L’assurda morte a soli 33 anni del pozzallese Gianni Candiano nel fatale scontro tra la moto e un’auto. Inchiesta della procura per chiarire dinamiche e responsabilità

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L’assurda morte a soli 33 anni del pozzallese Gianni Candiano nel fatale scontro tra la moto e un’auto. Inchiesta della procura per chiarire dinamiche e responsabilità

POZZALLO – La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale sulla morte del motociclista 33enne di Pozzallo Gianni Candiano, deceduto domenica scorsa dopo l’impatto con un pick-up, su un tratto della strada statale 115 Gela Licata, nei pressi di Desusino. La vittima era partita da Pozzallo, dove viveva, insieme ad altri appassionati di moto. La Procura acquisirà tutti gli elementi tecnici per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Intanto nella città marittima iblea la vicenda continua a generare numerosi attestati di cordoglio nei confronti dei familiari. Non a caso tutta la comunità di Pozzallo, e non solo, è rimasta sconvolta dalla morte, a soli 33 anni, di Gianni Candiano. L’uomo lascia la moglie e la figlia di pochi mesi.

La vittima, operaio in una azienda di distribuzione e vicepresidente del T-Max Club Pozzallo, era un motociclista per passione. Candiano era in sella alla sua moto, per una escursione domenicale insieme agli altri associati del club, quando, per cause ancora in fase di accertamento, si è scontrato con un’auto. L’impatto è stato fatale: i soccorsi non hanno potuto fare nulla. Il 33enne era sposato e qualche giorno fa aveva festeggiato il terzo anniversario di matrimonio con la moglie, che, come accennato, lascia assieme ad una bimba di pochi mesi. Chi conosceva Gianni Candiano lo ricorda come una persona solare, affidabile e sempre disponibile, capace di trasmettere entusiasmo e coesione all’interno del gruppo motociclistico.