Gaia Torchi, la giovane modicana neo laureata d’eccellenza alla Luiss con il sogno di rilanciare l’aeroporto di Comiso in ambito reputazionale

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Gaia Torchi, la giovane modicana neo laureata d’eccellenza alla Luiss con il sogno di rilanciare l’aeroporto di Comiso in ambito reputazionale

MODICA – Laurearsi in scienze politiche con major in politiche e comunicazione con il massimo dei voti alla prestigiosa Luiss (Libera università internazionale degli studi sociali) Guido Carli di Roma, decidendo di lasciare Modica per realizzare i propri obiettivi, compiere esperienze nuove e acquisire tutte quelle competenze che la trasformeranno nel tempo in una professionista: è la strada intrapresa dalla giovane modicana Gaia Torchi. Una scelta di vita che ha accettato di condividere, raccontandosi. “Era un mio desiderio vivere altrove, non come scelta obbligata, ma come opzione ponderata, e ricordo benissimo un mio caro professore del liceo classico che una volta ci disse: “Non vedete l’ora di andare via, ma ben presto riaffiorerà in voi il desiderio di tornare”. E’ esattamente ciò che mi sta accadendo, eppure mi rendo conto che sono ancora all’inizio di un lungo percorso professionale, e intendo cogliere qui tutte le opportunità che la mia terra, al momento, non mi offre. Voglio imparare tutto quanto mi sarà utile nel mio percorso professionale, in modo da poterlo poi trasferire ed applicare nel nostro territorio, quando un giorno tornerò”. Gaia Torchi vive a Roma e lavora in una società di comunicazione che le consente di occuparsi di reputazione ogni giorno. E proprio sul significato e concetto di reputazione Gaia ha incentrato la sua brillante tesi di laurea.

“Ho impostato il mio lavoro di studio sulla costruzione della reputazione all’interno delle dinamiche comunicative, preparando una tesi di filosofia incentrata sulla reputazione quando era ancora concetto, soffermandomi sulla moralità condivisa dalla collettività, in modo da giudicare l’operato, e come questo giudizio possa incidere sulla reputazione dei rappresentanti stessi della società. La reputazione è un tassello che fa emergere la comunicazione, anche in ambito politico. La comunicazione mi è sempre piaciuta, raccontare è sempre stata la mia passione, assieme alle relazioni pubbliche unite alla politica, mirando alla costruzione della reputazione all’interno delle dinamiche comunicative”. “Proprio all’università ho capito che il mio obiettivo era la comunicazione intesa come costruzione della narrazione, e il fondamentale aspetto della reputazione completa la mia formazione umanistica tra relazione umana, fiducia, pensiero e messaggi, fondendo tutte queste anime accademiche che convivono in me, con contenuti pensati e ragionati che mi hanno consentito di avere una visione d’insieme, intesa come causa e conseguenza”.

E la Sicilia è stata protagonista nella tesi di laurea di Gaia, con il riferimento alla drammatica circostanza della frana di Niscemi. Una dolorosa vicenda che si interseca proprio nell’ambito della reputazione, nel senso che, nella fattispecie in oggetto, nessuno si è assunto davvero la responsabilità di quanto accaduto, creando una dispersione, che, alla lunga, allontana i cittadini, corrodendo la reputazione delle istituzioni. Difatti, il significato stesso di reputazione altro non è che l’opinione, la stima o il giudizio che una comunità o la società nel suo insieme attribuisce a una persona, un’azienda o un’istituzione. Si fonda sul comportamento passato, sull’onestà, sulla competenza e può essere positiva o negativa (“godere di ottima o pessima reputazione”). La reputazione quindi non è ciò che si crede di essere o si cerca di mostrare (l’identità), né come si viene percepiti superficialmente in un dato momento (l’immagine). È piuttosto il risultato oggettivo e duraturo nel tempo delle proprie azioni e delle relazioni con gli altri. Non a caso, nelle relazioni interpersonali e nel mondo del lavoro (aziende, professionisti), la reputazione è considerata un “capitale immateriale” di grande valore.

“Nella mia esperienza – prosegue Gaia – al di là di ciò che ho imparato, dell’ambiente con cui mi confronto e delle persone che conosco, in questa grande città mi sento una tra un milione, alimentando così la mia consapevolezza che bisogna scalciare per trovare il tuo posto nella società, dove devi lottare per diventare chi vuoi davvero essere. E’ già da 2 anni che vivo a Roma e sento ancora di avere una infinità di cose da tirare fuori. Il mio scopo è diventare una professionista in questo ambito, e solo dopo sceglierò di tornare nella mia amata Modica, per fornire un contributo, per dare un aiuto alla mia terra e magari inventarmi un nuovo lavoro, cominciando magari con la creazione di un piano che possa rilanciare l’aeroporto di Comiso in ambito reputazionale, sfruttandone – conclude – tutte le potenzialità finora inespresse”. Un obiettivo encomiabile e complesso da far tremare i polsi, e che auguriamo con tutto il cuore a Gaia di poter un giorno realizzare. Ad majora.