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	<title>Nazionale Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 00:13:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nazionale Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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		<title>Quanto costa davvero fare una lavatrice oggi?</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/20/quanto-costa-davvero-fare-una-lavatrice-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 00:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere la quotidianità domestica comporta una serie di gesti ripetitivi a cui raramente si associa un valore economico immediato, eppure l&#8217;impatto di queste abitudini sulle finanze personali è diventato un tema centrale. Tra i continui rincari delle tariffe dell&#8217;energia elettrica e il progressivo aumento del costo delle risorse idriche, anche un&#8217;azione semplice come il lavaggio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere la quotidianità domestica comporta una serie di gesti ripetitivi a cui raramente si associa un valore economico immediato, eppure l&#8217;impatto di queste abitudini sulle finanze personali è diventato un tema centrale. Tra i continui rincari delle tariffe dell&#8217;energia elettrica e il progressivo aumento del costo delle risorse idriche, anche un&#8217;azione semplice come il lavaggio del bucato incide in modo significativo sulle spese mensili di un nucleo familiare. Per contenere queste uscite, è importante cercare un modello di lavatrice che unisca un bel design e le più interessanti funzioni smart a un prezzo interessante, che si ripaghi nel tempo.</p>
<p></p>
<p><strong>Le componenti della spesa: energia, acqua e detersivo</strong><br />
Definire il costo esatto di un ciclo di lavaggio richiede l&#8217;analisi combinata di diversi fattori, poiché l&#8217;elettrodomestico non assorbe soltanto corrente elettrica per far girare il cestello, ma impiega una quantità notevole di risorse. La voce principale della spesa è legata al riscaldamento dell&#8217;acqua, una fase altamente energivora che varia sensibilmente in base alla temperatura selezionata per il programma. A questo valore si deve aggiungere il consumo idrico, che per i modelli standard si attesta tra i quaranta e i sessanta litri a sessione, oltre al prezzo dei detergenti e degli additivi utilizzati. In linea generale, calcolando le tariffe energetiche e idriche attuali in Italia, un singolo lavaggio tradizionale a quaranta o sessanta gradi può costare complessivamente tra i venti e i cinquanta centesimi di euro, una cifra che moltiplicata per i circa duecento cicli annuali di una famiglia media crea una spesa complessiva non indifferente.</p>
<p></p>
<p><strong>Il confronto generazionale: elettrodomestici datati contro moderni</strong><br />
La differenza principale nell&#8217;efficienza dei consumi è determinata dall&#8217;anzianità tecnologica della lavatrice presente in casa, un elemento che crea un vero e proprio divario economico tra le vecchie e le nuove generazioni di dispositivi. Un elettrodomestico acquistato più di dieci anni fa, appartenente alle vecchie classificazioni, può arrivare ad assorbire fino al doppio della corrente rispetto a un prodotto moderno e richiede una quantità d&#8217;acqua decisamente superiore per completare lo stesso carico. I sistemi di nuova generazione, progettati secondo la recente scala energetica europea che va dalla lettera A alla G, sfruttano motori a induzione più silenziosi e algoritmi intelligenti capaci di pesare il bucato e dosare le risorse in modo millimetrico.<br />
Cercare sul mercato il <a href="https://www.altroconsumo.it/elettrodomestici/lavatrici/comparatore" target="_blank"><strong>miglior modello di lavatrice</strong></a> per le proprie esigenze, in modo da sostituire un vecchio dispositivo in classe inferiore con uno di ultima generazione in classe A, porta a un abbattimento dei consumi di elettricità, trasformando l&#8217;investimento iniziale in un beneficio tangibile fin dai primi mesi.</p>
<p></p>
<p><strong>Strategie pratiche per ottimizzare i consumi quotidiani</strong><br />
Oltre alle caratteristiche tecniche del macchinario, il comportamento dell&#8217;utente svolge un ruolo decisivo nella determinazione della spesa finale. Prediligere i lavaggi a basse temperature, come i cicli a trenta gradi o i programmi contrassegnati dalla dicitura &#8220;Eco 40-60&#8221;, consente di ridurre drasticamente il prelievo di corrente, poiché l&#8217;acqua necessita di meno calore per raggiungere la temperatura ideale. Risulta altrettanto importante utilizzare l&#8217;apparecchio solo a pieno carico, evitando di avviare sessioni per pochi indumenti, e sfruttare le fasce orarie più convenienti previste dal proprio contratto energetico se si possiede una tariffa bioraria. L&#8217;insieme di queste piccole attenzioni, unito all&#8217;efficienza di una tecnologia moderna, rappresenta la soluzione migliore per continuare a prendersi cura dell&#8217;igiene dei propri capi senza subire l&#8217;impatto dei rincari economici.</p>
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		<title>Premio &#8220;Maestro dell&#8217;Arte della Cucina Italiana&#8221;: 2° anno a Palazzo Chigi alla presenza della premier Meloni e del ministro Lollobrigida</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/15/premio-maestro-dellarte-della-cucina-italiana-2-anno-a-palazzo-chigi-alla-presenza-della-premier-meloni-e-del-ministro-lollobrigida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta mercoledì mattina, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la cerimonia di consegna del Premio &#8220;Maestro dell&#8217;Arte della Cucina Italiana&#8221;. Il riconoscimento è stato conferito, per il secondo anno, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Istituito con la legge n. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta mercoledì mattina, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la cerimonia di consegna del Premio &#8220;Maestro dell&#8217;Arte della Cucina Italiana&#8221;. Il riconoscimento è stato conferito, per il secondo anno, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Istituito con la legge n. 59 del 19 aprile 2024, il Premio è dedicato alla valorizzazione dei Maestri dell&#8217;enogastronomia italiana e delle professionalità che custodiscono, tramandano e innovano il patrimonio dei saperi e delle tradizioni gastronomiche nazionali. I nomi dei Maestri scelti per l&#8217;edizione 2026 rappresentano l&#8217;intera filiera agroalimentare. Per la gastronomia e la cucina il riconoscimento è stato assegnato rispettivamente a Francesco Panella ed Enrico Cerea, mentre Simone Padoan è stato premiato per l&#8217;arte della pizza. Il legame con la terra e i suoi frutti è rappresentato dai riconoscimenti conferiti a Piero Antinori per il settore vitivinicolo e ad Antonella Titone per quello olivicolo. Margherita Angela Mastromauro e Pierluigi Roscioli sono i primi insigniti delle nuove categorie dedicate rispettivamente all&#8217;arte della pasta e alla panificazione. Il quadro dei riconoscimenti si completa con il mondo della pasticceria, della gelateria e dell&#8217;arte casearia: Federica Russo riceve il premio per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e Nicola Bertinelli per l&#8217;arte casearia.</p>
<p></p>
<p>I dieci Maestri hanno ricevuto una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio, realizzati dall&#8217;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Rispetto al 2025, il panorama dei premiati si amplia. Il decreto ministeriale del 31 ottobre scorso ha, infatti, introdotto nuove categorie: ai settori originariamente previsti dalla normativa si aggiungono l&#8217;arte della pasta e quella della panificazione. L&#8217;obiettivo resta quello di valorizzare le eccellenze professionali e l&#8217;intero patrimonio delle tradizioni gastronomiche italiane. “Siamo fieri di avere istituito per legge questo Premio per celebrare il nostro patrimonio e la maestria di chi ogni giorno lo rende amato e apprezzato a livello globale. I Maestri dell’Arte della Cucina Italiana sono tra i protagonisti del prestigio nazionale e la loro opera ci rende orgogliosi, perché promuovono nel mondo la nostra identità e la nostra cultura. Il Governo continuerà a lavorare, come ha fatto finora, con stanziamenti record e una strategia di sistema, per promuovere l’agroalimentare italiano e renderlo sempre più forte e dinamico”, dichiara il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “La cucina italiana è la prima al mondo, non solo nei numeri, ma perché rappresenta universalmente il paradigma di benessere, dello stare insieme, della cura per l’altro.<br />
I maestri hanno quindi una missione, avere cura di tramandare le loro arti alle future generazioni. Con questo riconoscimento lo Stato riconosce la loro dedizione, la passione con la quale sono diventati esempio per gli altri”, aggiunge il Ministro Francesco Lollobrigida.</p>
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		<item>
		<title>Relazione del senatore Sallemi sulle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali approvata dalla commissione antimafia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/15/la-relazione-del-senatore-sallemi-sulle-infiltrazioni-della-criminalita-organizzata-negli-enti-locali-approvata-dalla-commissione-antimafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione parlamentare Antimafia, riunita in seduta plenaria, ha approvato a larga maggioranza la relazione conclusiva del III Comitato, dedicato al tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali, presieduto dal senatore di Fratelli d&#8217;Italia Salvo Sallemi. Nello specifico si è affrontato il tema della norma che regolamenta lo scioglimento dei Consigli Comunali a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione parlamentare Antimafia, riunita in seduta plenaria, ha approvato a larga maggioranza la relazione conclusiva del III Comitato, dedicato al tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali, presieduto dal senatore di Fratelli d&#8217;Italia Salvo Sallemi. Nello specifico si è affrontato il tema della norma che regolamenta lo scioglimento dei Consigli Comunali a causa delle infiltrazioni mafiose. A darne notizia è lo stesso Salvo Sallemi: “La relazione è il frutto di oltre due anni di lavoro, avviato nel marzo 2024, e di un ampio ciclo di audizioni che ha coinvolto prefetti, magistrati, accademici, rappresentanti delle istituzioni, Anci e altre associazioni di categoria, oltre a numerosi amministratori ed ex amministratori locali. Obiettivo del Comitato è stato verificare, a quarant&#8217;anni dalla sua introduzione, l&#8217;efficacia dell&#8217;articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali, la norma che disciplina lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose”.</p>
<p></p>
<p>“Dal 1991 a oggi sono 291 i Comuni sciolti per condizionamento mafioso, un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato non più solo il Mezzogiorno, ma anche numerosi enti del Centro e del Nord Italia. Il dato delle recidive – che riguarda oltre un Comune su quattro tra quelli già sciolti – ha convinto il Comitato che il solo commissariamento non basta più e che serve affiancarlo a strumenti capaci di prevenire nuove infiltrazioni”, dice Sallemi. “Nel testo presentato in Commissione Antimafia vengono proposti alcuni punti migliorativi, come ad esempio presupposti più chiari per lo scioglimento, per ridurre i margini di incertezza interpretativa e garantire uniformità di applicazione sul territorio. Inoltre viene proposta l’introduzione del contraddittorio procedimentale, con la possibilità per gli amministratori interessati di essere ascoltati e l&#8217;obbligo di una motivazione rafforzata da parte dell&#8217;autorità procedente”.</p>
<p></p>
<p>“Si propone inoltre la decadenza individuale del singolo consigliere responsabile nei casi in cui il coinvolgimento riguardi una persona sola, per evitare, quando possibile, lo scioglimento dell&#8217;intero consiglio comunale e salvaguardare la rappresentanza democratica e un coordinamento con il decreto legislativo n. 235 del 2012 sull&#8217;incandidabilità, per eliminare le incongruenze che oggi consentono a soggetti dichiarati incandidabili di ricoprire incarichi di governo locale o nazionale”, aggiunge il senatore. “La relazione presentata non mette in discussione la legittimità e il valore strategico dello scioglimento dei Comuni per mafia, che resta uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. L&#8217;obiettivo delle modifiche è renderlo più moderno, più efficace e più equilibrato. Ringrazio la presidente della Commissione Chiara Colosimo, i colleghi del III Comitato, i consulenti per il lavoro svolto risultato essenziale e nello specifico il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dott.ssa Fabiola Furnari, il Colonnello della Guardia di Finanza Tommaso Solazzo, l&#8217;Avvocato e Dottore di Ricerca Andrea Nicosia, Adesso l’iter proseguirà nelle aule parlamentari”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/15/la-relazione-del-senatore-sallemi-sulle-infiltrazioni-della-criminalita-organizzata-negli-enti-locali-approvata-dalla-commissione-antimafia/">Relazione del senatore Sallemi sulle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali approvata dalla commissione antimafia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>Legge elettorale: bocciate le preferenze col voto segreto. Assenza (FdI): &#8220;Tradito il patto con gli elettori. Chi ha remato contro nell&#8217;anonimato, anche nel centrodestra, ci metta la faccia&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/07/15/legge-elettorale-bocciate-le-preferenze-col-voto-segreto-assenza-fdi-tradito-il-patto-con-gli-elettori-chi-ha-remato-contro-anche-nel-centrodestra-e-responsabile-di-fronte-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 08:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La bocciatura alla Camera dell’emendamento per l’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale rappresenta una ferita profonda nel rapporto di fiducia tra le istituzioni, la maggioranza di centrodestra e il corpo elettorale. Un voto segreto, finito con uno scarto di un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli), che ha visto l&#8217;azione di franchi tiratori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/15/legge-elettorale-bocciate-le-preferenze-col-voto-segreto-assenza-fdi-tradito-il-patto-con-gli-elettori-chi-ha-remato-contro-anche-nel-centrodestra-e-responsabile-di-fronte-ai-cittadini/">Legge elettorale: bocciate le preferenze col voto segreto. Assenza (FdI): &#8220;Tradito il patto con gli elettori. Chi ha remato contro nell&#8217;anonimato, anche nel centrodestra, ci metta la faccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La bocciatura alla Camera dell’emendamento per l’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale rappresenta una ferita profonda nel rapporto di fiducia tra le istituzioni, la maggioranza di centrodestra e il corpo elettorale. Un voto segreto, finito con uno scarto di un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli), che ha visto l&#8217;azione di franchi tiratori pronti a nascondersi nell&#8217;anonimato dell&#8217;urna pur di difendere il sistema delle nomine calate dall&#8217;alto. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia all&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, Giorgio Assenza. In questo scenario, le sinistre e le opposizioni &#8211; attacca duramente Assenza &#8211; che hanno preteso e sfruttato il voto segreto, esultando al risultato (aver blindato le nomine  dall’alto), rappresentano una vera e propria vergogna, mentre spicca la leadership di Giorgia Meloni che ha sostenuto e difeso con straordinario coraggio e coerenza questa battaglia di civiltà.</p>
<p></p>
<p>“Il ritorno alla possibilità per i cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti tramite le preferenze, insieme al ripristino dell’elezione diretta delle Province – continua Assenza – sono e rimangono due capisaldi imprescindibili e identitari del programma di governo della coalizione guidata da Giorgia Meloni. Impegni storici che noi, in Sicilia così come a livello nazionale, difendiamo con assoluta convinzione”. “Chi oggi, anche all&#8217;interno dell’area di centrodestra, ha scelto di affiancarsi alle opposizioni per affossare questa riforma con il favore del buio, ha compiuto una scelta grave che antepone l’interesse alla conservazione di posizioni personali e di partito alla possibilità di scelta dei cittadini”.</p>
<p></p>
<p>“La strada per restituire centralità agli elettori è temporaneamente rallentata da questo inciampo parlamentare. Ma questi impegni, assunti solennemente con tutti gli italiani, dovranno essere mantenuti e realizzati entro la fine della legislatura. L’auspicio – conclude l&#8217;esponente di FdI – è che il ritorno alle preferenze e la riforma delle Province, passaggi fondamentali per ridare dignità alla politica locale e nazionale, ritornino presto al centro dell&#8217;agenda politica per restituire il giusto potere al corpo elettorale, a scapito di coloro che, temendo il giudizio dei territori, preferiscono la comoda sicurezza delle liste bloccate e dei parlamentari nominati dalle segreterie”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/07/15/legge-elettorale-bocciate-le-preferenze-col-voto-segreto-assenza-fdi-tradito-il-patto-con-gli-elettori-chi-ha-remato-contro-anche-nel-centrodestra-e-responsabile-di-fronte-ai-cittadini/">Legge elettorale: bocciate le preferenze col voto segreto. Assenza (FdI): &#8220;Tradito il patto con gli elettori. Chi ha remato contro nell&#8217;anonimato, anche nel centrodestra, ci metta la faccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’iGaming italiano punta ai 6,1 miliardi nel 2026: i casino online guidano la crescita con un +11%</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/29/ligaming-italiano-punta-ai-61-miliardi-nel-2026-i-casino-online-guidano-la-crescita-con-un-11/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato del gioco online in Italia chiuderà il 2026 con un GGR totale di 6,1 miliardi di euro, una cifra che parla di una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente secondo gli ultimi dati di H2 Gambling Capital. Tutto questo altro non fa che confermare un dettaglio non da poco: il settore è in crescita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato del gioco online in Italia chiuderà il 2026 con un GGR totale di 6,1 miliardi di euro, una cifra che parla di una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente secondo gli ultimi dati di H2 Gambling Capital. Tutto questo altro non fa che confermare un dettaglio non da poco: il settore è in crescita e riesce a farlo attraverso un forte rigore regolatorio e un utilizzo sempre più attento e intelligente della tecnologia, tutti elementi che confermano l’Italia in uno dei mercati iGaming più solidi e dinamici d’Europa.</p>
<p></p>
<p><strong>C’è un motore che non si ferma: il mondo dei casinò online </strong><br />
Vale la pena soffermarsi sui dati del primo trimestre del 2026 per capire da dove arrivi questa spinta. Il segmento del casino online, infatti, ha superato i 6,08 miliardi di euro tra gennaio e marzo, mostrando un aumento dell’8% su base annua con una spesa che ha raggiunto 1,39 miliardi di euro, il 9,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo gli analisti di Websim il GGR è aumentato del 18% nei mesi primaverili e tale dato lascia pensare che durante la seconda metà dell’anno si possano superare le proiezioni piuttosto ottimistiche fatte da H2 Gambling Capital. A contribuire in maniera attiva sono i <a href="https://casino.betfair.it/p/slot" target="_blank"><strong>principali siti slot</strong></a>, attirando giocatori che cercano un’esperienza sempre più vicina a quella del casinò fisico e che trovano nel live una risposta concreta a questa domanda.</p>
<p></p>
<p>Chi poteva pensare che la riforma strutturale promossa dall’ADM avrebbe raffreddato la crescita si è trovato davanti a uno scenario molto diverso. Il numero di concessionari attivi è passato da 93 a 46, il costo delle licenze è salito a 7 milioni di euro per nove anni e la fiscalità sul GGR è arrivata a pesare per il 25,5% quando parliamo di casino online. La ragione per la continua crescita del mercato è più semplice di quanto sembri: meno operatori significa meno frammentazione e più investimenti da parte di chi rimane; le <a href="https://casino.betfair.it/" target="_blank"><strong>piattaforme più riconosciute del comparto casino online Italia</strong></a>, che hanno superato il processo di selezione dell’ADM, sono uscite dalla riforma con una posizione più solida e con maggiori risorse per competere sulla qualità tecnologica e sull’offerta di contenuti.</p>
<p></p>
<p><strong>L’intenzione è chiara: continuare a crescere ancora e ancora</strong><br />
Guardando al medio periodo, le proiezioni del settore indicano che il mercato globale potrebbe raggiungere i 68,19 miliardi di euro entro il 2031, con un tasso di crescita composto del 6,32%.<br />
L’Italia, in quanto uno dei mercati più regolamentati e maturi d’Europa, si trova in una posizione privilegiata per beneficiare di questa espansione e per continuare ad attrarre operatori internazionali alla ricerca di contesti stabili in cui costruire una presenza di lungo periodo. Tutto questo avviene mentre la seconda fase della riforma dell’ADM, che riguarderà i punti vendita fisici, le sale bingo e le scommesse nei locali, entra nella sua fase decisiva: l’armonizzazione tra canale online e offline perseguita da questa seconda fase potrebbe completare un ciclo di trasformazione che, guardando ai numeri, sta funzionando piuttosto bene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/29/ligaming-italiano-punta-ai-61-miliardi-nel-2026-i-casino-online-guidano-la-crescita-con-un-11/">L’iGaming italiano punta ai 6,1 miliardi nel 2026: i casino online guidano la crescita con un +11%</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<item>
		<title>Medaglia di San Benedetto: perché continua a essere uno dei simboli più riconoscibili e apprezzati</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/16/medaglia-di-san-benedetto-perche-continua-a-essere-uno-dei-simboli-piu-riconoscibili-e-apprezzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 08:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama degli accessori simbolici e dei gioielli dal forte valore personale, la medaglia di San Benedetto continua ancora oggi a occupare un posto speciale. Conosciuta in tutto il mondo per il suo significato spirituale e per la sua lunga tradizione, viene scelta non soltanto da chi vive un percorso di fede, ma anche da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama degli accessori simbolici e dei gioielli dal forte valore personale, la medaglia di San Benedetto continua ancora oggi a occupare un posto speciale. Conosciuta in tutto il mondo per il suo significato spirituale e per la sua lunga tradizione, viene scelta non soltanto da chi vive un percorso di fede, ma anche da chi desidera indossare un simbolo ricco di storia e autenticità. Chi desidera scoprire il catalogo più completo dedicato alla <a href="https://www.holyart.it/it/gioielli/medaglie-sacre/medaglia-di-san-benedetto" target="_blank"><strong>medaglia di San Benedetto in argento, acciaio e versioni artigianali</strong></a> può trovare su Holyart un’ampia selezione di gioielli e accessori ispirati alla tradizione benedettina. Negli ultimi anni gli oggetti simbolici hanno vissuto una nuova popolarità. Sempre più persone scelgono accessori che non abbiano soltanto una funzione estetica, ma che riescano anche a comunicare qualcosa della propria personalità, delle proprie convinzioni o dei propri ricordi. In questo contesto la medaglia di San Benedetto si distingue per la sua capacità di unire spiritualità, eleganza e semplicità. Oggi viene indossata sotto forma di collane, bracciali, pendenti e piccoli accessori quotidiani, adattandosi facilmente sia agli stili tradizionali sia ai look più moderni e minimalisti.</p>
<p></p>
<p><strong>Le origini della medaglia di San Benedetto e il suo significato</strong><br />
La medaglia di San Benedetto ha una storia molto antica e affonda le sue radici nella tradizione benedettina. Il simbolo è legato alla figura di San Benedetto da Norcia, fondatore del monachesimo occidentale e autore della celebre Regola benedettina, ancora oggi punto di riferimento per numerose comunità religiose. Nel corso dei secoli questa medaglia è diventata uno dei simboli cristiani più riconoscibili. Le iscrizioni presenti sulla medaglia e la croce centrale richiamano tradizionalmente valori come protezione, fede e forza spirituale. Proprio questo significato profondo ha contribuito alla sua diffusione in moltissimi Paesi. Anche chi non conosce nel dettaglio la storia della medaglia spesso ne percepisce il valore simbolico. Per molte persone rappresenta un oggetto rassicurante da portare sempre con sé, mentre per altre è un simbolo di equilibrio interiore o di vicinanza spirituale. La sua forza sta anche nella capacità di attraversare il tempo senza perdere autenticità. Pur essendo legata a una tradizione antica, la medaglia di San Benedetto continua infatti a essere scelta ancora oggi da persone di età diverse e con stili differenti.</p>
<p></p>
<p><strong>Un simbolo che oggi viene indossato anche nella quotidianità</strong><br />
Uno degli aspetti più interessanti della medaglia di San Benedetto è il modo in cui si è trasformata nel tempo diventando parte integrante dello stile quotidiano. Oggi molte persone la indossano non soltanto durante occasioni religiose, ma anche nella vita di tutti i giorni. Questo cambiamento riflette una tendenza più ampia: la ricerca di accessori dal significato personale. In un mondo sempre più veloce e dominato dalle mode passeggere, cresce infatti il desiderio di circondarsi di oggetti autentici e capaci di raccontare qualcosa di sé. La medaglia di San Benedetto riesce a inserirsi perfettamente in questa tendenza grazie alla sua discrezione. Può essere indossata sotto forma di piccolo pendente minimalista, di bracciale essenziale o di dettaglio elegante integrato nell’outfit quotidiano. Anche il mondo della moda ha contribuito a renderla più attuale. Oggi vengono proposte versioni moderne e raffinate, caratterizzate da linee pulite, materiali contemporanei e design essenziali che si adattano facilmente a stili casual, eleganti o minimalisti. Sempre più spesso, inoltre, la medaglia viene scelta da chi cerca accessori dal valore simbolico ma non appariscente. Proprio questa semplicità le permette di mantenere un fascino discreto e senza tempo.</p>
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<p><strong>Collane, bracciali e accessori: come cambia il design della medaglia</strong><br />
Negli ultimi anni il design degli accessori ispirati alla medaglia di San Benedetto si è evoluto molto. Accanto ai modelli più tradizionali si trovano oggi reinterpretazioni moderne pensate per adattarsi ai gusti contemporanei. Le collane restano tra gli accessori più richiesti. Le versioni in argento sono particolarmente apprezzate per la loro eleganza sobria e versatile, mentre i modelli in acciaio vengono scelti soprattutto da chi preferisce uno stile più moderno e resistente. Molto diffusi sono anche i bracciali con medaglia di San Benedetto, spesso realizzati con cordini intrecciati, pietre naturali o dettagli minimalisti. Questi accessori permettono di indossare il simbolo in modo discreto e contemporaneo, rendendolo facile da abbinare all’abbigliamento quotidiano. Anche gli uomini scelgono sempre più spesso questo tipo di gioielli, soprattutto nelle versioni dal design essenziale e geometrico. Le donne, invece, tendono a preferire modelli più sottili e luminosi, spesso abbinati ad altri accessori in stile minimal. La grande varietà di materiali e lavorazioni permette oggi di trovare soluzioni molto diverse tra loro, dal gioiello artigianale più tradizionale fino agli accessori dal gusto moderno e urbano.</p>
<p></p>
<p><strong>Perché viene scelta spesso come regalo simbolico</strong><br />
La medaglia di San Benedetto viene frequentemente scelta anche come regalo grazie al suo forte significato simbolico. È un dono che riesce a comunicare attenzione, vicinanza e affetto, andando oltre il semplice valore estetico dell’oggetto. Tradizionalmente viene regalata in occasione di battesimi, comunioni e cresime, ma oggi è sempre più comune sceglierla anche per compleanni, lauree o momenti personali importanti. Questo perché il simbolo viene percepito come qualcosa di personale e duraturo. A differenza di altri accessori legati alle mode del momento, la medaglia di San Benedetto mantiene infatti un significato stabile nel tempo. Può diventare un ricordo prezioso, un oggetto da conservare per anni oppure un piccolo simbolo quotidiano da portare sempre con sé. Anche la qualità artigianale e la cura dei dettagli contribuiscono a rendere questi gioielli particolarmente apprezzati come idea regalo.</p>
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<p><strong>Il ritorno degli accessori dal significato autentico</strong><br />
Negli ultimi tempi il mondo degli accessori ha mostrato un crescente interesse verso oggetti simbolici e ricchi di significato. Sempre più persone cercano gioielli che non siano soltanto belli da vedere, ma che riescano anche a trasmettere emozioni, ricordi o valori personali. La medaglia di San Benedetto rappresenta perfettamente questa tendenza. Riesce infatti a combinare tradizione e contemporaneità in modo naturale, adattandosi facilmente alla vita quotidiana senza perdere il proprio valore simbolico. <a href="https://corrierediragusa.it/2026/06/01/ragusa-ha-vissuto-una-delle-edizioni-piu-suggestive-della-festa-di-san-giorgio-martire-patrono-della-citta-partecipata-la-processione/" target="_blank"><strong>Che venga scelta per motivi spirituali</strong></a>, per tradizione familiare o semplicemente per il fascino del suo design, continua ancora oggi a essere uno degli accessori simbolici più riconoscibili e apprezzati.</p>
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		<title>Rapporto Ocse conferma le difficoltà del Sistema sanitario nazionale (Ssn): &#8220;Violato il diritto costituzionale alla salute&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/06/10/rapporto-ocse-conferma-le-difficolta-del-sistema-sanitario-nazionale-ssn-violato-il-diritto-costituzionale-alla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I dati dell’ultimo Working Paper Ocse fotografano una realtà che come sindacato denunciamo da tempo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in grande difficoltà e gli italiani sono costretti a ricorrere al privato per curarsi”. Lo dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della Ugl Salute, commentando lo studio “Incentivising patient pathways in outpatient [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“I dati dell’ultimo Working Paper Ocse fotografano una realtà che come sindacato denunciamo da tempo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in grande difficoltà e gli italiani sono costretti a ricorrere al privato per curarsi”. Lo dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della Ugl Salute, commentando lo studio “Incentivising patient pathways in outpatient care”. Secondo il documento, sebbene l’Italia abbia un modello basato sul filtro obbligatorio del medico di famiglia (gatekeeping), la carenza di personale e le liste d’attesa infinite trasformano questo meccanismo in un collo di bottiglia. Lo studio analizza anche la compartecipazione alla spesa per le cure ambulatoriali, applicata dal 60% dei Paesi Ocse (22 su 38), rilevando che l&#8217;eliminazione dei ticket aumenta l&#8217;uso dei servizi del 10-20%, mentre i costi frenano la domanda soprattutto tra i redditi bassi. L&#8217;Italia non prevede pagamento per le cure primarie ma impone un ticket sulla specialistica fino a 36,15 euro, pur garantendo esenzioni per reddito, patologie croniche, disabilità e maternità. </p>
<p></p>
<p>“Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, viene quotidianamente violato – prosegue Giuliano – perché curarsi è ormai un privilegio economico. Chi ha le risorse o un&#8217;assicurazione privata scavalca il pubblico per avere prestazioni in tempi dignitosi, mentre i malati cronici e le fasce deboli restano intrappolati in un sistema che non garantisce la continuità assistenziale”. La Ugl Salute evidenzia come il ricorso al privato, stimolato dai disservizi, indebolisca il coordinamento pubblico delle cure. “Non bastano le regole formali – spiega il Segretario Nazionale – se poi il territorio non può rispondere ai bisogni di una popolazione anziana. Senza investimenti strutturali sulla medicina generale, sul personale e sulla riduzione dei ticket specialistici, il filtro pubblico diventa un ostacolo anziché una risorsa. Non c’è più tempo da perdere, bisogna potenziare le cure primarie, abbattere i tempi d&#8217;attesa e rimettere al centro la protezione dei cittadini e la dignità del lavoro dei professionisti sanitari, unici pilastri capaci di garantire l&#8217;universalità del sistema”.</p>
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		<title>Leggende rosanero: gli iconici giocatori del Palermo</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/18/leggende-rosanero-gli-iconici-giocatori-del-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio tra le leggende del Palermo: da Miccoli e Luca Toni ai talenti mondiali come Dybala e Cavani. Scopri gli eroi che hanno segnato la storia rosanero. Il rosa e il nero. Non è solo un accostamento cromatico insolito nel panorama calcistico mondiale; è una dichiarazione d&#8217;identità che affonda le radici in oltre un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio tra le leggende del Palermo: da Miccoli e Luca Toni ai talenti mondiali come Dybala e Cavani. Scopri gli eroi che hanno segnato la storia rosanero. Il rosa e il nero. Non è solo un accostamento cromatico insolito nel panorama calcistico mondiale; è una dichiarazione d&#8217;identità che affonda le radici in oltre un secolo di storia. Il Palermo FC ha vissuto epoche alterne, passando dai palcoscenici europei a cadute dolorose, ma ha sempre mantenuto una costante: la capacità di attrarre e lanciare talenti destinati a segnare il calcio globale. Parlare delle leggende rosanero significa ripercorrere un’epoca di calcio romantico e tecnico, dove lo stadio Renzo Barbera è stato il teatro di gesta che ancora oggi alimentano la passione di una delle tifoserie più calde d&#8217;Italia. L&#8217;attenzione mediatica attorno al club siciliano è sempre stata altissima, influenzando anche la percezione e il volume d’interesse nel panorama <a href="https://www.marathonbet.it/scommesse/calcio" target="_blank"><strong>delle scommesse sportive in Italia</strong></a> sul territorio e online, dove lo stato di forma dei rosanero è da sempre un elemento monitorato dagli analisti. Per consultare i dati ufficiali sulla storia dei campionati e l&#8217;albo d&#8217;oro delle competizioni nazionali, il sito della <a href="https://www.legaseriea.it/serie-a" target="_blank"><strong>Lega Serie A</strong> </a>rappresenta la risorsa principale per ogni riscontro statistico e storico.</p>
<p></p>
<p><strong>L&#8217;era d&#8217;oro: Luca Toni e Fabrizio Miccoli</strong><br />
Il ritorno del Palermo nel grande calcio all&#8217;inizio degli anni 2000 coincide con l&#8217;ascesa di figure che sono entrate di diritto nel mito cittadino.<br />
<strong>Luca Toni: Il bomber del ritorno </strong><br />
Nessuno ha incarnato il senso della rinascita meglio di Luca Toni. Con 30 gol in Serie B e la successiva conferma ai vertici della Serie A, Toni non ha solo segnato reti, ha trascinato una città intera verso una dimensione che mancava da decenni. La sua capacità di dominare l&#8217;area di rigore è rimasta impressa nella memoria collettiva come il simbolo di un Palermo capace di sfidare chiunque a viso aperto.<br />
<strong>Fabrizio Miccoli: Il &#8220;Romario del Salento&#8221;</strong><br />
Se Toni è stato il braccio, Miccoli è stato il cuore e il genio. Capitano recordman di presenze e gol, Fabrizio Miccoli ha rappresentato il punto di contatto più profondo tra la squadra e la città. I suoi calci di punizione e le sue giocate funamboliche hanno illuminato il Barbera per anni, rendendolo probabilmente il giocatore più amato dell&#8217;era moderna, capace di giurare fedeltà ai colori rosanero anche nei momenti più complessi.</p>
<p></p>
<p><strong>La fucina di talenti: Pastore, Cavani e Dybala</strong><br />
Il Palermo dell&#8217;era Zamparini è stato celebre per la sua rete di osservatori, capace di pescare in Sudamerica giocatori che avrebbero poi dominato il calcio europeo.<br />
<strong>Javier Pastore</strong>: &#8220;El Flaco&#8221; ha portato l&#8217;eleganza pura a Palermo. La sua capacità di danzare sul pallone e di servire assist impossibili ha reso il Palermo una delle squadre più divertenti da guardare in tutta Europa.<br />
<strong>Edinson Cavani</strong>: prima di diventare il &#8220;Matador&#8221; che tutto il mondo ha conosciuto, Cavani ha affinato i suoi artigli in Sicilia. La sua generosità tattica unita a un senso del gol implacabile lo hanno reso un&#8217;icona indimenticabile.<br />
<strong>Paulo Dybala</strong>: arrivato giovanissimo, &#8220;La Joya&#8221; ha mostrato fin dai primi tocchi una classe superiore. Il suo passaggio a Palermo è stato il trampolino di lancio verso i vertici del calcio mondiale, confermando la Sicilia come terra d&#8217;elezione per i grandi numeri dieci argentini.</p>
<p></p>
<p><strong>Le radici storiche: Biffi e i pionieri</strong><br />
Non si può però guardare solo al passato recente. La storia del Palermo è fatta anche di bandiere che hanno difeso il club nelle categorie inferiori e nei momenti di transizione. Roberto Biffi, con il suo record di presenze, incarna la dedizione assoluta. Difensore carismatico e leader dello spogliatoio, Biffi ha attraversato epoche diverse, restando sempre un punto di riferimento per compagni e tifosi. Menzioni d&#8217;onore vanno anche a Vito Chimenti, celebre per la sua &#8220;bicicletta&#8221;, e a portieri che hanno fatto la storia come il &#8220;Gatto&#8221; Anania o, più recentemente, Stefano Sorrentino, capaci di parate che sono valse salvezze e qualificazioni europee.</p>
<p></p>
<p><strong>Un’eredità che continua</strong><br />
Oggi il Palermo, inserito nel contesto del City Football Group, guarda al futuro con una rinnovata stabilità, ma l&#8217;ombra di queste leggende continua a vegliare sul Barbera. Ogni nuovo giovane che indossa la maglia rosanero deve confrontarsi con un passato glorioso, fatto di estro sudamericano e solidità italiana. In definitiva, la storia del Palermo non è fatta solo di risultati, ma di emozioni suscitate da uomini che hanno saputo onorare due colori tanto difficili quanto affascinanti. Le leggende rosanero restano lì, nel cuore dei tifosi, a ricordare che Palermo non è solo una piazza calcistica, ma un vero e proprio stato d&#8217;animo.</p>
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		<title>Crittografia End-to-End: oltre la messaggistica, perché è il futuro dell&#8217;email</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/18/crittografia-end-to-end-oltre-la-messaggistica-perche-e-il-futuro-dellemail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attuale architettura della posta elettronica in Italia poggia su basi fragili. Spedire un messaggio senza un sistema di protezione alla fonte significa esporsi a una catena di passaggi intermedi dove la riservatezza non è mai garantita al cento per cento. I dati del Rapporto Clusit parlano chiaro: l’intercettazione di flussi informativi non è più un’eventualità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attuale architettura della posta elettronica in Italia poggia su basi fragili. Spedire un messaggio senza un sistema di protezione alla fonte significa esporsi a una catena di passaggi intermedi dove la riservatezza non è mai garantita al cento per cento. I dati del Rapporto Clusit parlano chiaro: l’intercettazione di flussi informativi non è più un’eventualità remota, ma una prassi consolidata del crimine informatico per ottenere dati bancari o industriali. È qui che il concetto di <a href="https://proton.me/it/mail" target="_blank"><strong>mail</strong></a> basata su crittografia end-to-end smette di essere un tecnicismo e diventa l&#8217;unico strumento capace di proteggere il messaggio fin dal momento in cui viene scritto. Non basta che il viaggio sia protetto da una connessione sicura; se il dato arriva &#8220;leggibile&#8221; sui server del fornitore, la vulnerabilità resta alta.</p>
<p></p>
<p>Il limite dei provider tradizionali risiede nel controllo delle chiavi di accesso. Finché il fornitore del servizio può tecnicamente leggere i contenuti per analizzarli o profilarli, la privacy dipende esclusivamente dalla sua affidabilità. La <a href="https://www.ibm.com/it-it/think/topics/end-to-end-encryption" target="_blank"><strong>crittografia end-to-end (E2EE)</strong></a> ribalta completamente questo schema: la protezione avviene direttamente sul dispositivo di chi scrive, prima ancora che il messaggio tocchi la rete. Il risultato è una totale illeggibilità per chiunque si trovi nel mezzo, gestore del servizio incluso. Solo il destinatario possiede la chiave digitale per sbloccare il contenuto, garantendo un isolamento dei dati che risulta, per logica matematica, inviolabile.</p>
<p></p>
<p><strong>Protezione dei dati e falle nei vecchi sistemi</strong><br />
Nel panorama italiano, la sicurezza digitale sconta spesso un ritardo culturale. Molti ignorano che una protezione esterna, come un antivirus o un semplice filtro antispam, non serve a molto se la comunicazione nasce priva di una &#8220;blindatura&#8221; interna. Come si legge negli approfondimenti su come proteggere la propria <a href="https://www.quotidianodiragusa.it/2026/05/08/tecnologie/silenziare-chiamate-sconosciute-whatsapp/" target="_blank"><strong>privacy online</strong></a>, delegare la protezione solo alla prudenza di chi usa il computer è una strategia che non regge più. La sicurezza deve essere integrata nel singolo messaggio: l&#8217;uso della crittografia non solo scherma il testo da occhi indiscreti, ma assicura che non venga modificato durante il tragitto. Se anche un solo elemento venisse alterato, il destinatario riceverebbe un avviso immediato di errore. Le direttive dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sulla crittografia indicano la cifratura dei dati come un pilastro fondamentale per la difesa del Paese. Un aspetto operativo decisivo riguarda l&#8217;autenticazione del mittente. Questa tecnologia permette di verificare con certezza l&#8217;identità di chi invia il messaggio, impedendo a malintenzionati di spacciarsi per enti pubblici o istituti bancari. Si passa così da un sistema basato sulla speranza che il mittente sia onesto a uno basato su una certezza matematica, dove l&#8217;identità digitale è verificata e protetta da chiavi uniche.</p>
<p></p>
<p><strong>Metadati e sicurezza a lungo termine</strong><br />
C&#8217;è poi la questione dei metadati, informazioni che spesso trascuriamo ma che sono fondamentali per chi tenta di rubare identità online. Sapere con chi comunichiamo e quando lo facciamo permette ai criminali di ricostruire le nostre abitudini. Le infrastrutture di posta elettronica di nuova generazione lavorano proprio per ridurre queste tracce digitali, rendendo molto più difficile la profilazione degli utenti. Si tratta di una risposta necessaria anche alla minaccia dei furti di dati che vengono accumulati oggi per essere forzati in futuro, quando la potenza dei computer sarà ancora maggiore. Restare ancorati a sistemi di posta elettronica concepiti decenni fa rappresenta oggi un rischio concreto per i propri risparmi e per la propria privacy. La sicurezza non può più essere considerata un optional o una semplice promessa scritta in un contratto; deve risiedere nella forza degli algoritmi utilizzati per proteggere ogni singolo scambio. Scegliere strumenti che pongono la crittografia al centro della loro struttura è l’unico modo reale per riprendere il possesso della propria identità online. Se la segretezza della corrispondenza è un diritto fondamentale, la crittografia moderna è l’unica cassaforte digitale in grado di proteggerla davvero.</p>
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		<title>Truffe luce e gas, Tanasi (Codacons): &#8220;Non comunicate Pod e dati della bolletta al telefono o a chi si presenta a casa&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/10/truffe-luce-e-gas-tanasi-codacons-non-comunicate-pod-e-dati-della-bolletta-al-telefono-o-a-chi-si-presenta-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 10:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Codacons lancia l’allarme sulle pratiche scorrette e sui tentativi di truffa legati ai contratti di luce e gas. L’associazione segnala il moltiplicarsi di telefonate e visite porta a porta da parte di soggetti che si presentano come incaricati della &#8220;società elettrica&#8221;, del &#8220;gestore&#8221;, di presunti uffici tecnici o di fantomatiche strutture di controllo, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/05/10/truffe-luce-e-gas-tanasi-codacons-non-comunicate-pod-e-dati-della-bolletta-al-telefono-o-a-chi-si-presenta-a-casa/">Truffe luce e gas, Tanasi (Codacons): &#8220;Non comunicate Pod e dati della bolletta al telefono o a chi si presenta a casa&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Codacons lancia l’allarme sulle pratiche scorrette e sui tentativi di truffa legati ai contratti di luce e gas. L’associazione segnala il moltiplicarsi di telefonate e visite porta a porta da parte di soggetti che si presentano come incaricati della &#8220;società elettrica&#8221;, del &#8220;gestore&#8221;, di presunti uffici tecnici o di fantomatiche strutture di controllo, con l’obiettivo di ottenere dati personali, codice POD, codice fiscale, indirizzo e informazioni contenute nella bolletta. Secondo il Codacons, si tratta di condotte particolarmente insidiose perché, almeno all’inizio, non appaiono immediatamente come una truffa. L’associazione spiega che chi contatta il consumatore usa toni cortesi, parla di &#8220;verifica della fornitura&#8221;, &#8220;aggiornamento dei dati&#8221;, &#8220;controllo della tariffa o &#8220;risparmio in bolletta&#8221; e, in alcuni casi, dispone già di informazioni parziali sul cliente, creando un’apparenza di affidabilità.</p>
<p></p>
<p>Il Codacons invita i consumatori alla massima prudenza. L’associazione ricorda che il codice Pod identifica in modo univoco il punto di prelievo dell’energia elettrica ed è riportato in bolletta. Proprio per questo, evidenzia il Codacons, il Pod non deve essere comunicato con leggerezza a sconosciuti, né al telefono né alla porta di casa, perché, insieme ad altri dati personali, può essere utilizzato per avviare pratiche commerciali non richieste o non pienamente comprese. L’associazione richiama l’attenzione anche sui codici temporanei, sui codici OTP e sui link di conferma che arrivano via Sms o email durante la conversazione. Il Codacons avverte che, in molti casi, non si tratta di semplici verifiche, ma di passaggi utili alla sottoscrizione o alla conferma di un contratto a distanza. Per questo l’associazione invita i cittadini a non comunicare mai al telefono codici ricevuti sul cellulare o sulla posta elettronica e a non cliccare su link inviati durante conversazioni non richieste.</p>
<p></p>
<p>Il Codacons avverte che il rischio concreto è quello di ritrovarsi con un nuovo contratto o con un cambio di fornitore non realmente voluto. L’associazione spiega che ciò può avvenire attraverso telefonate registrate, conferme vocali, fotografie della bolletta, comunicazione di codici temporanei o firme apposte su moduli presentati come semplici &#8220;prese visione&#8221;. In diversi casi, sottolinea il Codacons, il consumatore se ne accorge solo dopo l’arrivo delle bollette successive, quando compaiono una compagnia diversa, condizioni meno vantaggiose o addebiti inattesi. L’associazione richiama l’attenzione anche sulle visite porta a porta. Il Codacons ricorda che chi bussa può presentarsi con tesserini, moduli e linguaggio tecnico, ma questi elementi non bastano a dimostrare che si tratti di un incaricato autorizzato. Per questo, secondo l’associazione, nessuna bolletta deve essere fotografata o consegnata sul momento, nessun documento deve essere firmato senza prima aver letto con calma ogni clausola e nessuna persona deve essere fatta entrare in casa senza una verifica preventiva.</p>
<p></p>
<p>In caso di dubbio, il Codacons consiglia di interrompere la conversazione, non pronunciare conferme ambigue, non fornire dati personali e contattare direttamente il numero ufficiale del proprio fornitore, indicato sulla bolletta o sul sito istituzionale dell’azienda. L’associazione indica una regola pratica: chi ha davvero titolo per parlare con il cliente deve poter essere verificato attraverso canali ufficiali, non attraverso pressioni improvvise al telefono o davanti alla porta. Il Codacons invita figli, familiari e caregiver ad avvisare soprattutto anziani e persone fragili, che rappresentano spesso i bersagli privilegiati di queste condotte. L’associazione sottolinea che una telefonata apparentemente normale o una visita di pochi minuti possono trasformarsi in un contratto non richiesto, con successive difficoltà per contestare l’attivazione, chiarire gli addebiti ricevuti o ripristinare la precedente fornitura.</p>
<p></p>
<p>Chi ritiene di essere stato vittima di un contratto non richiesto, raccomanda il Codacons, deve agire subito. L’associazione consiglia di contestare formalmente l’attivazione, conservare bollette, messaggi, moduli firmati, numeri di telefono, nominativi degli operatori e ogni altro elemento utile. Il consumatore può inoltre rivolgersi al proprio fornitore, alle associazioni dei consumatori e allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, istituito da ARERA e gestito da Acquirente Unico, che fornisce informazioni e assistenza nei settori energia elettrica, gas, idrico, teleriscaldamento e rifiuti urbani. &#8220;Il consumatore non deve mai sentirsi obbligato a rispondere subito, confermare dati o firmare documenti presentati come urgenti o necessari &#8211; afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons &#8211; Le truffe e le pratiche commerciali aggressive nel settore energia sfruttano la fretta, la fiducia e la scarsa conoscenza dei meccanismi contrattuali. Per questo è fondamentale non comunicare al telefono codice POD, codice fiscale, dati bancari, informazioni della bolletta, codici OTP o altri codici temporanei, e verificare sempre attraverso i canali ufficiali&#8221;. &#8220;Il nostro invito è semplice: non fidatevi di chi vi mette fretta, non dite sì al telefono, non mostrate la bolletta a sconosciuti, non comunicate codici ricevuti via SMS o email e non firmate nulla senza aver verificato. La tutela del consumatore passa dalla prevenzione, dall’informazione e dalla capacità di riconoscere subito i segnali di una pratica scorretta&#8221; &#8211;  conclude Tanasi.</p>
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		<title>Scuola, dispersione scolastica in Italia per la prima volta sotto la media europea</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/10/scuola-dispersione-scolastica-in-italia-per-la-prima-volta-sotto-la-media-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 10:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia registra per la prima volta un tasso di dispersione scolastica inferiore alla media europea. I dati recentemente pubblicati da Eurostat relativi al 2025 sulla dispersione scolastica in Europa sono estremamente positivi per il nostro Paese. L&#8217;Italia si attesta all’8,2%, al di sotto della media Ue del 9,1%, con risultati migliori rispetto a Paesi come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia registra per la prima volta un tasso di dispersione scolastica inferiore alla media europea. I dati recentemente pubblicati da Eurostat relativi al 2025 sulla dispersione scolastica in Europa sono estremamente positivi per il nostro Paese. L&#8217;Italia si attesta all’8,2%, al di sotto della media Ue del 9,1%, con risultati migliori rispetto a Paesi come la Germania, al 13,1%, e la Finlandia, al 9,9%. Si conferma addirittura superato con 5 anni di anticipo l&#8217;obiettivo europeo di un tasso di dispersione del 9% entro il 2030. Il dato assume particolare rilievo proprio grazie al raffronto internazionale: mentre in Italia la dispersione scolastica è in netta diminuzione, in altri Paesi europei, a iniziare dalla Germania, si osserva una tendenza opposta. Un risultato storico per il sistema scolastico nazionale che conferma l’efficacia delle misure adottate e pone le basi per ulteriori sviluppi positivi nei prossimi anni.</p>
<p></p>
<p>Nel recente rapporto Joint Employment della Commissione europea che si basa sui dati EUROSTAT si riconosce, fra l&#8217;altro, l&#8217;importanza di Agenda Sud come buona pratica. “Per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia, Campania che oggi per la prima volta registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Una significativa riduzione della dispersione anche in Sicilia e Sardegna. Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica, garantendo la effettività del diritto allo studio. Un ringraziamento particolare ai docenti della scuola italiana che hanno contribuito al raggiungimento di questo storico risultato”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.</p>
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		<title>Ugl Salute: &#8220;In Italia 65.000 infermieri in meno rispetto al fabbisogno nazionale, il ricorso a personale straniero non è la soluzione&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/05/10/ugl-salute-in-italia-65-000-infermieri-in-meno-rispetto-al-fabbisogno-nazionale-il-ricorso-a-personale-straniero-non-e-la-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 10:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che ha radici profonde nel passato, con le responsabilità chiare di chi negli anni scorsi ha depauperato e indebolito il Servizio sanitario nazionale. La carenza di infermieri, ne contiamo 65.000 in meno del fabbisogno, è un dramma che non può più essere ignorato e che nasce dai gravissimi errori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che ha radici profonde nel passato, con le responsabilità chiare di chi negli anni scorsi ha depauperato e indebolito il Servizio sanitario nazionale. La carenza di infermieri, ne contiamo 65.000 in meno del fabbisogno, è un dramma che non può più essere ignorato e che nasce dai gravissimi errori di programmazione di chi ha gestito la sanità in passato, privilegiando i tagli lineari alla valorizzazione del personale”. Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della Ugl Salute, analizzando i dati che prevedono una voragine di un milione di professionisti in Europa entro il 2030. </p>
<p></p>
<p>“In Italia la situazione è critica, con una fuga di massa dai reparti alimentata da stipendi tra i più bassi del continente, carichi di lavoro estenuanti e una mancanza di adeguata sicurezza sul luogo di lavoro, come dimostrano le troppe e inaccettabili aggressioni ai danni degli operatori, fenomeni che insieme al burnout stanno logorando la salute mentale dei nostri professionisti” prosegue il sindacalista, evidenziando come il ricorso massiccio a personale proveniente da nazioni extra-UE come, ad esempio, Tunisia, India e Paraguay rappresenti solo un rimedio temporaneo che non risolve il problema strutturale. </p>
<p></p>
<p>“È indispensabile che ogni inserimento dall’estero sia accompagnato da una verifica rigorosa e ferrea dei titoli di studio e delle competenze reali: non possiamo permetterci il rischio che arrivino professionisti privi di una formazione adeguata agli standard italiani, perché la tutela del paziente e la qualità del servizio sanitario nazionale non possono subire deroghe o sconti” incalza il Segretario. “L’Italia deve smettere di rincorrere le emergenze e dare ulteriore forza agli investimenti per rendere la professione infermieristica nuovamente attrattiva, garantendo salari dignitosi, una reale autonomia professionale, protezione negli ospedali e percorsi di crescita che permettano ai nostri giovani di tornare a scegliere questa carriera con orgoglio e sicurezza” conclude Giuliano.</p>
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		<title>L’Ue ha perso la sfida con la Storia ma i popoli europei potranno vincerla: l’unità politica e militare, la forza sociale trascinante del Vecchio Continente (Parte 2)</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/29/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Yari Lepre Marrani Cliccare QUI per leggere la Parte 1 Per proseguire questa riflessione in modo più sistematico, è utile adottare uno sguardo storico-comparativo che consenta di cogliere le costanti e le discontinuità dei tentativi di unificazione europea. L’idea di una costruzione politica continentale non nasce nel Novecento, ma affonda le sue radici nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/29/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-2/">L’Ue ha perso la sfida con la Storia ma i popoli europei potranno vincerla: l’unità politica e militare, la forza sociale trascinante del Vecchio Continente (Parte 2)</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Yari Lepre Marrani</em></p>
<p></p>
<p>Cliccare <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/22/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-1/" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> per leggere la Parte 1<br />
Per proseguire questa riflessione in modo più sistematico, è utile adottare uno sguardo storico-comparativo che consenta di cogliere le costanti e le discontinuità dei tentativi di unificazione europea. L’idea di una costruzione politica continentale non nasce nel Novecento, ma affonda le sue radici nel Medioevo e nella prima età moderna, quando si sviluppa il concetto di “res publica christiana”, una comunità di popoli uniti da una comune appartenenza religiosa e da un’autorità superiore, almeno simbolica.<br />
Il Sacro Romano Impero, inaugurato con Carlo Magno e proseguito nei secoli successivi, rappresentò uno dei primi tentativi di creare una struttura sovranazionale europea. Tuttavia, la sua natura rimase sempre ambigua: più una confederazione di poteri locali che uno Stato unitario. Questa debolezza strutturale anticipa uno dei problemi fondamentali dell’Europa contemporanea: la difficoltà di conciliare autonomia locale e autorità centrale. Nel XVI secolo, l’impero di Carlo V cercò di riprendere e ampliare questa visione, includendo vasti territori europei sotto un’unica corona. Anche in questo caso, tuttavia, la pluralità linguistica, culturale e religiosa rese impossibile una vera integrazione politica. La frattura provocata dalla Riforma protestante segnò un punto di non ritorno, sancendo la frammentazione dell’Europa in Stati sovrani sempre più autonomi.</p>
<p></p>
<p>Con la nascita dello Stato moderno, soprattutto dopo la Pace di Westfalia, si affermò il principio della sovranità nazionale. Questo modello garantì stabilità interna ma rese strutturale la competizione tra Stati, ponendo le basi per i conflitti che avrebbero segnato i secoli successivi. L’Europa divenne così un sistema di equilibri instabili, in cui la guerra rappresentava uno strumento ordinario della politica. In età contemporanea, il progetto di Napoleone Bonaparte può essere interpretato come un tentativo di superare questo sistema attraverso un’unificazione giuridica e amministrativa. Il Codice Napoleonico introdusse principi di uguaglianza formale e razionalizzazione normativa che influenzano ancora oggi molti ordinamenti europei. Tuttavia, l’elemento coercitivo e la dimensione egemonica del progetto ne determinarono il fallimento, alimentando reazioni nazionaliste. Un discorso analogo, ma su scala ancora più drammatica, vale per il progetto del Terzo Reich guidato da Adolf Hitler, il cui tentativo di costruire un “nuovo ordine europeo” si fondava su presupposti ideologici incompatibili con qualsiasi forma di convivenza pluralistica. Questo precedente storico ha segnato profondamente la coscienza europea, rendendo particolarmente sensibile il tema dell’unificazione politica.</p>
<p></p>
<p>Dopo il 1945, il progetto europeo si sviluppò in modo radicalmente diverso, privilegiando l’integrazione economica come strumento per prevenire nuovi conflitti. La creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio e, successivamente, dei Trattati di Roma rappresentò un approccio graduale e pragmatico. Tuttavia, come già evidenziato da Altiero Spinelli, questo metodo rischiava di rimanere incompleto se non accompagnato da una vera unione politica. Il Manifesto di Ventotene proponeva infatti una rottura più netta con il passato: la creazione di una federazione europea dotata di una costituzione e di istituzioni democratiche sovranazionali. Spinelli individuava con chiarezza il limite degli Stati nazionali, incapaci di garantire pace e progresso in un contesto globale sempre più interdipendente. Se si analizza l’evoluzione dell’Unione Europea negli ultimi decenni, emerge una tensione irrisolta tra integrazione e sovranità. L’introduzione dell’euro ha rappresentato un passo significativo verso l’unificazione, ma senza una corrispondente unione fiscale e politica ha generato squilibri e tensioni. Le crisi recenti hanno mostrato come l’assenza di un’autorità centrale forte limiti la capacità di risposta dell’Unione.</p>
<p></p>
<p>Da un punto di vista teorico, si potrebbe affermare che l’Europa si trova in una fase “intermedia”, che gli studiosi di scienza politica definirebbero come una “quasi-federazione”. Tuttavia, questa condizione appare sempre meno sostenibile nel lungo periodo. Le grandi potenze globali — Stati Uniti, Cina, Russia — operano come attori unitari, dotati di strumenti politici, economici e militari integrati. L’Europa, al contrario, continua a presentarsi come un mosaico di interessi nazionali spesso divergenti. Il riferimento alla politica dell’amministrazione di Donald Trump è particolarmente significativo in questo contesto. Il ridimensionamento dell’impegno americano nel multilateralismo ha messo in evidenza la dipendenza europea in materia di sicurezza e difesa. Questo ha riaperto il dibattito sulla necessità di una capacità militare autonoma, che non può prescindere da una struttura politica unitaria. In prospettiva storica, si può osservare come ogni fase di crisi abbia rappresentato anche un’opportunità di trasformazione. La stessa nascita degli Stati nazionali è stata il risultato di processi conflittuali e di riorganizzazione del potere. Analogamente, l’eventuale transizione verso una federazione europea richiederebbe una ridefinizione profonda delle istituzioni esistenti. Un elemento centrale di questa trasformazione riguarda il diritto. La coesistenza di sistemi giuridici nazionali differenti rappresenta un ostacolo significativo all’integrazione. L’adozione di un codice giuridico comune, pur nel rispetto delle specificità locali, costituirebbe un passo decisivo verso la creazione di uno spazio politico unitario. Anche in questo caso, il precedente napoleonico offre spunti interessanti, pur con tutte le cautele necessarie.</p>
<p></p>
<p>Infine, la dimensione politica e sociale non può essere trascurata. La costruzione di uno Stato federale europeo richiederebbe non solo riforme istituzionali, ma anche la formazione di una coscienza civica europea. Questo processo, necessariamente lungo e complesso, dovrebbe coinvolgere i cittadini in modo diretto, superando la percezione di distanza che spesso caratterizza le istituzioni comunitarie. In conclusione, l’Europa si trova di fronte a una scelta che ha pochi precedenti nella sua storia: completare il percorso di integrazione trasformandosi in una vera entità politica unitaria, oppure accettare una posizione marginale nel sistema internazionale. La storia insegna che le mezze soluzioni difficilmente reggono nel lungo periodo. Resta da vedere se il continente saprà trarre insegnamento dal proprio passato per costruire un futuro all’altezza delle sue ambizioni. Le sfide storiche non vanno mai perse. L’Europa ha dolorosamente dimostrato, in settanta anni, come da protagonista potenzialmente vincente di quella che poteva essere la più grande sfida storica degli ultimi secoli, è diventata un continente – fantoccio, privo di qualsiasi identità e visione storica. Ma questa situazione potrebbe non durare aeternaliter se prevarrà l’intraprendenza geopolitica di pochi sul colpevole lassismo socio – politico dei più. Solo allora l’attuale, fallimentare UE, potrà trasformarsi in quel sogno di forza europea che sola è in grado di vincere la sfida storica dell’unità, che la Storia stessa pone all’Europa e ai suoi popoli dalla fine dell’Impero Romano.</p>
<p></p>
<p><strong>CHI E’ YARI LEPRE MARRANI</strong><br />
Il dottor Yari Lepre Marrani (nella foto in alto) è scrittore, giornalista culturale e analista geopolitico. Scrive su numerose testate sfruttando le proprie competenze storico giuridiche. Sull’Avanti! (organo ufficiale del Psi) cura una rubrica di carattere storico ed è analista geopolitico per il quotidiano online NG(Notizie Geopolitiche). Importante menzionare la sua collaborazione con il quadrimestrale dell’Ami (Associazione Mazziniana Italiana), Il Pensiero Mazziniano, con il quale Marrani collabora da anni con articoli o brevi saggi ispirati al pensiero repubblicano. Da settembre 2023 Marrani è inserito tra i poeti contemporanei di WikiPoesia al seguente link: https://www.wikipoesia.it/wiki/Yari_Lepre_Marrani</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/29/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-2/">L’Ue ha perso la sfida con la Storia ma i popoli europei potranno vincerla: l’unità politica e militare, la forza sociale trascinante del Vecchio Continente (Parte 2)</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ue ha perso la sfida con la Storia ma i popoli europei potranno vincerla: l’unità politica e militare, la forza sociale trascinante del Vecchio Continente (Parte 1)</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/22/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://corrierediragusa.it/?p=133703</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Yari Lepre Marrani L’Europa si trova oggi davanti a un passaggio storico che ricorda, per intensità e drammaticità, altri momenti cruciali della sua lunga vicenda. Il tema dell’unificazione del continente non è nuovo: è una tensione che attraversa i secoli, riaffiorando ogni volta che crisi profonde mettono in discussione l’equilibrio tra Stati, potere e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/22/lue-ha-perso-la-sfida-con-la-storia-ma-i-popoli-europei-potranno-vincerla-lunita-politica-e-militare-la-forza-sociale-trascinante-del-vecchio-continente-parte-1/">L&#8217;Ue ha perso la sfida con la Storia ma i popoli europei potranno vincerla: l’unità politica e militare, la forza sociale trascinante del Vecchio Continente (Parte 1)</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Yari Lepre Marrani</em></p>
<p></p>
<p>L’Europa si trova oggi davanti a un passaggio storico che ricorda, per intensità e drammaticità, altri momenti cruciali della sua lunga vicenda. Il tema dell’unificazione del continente non è nuovo: è una tensione che attraversa i secoli, riaffiorando ogni volta che crisi profonde mettono in discussione l’equilibrio tra Stati, potere e identità. Oggi, tra instabilità geopolitica, ritorno dei nazionalismi e indebolimento delle istituzioni comunitarie, la questione torna con forza: l’Europa può ancora diventare una grande potenza oppure è destinata a un lento declino?<br />
Per comprendere la portata di questo bivio, è utile guardare indietro. Il sogno di un’Europa unita ha animato figure e imperi che hanno tentato, con mezzi spesso violenti, di creare una struttura politica continentale. Carlo Magno, con il suo Sacro Romano Impero, cercò di dare un ordine politico e religioso unitario a gran parte dell’Europa occidentale. Più tardi, Napoleone Bonaparte impose un sistema amministrativo e giuridico relativamente omogeneo su vaste aree del continente, diffondendo il Codice Civile e una visione centralizzata dello Stato. Anche Adolf Hitler, seppur in modo tragico e distruttivo, tentò una forma di dominio europeo, dimostrando quanto pericolosa possa essere un’unificazione basata sulla forza e sull’annientamento delle differenze.</p>
<p></p>
<p>Questi tentativi fallirono perché imposti dall’alto e fondati sulla coercizione. Tuttavia, rivelano una costante: la frammentazione europea ha sempre generato conflitti, mentre l’idea di unità ha rappresentato, pur nelle sue distorsioni, una risposta alle divisioni. Dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, questa consapevolezza portò alla nascita del progetto europeo moderno, basato non sulla conquista ma sulla cooperazione. In questo contesto emerge la figura di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene. Spinelli intuì che la pace e la stabilità in Europa non potevano essere garantite da un semplice equilibrio tra Stati sovrani, ma richiedevano una vera federazione, dotata di istituzioni comuni, una costituzione e un potere politico sovranazionale. La sua visione non era quella di una semplice unione economica, ma di uno Stato federale europeo capace di agire come soggetto politico unitario.</p>
<p></p>
<p>A distanza di decenni, l’Unione Europea appare però lontana da quell’ideale. Nata come progetto di integrazione progressiva, ha costruito un mercato unico e una moneta comune, ma non ha mai completato il passaggio verso una piena unione politica. Le sue istituzioni sono spesso percepite come lente, tecnocratiche e incapaci di rispondere con efficacia alle crisi. La gestione delle crisi finanziarie, migratorie e geopolitiche ha evidenziato divisioni profonde tra gli Stati membri, mettendo in luce i limiti strutturali dell’attuale architettura. Il ritorno dei nazionalismi in molti Paesi europei e le politiche dell’amministrazione di Donald Trump hanno ulteriormente complicato il quadro. Il multilateralismo, che per decenni ha sostenuto la cooperazione internazionale, è stato messo in discussione, mentre le spinte sovraniste hanno rallentato il processo di integrazione. In questo contesto, l’Europa appare spesso divisa e incapace di parlare con una sola voce su questioni cruciali come la difesa, la politica estera e l’energia.</p>
<p></p>
<p>Alla vigilia di importanti anniversari simbolici come quello dei Trattati di Roma, emerge con forza la necessità di una svolta. Limitarsi a difendere l’esistente non basta più. Le sfide globali — dalla competizione tra grandi potenze alla sicurezza, dalla transizione energetica alle nuove tecnologie — richiedono una capacità decisionale e una forza politica che l’attuale Unione Europea fatica a esprimere. Da qui nasce la proposta, spesso controversa, di un salto qualitativo: la creazione di una vera federazione europea, dotata di una costituzione comune, di un sistema giuridico unificato e di una capacità militare autonoma e credibile. In questa prospettiva, l’Europa potrebbe finalmente agire come una grande potenza, capace di difendere i propri interessi e valori in un mondo sempre più competitivo.</p>
<p></p>
<p>Tuttavia, un simile progetto solleva interrogativi profondi. La storia europea insegna che ogni tentativo di unificazione deve confrontarsi con la pluralità delle identità, delle culture e delle tradizioni politiche. Una federazione imposta o percepita come distante dai cittadini rischierebbe di fallire, alimentando ulteriormente le tensioni interne. Per questo motivo, molti osservatori ritengono che il futuro dell’Europa dipenda dalla capacità di costruire un nuovo consenso politico dal basso, capace di superare le divisioni ideologiche tradizionali. Non si tratterebbe di un progetto “di destra” o “di sinistra”, ma di una visione che metta al centro l’interesse comune europeo, cercando di conciliare democrazia, efficienza e rappresentanza. In questo scenario, il tema della leadership diventa cruciale. La storia dimostra che i grandi cambiamenti politici spesso sono guidati da figure capaci di interpretare il proprio tempo e di mobilitare energie collettive. Tuttavia, è altrettanto evidente che una leadership efficace, nel contesto europeo contemporaneo, deve operare entro un quadro democratico solido, evitando derive autoritarie che contraddirebbero i valori stessi su cui l’Europa si fonda.</p>
<p></p>
<p>Il giudizio sull’Unione Europea attuale è oggetto di un acceso dibattito. C’è chi la considera un progetto incompiuto ma indispensabile, e chi invece la vede come un sistema inefficace e distante dai cittadini. In ogni caso, è difficile negare che l’assetto attuale presenti limiti significativi e che una riflessione profonda sul suo futuro sia necessaria.<br />
L’Europa, dunque, è davvero a un bivio. Da una parte, può scegliere di rafforzare la propria integrazione, rilanciando l’idea federale e costruendo istituzioni più efficaci e legittimate democraticamente. Dall’altra, rischia di rimanere intrappolata in una struttura ibrida, incapace di evolversi e sempre più marginale nello scenario globale.<br />
Il sogno di un’Europa unita, evocato da pensatori come Spinelli e De Gasperi e tentato, in forme diverse, da figure storiche del passato, resta ancora aperto. Ma la sua realizzazione dipenderà dalla capacità di conciliare unità e diversità, potere e democrazia, ambizione e consenso. Solo affrontando queste sfide con lucidità e senso storico sarà possibile evitare il declino e dare all’Europa un ruolo all’altezza della sua storia.</p>
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<p><strong>CHI E’ YARI LEPRE MARRANI</strong><br />
Il dottor Yari Lepre Marrani (nella foto in alto) è scrittore, giornalista culturale e analista geopolitico. Scrive su numerose testate sfruttando le proprie competenze storico giuridiche. Sull’Avanti! (organo ufficiale del Psi) cura una rubrica di carattere storico ed è analista geopolitico per il quotidiano online NG(Notizie Geopolitiche). Importante menzionare la sua collaborazione con il quadrimestrale dell’Ami (Associazione Mazziniana Italiana), Il Pensiero Mazziniano, con il quale Marrani collabora da anni con articoli o brevi saggi ispirati al pensiero repubblicano. Da settembre 2023 Marrani è inserito tra i poeti contemporanei di WikiPoesia al seguente link: https://www.wikipoesia.it/wiki/Yari_Lepre_Marrani</p>
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		<title>7 curiosità sui casinò digitali: come la tradizione ha influenzato le nuove tecnologie</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/19/7-curiosita-sui-casino-digitali-come-la-tradizione-ha-influenzato-le-nuove-tecnologie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 18:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio ludico rappresenta un percorso lunghissimo, che prima di arrivare fino alle nuove tecnologie contemporanee, come le piattaforme di casino con il live streaming, i tornei di poker in tempo reale e una grande gamma di temi grafici, è passato sotto i ponti della storia e delle civiltà, lasciando un segno ed evolvendosi insieme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio ludico rappresenta un percorso lunghissimo, che prima di arrivare fino alle nuove tecnologie contemporanee, come le piattaforme di <a href="https://www.888casino.it/" target="_blank"><strong>casino</strong></a> con il live streaming, i tornei di poker in tempo reale e una grande gamma di temi grafici, è passato sotto i ponti della storia e delle civiltà, lasciando un segno ed evolvendosi insieme alle diverse culture. Abbiamo scelto di raccontare 7 curiosità sui casinò digitali proprio per approfondire il legame indissolubile tra le più antiche tradizioni ludiche e le tecnologie hi tech innovative: uno sguardo verso il futuro con la consapevolezza del passato. </p>
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<p><strong>Venezia o Las Vegas? Chi è la madre di tutti i casinò? </strong><br />
Non c’è niente nella tradizione ludica che abbia influenzato i casinò più di Venezia e Las Vegas, e se qualcuno si sta chiedendo perché nella città del Nevada ci sia un intero casinò tradizionale che replica alla perfezione la città di Venezia, la risposta è quasi scontata: Venezia è la madre di tutti i casinò. Questo spiega perché sono tantissime le grafiche tematiche che prendono spunto dalla Serenissima, perché nella città che galleggia sull’acqua è stato aperto il primo casinò al mondo: il Ca’ Vendramin Calergi, che oggi si affaccia sul Canal Grande. Anche Las Vegas ha i suoi meriti, non solo perché oggi è la capitale del gioco, ma anche perché qui le slot machine si sono evolute fino a diventare il simbolo assoluto dei casinò, insieme agli altri pilastri come il poker, il blackjack e la roulette. </p>
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<p><strong>Le slot digitali hanno ereditato i simboli classici delle meccaniche tradizionali </strong><br />
Questa seconda curiosità ci svela perché oggi sono sempre di più le slot digitali realizzate a tema frutta. Le Fruit Machine divennero famose ai tempi del proibizionismo e dagli anni ‘50 in poi hanno spopolato da Las Vegas nel resto del mondo. L’eredità delle slot tradizionali è ancora fortissima sui casinò virtuali.</p>
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<p><strong>Temi moderni, ispirazione dal passato</strong><br />
Non solo slot meccaniche a tema frutta, ma anche l’Antica Roma, l’Egitto Faraonico, per non parlare delle leggende a tema fantasy, ogni cosa appartenuta al passato è di ispirazione per il presente. Nel caso delle antiche popolazioni egizie e romane, esse contribuirono anche in maniera determinante allo sviluppo dei giochi e delle scommesse, ecco perché oggi vengono celebrate nei temi grafici. </p>
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<p><strong>La roulette in live streaming: tra tecnologia e antichi riti</strong><br />
Attraverso i casinò online è possibile giocare in tempo reale a poker, blackjack e roulette, ed è proprio quest’ultimo gioco ad essere nato come una rivoluzione tecnologica straordinaria, verso la metà del 1600. Basti pensare che l’idea è venuta a Pascal, scienziato, filosofo e matematico, mentre stava sperimentando il moto perpetuo. La diretta live streaming delle roulette, mette insieme la tecnologia innovativa di oggi e i riti più antichi dei croupier, mentre dirigono il gioco e lanciano la biglia verso il destino.</p>
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<p><strong>Risparmio energetico dei casinò digitali rispetto alle sale tradizionali</strong><br />
Negli ultimi anni gli <a href="https://corrierediragusa.it/2026/01/17/nel-ragusano-il-carrello-della-spesa-e-aumentato-del-24-i-costi-dellenergia-sono-schizzati-a-un-34-la-mappa-dei-nuovi-poveri/" target="_blank"><strong>aumenti energetici</strong></a> ormai non ci sorprendono più, ma questa situazione ha sicuramente favorito i casinò digitali rispetto a quelli tradizionali. Il motivo è molto semplice, diverse sale da gioco non riescono ad affrontare le spese di gestione e restano chiuse, mentre i casinò virtuali sono aperti 24 ore su 24. La prossima curiosità è direttamente legata a questa.</p>
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<p><strong>Lavorare come croupier in live streaming sui casinò online </strong><br />
Si dice sempre che la tecnologia impatti negativamente sul mondo professionale, invece il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-2026-crescita-trainata-digitale-e-automazione-AI0vPkc" target="_blank"><strong>lavoro digitale</strong></a> è in costante crescita, come ci suggerisce un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore a gennaio di quest’anno. Questo significa che anche il comparto dei dealer, ingegneri informatici, influencer e tutte le figure che lavorano nei (o con i) casinò digitali, sono fortemente richieste, in particolare la figura del croupier. </p>
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<p><strong>Impossibile truccare i giochi di casinò online: indice RTP e RNG </strong><br />
Mentre con le slot tradizionali, ai tavoli da poker e nelle roulette cabinate Arcade, esistevano dei modi per truccare il gioco, con i nuovi casinò virtuali registrati regolarmente che presentano la sigla ADM, tutto ciò non è possibile. Questo per merito di due sigle che garantiscono la sicurezza degli algoritmi, l’indice RTP, ovvero il Ritorno al Giocatore, e l’indice RNG, ovvero il Random Number Generator. Il primo garantisce un ritorno percentuale sicuro al giocatore in base alle spese, la seconda sigla garantisce che ogni lancio sia autentico e indipendente da quello precedente o successivo.</p>
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