Un miliardo dal governo, ma nel Ragusano la protesta di autotrasportatori e agricoltori va avanti. Nei supermercati scarseggia la merce

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Un miliardo dal governo, ma nel Ragusano la protesta di autotrasportatori e agricoltori va avanti. Nei supermercati scarseggia la merce

Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha deciso di revocare la sospensione dei servizi per sbloccare la filiera logistica nell’Isola e inviare un segnale di apertura al governo. La scelta è maturata al termine di un confronto con il ministro Matteo Salvini, durante il quale «è stata accolta la quasi totalità delle istanze contenute nella piattaforma rivendicativa». Si tratta di una parte degli autotrasportatori siciliani, quelli che si occupano principalmente di intermodalità e che nell’ultima settimana avevano protestato lasciando in garage i proprio mezzi, rifiutandosi di scaricare la merce dalle navi nei porti. L’associazione precisa, tuttavia, che le imprese «resteranno in stato di agitazione finché non saranno sciolti gli ultimi nodi ancora aperti». Tra le richieste avanzate dal Comitato, «solo due non sono immediatamente attuabili». Il ministro ha comunque garantito che, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, saranno individuate le coperture necessarie per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi finalizzati a calmierare il costo dei biglietti del traghetto per l’attraversamento dello Stretto di Messina.

Secondo quanto ricostruito dal Comitato guidato da Bella, il ministro dei Trasporti si è impegnato a rendere operativi i seguenti punti: sblocco immediato dei pagamenti arretrati, erogazione dei fondi del Sea Modal Shift (Sms) per le annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un ammontare complessivo di circa 104 milioni di euro; incremento delle risorse: stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027). Credito d’imposta sul gasolio: sblocco immediato di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, da rendere subito fruibili nel cassetto fiscale. Rappresentanza istituzionale: inclusione stabile del Comitato trasportatori siciliani in tutti i tavoli dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova Consulta, a tutela delle aziende del Meridione d’Italia.

Un miliardo di risorse sbloccate, nuovi fondi da cercare e un secondo tavolo fissato per il 27 ottobre. È il bilancio del primo vertice tra il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e i rappresentanti nazionali dell’autotrasporto, riuniti stamattina nella Prefettura di Milano, mentre i blocchi stradali dei Cobas proseguono da giorni nel Sud e in Sicilia. «La situazione non è risolta, è l’inizio di un percorso», ha detto Salvini a margine della posa della prima pietra del campus del Conservatorio. Il ministro ha spiegato che le risorse erano ferme «per motivi burocratici» e che i pagamenti arriveranno a 32mila aziende entro novembre, mentre si lavora per trovare altri 150 milioni. «È una prima risposta», ha aggiunto.

Non basta però lo sblocco delle risorse annunciato dal ministro per fermare la mobilitazione che da giorni coinvolge il territorio ragusano. Dopo il confronto svoltosi a Milano tra il Governo e le associazioni dell’autotrasporto, dal presidio di contrada Arizza, nel territorio di Scicli, arriva infatti una presa di posizione chiara: la protesta proseguirà. I manifestanti ritengono insufficienti le misure annunciate dall’esecutivo nazionale e contestano la reale efficacia degli interventi economici previsti. Secondo i promotori della mobilitazione, le risorse messe a disposizione rischierebbero di favorire prevalentemente i grandi operatori del settore dei trasporti, lasciando invece senza risposte concrete le piccole imprese e, soprattutto, il comparto agricolo. A distinguere la protesta ragusana è proprio la forte presenza di agricoltori e artigiani accanto agli autotrasportatori. Dal presidio di Arizza viene infatti evidenziato come la vertenza locale non riguardi esclusivamente il mondo dei trasporti. Gli organizzatori spiegano di avere aderito alla mobilitazione promossa dal Comitato Trasportatori Siciliani, ma sottolineano che le principali preoccupazioni restano quelle legate alla crisi dell’agricoltura e alle difficoltà che gravano sulle attività produttive del territorio.

Tra le voci del presidio c’è quella di Marcello Guastella, rappresentante del movimento “Territorio che resiste”, che ribadisce come il settore agricolo non abbia ottenuto risposte nel corso del confronto con il Governo. Per questo motivo, anche qualora gli autotrasportatori decidessero di sospendere o rimodulare la protesta, gli agricoltori intendono mantenere alta l’attenzione sulle proprie rivendicazioni. Il presidio di contrada Arizza resta dunque attivo e continua a confrontarsi con altre realtà presenti nell’Isola, comprese quelle di Gela e Caltagirone. I manifestanti stanno valutando le prossime iniziative da mettere in campo, convinti che senza interventi specifici a sostegno dell’agricoltura e delle piccole imprese le problematiche che hanno dato origine alla protesta rimarranno irrisolte.

Intanto in diversi supermercati e punti vendita del territorio ibleo si registrano sempre di più carenze soprattutto nel comparto dei prodotti freschi, con alcuni reparti che mostrano scaffali parzialmente vuoti e una disponibilità ridotta rispetto alla normalità. Le maggiori criticità riguardano in particolare i cosiddetti “freschissimi”, vale a dire latticini e formaggi freschi che vengono prodotti prevalentemente nelle regioni del Nord Italia. A risentire delle difficoltà logistiche sono anche alcuni prodotti del settore delle carni, in modo particolare quelle bovine provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia. In alcune strutture commerciali si registrano inoltre temporanee carenze di uova e fardelli di acqua. Più contenuti, invece, i disagi nel reparto ortofrutticolo. Sebbene siano state segnalate alcune difficoltà nella disponibilità di frutta e verdura, la situazione appare meno critica rispetto a quella riscontrata per i prodotti freschi di origine animale. Al momento non emergono particolari problemi per le altre categorie merceologiche. Le scorte presenti nei magazzini permettono infatti ai supermercati e ai discount di continuare a garantire il rifornimento della maggior parte degli scaffali senza particolari ripercussioni per i consumatori. Negli ultimi giorni della settimana si è registrato anche un incremento delle vendite. Molte famiglie hanno deciso di anticipare gli acquisti e fare scorta di alcuni prodotti considerati essenziali in vista dei possibili disagi futuri. Un comportamento che ha contribuito ad aumentare la pressione sui punti vendita e sui canali di distribuzione.

Al mercato ortofrutticolo di contrada Fanello, a Vittoria, il fermo ha determinato una drastica riduzione dei conferimenti, con piazzali senza camion e difficoltà nella commercializzazione dei prodotti. A preoccupare sono soprattutto le colture che richiedono raccolte frequenti, come zucchine, melanzane e cetrioli, oltre all’uva da tavola. Il rischio per gli agricoltori è perdere parte del raccolto e subire ulteriori danni economici. La protesta ha avuto ripercussioni anche sulla distribuzione alimentare. Nel Ragusano sono stati segnalati acquisti preventivi di frutta e verdura, dettati dal timore di possibili carenze nei punti vendita. I prodotti freschi sono particolarmente esposti ai ritardi logistici, perché necessitano di rifornimenti frequenti. Alla base della mobilitazione ci sono il caro gasolio, i costi dei collegamenti marittimi e i ritardi nei pagamenti dei contributi destinati al trasporto combinato delle merci. Gli autotrasportatori e gli agricoltori chiedono dunque interventi concreti e garanzie economiche da parte del governo.