiamo i nostri ragazzi e il rendimento lo incassa qualcun altro. Eppure, quando investiamo per farli restare o tornare, raramente misuriamo il valore sociale che generiamo. Senza misurare, ogni politica per la restanza resta un atto di fede&#8221;. E ha allargato lo sguardo a chi è già partito, con &#8220;Il Rientro dei Fratelli&#8221;, il percorso con cui Consumerismo lavora a una proposta di legge per offrire a chi vive all&#8217;estero orientamento e tutela per investire nel paese d&#8217;origine, al riparo da intermediari poco chiari e truffe. &#8220;Dobbiamo passare dal turismo delle radici all&#8217;impresa delle radici&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Sul fronte delle nuove professioni ha insistito il presidente di Assium, Federico Bevilacqua, che ha indicato nell&#8217;orientamento al lavoro dei giovani una priorità dell&#8217;associazione: quella dell&#8217;Utility Manager, ha spiegato, è una professione nuova e concreta per chi entra oggi nel mondo del lavoro. Un messaggio ripreso da Sandro Iabichella, delegato territoriale Assium per Modica: &#8220;Abbiamo voluto portare questo confronto qui, a Modica, perché è da territori come il nostro che passa la partita della restanza. Le competenze per gestire l&#8217;energia e i servizi in modo più efficiente servono alle famiglie, alle imprese e ai Comuni: sono lavori che non si possono delocalizzare e che un giovane può costruire senza fare le valigie&#8221;. &#8220;Il problema dei ragazzi non è trovare un lavoro, ma trovarne uno stabile, che dia una prospettiva di radicamento&#8221;, è la sintesi che Vito Azzara ha riportato dalla campagna di incontri nei Comuni dell&#8217;isola condotta dal PattoXRestare, la rete di circa sessanta organizzazioni che ad aprile ha depositato all&#8217;ARS una proposta di legge sul lavoro scritta dal basso. Precarietà, salti da un impiego all&#8217;altro, servizi che mancano: senza una base, ha osservato, anche le iniziative migliori non attecchiscono.</p>
<p></p>
<p>Simone Di Grandi, coordinatore della commissione speciale per le politiche giovanili di Anci Sicilia, ha raccontato come i Comuni stiano provando a non restare soli davanti a un problema &#8220;gigantesco&#8221;: una rete di sportelli in cui assessori e consulte giovanili ascoltano ogni mese i ragazzi e raccolgono le loro richieste in un unico sistema, per orientare le politiche regionali, e la proposta di un job day in ogni provincia. Andrea Cannella, per Fondazione Marea, nata grazie a oltre quattrocento &#8220;pionieri&#8221; della diaspora siciliana, ha presentato il programma Onda di incubazione di imprese sociali e ha avvertito che lo spopolamento pesa già sui bilanci dei Comuni, e quindi sui servizi che possono offrire. Dalle testimonianze degli imprenditori che resistono sono emerse le difficoltà quotidiane di chi porta avanti un&#8217;impresa al Sud. Un racconto che ha riportato il dibattito con i piedi per terra: restare è una scelta che si può fare, ma oggi ha ancora un prezzo troppo alto. &#8220;Chi resta e chi è partito fanno parte della stessa sfida&#8221;, ha concluso Riccobono. &#8220;Il Piano nazionale per l&#8217;economia sociale, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio, chiede standard condivisi per misurare l&#8217;impatto: ora va riempito di misure concrete anche nei territori. La Sicilia può essere tra le prime al Sud. Da Modica parte una rete che non vogliamo disperdere&#8221;.</p>
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		<title>Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/12/case-e-costi-nel-territorio-ibleo-a-pozzallo-servono-5-anni-di-stipendio-per-comprare-80-metri-quadrati-a-ragusa-ne-bastano-3-e-mezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo. Quadrivo.it ha messo a confronto il prezzo delle case con il reddito netto medio dichiarato in tutti i 12 comuni della provincia di Ragusa. Il calcolo è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Case e costi nel territorio ibleo: a Pozzallo servono 5 anni di stipendio per comprare 80 metri quadrati. A Ragusa ne bastano 3 e mezzo. Quadrivo.it ha messo a confronto il prezzo delle case con il reddito netto medio dichiarato in tutti i 12 comuni della provincia di Ragusa. Il calcolo è stato effettuato tra prezzo centrale Omi di vendita (2° semestre 2025) per 80 metri quadrati, diviso il reddito netto medio per contribuente dell&#8217;anno d&#8217;imposta 2024 (Dipartimento delle Finanze, dopo Irpef e addizionali).</p>
<p></p>
<p><a href="https://quadrivo.it/prezzi-case/provincia/ragusa" target="_blank"><strong>La tabella completa dei 12 comuni iblei</strong></a><br />
Comune	Anni di stipendio per 80 m²	Prezzo al m²<br />
Pozzallo	5,0	1.010 €<br />
Scicli	4,9	930 €<br />
Vittoria	4,6	750 €<br />
Santa Croce Camerina	4,4	770 €<br />
Acate	4,4	680 €<br />
Modica	4,1	850 €<br />
Ispica	3,9	750 €<br />
Chiaramonte Gulfi	3,8	650 €<br />
Ragusa (capoluogo)	3,6	790 €<br />
Monterosso Almo	3,4	630 €<br />
Comiso	3,4	600 €<br />
Giarratana	3,2	610 €</p>
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		<title>Costi insostenibili per utilizzare l’aeroporto di Comiso. Persi 230.000 passeggeri in 3 anni, occorre rendere pubblici i documenti del 2023</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/08/costi-insostenibili-per-utilizzare-laeroporto-di-comiso-persi-230-000-passeggeri-in-3-anni-occorre-rendere-pubblici-i-documenti-del-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; “La causa principale del mancato utilizzo dell’aeroporto di Comiso è l’eccessivo costo dei servizi aeroportuali per le compagnie aeree. È questo il vero danno gestionale a un’infrastruttura necessaria, ma oggi soffocata dall’inefficienza”. A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente del Mec (Movimento Elettori e Consumatori) e dei comitati dei viaggiatori Vussia e Cassutta. Secondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/08/costi-insostenibili-per-utilizzare-laeroporto-di-comiso-persi-230-000-passeggeri-in-3-anni-occorre-rendere-pubblici-i-documenti-del-2023/">Costi insostenibili per utilizzare l’aeroporto di Comiso. Persi 230.000 passeggeri in 3 anni, occorre rendere pubblici i documenti del 2023</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; “La causa principale del mancato utilizzo dell’aeroporto di Comiso è l’eccessivo costo dei servizi aeroportuali per le compagnie aeree. È questo il vero danno gestionale a un’infrastruttura necessaria, ma oggi soffocata dall’inefficienza”. A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente del Mec (Movimento Elettori e Consumatori) e dei comitati dei viaggiatori Vussia e Cassutta. Secondo le analisi del Mec, il costo totale per ogni atterraggio e decollo a Comiso ammonta a circa 24,05 euro a passeggero (ipotizzando un aereo pieno all’85%). Una cifra insostenibile per i vettori ma anche per i passeggeri, ai quali viene chiesto di coprire quei costi attraverso i biglietti aerei o attraverso contributi che pesano sulle loro tasche, in ogni caso. “Non siamo mucche da mungere, ma cittadini ai quali la Costituzione garantisce libertà di movimento, in Sicilia molto limitata da disagi e costi”. “Pensare di attrarre passeggeri offrendo contributi alle compagnie aeree significa solo alimentare una struttura inefficiente”, continua Melchiorre. “Una strategia che ha sempre frenato lo sviluppo dello scalo, il quale dal 2013 a oggi ha superato i 450mila passeggeri solo nel 2016”.</p>
<p> </p>
<p>Il Mec e i comitati denunciano: un potenziale accordo economico per richiamare Ryanair a Comiso è l&#8217;ennesimo spreco di risorse. “La Regione Siciliana non ha mai smentito di aver speso almeno 150 milioni di euro per finanziare rotte da e per l&#8217;isola. Finanziare il ritorno di Ryanair con fondi pubblici servirebbe solo a mascherare gravi inefficienze e tariffe aeroportuali fuori mercato”. Il movimento sottolinea la necessità di invertire la rotta in vista degli obiettivi turistici regionali: “Basta sprecare i soldi dei contribuenti. Dobbiamo rendere Comiso efficiente e pianificare la gestione di 50 milioni di passeggeri in Sicilia entro il 2028”. Per raggiungere questo traguardo, il Mec invoca un cambio radicale della governance: “È fondamentale rinnovare il management degli aeroporti di Catania e Comiso, affidandoli a chi sa governare i costi e attrarre nuove compagnie con tariffe competitive. L&#8217;attuale gestione ha fallito, deprezzando il valore degli scali. Chiediamo di sospendere la vendita delle quote Sac finché non saranno superati i deficit strutturali: diversamente, le inefficienze attuali, privatizzate, offriranno ai nuovi proprietari il modo per lucrare sulla saturazione e bloccare lo sviluppo economico futuro. Con la crisi politica attuale, è ancora più urgente bloccare qualsiasi ulteriore azione nel processo di privatizzazione, perché sarebbe una vendita in perdita.”</p>
<p></p>
<p><strong>Il Pio La Torre ha perso 230.000 passeggeri in 3 anni</strong><br />
230.000 passeggeri persi in tre anni, un calo del traffico aeroportuale del 63% e due ricostruzioni contrastanti sulle trattative che, nell&#8217;aprile 2023, portarono alla rottura dei rapporti tra Ryanair e Sac. È da questi elementi che nasce la nuova iniziativa del Patto per la Sicilia orientale, che ha trasmesso due lettere formali ai vertici della compagnia aerea irlandese e della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, chiedendo di rendere pubblica la documentazione relativa alla vicenda. A sottoscrivere il comunicato e sostenere l&#8217;iniziativa sono Giovanni Lo Schiavo, Segretario Provinciale Cisal Catania; Franz Cannizzo, libero professionista e promotore del Patto della Sicilia Orientale; Giuseppe Stefio, Sindaco di Carlentini e Componente del Libero Consorzio di Siracusa; Mirko Stefio, Segretario politico del Movimento Siciliano d’Azione; Antonio Prelati, Referente del Comitato a difesa e sviluppo degli aeroporti iblei; Paolo Crocifisso, Componente del Comitato a difesa e sviluppo degli Aeroporti Iblei. I firmatari chiedono trasparenza sulle decisioni assunte nel 2023 e garanzie per il futuro dell&#8217;aeroporto Pio La Torre, soprattutto alla luce della procedura di privatizzazione di Sac.</p>
<p></p>
<p><strong>Comiso, il crollo dei passeggeri: da 364.735 a 134.000</strong><br />
Al centro della presa di posizione c&#8217;è il drastico ridimensionamento del traffico registrato nello scalo ragusano. Nel 2022 l&#8217;aeroporto di Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri, scesi a circa 134mila nel 2025. Una perdita di circa 230mila viaggiatori, pari al 63% del traffico, che il Patto collega alla rottura delle trattative con Ryanair nella primavera del 2023.<br />
Secondo i promotori dell&#8217;iniziativa, le conseguenze economiche e occupazionali hanno interessato l&#8217;intero territorio ibleo, dalle imprese turistiche della Val di Noto ai produttori agroalimentari, dai lavoratori aeroportuali alle comunità locali. Un territorio che, sottolineano i firmatari, può contare su un importante patrimonio turistico e culturale, con otto siti Unesco nel raggio di sessanta chilometri.</p>
<p></p>
<p><strong>Le versioni contrastanti di Ryanair e Sac</strong><br />
Il punto centrale della richiesta riguarda le due differenti ricostruzioni pubbliche della trattativa dell&#8217;aprile 2023. Secondo la versione attribuita a Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, sarebbe esistito un accordo già definito e pronto per essere firmato. Sac avrebbe successivamente modificato la propria posizione, determinando l&#8217;interruzione della trattativa e la cancellazione della conferenza stampa prevista per annunciare le nuove rotte. Differente la ricostruzione attribuita ai rappresentanti di Sac, Torrisi e Alfano, secondo i quali Ryanair avrebbe avanzato ulteriori richieste rispetto alle condizioni inizialmente concordate, ritenute incompatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato e con il principio di parità di trattamento tra vettori. Per il Patto, le due versioni risultano incompatibili e soltanto la pubblicazione degli atti potrà consentire di ricostruire quanto realmente accaduto. “Non per riaprire polemiche, ma per garantire che non si ripeta”, è il principio alla base dell&#8217;iniziativa.</p>
<p></p>
<p><strong>Due lettere ufficiali e una scadenza: il 20 ottobre</strong><br />
La prima comunicazione, redatta in inglese, è stata indirizzata a Eddie Wilson, Ceo di Ryanair. Il Patto chiede alla compagnia di mettere a disposizione le proposte commerciali, le controproposte, la corrispondenza intercorsa e i verbali degli incontri relativi alla trattativa del 2023. Nella stessa lettera viene avanzata anche la proposta di un incontro istituzionale, da svolgere a Catania, Comiso, Dublino oppure in videoconferenza, per individuare le condizioni commerciali e contrattuali che potrebbero rendere possibile e sostenibile il ritorno di Ryanair nello scalo ibleo. L&#8217;obiettivo è sottoporre eventuali condizioni concordate all&#8217;attenzione del futuro gestore privato di Sac, nell&#8217;ambito del contratto di privatizzazione. La seconda lettera è stata indirizzata alla presidente Sac Quattrone e all&#8217;amministratore delegato Torrisi, con la richiesta di rendere pubblica la documentazione della trattativa oppure di trasmetterla ai soci pubblici aventi titolo. I firmatari richiamano, a questo proposito, la natura interamente pubblica del capitale di Sac e gli obblighi di trasparenza previsti dal D.Lgs. 33/2013 e dal D.Lgs. 175/2016. Il termine indicato per ricevere le risposte è il 20 ottobre 2026, così da poter esaminare gli elementi acquisiti prima del 12 novembre, data prevista per la presentazione delle offerte non vincolanti da parte degli operatori internazionali interessati alla privatizzazione.</p>
<p></p>
<p><strong>Privatizzazione Sac, il timore di una svalutazione degli aeroporti</strong><br />
L&#8217;iniziativa arriva in una fase particolarmente delicata per il futuro della gestione aeroportuale della Sicilia orientale. Il Patto richiama quanto pubblicato dal Corriere della Sera, secondo cui alcuni operatori ammessi alla seconda fase della procedura di privatizzazione starebbero valutando uno “sconto calamità naturale” sul prezzo di offerta, legato alla vulnerabilità strutturale rappresentata dall&#8217;Etna. Secondo quanto riportato nel documento, il valore atteso dell&#8217;operazione sarebbe già passato da un miliardo di euro a una forbice compresa tra 500 e 600 milioni, con il rischio di un&#8217;ulteriore riduzione. In questo scenario, sostengono i firmatari, il ridimensionamento dell&#8217;aeroporto di Comiso non può essere considerato una questione secondaria, perché potrebbe incidere sulla valutazione complessiva degli asset aeroportuali e sul prezzo di cessione ottenibile dai soci pubblici.</p>
<p></p>
<p><strong>Le richieste per il futuro: piano industriale autonomo e garanzie vincolanti</strong><br />
Per il Patto per la Sicilia orientale, chiarire le ragioni della rottura del 2023 è fondamentale anche per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi dopo l&#8217;ingresso di un gestore privato.Tra le garanzie richieste figurano un piano industriale autonomo per Comiso, indicatori di prestazione vincolanti (Kpi) e un esplicito divieto di depotenziamento dello scalo.<br />
Misure che, secondo i promotori, dovrebbero trovare spazio nel contratto di privatizzazione, per tutelare lo sviluppo dell&#8217;aeroporto e le prospettive economiche del territorio.<br />
Cannizzo: “Non ci schieriamo con Ryanair né con Sac, ma con il territorio”</p>
<p></p>
<p><strong>A ribadire la posizione del Patto è Franz Cannizzo, promotore dell&#8217;iniziativa</strong><br />
“Il Patto per la Sicilia orientale non si schiera né con Ryanair né con Sac nella disputa del 2023 – dichiara Franz Cannizzo –. Si schiera con il territorio, che ha perso 230.000 passeggeri in tre anni e non ha mai ricevuto una spiegazione documentata di quello che è successo. Entrambe le parti dichiarano di avere ragione. Entrambe dichiarano di avere i documenti. Li producano. Il territorio lo merita e la procedura di privatizzazione in corso lo richiede”. La richiesta dei sei firmatari è dunque quella di fare piena luce sulla vicenda del 2023 prima che si compiano nuovi passaggi decisivi per il futuro degli aeroporti della Sicilia orientale, affinché la privatizzazione sia accompagnata da impegni concreti a tutela dello sviluppo di Comiso e del territorio ibleo.</p>
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		<title>Ecco tutti i nuovi voli disponibili dal 25 ottobre all&#8217;aeroporto di Comiso. C&#8217;è anche il collegamento diretto con Malta</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/07/ecco-tutti-i-nuovi-voli-disponibili-dal-25-ottobre-allaeroporto-di-comiso-ce-anche-il-collegamento-diretto-con-malta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Dal 25 ottobre 2026 l’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso incrementerà l’operativo con otto frequenze settimanali aggiuntive. Debuttano due rotte nazionali, verso Napoli e Venezia, e un collegamento internazionale con Malta, mentre la tratta per Pisa diventa attiva tutto l’anno. Il rafforzamento dell’offerta è finanziato dalla Regione Siciliana attraverso una gara da 3 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Dal 25 ottobre 2026 l’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso incrementerà l’operativo con otto frequenze settimanali aggiuntive. Debuttano due rotte nazionali, verso Napoli e Venezia, e un collegamento internazionale con Malta, mentre la tratta per Pisa diventa attiva tutto l’anno. Il rafforzamento dell’offerta è finanziato dalla Regione Siciliana attraverso una gara da 3 milioni di euro, aggiudicata ad Aeroitalia. Il programma, della durata di dodici mesi a partire da domenica 25 ottobre 2026, prevede due voli settimanali per ciascuna delle quattro destinazioni, con l’obiettivo di garantire maggiore continuità allo scalo della Sicilia sudorientale anche oltre la stagione estiva. Nel dettaglio, le rotte oggetto del piano sono Comiso–Pisa, Comiso–Napoli, Comiso–Venezia e Comiso–Malta, tutte con due frequenze a settimana.</p>
<p></p>
<p>Pisa, già presente nel network del “Pio La Torre”, sarà ora servita senza interruzioni durante l’anno; Napoli e Venezia rappresentano nuovi collegamenti domestici che ampliano le connessioni dirette con il resto d’Italia, mentre Malta costituisce l’unica meta estera del pacchetto. Con queste aggiunte, il totale delle operazioni settimanali dello scalo dovrebbe salire a 32, includendo anche le linee già in esercizio. Restano attivi i servizi in continuità territoriale verso Roma Fiumicino e Milano Linate, anch’essi operati da Aeroitalia e confermati fino al 31 ottobre 2028: 14 frequenze settimanali per Fiumicino e 7 per Linate. A queste si affiancano i collegamenti con Milano Malpensa, serviti anche da Wizz Air. In alcuni periodi dell’anno, l’offerta del “Pio La Torre” potrà essere ulteriormente ampliata con rotte stagionali, come quelle per Bologna e Torino, che si aggiungono ai collegamenti annuali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>280 nuove assunzioni nel settore turistico a Ragusa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/07/280-nuove-assunzioni-nel-settore-turistico-a-ragusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://corrierediragusa.it/?p=140829</guid>

					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Importante opportunità occupazionale per il territorio ragusano. Il gruppo alberghiero Mangia’s ha avviato una campagna di reclutamento che prevede 280 posti di lavoro a Ragusa, destinati principalmente al rilancio del Donnafugata Golf Resort. Le figure ricercate interessano diversi settori dell’ospitalità: cucina, sala e bar, ricevimento, housekeeping, manutenzione, animazione, guest experience e risorse umane. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/07/280-nuove-assunzioni-nel-settore-turistico-a-ragusa/">280 nuove assunzioni nel settore turistico a Ragusa</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Importante opportunità occupazionale per il territorio ragusano. Il gruppo alberghiero Mangia’s ha avviato una campagna di reclutamento che prevede 280 posti di lavoro a Ragusa, destinati principalmente al rilancio del Donnafugata Golf Resort. Le figure ricercate interessano diversi settori dell’ospitalità: cucina, sala e bar, ricevimento, housekeeping, manutenzione, animazione, guest experience e risorse umane. Le candidature possono essere inviate online attraverso il portale dedicato alle carriere del gruppo o tramite LinkedIn, con la possibilità di presentare anche candidature spontanee. Tra fine novembre e inizio dicembre sono inoltre previsti colloqui dedicati alle strutture dell’area Costa Ragusa, mentre nei prossimi giorni si terranno altri career day organizzati dal gruppo in Sicilia e Sardegna. L’iniziativa rappresenta una delle più significative campagne di assunzione annunciate negli ultimi mesi in provincia di Ragusa e punta a rafforzare l’offerta turistica del territorio in vista delle prossime stagioni.</p>
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		<title>Perchè Ryanair non opera più all&#8217;aeroporto di Comiso? Le tesi discordanti dei vertici della compagnia aerea low cost e della Sac, la società che gestisce lo scalo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/06/perche-ryanair-non-opera-piu-allaeroporto-di-comiso-le-tesi-discordanti-dei-vertici-della-compagnia-aerea-low-cost-e-della-sac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Fanno discutere le dichiarazioni rilasciate dall&#8217;amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson a Repubblica. Il numero uno della compagnia aerea low cost sostiene difatti che quest&#8217;ultima sarebbe pronta a riprendere immediatamente le operazioni sullo scalo ibleo qualora venissero rispettati gli accordi già definiti in passato. Secondo la ricostruzione del manager irlandese, nell’aprile del 2023 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Fanno discutere le dichiarazioni rilasciate dall&#8217;amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson a Repubblica. Il numero uno della compagnia aerea low cost sostiene difatti che quest&#8217;ultima sarebbe pronta a riprendere immediatamente le operazioni sullo scalo ibleo qualora venissero rispettati gli accordi già definiti in passato. Secondo la ricostruzione del manager irlandese, nell’aprile del 2023 esisteva un’intesa ormai conclusa e pronta per la firma. Una volta arrivati in Sicilia, però, la Sac avrebbe modificato la propria posizione, facendo saltare l’annuncio delle nuove rotte che Ryanair aveva programmato di presentare attraverso una conferenza stampa. Wilson sostiene che la documentazione relativa a quell’accordo esisterebbe ancora e che la compagnia avrebbe più volte mostrato le prove della trattativa, ribadendo che la disponibilità a tornare a Comiso non è mai venuta meno. In sostanza, la tesi di Ryanair è che il progetto fosse stato condiviso e successivamente bloccato dalla controparte. La Sac, però, ha sempre respinto questa ricostruzione. Già all’epoca della rottura, la società di gestione degli aeroporti siciliani aveva sostenuto di essere pronta a sottoscrivere l’intesa originariamente concordata e aveva accusato invece il vettore di avere avanzato richieste ulteriori rispetto a quelle inizialmente discusse. Richieste che, secondo i vertici della società, avrebbero comportato un trattamento privilegiato rispetto alle altre compagnie operanti nello scalo etneo e sarebbero risultate incompatibili con la normativa vigente.</p>
<p></p>
<p>Una posizione che negli anni non è cambiata. Nel maggio del 2025, nel corso di un confronto con il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, aveva spiegato che Ryanair avrebbe chiesto ulteriori risorse economiche provenienti da Catania per mantenere operative le rotte da e per Comiso. Una prospettiva che la società aeroportuale riteneva impossibile da accogliere. A rafforzare questa linea interviene oggi Giuseppe Alfano, membro del consiglio di amministrazione della Sac e profondo conoscitore del dossier. Alfano contesta duramente la ricostruzione proposta dal vettore irlandese e parla apertamente di una narrazione parziale della vicenda. Secondo l’ex sindaco di Comiso, Sac avrebbe sempre garantito a Ryanair le stesse condizioni offerte a tutte le altre compagnie aeree presenti nello scalo di Catania. Un principio che, evidenzia, non sarebbe negoziabile proprio perché gli incentivi utilizzati per sostenere il traffico aereo derivano da risorse pubbliche e, di conseguenza, non possono essere modulati in maniera arbitraria da vettore a vettore.</p>
<p></p>
<p>Per Alfano, un ulteriore elemento smentirebbe la tesi di una presunta ostilità nei confronti della compagnia irlandese: Ryanair continua infatti a operare con numerosi collegamenti da Catania, segno che il rapporto commerciale con la Sac non sarebbe mai stato compromesso. L’esponente del cda sostiene inoltre che Comiso continui ancora oggi a rappresentare un’opportunità concreta per la compagnia. Sul territorio, ricorda, esistono strumenti incentivanti messi a disposizione da Regione Siciliana, Camera di Commercio, Libero Consorzio e dalla stessa Sac per favorire l’apertura di nuove rotte. Le porte dello scalo ibleo, quindi, resterebbero aperte a un eventuale ritorno del vettore.</p>
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		<title>Mercato auto in Sicilia: cresce l’usato (+0,3%), prezzi medi in calo del 2,9%. A Ragusa 13.207 passaggi di proprietà (+3,4%)</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/02/mercato-auto-in-sicilia-cresce-lusato-03-prezzi-medi-in-calo-del-29-a-ragusa-13-207-passaggi-di-proprieta-34/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e siciliani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 180.752 passaggi di proprietà al netto delle minivolture, con una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI). Una centralità che emerge anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/02/mercato-auto-in-sicilia-cresce-lusato-03-prezzi-medi-in-calo-del-29-a-ragusa-13-207-passaggi-di-proprieta-34/">Mercato auto in Sicilia: cresce l’usato (+0,3%), prezzi medi in calo del 2,9%. A Ragusa 13.207 passaggi di proprietà (+3,4%)</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e siciliani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 180.752 passaggi di proprietà al netto delle minivolture, con una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI). Una centralità che emerge anche guardando al quadro nazionale: considerando complessivamente nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà netti, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI e UNRAE, l’usato rappresenta oggi il 64,7% degli acquisti complessivi, rispetto a circa il 60% di dieci anni fa. A rafforzare questo scenario sono anche le intenzioni d’acquisto per i prossimi mesi: tre automobilisti su quattro (75%) dichiarano infatti di orientarsi verso una vettura di seconda mano. Sul fronte dei prezzi, inoltre, in Sicilia prosegue la fase di ridimensionamento: rispetto allo stesso periodo del 2025, il valore medio delle auto usate in vendita nella regione è sceso del 2,9%, attestandosi a circa 20.300€. Per quanto riguarda le alimentazioni, diesel (50%) e benzina (35%) si confermano le soluzioni più richieste. Più contenuto l’interesse per l’elettrico (2%), che fatica ancora a guadagnare terreno, anche a causa di esigenze degli automobilisti non pienamente soddisfatte e dei limiti legati all’autonomia delle batterie. Maggiore, invece, l’interesse dell’ibrido, scelto dal 11% degli utenti.</p>
<p> </p>
<p><strong>Bollo auto 2027: crescono le ricerche con filtro fino a 80 kW</strong><br />
Alle intenzioni d’acquisto si affianca un segnale emerso dalle ricerche online dopo l’annuncio del Governo sul bollo auto. Secondo un’analisi del Centro Studi AutoScout24, tra il 17 e il 22 settembre le ricerche web effettuate impostando nei filtri di ricerca una potenza massima di 80 kW sono aumentate considerevolmente rispetto al 10–15 settembre. Il 16 settembre, giorno dell’annuncio, è escluso da entrambi i periodi. Tra le marche selezionate nelle ricerche, gli incrementi maggiori riguardano Volkswagen, Fiat, Audi, Mercedes-Benz e Toyota; tra i modelli guidano Dacia Duster, Audi A1, Renault Clio, Volkswagen T-Cross e Fiat 500X. Milano e Roma registrano i maggiori aumenti di utenti localizzati nelle rispettive città, seguite da Bologna, Torino e Napoli.</p>
<p> </p>
<p><strong>Andamento dei passaggi di proprietà a livello territoriale</strong><br />
Nel 2026, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI, Catania si conferma la prima provincia della Sicilia per numero di passaggi di proprietà netti, con 44.453 atti, nonostante un calo dell’1,2% rispetto al 2025. Seguono Palermo con 40.668 passaggi (-0,2%) e Messina con 20.294 atti (-2,1%). Prosegue la graduatoria Trapani con 16.379 passaggi (+2,3%), seguita da Siracusa con 15.354 atti (+0,6%) e Agrigento con 15.310 (+1,1%). Ragusa registra 13.207 passaggi (+3,4%), mentre Caltanissetta si attesta a 9.213 atti, registrando la crescita più significativa rispetto al 2025 (+5,4%). Enna chiude la classifica regionale con 5.874 passaggi (-0,5%).</p>
<p> </p>
<p><strong>Le auto e i segmenti più richiesti. Cosa cercheranno i siciliani nei prossimi mesi?</strong><br />
Nel periodo gennaio-agosto 2026, in Sicilia, la Fiat Panda si conferma il modello più richiesto in assoluto. Guardando invece alle alimentazioni alternative, tra le ibride primeggia la Fiat Panda Hybrid, mentre tra le elettriche la preferenza va alla Tesla Model 3.</p>
<p> </p>
<p><strong>Segmenti preferiti: SUV sempre al primo posto, seguono berline e city car</strong><br />
Guardando alle intenzioni d’acquisto per i prossimi quattro mesi, i SUV si confermano la tipologia più desiderata, con il 58% delle preferenze. Seguono le berline (29%) e le city car (27%), scelte da oltre un automobilista su quattro. Più contenuto l’interesse per monovolume (18%) e station wagon (16%), mentre coupé e cabrio restano una scelta di nicchia.</p>
<p> </p>
<p><strong>17.000 euro di budget, con la sicurezza al primo posto</strong><br />
Il budget destinato all’acquisto di un’auto usata si attesta oggi intorno ai 17.000 euro, confermando una disponibilità di spesa significativa da parte degli automobilisti, seppur più contenuta rispetto ai 20.000 euro rilevati un anno fa. Sul fronte delle dotazioni, la priorità è soprattutto la sicurezza: l’82% considera irrinunciabili i dispositivi di sicurezza attiva. Seguono gli elementi funzionali (38%), i sistemi di assistenza alla guida (35%) e l’infotainment (35%), mentre il 23% indica tra le caratteristiche desiderate il cambio automatico.</p>
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		<title>In Sicilia prezzi delle case stabili nel terzo trimestre 2026 con un +0,1%. Ragusa il mercato più dinamico con una crescita del 2,6%</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/10/02/in-sicilia-prezzi-delle-case-stabili-nel-terzo-trimestre-2026-con-un-01-ragusa-il-mercato-piu-dinamico-con-una-crescita-del-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prezzi delle abitazioni in Sicilia si mantengono sostanzialmente stabili nel terzo trimestre del 2026. Secondo l&#8217;ultimo report elaborato dall&#8217;Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare, il prezzo medio regionale aumenta dello 0,1% e raggiunge 1.104 euro al metro quadro, un livello ancora sotto la media nazionale di 2.031 euro/m². Su base annua la crescita si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/02/in-sicilia-prezzi-delle-case-stabili-nel-terzo-trimestre-2026-con-un-01-ragusa-il-mercato-piu-dinamico-con-una-crescita-del-26/">In Sicilia prezzi delle case stabili nel terzo trimestre 2026 con un +0,1%. Ragusa il mercato più dinamico con una crescita del 2,6%</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi delle abitazioni in Sicilia si mantengono sostanzialmente stabili nel terzo trimestre del 2026. Secondo l&#8217;ultimo report elaborato dall&#8217;Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare, il prezzo medio regionale aumenta dello 0,1% e raggiunge 1.104 euro al metro quadro, un livello ancora sotto la media nazionale di 2.031 euro/m². Su base annua la crescita si attesta all&#8217;1,2%, mentre rispetto al mese precedente l&#8217;aumento è dello 0,1%.</p>
<p></p>
<p><strong>Province</strong><br />
A livello provinciale la tendenza è contrastata con 5 aumenti e 4 cali. Il rialzo più marcato del trimestre si osserva a Ragusa, che cresce del 2,6%, seguita da Enna (2%), Trapani (1,7%), Messina (0,8%) e Siracusa (0,7%). In flessione Palermo (-0,4%), Catania (-0,6%), Caltanissetta (-1%) e Agrigento (-2,7%). Sul fronte dei prezzi, Palermo si conferma la provincia più cara della regione con 1.259 euro al metro quadro, seguita da Siracusa (1.189 euro/m²), Messina (1.153 euro/m²), Trapani (1.110 euro/m²), Catania (1.085 euro/m²), Ragusa (1.012 euro/m²), Agrigento (762 euro/m²), Enna (650 euro/m²), Caltanissetta (582 euro/m²).</p>
<p></p>
<p><strong>Capoluoghi </strong><br />
Nei capoluoghi lo scenario è altrettanto frastagliato. L&#8217;aumento più forte si osserva a Ragusa, dove i prezzi salgono del 5,2%, seguita da Enna (2,7%), Catania (1,5%), Caltanissetta (0,9%), Siracusa (0,4%) e Trapani (0,4%). In leggero rialzo anche Palermo (0,3%). In calo Messina (-0,5%) e Agrigento (-1%). Spiccano, tuttavia, le crescite sostenute di Ragusa (13,1%) e Catania (4,6%) rispetto a un anno fa. Anche a livello cittadino, Palermo è la più cara della regione con 1.540 euro al metro quadro, davanti a Siracusa (1.342 euro/m²), Catania (1.296 euro/m²), Ragusa (1.156 euro/m²), Messina (1.013 euro/m²), Trapani (920 euro/m²), Enna (905 euro/m²), Agrigento (813 euro/m²), Caltanissetta (639 euro/m²).</p>
<p></p>
<p><strong>Calo dei prezzi delle abitazioni in Italia nel terzo trimestre 2026</strong><br />
Secondo l&#8217;ultima analisi dell&#8217;Ufficio Studi di idealista, i prezzi delle abitazioni usate in Italia hanno registrato un calo dell&#8217;1,1% nel terzo trimestre 2026, portando il prezzo medio a 2.031 euro al metro quadro. Su base annuale, la crescita è del 3,3%.Milano si conferma la città più costosa d&#8217;Italia, con un prezzo medio di 5.659 euro al metro quadro. Nell&#8217;ultimo trimestre i prezzi hanno segnato una flessione dell&#8217;1,7%, mentre su base annua il dato risulta sostanzialmente stabile (0,2%), consolidando i livelli elevati raggiunti dopo anni di crescita costante. Roma segna una crescita dello 0,7% nel trimestre, con un prezzo medio di 3.810 euro al metro quadro, e del 6,0% su base annua. Resta tuttavia ancora lontana dai massimi storici: i prezzi sono inferiori del 13,8% rispetto ai picchi toccati nel gennaio 2012.</p>
<p></p>
<p>Napoli segna una variazione dello 0,2% nel trimestre, con un prezzo medio di 3.049 euro al metro quadro e un incremento del 2,2% su base annua. Anche qui i prezzi rimangono al di sotto dei massimi storici, con un divario del 13,4% rispetto ai picchi di marzo 2012. Il 62% dei capoluoghi monitorati ha visto un aumento dei prezzi, con i maggiori incrementi a Mantova (5,4%), Ragusa (5,1%) e Imperia (5%). Al contrario, alcune città hanno registrato cali, tra cui spiccano Pordenone (-5,5%), Carbonia (-5,5%) e Vibo Valentia (-4,1%). Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “Il calo registrato in questo trimestre riflette l’effetto ritardato della stretta monetaria della BCE: tassi di interesse ancora elevati si traducono in mutui più cari, riducono l’accessibilità al credito e frenano una parte della domanda potenziale, in particolare nelle aree periferiche e nei segmenti di fascia media. I capoluoghi mostrano invece una resilienza superiore alle attese: quasi due terzi continuano a crescere, sostenuti da una domanda strutturalmente più vivace nelle grandi aree urbane. Il quadro è quello di un mercato che sta attraversando una fase di riequilibrio, senza segnali di inversione netta, ma con dinamiche sempre più differenziate per territorio e per fascia di prezzo.</p>
<p></p>
<p><em>Prezzo medio regionale a 1.104 euro/m²<br />
Tra le province Ragusa guida i rialzi del trimestre (2,6%), Palermo resta la più cara (1.259 euro/m²)<br />
Tra i capoluoghi Ragusa corre di più nel trimestre (5,2%) e sale del 13,1% su base annua; Palermo si conferma il più caro con 1.540 euro/m²</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/10/02/in-sicilia-prezzi-delle-case-stabili-nel-terzo-trimestre-2026-con-un-01-ragusa-il-mercato-piu-dinamico-con-una-crescita-del-26/">In Sicilia prezzi delle case stabili nel terzo trimestre 2026 con un +0,1%. Ragusa il mercato più dinamico con una crescita del 2,6%</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Aeroporto di Comiso, la Regione si muove per sviluppare l&#8217;area cargo. Il presidente Schifani ha presieduto una riunione per velocizzare l&#8217;iter</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/24/aeroporto-di-comiso-la-regione-si-sta-muovendo-per-sviluppare-larea-cargo-il-presidente-schifani-ha-presieduto-una-riunione-sulliter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 21:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato un’apposita riunione a Palazzo d’Orleans a Palermo per velocizzare l&#8217;iter dello sviluppo del traffico cargo all’aeroporto di Comiso, con lo scopo di dotare di un’infrastruttura strategica l’agricoltura di eccellenza iblea: lo rende noto la Uila Ragusa, che, appena 2 settimane fa, aveva sollecitato in tal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/24/aeroporto-di-comiso-la-regione-si-sta-muovendo-per-sviluppare-larea-cargo-il-presidente-schifani-ha-presieduto-una-riunione-sulliter/">Aeroporto di Comiso, la Regione si muove per sviluppare l&#8217;area cargo. Il presidente Schifani ha presieduto una riunione per velocizzare l&#8217;iter</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>COMISO &#8211; Il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato un’apposita riunione a Palazzo d’Orleans a Palermo per velocizzare l&#8217;iter dello sviluppo del traffico cargo all’aeroporto di Comiso, con lo scopo di dotare di un’infrastruttura strategica l’agricoltura di eccellenza iblea: lo rende noto la Uila Ragusa, che, appena 2 settimane fa, aveva sollecitato  in tal senso la Regione Siciliana, che, in un comunicato, specifica che &#8220;Il progetto viene considerato prioritario per supportare la crescita economica della zona Sud occidentale della Sicilia, territorio vocato alle produzioni agricole di qualità&#8221;. Soddisfazione viene espressa dal segretario generale aggiunto della Uila Ragusa Giovanni D’Avola in merito al vertice che si è tenuto in queste ore nella sede della Presidenza della Regione “Per il completamento di un piano da 62 milioni di euro che prevede, fra l’altro, l’ampliamento del terminal, l’allungamento e il miglioramento della pista, la creazione di un’area per la logistica e il potenziamento della viabilità esterna”.</p>
<p></p>
<p>D’Avola afferma ancora: “Siamo soddisfatti perché viene evidentemente condivisa con noi l’idea che lo scalo di Comiso non può vivere di sola programmazione stagionale, con interventi emergenziali o legati alla singola stagione turistica. Adesso, come abbiamo proposto, siamo pronti a confrontarci con istituzioni politiche, società di gestione aeroportuale e tutte le parti sociali sulla realizzazione di un’opera che consentirà di mettere in rete agricoltura, agroalimentare e turismo, logistica e trasporti. Vogliamo ribadire – conclude il segretario generale aggiunto della Uila – che la provincia di Ragusa rappresenta un polo fondamentale in Sicilia per le produzioni di qualità ma che la qualità, da sola, non basta. Per questo, abbiamo ricordato l’esigenza di una vera catena del freddo con aree stoccaggio e movimentazione, di servizi efficienti, di collegamenti rapidi con i mercati di destinazione. Costi, tempi, carenze della logistica impediscono lo sviluppo pieno delle potenzialità del settore primario, quindi anche la crescita occupazionale del territorio. Siamo felici, allora, che qualcosa si muova per valorizzare l’aeroporto Pio La Torre e promuovere di conseguenza la crescita di questa provincia, come noi convintamente rivendichiamo da sempre”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/24/aeroporto-di-comiso-la-regione-si-sta-muovendo-per-sviluppare-larea-cargo-il-presidente-schifani-ha-presieduto-una-riunione-sulliter/">Aeroporto di Comiso, la Regione si muove per sviluppare l&#8217;area cargo. Il presidente Schifani ha presieduto una riunione per velocizzare l&#8217;iter</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>La provincia di Ragusa prima in Sicilia per i rientri dei giovani dall&#8217;estero, Ance: &#8220;Servono lavoro e infrastrutture per farli restare&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/09/22/la-provincia-di-ragusa-prima-in-sicilia-per-i-rientri-dei-giovani-dallestero-ance-ora-servono-lavoro-e-infrastrutture-per-farli-restare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana con la più alta incidenza di rientri rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di 857 giovani trasferitisi all&#8217;estero, 539 sono rientrati. Il rapporto tra rientri ed espatri raggiunge così il 63%, il valore più elevato tra le province siciliane. Il dato emerge dal rapporto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/09/22/la-provincia-di-ragusa-prima-in-sicilia-per-i-rientri-dei-giovani-dallestero-ance-ora-servono-lavoro-e-infrastrutture-per-farli-restare/">La provincia di Ragusa prima in Sicilia per i rientri dei giovani dall&#8217;estero, Ance: &#8220;Servono lavoro e infrastrutture per farli restare&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA &#8211; Quella di Ragusa è la provincia siciliana con la più alta incidenza di rientri rispetto agli espatri. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di 857 giovani trasferitisi all&#8217;estero, 539 sono rientrati. Il rapporto tra rientri ed espatri raggiunge così il 63%, il valore più elevato tra le province siciliane. Il dato emerge dal rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui movimenti dei giovani italiani da e verso l&#8217;estero pubblicato in questi giorni. “Un segnale positivo – dice il presidente di Ance Ragusa Giorgio Firrincieli &#8211; che però non deve nascondere l&#8217;altra faccia del fenomeno. Nello stesso periodo, infatti, gli espatri dalla provincia di Ragusa sono aumentati del 26,9% rispetto al quinquennio precedente, passando da 675 a 857. Sono numeri – prosegue Firrincieli – che ci consegnano insieme una conferma e un avvertimento. La conferma è che Ragusa conserva una capacità di richiamo importante: chi parte può scegliere di tornare. L&#8217;avvertimento è che continuiamo a perdere troppi giovani e competenze. Il vero obiettivo non può essere soltanto farli rientrare, ma creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro”. Il dato si inserisce in un quadro demografico ed economico che Ance Ragusa richiama da tempo. La capacità di un territorio di trattenere capitale umano dipende dalla disponibilità di lavoro qualificato, servizi, abitazioni accessibili, collegamenti efficienti e prospettive di crescita.</p>
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<p>Da questo punto di vista, infrastrutture e costruzioni assumono un ruolo che va ben oltre il singolo cantiere. &#8220;La conclusione del ciclo straordinario del PNRR – spiega Firrincieli – rende ancora più urgente una programmazione di medio e lungo periodo. La Ragusa-Catania, il completamento della Siracusa-Gela, la rigenerazione delle città, l&#8217;edilizia abitativa e gli investimenti pubblici e privati non sono soltanto opere: sono condizioni di competitività e, soprattutto, strumenti per dare ai giovani una ragione concreta per restare o per tornare”. Per Ance Ragusa il dato sui rientri rappresenta dunque un&#8217;opportunità da non disperdere. &#8220;Se Ragusa riesce già oggi a riportare a casa 63 giovani ogni 100 che partono, significa che esiste un legame forte con questo territorio. La sfida della politica e delle istituzioni è trasformare quel legame in opportunità. Perché un giovane non torna definitivamente per nostalgia: torna se trova lavoro, servizi, infrastrutture e qualità della vita. È su questo che dobbiamo investire oggi per costruire la Ragusa dei prossimi dieci anni”, conclude Firrincieli.</p>
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