POZZALLO – Non passa in consiglio comunale a Pozzallo la proposta di revoca della cittadinanza onoraria conferita a Filippo Pennavaria. Nella seduta di martedì il punto all’ordine del giorno si è concluso con 5 voti favorevoli e altrettante astensioni. Un esito che ha impedito l’approvazione della proposta e che ha immediatamente suscitato la dura reazione dell’Anppia, l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, attraverso il circolo “Vanni Rosa” di Pozzallo. In un comunicato dai toni molto netti, l’associazione condanna il comportamento dei consiglieri che hanno scelto l’astensione, sottolineando come tale posizione abbia di fatto impedito la cancellazione dell’onorificenza concessa quasi un secolo fa a Pennavaria. L’Anppia ricorda di avere promosso negli ultimi anni un lavoro di ricerca storica e approfondimento documentale che avrebbe portato alla luce le circostanze nelle quali venne conferita la cittadinanza onoraria, attribuendo a Pennavaria gravi responsabilità legate alla repressione fascista.
Secondo l’associazione, “Il mancato via libera alla revoca rappresenta una ferita per la memoria democratica della città e un’offesa nei confronti di quanti subirono persecuzioni durante il regime fascista, dei partigiani e di coloro che persero la vita nel corso della guerra”. Nel documento viene inoltre sostenuto che Pozzallo continui a mantenere simbolicamente legami con figure riconducibili al fascismo, una situazione che, secondo l’Anppia, dovrebbe essere definitivamente superata. Il circolo pozzallese richiama anche la propria missione statutaria, legata alla tutela della memoria storica e alla valorizzazione dei principi antifascisti sanciti dalla Costituzione, ricordando che l’associazione fu fondata da personalità come Sandro Pertini e Umberto Terracini. Da qui l’annuncio della volontà di proseguire nelle attività di studio, ricerca e divulgazione sulla storia del Ventennio e sulle vicende locali legate al fascismo.
Il Sindaco Roberto Ammatuna aveva trasmesso lo scorso luglio al Presidente del Consiglio Comunale una nota con cui chiedeva che la questione relativa all’eventuale revoca della cittadinanza onoraria conferita nel 1926 a Filippo Pennavaria venisse sottoposta al Consiglio Comunale. Il Sindaco aveva ribadito la propria personale e convinta adesione alla richiesta di revoca, evidenziando come Pennavaria rappresenti una delle figure più controverse del fascismo siciliano e come la comunità di Pozzallo abbia oggi il diritto di interrogarsi sui propri simboli civili. Di idee nazionaliste, Pennavaria organizzò e divenne capo di forze politiche che si ispiravano agli ideali del futuro Partito nazionale fascista, con cui poi fu eletto nel 1921 deputato alla Camera. Il 24 novembre 1919 fondò a Ragusa la sezione dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, con oltre un migliaio di tesserati.
