Una donna ragusana segregata per 9 anni al Cairo è stata liberata durante il viaggio in Sicilia

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Una donna ragusana segregata per 9 anni al Cairo è stata liberata durante il viaggio in Sicilia

RAGUSA – È bastato il movimento silenzioso di quattro dita chiuse sul pollice, il codice universale d’allarme contro la violenza di genere, per interrompere 9 anni di un inferno domestico fatto di botte, isolamento e privazioni. La notte tra il 29 e il 30 agosto, gli agenti della Polaria dell’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo hanno messo fine all’incubo di una donna ragusana, sposata con un cittadino egiziano, che da tempo viveva segregata al Cairo. La liberazione non è arrivata per caso, ma al termine di settimane di indagini discrete e coordinate condotte dal personale della polizia di frontiera. Tutto è iniziato quando la vittima, trovando la forza di ribellarsi, è riuscita a procurarsi un telefono di fortuna. Senza credito e controllata a vista, la donna sfruttava le rare connessioni Wi-Fi nei bagni dei supermercati o nei camerini dei negozi per scambiare messaggi lampo con una zia residente in Francia.

A spingerla a tentare il tutto per tutto era stata una decisione inaccettabile del marito: l’uomo aveva deciso di cederla in moglie a un altro in cambio di denaro, per permettere a quest’ultimo di ottenere il permesso di soggiorno in Egitto. L’occasione per la fuga si è presentata quando la donna, affetta da una malattia cronica, ha ottenuto la necessità di sottoporsi a una visita medica in Sicilia. Un viaggio che ha convinto il marito a partire in aereo, facendo scalo a Francoforte prima di atterrare nel capoluogo siciliano. Nel frattempo, la zia in Francia aveva già allertato la Polaria, fornendo tutti i dettagli del volo e la drammatica cronistoria delle violenze subite dalla nipote, iniziate sistematicamente almeno dal 2017. All’atterraggio del volo, gli agenti tenevano già sotto controllo la coppia grazie ai nominativi forniti in anticipo. Quando il marito l’ha stretta forte per un braccio lungo i corridoi dell’aeroporto, la donna ha fatto il segnale convenuto con la mano.

La reazione del coniuge è stata immediata e violenta: ha iniziato a urlare e inveire contro la moglie e i poliziotti prima di essere immobilizzato e condotto negli uffici per gli accertamenti. L’uomo è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, mentre la moglie è stata visitata prima nel presidio medico dello scalo e poi in un ospedale palermitano. I referti medici hanno confermato i numerosi segni di violenza evidenti sul corpo. La vittima è stata ascoltata in un ambiente protetto alla presenza di una psicologa, e per lei è scattato immediatamente il protocollo del codice rosso con il trasferimento in una casa protetta.