RAGUSA – La riapertura dell’autostrada Siracusa Modica ai mezzi che trasportano merci pericolose sarebbe possibile già oggi. Eppure, il divieto continua a rimanere in vigore, con pesanti ricadute per le imprese dell’autotrasporto e per l’intero sistema economico del territorio. È quanto emerge dagli approfondimenti avviati dalla Cna Fita Ragusa, che torna a chiedere un immediato intervento di Anas e Cas per rimuovere gli ultimi ostacoli burocratici. L’associazione di categoria, dopo avere interessato il senatore Salvo Sallemi, ha potuto partecipare a un confronto in videoconferenza con i funzionari tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa). Dall’incontro sarebbero emersi elementi destinati a riaprire il dibattito sulla vicenda.
Secondo quanto riferito dalla Cna Fita, le gallerie Filippella 388, Serena 389 e Cozzo Battaglia 390 risultano già prive di limitazioni e quindi pienamente fruibili. A impedire il via libera definitivo all’intera tratta per i mezzi Adr sarebbe esclusivamente la galleria San Fratello 391. Nel marzo scorso Ansfisa aveva effettuato un sopralluogo tecnico nella struttura, rilevando alcune criticità che non consentivano ancora il rilascio delle necessarie autorizzazioni. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dalla Cna Fita, Anas avrebbe successivamente eseguito gli interventi richiesti senza però presentare una nuova istanza di verifica all’Agenzia. Una situazione che, di fatto, mantiene bloccato l’iter autorizzativo.
Ma il nodo non riguarderebbe soltanto il tratto gestito da Anas. Durante il confronto con Ansfisa sarebbe emerso anche un secondo caso che l’associazione definisce incomprensibile. Il tratto Cassibile-Modica, gestito dal Consorzio autostrade siciliane, risulterebbe infatti ancora interdetto ai mezzi Adr nonostante, sempre secondo quanto chiarito dall’Agenzia, non esistano attualmente provvedimenti ostativi al suo utilizzo. «Siamo di fronte a una situazione paradossale e francamente inaccettabile», sottolinea la Cna Fita. «Da una parte basterebbe ripresentare una richiesta di verifica tecnica, dall’altra sarebbe sufficiente rimuovere divieti che, alla luce delle indicazioni ricevute, non troverebbero più giustificazione». La vicenda è stata illustrata dal presidente territoriale della Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo, insieme al presidente provinciale di Cna Fita Gianni Sallemi e ai funzionari Vincenzo Spatola e Giorgio Stracquadanio, alla presidente del Libero consorzio comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari. Quest’ultima, già in passato, aveva seguito da vicino la problematica promuovendo tavoli di confronto con i gestori delle infrastrutture.
Alla luce degli ultimi sviluppi, la presidente Schembari si è già attivata per richiedere un incontro urgente con Anas e Cas allo scopo di individuare una soluzione immediata che consenta il ripristino della circolazione dei mezzi Adr lungo l’asse autostradale. Per la Cna Fita non ci sono più alibi né ulteriori margini di attesa. «Le condizioni per la riapertura esistono. Occorre soltanto completare gli ultimi passaggi amministrativi e assumere decisioni che il territorio attende da troppo tempo. Le imprese non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi che appaiono ormai esclusivamente burocratici».

