RAGUSA – La Cna territoriale di Ragusa diffonde i dati aggiornati sull’andamento del sistema imprenditoriale provinciale relativi al secondo trimestre del 2026, elaborati dal Centro Studi dell’associazione guidato dal responsabile Giorgio Stracquadanio. I numeri confermano una tenuta significativa del tessuto produttivo ibleo, con un saldo positivo tra aperture e chiusure pari a +78 imprese nel periodo aprile–giugno: 452 nuove iscrizioni contro 374 cessazioni, per un tasso di crescita dello 0,22%, leggermente inferiore rispetto allo stesso trimestre del 2025 ma comunque indicativo di una dinamica stabile. Il dato più rilevante riguarda però il comparto artigiano, che registra una crescita superiore alla media: +0,77%, con 73 nuove iscrizioni e 28 cessazioni, per un saldo attivo di +45 imprese. La provincia di Ragusa si conferma così una delle realtà più artigiane del Mezzogiorno, con 5.917 attività artigiane su 35.615 imprese complessive, pari al 16,8% del totale.
All’interno dell’artigianato, i settori che mostrano gli incrementi più significativi sono: – Piccola industria: 1.219 imprese (+0,99%) – Costruzioni: 2.243 imprese (+0,88%) – Servizi: 2.387 imprese (+0,59%). La forma giuridica prevalente resta la ditta individuale, che rappresenta il 78,5% delle imprese artigiane (4.631 attività). Seguono le società di persone (12%, 692 imprese) e le società di capitali (9,5%, 565 imprese). «Prevale ancora una certa insistenza nell’avviare imprese individuali – osserva il presidente territoriale Cna Ragusa Giampaolo Roccuzzo – ma è evidente che la componente più dinamica è quella delle società di capitali, mentre continua la flessione delle società di persone».
Il quadro occupazionale conferma la centralità dell’artigianato e dei servizi. Secondo l’ultimo Bollettino Excelsior di Unioncamere, le opportunità di lavoro previste in provincia di Ragusa nel periodo luglio–settembre 2026 ammontano a 11.430 unità, così suddivise: – 35% operai specializzati e conduttori di impianti – 33% professioni commerciali e dei servizi – 24% profili generici – 6% dirigenti, specialisti e tecnici – 2% impiegati. Le assunzioni previste riguardano soprattutto: 1.440 unità nei servizi di alloggio, ristorazione e turismo; 1.290 nel commercio; 1.320 nei servizi alla persona; 840 nelle costruzioni; 290 nei servizi operativi di supporto alle imprese Oltre il 70% delle assunzioni dovrebbe essere effettuato da microimprese, con una prevalenza di contratti a tempo determinato (81%), seguiti da tempo indeterminato (10%), apprendistato (3%) e altre forme contrattuali residuali. «L’artigianato rimane la bussola che orienta la nostra economia – dichiara il segretario territoriale Cna Ragusa Carmelo Caccamo – e la provincia di Ragusa non solo consolida la crescita, ma si conferma punto di riferimento per il Mezzogiorno. Investire nell’innovazione tecnologica delle piccole imprese artigiane conviene: sono gli artigiani a garantire occupazione vera alle migliori competenze e ai giovani del territorio. Le nostre imprese hanno bisogno di professionalità per affrontare le nuove sfide: il ruolo dell’università del territorio sarà strategico nei prossimi anni». La Cna territoriale di Ragusa continuerà a monitorare l’andamento del sistema produttivo provinciale, offrendo supporto alle imprese e promuovendo politiche di sviluppo che valorizzino la componente artigiana, motore storico dell’economia iblea.
