Antonello Firullo, rappresentante dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, affida ai social un duro j’accuse dopo l’ennesima notte movimentata a Playa Grande, frazione balneare di Scicli, dove, nonostante divieti e ordinanze, si sarebbe consumato un vero e proprio “sballo” collettivo tra falò, musica ad alto volume, alcol e comportamenti fuori controllo. Firullo apre con sarcasmo: «Com’era quella barzelletta? Falò vietati, alcolici vietati, musica ad alto volume vietata. Controlli serrati e multe salate». Una premessa che introduce il racconto di ciò che, secondo l’Atbs, sarebbe accaduto nelle ore notturne: falò accesi sulla spiaggia, musica a tutto volume fino all’alba, bagni notturni completamente nudi, consumo di alcol e “fumo” senza alcun controllo. Con la luce del giorno, però, il quadro sarebbe apparso ancora più evidente. «Avete idea dello schifo che hanno fatto? No, non credo proprio», scrive Firullo, denunciando una spiaggia lasciata in condizioni indecorose, tra rifiuti e resti di cibo, bottiglie di birra e alcolici della nottata.
Il riferimento è anche alle ordinanze comunali che, negli anni, hanno ribadito il divieto di falò, musica ad alto volume e consumo di alcol in spiaggia, oltre alla tutela dell’area, definita “ad alta valenza paesaggistica”. Firullo ricorda inoltre come, in passato, si fosse discusso persino del divieto di accesso ai cani per ragioni igieniche: «Non si era detto che dev’essere protetta, che i cani non possono entrare perché sporcano con i loro bisognini?». Da qui la stoccata finale: «Complimenti al Comune di Scicli e al “sindaco” del villaggio Playa Grande», un’ironia che punta il dito contro la gestione del territorio e la presunta assenza di controlli durante la notte. Le parole dell’Atbs riaccendono il dibattito sulla tutela delle spiagge del litorale sciclitano, spesso teatro di raduni notturni non autorizzati. Resta ora da capire se il Comune risponderà alle critiche e quali misure verranno adottate per evitare che episodi simili si ripetano. Un disagio che si può estendere anche su altri tratti del litorale ibleo.
Anche il sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie, affida ai social un messaggio duro e diretto dopo la notte di San Lorenzo e dopo l’ennesima mattinata di emergenza sulle spiagge del litorale ispicese. Le immagini pubblicate — e le parole che le accompagnano — raccontano una situazione che l’amministrazione definisce “indegna di un Paese civile”. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, all’alba gli operatori della società di igiene ambientale hanno trovato l’arenile ricoperto di rifiuti abbandonati durante la notte: bottiglie, plastica, residui di cibo e materiale vario lasciato da gruppi di avventori. Una scena che, sottolinea Muraglie, stride con l’arrivo imminente di famiglie e bambini che nelle prossime ore affolleranno le spiagge. «Quale amministrazione comunale può affrontare tutto ciò?», scrive il sindaco, denunciando un fenomeno che si ripete e che richiede un impegno straordinario da parte degli operatori. Già dalle prime ore del mattino, infatti, diverse squadre sono state mobilitate per riportare l’arenile in condizioni decorose. «Gli operatori sono al lavoro dall’alba ed hanno quasi ultimato le operazioni di pulizia. Tanti uomini, da parecchie ore, sono impegnati a ripulire tutto», aggiunge Muraglie.
Nelle ultime foto pubblicate dal sindaco — che documentano il prima e il dopo — si nota il lavoro svolto dagli operatori, ai quali l’amministrazione rivolge un ringraziamento “sincero e doveroso”. Il messaggio del sindaco si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione delle spiagge e sul senso civico dei fruitori. Un richiamo alla responsabilità collettiva, affinché il litorale possa essere vissuto e rispettato da tutti, senza trasformarsi ogni notte in una discarica a cielo aperto.

