POZZALLO – Il gioco d’azzardo è la pericolosa piaga di Pozzallo, che si piazza ai vertici della classifica regionale, come si evince dal “Libro Nero dell’Azzardo 2026”, ovvero il report redatto da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil, che restituisce una realtà inquietante per il centro ibleo, travolto da una febbre del gioco digitale che va ben oltre i confini del semplice intrattenimento. Mentre l’Italia intera registra la cifra record di 165 miliardi di euro inghiottiti dal sistema nel 2025, la Sicilia si conferma una delle aree più esposte della nazione. Ma è analizzando la mappa del contagio all’interno dell’isola che il caso di Pozzallo balza agli occhi, dove la media pro capite del giocato online, calcolata nella fascia di popolazione tra i 18 e i 74 anni, ha raggiunto l’incredibile somma di 5.671,35 euro. Per comprendere la gravità e l’anomalia di questa cifra, basti pensare che il capoluogo di provincia, Ragusa, si attesta sui 2.403,21 euro, una cifra già superiore alla media nazionale di 2.365,81 euro. I cittadini di Pozzallo, in sostanza, spendono nell’azzardo online più del doppio rispetto alla media dell’intero Paese e del loro stesso capoluogo.
Questo triste primato solleva enormi interrogativi che superano il pur drammatico dramma della ludopatia e della fragilità sociale delle famiglie. Di fronte a flussi di denaro così imponenti e concentrati, le stesse associazioni di categoria, guidate dalle parole del presidente di Federconsumatori Sicilia Alfio La Rosa, denunciano come questi numeri non possano essere legati solo alla dipendenza da gioco. Il forte sospetto delle istituzioni e degli analisti è che dietro i conti online e l’uso spregiudicato dei Punti Vendita di Ricarica possano nascondersi dinamiche ben più opache, collegate al riciclaggio di denaro sporco e a possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Le attuali restrizioni normative sulle ricariche si stanno dimostrando argini di carta di fronte a un fiume in piena che rischia di devastare il tessuto socio-economico pozzallese. La comunità si ritrova oggi davanti a uno specchio che restituisce un’immagine d’allarme rosso, un monito che impone alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine un potenziamento immediato e straordinario degli strumenti di controllo, prevenzione e tracciabilità finanziaria.
Come accennato, il report evidenzia una situazione particolarmente critica in Sicilia, che insieme alla Campania si colloca tra le regioni con i livelli più alti di giocato pro capite. Tra i capoluoghi siciliani, i dati risultano tutti superiori o prossimi alla media nazionale, fissata a circa 2.365 euro per la fascia 18-74 anni.
Messina: 4.355 euro
Siracusa: 4.327 euro
Catania: 4.015 euro
Palermo: 3.828 euro
Trapani: 3.289 euro
Agrigento: 2.685 euro
Enna: 2.491 euro
Ragusa: 2.403 euro
Caltanissetta: 2.367 euro

