ChocoModica: i (pochi) commercianti del centro storico pronti al boicottaggio dell’evento se non saranno accolte le loro richieste

HomeAttualità

ChocoModica: i (pochi) commercianti del centro storico pronti al boicottaggio dell’evento se non saranno accolte le loro richieste

MODICA – A poco più di un mese dall’inaugurazione di ChocoModica (dal 30 ottobre al primo novembre), gli oramai pochi commercianti che resistono in un centro storico sempre più abbandonato e degradato, si dicono pronti al boicottaggio della manifestazione se non saranno accolte le loro richieste. Secondo il Comitato per la tutela del centro storico l’evento, nella sua attuale formulazione, non è più sostenibile per le attività commerciali che ogni giorno tengono in vita Corso Umberto. La protesta nasce da un malcontento profondo accumulato nel corso delle ultime edizioni. Quella che dovrebbe essere una vetrina d’eccellenza per la celebre cioccolata di Modica, denunciano i commercianti, si è progressivamente impoverita, scendendo a un livello organizzativo paragonabile a una semplice sagra di paese.

Il problema principale riguarda l’impatto economico negativo che la manifestazione finisce per generare. In un periodo storico in cui i negozi locali affrontano enormi difficoltà economiche, subire ulteriori giornate di calo degli incassi, blocco del traffico e disagi alla viabilità è diventato inaccettabile. I membri del Comitato guardano al passato con nostalgia, ricordando i fasti di quando la kermesse era legata al circuito di Eurochocolate: un modello organizzativo di alto profilo, capace di attrarre flussi turistici imponenti e di garantire un vero ritorno economico. A quella qualità e a quella capacità attrattiva i commercianti chiedono di tornare.

Il Comitato ci tiene a precisare che la protesta non è sterile polemica, ma si fonda su proposte pratiche e costruttive per contemperare le esigenze della festa con quelle di chi lavora tutto l’anno. Tra le richieste principali figurano la modifica della viabilità, con l’apertura del traffico durante le ore diurne per consentire ai clienti di raggiungere i negozi e ai residenti di muoversi liberamente, riservando la chiusura di Corso Umberto esclusivamente alle ore serali, per favorire il passeggio e l’aggregazione. Si chiede inoltre di dire stop alle strutture in plastica dal sapore improvvisato, preferendo casette in legno eleganti, uniformi e coordinate, da distribuire con maggiore criterio sui marciapiedi più larghi nei tratti in cui i negozi sono chiusi, in Piazza Matteotti e all’interno dell’atrio comunale, evitando di soffocare le attività esistenti. A completare il quadro, la richiesta di una programmazione artistica, culturale e di intrattenimento all’altezza della storia e della bellezza di Modica.

Il messaggio centrale resta la richiesta di ascolto e coinvolgimento reale. Commercianti e residenti non vogliono più subire decisioni calate dall’alto, ma pretendono di sedersi al tavolo della programmazione per costruire un evento che sia una vera e propria festa della città e della modicanità autentica. La linea del Comitato è tracciata con fermezza: qualora le istanze di chi investe sul territorio 365 giorni l’anno dovessero essere nuovamente ignorate, il settore è pronto a valutare una chiusura collettiva dei negozi durante i giorni della manifestazione. Una forma di protesta forte, in cui ChocoModica si svolgerebbe tra gli stand ma con le serrande dei negozi di Corso Umberto rigorosamente abbassate. L’auspicio dei promotori resta comunque quello del dialogo e della ricerca di soluzioni condivise.