MODICA – Temporary store a Modica, il comitato centro storico accusa il consiglio comunale: “Hanno fatto come gli pare, a cosa sono serviti a questo punto mesi di confronto”? “Nella giornata di martedì – si legge nella nota – è finalmente divenuta consultabile sull’albo pretorio del Comune di Modica la deliberazione del Consiglio Comunale n.91 riguardante la disciplina sui cosiddetti temporary store, completa di tutti gli emendamenti approvati durante l’ultimo consiglio comunale. Per mesi abbiamo partecipato a riunioni, incontri e confronti. Ci era stato chiesto di collaborare, di avanzare proposte, di contribuire alla costruzione di soluzioni condivise per il centro storico. Lo abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto con serietà e mettendo da parte qualsiasi posizione pregiudiziale sul tema dei temporary store. Abbiamo studiato a fondo la delibera di giunta approvata lo scorso aprile, ne abbiamo individuato le potenziali criticità, abbiamo approfondito gli aspetti normativi ed abbiamo consegnato proposte scritte, motivate e puntuali.
Lo abbiamo fatto perché avevamo preso sul serio una parola che in questi mesi è stata utilizzata moltissimo: condivisione. Oggi, dopo avere letto la deliberazione approvata dal Consiglio comunale, dobbiamo porci una domanda molto semplice: A cosa è servito tutto quel tempo che abbiamo sottratto alle nostre attività quotidiane? A cosa è servito chiedere al Comitato di collaborare alla costruzione di un testo condiviso, se poi la quasi totalità delle proposte non sono entrate nel provvedimento? La nostra non era una lista di desiderata. Era una proposta organica che partiva da un principio elementare: utilizzare i temporary store come strumento di rigenerazione e sperimentazione commerciale, evitando che potessero trasformarsi semplicemente nel modo di occupare i locali del centro storico nei periodi economicamente più convenienti, lasciando agli operatori permanenti i costi e le difficoltà dei restanti mesi dell’anno. Le nostre osservazioni chiedevano, tra l’altro, criteri legati alla reale rigenerazione, maggiore dettaglio sulle categorie merceologiche , condizioni più stringenti per le agevolazioni, misure agevolative per le attività aperte tutto l’anno ed un rafforzamento delle garanzie contro stock e liquidazioni mascherate. Il risultato approvato racconta una storia molto diversa.
Non sono state introdotte – prosegue la nota del comitato – le condizioni di rigenerazione che avevamo proposto per beneficiare dell’esenzione dei diritti. Non sono state previste le misure di sostegno che avevamo chiesto per chi mantiene la propria attività aperta dodici mesi l’anno. Non è stato esteso a tutto l’anno il presidio contro stock, outlet e liquidazioni mascherate. Eppure il punto che ci lascia maggiormente perplessi è il metodo di partecipazione. Nel dibattito consiliare gli emendamenti vengono presentati come frutto del lavoro dei gruppi consiliari e del confronto con Confcommercio e Cna. Successivamente viene istituito persino un Tavolo permanente di monitoraggio dei temporary store. Ne fanno parte Comune di Modica, Confcommercio, Confesercenti, Cna Mentre il Comitato Centro Storico viene escluso. Non rivendichiamo qui alcun diritto di veto e non abbiamo mai preteso che le nostre proposte dovessero essere accolte perché provenivano dal Comitato. Le istituzioni hanno il diritto e il dovere di decidere. Ma esiste una differenza enorme tra non condividere una proposta dopo averla discussa e chiedere per mesi collaborazione ad un organismo civico, ricevere un documento articolato ed arrivare al momento della decisione senza essere minimamente considerati. Potremmo affermare a questo punto di essere profondamente delusi, ma diciamo la verità abbiamo capito le regole del gioco molto prima dello stesso manovratore. Se si chiede ai cittadini di dedicare tempo, competenze ed energie alla cosa pubblica, bisogna poi essere capaci di dire loro che cosa è stato fatto di quel contributo oppure semplicemente bisognerebbe ammettere – chiude il comunicato – di non essere portati al confronto”.

