MODICA – Proseguono le attività investigative e gli approfondimenti giudiziari legati all’omicidio avvenuto a Modica lo scorso primo settembre, un fatto di sangue che ha profondamente colpito la comunità locale e che vede al centro delle indagini un cittadino egiziano di 28 anni, indagato quale presunto responsabile dell’uccisione di un altro extracomunitario 30enne. Nelle ultime ore si registra un nuovo sviluppo sul fronte processuale. Dopo l’istanza presentata dall’avvocato difensore, si attende la decisione del magistrato sulla richiesta di incidente probatorio finalizzata al conferimento di un incarico a uno specialista in psichiatria. L’obiettivo dell’accertamento sarebbe quello di verificare le condizioni mentali dell’indagato al momento dei fatti, un elemento che potrebbe assumere un ruolo determinante nell’inquadramento della vicenda giudiziaria. L’incidente probatorio, qualora venisse accolto, consentirebbe di cristallizzare un elemento di prova particolarmente delicato e potenzialmente decisivo già nella fase delle indagini preliminari. La valutazione psichiatrica dovrà eventualmente chiarire se il giovane fosse pienamente capace di intendere e di volere nel momento in cui si sarebbero verificati i fatti contestati.
Intanto, il procedimento prosegue anche sotto altri aspetti investigativi. Per il prossimo 30 novembre è stato fissato un accertamento tecnico richiesto dalla Procura. Si tratta dell’estrazione della copia forense del telefono cellulare in uso all’indagato. L’analisi del dispositivo potrebbe fornire elementi utili agli investigatori per ricostruire gli eventi precedenti e successivi all’omicidio, oltre a consentire eventuali approfondimenti sui rapporti, gli spostamenti e le comunicazioni dell’uomo. Sarà dunque un passaggio importante per l’inchiesta, mentre si attende la pronuncia del Gip sulla richiesta avanzata dalla difesa. Due accertamenti distinti, quello psichiatrico e quello tecnico sul telefono, destinati a incidere sul prosieguo delle indagini e sulla definizione del quadro probatorio relativo a uno dei più gravi episodi di cronaca registrati nel Modicano negli ultimi mesi.
L’omicidio era avvenuto all’interno del Csa “Villa Tedeschi” di Modica. Durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, l’indagato aveva ammesso di essere l’autore del delitto costato la vita ad un altro ospite della comunità di accoglienza. Nonostante l’ammissione, le dichiarazioni rese dal giovane sono apparse tuttavia frammentarie e incomplete, lasciando aperte diverse zone d’ombra sulla dinamica esatta e sui reali moventi che avevano scatenato la lite sfociata nel sangue nella struttura modicana. Il magistrato aveva comunque confermato a carico del 28enne la misura cautelare della custodia in carcere.
Le attività d’indagine avevano preso avvio dopo una chiamata pervenuta sul numero unico di emergenza 112 che segnalava una lite avvenuta tra 2 cittadini stranieri nel Centro di Accoglienza Straordinario di Modica. Le pattuglie della Stazione Carabinieri e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica, immediatamente intervenute, si erano trovate davanti una persona che giaceva a terra, con il cranio fracassato ed un altro individuo seduto vicino alla vittima, con la maglietta ed i vestiti sporchi di sangue, il quale era stato subito bloccato. Gli accertamenti e le testimonianze degli operatori del centro avevano permesso di ricostruire quanto accaduto subito prima: un alterco tra i 2, avvenuto in una camera della struttura di accoglienza, sfociato in uno scontro fisico nel corso del quale il presunto autore aveva colpito un connazionale al capo, con un corpo contundente, un grosso oggetto che è stato ritrovato vicino alla vittima.
L’aggressore, subito fermato dai Carabinieri di Modica, supportati per i rilievi tecnici dai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa, era stato condotto in caserma per gli ulteriori accertamenti. Completati i riscontri e al termine delle procedure di identificazione il soggetto bloccato era stato dichiarato in stato di fermo di iniziativa della polizia giudiziaria, quindi rinchiuso nel carcere di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Giunto al centro di accoglienza modicano da pochi giorni (mentre la vittima vi si trovava da alcune settimane), dopo passaggi in altre strutture della provincia, il 28enne avrebbe accumulato, nei mesi scorsi, segnalazioni per comportamenti giudicati anomali o allarmanti. Sul corpo della vittima la procura ha deciso di procedere con gli accertamenti tecnico scientifici e l’autopsia.

