VITTORIA – Una anziana 90enne di Vittoria è stata truffata in casa da un malvivente che si era spacciato per il nipote, e da un complice che si era finto maresciallo dei carabinieri, convincendola a consegnare prima il denaro che aveva in casa, e successivamente anche i gioielli. La vicenda è stata denunciata ai Carabinieri. La vittima è un’anziana che vive da sola ed è perfettamente autonoma, finita però nella rete di truffatori che avrebbero fatto leva sulla sua principale vulnerabilità: la paura che fosse accaduto qualcosa di grave ai propri familiari. Tutto sarebbe cominciato con una telefonata al numero fisso dell’abitazione. Dall’altra parte della cornetta un uomo, parlando con voce sofferente, si sarebbe spacciato per il nipote della 90enne. Il falso nipote avrebbe riferito che era successo qualcosa di grave ai propri genitori, cioè al figlio e alla nuora dell’anziana.
A quel punto il racconto si sarebbe fatto ancora più allarmante: i familiari sarebbero stati arrestati e si sarebbero trovati in una caserma dei Carabinieri. Per risolvere il problema sarebbe stato necessario reperire immediatamente del denaro e consegnarlo a una persona incaricata di passare dall’abitazione. Per dare ulteriore credibilità alla storia, alla telefonata avrebbe partecipato anche un secondo uomo, presentatosi come maresciallo dei Carabinieri. Il sedicente militare avrebbe rassicurato la novantenne sulla procedura da seguire, rafforzando in lei la convinzione che la richiesta fosse autentica e che consegnare quanto richiesto potesse realmente aiutare i familiari. La donna, ormai fortemente preoccupata, ha così consegnato i pochi contanti che teneva in casa alla persona presentatasi alla sua porta. Ma i truffatori non si sarebbero accontentati. Dopo il denaro sarebbero arrivate le richieste relative a oro e oggetti preziosi. Durante quei momenti concitati, la 90enne avrebbe anche provato più volte a mettersi in contatto con il figlio e con altri familiari per capire cosa stesse realmente accadendo. Non sarebbe però riuscita a effettuare le chiamate dal telefono fisso. Una circostanza che avrebbe aumentato ulteriormente la confusione e la paura, impedendole di verificare immediatamente il racconto che le era stato fatto. Solo successivamente è emersa la truffa, sulla quale ora indagano i carabinieri, quelli veri.

