Amelia Iacono è la nuova presidente dell’Anffas di Modica. La sua elezione è arrivata dal consiglio direttivo dell’associazione, chiamato a individuare una nuova guida dopo la vicenda giudiziaria che ha investito i vertici dell’ente. La nomina si inserisce in un percorso di rifondazione avviato a seguito delle dimissioni dell’ex presidente, Giovanni Provvidenza, che ha lasciato l’incarico dopo l’applicazione di una misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Ragusa, nella quale risultano coinvolti, a vario titolo, anche alcuni suoi collaboratori. L’insediamento di Iacono rappresenta un passaggio cruciale per superare una fase particolarmente delicata e per avviare una riorganizzazione trasparente dell’assetto di direzione. Priorità del nuovo corso sarà assicurare la continuità dei servizi sul territorio, ristabilendo al contempo un clima di piena serenità, fiducia e tutela nei confronti dei ragazzi seguiti dall’associazione e delle loro famiglie.
La procura di Ragusa aveva di recente notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato alla chiusura del centro diurno e all’applicazione di provvedimenti restrittivi. Tra gli atti ora depositati a disposizione delle difese spicca un video che documenterebbe i reati contestati agli indagati. L’indagine, condotta dai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni (Nas), avrebbe fatto emergere una gestione fondata su vessazioni sistematiche, percosse, gravi carenze igienico sanitarie e somministrazione abusiva di farmaci alle persone ospiti del centro, particolarmente vulnerabili, tra cui disabili psichici e soggetti con disturbi dello spettro autistico. Sette gli indagati che erano in servizio nella struttura: 2 agli arresti domiciliari e 5 destinatari di misure interdittive consistenti nel divieto temporaneo, della durata di un anno, di svolgere attività lavorative o di volontariato con soggetti fragili. Tutti sono chiamati a rispondere, a vario titolo e limitatamente alle rispettive responsabilità, dei reati di maltrattamenti aggravati ed esercizio abusivo della professione infermieristica. L’inchiesta era scattata in seguito ai controlli disposti a livello nazionale dal Ministero della Salute e dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, finalizzati al monitoraggio dei centri di cura dedicati all’autismo. A far scattare l’allarme era stata proprio un’ispezione iniziale, che aveva fatto immediatamente emergere pesanti criticità organizzative all’interno della struttura modicana.

