“La notizia dell’imposizione dei limiti di velocità a 60 km/h sulle autostrade a pagamento siciliane è la più evidente manifestazione di incapacità e disinteresse gestionale della regione. Azzerare immediatamente i vertici del Cas e riflettere seriamente sulla cessione delle infrastrutture all’Anas, specie se si considerano scandali che hanno riguardato tutti gli aspetti gestionali, dal mancato controllo del personale, della cassa, la manutenzione, gli investimenti, la programmazione, i costi”. A dichiararlo sono i rappresentanti di Socialdemocrazia Sd e dei comitati e movimenti dei consumatori Vicky Amendolia e Claudio Melchiorre. Che le autostrade a pedaggio siciliane non siano a norma è noto da tempo. Nel caso della Messina Palermo, sin dalla loro apertura, voluta giustamente da Cuffaro con forza. Ma in trent’anni non è stata apportata alcuna modifica strutturale, nessuna manutenzione non emergenziale è stata fatta e il bilancio è stato sistematicamente utilizzato per rattoppi e non per lo sviluppo.
“Su queste premesse, riteniamo che la Regione Siciliana sia responsabile della mala gestio di tutte le nostre infrastrutture. I ritardi e l’assenza di programmazione sono evidenti, dagli aeroporti alle strade e autostrade. Davanti all’incapacità o all’indifferenza è necessario garantire la possibilità di movimento. L’unica soluzione plausibile è cedere le infrastrutture all’Anas e togliere pedaggio e responsabilità a chi non ha alcuna intenzione di usarla. Le autostrade devono essere riconosciute per quel che sono: strade statali a doppia corsia con scarsissima manutenzione. Oltretutto, in questo modo, il limite di velocità potrebbe salire a 90km/h”.
