Lo sciopero degli autotrasportatori è iniziato in Sicilia con 5 giorni di stop. Possibili problemi nella reperibilità dei prodotti essenziali

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Lo sciopero degli autotrasportatori è iniziato in Sicilia con 5 giorni di stop. Possibili problemi nella reperibilità dei prodotti essenziali

E’ in corso in Sicilia lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia. La mobilitazione, proclamata dal Comitato Autotrasportatori Siciliani, è partita alle 00.01 e proseguirà fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre, per un totale di cinque giorni di fermo. La protesta coinvolge il trasporto merci su tutto il territorio regionale. Alla base della decisione ci sono soprattutto il costo elevato del carburante e la mancata erogazione dei contributi legati al Sea Modal Shift, il programma che incentiva il trasferimento del trasporto merci dalla strada al mare. Secondo quanto denunciato dal Comitato, le richieste di intervento rivolte al Governo nazionale non avrebbero ricevuto risposte adeguate. Il coordinatore Salvatore Bella ha evidenziato le difficoltà economiche delle imprese, alle prese con il rincaro del gasolio, indicato in circa 2,40 euro al litro. Per il Comitato, i costi di gestione stanno mettendo a rischio la sostenibilità delle attività, con perdite che, secondo le stime diffuse dagli stessi autotrasportatori, possono raggiungere diverse centinaia di euro al giorno per ogni mezzo.

Le modalità della protesta non prevedono blocchi stradali né manifestazioni pubbliche. I camion resteranno nei rispettivi piazzali e gli operatori aderenti al fermo hanno annunciato che non ritireranno i semirimorchi dai porti siciliani, interrompendo così una parte della movimentazione delle merci in arrivo via mare. La mobilitazione potrebbe avere conseguenze sulla distribuzione dei prodotti, compresi quelli alimentari e ortofrutticoli destinati alla grande distribuzione. L’effettiva portata dei disagi dipenderà dall’adesione al fermo e dalla disponibilità di mezzi e operatori non coinvolti nella protesta. Gli autotrasportatori chiedono interventi concreti per contenere l’impatto del caro carburante e risposte sui contributi attesi. Il fermo proseguirà fino al 20 ottobre, salvo eventuali sviluppi nel confronto con le istituzioni. A tal proposito, il Ministero dei Trasporti ha convocato le associazioni di categoria per il 27 ottobre, ma il settore chiede interventi immediati e lo sblocco dei fondi.