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Telefonate mute: il silenzio è il primo passo della truffa e di altri potenziali problemi. L’allarme del Codacons

Si moltiplicano le segnalazioni di cittadini che ricevono telefonate mute: il telefono squilla, si risponde, ma dall’altra parte non parla nessuno. Solo silenzio. Talvolta un lieve rumore di fondo, un click, poi la linea cade. Episodi che vengono spesso liquidati come errori tecnici o numeri sbagliati, ma che in diversi casi potrebbero rappresentare una fase preliminare di attività fraudolente più strutturate. Il Codacons accende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso e potenzialmente pericoloso, che colpisce indistintamente consumatori di ogni età, con particolare esposizione per anziani e soggetti fragili.

“Non siamo sempre di fronte a semplici disguidi – dichiara Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – In numerosi casi si tratta di sistemi automatizzati che verificano se un numero è attivo, in quali orari risponde, quanto tempo si resta in linea e quale tipo di reazione si produce. È una vera e propria attività di profilazione preliminare, finalizzata a selezionare i contatti più “agganciabili”. Secondo l’Associazione, tali chiamate possono essere effettuate tramite piattaforme informatiche in grado di contattare migliaia di numeri in modo seriale, registrando dati tecnici essenziali come risposta, durata e fascia oraria. I numeri che risultano attivi vengono successivamente inseriti in circuiti mirati. Da quel momento può prendere avvio una seconda fase, ben più pericolosa: la telefonata del falso operatore telefonico, del sedicente addetto bancario, del presunto tecnico informatico o, nei casi più gravi, del finto parente in difficoltà che richiede aiuto urgente.

Il meccanismo è reso ancora più insidioso dall’impiego di strumenti di intelligenza artificiale capaci di incrociare informazioni pubblicamente reperibili online, dati presenti sui social network e archivi digitali. Quando l’interlocutore cita dettagli verosimili, un nome, una città, un riferimento familiare, la vittima tende istintivamente ad abbassare le difese, ritenendo credibile la comunicazione. Particolare attenzione merita inoltre il rischio connesso alla possibile rielaborazione di brevi frammenti vocali: anche pochi secondi di registrazione possono, in determinate circostanze, essere utilizzati per rendere una voce artificiale più convincente e persuasiva. Il fenomeno solleva rilevanti profili in materia di tutela dei dati personali e sicurezza delle comunicazioni elettroniche, e impone un rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo da parte delle autorità competenti.

Il Codacons invita i cittadini a non sottovalutare le telefonate silenziose e a interrompere immediatamente la comunicazione in presenza di chiamate anomale o richieste urgenti di denaro, codici o dati personali, verificando sempre in modo autonomo l’identità dell’interlocutore attraverso canali ufficiali. Qualora le chiamate si ripetano in modo sospetto dallo stesso numero, è opportuno valutarne il blocco tramite le funzioni del proprio dispositivo e procedere alla segnalazione come spam alle piattaforme telefoniche o agli operatori, contribuendo così a limitare la diffusione di pratiche potenzialmente dannose. “La truffa moderna non inizia con la richiesta di denaro, ma con un test silenzioso. Ignorare quel segnale significa esporsi a un rischio concreto. L’informazione e la consapevolezza rappresentano oggi la prima forma di difesa collettiva”, conclude Tanasi.