La Sicilia è ancora tra le Regioni italiane dove i minori sono più esposti ai maltrattamenti, ma si intravedono segnali di miglioramento. È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione Cesvi e presentato a Roma. La Sicilia, in particolare, occupa il quartultimo posto della graduatoria delle regioni stilata dal rapporto ed è migliorata di due posizioni rispetto alla precedente rilevazione, pur restando sotto la media nazionale per capacità di reazione al rischio maltrattamento. Dall’analisi di CESVI emerge che la Regione si posiziona tra la dodicesima e la ventesima posizione per tutti gli indicatori analizzati e che è ultima in Italia per capacità di acquisire conoscenza e sapere e terzultima per capacità di cura e di lavorare. La Sicilia, inoltre, anche se il dato è in forte miglioramento rispetto al passato (nel 2004 era 66,4/1.000), risulta la regione italiana con il più alto tasso di fecondità giovanile (31,2/1.000) e con il più alto tasso di separazioni (17,1 ogni 10.000 abitanti), con possibili impatti sulla tenuta dei nuclei familiari. Per tutte queste ragioni, la Sicilia è considerata una “regione a elevata criticità”, ovvero un territorio caratterizzato, parallelamente, elevati fattori di rischio e servizi di prevenzione e cura al di sotto della media nazionale. Nella stessa categoria si trovano altre sette regioni italiane: Campania, Calabria, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e Lazio.
In Sicilia, Cesvi è attiva con la Casa del Sorriso di Siracusa, una struttura che sostiene l’infanzia in difficoltà e supporta le famiglie. La Casa del Sorriso di Siracusa, gestita insieme alla Cooperativa Sociale Mondo Nuovo, si trova in una zona limitrofa al quartiere di Mazzarona, alla periferia nordest della città, segnato da un alto numero di famiglie in situazione di fragilità economica e socioculturale, diffuse criminalità minorile e dispersione scolastica, carenza di spazi educativi e di aggregazione. Nel solo 2025 la struttura ha sostenuto 150 persone, garantendo tutela a 86 ragazzi e offrendo ascolto, sostegno educativo, supporto psicologico e accompagnamento alle famiglie. Il rapporto analizza i fattori di rischio e la capacità delle regioni italiane di prevenire e contrastare il maltrattamento all’infanzia, mettendo in evidenza un’Italia a due velocità: nelle regioni del Nord, con reti sociali più solide e servizi più strutturati, emergono miglioramenti, mentre nei territori caratterizzati da fragilità economica, minore disponibilità di servizi e debolezza del tessuto sociale, come alcune regioni del Meridione, persistono condizioni di rischio più elevate a cui non corrisponde un’adeguata risposta attraverso servizi di supporto. I servizi a sostegno della genitorialità, che in Italia raggiungono complessivamente oltre 144mila utenti (copertura media: 495 utenti ogni 100.000 abitanti target) sono molto più diffusi al Nord (741 utenti/100.000 abitanti) rispetto al Centro (322,1) e al Mezzogiorno (271,0).
