Levata di scudi a Modica contro la decisione di Iblea Acque di diminuire o sospendere l’erogazione idrica ai morosi: “Prima bisogna eliminare calcoli forfettari e bollette errate”

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Levata di scudi a Modica contro la decisione di Iblea Acque di diminuire o sospendere l’erogazione idrica ai morosi: “Prima bisogna eliminare calcoli forfettari e bollette errate”

MODICA – Fa discutere la decisione di Iblea Acque, la quale ha fatto sapere che a partire da novembre, per le utenze che risultano in persistente stato di morosità, avvierà le procedure di riduzione della fornitura idrica, mediante la riduzione del flusso d’acqua, fino alla sospensione della fornitura, per i casi previsti dalla normativa. “La nuova procedura – dichiara Vito D’Antona di Sinistra Italiana Modica – che viene presentata come un adempimento obbligatorio discendente da una regolazione nazionale sulla morosità, non tiene conto del fatto che in questi 3 anni la gestione del servizio da parte di Iblea Acque a Modica è stata caratterizzata da limiti evidenti segnalati dai cittadini: fatture i cui consumi continuano ad essere calcolati in modo stimato, con importi non corrispondenti alla realtà e spesso in misura più alta a quanto effettivamente consumato, richieste di annullamento o di rettifica di consumi inoltrate ma non registrate nel sistema della società, persistente ritardo nel recapito delle fatture, ben oltre la scadenza di pagamento, con conseguente possibile invio di solleciti, difficoltà di interlocuzione con gli uffici e lunghe file agli sportelli. Riteniamo, pertanto, che le drastiche misure, che potrebbero colpire utenti non volutamente evasori, debbano essere sospese fino a quando vengano definitivamente risolte le criticità a carico della società. Riteniamo – conclude D’Antona – che in questa direzione il Sindaco, atteso che il Comune è socio di Iblea Acque, debba muoversi per tutelare i propri cittadini, intervenendo sulla società, chiedendo l’immediata sospensione di qualsiasi misura annunciata, di procedere alla lettura di tutti i contatori, alla emissione delle fatture esatte ed alla sistemazione dei propri archivi”.

Anche Alternativa Socialista esprime la propria preoccupazione per le procedure di riduzione e sospensione della fornitura idrica annunciate da Iblea Acque. “Non è accettabile – dichiara l’avvocato Antonio Ruta – che, in un momento di gravissima difficoltà economica e sociale, il bene più elementare della vita diventi uno strumento di pressione su famiglie già enormemente provate. E sebbene la sospensione sia prevista per legge solo nelle ipotesi di materiale impossibilità di limitare il servizio (in ogni caso, la normativa prevede una quantità minima garantita di 50 litri giornalieri per persona), tuttavia nessuna garanzia tecnica può oggi attenuare la gravità di un provvedimento che umilia, spaventa e marginalizza chi già fatica a vivere con dignità. Si è già detto altrove che Iblea Acque non avrebbe le carte in regola per attuare misure drastiche nei confronti degli utenti. Molti cittadini segnalano bollette arrivate in ritardo, importi basati solo su stime, incongruenze nei consumi e difficoltà nel far valere le proprie ragioni. In queste condizioni, pretendere pagamenti senza un accertamento serio e trasparente di quanto effettivamente dovuto appare un atto di forza inspiegabile e irricevibile. La nostra proposta: una moratoria per correggere errori e consentire i pagamenti giusti.

Chiediamo con forza l’approvazione di una moratoria di almeno un anno su ogni iniziativa creditoria, riduttiva o sospensiva annunciata da Iblea Acque. In questo periodo dovranno essere garantiti: la verifica puntuale dei consumi reali, la rettifica delle posizioni errate, la tutela delle famiglie in difficoltà economica e la definizione di piani di rientro umani, graduali e sostenibili. Non si tratta di negare il principio della sostenibilità del servizio pubblico. Si tratta invece di affermare che la sostenibilità non può costruirsi dall’oggi al domani, dopo tanti anni di lassismo, di errori, di inadempienze amministrative. Ci rivolgiamo con urgenza al Governo, alla Regione Siciliana, al Libero Consorzio Comunale di Ragusa, a tutti i sindaci, ai consiglieri comunali, ai parlamentari nazionali e regionali: intervenite subito. Non bastano dichiarazioni sui social o prese di distanza generiche. Serve un atto politico concreto, unitario, coraggioso e responsabile. Ricordiamo ancora che la pressione sociale è altissima: l’inflazione erode i salari e le pensioni, aumenta il costo della vita e rende sempre più fragile l’equilibrio di migliaia di nuclei familiari. In questo contesto, minacciare il bene più essenziale non è solo una scelta amministrativa: è una scelta che rischia di alimentare disagio, paura e ingiustizia. L’Alternativa Socialista di Modica chiede una gestione umana, trasparente e costituzionalmente orientata. Nulla di più. E se per fare questo ci vuole tempo, allora è giusto, anzi doveroso – conclude il comunicato – che il tempo sia concesso, a beneficio di tutte le parti in causa”.