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La protesta contro il caro carburanti si intensifica in Sicilia: da venerdì scatta il fermo degli autotrasportatori

La protesta contro il caro carburanti si intensifica in Sicilia: da venerdì 16 ottobre è previsto il fermo degli autotrasportatori, con possibili ripercussioni sulla movimentazione delle merci nell’Isola. Il Comitato Autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dalla mezzanotte di venerdì 16 ottobre fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Le imprese aderenti resteranno con i camion nei propri piazzali e non ritireranno né movimenteranno i semirimorchi presenti nei porti siciliani. La protesta, secondo quanto annunciato dal Comitato, non prevede cortei o presidi. Tra le ragioni della decisione ci sono il costo del gasolio, che secondo il Comitato ha raggiunto i 2,40 euro al litro, e i ritardi nei pagamenti dei contributi del programma Sea Modal Shift, destinato a incentivare il trasporto combinato strada-mare. Il coordinatore Salvatore Bella ha denunciato perdite comprese tra 700 e 900 euro al giorno per ogni camion, sostenendo che la situazione stia mettendo a rischio la tenuta delle aziende. Il Comitato lamenta inoltre l’assenza di risposte da parte del Governo nazionale alle richieste avanzate per contenere i costi e sbloccare i contributi attesi. Accanto alla mobilitazione del Comitato, anche la sezione Trasporti di Confindustria Catania ha annunciato il fermo delle imprese aderenti dalle 00.01 del 16 ottobre fino alla mezzanotte del 22 ottobre. L’associazione evidenzia l’aumento del costo del gasolio e gli oneri del sistema europeo Ets, che incidono sulle tariffe marittime applicate al trasporto delle merci. Tra le richieste figurano il pagamento dei contributi Sea Modal Shift arretrati, tempi certi per le successive annualità e ulteriori risorse per sostenere il comparto.