MODICA – Il caldo asfissiante di questi giorni ha acuito di botto un atavico problema al quale i residenti hanno ormai fatto… il naso, ma non i turisti: si tratta del fetore nauseabondo della spazzatura traboccante dai cassonetti in centro storico. Un danno importante all’immagine della città che si palesa non solo alla vista, ma anche all’olfatto. Scatenando conati di vomito, come accaduto qualche giorno fa ad un gruppo di turisti che stava percorrendo via Carlo Papa, a pochi passi dalla chiesa del Santissimo Salvatore. Un tratto di strada impraticabile tra cattivi odori, pattume ad ogni angolo ed escrementi di cani lasciati dai maleducati padroni. Sì, perché la responsabilità della situazione non è mica degli operatori ecologici: loro svolgono quotidianamente il loro lavoro. La responsabilità è degli incivili (in larga parte immigrati) che gettano la spazzatura senza rispettare la differenziata, riempiendo i cassonetti a casaccio, fino a fare traboccare il pattume, in larga parte costituito da umido e materiale organico, che, putrefacendo sotto il sole cocente, trasforma molti angoli del centro storico in percorsi ad ostacoli tra puzza, topi, mosche e vermi. Un autentico inferno, di cui anche i turisti si sono loro malgrado resi conto. Che ricordo serberanno di Modica, oltre alla sua incontestabile bellezza barocca? Ma anche i residenti sono sul piede di guerra.
“E’ uno schifo – sbotta uno di loro, rivolgendosi a noi mentre scattiamo una foto della situazione – e in questi giorni di caldo infernale è anche peggio. Siamo costretti a tenere le finestre ben chiuse, perché altrimenti il fetore invade le stanze. Quando rientriamo a casa, dobbiamo fare lo slalom tra rifiuti ed escrementi, tappandoci bene il naso, il tutto a due passi da corso Umberto e a ridosso della chiesa del Santissimo Salvatore. Ma si può”? Eppure le soluzioni non mancherebbero: eliminare del tutto i cassonetti e optare per il conferimento totale dei rifiuti nei centri di raccolta mobili. Oppure piazzare delle telecamere, anche per evitare la formazione di discariche abusive, sanzionando pesantemente gli incivili, compresi i maleducati che non raccolgono la cacca dei loro cani. Utopia? A giudicare dalle casse vuote del comune, parrebbe proprio di sì. E allora? “Allora niente – risponde il residente – continuiamo a sopportare, per il momento, pur pagando profumatamente le tasse. Ma anche la pazienza ha un limite”. E, nel frattempo, anche i turisti ringraziano.
Nella foto in alto, parte dei rifiuti che invadono via Carlo Papa, a pochi passi dalla chiesa del Santissimo Salvatore.

