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La festa dei nonni: a Ragusa gli over 65 sono circa 68.000, pari al 20% della popolazione totale. Come faremmo senza di loro?

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La festa dei nonni: a Ragusa gli over 65 sono circa 68.000, pari al 20% della popolazione totale. Come faremmo senza di loro?

RAGUSA – Se tante famiglie hanno retto all’onda d’urto della crisi economica e di valori lo si deve all’opera quotidiana, paziente e silenziosa dei nonni, che sono di fatto diventati in questi anni un caposaldo del welfare familiare, occupandosi dei nipoti e, in generale delle esigenze della famiglia, fungendo soprattutto da “salvagente” nei momenti di difficoltà. I nonni, tra l’altro, sono i custodi dell’identità del Paese in quanto sono il punto di contatto tra passato e futuro, tra memoria e prospettiva, in un mix di salvaguardia degli affetti, tenuta sociale e fiducia nel progresso sociale nelle comunità in cui si trovano ad operare. Inducono a riflettere le informazioni divulgate dall’associazione “Nonsi” (Nonni Smart Italia) in occasione della festa dei nonni, che si celebra lunedì 2 ottobre.

In base ai dati Istat, che va precisato non censiscono i nonni, perché il loro status costituisce un legame di parentela e quindi un ruolo difficile da quantificare, ma le persone anziane residenti in base ai dati demografici, su 321.000 abitanti in provincia di Ragusa, gli over 65 sono circa 68.000, pari a circa il 20-21% della popolazione totale, con un indice di vecchiaia provinciale che si attesta infatti su 161 anziani ogni 100 giovani sotto i 14 anni. Di conseguenza, in base alle indagini Istat su base nazionale, tenuto conto che poco più del 70% delle persone con più di 65 anni ha almeno un nipote, si può tranquillamente affermare in provincia di Ragusa ci siano tra i 42.000 e i 46.000 nonni attivi.

Il loro ruolo rappresenta un esempio concreto di una “multiservizi”, in quanto assolvono ad un ruolo sociale fondamentale, assicurando un sostegno non solo emotivo nelle fasi di crisi, ma anche economico alle famiglie, specie nei momenti di difficoltà, e custodendo una memoria condivisa per le nuove generazioni. Quasi la metà delle famiglie italiane si affidano ai nonni per la gestione quotidiana dei figli. Sono impegnati ad accudire i nipoti, andando a prenderli da scuola, aiutandoli nei compiti, permettendo così ai genitori di conciliare gli impegni lavorativi con quelli famiiari e, molto spesso, supplendo in particolare alla carenza o ai costi elevati dei servizi pubblici per l’infanzia, cruccio di tante famiglie.

Ma la loro specialità è rappresentante dalla capacità di costruire un “ponte generazionale”, raccontando ai nipoti il passato e ricostruendo le radici familiari, rendendoli consapevoli di sentirsi parte di una catena che continua nel tempo. I nonni trasmettono saggezza ed esperienza offrendo un angolo visuale costituito da ascolto ed affetto incondizionato, che si traduce in un benessere psicologico ed emotivo per tutti i componenti della famiglia; ma soprattutto riescono ad infondere sicurezza, stabilità nei momenti di cambiamento e favoriscono la resilienza dei nipoti, in una funzione che potremmo definire “terapeutica” per il benessere complessivo delle famiglie. Sono diventati così indispensabili che nel nostro Paese una famiglia su tre usufruisce del loro apporto, che non riguarda solo la famiglia. Il fenomeno dei cosiddetti “nonni sociali”, impegnati in attività di volontariato a sostegno di minori in difficoltà o di povertà educativa.