10 anni senza Peppe Drago: perché non intitolare un luogo o una struttura pubblica a Modica in sua memoria?

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10 anni senza Peppe Drago: perché non intitolare un luogo o una struttura pubblica a Modica in sua memoria?

MODICA – A 10 anni dalla scomparsa di Peppe Drago (morì il 21 settembre del 2016) torna ad affiorare, a Modica e nel territorio ibleo, il ricordo di una delle figure politiche più significative della storia recente siciliana. L’anniversario della morte dell’ex sindaco di Modica, già presidente della Regione Siciliana e sottosegretario di Stato, diventa anche l’occasione per rilanciare una riflessione sulla possibilità di intitolargli un luogo o una struttura pubblica, ora che è trascorso il periodo previsto dalla normativa. A sollevare la questione è Domenico Pisana, poeta e scrittore, che in un messaggio diffuso sui social ha ricordato il politico modicano nel decimo anniversario della sua morte. Pisana ripercorre il profilo umano e politico di Drago, definendolo una figura di rilievo non soltanto per la provincia di Ragusa, ma per l’intera Sicilia e anche a livello nazionale.

Nel suo ricordo emerge il ritratto di un leader dotato di grande carisma, capace di raccogliere consensi e di instaurare un rapporto diretto con i cittadini, in particolare con le fasce popolari. Una carriera politica caratterizzata da importanti successi e segnata anche da vicende giudiziarie, senza però perdere quel legame con la gente che lo portava a essere chiamato semplicemente “Peppe”, indipendentemente dalle cariche istituzionali ricoperte. «Fu un politico con molte luci e con le fragilità proprie di ognuno di noi esseri umani», scrive Pisana, ricordando l’amicizia personale e il percorso politico condiviso nelle fila del Ccd e successivamente dell’Udc di Pier Ferdinando Casini.

Da qui la domanda che lancia al dibattito pubblico: «A quando si intesterà qualcosa a Peppe Drago, ora che sono trascorsi i 10 anni previsti dalla normativa?». Nel suo intervento, Pisana richiama anche il ricordo dei funerali dell’ex presidente della Regione, celebrati nel settembre 2016, e in particolare la testimonianza del frate francescano padre Enzo La Porta sul percorso spirituale affrontato da Drago durante la malattia. Un momento che, racconta, lo colpì profondamente e che lo spinse a scrivere una poesia successivamente inserita nella silloge italo-romena “Nella trafitta delle antinomie”, pubblicata nel 2020. Il ricordo si conclude con un saluto carico di affetto e con una citazione del poeta latino Ovidio: «Abbiti come regalo il cielo». Un omaggio che riapre la riflessione sull’eredità politica e umana lasciata da Peppe Drago, figura ancora oggi presente nella memoria collettiva di una parte significativa della comunità modicana e siciliana.