RAGUSA – Continua senza sosta l’attività di monitoraggio del team di ricercatori internazionali del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, che ha recentemente confermato il primo ritrovamento ufficiale di un esemplare di pesce scorpione occidentale (Pterois miles) nel mare della provincia di Ragusa. L’avvistamento è stato documentato nell’ambito del progetto di “Citizen Science” promosso dal Museo di Storia Naturale, un’iniziativa di scienza partecipata attiva anche quest’anno per coinvolgere i cittadini nel monitoraggio ambientale.
Il pesce scorpione occidentale (Pterois miles), spesso chiamato anche pesce leone, è una specie tropicale originaria del Mar Rosso e dell’Indopacifico. A causa dei cambiamenti climatici, è diventato una specie aliena invasiva nel Mar Mediterraneo, dove è stato segnalato in diverse aree del Sud Italia. Ha un corpo allungato e compresso lateralmente, con pinne pettorali molto ampie e a ventaglio. Le pinne e il corpo presentano vistose striature verticali bianche, rosse e marroni. Possiede 18 spine velenose molto lunghe e sottili. Raggiunge una lunghezza massima di circa 38 cm, anche se la media si aggira sui 25/30 cm. Le sue spine secernono un veleno termolabile che provoca un dolore lancinante. Nei casi più gravi può causare nausea, vomito, difficoltà respiratorie e, raramente, reazioni sistemiche importanti. Il veleno rimane attivo anche dopo la morte del pesce. È un vorace predatore che si nutre di piccoli pesci e crostacei. Nel Mediterraneo non ha predatori naturali e si riproduce in modo molto aggressivo (una femmina può produrre fino a 2 milioni di uova all’anno), danneggiando la biodiversità locale. Non è un pesce aggressivo e attacca solo se calpestato o manipolato.
