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	<title>Nazionale Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<description>Il quotidiano online della provincia di Ragusa</description>
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	<title>Nazionale Archivi - Corriere di Ragusa</title>
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	<item>
		<title>7 curiosità sui casinò digitali: come la tradizione ha influenzato le nuove tecnologie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 18:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio ludico rappresenta un percorso lunghissimo, che prima di arrivare fino alle nuove tecnologie contemporanee, come le piattaforme di casino con il live streaming, i tornei di poker in tempo reale e una grande gamma di temi grafici, è passato sotto i ponti della storia e delle civiltà, lasciando un segno ed evolvendosi insieme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio ludico rappresenta un percorso lunghissimo, che prima di arrivare fino alle nuove tecnologie contemporanee, come le piattaforme di <a href="https://www.888casino.it/" target="_blank"><strong>casino</strong></a> con il live streaming, i tornei di poker in tempo reale e una grande gamma di temi grafici, è passato sotto i ponti della storia e delle civiltà, lasciando un segno ed evolvendosi insieme alle diverse culture. Abbiamo scelto di raccontare 7 curiosità sui casinò digitali proprio per approfondire il legame indissolubile tra le più antiche tradizioni ludiche e le tecnologie hi tech innovative: uno sguardo verso il futuro con la consapevolezza del passato. </p>
<p></p>
<p><strong>Venezia o Las Vegas? Chi è la madre di tutti i casinò? </strong><br />
Non c’è niente nella tradizione ludica che abbia influenzato i casinò più di Venezia e Las Vegas, e se qualcuno si sta chiedendo perché nella città del Nevada ci sia un intero casinò tradizionale che replica alla perfezione la città di Venezia, la risposta è quasi scontata: Venezia è la madre di tutti i casinò. Questo spiega perché sono tantissime le grafiche tematiche che prendono spunto dalla Serenissima, perché nella città che galleggia sull’acqua è stato aperto il primo casinò al mondo: il Ca’ Vendramin Calergi, che oggi si affaccia sul Canal Grande. Anche Las Vegas ha i suoi meriti, non solo perché oggi è la capitale del gioco, ma anche perché qui le slot machine si sono evolute fino a diventare il simbolo assoluto dei casinò, insieme agli altri pilastri come il poker, il blackjack e la roulette. </p>
<p></p>
<p><strong>Le slot digitali hanno ereditato i simboli classici delle meccaniche tradizionali </strong><br />
Questa seconda curiosità ci svela perché oggi sono sempre di più le slot digitali realizzate a tema frutta. Le Fruit Machine divennero famose ai tempi del proibizionismo e dagli anni ‘50 in poi hanno spopolato da Las Vegas nel resto del mondo. L’eredità delle slot tradizionali è ancora fortissima sui casinò virtuali.</p>
<p></p>
<p><strong>Temi moderni, ispirazione dal passato</strong><br />
Non solo slot meccaniche a tema frutta, ma anche l’Antica Roma, l’Egitto Faraonico, per non parlare delle leggende a tema fantasy, ogni cosa appartenuta al passato è di ispirazione per il presente. Nel caso delle antiche popolazioni egizie e romane, esse contribuirono anche in maniera determinante allo sviluppo dei giochi e delle scommesse, ecco perché oggi vengono celebrate nei temi grafici. </p>
<p></p>
<p><strong>La roulette in live streaming: tra tecnologia e antichi riti</strong><br />
Attraverso i casinò online è possibile giocare in tempo reale a poker, blackjack e roulette, ed è proprio quest’ultimo gioco ad essere nato come una rivoluzione tecnologica straordinaria, verso la metà del 1600. Basti pensare che l’idea è venuta a Pascal, scienziato, filosofo e matematico, mentre stava sperimentando il moto perpetuo. La diretta live streaming delle roulette, mette insieme la tecnologia innovativa di oggi e i riti più antichi dei croupier, mentre dirigono il gioco e lanciano la biglia verso il destino.</p>
<p></p>
<p><strong>Risparmio energetico dei casinò digitali rispetto alle sale tradizionali</strong><br />
Negli ultimi anni gli <a href="https://corrierediragusa.it/2026/01/17/nel-ragusano-il-carrello-della-spesa-e-aumentato-del-24-i-costi-dellenergia-sono-schizzati-a-un-34-la-mappa-dei-nuovi-poveri/" target="_blank"><strong>aumenti energetici</strong></a> ormai non ci sorprendono più, ma questa situazione ha sicuramente favorito i casinò digitali rispetto a quelli tradizionali. Il motivo è molto semplice, diverse sale da gioco non riescono ad affrontare le spese di gestione e restano chiuse, mentre i casinò virtuali sono aperti 24 ore su 24. La prossima curiosità è direttamente legata a questa.</p>
<p></p>
<p><strong>Lavorare come croupier in live streaming sui casinò online </strong><br />
Si dice sempre che la tecnologia impatti negativamente sul mondo professionale, invece il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-2026-crescita-trainata-digitale-e-automazione-AI0vPkc" target="_blank"><strong>lavoro digitale</strong></a> è in costante crescita, come ci suggerisce un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore a gennaio di quest’anno. Questo significa che anche il comparto dei dealer, ingegneri informatici, influencer e tutte le figure che lavorano nei (o con i) casinò digitali, sono fortemente richieste, in particolare la figura del croupier. </p>
<p></p>
<p><strong>Impossibile truccare i giochi di casinò online: indice RTP e RNG </strong><br />
Mentre con le slot tradizionali, ai tavoli da poker e nelle roulette cabinate Arcade, esistevano dei modi per truccare il gioco, con i nuovi casinò virtuali registrati regolarmente che presentano la sigla ADM, tutto ciò non è possibile. Questo per merito di due sigle che garantiscono la sicurezza degli algoritmi, l’indice RTP, ovvero il Ritorno al Giocatore, e l’indice RNG, ovvero il Random Number Generator. Il primo garantisce un ritorno percentuale sicuro al giocatore in base alle spese, la seconda sigla garantisce che ogni lancio sia autentico e indipendente da quello precedente o successivo.</p>
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		<title>Dieselgate: quasi 43 milioni di euro di risarcimenti sono stati riconosciuti a più di 46.700 proprietari di auto in Italia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/14/dieselgate-quasi-43-milioni-di-euro-di-risarcimenti-sono-stati-riconosciuti-a-piu-di-46-700-proprietari-di-auto-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si conclude con successo l&#8217;azione collettiva sulle emissioni auto Diesel promossa a livello europeo dalle organizzazioni di consumatori del Gruppo Euroconsumers e portata avanti in Italia da Altroconsumo: grazie alla piattaforma realizzata dall’organizzazione, ora chiusa, ben 46.740 consumatori hanno infatti ottenuto risarcimenti pari a 42.844.354,11euro. Si tratta del risultato più significativo mai raggiunto nel nostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude con successo l&#8217;azione collettiva sulle emissioni auto Diesel promossa a livello europeo dalle organizzazioni di consumatori del Gruppo Euroconsumers e portata avanti in Italia da Altroconsumo: grazie alla piattaforma realizzata dall’organizzazione, ora chiusa, ben 46.740 consumatori hanno infatti ottenuto risarcimenti pari a 42.844.354,11euro. Si tratta del risultato più significativo mai raggiunto nel nostro Paese attraverso un&#8217;azione di tutela collettiva. Si chiude così la vicenda avviata nel 2015 e che, a maggio 2024, aveva visto Altroconsumo e Volkswagen raggiungere un accordo a favore dei consumatori. Coloro che, tra il 2009 e il 2015, avevano acquistato uno dei veicoli coinvolti nella vicenda riguardante le emissioni delle auto diesel e che erano stati ammessi dal giudice all’azione collettiva, hanno potuto così ricevere importi dai 550 ai 1.100 euro per singola autovettura (ulteriormente incrementati di 300 euro in caso di comproprietari).</p>
<p></p>
<p>“Sono numeri record: ben 46.700 consumatori ammessi all’azione collettiva hanno aderito all’accordo raggiunto dalla nostra organizzazione più di un anno fa. Questo risultato dimostra che la tutela collettiva dei consumatori può essere efficace e portare risultati concreti anche al di là della via giudiziale, quando c’è dialogo e positiva collaborazione tra le parti” – dichiara Federico Cavallo, Responsabile Corporate Affairs &#038; Public Relations di Altroconsumo – “La fiducia dei consumatori rende merito al lavoro di Altroconsumo, portato avanti per oltre 10 anni e conclusosi con la gestione della piattaforma per l’adesione all’accordo transattivo. La nostra organizzazione si conferma così punto di riferimento nella rappresentanza dei consumatori, con un risultato concreto e del tutto inedito nel nostro Paese: oltre 42,8 milioni di euro riconosciuti a decine di migliaia di consumatori. Un traguardo che evidenzia l’importanza degli strumenti di tutela collettiva in un mercato complesso come quello odierno”.</p>
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		<title>&#8220;Sei Papa grazie a me&#8221;, la furia di Trump contro Leone XIV. Il Pontefice: &#8220;Non ho paura di lui&#8221;. La solidarietà della Diocesi di Ragusa nelle parole del Vescovo La Placa</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/13/sei-papa-grazie-a-me-la-furia-di-trump-contro-leone-xiv-il-pontefice-non-ho-paura-di-lui-la-solidarieta-della-diocesi-di-ragusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta scatenando una ridda di commenti e indignazione l&#8217;inusuale e aspro botta e risposta a distanza tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo pontefice americano della storia, Papa Leone XIV. All’origine della contesa vi sono le crescenti critiche del pontefice al conflitto avviato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta scatenando una ridda di commenti e indignazione l&#8217;inusuale e aspro botta e risposta a distanza tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo pontefice americano della storia, Papa Leone XIV. All’origine della contesa vi sono le crescenti critiche del pontefice al conflitto avviato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie particolarmente rigide dell’amministrazione repubblicana. Trump non ha esitato a definire Leone XIV (al secolo Robert Francis Prevost, originario di Chicago) “terribile”, accusandolo di essere “debole sul tema delle armi nucleari” e intimandogli di “darsi una regolata come papa”. Il presidente si è spinto oltre, rivendicando persino una sorta di paternità politica dell’elezione al soglio: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”, ha dichiarato, sostenendo che i cardinali lo abbiano scelto esclusivamente perché americano e per gestire i rapporti con lui. Trump ha inoltre definito il Papa “molto liberale” e convinto che “non crede nel fermare il crimine”, arrivando a lodare, per contrasto, il fratello del pontefice come un “vero Maga”.</p>
<p></p>
<p>La replica di Leone XIV non si è fatta attendere. Raggiungendo i giornalisti in fondo all’aereo che lo conduce in Africa, ha sfoggiato il suo consueto sorriso: “No, non ho paura dell’amministrazione Trump, o di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo”. Il Papa ha ribadito la vocazione della Chiesa quale artefice di pace, respingendo la logica della realpolitik internazionale e stigmatizzando chi strumentalizza il Vangelo. Nelle scorse settimane, pur noto per la sua prudenza, si era espresso con insolita franchezza sul fronte iraniano, definendo quel conflitto “atroce” e una “follia”, e ricordando che Dio rifiuta le preghiere dei leader che scatenano guerre e hanno le mani ‘piene di sangue’.</p>
<p></p>
<p>Intanto il Pontefice incassa la solidarietà del mondo cattolico, a cominciare dalla Diocesi si Ragusa. «Di fronte a questo clima &#8211; dichiara il Vescovo di Ragusa mons. Giuseppe La Placa &#8211; desidero esprimere piena solidarietà al Santo Padre e al suo servizio alla Chiesa e al mondo. Il suo linguaggio evangelico fatto di ascolto, misericordia e ricerca del bene comune, non può essere compreso attraverso categorie di potere o di dominio, perché nasce da un’altra logica: quella del Vangelo. Ogni attacco politico e mediatico rivolto alla sua persona ferisce non solo lui, ma l’intera comunità ecclesiale che in lui riconosce un Padre, un Pastore e un punto di riferimento spirituale. Il ministero del Papa è un servizio di unità, dialogo e pace». E conclude con un messaggio di solidarietà: «Rinnovo dunque il mio affetto, la mia comunione e quella della Chiesa di Ragusa al Santo Padre, certo che la forza del Vangelo saprà illuminare anche questo momento e trasformarlo in occasione di testimonianza e verità».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il collaudato metodo putiniano dell&#8217;intimidazione politica, dall&#8217;Ucraina ai recenti fatti di Armenia</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/09/analisi-geopolitica-il-collaudato-metodo-putiniano-dellintimidazione-politica-dallucraina-ai-recenti-fatti-di-armenia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Yari Lepre Marrani Il recentissimo incontro al Cremlino tra Vladimir Putin e Nikol Vovayi Pashinyan, da maggio 2018 primo ministro dell’Armenia, non è stato un semplice vertice diplomatico: è apparso piuttosto come l’ennesima dimostrazione di un metodo di potere che, da anni, si fonda sull’intimidazione, sul ricatto e sulla proiezione della forza della Federazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/09/analisi-geopolitica-il-collaudato-metodo-putiniano-dellintimidazione-politica-dallucraina-ai-recenti-fatti-di-armenia/">Il collaudato metodo putiniano dell&#8217;intimidazione politica, dall&#8217;Ucraina ai recenti fatti di Armenia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Yari Lepre Marrani</em></p>
<p></p>
<p>Il recentissimo incontro al Cremlino tra Vladimir Putin e Nikol Vovayi Pashinyan, da maggio 2018 primo ministro dell’Armenia, non è stato un semplice vertice diplomatico: è apparso piuttosto come l’ennesima dimostrazione di un metodo di potere che, da anni, si fonda sull’intimidazione, sul ricatto e sulla proiezione della forza della Federazione Russa. Il monito, neppure troppo velato, sulle forniture di gas rivolto all’Armenia rivela una costante della politica estera russa sotto Putin: trasformare strumenti economici in leve coercitive, preludio – quando necessario – a pressioni ben più dure. Questo schema non è nuovo. Già nel contesto della Guerra russo-ucraina, il Cremlino ha dimostrato come energia e dipendenza economica possano diventare armi geopolitiche. Prima ancora dei carri armati, sono arrivati i tagli alle forniture, le pressioni sui prezzi del gas, le interferenze politiche. E quando tali strumenti non sono bastati, Vladimir Putin ha scelto l’escalation militare, culminata nell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022.</p>
<p></p>
<p>L’episodio con Nikol Pashinyan si inserisce precisamente in questa logica. L’Armenia, storicamente legata a Mosca, è sempre più insofferente verso un’alleanza percepita come squilibrata. E la risposta del Cremlino non è stata quella di un partner affidabile, bensì quella di un potere che pretende subordinazione. Il riferimento al gas, in questo senso, non è un dettaglio tecnico ma un messaggio politico: chi si discosta dalla linea russa rischia conseguenze concrete. Questa modalità operativa richiama in modo inquietante quanto già osservato in Ucraina. La guerra non è stata un incidente né una risposta obbligata a minacce esterne, bensì una scelta strategica. Numerosi analisti concordano nel ritenere che Vladimir Putin abbia agito spinto da una visione neo-imperiale, orientata a ristabilire una sfera di influenza russa nello spazio post-sovietico. In questa prospettiva, l’indipendenza politica di Kiev rappresentava un ostacolo intollerabile.<br />
Il prezzo di questa scelta è stato devastante. Le operazioni militari russe in Ucraina sono state accompagnate da accuse documentate di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Episodi come quelli emersi dopo la ritirata da Bucha, i bombardamenti su infrastrutture civili e le deportazioni forzate di popolazione hanno alimentato inchieste internazionali e condanne diffuse. Organizzazioni come le Nazioni Unite e numerose ONG hanno raccolto prove che indicano un pattern sistematico di violenze, ben lontano dall’immagine di “operazione speciale” proposta dalla propaganda del Cremlino.</p>
<p></p>
<p>Questi fatti non possono essere separati dalla natura del sistema di potere costruito da Putin. La concentrazione estrema dell’autorità, la repressione del dissenso interno, il controllo dei media e l’eliminazione degli avversari politici costituiscono il terreno su cui si sviluppa una politica estera aggressiva. Un leader che non tollera opposizione interna difficilmente accetterà limiti esterni alla propria azione. È proprio questa continuità tra politica interna e politica estera che emerge anche nel rapporto con i cosiddetti “stati satelliti”. L’Armenia, pur formalmente sovrana, si trova in una posizione di dipendenza strutturale dalla Russia, soprattutto in ambito energetico e militare. Il comportamento di Putin durante l’incontro con Pashinyan suggerisce che tale dipendenza venga utilizzata non per costruire cooperazione, ma per imporre disciplina. La storia recente dimostra quanto sia pericoloso sottovalutare questi segnali. In Ucraina, le pressioni economiche e politiche hanno preceduto l’intervento armato. Oggi, nei confronti dell’Armenia, si osservano dinamiche simili: richiami all’ordine, avvertimenti impliciti, uso delle risorse energetiche come strumento di pressione. Non è inevitabile che si arrivi a un’escalation militare, ma ignorare il precedente ucraino sarebbe ingenuo.</p>
<p></p>
<p>In definitiva, l’incontro tra Vladimir Putin e Nikol Pashinyan rappresenta molto più di un momento di tensione bilaterale. È la manifestazione di una visione del potere che privilegia la coercizione sulla cooperazione, la forza sul diritto, l’imposizione sul dialogo. Una visione che ha già prodotto conseguenze drammatiche in Ucraina e che continua a proiettare la sua ombra su altri paesi dell’area post-sovietica. Se c’è una lezione da trarre, è che i segnali di intimidazione – anche quando si presentano sotto forma di dispute energetiche o divergenze diplomatiche – non possono essere considerati episodi isolati. Essi fanno parte di un disegno coerente, in cui la volontà di potenza guida le scelte strategiche del Cremlino. E finché questo paradigma resterà invariato, il rischio di nuove crisi, e di nuove tragedie, rimarrà concreto. A corroborare questa lettura non bastano impressioni o interpretazioni: esiste un corpus consistente di fatti documentati che evidenziano una precisa continuità nel comportamento del Cremlino sotto Vladimir Putin.</p>
<p></p>
<p>Un primo elemento riguarda l’uso sistematico delle risorse energetiche come strumento di pressione politica. Già nei confronti dell’Ucraina, tra il 2006 e il 2009, la Russia ha interrotto o ridotto le forniture di gas durante dispute sui prezzi, colpendo non solo Kiev ma anche diversi paesi europei dipendenti dalle stesse pipeline. Analoghi episodi si sono verificati con la Bielorussia e la Moldavia, dove aumenti improvvisi dei costi energetici o minacce di interruzione sono coincisi con momenti di tensione politica o tentativi di avvicinamento all’Occidente.<br />
Un secondo dato riguarda l’intervento diretto o indiretto negli affari interni degli stati dell’ex spazio sovietico. In Georgia, nel 2008, la Russia è intervenuta militarmente nel conflitto dell’Ossezia del Sud, consolidando la propria presenza nelle regioni separatiste. Questo episodio rappresenta uno dei precedenti più evidenti dell’uso della forza per mantenere una sfera di influenza. Non si tratta di un caso isolato, ma di un tassello di una strategia più ampia.</p>
<p></p>
<p>Un terzo elemento è costituito dal sostegno a entità separatiste o governi filo-russi nei paesi vicini. Nella regione del Donbass, in Ucraina orientale, il supporto politico, logistico e militare russo ai gruppi separatisti è stato ampiamente documentato già a partire dal 2014, dopo l’Annessione della Crimea. Anche in questo caso, l’obiettivo appare chiaro: impedire un pieno consolidamento dell’indipendenza politica di Kiev e mantenerla in una condizione di instabilità permanente. Se si osservano questi fatti in sequenza, emerge un modello ricorrente. Prima si esercita una pressione economica, spesso legata all’energia; poi si alimentano divisioni interne o si sostengono attori locali favorevoli a Mosca; infine, se tali strumenti non producono i risultati desiderati, si ricorre all’intervento militare diretto o indiretto. Questo schema è esattamente quello che ha preceduto l’escalation della Guerra russo-ucraina.</p>
<p></p>
<p>Nel caso ucraino, i segnali prodromici sono stati molteplici e inequivocabili. Dopo anni di tensioni energetiche e politiche, il punto di svolta è arrivato con le proteste di Euromaidan nel 2013-2014, che hanno segnato un deciso orientamento filo-europeo del paese. La risposta russa è stata immediata: prima la Crimea, poi il sostegno ai separatisti nel Donbass, infine l’invasione su larga scala del 2022. Una sequenza che dimostra come le minacce economiche e politiche possano evolvere rapidamente in conflitto aperto. Alla luce di questo quadro, l’episodio recente con Nikol Pashinyan assume un significato ancora più allarmante. L’Armenia si trova oggi in una fase delicata, segnata da tensioni regionali e da un progressivo ripensamento della propria collocazione internazionale. Il richiamo di Putin alle forniture di gas si inserisce perfettamente nel repertorio già osservato altrove: un avvertimento che combina pressione economica e messaggio politico.</p>
<p></p>
<p>Questi elementi permettono di delineare un quadro complessivo in cui la leadership russa non appare semplicemente assertiva, ma strutturalmente orientata al controllo e alla subordinazione dei paesi limitrofi. È in questo senso che molti osservatori parlano di una deriva autoritaria che travalica i confini interni e si proietta all’esterno, trasformando la politica estera in uno strumento di dominio. Le implicazioni di questo approccio non si limitano ai cosiddetti stati satelliti. L’intera Europa orientale si trova esposta a un modello di relazione internazionale basato sulla coercizione. Paesi come la Polonia e i membri baltici dell’Unione Europea osservano con preoccupazione questi sviluppi, consapevoli che la stabilità regionale dipende anche dalla capacità di contenere tali dinamiche. Ma il discorso non si ferma qui. Anche l’Europa occidentale non può considerarsi al riparo. La dipendenza energetica, le campagne di disinformazione e le interferenze politiche rappresentano strumenti attraverso cui la Russia ha cercato, e in parte continua a cercare, di esercitare influenza ben oltre il proprio vicinato immediato. In questo senso, la guerra in Ucraina ha segnato una cesura, rendendo evidente la portata della sfida.</p>
<p></p>
<p>In conclusione, i fatti analizzati delineano una traiettoria coerente: dalla pressione economica all’intervento militare, passando per la destabilizzazione politica. In questo contesto, Vladimir Putin emerge come un attore che non si limita a difendere interessi nazionali, ma persegue una visione di potere che entra in conflitto diretto con i principi di sovranità e autodeterminazione degli stati. Per i paesi dell’ex spazio sovietico ciò rappresenta una minaccia immediata; per il resto dell’Europa, un rischio sistemico che non può essere ignorato.<br />
Chi a tutt’oggi la pensa differentemente, non può che essere tacciato di malvagia ipocrisia, bieca ignoranza o, al limite, collaborazionismo diretto o indiretto con le politiche aggressive e geopoliticamente criminali del presidente russo Putin. E come i morbi vanno estirpati ab initio per evitarne le progressive metastasi, anche verso coloro che, con tutti i mezzi – soprattutto mediatici – veicolano la propaganda di un occidente cattivo e una Russia giusta, un’Europa “responsabile” della guerra in Ucraina e tesa a riarmarsi a scopi di aggressione bellica verso la Russia stessa(!), dovrebbe valere quel famoso principio di Jean Paul Sartre secondo cui “Perché sia possibile la malafede occorre che la sincerità stessa sia in malafede”. Verso tutti costoro andrebbe applicata una capillare, ferma censura che non è uno strumento a priori crudo e antidemocratico ma utile come extrema ratio per salvaguardare la verità politica e geopolitica dei fatti contro la cattiveria degli autocrati, a favore delle sofferenze di chi alla cattiveria intimidatoria vuole continuare a resistere, come il volenteroso ed eroico popolo ucraino.</p>
<p></p>
<p><strong>CHI E&#8217; YARI LEPRE MARRANI<br />
Il dottor Yari Lepre Marrani (nella foto in alto)</strong> è scrittore, giornalista culturale e analista geopolitico. Scrive su numerose testate sfruttando le proprie competenze storico giuridiche. Sull&#8217;Avanti! (organo ufficiale del Psi) cura una rubrica di carattere storico ed è analista geopolitico per il quotidiano online NG(Notizie Geopolitiche). Importante menzionare la sua collaborazione con il quadrimestrale dell&#8217;Ami (Associazione Mazziniana Italiana), Il Pensiero Mazziniano, con il quale Marrani collabora da anni con articoli o brevi saggi ispirati al pensiero repubblicano. Da settembre 2023 Marrani è inserito tra i poeti contemporanei di WikiPoesia al seguente link: https://www.wikipoesia.it/wiki/Yari_Lepre_Marrani</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/09/analisi-geopolitica-il-collaudato-metodo-putiniano-dellintimidazione-politica-dallucraina-ai-recenti-fatti-di-armenia/">Il collaudato metodo putiniano dell&#8217;intimidazione politica, dall&#8217;Ucraina ai recenti fatti di Armenia</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Squilibrio tra livelli retributivi del personale docente e costo della vita in Italia. Stipendi tra 1.500 e 1.900 euro netti non bastano più</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/04/09/squilibrio-tra-livelli-retributivi-del-personale-docente-e-costo-della-vita-in-italia-stipendi-tra-1-500-e-1-900-euro-netti-non-bastano-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:53:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu) richiama con forza l’attenzione sul crescente squilibrio tra livelli retributivi del personale docente e costo della vita in Italia, una dinamica che, alla luce dei dati territoriali più aggiornati, assume contorni sempre più marcati e differenziati lungo l’asse geografico del Paese. Le rilevazioni Istat, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/04/09/squilibrio-tra-livelli-retributivi-del-personale-docente-e-costo-della-vita-in-italia-stipendi-tra-1-500-e-1-900-euro-netti-non-bastano-piu/">Squilibrio tra livelli retributivi del personale docente e costo della vita in Italia. Stipendi tra 1.500 e 1.900 euro netti non bastano più</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu) richiama con forza l’attenzione sul crescente squilibrio tra livelli retributivi del personale docente e costo della vita in Italia, una dinamica che, alla luce dei dati territoriali più aggiornati, assume contorni sempre più marcati e differenziati lungo l’asse geografico del Paese. Le rilevazioni Istat, in particolare il Report “Spese per consumi delle famiglie”, evidenziano come la spesa media mensile si attesti intorno ai 2.700–2.800 euro, con una distribuzione fortemente disomogenea: nelle regioni del Nord si superano stabilmente i 3.000 euro, mentre nel Mezzogiorno i valori si collocano tra i 1.900 e i 2.100 euro, confermando un divario territoriale che non è soltanto economico, ma anche sociale.</p>
<p></p>
<p>Tali valori medi, tuttavia, non restituiscono pienamente il fabbisogno necessario per garantire condizioni di vita dignitose, soprattutto nelle grandi aree urbane, dove il costo dell’abitare rappresenta la principale voce di spesa. Le elaborazioni di banche dati indipendenti come Numbeo e le analisi del mercato immobiliare condotte da Idealista mostrano come, in Lombardia e in particolare nell’area metropolitana di Milano, il costo mensile per una o due persone possa oscillare tra i 2.500 e i 3.200 euro, con canoni di locazione per abitazioni di piccole dimensioni che superano frequentemente i 1.200 euro. Analogamente, nel Lazio, e in particolare a Roma, il fabbisogno complessivo si colloca tra i 2.300 e i 3.000 euro, con affitti medi compresi tra 800 e 1.200 euro.</p>
<p></p>
<p>Nelle regioni del Centro-Nord, come Emilia-Romagna e Veneto, con riferimento a città quali Bologna, Verona e Padova, il costo della vita si attesta mediamente tra i 2.000 e i 2.700 euro mensili, mentre in Toscana, in particolare a Firenze, si registrano livelli analoghi, con una significativa incidenza del turismo sui prezzi immobiliari e sui servizi. Nelle Marche e in Umbria, pur in presenza di valori più contenuti, la soglia per una vita dignitosa si mantiene tra i 1.700 e i 2.300 euro, a dimostrazione del fatto che anche nei contesti meno dinamici il costo della vita non può essere considerato trascurabile.</p>
<p></p>
<p>Nel Mezzogiorno, i dati Istat integrati dalle rilevazioni sui prezzi al consumo evidenziano un costo della vita inferiore in termini assoluti, ma non meno problematico se rapportato ai redditi disponibili. In Campania, vivere a Napoli comporta una spesa mensile compresa tra i 1.700 e i 2.300 euro, mentre in regioni come Puglia, Sicilia e Calabria i valori si collocano mediamente tra i 1.400 e i 2.000 euro, con variazioni significative tra aree urbane e zone interne. Il minor costo della vita, dunque, non elimina il disagio economico, ma lo redistribuisce in funzione delle opportunità occupazionali e dei livelli salariali.</p>
<p></p>
<p>All’interno di questo quadro, la recente sottoscrizione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2026–2027 introduce incrementi retributivi medi che, pur rappresentando un segnale positivo, risultano quantitativamente insufficienti a colmare il divario esistente. Gli aumenti netti stimabili tra i 70 e i 100 euro mensili portano gli stipendi dei docenti a collocarsi mediamente tra circa 1.500 e 1.900 euro netti. Tuttavia, tali valori restano significativamente inferiori rispetto al fabbisogno reale richiesto per sostenere il costo della vita nelle principali aree del Paese, lasciando sostanzialmente invariata la condizione di squilibrio economico.</p>
<p></p>
<p>Nel caso di un docente single residente in una grande città del Centro-Nord, il reddito disponibile continua a non coprire il costo complessivo di una vita dignitosa, determinando una compressione dei consumi e una riduzione della capacità di risparmio. La situazione si aggrava ulteriormente nel caso delle famiglie monoreddito, per le quali i dati Istat indicano una spesa media superiore ai 2.700 euro mensili, con valori oltre i 3.000 euro nelle regioni settentrionali. In tali condizioni, un unico stipendio docente risulta insufficiente a garantire un equilibrio economico stabile. Particolarmente critica è la condizione dei docenti fuorisede, sia di ruolo sia precari. Le differenze territoriali si traducono in un aggravio economico diretto per coloro che sono costretti a trasferirsi nelle aree più costose del Paese. In città come Milano e Roma, la spesa per l’alloggio può assorbire tra il 50% e il 70% dello stipendio netto, configurando una situazione che può essere definita come una forma emergente di povertà professionale e che incide sulla mobilità e sulla permanenza nel sistema scolastico.</p>
<p></p>
<p>Le proiezioni economiche, basate sugli indici dei prezzi al consumo ISTAT, indicano che la spesa media familiare potrebbe superare i 3.000 euro mensili entro i prossimi anni, mentre la crescita salariale nel comparto scolastico continua a rimanere inferiore rispetto all’inflazione cumulata. Ciò comporta una progressiva erosione del potere d’acquisto e un ampliamento delle disuguaglianze territoriali, con effetti diretti sulla sostenibilità della professione docente. In questo contesto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si avvii con urgenza una riflessione strutturale sulle condizioni economiche del personale docente. È necessario intervenire non solo sul piano retributivo, ma anche attraverso politiche abitative dedicate ai docenti fuorisede e strumenti di riequilibrio territoriale che tengano conto dei reali costi della vita. &#8220;Garantire condizioni dignitose ai docenti &#8211; dichiara <strong>il presidente di Cnddu Romano Pesavento (nella foto sopra)</strong> &#8211; significa investire nel futuro del Paese, nella qualità della democrazia e nella riduzione delle disuguaglianze, mentre ignorare questi segnali significherebbe compromettere progressivamente la capacità del sistema scolastico di assolvere alla propria funzione costituzionale e sociale&#8221;.</p>
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		<title>Il ministro della difesa Crosetto blocca voli non autorizzati da Sigonella in Sicilia degli Stati Uniti verso il Medio Oriente</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/31/il-ministro-della-difesa-crosetto-blocca-voli-non-autorizzati-da-sigonella-in-sicilia-degli-stati-uniti-verso-il-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto qualche giorno fa, è riportato dal Corriere e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese. Alcuni giorni fa era programmato l&#8217;atterraggio di bombardieri. Non essendo previsto dai trattati, il ministro della Difesa Crosetto ha negato l&#8217;autorizzazione per l&#8217;atterraggio dal momento che quel tipo di autorizzazione dovrebbe passare per il Parlamento, quindi servono tempistiche diverse.</p>
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		<title>Il senatore vittoriese Salvo Sallemi tra i nomi dei papabili successori di Daniela Santanché a capo del ministero del turismo: &#8220;Per me un onore, a disposizione del mio partito&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/26/il-senatore-vittoriese-salvo-sallemi-tra-i-nomi-dei-papabili-successori-di-daniela-santanche-a-capo-del-ministero-del-turismo-un-onore-che-il-mio-nome-venga-tenuto-in-considerazione-da-fdi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella sede del ministero al Turismo, in via Villa Ada a Roma, la poltrona lasciata da Daniela Santanchè, è ancora calda, ma dopo le dimissioni &#8220;auspicate&#8221; dalla premier Giorgia Meloni, che è anche a capo del suo partito, Fratelli d&#8217;Italia, e poi attuate mercoledì scorso, è il momento dei nomi dei probabili successori. Tra questi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/03/26/il-senatore-vittoriese-salvo-sallemi-tra-i-nomi-dei-papabili-successori-di-daniela-santanche-a-capo-del-ministero-del-turismo-un-onore-che-il-mio-nome-venga-tenuto-in-considerazione-da-fdi/">Il senatore vittoriese Salvo Sallemi tra i nomi dei papabili successori di Daniela Santanché a capo del ministero del turismo: &#8220;Per me un onore, a disposizione del mio partito&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sede del ministero al Turismo, in via Villa Ada a Roma, la poltrona lasciata da Daniela Santanchè, è ancora calda, ma dopo le dimissioni &#8220;auspicate&#8221; dalla premier Giorgia Meloni, che è anche a capo del suo partito, Fratelli d&#8217;Italia, e poi attuate mercoledì scorso, è il momento dei nomi dei probabili successori. Tra questi nomi spicca quello di Salvo Sallemi, senatore di Fratelli d&#8217;Italia originario di Vittoria. Si tratta di un comparto fondamentale per l&#8217;economia italiana, che nel 2025 ha generato, tra spesa diretta e impatto sul territorio, oltre 185 miliardi di euro ed è chiamato a un’ulteriore crescita nel 2026, l’anno di Milano-Cortina e della consacrazione dell'&#8221;Italia destinazione mondo&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Sallemi, contattato da La Sicilia, mette subito le mani avanti: «Non ho saputo nulla fino adesso, ma sono contento di essere stato inserito in questo &#8220;totonomi&#8221;. E&#8217; per me un onore che il mio nome venga tenuto in considerazione dal mio partito, di cui sono un militante storico». Sallemi non ha esperienze specifiche nel settore, ma viene da un territorio, quello ragusano, che più di altri in Sicilia negli ultimi anni è stato al centro di una grande crescita turistica. «La mia specificità &#8211; ammette Sallemi, di professione avvocato &#8211; è un’altra, certo. Ma nonostante il mio background sia di natura diversa sono a disposizione del mio partito sempre, con qualunque ruolo che ritengano sia compatibile».</p>
<p></p>
<p>Tra gli altri papabili successori della Santanché ci sono anche Sandro Pappalardo, ex assessore al Turismo della Regione Siciliana, già consigliere d’amministrazione in Enit Spa, ovvero la società voluta proprio dalla Santanché per operare &#8220;in house&#8221; all&#8217;attrattività dell&#8217;offerta turistica nazionale, e Costanzo Jannotti Pecci, imprenditore e manager associativo del turismo termale e alberghiero (già alla guida di Federterme e Unione Industriali Napoli).</p>
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		<title>Scendono i prezzi dei carburanti con il taglio delle accise per 20 giorni deciso dal governo Meloni. 25 centesimi in meno al litro</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/18/scendono-i-prezzi-dei-carburanti-con-il-taglio-delle-accise-per-20-giorni-deciso-dal-governo-meloni-25-centesimi-in-meno-al-litro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meglio tardi che mai per la tanti auspicata mossa del governo Meloni: un taglio “a tempo” delle accise sui carburanti, appena 20 giorni, secondo la bozza di decreto, per frenare la corsa dei prezzi alla pompa, misura “orizzontale” che assorbe (almeno per quest’anno) l’idea di un ulteriore rafforzamento mirato della social card. Un compromesso dettato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/03/18/scendono-i-prezzi-dei-carburanti-con-il-taglio-delle-accise-per-20-giorni-deciso-dal-governo-meloni-25-centesimi-in-meno-al-litro/">Scendono i prezzi dei carburanti con il taglio delle accise per 20 giorni deciso dal governo Meloni. 25 centesimi in meno al litro</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio tardi che mai per la tanti auspicata mossa del governo Meloni: un taglio “a tempo” delle accise sui carburanti, appena 20 giorni, secondo la bozza di decreto, per frenare la corsa dei prezzi alla pompa, misura “orizzontale” che assorbe (almeno per quest’anno) l’idea di un ulteriore rafforzamento mirato della social card. Un compromesso dettato da risorse scarse e da una curva del petrolio che negli ultimi giorni si è impennata, spingendo benzina e gasolio su livelli d’allerta. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a una bozza che introduce un taglio delle accise valido per 20 giorni su tutti i carburanti principali. La scelta di un intervento “orizzontale” (e quindi non selettivo) è motivata dalla necessità di produrre un effetto immediato e facilmente verificabile sui prezzi esposti in pompe e autostrade. La durata ridotta risponde, invece, al vincolo di cassa: lo spazio finanziario disponibile è limitato (le stime parlano di risorse “sotto il miliardo”), mentre il gettito da accise e IVA sui carburanti resta una voce strutturale del bilancio pubblico.</p>
<p></p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di attenuare il picco dei listini alla pompa registrato a inizio marzo 2026, innescato dall’impennata del Brent/Wti e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con effetti visibili sui prezzi italiani in pochi giorni. L’intervento “a tempo” non va confuso con la cosiddetta accisa mobile già prevista dall’ordinamento dal 2023: quell’attivazione richiede parametri tecnici (scostamento dei prezzi medi su più mesi) che oggi non garantirebbero un impatto sufficiente o tempestivo; da qui l’esigenza di un decreto ad hoc per superare, in via temporanea, i criteri vigenti. Tutti i consumatori, senza distinzioni di reddito o uso (privati, professionisti, flotte). La scelta “orizzontale” massimizza l’immediatezza dell’effetto allo scontrino ma diluisce l’efficienza redistributiva.</p>
<p></p>
<p>Vent’anni fa si sarebbe parlato di “sconto alla pompa”. Oggi lo strumento è più sofisticato ma la logica è la stessa: ritoccare l’imposizione indiretta per attenuare un picco esogeno dei prezzi. La finestra di 20 giorni ha tre funzioni: dare un segnale psicologico e politico al mercato in una fase di rialzi rapidi, evitare un impegno di spesa plurimensile quando il margine di bilancio è ridotto, valutare, a cavallo di fine marzo e inizio aprile 2026, se le quotazioni del greggio e le rilavorazioni (crack spreads) si normalizzano o se servirà un secondo intervento (che, in assenza di maggior gettito, diventerebbe più arduo). Secondo le rilevazioni più recenti, il differenziale italiano di tassazione rispetto alla media Ue resta significativo: +10,1 cent/l sulla benzina e +21 cent/l sul gasolio rispetto alla media dei 27, il che spiega perché una manovra sulle accise, per quanto limitata, possa riflettersi rapidamente sui listini. Il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri introduce un taglio di «25 centesimi al litro» sul prezzo dei carburanti, ha detto la premier Giorgia Meloni presentando il decreto.</p>
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		<title>Dall’abbonamento agli streaming al gaming in rete: la nuova economia dei servizi digitali</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/17/dallabbonamento-agli-streaming-al-gaming-in-rete-la-nuova-economia-dei-servizi-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi preferisce dedicare il proprio tempo libero a gite fuori porta o attività all’aperto. Da ormai oltre 10 anni gli italiani, infatti, preferiscono di gran lunga intrattenersi in rete con attività digitali. Ed è alla luce di ciò che dobbiamo leggere gli esiti della ricerca condotta qualche mese fa da Consumers’ Forum. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/03/17/dallabbonamento-agli-streaming-al-gaming-in-rete-la-nuova-economia-dei-servizi-digitali/">Dall’abbonamento agli streaming al gaming in rete: la nuova economia dei servizi digitali</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi preferisce dedicare il proprio tempo libero a gite fuori porta o attività all’aperto. Da ormai oltre 10 anni gli italiani, infatti, preferiscono di gran lunga intrattenersi in rete con attività digitali. Ed è alla luce di ciò che dobbiamo leggere gli esiti della ricerca condotta qualche mese fa da Consumers’ Forum. Ci preme sottolineare soprattutto le stime che riguardano gli abbonamenti streaming e pay-tv: nel 2015 si aggiravano intorno ai 7 milioni mentre oggi salgono a 21 milioni. Si è attivata a tutti gli effetti una nuova economia digitale che riguarda i servizi d’intrattenimento in rete e che chiama in causa non solo la vendita degli stessi, ma anche il mercato pubblicitario che la sostiene. Solo nel 2025 <a href="https://www.osservatori.net/comunicato/internet-media/internet-advertising-italia-in-crescita/" target="_blank"><strong>internet raccoglie il 51% degli investimenti degli advertiser</strong></a>, incentivati soprattutto dai social media, gaming e contenuti video.</p>
<p> </p>
<p>In questo scenario non può essere messo in secondo piano il comparto gaming, che proprio avvalendosi delle tecnologie più moderne riesce oggi a trainare in rete giocatori più esigenti, ma anche più competenti quando si tratta di scegliere la migliore piattaforma. La crescita deriva dalla possibilità di avere a disposizione contenuti personalizzati che riguardano, sì, la proposta ludica, ma anche i servizi annessi. Pensiamo alla qualità del customer service o alla varietà di metodi di pagamento tra i quali scegliere. Non è un caso che tra i segmenti più dinamici ci sia quello del gaming regolamentato: la crescita costante di ricerche relative alle principali <a href="https://www.betnero.it/casino/slot-machine.html" target="_blank"><strong>slot online a soldi veri</strong></a> è infatti il segno di un pubblico sempre più attento, che cerca esclusivamente intrattenimento certificato e sicuro.</p>
<p></p>
<p>Se, allora, i canali tradizionali sembrano stare un passo indietro, gli italiani sembrano invece più interessati ad abbracciare le nuove logiche di business che l’economia digitale introduce. I consumi in rete non sono solo diretti, ma spesso ruotano intorno ad influencer, community e strategie di marketing studiate per favorire il cliente in modi vari. Quest’ultimo non è solo attratto dall’intrattenimento in sé, ma anche dalle modalità in cui viene proposto. Senza considerare che oggi l’IA ha consentito anche alle piccole start-up di poter arrivare ad un pubblico più ampio, immettendosi così nel mercato digitale. Si ridisegnano ancora una volta i confini dell’economia digitale e con essi nasce un nuovo modo di impiegare il tempo libero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/03/17/dallabbonamento-agli-streaming-al-gaming-in-rete-la-nuova-economia-dei-servizi-digitali/">Dall’abbonamento agli streaming al gaming in rete: la nuova economia dei servizi digitali</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>WhatsApp aperto agli under 13? Il problema non è l’età, ma l’illusione del controllo (che non esiste) in un in un mondo digitale complesso dove i minori interagiscono ogni giorno</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/13/whatsapp-aperto-agli-under-13-il-problema-non-e-leta-ma-lillusione-del-controllo-che-non-esiste-in-un-in-un-mondo-digitale-complesso-dove-i-minori-interagiscono-ogni-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Salvo Di Noto L’apertura di WhatsApp agli under 13 – con la previsione che siano i genitori a confermare i passaggi necessari all’iscrizione – sta riaccendendo il dibattito sulla presenza dei minori nelle piattaforme digitali. Ma la polemica rischia di essere superficiale. Davvero pensiamo che la differenza la faccia un clic di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cura di Salvo Di Noto</em><br />
L’apertura di WhatsApp agli under 13 – con la previsione che siano i genitori a confermare i passaggi necessari all’iscrizione – sta riaccendendo il dibattito sulla presenza dei minori nelle piattaforme digitali. Ma la polemica rischia di essere superficiale. Davvero pensiamo che la differenza la faccia un clic di autorizzazione? Nella realtà quotidiana delle famiglie, il controllo è spesso più fragile di quanto si immagini. Molti minori conoscono già le password di sblocco dei telefoni dei genitori, sanno muoversi tra impostazioni e registrazioni e, soprattutto, hanno un livello di familiarità con gli strumenti digitali che rende facile aggirare momenti di distrazione o verifiche formali. Pensare che un sistema di conferma parentale sia una barriera reale significa ignorare come funzionano oggi le dinamiche domestiche e digitali. Inoltre, concentrarsi solo su WhatsApp rischia di spostare l’attenzione dal vero punto: i minori sono già presenti su piattaforme come Snapchat, Instagram e TikTok, spesso già a 8 o 9 anni. Qui non si limitano a chattare: guardano video, seguono creator, condividono contenuti, apprendono informazioni, dalla scuola alle passioni personali, e partecipano a vere e proprie micro-comunità digitali.</p>
<p></p>
<p>Basta osservare alcuni hashtag su TikTok diffusi tra i minori di 13 anni per capire l’ambiente in cui si muovono ogni giorno: #fyp #neipertee #memes #gaming #roblox #funny #challenge #tiktokitalia #viral #playtime. In questo ecosistema, discutere se i minori “debbano stare o meno su WhatsApp” rischia di diventare quasi paradossale. Per molti di loro la piattaforma di messaggistica è soltanto uno strumento in più all’interno di una rete molto più ampia di relazioni, contenuti e interazioni digitali. Un’altra dimensione spesso sottovalutata riguarda i videogiochi online. Anche lì i minori parlano con chi vogliono: chat vocali, messaggi scritti, gruppi improvvisati tra sconosciuti. Il mondo del gaming è diventato uno dei principali spazi di socializzazione digitale. Proprio su questo aspetto l’Associazione Meter ha recentemente condotto una ricerca su un campione di minori tra i 9 e gli 11 anni analizzando l’esperienza di gioco su Roblox e i dati mostrano un quadro critico: il 70% dei minori coinvolti dichiara di essere stato esposto ad almeno una situazione di rischio durante l’esperienza di gioco. Il fenomeno del cyberbullismo è altrettanto diffuso: il 35% dei minori afferma di aver subito comportamenti offensivi, minacce o esclusione intenzionale dalle attività di gioco, con possibili ripercussioni sul benessere emotivo.</p>
<p></p>
<p>Questi numeri non spostano il focus su WhatsApp, ma lo allargano: il problema non è una singola piattaforma. È l’intero ecosistema digitale in cui i minori crescono. La vera domanda, allora, non dovrebbe essere solo se un ragazzo di 12 anni possa o meno usare WhatsApp ma se adulti, scuole e istituzioni stiano davvero comprendendo la profondità dell’ambiente digitale in cui i più giovani vivono già oggi. E mentre i genitori cercano dei tutorial su come gestire l’account whatsapp del figlio, i giovani hanno già imparando &#8211; da soli &#8211; a muoversi in un mondo digitale molto più grande e molto più complesso, convinti di sapere tutto e inconsapevoli di ciò che può accadere là dentro.</p>
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		<title>Roaming Like at Home: Nuove opportunità per gli utenti italiani in viaggio</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/06/roaming-like-at-home-nuove-opportunita-per-gli-utenti-italiani-in-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea sta facendo passi importanti per semplificare l’esperienza di roaming per i cittadini europei che viaggiano all’estero. Uno degli strumenti più utili e apprezzati da chi si sposta frequentemente tra i vari Paesi è il sistema &#8220;Roaming Like at Home&#8221; (RLAH). Introdotto nel 2017, il RLAH permette di utilizzare il proprio piano telefonico senza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Europea sta facendo passi importanti per semplificare l’esperienza di roaming per i cittadini europei che viaggiano all’estero. Uno degli strumenti più utili e apprezzati da chi si sposta frequentemente tra i vari Paesi è il sistema &#8220;Roaming Like at Home&#8221; (RLAH). Introdotto nel 2017, il RLAH permette di utilizzare il proprio piano telefonico senza costi aggiuntivi in tutti i Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE). A partire dal 2026, questo vantaggio si estenderà anche a nuovi Paesi, tra cui la Moldavia e l’Ucraina, ma non è finita qui: la Commissione Europea ha appena annunciato che potrebbe esserci una nuova espansione che includerebbe anche i Paesi dei Balcani occidentali come Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.</p>
<p></p>
<p>Questo allargamento ha un valore significativo per chi viaggia spesso in queste regioni, poiché consentirebbe di utilizzare la propria SIM italiana senza preoccupazioni legate ai costi extra. Un’altra novità riguarda la formula con cui vengono calcolati i gigabyte utilizzabili in roaming: dal 2026, la formula di calcolo sarà la seguente: (canone mensile IVA esclusa / 1,10) x 2, il che consente un utilizzo maggiore dei dati all’estero a parità di spesa mensile.</p>
<p></p>
<p><strong>Come funziona il Roaming Like at Home?</strong><br />
Grazie al Roaming Like at Home, i consumatori possono utilizzare minuti, SMS e una porzione dei gigabyte inclusi nel loro piano senza alcun sovrapprezzo, anche quando si trovano all’interno dello Spazio Economico Europeo. Questa regolamentazione è entrata in vigore nel 2017, ma i cambiamenti recenti, tra cui l’allargamento dell’applicazione del RLAH a Paesi come la Moldavia e l’Ucraina, hanno reso ancora più conveniente l’utilizzo della propria offerta mobile durante i viaggi. Nel 2026, la Commissione Europea prevede di aggiornare il regolamento con nuovi adeguamenti, che includeranno un aumento della quantità di dati disponibili per il roaming in UE, il che favorirà chi utilizza internet per lavoro o svago durante le vacanze all’estero. Con il RLAH, non c’è più bisogno di acquistare SIM locali quando si va in vacanza, rendendo i viaggi all’interno dell’UE più facili e convenienti.</p>
<p></p>
<p><strong>Le nuove proposte di allargamento</strong><br />
Il recente progetto di allargamento del Roaming Like at Home ai Paesi dei Balcani occidentali potrebbe rivelarsi una grande opportunità per gli utenti italiani. Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia potrebbero presto entrare a far parte del circuito RLAH, rendendo ancora più semplice e conveniente il roaming per chi si trova in viaggio in queste nazioni. Sebbene la Commissione Europea abbia appena avviato i negoziati, il processo richiederà alcuni anni per diventare operativo.</p>
<p></p>
<p><strong>Le tariffe aggiornate dal 2026</strong><br />
Dal 2026, l’Unione Europea ha previsto anche un nuovo calcolo per i gigabyte disponibili in roaming. La formula di calcolo è stata rivisitata per permettere una maggiore disponibilità di dati a parità di canone mensile, un ulteriore passo verso una gestione più equa e conveniente delle tariffe roaming. In questo contesto, potrebbe risultare vantaggioso non solo avere un piano telefonico europeo, ma anche scegliere le <a href="https://tariffe.segugio.it/tariffe-adsl-internet/confronto-offerte-adsl-internet.aspx" target="_blank"><strong>offerte internet casa</strong></a> che permettono di integrare la connessione domestica con la mobilità internazionale. Le offerte internet casa possono includere pacchetti con tariffe vantaggiose anche per il roaming, dando agli utenti un&#8217;esperienza più omogenea e conveniente durante i viaggi.</p>
<p></p>
<p><strong>Come scegliere le migliori offerte per il roaming</strong><br />
Per coloro che viaggiano frequentemente, è fondamentale scegliere l’offerta giusta che include il roaming senza costi aggiuntivi. Ad esempio, attraverso portali come Segugio.it, è possibile confrontare le offerte internet casa e le offerte mobile più vantaggiose per il roaming. In questo modo, è possibile evitare sorprese in bolletta quando si viaggia in Paesi che già rientrano nel RLAH o che lo faranno in futuro. Le offerte internet casa di alcuni operatori offrono piani che integrano la connessione domestica con tariffe vantaggiose per l’uso di internet e telefonate all’estero, permettendo agli utenti di gestire tutto in un&#8217;unica soluzione. Scegliere l&#8217;offerta giusta per il roaming può significare risparmiare notevolmente sui costi aggiuntivi legati all&#8217;uso del telefono all&#8217;estero, specialmente quando si viaggia in Paesi dell’UE e, in futuro, anche nei Balcani occidentali.</p>
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		<title>Un 2026 pieno di calcio: gli eventi più importanti e le favorite</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/06/un-2026-pieno-di-calcio-gli-eventi-piu-importanti-e-le-favorite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è la fase più bollente della stagione calcistica e ogni appassionato è incollato agli schermi per guardare i match, così come anche al palinsesto delle statistiche, con le scommesse Italia in primo piano non solo per la Serie A, ma anche per la Champions, l&#8217;Europa League e soprattutto i Mondiali 2026. Il campionato di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la  fase più bollente della stagione calcistica e ogni appassionato è incollato agli schermi per guardare i match, così come anche al palinsesto delle statistiche, con le <a href="https://www.betfair.it/scommesse/" target="_blank"><strong>scommesse Italia</strong></a> in primo piano non solo per la Serie A, ma anche per la Champions, l&#8217;Europa League e soprattutto i Mondiali 2026.</p>
<p></p>
<p><strong>Il campionato di Serie A</strong><br />
Questo è sicuramente l&#8217;evento più seguito in Italia e anche il più denso di appuntamenti, perché conta 38 match per ogni club, da agosto a maggio. In questa stagione sta dominando l&#8217;Inter e attualmente la sfida riguarda il secondo, il terzo e quarto posto per la qualificazione Champions, dove ci sono Milan, Napoli, Roma, Como e Juventus in prima linea per 3 biglietti in prima fila nel torneo UEFA più prestigioso. Grande sfida anche per il 17esimo posto che garantisce la salvezza, oltre a Cremonese, Fiorentina e Lecce, c&#8217;è anche il Genoa che deve salvarsi dal baratro della Serie B. </p>
<p></p>
<p><strong>Champions ed Europa League</strong><br />
In Champions le italiane sono andate male quest&#8217;anno, prima il Napoli è stato eliminato nel girone, poi la Juventus e l&#8217;Inter ai playoff e soltanto l&#8217;Atalanta ha guadagnato gli ottavi. Tra le favorite, oltre al Bayern Monaco che sfiderà la Dea proprio agli ottavi, c&#8217;è l&#8217;Arsenal che è la migliore squadra per prestazioni durante i primi 8 match, e anche il Barcellona, il PSG e il Manchester City: tutti favoriti per la vittoria finale. Tra i migliori bomber spicca Mbappe che è il capocannoniere di questa stagione, con una media gol sorprendente. Anche se Haaland è rimasto in ombra, mantiene la sua media realizzativa a 1 gol a partita nei primi 56 match disputati in carriera in Champions. In Europa League la top 3 delle favorite comprende Aston Villa, Lione e la Roma, che resta l&#8217;unica italiana ad avere enormi possibilità di giocarsi a viso aperto un torneo UEFA, in questa fase finale della stagione.</p>
<p></p>
<p><strong>I Mondiali FIFA 2026</strong><br />
A fine mese ci saranno gli scontri finali degli Azzurri per guadagnare un posto ai Mondiali 2026, tuttavia, nel palinsesto delle <a href="https://www.betfair.it/scommesse/calcio/s-1" target="_blank"><strong>scommesse oggi</strong></a> l&#8217;Italia resta nella top 10 delle favorite, perché è una delle Nazioni più vincenti in assoluto. Anche il Brasile di Carletto Ancelotti è in prima linea per vincere il sesto mondiale, mentre le migliori favorite a livello statistico sono la Spagna e l&#8217;Argentina, con la Francia che è arrivata in finale nelle ultime due edizioni e punta al filotto, magari per vincere la terza Coppa del Mondo e raggiungere l&#8217;Argentina nell&#8217;albo d&#8217;oro. Nella storia dei Mondiali, la Nazionale Italiana ha vinto 4 Coppe del Mondo e ha disputato 6 finali, perdendo due volte sempre contro il Brasile nel 1970 e nel 1994. Le Coppe del Mondo Azzurre sono state vinte nel 1934, 1938, 1982 e 2006. Al secondo posto dell&#8217;albo d&#8217;oro c&#8217;è anche la Germania con 4 titoli, mentre Francia e Uruguay hanno vinto due Coppe del Mondo, con Spagna e Inghilterra a pari merito con un titolo a testa.</p>
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		<title>L&#8217;attacco iraniano a Dubai raccontato dall&#8217;attore e cantante catanese Michele Perrotta: &#8220;Esplosione fortissima&#8221;</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/03/01/lattacco-iraniano-a-dubai-raccontato-dallattore-e-cantante-catanese-michele-perrotta-esplosione-fortissima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sabato sera, quando c&#8217;è stato il primo attacco ero a poca distanza dalla zona di Palm Jumeirah: abbiamo sentito uno scoppio fortissimo e qualcuno è entrato nel panico. Ma è durato poco, qui è tutto molto organizzato. E il clima non è di paura&#8221;. A raccontare le conseguenze dell&#8217;attacco iraniano a Dubai è Michele Perrotta, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sabato sera, quando c&#8217;è stato il primo attacco ero a poca distanza dalla zona di Palm Jumeirah: abbiamo sentito uno scoppio fortissimo e qualcuno è entrato nel panico. Ma è durato poco, qui è tutto molto organizzato. E il clima non è di paura&#8221;. A raccontare le conseguenze dell&#8217;attacco iraniano a Dubai è Michele Perrotta, attore e cantante catanese, da alcune settimane nella citta simbolo del nuovo Medio Oriente. «Mi trovavo in un grande albergo con alcuni colleghi, e la cosa che ho subito notato è la differenza nelle reazioni: noi europei siamo stati quelli a reagire peggio. Altri, che magari vivono in Medio Oriente da anni, vivono tutto con molta più serenità. Ho conosciuto un ragazzo siriano che ne ha viste di ben peggio. E naturalmente faceva forza a tutti». Michele si trovava in un noto locale per assistere alle prove di uno spettacolo. «Sono qui a cercare fortuna. Invece ho trovato le bombe», scherza, per poi aggiungere: «Poco dopo l&#8217;esplosione è stato tutto interrotto. Sono poi arrivati messaggi dalle autorità che consigliavano di stare possibilmente al coperto e lontani dalle finestre. Ma non c&#8217;è stato nessun allarme generalizzato». Le esplosioni però da ieri sono state decine: «Per chi come noi è catanese ed è abituato a sentire solo i &#8220;botti&#8221; dei fuochi d&#8217;artificio per Sant&#8217;Agata è davvero qualcosa che colpisce, ma siamo anche consapevoli che finché vediamo esplodere in alto significa che è tutto sotto controllo. Solo stamattina sono stati abbattuti altri due droni».</p>
<p></p>
<p>Michele al momento resta a Dubai, ma specifica che la situazione di chi sta in città per tempi più lunghi è molto diversa da chi in queste ore è bloccato magari perché non può tornare in Italia in aereo. «Si tratta certamente di un Paese molto diverso dall&#8217;Italia, in cui le informazioni non circolano liberamente. Ma non circolano nemmeno le fake news sui social, e questo forse crea un clima più sereno. Le comunicazioni governative arrivano però puntualmente sui cellulari. Al momento la raccomandazione, e non l&#8217;obbligo ripeto, di non stare all&#8217;aperto è valida fino al 3 marzo».</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/03/01/lattacco-iraniano-a-dubai-raccontato-dallattore-e-cantante-catanese-michele-perrotta-esplosione-fortissima/">L&#8217;attacco iraniano a Dubai raccontato dall&#8217;attore e cantante catanese Michele Perrotta: &#8220;Esplosione fortissima&#8221;</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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		<title>Lavoro 2026: digitale e intelligenza artificiale guidano i settori in crescita</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/02/26/lavoro-2026-digitale-e-intelligenza-artificiale-guidano-i-settori-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 16:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo del lavoro non cambia all’improvviso. Si trasforma lentamente, poi accelera. E il 2026 segna un punto di svolta. Secondo le più recenti analisi internazionali, le aziende stanno ridefinendo le proprie priorità: meno mansioni ripetitive, più competenze specialistiche. Il digitale non è più un settore parallelo, ma il motore centrale dello sviluppo economico. E [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/02/26/lavoro-2026-digitale-e-intelligenza-artificiale-guidano-i-settori-in-crescita/">Lavoro 2026: digitale e intelligenza artificiale guidano i settori in crescita</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del lavoro non cambia all’improvviso. Si trasforma lentamente, poi accelera. E il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-2026-crescita-trainata-digitale-e-automazione-AI0vPkc" target="_blank"><strong>2026 segna un punto di svolta</strong></a>. Secondo le più recenti analisi internazionali, le aziende stanno ridefinendo le proprie priorità: meno mansioni ripetitive, più competenze specialistiche. Il digitale non è più un settore parallelo, ma il motore centrale dello sviluppo economico. E l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole del mercato. Tra i settori in crescita nel 2026, tecnologia, automazione e gestione dei dati sono quelli che registrano l’incremento più significativo di domanda.</p>
<p></p>
<p><strong>Competenze digitali in forte crescita</strong><br />
A confermarlo è il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, che evidenzia una crescita esponenziale delle professioni legate al digitale. Alcuni dati colpiscono più di altri: +790% per gli specialisti in cybersecurity e +625% per i professionisti del machine learning Numeri che raccontano una verità ormai evidente: il lavoro nel 2026 sarà sempre più legato alla capacità di comprendere, gestire e sviluppare tecnologie intelligenti.</p>
<p></p>
<p><strong>Le professioni digitali più richieste nel 2026</strong><br />
Nel nuovo scenario occupazionale emergono figure altamente qualificate:<br />
AI Specialist<br />
Machine Learning Engineer<br />
Data Scientist<br />
Data Analyst<br />
Cybersecurity Specialist<br />
Cloud &#038; DevOps Engineer<br />
Non si tratta di ruoli futuristici, ma di professioni già oggi centrali nei piani di investimento delle aziende.</p>
<p></p>
<p><strong>Intelligenza artificiale: dove viene applicata</strong><br />
L’AI Specialist progetta sistemi intelligenti capaci di simulare processi decisionali umani. Il Machine Learning Engineer sviluppa algoritmi che permettono alle macchine di apprendere dai dati. Le applicazioni sono trasversali. Nel settore automotive, l’intelligenza artificiale è alla base della guida autonoma e dei sistemi avanzati di assistenza. In sanità, supporta la diagnostica per immagini, contribuendo all’individuazione precoce di patologie. Nel retail e nell’intrattenimento digitale, migliora l’esperienza utente attraverso personalizzazione e interazione automatizzata. <a href="https://www.goldbet.it/casino-live/roulette" target="_blank"><strong>È il caso delle piattaforme di streaming e dei giochi live come la roulette</strong></a>, dove algoritmi di raccomandazione e chatbot evoluti analizzano il comportamento degli utenti per offrire suggerimenti mirati e assistenza in tempo reale. L’obiettivo non è solo automatizzare, ma rendere l’esperienza più fluida e personalizzata.</p>
<p></p>
<p><strong>Dati e previsioni: il valore di Data Analyst e Data Scientist</strong><br />
Se l’intelligenza artificiale è il motore, i dati sono il carburante. Il Data Analyst interpreta i dati del passato per comprendere cosa è accaduto. Il Data Scientist guarda avanti, costruendo modelli predittivi capaci di anticipare scenari e trend. Nel settore finanziario queste competenze sono cruciali per l’analisi del rischio creditizio e le previsioni di mercato. Nello sport professionistico, invece, vengono utilizzate per monitorare le performance degli atleti e ottimizzare la preparazione fisica. Nel 2026, la capacità di leggere e valorizzare grandi quantità di dati sarà uno dei principali fattori di competitività.</p>
<p></p>
<p><strong>Cybersecurity e cloud: la sicurezza al centro dello sviluppo</strong><br />
Con l’espansione del digitale cresce anche l’esposizione ai rischi informatici. Il Cybersecurity Specialist protegge reti, dati e infrastrutture da attacchi hacker, operando in settori sensibili come banking, difesa ed e-commerce. Parallelamente, il Cloud &#038; DevOps Engineer garantisce che software e piattaforme digitali funzionino senza interruzioni, automatizzando processi e gestendo picchi di traffico. Dalla logistica alle software house, fino all’intrattenimento online, queste competenze sono ormai strategiche.</p>
<p></p>
<p><strong>Integrazione tra competenze umane e AI</strong><br />
Il quadro che si delinea per il 2026 non è solo tecnologico, ma culturale. Alcuni ruoli verranno automatizzati, altri scompariranno. Ma ne nasceranno di nuovi, più specializzati e orientati alla gestione dell’innovazione. La vera differenza la faranno i professionisti capaci di integrare competenze tecniche, pensiero critico e capacità di adattamento. L’intelligenza artificiale non sostituisce il lavoro umano: lo trasforma. E il mercato chiede figure in grado di guidare questa trasformazione. Il 2026 non sarà soltanto l’anno del digitale. Sarà l’anno in cui competenze umane e tecnologie intelligenti dovranno imparare a lavorare insieme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/02/26/lavoro-2026-digitale-e-intelligenza-artificiale-guidano-i-settori-in-crescita/">Lavoro 2026: digitale e intelligenza artificiale guidano i settori in crescita</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Matrimoni sostenibili: perché sempre più coppie scelgono bomboniere green</title>
		<link>https://corrierediragusa.it/2026/02/21/matrimoni-sostenibili-perche-sempre-piu-coppie-scelgono-bomboniere-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://corrierediragusa.it/?p=131321</guid>

					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un momento, durante l&#8217;organizzazione di un matrimonio, in cui le priorità cambiano. Tra prove trucco e scelta del menù, molte coppie si fermano a riflettere: cosa vogliamo davvero lasciare ai nostri ospiti? La risposta arriva sempre più spesso dalla natura stessa, sotto forma di bomboniere green che trasformano un gesto di ringraziamento in dichiarazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://corrierediragusa.it/2026/02/21/matrimoni-sostenibili-perche-sempre-piu-coppie-scelgono-bomboniere-green/">Matrimoni sostenibili: perché sempre più coppie scelgono bomboniere green</a> proviene da <a href="https://corrierediragusa.it">Corriere di Ragusa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un momento, durante l&#8217;organizzazione di un matrimonio, in cui le priorità cambiano. Tra prove trucco e scelta del menù, molte coppie si fermano a riflettere: cosa vogliamo davvero lasciare ai nostri ospiti? La risposta arriva sempre più spesso dalla natura stessa, sotto forma di bomboniere green che trasformano un gesto di ringraziamento in dichiarazione di valori condivisi. Non si tratta di semplice tendenza estetica, ma di un cambiamento culturale profondo che ridefinisce il significato stesso del celebrare.</p>
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<p><strong>Il nuovo significato del matrimonio: meno sprechi, più valore</strong><br />
I matrimoni stanno attraversando una rivoluzione silenziosa. L&#8217;ostentazione lascia spazio all&#8217;autenticità, il superfluo cede terreno all&#8217;essenziale. Le coppie che oggi pronunciano il loro &#8220;sì&#8221; appartengono a una generazione cresciuta con la consapevolezza della crisi climatica e della necessità di scelte più responsabili. Le bomboniere tradizionali incarnavano un linguaggio diverso: argenteria che raccoglieva polvere, porcellane che occupavano scaffali mai aperti, oggetti il cui destino era l&#8217;oblio rapido. Oggi quel modello appare anacronistico. La consapevolezza ambientale ha ridefinito le priorità delle coppie moderne, come dimostrano le <a href="https://istitutoeuropeodelturismo.it/eco-wedding-si-fa-strada-lera-dei-matrimoni-sostenibili/" target="_blank"><strong>tendenze sugli eco-wedding</strong></a> nel panorama italiano, spostando l&#8217;attenzione dal valore monetario al valore simbolico del dono. Scegliere bomboniere sostenibili diventa affermazione di identità: &#8220;Questo è ciò in cui crediamo, questo è il futuro che vogliamo costruire insieme&#8221;. Il matrimonio smette di essere solo celebrazione privata per diventare dichiarazione di responsabilità condivisa.</p>
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<p><strong>Cosa sono le bomboniere green e perché stanno sostituendo quelle tradizionali</strong><br />
Le bomboniere green abbracciano diverse forme di vita vegetale. I mini bonsai portano con sé millenni di filosofia orientale, trasformando ogni ospite in custode di un piccolo albero che crescerà negli anni. I terrarium creano ecosistemi in miniatura sotto vetro, mondi autosufficienti che raccontano l&#8217;equilibrio della natura. Il verde stabilizzato conserva la bellezza del muschio senza richiedere cure né acqua. Questa sostituzione nasce dall&#8217;incontro tra estetica e etica. Le piante possiedono quella bellezza organica che nessun oggetto industriale può replicare: ogni foglia racconta una storia diversa, ogni forma cresce secondo geometrie uniche. Ma oltre all&#8217;aspetto visivo, incarnano valori tangibili. Regalare una pianta significa credere nella cura, nell&#8217;impegno quotidiano, nella pazienza necessaria per vedere fiorire qualcosa di vivo. I numeri confermano questa trasformazione: sempre più wedding planner segnalano richieste esplicite di bomboniere sostenibili. Gli ospiti stessi dichiarano di preferire doni utili e significativi rispetto ad accumuli decorativi. Il cambiamento nasce spontaneo dalla consapevolezza che ogni scelta porta conseguenze che si estendono oltre il singolo giorno di festa.</p>
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<p><strong>I vantaggi di regalare una pianta rispetto a un oggetto decorativo</strong><br />
Una pianta respira. Questo fatto biologico contiene una differenza abissale rispetto a qualsiasi oggetto inanimato. Mentre i portachiavi argentati raccolgono polvere immobili, un bonsai di ficus o olivo purifica l&#8217;aria quotidianamente, trasformando anidride carbonica in ossigeno fresco. Il simbolismo raggiunge profondità inaspettate. Quella pianta regalata il giorno delle nozze crescerà insieme alla coppia, attraverserà stagioni e cambiamenti, richiede attenzioni che creano ritmi condivisi. Gli ospiti che annaffiano il loro bonsai pensano inevitabilmente agli sposi, creando un legame temporale che si estende ben oltre il ricevimento. Tra le proposte più apprezzate, le <a href="https://igiardinidigiulia.it/collections/bomboniere-green-per-matrimoni-ed-eventi-i-giardini-di-giulia" target="_blank"><strong>bomboniere green matrimonio</strong></a> dell&#8217;e-commerce I Giardini di Giulia offrono varietà che accontentano sensibilità diverse. I mini bonsai conquistano chi cerca eleganza minimalista, i kokedama affascinano gli amanti dell&#8217;estetica giapponese, mentre i terrarium artistici soddisfano desideri di originalità scenografica. Il verde stabilizzato risolve il dilemma di chi teme di non avere pollice verde: bellezza perpetua senza responsabilità di cura. La dimensione pratica non va sottovalutata. A differenza di soprammobili che cercano spazio negli appartamenti già saturi, le piante si integrano naturalmente negli ambienti. Un piccolo terrarium trova dimora su qualsiasi mensola, un kokedama decora scrivanie d&#8217;ufficio, un bonsai di olivo trasforma balconi anonimi in giardini pensili.</p>
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<p><strong>Come scegliere bomboniere green in linea con lo stile dell&#8217;evento</strong><br />
Ogni matrimonio racconta una storia unica attraverso scelte estetiche coerenti. Le bomboniere green si adattano camaleonticamente a linguaggi visivi diversi. Un matrimonio romantico trova alleati perfetti nei terrarium artistici con composizioni delicate, dove felci miniaturizzate creano scenografie fatate. Le orchidee Phalaenopsis dialogano naturalmente con pizzi e tulle.<br />
Lo stile minimal zen richiede essenzialità formale. I kokedama incarnano questa filosofia: sfere di muschio che sospendono piante nell&#8217;aria, equilibri che raccontano l&#8217;arte giapponese del wabi-sabi. I bonsai di ficus ginseng, con le loro radici aeree che disegnano sculture naturali, portano nelle case degli ospiti quel senso di contemplazione meditativa che caratterizza le cerimonie più intime. Le celebrazioni boho abbracciano il verde stabilizzato. Quadri di muschio e licheni catturano l&#8217;anima selvaggia della natura senza richiedere manutenzione, perfetti per spiriti nomadi che non vogliono responsabilità quotidiane. La personalizzazione diventa chiave: bigliettini con nomi degli sposi, packaging in materiali sostenibili coordinati con i colori del matrimonio, istruzioni di cura stampate su carta riciclata che riprendono la grafica degli inviti. Ogni dettaglio può essere calibrato per raccontare l&#8217;identità della coppia senza tradire l&#8217;anima ecologica del progetto.</p>
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<p><strong>Un ricordo che cresce nel tempo: il valore simbolico del verde</strong><br />
C&#8217;è qualcosa di profondamente poetico nel regalare vita. Mentre gli oggetti invecchiano deteriorandosi, le piante evolvono e maturano, diventando più belle col passare degli anni. Quel piccolo bonsai ricevuto durante il matrimonio può crescere per decenni, testimone silenzioso di anniversari celebrati e stagioni attraversate. La cura quotidiana crea rituali condivisi. Annaffiare diventa gesto meditativo che riporta alla memoria il giorno delle nozze, alle promesse scambiate, all&#8217;emozione vissuta insieme. Alcuni invitati fotografano la crescita delle loro piante negli anni, inviando aggiornamenti agli sposi: si crea così una conversazione temporale che mantiene vivi legami destinati altrimenti a sbiadire. Il verde stabilizzato offre un paradosso affascinante: bellezza eterna senza il peso della responsabilità. Muschi e licheni conservano morbidezza e colori vividi per anni senza bisogno di acqua né luce, sfidando le leggi naturali. Alla fine, la differenza fondamentale sta tutta qui: gli oggetti statici abitano lo spazio, le piante lo trasformano. Crescono, fioriscono, a volte muoiono insegnandoci l&#8217;accettazione. Ma quando sopravvivono e prosperano, diventano testimoni tangibili che l&#8217;amore &#8211; come la natura &#8211; richiede cura costante per rivelare la propria bellezza più autentica.</p>
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