VITTORIA – «La vicenda della piazza antistante la chiesa di San Domenico Savio viene raccontata dall’amministrazione in modo parziale e strumentale. La bocciatura della variante non può essere presentata semplicemente come un’occasione persa per la città, senza chiarire prima i nodi amministrativi, urbanistici ed economici che abbiamo sollevato in Consiglio comunale». Così il capogruppo consiliare Marco Greco e la presidente del Consiglio comunale Concetta Fiore della Dc replicano alle dichiarazioni dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Nicastro e della consigliera Giovanna Biondo. «Sulla solidarietà alla dottoressa Galofaro stendiamo un velo pietoso. Il video della seduta è molto chiaro: non c’è stato alcun attacco né alcun tentativo di metterla a tacere. Si cerca di alimentare polemiche anziché rispondere nel merito. Le questioni andavano affrontate in aula, sede istituzionale del confronto, e non attraverso dichiarazioni successive, fatte dopo aver avuto il via libera del Sindaco». «Quando si realizza un’opera pubblica – spiegano Greco e Fiore – occorre partire dalla progettazione, quantificare i costi, inserire l’intervento nel piano triennale delle opere pubbliche e individuare le risorse necessarie. Nel caso di San Domenico Savio restano invece interrogativi importanti».
Al centro della contestazione c’è la natura privata del terreno e la procedura per renderlo disponibile alla collettività. «La dicatio ad patriam, già richiamata in un precedente passaggio consiliare, consente al proprietario di destinare volontariamente un’area privata all’uso pubblico, ma non trasferisce automaticamente la proprietà al Comune. Nel caso di San Domenico Savio, dove si intende realizzare una piazza attraverso una trasformazione permanente dell’area, occorreva chiarire come sarebbe stata acquisita la proprietà e se fosse necessaria una procedura espropriativa. Non è corretto equiparare questa situazione a quella di via della Fratellanza a Scoglitti, dove si parlava di una strada già esistente». «Le lacune nella conoscenza delle procedure amministrative e urbanistiche – aggiungono – non possono essere compensate dalla presunzione. Prima di accusare qualcuno di aver fatto perdere un finanziamento, sarebbe opportuno dimostrare che il percorso individuato fosse corretto e concretamente realizzabile». Fiore e Greco ricordano inoltre di aver chiesto chiarimenti sul computo metrico, sul costo dell’area e sulle eventuali richieste risarcitorie. «Non basta prevedere 300mila euro: bisogna sapere quanto costerà realmente l’intervento e quali risorse saranno necessarie per completarlo. Non è possibile procedere alla cieca, soprattutto in una fase, come quella attuale, in cui il rendiconto dell’Ente non risulta ancora approvato».
«Alla luce di quanto accaduto in Consiglio comunale prendiamo ufficialmente e definitivamente le distanze da questa amministrazione, dal Partito Democratico e dal sindaco Francesco Aiello. Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma l’ennesima manifestazione di un metodo politico che riteniamo spregiudicato, caratterizzato da atteggiamenti e scelte che non condividiamo e che hanno ormai compromesso ogni possibilità di proseguire un percorso comune. Da parte nostra intendiamo lavorare alla costruzione di un’alternativa per la città di Vittoria».
