RAGUSA – 2 borse con 700.000 euro dentro affiorano dal mare al largo di Casuzze. Su un motoscafo fermo in mare (da dove le 2 borse piene di soldi erano state lanciate in acqua) restano un 13enne e il padre: quest’ultimo è stato nelle ultime ore arrestato a Malta con l’accusa di aver violato le condizioni della libertà su cauzione. Un fermo che amplia la portata e muta la prospettiva dell’indagine. La vicenda prende avvio proprio davanti alle coste del Ragusano: il rinvenimento del denaro e dell’imbarcazione con a bordo il minore ha catalizzato l’attenzione degli inquirenti. L’intreccio si sviluppa attraverso una fitta rete di nomi, interessi e rapporti che attraversa i territori di Comiso, Santa Croce Camerina e Vittoria. Attraverso atti, fonti e precedenti giudiziari, l’attenzione si concentra sui collegamenti da verificare tra ambienti criminali albanesi e gruppi operativi locali. Quello che sembrava un episodio circoscritto al litorale ibleo si configura dunque come un varco spalancato sul cuore occulto dei traffici nel Mediterraneo.
La vicenda, accaduta alla fine dello scorso luglio, aveva avuto una eco internazionale. All’arrivo del mezzo della guardia costiera, dopo l’allarme lanciato dai bagnanti per per il motoscafo in avaria, i 2 occupanti rimasti sull’imbarcazione avevano iniziato a disfarsi del denaro, lanciando in mare 2 grosse borse contenenti banconote incellophanate. Le correnti avevano trasportato il denaro fino alla spiaggia, dove molte persone avevano iniziato a raccoglierlo. Erano intervenuti, oltre alla guardia costiera, anche polizia, carabinieri e guardia di finanza, che avevano bloccato l’area, recuperato il denaro e bloccato le persone che avevano preso le banconote. Secondo quanto emerso, le banconote erano suddivise in pacchi e comprendevano tagli differenti, dai 5 ai 100 euro.

