POZZALLO – Da un abbraccio apparentemente innocente ad una sonora truffa il passo è breve: se ne è resa conto suo malgrado un’anziana, derubata con destrezza davanti alla propria abitazione secondo il collaudato schema della “truffa dell’abbraccio”. Un’auto si è accostata a pochi metri dalla signora. Dal veicolo è scesa una giovane che, con tono cordiale e un sorriso rassicurante, si è avvicinata alla vittima pronunziando: «Signora, la saluta mia madre, posso darle un abbraccio?». Nonostante l’esitazione e il tentativo di sottrarsi a quella confidenza inattesa, la malvivente ha insistito, riuscendo a stringerla a sé con finta premura. Il contatto è durato pochi istanti, sufficienti però per sganciare con estrema abilità la collana d’oro che l’anziana portava al collo. Subito dopo, la ragazza è risalita in macchina ed è fuggita. Solo in seguito alla repentina fuga, la vittima, ancora frastornata, si è accorta del furto, lanciando l’allarme.
Un episodio praticamente analogo si era verificato lo scorso gennaio in centro a Modica, dove un uomo era stato avvicinato in corso Umberto da 2 donne, che, con estrema affabilità e modi apparentemente amichevoli, erano riuscite a rompere la barriera della diffidenza. Una volta entrati nel “raggio d’azione”, avevano iniziato a parlare in modo confidenziale, abbracciando l’uomo, mentre questi era a bordo dell’auto in sosta, con finta cordialità. Era stato proprio in questo frangente che le ladre, con un movimento fulmineo e quasi impercettibile, erano riusciti a sganciare e a portare via la collanina d’oro che la vittima portava al collo. Solo quando le malviventi si erano dileguate, l’uomo si è reso conto dell’accaduto.

