Sbarre alzate con le auto in transito al passaggio a livello di via Paestum a Ragusa mentre arriva il treno, bloccato da remoto

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Sbarre alzate con le auto in transito al passaggio a livello di via Paestum a Ragusa mentre arriva il treno, bloccato da remoto

RAGUSA – Sbarre alzate con le auto in transito al passaggio a livello di via Paestum a Ragusa mentre sopraggiunge il treno, bloccato da remoto. Il consigliere comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli, interviene sull’episodio verificatosi mercoledì, tornando a puntare l’attenzione sulle problematiche legate alla viabilità e alla gestione dell’area interessata dall’attraversamento ferroviario. Secondo Firrincieli, quanto raccontato da una cittadina e quanto accaduto nelle scorse ore rappresentano la dimostrazione concreta dell’efficacia del sistema Pai, la Protezione automatica integrativa installata da Rete ferroviaria italiana per garantire la massima sicurezza lungo il tratto. «Quanto accaduto ieri, con il treno che si è arrestato in totale autonomia senza che il personale a bordo dovesse intervenire manualmente, non è forse la prova dell’altissimo livello di sicurezza garantito dalla tecnologia Pai? In un tratto caratterizzato da una curva a raggio ridotto e da scarsa visibilità, il sistema ha fatto esattamente ciò per cui è stato progettato, fermando il convoglio in sicurezza ed evitando qualsiasi conseguenza».

Per il consigliere comunale, il corretto funzionamento dell’apparato tecnologico non può però diventare un elemento utile a nascondere le responsabilità legate alla mancata gestione della viabilità di superficie. «Se il sistema di sicurezza dimostra di funzionare perfettamente, possiamo davvero considerare accettabile che la città continui a subire pesanti disservizi a causa dell’assenza di adeguati interventi sul traffico? È tollerabile che la paralisi della viabilità urbana finisca per causare ritardi ferroviari e disagi ai pendolari diretti verso Palermo, Catania, Siracusa, Modica e altre destinazioni siciliane?». Firrincieli ricorda inoltre come la presenza di passaggi a livello sia una realtà diffusa in tutta Italia e non rappresenti di per sé un elemento incompatibile con la mobilità moderna. «Nel nostro Paese risultano ancora operativi qualche migliaio di passaggi a livello, molti dei quali collocati lungo linee ferroviarie che attraversano centri urbani densamente abitati. Nessuno penserebbe di sopprimere collegamenti ferroviari strategici o di cancellare un’arteria fondamentale come via Paestum, la cui importanza è cresciuta enormemente dopo gli sviluppi urbanistici e commerciali registrati negli ultimi anni». Il consigliere evidenzia anche il ruolo strategico del rilevato ferroviario dal punto di vista della protezione civile. «Quel terrapieno costituisce l’unica infrastruttura di questo tipo presente in città e rappresenta, in caso di evento sismico, una via di fuga immediata verso il Giovanni Paolo II per tutta l’area a sud della cintura ferroviaria».

Nel corso degli anni, Firrincieli, in ultimo con il consigliere Zagami, ha promosso specifiche iniziative per contrastare le infrazioni che si verificano in prossimità del passaggio a livello, in particolare quelle commesse dagli automobilisti provenienti da via Licitra. «Abbiamo presentato e fatto approvare dal Consiglio comunale un atto di indirizzo che impegna l’amministrazione ad adottare misure concrete, tra cui telecamere di videosorveglianza, maggiori controlli e la realizzazione di uno spartitraffico divisorio. Si tratta di strumenti pensati proprio per prevenire le situazioni che continuano a verificarsi». Da qui la critica nei confronti dell’amministrazione comunale. «Di fronte a un atto approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, ci chiediamo quale valore abbia la sovranità dell’aula se poi giunta e sindaco non danno seguito agli indirizzi approvati. Non vorremmo trovarci ancora una volta davanti a una gestione in cui le decisioni dell’organo assembleare vengono sistematicamente ignorate».

Per Firrincieli, il mancato intervento sulla viabilità avrebbe contribuito ad irrigidire la posizione di Rfi sul futuro del passaggio a livello. «I continui disservizi e le interferenze con la circolazione ferroviaria, ampiamente prevedibili e contrastabili con le misure richieste dal Consiglio, hanno finito per alimentare le preoccupazioni di Rfi. È legittimo chiedersi se, in assenza di questi problemi, sarebbe mai stato riaperto il dossier relativo alla soppressione del passaggio a livello». Il consigliere conclude sottolineando come gli investimenti effettuati da Rfi dimostrino che la strada da seguire sia quella di regolare e garantire la viabilità e non della chiusura dell’infrastruttura. «Solo pochi anni fa Rfi ha investito risorse importanti per installare proprio il sistema Pai. La stessa tecnologia che ieri ha dimostrato la propria efficacia fermando il treno in sicurezza. Un sistema che approssima allo zero i rischi ma che non può diventare l’alibi per giustificare l’inerzia del Comune nella gestione della viabilità cittadina. Ognuno deve fare la propria parte e l’amministrazione comunale non può più sottrarsi alle proprie responsabilità».