MODICA – Dieci anni esatti dopo la tragica morte del 26enne operaio modicano Alessio Iabichella, avvenuta il 4 novembre del 2016 a causa di un incendio sul luogo dove stava lavorando, arriva la sentenza di primo grado: una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per il datore di lavoro, e un’assoluzione per non aver commesso il fatto per la titolare dell’azienda avicola proprietaria del capannone dove scoppiò l’incendio. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Ragusa al termine di un iter giudiziario complesso. I pubblici ministeri avevano avanzato richieste di condanna a tre e quattro anni di reclusione per gli imputati, chiamati a rispondere a vario titolo dell’accusa di omicidio colposo. Secondo l’impianto accusatorio, il datore di lavoro della vittima, titolare della ditta individuale a cui era stata affidata la manutenzione degli impianti elettrici all’interno della struttura, avrebbe cagionato la morte del giovane per colpa, ravvisata in profili di negligenza, imprudenza, imperizia e nella palese violazione delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il giudice ha quindi ritenuto fondate le responsabilità per il titolare della ditta di impianti, disponendo invece l’assoluzione della proprietaria dell’azienda avicola presso la quale si trovava a operare Iabichella il giorno della tragedia. Il datore di lavoro è stato altresì condannato al risarcimento dei danni ed al pagamento di una provvisionale di 50.000 euro per ogni parte civile costituita, oltre al pagamento delle spese processuali. Quando si accorse delle fiamme che divampavano all’interno del capannone, il giovane tentò una disperata fuga, dirigendosi verso le bocche dell’aspiratore di una stanza di refrigerazione, ma qui una rete metallica di recinzione che proteggeva le grate lo fece finire in trappola.

