MODICA – Per oltre 15 anni i residenti dei complessi condominiali e delle palazzine situate sullo stesso lato di corso Sandro Pertini, nel quartiere Sorda, non hanno mai conosciuto la parola “emergenza”. L’acqua è sempre arrivata regolarmente in tutte le abitazioni. Quest’estate, tuttavia, lo scenario è cambiato in modo drastico e incomprensibile. Da settimane la continuità dell’erogazione idrica è diventata un miraggio per un intero tratto della via: l’acqua viene fornita solo a giorni alterni su richiesta degli amministratori, di normali cittadini e residenti dei condomini, tramite autobotti inviate da Iblea Acque. Una soluzione tampone che mostra quotidianamente i suoi limiti. Basta un ritardo dei camion o il sopraggiungere del fine settimana per lasciare decine di famiglie completamente a secco.
A rendere la situazione ancora più paradossale è la marcata disuguaglianza che si registra sulla stessa strada: mentre i fabbricati del lato, destro ( dell’albergo per intenderci) soffrono una grave carenza, il lato opposto di corso Sandro Pertini, caratterizzato da complessi di edilizia residenziale pubblica con un’elevata densità abitativa, non registra alcuna criticità e continua a ricevere regolarmente il servizio idrico. La problematica sembra essere coincisa con la recente espansione edilizia all’inizio del quartiere Sorda, lungo via Resistenza Partigiana, dove la nascita di nuovi palazzi ha evidentemente messo in sofferenza la rete idrica di una parte della zona. Alle costanti segnalazioni e telefonate dei cittadini, la risposta di chi di dovere si ripete identica: “In estate si consuma più acqua e non è possibile la somministrazione continua”. Una giustificazione che scontra con la realtà dei fatti: attualmente gran parte delle famiglie si trova nelle località balneari (da Marina di Modica a Sampieri, da Pozzallo a Maganuco) e molti appartamenti sono semi-vuoti. Se il sistema è già al collasso ora a popolazione ridotta, cosa accadrà tra poche settimane?
A settembre, con il rientro dalle vacanze, la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative, tutti i condomini torneranno a popolarsi a pieno ritmo. Se oggi occorre un’autobotte a giorni alterni per tamponare l’emergenza, a breve non ne basteranno due al giorno per soddisfare il fabbisogno delle numerose famiglie che abitano la via. ”Non è accettabile – dicono i residenti – gestire un quartiere popoloso affidandosi ai camion cisterna, né tantomeno creare disparità nell’erogazione tra un lato e l’altro della medesima strada. Chiediamo a Iblea Acque e all’amministrazione comunale risposte chiare, verifiche tecniche immediate sulla rete e un piano di intervento risolutivo prima che il rientro autunnale trasformi questo disservizio in una vera e propria crisi igienico-sanitaria”.

