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La cenere dell’Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa

La cenere dell’Etna non concede tregua e insidia anche la provincia di Ragusa, compromettendo l’attività dell’aeroporto di Comiso. Il Fontanarossa di Catania, a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo. La nube di cenere dell’Etna, in attività da giorni, continua a muoversi verso sud e sudovest. Lo fa sapere nel suo bollettino il Vaac (Volcanic Ash Advisory Center) di Tolosa, secondo cui le ceneri si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori. Intanto grosse quantità di cenere si registrano anche nel Ragusano, con tutti i disagi del caso.

La cenere vulcanica non è un semplice disagio o un fenomeno suggestivo: costituisce una minaccia reale per la sicurezza del volo. Le circolari dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ricordano che le particelle abrasive in sospensione possono ridurre drasticamente la visibilità, danneggiare le superfici esterne e, soprattutto, compromettere i motori e i sistemi di bordo degli aeromobili. Per questa ragione la Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, in coordinamento con le autorità aeronautiche, applica protocolli stringenti che prevedono la chiusura temporanea dello spazio aereo o dello scalo interessato. Per questo motivo la copiosa attività eruttiva dell’Etna, combinata con forti correnti in quota che spingono la cenere lungo i corridoi di avvicinamento, ha imposto lo stop degli aeroporti di Catania-Fontanarossa e Comiso.