Operazione anti caporalato in 2 aziende agricole del Ragusano: sospensione dell’attività per lavoro nero. 33.000 euro di sanzioni

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Operazione anti caporalato in 2 aziende agricole del Ragusano: sospensione dell’attività per lavoro nero. 33.000 euro di sanzioni

RAGUSA – Operazione anti caporalato in 2 aziende agricole del Ragusano da parte degli ispettori del lavoro del Contingente Inl Sicilia, con la partecipazione dei mediatori culturali Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e il supporto dei Carabinieri. All’interno di serre coltivate a pomodori gli ispettori hanno trovato 15 lavoratori agricoli, di cui 14 stranieri. Tra questi ultimi, 5 erano completamente in nero, ovvero senza alcuna copertura assicurativa, per di più 3 di essi, tra cui un clandestino, risultavano inoccupabili al lavoro poiché non in possesso di un valido permesso di soggiorno. Sotto il profilo della salute e della sicurezza, tutti i presenti lavoravano alle colture in serra senza l’uso dei necessari dispositivi di protezione quali guanti e scarpe antinfortunistiche; molti di loro lavoravano in ciabatte e senza alcuna formazione in materia di salute e sicurezza del lavoro oltre a non aver sostenuto alcuna visita medica di idoneità prima di essere impiegati al lavoro.

Gli accertamenti si sono estesi anche ad un magazzino semirustico privo di impianti a norma e adibito ad alloggio per i braccianti agricoli. Il posto si trovava in pessime condizioni igienico sanitarie. A seguito delle gravi violazioni riscontrate, una delle 2 aziende è stata sospesa per lavoro nero, mentre per entrambe sono scattati i provvedimenti di prescrizione in materia di salute e sicurezza. Durante l’attività ispettiva sono emersi gravi indici di sfruttamento lavorativo per dell’evidente stato di bisogno dei lavoratori: retribuzioni sotto soglia, violazioni in materia di salute e sicurezza, inique condizioni lavorative e situazioni alloggiative degradanti. A fronte di una situazione lavorativa e logistica così degradante, è intervenuta sul luogo di lavoro un’associazione “anti-tratta” operante nel contrasto allo sfruttamento lavorativo dei migranti che ha preso in carico i soggetti consenzienti ad entrare nel programma di protezione e inserimento sociale. Per le gravi le violazioni riscontrate in materia di sicurezza e le violazioni in materia giuslavoristica, le sanzioni comminate ammontano a circa 33.000 euro.