Si è costituito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere l’ex carabiniere accusato dell’omicidio del cuoco modicano Lucifora

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Si è costituito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere l’ex carabiniere accusato dell’omicidio del cuoco modicano Lucifora

MODICA – Si è costituito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere l’ex carabiniere Davide Corallo dopo la decisione della Prima sezione della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso, confermando la condanna emessa in Appello pari a 15 anni di reclusione. Corallo è stato condannato per l’omicidio del cuoco modicano Peppe Lucifora. In primo grado, nel marzo del 2022, era stato assolto con formula piena e rimesso in libertà. La difesa attende i motivi del rigetto del ricorso per valutare la linea da seguire. La sentenza di secondo grado è stata emessa il 20 gennaio scorso. L’assoluzione in primo grado di Corallo era stata appellata sia dalla procura di Ragusa, sia dalla parte civile, ovvero i 3 fratelli di Lucifora. Corallo era stato, inoltre, condannato al risarcimento dei danni in favore delle parti civili da liquidarsi in separata sede, nonché al pagamento di una provvisionale di 10.000 euro per ognuno dei 3 congiunti della vittima.

Corallo si è sempre professato innocente. L’imputato, come accennato, in primo grado, era stato assolto con formula piena, sentenza poi ribaltata in appello e ora confermata nell’ultimo grado di giudizio. Era il 10 novembre 2019 quando, all’interno di una stanza chiusa a chiave nella sua casa in largo XI Febbraio a Modica, fu ritrovato il cadavere di Lucifora, che, stando alle indagini, fu prima tramortito, e poi soffocato dalla morsa letale di una mano che gli avrebbe sfondato la trachea. Il delitto destò grande clamore, con ampia eco anche a livello nazionale. Le indagini e i successivi processi sono stati caratterizzati da complesse perizie e consulenze, con l’ipotesi di un delitto passionale che ha sempre aleggiato sulla vicenda. La chiave della stanza da letto dove giaceva il corpo senza vita e seminudo del cuoco, chiusa dall’interno, non è stata mai ritrovata.