MODICA – Risultano essere divisi i residenti della via San Giuliano Pulito sulla recente istituzione del doppio senso di circolazione per soli 100 metri: da un lato i favorevoli, dall’altro i contrari. I favorevoli spiegano che, con una lettera indirizzata al Comune di Modica, avevano sollecitato la revisione del senso unico nel loro tratto di strada, chiedendo di consentire il doppio senso per circa 100 metri, così da evitare ogni giorno un lungo giro per rientrare a casa. I residenti affermano di aver presentato l’istanza al Comando della Polizia Locale, chiedendo una valutazione tecnica sulla percorribilità in sicurezza. La sollecitazione era stata caldeggiata anche da un assessore comunale che da poco abita in zona e che, come si legge nel comunicato diffuso dai residenti, “Aveva preso a cuore la nostra istanza e si era attivato per segnalarla a chi di dovere. Niente di più, niente di meno. Il comandante della Polizia Locale ha fatto il suo sopralluogo e ha dato il suo nullaosta. Pur riconoscendo che tra i vicini possano esserci opinioni diverse, i firmatari respingono l’ipotesi di presunti favoritismi.
Dall’altra parte della barricata ci sono i residenti contrari alla situazione attuale, che chiedono il ripristino del senso unico con un documento ufficiale sottoscritto e protocollato al comune lunedì scorso. Questi ultimi protestano quindi contro il provvedimento e ne chiedono l’immediato annullamento in favore del ripristino del senso unico su tutta l’arteria. Secondo questa parte di residenti, la conformazione della strada non è mai cambiata rispetto ad oltre vent’anni fa, quando venne istituito il senso unico: con una carreggiata larga complessivamente appena 4 metri, 2 veicoli provenienti da direzioni opposte non sono in grado di transitare contemporaneamente in condizioni di sicurezza.
Sulla vicenda sono determinati a fare chiarezza i consiglieri comunali di opposizione Neva Guccione, Cristina Cecere e Giovanni Spadaro, che hanno formalmente depositato una richiesta di accesso agli atti per verificare l’effettiva presenza dell’istanza che chiedeva l’istituzione di quel doppio senso e i vari passaggi cronologici che hanno fatto montare il caso.
LA LETTERA APERTA DI UNA RESIDENTE: “LA REALE PRIORITA’ E’ QUELLA DELLA SICUREZZA”
Sono residente in questa via da oltre 10 anni e, in questi giorni, ho l’impressione di assistere a una discussione interminabile, nella quale si è perso il controllo delle parole e, soprattutto, si è smarrito il vero tema della vicenda: la sicurezza delle persone. È indubbio che, per molti, sarebbe più comodo avere questa traversa percorribile in entrambi i sensi di marcia. Chi conosce la zona sa bene che rappresenta un collegamento rapido tra diverse aree della città. Da un lato si raggiunge il Ponte San Giuliano, dall’altro ci si immette su Via Rocciola Scrofani, con accesso a Via Risorgimento e a Trapani Rocciola. La presenza del semaforo nelle curve di Via San Giuliano rende oggi questo percorso ancora più appetibile. La comodità, però, non può essere l’unico criterio di valutazione. Questa strada è a senso unico da molti anni perché estremamente stretta e consente il passaggio di una sola autovettura alla volta. In passato si sono già verificati incidenti e le criticità sono note a chi vi transita quotidianamente.
Il problema è che il cambiamento è arrivato senza che i residenti fossero adeguatamente informati. Una mattina si esce di casa e ci si trova improvvisamente davanti veicoli provenienti dal senso opposto, con conducenti convinti di avere la precedenza e che, talvolta, pretendono che siano gli altri a fare retromarcia. Ma dove dovrebbe spostarsi chi si trova già vicino all’uscita Il primo spazio utile si trova molto più indietro e, peraltro, all’interno dell’area di un’abitazione privata. A complicare ulteriormente la situazione c’è il fatto che l’accesso alla traversa si trova in un tratto stretto e in curva. In quel punto si sono già verificati incidenti, anche gravi, e in alcune ore della giornata la visibilità è resa ancora più difficile dalla presenza del sole. Chi vive qui sa bene che questa traversa viene spesso percorsa a velocità sostenuta. Non a caso, nel tempo, è stato installato anche un dosso rallentatore. Vorrei sottolineare un altro aspetto: ai residenti non interessa il dibattito politico. Fino a pochi giorni fa ignoravo persino che nella zona abitasse un assessore e, sinceramente, non so ancora quale sia la sua
abitazione. Non è questo il punto. Non mi interessa creare fazioni, dividere i “cento metri” dal resto della via o assistere a uno scaricabarile sulle responsabilità. Interessa soltanto poter vivere in tranquillità e in sicurezza. Nessuno dei residenti, per quanto mi risulta, ha sollevato la questione facendo nomi o attaccando persone. Che si tratti di un assessore o di un semplice cittadino, poco cambia: tutti hanno gli stessi diritti. Se è stata presentata una richiesta, è legittimo. Se è stata autorizzata, ne prendiamo atto.
Ma i cittadini hanno il diritto di sapere come si sia arrivati a questa decisione e, soprattutto, di essere informati con chiarezza e tempestività. Ancora oggi molte persone non hanno compreso cosa sia cambiato o, addirittura, non sono a conoscenza della modifica. Non si può scoprire una variazione che riguarda la sicurezza stradale soltanto perché un automobilista proveniente dalla direzione opposta ti avvisa che, per cento metri, può transitare contromano. Comunicazioni di questo tipo devono essere preventive, chiare e accessibili a tutti. Dopo qualche giorno compare uno stop disegnato solo su metà carreggiata, poi la scritta “100 metri” e, inevitabilmente, ci si chiede perché sia stato fatto e sulla base di quali valutazioni. Ripeto: sarebbe certamente più comodo per tutti poter percorrere la traversa in entrambi i sensi. Qualcuno la utilizza a doppio senso contro ogni regola, ma il fatto che una cosa sia comoda o che qualcuno la faccia non significa che sia sicura o corretta. E se dovesse accadere un incidente, di chi sarebbe la responsabilità?
Lettera firmata giunta in redazione

