MODICA – Quando anche la banale circostanza di un “rattoppo” stradale fatto “alla buona” diventa una notizia, significa che siamo davvero alla frutta. Succede in centro storico a Modica, dove ormai non si riesce neanche a realizzare un semplice rifacimento di un misero “pezzettino” di strada come si deve, senza suscitare ilarità, sdegno e commenti al vetriolo sui social. Dopo mesi in cui il manto stradale fatto di mattonelle di pece era letteralmente “sventrato”, qualche giorno fa si è finalmente proceduto (prima che qualcuno vi inciampasse, cosa che finora era stata miracolosamente evitata) ad aggiustare la porzione di strada interessata, nei pressi di piazza Corrado Rizzone, con un risultato estetico fa storcere il naso, ad essere eufemistici. “I vecchi “mastri” di una volta – scrive in un post il cittadino Antonio Sabellini – usavano la tecnica di mettere i mattoni “capiati” (come si evince dalla foto sopra) dai mattoni vecchi, il tutto era spiegato dal fatto che i mattoni legavano meglio tra di loro (a incastro) si evitavano le infiltrazioni, e resistevano alle sollecitazioni del transito di automezzi. Insomma bastava fare un copia incolla. Peccato non ci sono più i mastri di una volta”.
E giù commenti a raffica sul discutibile risultato finale: “Ora sopra ci scriveranno “welcome”. E’ il tappetino di benvenuto per gli ospiti del quartiere San Paolo”; “Ma un lavoro serio si riesce a farlo? Veramente non riesco a capirlo. Mi sale il sangue agli occhi vedendo ste cose”; “Lo stesso scempio anche in via Portosalvo, dove addirittura hanno lasciato mattonelle mobili, e, se arriva una bomba d’acqua, tutte le abitazioni sotto il livello stradale rischiano infiltrazioni di acqua”; “Sciatteria e incuria, altro che cura per la città, in pieno centro storico”; “Mamma mia che “tappezzeria”. Da piangere. Ma come si fa a lavorare così? Da rifare”. E si potrebbe continuare con decine di altri commenti del genere. Ma le vere domande sono: chi controlla da palazzo San Domenico? Chi approva lavori del genere? Chi autorizza chi? “Sièmu a manu ri nuddu” concordano molti cittadini e utenti social, che si lamentano anche delle buche profonde, degli avvallamenti e dei dislivelli dei tombini che interessano la quasi totalità delle vie cittadine e rurali, dalla trafficatissima via Risorgimento a via Sacro Cuore, passando per via Nazionale e per la vecchia strada della Modica mare sulla Sorda Sampieri. Più che strade, trazzère. “E soddi nun ci n’è”, visto che il comune è in dissesto economico finanziario, drammatica circostanza che qualcuno sembra talvolta dimenticare.

