Pensionato 72enne pestato a sangue in strada a Donnalucata per un presunto debito di 24.000 euro. Arrestate 5 persone dai carabinieri

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Pensionato 72enne pestato a sangue in strada a Donnalucata per un presunto debito di 24.000 euro. Arrestate 5 persone dai carabinieri

SCICLI – Arrestati a Scicli dai carabinieri 5 soggetti, tutti italiani, accusati di essere, a vario titolo, mandanti ed esecutori materiali in riferimento ai reati di tentata estorsione in concorso aggravata e lesioni personali aggravate in concorso. I fatti sono accaduti a Donnalucata lo scorso febbraio, quando culminarono in un brutale pestaggio in strada ai danni di un pensionato 72enne per costringerlo a saldare un presunto debito di 24.000 euro, disconosciuto dalla vittima. L’attività investigativa, condotta con indagini tecniche e di tipo tradizionale, ha consentito di ricostruire il movente e il contesto dell’atto estorsivo. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, hanno permesso di ricostruire i contorni di una vicenda dai tratti allarmanti, culminata in un violento agguato. Tutto ha inizio nel tardo pomeriggio del 3 febbraio 2026 a Donnalucata. Un pensionato di 72 anni, mentre percorreva via Salvador Allende a bordo della sua auto, è stato improvvisamente braccato, affiancato e costretto ad arrestare la marcia da una Fiat Panda che gli ha sbarrato la carreggiata. Dall’utilitaria sono scesi 3 uomini, che, con brutale determinazione, lo hanno accerchiato, costretto a scendere dal veicolo e trascinato con violenza sull’asfalto. Nel corso dell’aggressione, con una serie di calci, pugni e schiaffi la vittima è stata scagliata a terra, riportando lesioni al volto e agli arti.

Mentre infierivano sulla persona offesa, sopraffatta a terra e senza possibilità di difesa, gli aggressori gli hanno rivolto minacce di morte destinate anche alla sua famiglia, intimandogli di saldare un presunto debito, disconosciuto dalla vittima. Ai risultati delle indagini si è giunti grazie al tempestivo intervento dei militari dell’Arma. Incrociando le dichiarazioni della vittima, gli esiti di mirate attività tecniche e un’attenta analisi dei sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti ad individuare l’auto con la quale si erano mossi i 3 aggressori, ricostruire ogni istante e movimento dell’azione criminosa, identificando senza ombra di dubbio i tre esecutori materiali del pestaggio.

Le indagini non si sono fermate al solo livello esecutivo, ma hanno puntato ad individuare i registri dell’operazione. È così emerso il coinvolgimento di 3 fratelli gemelli del posto, ritenuti i mandanti morali e materiali dell’aggressione. La spedizione punitiva, infatti, era stata commissionata per recuperare forzosamente un presunto credito di 24.000 euro, riferibile a pregressi prestiti di denaro elargiti dai 2 fratelli alla vittima e alla sua ex compagna. A ulteriore e decisivo riscontro del quadro accusatorio, le perquisizioni eseguite in precedenza nel corso delle attività d’indagine nelle abitazioni dei 2 presunti mandanti avevano portato al rinvenimento, all’interno di alcune casseforti, della somma di oltre 48.000 euro in contanti. Insieme al denaro erano stati sequestrati svariati assegni, tra cui titoli di credito a firma della vittima stessa, a testimonianza del preesistente rapporto finanziario che aveva originato l’illecita e violenta pretesa estorsiva. Inoltre, nel corso dell’operazione, nell’abitazione di uno dei presunti mandanti è stata rinvenuta e sequestrata la somma di 6.500 euro in contanti. Al termine delle operazioni, gli arrestati sono dunque stati condotti in carcere.