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Chiesta a Pozzallo la revoca di una vecchia onorificenza a Filippo Pennavaria, figura storica legata al fascismo. Il sindaco si dice d’accordo

POZZALLO – L’associazione Anppia ha chiesto la revoca di una vecchia onorificenza concessa a Pozzallo a Filippo Pennavaria, figura storica legata al fascismo. Di idee nazionaliste, Pennavaria organizzò e divenne capo di forze politiche che si ispiravano agli ideali del futuro Partito nazionale fascista, con cui poi fu eletto nel 1921 deputato alla Camera. Il 24 novembre 1919 fondò a Ragusa la sezione dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, con oltre un migliaio di tesserati. Ora l’associazione ha chiesto la revoca dell’onorificenza, ritenendo che il mantenimento di un riconoscimento attribuito durante il regime fascista sia incompatibile con i principi della Repubblica. La presenza di nomi legati al ventennio all’interno degli atti ufficiali, secondo l’Anppia, rappresenta una ferita ancora aperta, che riguarda non solo Pozzallo ma molti comuni italiani impegnati da anni in un lavoro di revisione delle intitolazioni e dei riconoscimenti risalenti a quel periodo.

Il Sindaco Roberto Ammatuna ha trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale una nota con cui chiede che la questione relativa all’eventuale revoca della cittadinanza onoraria conferita nel 1926 a Filippo Pennavaria venga sottoposta al Consiglio Comunale. Il Sindaco ha ribadito la propria personale e convinta adesione alla richiesta di revoca, evidenziando come Pennavaria rappresenti una delle figure più controverse e violente del fascismo siciliano e come la comunità di Pozzallo abbia oggi il diritto di interrogarsi sui propri simboli civili.

Allo stesso tempo, Ammatuna ha sottolineato la necessità di rispettare pienamente il percorso istituzionale previsto dall’art. 75 dello Statuto Comunale, che attribuisce al Consiglio Comunale la competenza in materia di cittadinanza onoraria. Per tale ragione, la decisione dovrà essere assunta dall’organo consiliare, nel rispetto delle regole e delle procedure statutarie. “Non si tratta di cancellare la storia – afferma il Sindaco – ma di compiere una scelta coerente con i valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra comunità”.