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Chiarimenti sull’uso improprio della dicitura “Rete di Scuole” e tutela dell’identità istituzionale

RAGUSA – “In qualità di Dirigenti Scolastici degli Istituti citati nei recenti articoli di stampa, riteniamo doveroso intervenire per evidenziare gravi anomalie terminologiche e procedurali riscontrate nelle cronache locali, a tutela della correttezza amministrativa e dell’immagine delle istituzioni che rappresentiamo”: è l’incipit della nota a firma dei dirigenti scolastici Antonella Rosa, Rosolino Balistrieri e Rosario Biazzo, rispettivamente per gli istituti scolastici Fabio Besta di Ragusa, Archimede di Modica e Galileo Ferraris di Ragusa. Con tale nota “Si precisa che la “Rete di Scuole” non è un gruppo spontaneo di discussione o di protesta, ma un istituto giuridico formalmente disciplinato dall’art. 7 del DPR 275/1999. La sua costituzione non è un atto informale: deve essere deliberata dal Collegio dei Docenti per gli aspetti didattici e approvata dal Consiglio di Istituto. Il rappresentante legale dell’Istituto, che possiede personalità giuridica, è esclusivamente il Dirigente Scolastico. L’uso improprio di questa dicitura negli articoli genera una gravissima confusione nell’utenza e nelle istituzioni circa la reale titolarità dell’iniziativa.

L’associazione del nome degli Istituti scolastici a gruppi di docenti e alunni per veicolare informazioni amministrative non veritiere, come la nascita di una “rete”, mai deliberata dagli Organi collegiali, crea i presupposti per un danno di immagine sia all’Istituzione che ai Dirigenti stessi. L’utilizzo improprio della denominazione dell’Istituto, agendo pubblicamente come se si parlasse a nome dell’ente, configura profili di abuso della denominazione dell’ufficio potenzialmente riconducibili alla valutazione datoriale. È fondamentale chiarire che nessun dipendente può impegnare il nome dell’Istituto in dichiarazioni che prefigurino accordi istituzionali inesistenti. Pur ribadendo, quindi, il pieno rispetto per la libertà di manifestazione del pensiero di ogni lavoratore, si rileva un’appropriazione indebita del nome dell’Istituzione finalizzata a dare autorevolezza a posizioni di parte. Pertanto, specifichiamo che gli Istituti coinvolti non hanno sottoscritto alcun accordo di rete, né esistono delibere degli organi collegiali in merito. Si ribadisce che l’uso della denominazione ufficiale delle istituzioni scolastiche in sedi pubbliche o giornalistiche – chiude la nota – deve avvenire esclusivamente nel rispetto delle procedure istituzionali e delle prerogative di rappresentanza legale previste dalla norma, al fine di garantire l’integrità e l’autenticità dell’identità dell’ente”. Con questa nota, dunque, i dirigenti scolastici dei rispettivi istituti prendono le distanze dalla Rete Iblea degli istituti tecnici, appena costituita a Ragusa, come avevamo riportato in questo articolo redatto sulla base di un apposito comunicato giunto in redazione.