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L’omicidio del 42enne Giuseppe Ottaviano a Scicli, conferito l’incarico peritale sulle intercettazioni. Dubbi sull’identificazione delle persone riprese dalle telecamere

SCICLI – Conferito l’incarico a un perito per la trascrizione delle intercettazioni agli atti nel processo davanti alla Corte d’Assise per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, il 42enne sciclitano ucciso nella sua abitazione di via Manenti nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024. Quella vissuta in aula è stata una giornata intensa e particolarmente dolorosa per i familiari della vittima, presenti durante l’udienza che vede 2 imputati. Il dibattimento è entrato nel vivo con la deposizione del tenente colonnello Giuseppe Licciardello, comandante del Reparto operativo provinciale dei Carabinieri di Ragusa, che ha ripercorso il quadro investigativo attraverso accertamenti tecnici, rilievi e analisi dei filmati.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il delitto sarebbe maturato sullo sfondo di vicende sentimentali, riconducibili ai tentativi di Ottaviano di riallacciare i rapporti con l’ex compagna. Prima dell’aggressione, i 2 imputati avrebbero effettuato alcuni sopralluoghi nei pressi della casa della vittima. L’istruttoria ha inoltre fatto luce sui tabulati telefonici e sui contatti tra i soggetti coinvolti, evidenziando come Ottaviano si trovasse in una condizione di fragilità psicofisica tale da non consentirgli di difendersi efficacemente dalle percosse rivelatesi fatali. Nel corso del controesame, le difese hanno contestato diversi punti dell’impianto accusatorio, soffermandosi in particolare sull’identificazione delle persone riprese dalle telecamere di videosorveglianza, un aspetto per il quale era già stata avanzata la richiesta di una perizia antropometrica, su cui la Corte si è riservata la decisione. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 27 ottobre, data in cui verranno ascoltati altri militari dell’Arma che hanno preso parte alle indagini.