RAGUSA – “L’ennesima fuoriuscita di un assessore, anche questo ‘civico’, dalla Giunta Cassì, al Comune di Ragusa, ha determinato una condizione, sotto molti aspetti, insostenibile”: lo affermano dal Direttivo di Territorio di Ragusa, dopo una attenta valutazione della situazione. “Fino ad ora, per non modificare i deboli equilibri politici il Sindaco ha adottato la tattica di redistribuire all’interno della Giunta le deleghe dei dimissionari. Si sono creati superassessorati come quello ai lavori pubblici che detiene anche le deleghe per Urbanistica, Edilizia privata, Infrastrutture e Servizi tecnologici, al quale è stata affidata anche la delega, che era dell’assessore D’Asta, all’ambiente, in pratica il delicatissimo settore della raccolta dei rifiuti.
Le ultime dimissioni dell’assessore Iacono, che aveva, peraltro ereditato deleghe che erano di D’Asta, tra cui verde pubblico e servizi cimiteriali, hanno liberato una serie di deleghe importantissime, oltre a queste due citate, che comprende Bilancio, Tributi, Sanità, Protezione civile, Università e Ricerca, Sviluppo di comunità.
Pur con tutta la buona volontà e la comprensione delle capacità del soggetto, è impensabile poter gestire con ordine tutto questo, oltre alle deleghe di Turismo, Cultura, Spettacolo, Avvocatura, senza sapere dove sono andate a finire deleghe minori dei dimissionari, Decoro, Transizione ecologica, Politiche euromediterranee, Affari generali, Rapporti col Consiglio comunale, delle quali nemmeno si parla”. Questo il commento dei componenti il Direttivo di Territorio Ragusa che aggiungono: “C’è una città allo sbando, dal punto di vista amministrativo e per quello politico, deleghe accumulate su pochi soggetti e la confusione determinata dalle difficoltà, per il sindaco, di muoversi fra il suo habitat civico e quello non ancora assimilato del suo partito e della coalizione, coalizione che non è nemmeno rappresentata in città per gli ormai noti contrasti interni.” “Gli interessi della città devono prevalere – concludono da Territorio – anche i pochi mesi che potrebbero restare possono servire a risolvere le tante emergenze della città”.
