COMISO – Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Comiso, è stata ricordata la figura di Pio La Torre, nel 41º anniversario dell’uccisione avvenuta il 30 aprile 1982 insieme al collaboratore Rosario Di Salvo. Un momento di riflessione civile e istituzionale che ha visto gli interventi del capogruppo del Partito Democratico Gigi Bellassai e del consigliere Gaetano Scollo, che hanno voluto sottolineare l’attualità dell’impegno politico e morale di La Torre. Nel suo intervento, Bellassai ha richiamato la statura umana e politica di La Torre, ricordandolo come una delle figure più lucide e coraggiose nella lotta alla mafia. È stato evidenziato il ruolo decisivo svolto dal parlamentare siciliano nell’introduzione dell’articolo 416 bis, norma che ha segnato una svolta nella capacità dello Stato di contrastare le organizzazioni criminali e il loro potere economico.
Bellassai ha inoltre ricordato l’impegno di La Torre contro l’installazione dei missili nucleari a Comiso, una battaglia che intrecciava sicurezza, pace e tutela del territorio. La sua opposizione alla militarizzazione della Sicilia, portata avanti con determinazione negli anni più tesi della Guerra fredda, è stata richiamata come esempio di coerenza politica e di responsabilità verso la comunità. Una battaglia che, dopo la sua morte, contribuì a mobilitare migliaia di cittadini nella storica manifestazione del 1983.
Nel corso della commemorazione è stato sottolineato come, per La Torre, la lotta alla mafia e quella contro la militarizzazione dell’isola fossero parte di un’unica visione: la difesa della dignità della Sicilia, dei suoi diritti e della sua libertà. Il suo sacrificio, avvenuto pochi mesi prima dell’arrivo dei missili a Comiso, continua a rappresentare un punto di riferimento per chi opera nelle istituzioni e nella società civile. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha ribadito che la memoria di Pio La Torre non appartiene solo alla storia, ma al presente: un esempio che continua a orientare l’impegno per una Sicilia libera dalle logiche della violenza, della sopraffazione e della guerra, e capace di costruire un futuro fondato sulla giustizia, sulla pace e sulla legalità. C’è anche una lettera che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al Centro Studi Pio La Torre.
